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Lo specchio delle brame

Harry rimase inchiodato lì dove si trovava, mentre Gazza e Piton giravano l’angolo venendo dalla sua
parte. Naturalmente non potevano vederlo, ma il corridoio era stretto e se si fossero avvicinati di più
lo avrebbero urtato: il mantello lo rendeva invisibile, ma non incorporeo.
Indietreggiò silenziosamente. Alla sua sinistra c’era una porta socchiusa. Era la sua unica speranza.
5 Ci si infilò, trattenendo il fiato, cercando di non farla cigolare, e con suo grande sollievo riuscì a in-
sinuarsi dentro senza che i due lo notassero. Quando l’ebbero oltrepassata Harry si appoggiò alla pa-
rete, tirò un profondo respiro e tese l’orecchio ai loro passi che si perdevano in lontananza. Gli erano
passati vicino, molto vicino. Dovettero trascorrere alcuni secondi prima che si rendesse conto di quel
che conteneva la stanza dove si era nascosto.
10 Aveva l’aspetto di un’aula in disuso. Le oscure sagome dei banchi e delle sedie erano accostate lun-
go le pareti e c’era anche un cestino per la carta straccia capovolto. Ma appoggiato al muro, di fron-
te a lui, c’era un oggetto che appariva fuori luogo in quell’aula, come se qualcuno ce l’avesse messo
per toglierlo dalla circolazione.
Era uno specchio meraviglioso, alto fino al soffitto, con una cornice d’oro riccamente decorata che si
15 reggeva su due zampe di leone. In cima, portava incisa un’iscrizione: Erouc li amotlov li ottolfirnon.
Il panico era svanito, ora che non c’era più traccia di Gazza e di Piton, e Harry si avvicinò allo spec-
chio col desiderio di guardarsi dentro e ancora una volta non vedere il suo riflesso. Ci si piazzò di
fronte.
Dovette tapparsi la bocca con le mani per impedirsi di gridare. Si voltò di scatto. Il cuore gli batteva
20 furiosamente, perché nello specchio aveva visto non solo se stesso, ma tutta una folla di gente, pro-
prio accanto a lui. Eppure la stanza era vuota. Col respiro mozzo, tornò a volgersi lentamente verso
lo specchio.
Era lì, riflesso sulla sua superficie, pallido e atterrito, e riflesse dietro di lui c’erano almeno altre die-
ci persone. Harry tornò a guardare dietro di sé da sopra la spalla, ma ancora una volta, la stanza era
25 vuota. Oppure anche gli altri erano invisibili? Forse si trovava in una stanza piena di gente invisibile,
e il trucco dello specchio era di rifletterli tutti, invisibili o meno che fossero?
Tornò a guardare nello specchio. Una donna, ritta in piedi proprio dietro alla sua immagine, gli sor-
rideva e lo salutava con un gesto della mano. Allungò un braccio dietro di sé, ma non sentì altro che
aria. Se ci fosse stata veramente, avrebbe potuto toccarla, tanto le loro immagini erano vicine, e inve-
30 ce tastò soltanto aria: quella donna, e tutte quelle altre persone, esistevano soltanto nello specchio.
Era una donna molto carina. Aveva capelli rosso scuro e gli occhi... sì, i suoi occhi sono proprio co-
me i miei, pensò Harry facendosi un po’ più accosto allo specchio. Occhi verde chiaro... esattamente
la stessa forma. Poi però vide che stava piangendo: sorrideva e piangeva al tempo stesso. L’uomo al-
to, magro e coi capelli scuri che le era accanto la cinse con un braccio. Aveva una chioma ribelle, di
35 quelle che non stanno mai a posto. Proprio come quella di Harry.
Ora Harry era così vicino allo specchio che con la punta del naso sfiorava la sua stessa immagine.
«Mamma» mormorò. «Papà».
I due si limitarono a fissarlo sorridendo. E a poco a poco, Harry si voltò a guardare i volti delle altre
persone riflesse nello specchio, e vide altre paia di occhi verdi come i suoi, altri nasi come il suo, e
40 anche un vecchino che sembrava avere le sue stesse ginocchia ossute... Per la prima volta in vita sua,
Harry vedeva la sua famiglia.
I Potter continuavano a sorridergli e a salutarlo, e lui tornò a guardarli, anelante, con le mani premute
contro lo specchio come se sperasse di caderci dentro e di raggiungerli. Dentro di sé provava un do-
lore acuto, fatto per metà di gioia e per metà di una terribile tristezza.

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45 Quanto tempo rimase lì davanti, non lo sapeva. Le immagini riflesse non accennavano a svanire e
lui continuò a guardarle ancora a lungo, finché un rumore in lontananza lo fece tornare alla realtà.
Non poteva restare lì, doveva trovare la strada per tornare a letto. Distolse a forza lo sguardo dal vol-
to di sua madre, le sussurrò «Tornerò ancora», e si allontanò in fretta dalla stanza. [...]
adatt. da J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani, 1998

Comprensione della lettura

A1. Chi è il protagonista del brano?


A. Gazza e Piton.
B. Gazza.
C. Harry.
D. Gazza, Piton e Harry.

A2. All’inizio del brano, Harry sta scappando da Gazza e Piton e si nasconde cercando di non farsi
trovare. Harry ti sembra:
A. sicuro e rapido nei movimenti.
B. spaventato e cauto.
C. impavido e spavaldo.
D. timoroso ma deciso.

A3. Nella frase «con suo grande sollievo riuscì ad insinuarsi dentro senza che i due lo notassero»
(righe 5-6), il pronome lo a chi si riferisce?
A. Ad Harry.
B. Al mantello.
C. A Gazza.
D. A Piton.

A4. La stanza in cui entra il protagonista aveva l’aspetto di un’aula in disuso. Ricerca nel testo le
frasi che fanno capire che l’aula è ormai inutilizzata e trascrivile qui di seguito.
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A5. All’interno dell’aula in disuso c’era «un oggetto che appariva fuori luogo» (riga 12). Di quale
oggetto si tratta?
A. Due zampe di leone.
B. Un’iscrizione.
C. Una cornice riccamente decorata.
D. Uno specchio meraviglioso.

A6. Perché il protagonista crede che guardandosi allo specchio non vedrà il suo riflesso?
A. È un vampiro e i vampiri non si riflettono negli specchi.
B. Lo specchio è troppo rovinato e sporco per riflettere qualsiasi oggetto o persona.
C. Indossa il mantello che lo rende invisibile.
D. Lo specchio è coperto da un pesante drappo di stoffa.

A7. Nella frase «Il cuore gli batteva furiosamente, perché nello specchio…» (righe 19-20), la con-
giunzione perché indica un rapporto di:
A. causa.
B. conseguenza.
C. scopo.
D. tempo.

A8. L’aggettivo mozzo riferito al «respiro» (riga 21), da quale altro aggettivo può essere sostituito?
A. Mutilato.
B. Affaticato.
C. Interrotto.
D. Affannato.

A9. Quale gruppo di aggettivi indica meglio lo stato d’animo di Harry dopo essersi specchiato?
A. Atterrito, incredulo e pallido.
B. Pallido, curioso e nervoso.
C. Spaventato, eccitato e arrabbiato.
D. Deluso, stanco e affranto.

A10. Nello specchio Harry vede riflesse molte persone, oltre a lui. Come capisce che queste persone
sono all’interno dello specchio e non in carne ed ossa intorno a lui?
A. Nessuna di loro parla o si muove.
B. Tutte le persone riflesse sono trasparenti come fantasmi, quasi invisibili.
C. Harry allunga le braccia intorno a sé ma non sente altro che aria.
D. Harry le chiama ripetutamente, ma queste non rispondono.

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A11. Il termine tanto nell’enunciato «avrebbe potuto toccarla, tanto le loro immagini erano vicine»
(riga 29), ha la funzione di anticipare:
A. una dichiarazione.
B. un’argomentazione.
C. un’ipotesi.
D. una conseguenza.

A12. L’espressione «facendosi un po’ più accosto» (riga 32), da quale verbo può essere sostituita?
A. Avvicinandosi.
B. Allontanandosi.
C. Appiccicandosi.
D. Attaccandosi.

A13. Quanto tempo dura la vicenda narrata?


A. Un’ora.
B. Un tempo imprecisato, ma non troppo lungo.
C. Un tempo imprecisato, ma sicuramente più di 24 ore.
D. Un’intera notte.

A14. Quale fra i seguenti titoli ti sembra più adatto al brano?


A. La stanza segreta.
B. Lo specchio magico.
C. La fuga di Harry.
D. La famiglia scomparsa.

A15. A quale genere appartiene il brano che hai appena letto?


A. Fiaba.
B. Horror.
C. Avventura.
D. Fantasy.

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Riflessione sulla lingua

B1. L
 a seguente frase contiene due errori di ortografia. Individuali e trascrivili negli spazi sotto-
stanti.
Andrea, in montagna, fu colpito da un improvviso aquazzone. Per fortuna porta sempre l’ombrello
con se.
1. .................................................................................. 2. ..................................................................................

B2. Quale tra le seguenti frasi rispetta le regole della punteggiatura?


A. Terminata
 la ricreazione l’insegnante, entrò in classe e urlò: «Si può avere un po’ di silenzio!»
B. Terminata la ricreazione, l’insegnante entrò in classe e urlò: «Si può avere un po’ di silenzio?»
C. Terminata la ricreazione. L’insegnante entrò in classe, e urlò: «Si può avere un po’ di silenzio?»
D. Terminata la ricreazione, l’insegnante entrò in classe e urlò; «Si può avere un po’ di silenzio!»

B3. Inserisci correttamente il pronome relativo invariabile.


1. La verifica, ................................................... ti ho parlato, è andata bene a tutta la classe.
2. Gli amici, ................................................... esci ultimamente, sono davvero simpatici.

B4. Coniuga opportunamente i verbi che trovi tra parentesi.


1. Mi è dispiaciuto che voi non ............................................................ (venire) alla festa organizzata da Francesco
nella sua casa in montagna.
2. Mi ha garantito che domani mi ............................................................ (riportare) il libro che le avevo prestato.

B5. In quale tra le seguenti frasi è presente un verbo di forma passiva?


A. Domani sarà una splendida giornata, vorrei proprio andare al mare.
B. Luigi è tornato proprio ieri dalla montagna e ci ha portato degli ottimi funghi.
C. I miei amici al parco sono stati rincorsi da un cane per niente simpatico!
D. Carlo e Paola sono dovuti andare alla stazione in autobus poiché la loro auto era in panne.

B6. Individua nelle frasi il soggetto e trascrivilo nell’apposito spazio punteggiato.


1.
 La mamma ha partecipato ad un corso di cucina organizzato dalle sue amiche.
..................................................................................

2. Nonostante le previsioni, la partita è stata avvincente e combattuta fino all’ultimo minuto.
..................................................................................

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B7. Quale di queste frasi contiene un complemento di scopo?
A. Piango di gioia.
B. Rex è un cane da guardia.
C. Non mi piace il tuo comportamento.
D. Sono scivolata per le scale.

B8. Nella frase «Ho spedito una cartolina ad Alessandro dall’Egitto», ad Alessandro svolge la funzione
di:
A. complemento oggetto.
B. complemento d’agente.
C. complemento di termine.
D. complemento di specificazione.

B9. In quale delle seguenti frasi c’è una proposizione consecutiva?


A. Carlo è così simpatico che tutti gradiscono la sua compagnia.
B. Carlo è molto simpatico ma troppo timido.
C. Carlo non è simpatico a tutti perché è troppo timido.
D. Carlo, se vuole, sa essere molto simpatico.

B10. Trasforma le seguenti frasi interrogative in interrogative indirette.


1. Andrea domandò al suo compagno di banco: «Non sei stanco di ascoltare?»
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2. Papà mi chiede sempre: «Ti sei comportato bene con tua sorella?»

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Il fantasma del villino

Il giorno dopo era già deciso che non sarei andata al villino. Con le compagne avevamo in progetto
una lunga pedalata al santuario di un altro paese della valle, per toglierci una volta tanto dall’eterno
torrente. Ma ci furono voci di movimenti di truppe tedesche lungo lo stradone e i grandi misero il
veto. Non andammo nemmeno al torrente, tanto eravamo deluse e stufe. La guerra e la vita ci sem-
5 bravano diventate di colpo insopportabili.
(Succedeva anche questo, ogni tanto).
Così tornai a Villa Giulietta, dove almeno avevo la risorsa dei vecchi giornalini. Era la solita ora, cre-
do, ma le giornate intanto si stavano accorciando, in mezzo ai nostri grossi monti: quando suonai al
cancello la luce cominciava a calare. Già da qualche giorno, perché ci vedessi a leggere in quel salot-
10 tino scuro, la signorina aveva finito coll’accendere la luce.
Venne ad aprire indossando un grembiulone di canapa, fiorito sul davanti di macchie rosso-viola.
Prima non mi si era mai presentata in quell’arnese da gran faccende, eppure lo sapevo che faceva tut-
to da sé, in casa, con quelle mani lunghe e pallide. Nessuna donna di servizio aveva mai messo pie-
de al villino, nemmeno una lavandaia a ore.
15 – Ah, sei venuta, dopo tutto – disse, spingendo indietro nervosamente i capelli che pendevano flosci
sulle guance accaldate. – Ho la marmellata sul fuoco, ma farò in un attimo. Ormai è pronta, vuoi ve-
nire a vedere mentre la invaso?
Sai che gran novità. Anche la mia mamma in quei giorni cuoceva la marmellata, anche altre mamme
di amiche mie. Era per tutte la stessa, un pastone denso di mele, pere e prugne (noi nell’orto aveva-
20 mo un susino grandissimo e molto prolifico), con dell’uva, chi ne trovava, da sostituire allo zucche-
ro irreperibile. Bisognava farla cuocere a lungo, altrimenti non durava, rimestando in continuazione
perché non attaccasse. Una faticaccia.
– Vieni – mi spronò la signorina, girando in fretta l’angolo della casa. Per entrare in cucina bisogna-
va passare da una porticina laterale. Le andai dietro a rilento.
25 Faceva caldo, in cucina, e c’era un odore un po’ caramellato che prendeva alla gola. Lei tolse il pen-
tolone dal fuoco e col mestolo di legno cominciò a distribuire le prime cucchiaiate in fondo ai vaset-
ti. La cosa prometteva di andare per le lunghe; io ballavo da un piede all’altro per la noia.
Dissi: – Posso andare ad aspettarla su?
In salotto se non altro sarebbe stato più fresco.
30 La signorina si bloccò, col mestolo in mano, alzando la fronte tutta arricciata per l’ansia. Sbarrava
anche gli occhi, sembrava proprio sgomenta, neanche le avessi fatto chissà che proposta micidiale.
Poi dovette capire che non era il caso, perché disse, sforzandosi di sembrare tranquilla: – Va bene,
sali pure, sarò subito da te. – Le scappò di bocca: – Mi raccomando però di non andare in giro a cu-
riosare!
35 Fingeva di scherzare, ma la voce suonava un filino tagliente. Di solito si parla sul serio, con una vo-
ce così.
– Figuriamoci – risposi io, offesa.
Non avevo mai curiosato, qui a Villa Giulietta. Mi ero sempre accontentata volta per volta di quel
che lei aveva piacere di mostrarmi, senza cercare più in là. Se non avesse detto quella frase infelice,
40 certo nemmeno quel giorno mi sarebbe venuto in mente di comportarmi in modo diverso.
Colpa sua, pensai, che invece adesso mi fosse venuto in mente. Ben le stava, alla signorina Rebaudi.
Mi ricordai della torretta e della mia convinzione del primo giorno che c’entrasse in qualche modo
col mistero. Questa era l’occasione buona per andare a vedere; l’unica, anzi. Un inaspettato dono del
cielo, che sarebbe stato un peccato sprecare.

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45 Così salii all’ingresso dalla scala interna, ma invece d’entrare in salotto proseguii in punta di piedi
fino al piano di sopra e qui infilai senza esitazione la scala a chiocciola in fondo al corridoio. Den-
tro di me mi meravigliavo di osare tanto. Ma c’erano troppe cose che non capivo, in questo villino:
le porte chiuse, i topi che sbuffavano...
Mi spingeva, sotto sotto, anche la confidenza che avevo preso con la signorina. Ero convinta che an-
50 che se mi avesse scoperta nel corso di questa mia esplorazione clandestina, ebbene, mica mi avreb-
be mangiata. Non era tipo da mangiare nessuno.
Con tutto ciò, il cuore mi batteva a martello quando sbucai all’interno della torretta. Mi guardai in-
torno; e non c’era nessun mistero, non c’era un bel niente.
Era una camerina quadrata, con quattro delle solite finestre aguzze alla medioevale, una per lato; ma
55 di vetri colorati, qui, non c’era che una lista celestina nel mezzo, tutti gli altri erano normali. Perciò
anche a quell’ora faceva abbastanza chiaro da vedere a colpo d’occhio che la torretta era vuota. Non
si sarebbe potuto nascondere nemmeno un gatto, cosa dico, nemmeno un topo, in un posto così. Non
una seggiola, né un vaso da fiori: il puro niente.
Mi ricatapultai giù per la scala a chiocciola, più che mai in punta di piedi. Che figura, se la signori-
60 na mi scopriva a cercar misteri qui dove non ce ne potevano essere! Solo a pensarci mi bruciavano
le orecchie. Non vedevo l’ora di farmi trovare buona buona in salotto, dove avrei dovuto essere già
adesso.
adatt. da Beatrice Solinas Donghi, Il fantasma del villino, Einaudi Ragazzi, 1999

Comprensione della lettura

A1. Il testo è raccontato da un:


A. narratore esterno.
B. narratore interno.
C. narratore onnisciente.
D. non è possibile identificarlo.

A2. Dalla frase «ci furono voci di movimenti di truppe tedesche» (riga 3), puoi dedurre che la storia
si svolge:
A. durante la prima guerra mondiale.
B. durante la guerra d’indipendenza.
C. durante la guerra franco-prussiana.
D. durante la seconda guerra mondiale.

A3. La protagonista vive:


A. in un paese di montagna.
B. in un paese di mare.
C. in una città.
D. in una metropoli.

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A4. Dalle informazioni che trovi nel brano, puoi dedurre che la vicenda narrata si svolge:
A. nel tardo pomeriggio.
B. alle prime ore del mattino.
C. all’ora di pranzo.
D. all’ora di cena.

A5. Nella frase «perché ci vedessi a leggere in quel salottino scuro, la signorina aveva finito
coll’accendere la luce» (righe 9-10), cosa indica la congiunzione perché?
A. Lo scopo per cui la signorina accende la luce.
B. La causa per cui la signorina accende la luce.
C. La concessione fatta dalla signorina.
D. Il momento in cui la signorina accende al luce.

A6. Perché la signorina Rebaudi aveva le «guance accaldate» (riga 16)?


A. Era appena uscita dalla doccia calda.
B. Era appena tornata da una passeggiata in bicicletta.
C. Stava svolgendo le faccende domestiche.
D. Stava preparando la marmellata.

A7. Dalle parole della protagonista si intuisce che queste marmellate preparate in casa dovevano
essere:
A. difficili da preparare, ma molto buone.
B. faticose da preparare e poco appetibili.
C. faticose da preparare e molto costose.
D. semplici da preparare, ma piuttosto difficili da conservare.

A8. Secondo te, perché lo zucchero era irreperibile e si ricorreva all’uva come dolcificante naturale?
A. Al tempo della vicenda narrata lo zucchero non era ancora utilizzato.
B. C ’era stato un lungo periodo di siccità che aveva distrutto i raccolti di canna da zucchero da
cui si ricava lo zucchero e quindi non se ne trovava in commercio.
C. I n tempo di guerra la povertà è assoluta e quindi non c’è denaro per acquistare lo zucchero; si
ricorre così a prodotti naturali che si trovano in campagna.
D. L’unico negozio di alimentari del paese aveva chiuso e quindi non si poteva acquistare né
zucchero, né qualche altro dolcificante artificiale e si doveva ricorrere a dolcificanti naturali.

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A9. Mentre la signorina Rebaudi, terminata la cottura della marmellata, inizia a distribuirla nei
vasetti, qual è lo stato d’animo della protagonista?
A. Annoiata e disgustata.
B. Annoiata ma desiderosa di assaggiare la marmellata.
C. Curiosa e attenta.
D. Stanca ma felice di essere lì in compagnia.

A10. La protagonista ad un certo punto chiede alla signorina Rebaudi di uscire dalla cucina e di poterla
aspettare in salotto. Cerca nel testo le azioni e le espressioni che ci fanno capire chiaramente che
per la signorina questa richiesta è inaspettata e poco gradita e trascrivile qui di seguito.
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A11. Che riflessioni fa la protagonista dopo che la signorina Rebaudi le chiede di «non andare in
giro a curiosare» (righe 33-34)?
A. Pensa che la signorina Rebaudi sbagli a dubitare di lei perché si era sempre accontentata di
vedere solo ciò che le era stato mostrato.
B. C
 rede che la signorina Rebaudi abbia molti segreti custoditi nella sua casa e lei è molto cu-
riosa di scoprirli.
C. S
 i sente offesa dalla richiesta della signorina Rebaudi e così decide di non andare a curiosare
nelle stanze della villa.
D. Non si cura della richiesta della signorina Rebaudi e preferisce fare di testa sua, andando a
curiosare per le stanze della villa.

A12. Nella frase «la voce suonava un filino tagliente» (riga 35), l’aggettivo tagliente può essere sosti-
tuito da:
A. ironica, satirica.
B. appuntita, acuta.
C. affilata, sferzante.
D. dura, graffiante.

A13. Perché la protagonista prosegue «in punta di piedi fino al piano di sopra» (righe 45-46)?
A. Perché teme di scivolare sul pavimento pulito della casa della signorina Rebaudi.
B. Perché vuole fare uno scherzo alla signorina Rebaudi.
C. Perché non vuole farsi sentire dalla signorina Rebaudi.
D. Perché vuole fare una sorpresa alla signorina Rebaudi.

4
A14. L’ultima sequenza del brano, da «Mi ricatapultai…» (riga 59) fino al termine, secondo te è di tipo:
A. riflessivo.
B. dialogico.
C. narrativo.
D. descrittivo.

A15. Secondo te, qual è il rapporto fra la protagonista e la signorina Rebaudi?


A. Di amicizia e affiatamento.
B. Di timore e rispetto.
C. Di confidenza e rispetto.
D. Di timore e avversione.

Riflessione sulla lingua

B1. Nelle seguenti frasi sono presenti due errori di ortografia. Individuali e trascrivi la frase cor-
retta.
1. Mi anno informato che l’hanno prossimo andrai in vacanza a Londra.
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2. La mamma a passato la c’era sul pavimento della cucina. Fai attenzione a non cadere.
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B2. Quale dei seguenti nomi plurali ha la forma sbagliata?


A. Piogge.
B. Chirurgi.
C. Ciliegie.
D. Frecce.

B3. Il nome composto sempreverde è formato da:


A. nome + verbo.
B. verbo + verbo.
C. avverbio + aggettivo.
D. avverbio + nome.

B4. In quale di queste frasi il verbo essere ha funzione di ausiliare?


A. Sarei una sciocca se ti credessi ancora!
B. A causa del maltempo tutti gli aerei sono arrivati in ritardo.
C. Accendi la TV per favore: c’è il mio programma preferito.
D. Il vaso di terracotta è sul davanzale della finestra della tua camera.

5
B5. In quale di queste frasi il pronome mi svolge la funzione di complemento di termine?
A. Mi daresti dell’acqua per favore?
B. Prima di uscire mi specchio a lungo in camera mia.
C. Quando stiamo parlando, desidero che tu mi guardi!
D. Mi vergogno molto del modo in cui ho reagito per una simile sciocchezza.

B6. In una delle due frasi c’è un errore nell’uso dei verbi. Individualo e trascrivi la frase corretta
nello spazio predisposto.
1. Se fossi arrivato in tempo, non avremmo perduto l’autobus.
2. Se avresti mangiato più lentamente, ora non ti sentiresti male.
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B7. Quale tra le seguenti frasi ha il soggetto sottinteso?


A. Lucia e Claudia escono spesso la sera per andare al cinema.
B. Credo proprio che tornerò in Messico anche l’estate prossima.
C. Il computer è uno strumento indispensabile per il mio lavoro.
D. La biblioteca comunale resterà chiusa per lavori di restauro.

B8. Quale tra le seguenti frasi contiene un complemento di causa efficiente?


A. La lettera di dimissioni fu consegnata direttamente al Dirigente.
B. Ha pianto tutto il pomeriggio per quella ferita.
C. Alcuni alunni sono stati mandati dal Preside perché disturbavano durante la lezione.
D. Il viale di casa mia è illuminato da una lunga serie di lampioni.

B9. Quale delle congiunzioni introduce una proposizione concessiva?


A. Affinché.
B. Poiché.
C. Sebbene.
D. Eppure.

B10. Unisci le due frasi per creare un periodo costituito da una proposizione principale e una rela-
tiva.
Abbiamo visitato un museo. Nel museo sono raccolte molte opere di Picasso.
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In lotta con il cibo
Da dove è tratto il brano: da «Per me», periodico a diffusione nazionale.
Il contenuto del testo: i disturbi alimentari sono in aumento: ci sono persone che mangiano troppo,
persone che mangiano troppo poco e persone che si alimentano quasi esclusivamente di cibi indu-
striali, precotti e confezionati, arrecando danni al proprio equilibrio psico-fisico. Perché accade tut-
5 to questo? E come porvi rimedio, anche nella pratica quotidiana?
«Mangio perché ho bisogno d’affetto». Sarà capitato anche a voi di giustificare così una scato-
la di cioccolatini svuotata in tempo record in una giornata nera. Ma c’è chi al rituale delle abbuffate,
seguite da vomito e digiuni, si dedica sistematicamente.
Ragazzine infelici, ma anche mature casalinghe, donne in carriera, non pochi uomini. Persino bam-
10 bini. Tutti, sembrerebbe, malati di un’insaziabile fame d’amore. Di un bisogno di compensare con il
cibo un vuoto creato da insoddisfazioni, frustrazioni o stanchezze. «I disturbi del comportamento
alimentare sono in aumento. E il fenomeno preoccupa» dice Giovanni Lanzi, docente di neuropsi-
chiatria infantile all’Università di Pavia, che ha appena organizzato un convegno internazionale su
anoressia e bulimia. «Secondo il Ministero della Salute ne soffre almeno il 6% della popolazione, ma
15 altre fonti segnalano dati più alti».
Anoressia e bulimia
La punta dell’iceberg dei problemi alimentari è rappresentata dall’anoressia e dalla bulimia. Ricono-
sciute come disturbi psichiatrici che colpiscono rispettivamente lo 0,3% e l’1% dei giovani, con un
picco dai 16 anni in su. Ma l’arcipelago è vasto. E accanto all’anoressia e alla bulimia i medici regi-
20 strano anche i binge eating disorders, “disturbi da alimentazione compulsiva”. Sono quelli di chi ce-
de alle abbuffate ogni tanto, come prima delle mestruazioni o di notte, ma che si manifestano con gli
stessi sintomi delle altre due patologie. Il fenomeno è preoccupante, ma da quando sono stati indivi-
duati questi disturbi, una trentina di anni fa, le terapie hanno fatto passi avanti. E sono state appro-
fondite le cause psicologiche che li determinano, per esempio nell’adolescenza. «Le ragazzine non si
25 sentono capite dai genitori in casa, hanno problemi con i coetanei, non si piacciono» dice Stefano Ci-
rillo, psicoterapeuta al Nuovo centro per lo studio della famiglia di Milano. «D’altra parte, la società
propone modelli di donne magre e fa intuire che basta una dieta per risolvere tutto. Una ragazza su
dieci ci casca e infila una dieta dopo l’altra. Finché il meccanismo ha la meglio, e diventa anoressica
o bulimica». Poi c’è la famiglia. Gli studi più recenti alzano il dito contro mamme fredde, distacca-
30 te ma invadenti, ben diverse da quelle iperprotettive che solo dieci anni fa descriveva Mara Selvini
Palazzolo, la psicoterapeuta che ha creato la terapia familiare. «Sono madri che trasmettono modelli
di comportamento sbagliati, perché a loro volta stanno sempre a dieta» commenta lo psichiatra Fau-
sto Manara che all’Ospedale civile di Brescia dirige il Centro per i disturbi del comportamento ali-
mentare, punta di diamante tra gli istituti che si occupano di questi problemi. «Ma colpevolizzare i
35 genitori non serve. L’importante è uscire dal circuito di schiavitù reciproca e impedire che i genitori
stiano a presidiare il territorio e tenere sotto controllo la figlia».
Guarire si può
Per uscire dal tunnel dell’anoressia e della bulimia i metodi più efficaci sono la terapia familiare e
quella cognitivo-comportamentale. «Sviluppano l’autonomia e rieducano un rapporto corretto con il
40 cibo» prosegue Manara. «Sono terapie di gruppo o individuali, ricoveri nei casi più gravi, farmaci
quando occorre, per tamponare la depressione e i sintomi collaterali. Interventi integrati con dietolo-
gi e psicoterapeuti per far fronte a ogni sfumatura di questi disturbi, a tutti gli effetti psicosomatici».
Chi varca la soglia di un ospedale o di un centro specializzato (meno di dieci in tutta Italia) ha otti-
me probabilità di venirne fuori: il 78% in sei mesi, con una buona tenuta dopo 5-10 anni.

1
45 Un malessere che colpisce a tutte le età
Le ragazzine più fortunate se la cavano, perché hanno una famiglia alle spalle, ma le donne adulte so-
no sole. E spesso trascinano il problema per anni, conducendo una vita all’apparenza normale. «Da
quando abbiamo aperto l’ambulatorio, tre anni fa, abbiamo visto alzarsi la media dell’età» dice Mau-
rizio Campana, medico al Centro per i disturbi del comportamento alimentare della Casa di cura Pa-
50 lazzolo di Bergamo. «Arrivano donne bulimiche da vent’anni, ultrasettantenni anoressiche.» Persone
che hanno tenuto nascosto il disturbo per anni, perché se ne vergognavano o non pensavano che esi-
stessero cure adatte. «Molte sottovalutano il problema» aggiunge lo psichiatra Giorgio Maria Bressa.
«Si buttano sul cibo in un momento critico, poi digiunano o si mettono a dieta, e ricominciano. Ma il
circolo vizioso può portare, nei casi più gravi, a squilibri psicologici. Perché in certi comportamenti,
55 come mangiare da sole, di nascosto, spesso si insinuano sensi di colpa, fobie, depressioni».
Cibi industriali e cibi naturali
Il nostro modo di mangiare è diventato malsano, distorto, troppo cerebrale e una parte di respon-
sabilità ce l’ha anche lui: il cibo. Che ci viene offerto in varietà e abbondanza senza precedenti nel-
la storia umana, ma che, contemporaneamente, si è impoverito, falsificato. «Il cibo massificato non
60 soddisfa più perché ha sempre gli stessi piatti sapori» dice lo psichiatra Giorgio Maria Bressa. «Co-
sì, nonostante i suoi 1000 recettori nervosi, ciascuno in grado di distinguere livelli infinitesimali di
variazione di un sapore, il gusto lavora al minimo. E quello che dovrebbe essere un piacere diventa
qualcosa di molto simile a un dovere: mangiare non appaga i sensi. Invece di essere una piccola ar-
te, diventa un modo per riempirsi lo stomaco, con il rischio di eccessi». Recentemente i nutrizionisti
65 americani hanno accusato gli elaborati cibi industriali di essere troppo calorici. Sostengono che più
un alimento è precotto, soggetto a procedimenti industriali, più rapidamente si assimila con il rischio
di andare incontro al diabete. Al contrario, una mela o una carota allo stato naturale, sono salutari:
si fa più fatica a mangiarli, ma il corpo, per la ricchezza di fibre, le assimila lentamente. Rieducarsi
a una alimentazione equilibrata, insomma, significa anche cercare cibo diverso, più semplice, natu-
70 rale. Più ricco di sapori.
tratto da Per me, periodico a diffusione nazionale, maggio 2004

Comprensione della lettura

A1. Perché la prima frase «Mangio perché ho bisogno d’affetto» (riga 6) è posta fra virgolette?
A. Per racchiudere una citazione tratta dal discorso di un medico.
B. Per racchiudere il pensiero dell’autore del brano.
C. Per racchiudere le parole testuali di un’ipotetica persona.
D. Per dare all’espressione un significato ironico.

A2. Come sostituiresti l’aggettivo nera nell’espressione «una giornata nera» (riga 7)?
A. Cupa, sfortunata.
B. Scura, corvina.
C. Tenebrosa, funesta.
D. Crudele, avversa.

2
A3. Secondo l’autore, quali sentimenti spingono le persone a gettarsi senza freni sul cibo?
A. Paura e disperazione.
B. Insoddisfazioni, frustrazioni, stanchezza.
C. Pene d’amore, separazioni.
D. Insoddisfazione economica e lavorativa.

A4. Con quale espressione sostituiresti «La punta dell’iceberg» (riga 17)?
A. Ciò che risulta più difficile da comprendere in una situazione.
B. Ciò che spaventa di più in una situazione.
C. Ciò che è più pericoloso in una situazione.
D. Ciò che risulta più evidente in una situazione.

A5. Quali sono i problemi alimentari più diffusi? Elencali qui di seguito.
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A6. Quali sono, secondo il dottor Stefano Cirillo, le cause che determinano i disturbi alimentari?
A. Cause psicologiche e psichiatriche.
B. Cause fisiologiche.
C. Cause legate ai modelli estetici proposti dai mass media.
D. Cause psicologiche, sociali, familiari.

A7. R
 itrova nel testo quali sono i metodi più efficaci per guarire dai disturbi alimentari suggeriti
dal dottor Manara e trascrivili.
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A8. Che cosa significa l’espressione «effetti psicosomatici» (riga 42)?


A. Effetti che interessano contemporaneamente sia il corpo sia la mente.
B. Effetti che interessano alternativamente il corpo o la mente.
C. Effetti che interessano solo il corpo.
D. Effetti che interessano solo la mente.

3
A9. Lo psichiatra Giorgio Maria Bressa parla di un «circolo vizioso che può portare, nei casi più
gravi, a squilibri psicologici» (riga 54). Di quali fasi si compone?
A. Digiunano e si mettono a dieta continuamente.
B. Digiunano e si mettono a dieta a fasi alterne.
C. Si buttano sul cibo in periodi di crisi, poi si mettono a dieta e ricominciano.
D. Si buttano sul cibo in periodi di crisi, poi digiunano.

A10. Con quale espressione sostituiresti perché nell’espressione «Perché in certi comportamenti,
come mangiare da sole, di nascosto, spesso si insinuano sensi di colpa…» (righe 54-55)?
A. Tanto che.
B. Affinché.
C. Per il fatto che.
D. Dunque.

A11. Alla riga 55 la funzione di «come» è quella di:


A. offrire un esempio di quanto detto prima.
B. dimostrare quanto detto prima.
C. contraddire l’affermazione precedente.
D. proporre un’ipotesi.

A12. Il pronome che, nell’espressione «Che ci viene offerto in varietà e abbondanza senza preceden-
ti...» (riga 58), si riferisce:
A. al modo di mangiare.
B. al cibo.
C. al cibo industriale.
D. al cibo naturale.

A13. Perché anche il cibo, secondo lo psichiatra Giorgio Maria Bressa, è responsabile delle nostre
cattive abitudini alimentari?
A. P
 erché il cibo, sempre più artificiale e industriale, ha diminuito il suo potere nutrizionale e
dunque il nostro corpo ne richiede in quantità maggiori.
B. P
 erché il cibo, sempre più artificiale e industriale, ha perso le sue caratteristiche organolettiche
e non appaga più i nostri sensi.
C. P
 erché il cibo, sempre più artificiale e industriale, ha perso le sue caratteristiche naturali e ha
aumentato il suo apporto calorico.
D. P
 erché il cibo, sempre più artificiale e industriale, ha migliorato le sue caratteristiche tanto che
si è spinti a consumarne sempre in quantità maggiori.

4
A14. Quale frase, fra quelle proposte di seguito, contiene la tesi di fondo dell’autore?
A. I disturbi alimentari hanno molteplici cause e purtroppo colpiscono persone di tutte le età e di
entrambi i sessi. Oggi però, grazie a terapie adeguate, è possibile guarire.
B. I disturbi alimentari hanno molteplici cause e purtroppo colpiscono persone di tutte le età e di
entrambi i sessi e, tuttora, è impossibile guarire.
C. I disturbi alimentari hanno molteplici cause e purtroppo colpiscono persone di tutte le età, ma
solo di sesso femminile. Oggi però, grazie a terapie adeguate, è possibile guarire.
D. I disturbi alimentari sono causati da disturbi psichiatrici e colpiscono persone in età giovanile
di entrambi i sessi. Oggi però, grazie a terapie adeguate, è possibile guarire.

A15. Qual è lo scopo principale del testo?


A. Consigliare le terapie efficaci contro i disturbi alimentari.
B. Indicare i medici e le strutture ospedaliere adatte a quanti sono malati di disturbi alimentari.
C. Convincere quanti sono malati di anoressia e bulimia a rivolgersi a medici competenti.
D. Informare sulle cause e i rimedi legati ai disturbi alimentari.

Riflessione sulla lingua

B1. In quale delle seguenti espressioni c’è un errore nell’uso dell’elisione?


A. Sull’acqua.
B. D’amare.
C. C’erano.
D. Sull’armadio.

B2. In quale delle seguenti frasi è presente l’articolo partitivo?


A. I professori di mio figlio mi hanno convocato per lunedì prossimo.
B. La città di Londra è la capitale del Regno Unito ed è una delle più belle capitali d’Europa.
C. Abbiamo comprato degli acquerelli per la lezione di Arte e Immagine di domani.
D. Ieri ci ha sorpresi un brutto temporale e poiché eravamo senza ombrello ci siamo bagnati
completamente.

B3. Quale delle seguenti frasi contiene un aggettivo al grado comparativo di maggioranza?
A. Chiara è la studentessa più brava della classe.
B. La tua torta è risultata più soffice della mia, forse perché hai aggiunto la fecola.
C. Questo nuovo gioco per la Play Station è in assoluto il più divertente di tutti.
D. Luigi e Giovanni sono i ragazzi più alti della loro squadra di basket.

5
B4. In quale delle seguenti frasi è presente un verbo impersonale?
A. Nel cielo si stanno addensando nuvole minacciose, credo che fra poco pioverà a dirotto.
B. Durante la partita di calcio sono piovuti insulti indicibili.
C. Nella battaglia, le spade lampeggiavano al chiarore della luna.
D. Dopo molti giorni ho rivisto mia zia che mi ha tempestato di domande.

B5. Completa le frasi inserendo l’ausiliare corretto.


1. I bambini volevano giocare a calcio sulla spiaggia affollata, ma la mamma non ..............................................
dato loro il permesso.
2. Visto il nostro ritardo, ....................................................... dovuti partire con il treno successivo.

B6. A quali domande chiave risponde il complemento oggetto?


A. A chi/a che cosa?
B. Di chi/di che cosa?
C. Chi/che cosa?
D. Da chi/da che cosa?

B7. Nella frase «I miei amici sono a Roma in gita scolastica per tutta la settimana», il verbo sono
svolge la funzione di:
A. predicato nominale.
C. passivo.
B. ausiliare.
D. predicato verbale.

B8. In quale dei seguenti periodi è presente un rapporto di coordinazione?


A. Ritornerò in Egitto perché la storia dei faraoni mi affascina.
B. Mario mi ha prestato il suo nuovo iPod e io non gliel’ho ancora restituito.
C. Claudia è molto brava a scuola tanto che dice di voler intraprendere gli studi classici.
D. Se non avessi corso così tanto sicuramente non saresti caduto rovinosamente.

B9. Come potresti unire le due frasi «Mettiti l’impermeabile» e «fuori piove moltissimo»?
A. Anche se.
C. Affinché.
B. Dato che.
D. Sebbene.

6
B10. In quale di queste frasi è presente una relativa impropria?
A. È necessario chiamare un veterinario che venga subito a visitare la nostra cagnetta.
B. È necessario chiamare il medico che conosce da molto tempo le tue condizioni di salute.
C. È arrivato Sandro dopo un lungo viaggio che ha fatto in India.
D. Siamo felici di conoscere i tuoi genitori di cui ci hai parlato a lungo.

7
Salute e Sud del mondo
Nei Paesi del Sud del mondo molte malattie curabili causano gravi epidemie a causa della povertà
diffusa e della scarsa disponibilità di cure sanitarie: un miliardo e trecento milioni di persone non
hanno accesso all’acqua potabile, mentre circa due miliardi di persone non hanno accesso alle cure.
La povertà ha molte facce: malnutrizione (per insufficiente qualità oltre che quantità del cibo), man-
5 canza di istruzione, sfruttamento, disordine sociale, discriminazione, criminalità, corruzione. In
queste condizioni la popolazione è maggiormente esposta alle malattie; coloro che si ammalano ten-
dono a diventare sempre più poveri, si nutrono sempre meno e sempre peggio. Povertà e malattia
creano un circolo vizioso dal quale è molto difficile uscire e che conduce alla morte dei singoli e al
progressivo impoverimento della società. Migliorare le condizioni di salute nei Paesi in via di svilup-
10 po significa invece interrompere questa spirale di morte e innescare un circolo virtuoso, nel quale il
miglioramento della salute significa più possibilità di lavoro, maggiori risorse economiche, migliori
condizioni di vita e ulteriori effetti positivi per la salute.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo si contano 5 milioni di mor-
ti e 300 milioni di malati a causa di AIDS, tubercolosi e malaria, le tre maggiori malattie infettive,
15 per le quali non esiste vaccino.
In generale le malattie infettive rappresentano la prima causa di morte nel mondo con 15 milioni di
morti all’anno, di cui il 97% nei Paesi in via di sviluppo, mentre nel ricco Occidente le stesse malat-
tie sono state ormai debellate da decenni.
La cura della tubercolosi, della malaria, della dissenteria e di altre malattie è sempre più difficile per-
20 ché esse sviluppano nel tempo una progressiva resistenza ai farmaci: ciò rende necessario l’uso di
nuove sostanze più efficaci ma spesso anche molto più costose. Quella dei farmaci è infatti una delle
più importanti e difficili battaglie che governi e ONG combattono sul terreno della sanità mondiale:
essa vede contrapposti da una parte gli enormi interessi economici delle multinazionali farmaceuti-
che, e dall’altra il diritto alla salute di milioni di malati.
25 Un primo passo per garantire l’accesso ai farmaci venne fatto dall’OMS, che nel 1977 pubblicò la
prima lista di 208 farmaci essenziali, ovvero quelli che “soddisfano i bisogni della maggioranza del-
la popolazione in materia di cure sanitarie e devono dunque essere sempre disponibili in quantità
sufficiente e sotto la forma farmaceutica appropriata”.
L’undicesima e ultima edizione (1999) contiene 311 sostanze. In maggioranza si tratta di farmaci ge-
30 nerici: ciò significa che il loro principio attivo non è o non è più coperto da brevetto. I farmaci gene-
rici sono sul mercato dagli anni ‘70 e attualmente si producono a basso costo anche nei Paesi in via
di sviluppo. Il maggiore problema riguarda i farmaci brevettati, le specialità, il cui costo è spesso
elevato, soprattutto per i Paesi poveri che devono acquistarli dalle industrie occidentali.
I brevetti
35 I TRIPS (Trade-Related Intellectual Property Rights) sono gli accordi internazionali dell’OMC (Or-
ganizzazione Mondiale del Commercio) che dal 1996 sanciscono i diritti di proprietà intellettuale,
ovvero i brevetti. Riguardo ai farmaci, la durata del brevetto venne stabilita in 20 anni (ridotti a 17
nel 2001): durante questo periodo, senza l’autorizzazione del proprietario del brevetto, non è possi-
bile produrre un farmaco equivalente né acquistarlo su un mercato estero. Ciò significa che il pa-
40 ziente che necessita di un farmaco brevettato non ha alternative: è costretto a pagare il prezzo fissato
dal proprietario del brevetto. Il 15% dei farmaci essenziali pubblicati nella lista dell’OMS è coper-
to da brevetto: tuttavia, secondo Medici Senza Frontiere (MSF), molte specialità non sono state in-
cluse nella lista perché troppo costose e pertanto non accessibili ai Paesi poveri. I Paesi che violano
i TRIPS possono essere puniti con sanzioni commerciali o essere portati in tribunale, come è acca-

1
45 duto per il Sudafrica. Tuttavia quando in un Paese sia in atto un’emergenza sanitaria, quando si ve-
rifichi un abuso del brevetto da parte del detentore (inaccessibilità del farmaco a causa del prezzo
elevato), o per uso governativo non commerciale del farmaco, il governo può emettere delle licenze
obbligatorie che autorizzano le industrie locali a produrre farmaci per un periodo di tempo limita-
to, eludendo i brevetti.
50 In realtà le licenze obbligatorie sono utilizzate prevalentemente dai Paesi ricchi, in quanto i Paesi po-
veri vengono fortemente dissuasi dall’Occidente per mezzo di ricatti commerciali.
adatt. da E. Bolognesi, F. Cavalli, R. Ciccone, Pace e globalizzazione, da Salute e Sud del mondo, Bologna, EMI, 2003

Comprensione della lettura

A1. Che cosa si intende per Paesi del Sud del mondo?
A. Paesi ricchi che si trovano a sud dell’Equatore.
B. Paesi in via di sviluppo che si trovano a sud dell’Equatore.
C. Paesi ricchi che si trovano a sud dell’Europa.
D. Paesi in via di sviluppo che si trovano a sud dell’Europa.

A2. Perché nei Paesi del Sud del mondo molte malattie curabili causano delle vere e proprie epidemie?
A. Perché la formazione dei medici è insufficiente e non sono in grado di fare diagnosi precise.
B. Perché la popolazione è restia ad affidarsi alle cure dei medici.
C. P
 erché la povertà diffusa e la scarsa disponibilità di cure sanitarie aumentano il numero dei
decessi per banali malattie.
D. P erché a causa della povertà diffusa la popolazione preferisce acquistare cibo anziché medicinali.

A3. La povertà produce numerosi effetti e conseguenze, «ha molte facce» come dice l’autore (riga 4).
Ritrovale nel testo e trascrivile qui di seguito nello spazio predisposto.
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A4. Qual è, secondo l’autore, il circolo virtuoso che può migliorare le condizioni di salute dei Paesi
in via di sviluppo?
A. Più possibilità di lavoro, maggiori risorse economiche, ulteriori effetti positivi sulla salute,
migliori condizioni di vita, miglioramento della salute.
B. Più possibilità di lavoro, ulteriori effetti positivi sulla salute, migliori condizioni di vita.
C. M
 iglioramento della salute, maggiori risorse economiche, migliori condizioni di vita, mag-
giori risorse economiche, più possibilità di lavoro, ulteriori effetti positivi sulla salute.
D. Miglioramento della salute, più possibilità di lavoro, maggiori risorse economiche, migliori
condizioni di vita, ulteriori effetti positivi sulla salute.

2
A5. L’autore sostiene che molte malattie infettive in Occidente «sono state ormai debellate da de-
cenni» (riga 18). Il termine decenni significa che:
A. queste malattie sono scomparse da appena dieci anni.
B. queste malattie sono scomparse da ben oltre dieci anni.
C. queste malattie sono scomparse da venti anni.
D. queste malattie non sono ancora scomparse.

A6. Con quale espressione sostituiresti perché nella frase «La cura della tubercolosi, della malaria,
della dissenteria e di altre malattie è sempre più difficile perché esse sviluppano nel tempo una
progressiva resistenza ai farmaci» (righe 19-20)?
A. Affinché.
B. Nel modo in cui.
C. Quando.
D. Dal momento che.

A7. Nella frase «ciò rende necessario l’uso di nuove sostanze più efficaci ma spesso anche molto più
costose» (righe 20-21), a cosa si riferisce il pronome ciò?
A. Alla progressiva resistenza ai farmaci di alcune malattie infettive.
B. Alle cure sempre più difficili di alcune malattie infettive.
C. Alle malattie infettive di cui non esiste ancora vaccino.
D. All’Occidente, in cui molte malattie infettive sono già state debellate.

A8. Che cosa si intende per «multinazionali farmaceutiche» (righe 23-24)?


A. Aziende che commercializzano i propri farmaci in molte nazioni.
B. Aziende che acquistano farmaci da molte nazioni.
C. Aziende farmaceutiche che hanno sede in più di due nazioni.
D. Aziende farmaceutiche che commerciano solo in Occidente.

A9. Perché le espressioni «farmaci essenziali» (riga 26), «farmaci generici» (righe 29-30) e «specialità»
(riga 32) sono state scritte in corsivo?
A. Non sono appropriate al contesto.
B. Sono termini ormai in disuso nel linguaggio farmaceutico.
C. Sono termini tecnici del linguaggio farmaceutico.
D. Sono parole di origine straniera.

3
A10. Che cosa si intende per «farmaci generici» (righe 29-30)?
A. Farmaci il cui principio attivo non è mai stato coperto da brevetto.
B. Farmaci il cui principio attivo non è o non è più coperto da brevetto.
C. Farmaci il cui principio attivo è ancora protetto da brevetto.
D. Farmaci il cui principio attivo è sconosciuto.

A11. La frase «L’undicesima e ultima edizione» (riga 29), a che cosa si riferisce?
A. Alla lista di farmaci generici.
B. Alla lista di farmaci essenziali.
C. Alla lista di specialità.
D. Alla lista delle industrie farmaceutiche.

A12. Che cosa significa «non accessibili» (riga 43)?


A. Irraggiungibili.
B. Incomprensibili.
C. Complicati.
D. Scontrosi.

A13. In quali occasioni gli Stati possono emettere delle «licenze obbligatorie» (righe 47-48)?
A. Quando in un Paese è in atto un’emergenza.
B. Quando si verifica un abuso del brevetto da parte del detentore.
C. Per un uso governativo del farmaco, non commerciale.
D. In tutti i casi sopra descritti.

A14. Il brano che hai letto è un testo:


A. narrativo.
B. descrittivo.
C. informativo.
D. regolativo.

4
A15. Quale fra le seguenti frasi contiene la tesi di fondo dell’autore?
A. Nei Paesi del Sud del mondo è concentrato il maggior numero di malattie infettive di cui non
esiste vaccino, come l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, e dunque le epidemie sono inevitabili.
B. L
 a povertà, la mancanza di istruzione e il difficile accesso alle cure sanitarie sono le cause
principali di molte epidemie nei Paesi del Sud del mondo, aggravate dagli enormi interessi
economici delle grandi multinazionali farmaceutiche che prevalgono spesso sul diritto alla
salute dei malati.
C. È
 innescato nei Paesi del Sud del mondo un circolo vizioso da cui è ormai impossibile uscire:
la povertà e la malattia producono un alto tasso di mortalità, soprattutto infantile, che porta
ad un decremento della popolazione attiva, atta al lavoro, con un conseguente e progressivo
impoverimento della società.
D. I brevetti, che garantiscono i diritti di proprietà intellettuale, mantengono alti i prezzi dei
farmaci che così non possono essere acquistati dalla maggioranza della popolazione dei Paesi
del Sud del mondo, a cui viene negato il diritto alla salute.

Riflessione sulla lingua

B1. Riscrivi le due frasi negli spazi predisposti inserendo la punteggiatura corretta (, . ? !).
1. Finalmente sei arrivato Dov’eri finito

....................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. Mamma ho preso un bel voto nella verifica di scienze Sei contenta



....................................................................................................................................................................................................................................................................................

B2. In uno dei seguenti gruppi è presente un elemento che non gli appartiene. In quale?
A. Nomi comuni: casa, cielo, tempesta, marea.
B. Nomi astratti: felicità, gioia, tristezza, solitudine.
C. Nomi invariabili: re, gorilla, auto, leone.
D. Nomi sovrabbondanti: braccio, ciglio, labbro, dito.

B3. Trasforma le seguenti frasi da attive a passive.


1. Lucia ha rotto il vaso di fiori della mamma.

....................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. Gli alunni ascoltano la lezione del professore.



....................................................................................................................................................................................................................................................................................

B4. Solo una delle forme sotto indicate corrisponde al congiuntivo trapassato, prima persona plu-
rale, del verbo leggere. Quale?
A. Che noi leggessimo.
B. C
 he noi avremmo letto.
C. Che
 noi avessimo letto.
D. Che noi leggeremmo.

5
B5. Quale tra queste frasi contiene un complemento di moto a luogo?
A. O ggi sono andato in spiaggia con i miei amici.
B. I eri è arrivato lo zio di Luca dalla Cina.
C. I n classe la maestra dettava, contemporaneamente i bambini scrivevano.
D. Quando è bel tempo mi piace molto passeggiare in bicicletta.

B6. Nella frase «Ti voglio assolutamente presentare Giulio, che è una delle persone più simpatiche
della mia classe», il termine che svolge la funzione logica di:
A. soggetto.
B. c omplemento oggetto.
C. c omplemento di specificazione.
D. congiunzione.

B7. Il periodo «Marco ha mandato ai suoi amici una mail per invitarli ad una festa in maschera,
che si terrà a casa di Luisa» è composto da:
A. una sola proposizione.
B. d ue proposizioni.
C. tre proposizioni.
D. quattro proposizioni.

B8. Trascrivi il periodo trasformando l’espressione sottolineata in una proposizione causale.


Avendo parcheggiato l’auto in divieto di sosta, il vigile mi multò.
..........................................................................................................................................................................................................................................................................................

B9. Nella frase «Lo spettacolo fu così noioso che il pubblico protestò nervosamente», la congiun-
zione che introduce:
A. una proposizione concessiva.
B. u na proposizione consecutiva.
C. u na proposizione causale.
D. una proposizione modale.

B10. Unisci le frasi «Marco accettò il nostro progetto» e «Non era d’accordo» per formare una su-
bordinata concessiva, scegliendo la congiunzione opportuna fra quelle proposte.
A. Sebbene.
B. P oiché.
C. Dato che.
D. Anche se.