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Il corso è disponibile in due versioni:

978 88 424 3303 3

Cavagna Rovere
Angelino Begni
Angelino Begni Cavagna Rovere
• in volume unico;

Linea
• in due volumi a prezzi separati.

Linea
con metodo
disegnare
Linea. Volume unico Linea 1 Linea 2
978 88424 3305 7 Costruzioni geometriche, Prospettiva, teoria delle ombre,
proiezioni ortogonali, assonometrie, rilievo, computergrafica
sezioni e intersezioni

disegnare
978 88424 3303 3
978 88424 3302 6

Quest’opera, secondo le disposizioni di legge, ha forma mista cartacea


e digitale, è parzialmente disponibile in Internet e rimarrà immutata,
con metodo
nella sua parte cartacea, per il periodo di tempo indicato dalle normative.

2
Le parti dell’opera disponibili on line riguardano:
• ripasso e recupero di elementi di teoria per mezzo di animazioni e attività
con autocorrezione
• ampio repertorio di esercitazioni di difficoltà crescente, suddivise
secondo le sezioni del manuale
• numerose attività per esercitare AutoCAD secondo la progressione
di apprendimento del programma
• strumenti: glossario, tavole riassuntive sulle principali figure geometriche,
“Ricorda che…” Prospettiva,
Per la durata di vita dell’edizione saranno periodicamente resi disponibili,
on line o in forma cartacea, materiali di aggiornamento.

Per accedere ai materiali, collegarsi al sito www.ppbm.it e seguire


le istruzioni ivi fornite.
2 teoria delle ombre,
rilievo, computergrafica

È disponibile per la classe, su richiesta del docente, un CD-Rom


contenente Elementi di AutoCAD ed Elementi di Photoshop.
97
8
88
42

Linea 2 Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da con-


4

Edizioni Scolastiche
33

siderarsi copia di saggio-campione gratuito fuori commer-


03

Bruno Mondadori cio (vendita e altri atti vietati: art. 17, c.2 L. 633/1941).
€ 15,00 Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori
3

Esente da IVA (DPR 26/10/1972 n° 633, art. 2, lett. d).

9 788842 433033
● Mario Angelino ● Gianfranco Begni ● Pierdomenico Cavagna ● Cesare Rovere

Linea disegnare
con metodo

2 Prospettiva,
teoria delle ombre,
rilievo, computergrafica

Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori


Progettazione editoriale
Nadia Castagnino
Progettazione grafica
Apotema.adv
Realizzazione editoriale
Studio Aqaba
i l manuale propone un percorso didattico
finalizzato all’acquisizione di un metodo di lavoro:
si parte dalle nozioni di base e, attraverso
Ricerca iconografica
la comprensione e l’apprendimento dei procedimenti
Cecilia Lazzeri necessari, si giunge ad applicare in autonomia
Copertina
le tecniche di rappresentazione e a conoscere
Marina Bardini
Controllo qualità
i principali sistemi informatici utilizzati nel disegno.
Massimiliano Martino
I disegni del volume sono opera degli autori • Rie-
laborazione tecnica a cura di
Daniele Gianni Comprendere la teoria
Gli autori sono particolarmente grati agli amici pro-
fessori Vittorio Di Leva e Gianmaria Mellorella per il ◗ Ogni sezione è dedicata
contribuito fornito nel corso della stesura dell’ope-
ra. a un argomento chiave della disciplina
Immagine di copertina
ed esplicita, in apertura, i contenuti
© Micheline Pelletier della trattazione, i prerequisiti
e gli obiettivi.
Tutti i diritti riservati
In alcune sezioni, un test d’ingresso
© 2009, Pearson Paravia Bruno Mondadori Spa
www.brunomondadoriscuola.com sotto forma di gioco aiuta a entrare
in argomento.
◗ Nei capitoli, spiegazioni lineari
esemplificate da disegni di grandi
dimensioni guidano studenti
e studentesse nel passaggio dalle
regole della rappresentazione
alla loro applicazione.
Per i passi antologici, per le citazioni, per le riproduzioni
grafiche, cartografiche e fotografiche appartenenti alla pro-
prietà di terzi, inseriti in quest’opera, l’editore è a dispo-
sizione degli aventi diritto non potuti reperire, nonché per
eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione
nei riferimenti. Acquisire e verificare il metodo
È vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso inter-
no didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. ◗ Le realizzazioni grafiche
Le fotocopie per uso personale del lettore possono esse- presentate nei diversi passaggi
re effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pa-
gamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, com-
costruttivi, secondo la procedura
mi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni “Imparo il metodo”, aiutano
effettuate per finalità di carattere professionale, economi-
co o commerciale, o comunque per uso diverso da quel- ad acquisire le tecniche
lo personale possono essere effettuate a seguito di spe-
cifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Ro- di rappresentazione.
mana n. 108, 20122 Milano, e-mail segreteria@aidro.org e
sito web www.aidro.org ◗ I richiami “Attenti all’errore”
Stampato per conto della casa editrice presso
permettono di individuare
Stiav, Firenze (Italia). e correggere gli errori più frequenti.
◗ I frequenti “Ricorda che” aiutano
Ristampa Anno
a richiamare un concetto già
0123456 09 10 11 12 13 14
appreso o invitano a memorizzare
il concetto per collegamenti ad altre
Referenze iconografiche parti della disciplina.
Archivio Pearson Paravia Bruno Mondadori – Tho- ◗ L’ampio repertorio di costruzioni
mas Dix – Archivio Ghidini – Archivio Alberto Meda –
Archivio Richard Meier & Partners – Archivio Studio presentate consente di verificare
Fuksas – Enrico Cano – Federico Del Prete – Andrea
Jemolo – Mies van der Rohe Archive – Luca Molina-
il metodo appreso in una grande
ri – Nasa – Eugeni Pons – Pavel Stecha varietà di applicazioni pratiche.

II
Esercitare il metodo
◗ Le sezioni si concludono con esercitazioni
di difficoltà crescente, e segnalata, per applicare
il metodo con gradualità, a partire da attività
guidate fino agli esercizi “sfida”.
Questa prima proposta di esercitazioni ha lo scopo
di consentire una verifica
immediata dei contenuti appresi,
che potrà essere integrata
con la grande varietà
di esercitazioni proposte on line.

Dalla teoria alla realtà


◗ Due tipologie di schede illustrano le applicazioni
pratiche degli argomenti studiati.
Il disegno nella realtà offre spunti per osservare
le metodologie grafiche che prendono forma
nelle realizzazioni architettoniche o del design.
Applicazioni guida nel riconoscere le forme
del disegno negli oggetti o negli elementi
architettonici e decorativi che incontriamo
nella vita quotidiana.

ON LINE CD–ROM
• Ripasso e recupero di elementi di teoria per mezzo • È allegato alla Guida per l’insegnante
di animazioni e attività con autocorrezione. ed è disponibile per la classe
• Ampio repertorio di esercitazioni di difficoltà crescente, – su richiesta del docente – un CD–ROM
suddivise secondo le sezioni del manuale. che contiene Elementi di AutoCAD
• Numerose attività per esercitare il CAD secondo e Elementi di Photoshop
la progressione di apprendimento del programma.
• Strumenti: glossario, tavole riassuntive sulle principali
figure geometriche, “Ricorda che...”.

III
La prospettiva
TEST Abilità di riconoscimento spaziale F3 1 Prospettiva centrale della circonfenza (metodo della costruzione le-
gittima) 2 Prospettiva centrale di un poligono regolare (metodo della
costruzione legittima) 3 Prospettiva centrale di solidi prismatici (meto-
do della costruzione legittima)
F.1 Elementi di base F4
La prospettiva accidentale F25
Disegnare lo spazio F4
Impara Prospettiva accidentale di figure piane F25
Aspetti intuitivi della prospettiva F6 il metodo
4 Ottagono e pentagono
Tipi di prospettiva F7
Principali elementi di riferimento del disegno Impara Prospettiva accidentale di solidi elementari F27
il metodo
prospettico F8 5 Cilindro e parallelepipedo
Il campo visivo F9
Impara Prospettiva accidentale di un modello
il metodo
architettonico F29

F.2 Le proiezioni prospettiche F11 6 Chiesetta 7 Prospettiva accidentale di poligoni regolari: ettagono e trian-
golo 8 Prospettiva accidentale di solidi elementari: piramide a base ret-
La costruzione geometrica della prospettiva F11 tangolare, cono, prisma a base esagonale 9 Prospettiva accidentale di
solidi elementari: piramide a base esagonale, cilindro, parallelepipedo
La prospettiva centrale: metodo dei raggi visuali
e delle perpendicolari F14
S C H E DA Applicazioni
Impara Prospettiva centrale del quadrato F16 L’Arco di La Défense a Parigi F34
il metodo
S C H E DA Il disegno nella realtà
Impara Prospettiva centrale del rettangolo
il metodo ARCHITETTURA Tamaro Chapel, 1990-96 F36
e della circonferenza F18
Impara Prospettiva centrale del prisma a base
il metodo
esagonale F20
Esercitazioni F38

La teoria delle ombre


TEST Abilità di riconoscimento spaziale G3 8 Ombra di un segmento AB, posizionato parallelamente a ≠’ e ≠” 9 Om-
bra di un segmento AB, posizionato parallelamente a ≠” e perpendico-
lare a ≠’ 10 Ombra di un segmento AB, posizionato parallelamente a
≠” e obliquo a ≠’ 11 Ombra di un segmento AB, obliquo a ≠’ e ≠” e ap-
G.1 Le ombre e la profondità partenente di profilo a un piano, con A appartenente a ≠” e B apparte-
del disegno bidimensionale G4 nente a ≠’ 12 Ombra di un segmento AB, obliquo a ≠’ e ≠”, con B ap-
partenente a ≠” 13 Ombra di un segmento AB, obliquo a ≠’ e ≠”, pas-
Le ombre nella storia dell’arte G4 sante per la L.T. e appartenente a un piano di profilo 14 Ombra di un
triangolo ABC, non appoggiato a ≠’ e parallelo a ≠” 15 Ombra di un trian-
Lo studio delle ombre e la geometria proiettiva G5 golo ABC, appoggiato a ≠’ e obliquo a ≠”

Impara Costruire l’ombra di un poligono G14


il metodo
G.2 La teoria delle ombre applicata 16 Ombra di un esagono perpendicolare al P.V. e parallelo al P.O.
alle proiezioni ortogonali G6 17 Ombra di un cerchio di origine O, parallelo a ≠’ e perpendicolare a ≠”
18 Ombra di un cerchio di origine O, perpendicolare a ≠” e non apparte-
La teoria delle ombre applicata al sistema proiettivo nente ai piani di proiezione 19 Ombra di un tetraedro appoggiato al P.O.
cilindrico G6 20 Ombra di un tetraedro sollevato dal P.O.

La determinazione delle ombre G7 Impara Costruire le ombre di una composizione


il metodo
1 Ombra di un punto A 2 Ombra di un segmento AB 3 Ombra di una di solidi (piramide e scala) G17
superficie poligonale regolare 4 Ombra di una circonferenza 5 Ombra
di un solido S C H E DA Applicazioni
La costruzione delle ombre reali G9 La Conica G18
S C H E DA Il disegno nella realtà
Impara Costruire l’ombra di un punto G9
il metodo ARCHITETTURA Frieder Burda Museum,
6 Ombra di un punto dato, non appartenente ai piani di proiezione 2001-04 G19
7 Ombra reale di un punto A, non appartenente ai piani di proiezione

Impara Costruire l’ombra di un segmento G10 Esercitazioni G20


il metodo

IV
G.3 La teoria delle ombre applicata G.4 La teoria delle ombre applicata
alle assonometrie G26 alle proiezioni prospettiche G42

Le ombre in assonometria G26 Le ombre nel sistema proiettivo conico G42


Inclinazione e direzione di raggi proiettanti G26 La determinazione delle ombre in prospettiva G43
Costruzioni-modello G27 37 Ombra di un punto A 38 Ombra di un segmento AB 39 Ombra di una
superficie poligonale regolare 40 Ombra di un cerchio 41 Ombra di un
21 Ombra propria e portata di una piramide a base triangolare 22 Ombra pro- solido
pria e portata di una piramide a base quadrata 23 Ombra propria e porta-
ta di un prisma a base triangolare 24 Ombra propria e portata di un pri- Le ombre in prospettiva G45
sma a base quadrata 25 Ombra propria e portata di una piramide a base
pentagonale 26 Ombra propria e portata di un prisma a base pentagona- Costruzioni-modello G46
le 27 Ombra propria e portata di una piramide a base esagonale
28 Ombra propria e portata di un prisma a base esagonale 29 Ombra pro-
Impara Costruire ombre proprie e portate di solidi
il metodo
pria e portata di una piramide a base ettagonale 30 Ombra propria e por- o gruppi di solidi G46
tata di un prisma a base ettagonale 31 Ombra propria e portata di una pi- 42 Ombre proprie e portate di un cono, appoggiato al piano geome-
ramide a base ottagonale 32 Ombra propria e portata di un prisma a ba- trale 43 Ombre proprie e portate di un parallelepipedo appoggiato al
se ottagonale 33 Ombra propria e portata di una piramide a base deca- piano geometrale 44 Ombre proprie e portate di un prisma a base ot-
gonale 34 Ombra propria e portata di un prisma a base decagonale 35 Om- tagonale, sollevato dal piano geometrale 45 Ombre proprie e portate
bra propria e portata di un cono 36 Ombra propria e portata di un cilindro di un parallelepipedo, una piramide a base esagonale e un cono ap-
poggiati al piano geometrale 46 Ombre proprie e portate di un paral-
Impara Costruire l’ombra di un esagono perpendicolare lelepipedo non appoggiato al piano geometrale, di un tronco di pira-
il metodo
al P.V. e parallelo al P.O. G31 mide a base esagonale e di un prisma a base ottagonale appoggiati
al piano geometrale
Impara Costruire le ombre di una composizione
il metodo
di solidi G32 S C H E DA Il disegno nella realtà
ARCHITETTURA Casa sulla cascata, 1936-38 G51
S C H E DA Applicazioni
Una torcia elettrica G34 S C H E DA Applicazioni
S C H E DA Il disegno nella realtà Il “Pirellone” G52
ARCHITETTURA “La Rotonda”, 1565-70 circa G35

Esercitazioni G36 Esercitazioni G54

Il rilievo e la restituzione grafica


TEST Abilità di riconoscimento spaziale H3 H.3 Sistemi di quotatura H12

Principi generali H12


H.1 Rilevare le dimensioni Convenzioni grafiche per il disegno di oggetti H12
di un oggetto H4 Simbologia e quotatura in architettura H15
Gli scopi e le procedure H4

Impara Disegnare a mano libera un quadrato H.4 Metodi di rilevamento H17


il metodo
su un foglio quadrettato H4
Per trilaterazione H17
Gli strumenti per il rilievo H5 Per irradiamento a un polo H18
Per intersezione a due poli H18
H.2 La metodologia di rilevamento H6 Mediante poligonale H19

Visione, analisi e comprensione delle forme H6 Impara Rilevamento e restituzione mediante poligonale
il metodo
di un appartamento in un edificio storico H20
Lo schizzo a mano libera: l’eidotipo H6
S C H E DA Applicazioni
Impara Stesura di un eidotipo H8
il metodo Il cavatappi H21
Il rilievo strumentale H9 S C H E DA Il disegno nella realtà
DESIGN La Vespa, 1946 H24
Impara Tecniche di rilevamento con il calibro H9
il metodo
Impara Il rilievo delle modanature H10 Esercitazioni H26
il metodo

V
Guida all’uso di AutoCAD

I.1 Avvio del programma I.7 Comandi di Snap I19


e attivazione dei comandi I3 Impostazione I19
L’interfaccia grafica e la personalizzazione Impostazioni Osnap I19
di AutoCAD I3
Uso del mouse e della tastiera I5
I.8 Comandi di editazione
(modifica) e costruzione I21
I.2 Gestione e visualizzazione
Cancella I21
dei disegni I6
Copia I21
Comando: Zoom I6
Specchio I22
Comando: Pan I7
Offset I22
Comando: Proprietà I8
Serie I22
Sposta I23
I.3 Organizzazione del disegno: i layer I9
Ruota I23
Comando: Layer I9
Scala I24
La barra Proprietà oggetto I10
Taglia I24
Cima I24
I.4 Disegnare con AutoCAD I11
Raccorda I24
Messaggi e aiuti di AutoCAD I11
Preparazione del foglio da disegno I11 I.9 La quotatura I25
Layer, tipi di linea, colori I12
Procedure I25

I.5 Specificazione di punti I13


I.10 Il disegno in assonometria I26
Disegnare con la tastiera I13
Linea I26
Disegnare con il mouse I14
Cerchio assonometrico I26

I.6 Comandi di disegno I15


I.11 Il disegno tridimensionale I27
Linea I15
Impostazioni I27
Polilinea I15
Modificare gli oggetti I28
Poligono I16
Visualizzazione degli oggetti I29
Rettangolo I16
Il rendering I30
Arco I16
Cerchio I16
I.12 Stampa dei disegni I31
Ellisse I17
Comando: stampa I31
Punto I17
Anteprima I31
Tratteggio I17
S C H E DA Il disegno nella realtà
Testo (riga singola) I18
ARCHITETTURA Il nuovo polo fieristico
Testo multilinea I18 di Milano, 2005 I32

VI
Appen
Vedere e rappresentare
dice

APP. La percezione visiva App. 2 APP. Il colore App. 14

Meccanismi percettivi App. 2 Che cos’è il colore? App. 14


Illusioni ottiche App. 3 La luce e i colori App. 14
Teoria della percezione visiva App. 4 Come l’occhio vede i colori App. 15
Leggi della percezione visiva App. 4 Attributi del colore App. 16
Conoscere attraverso l’occhio App. 6 Colori caldi e freddi App. 16
I colori primari e i cerchi cromatici App. 17
I colori complementari App. 17
APP. Le regole
Abbinamenti di colore App. 18
della comunicazione App. 7
Creazione dei colori e colori primari App. 19
La mescolanza additiva App. 19
APP. Il disegno La sintesi sottrattiva App. 21
a mano libera App. 8 La tecnica e l’arte App. 23
Strumenti e supporti App. 8 La mescolanza dei pigmenti App. 23
Alcune tecniche grafiche App. 8 Sistemi di catalogazione dei colori App. 25

VII
F La prospettiva
G La teoria delle ombre
H Il rilievo e la restituzione
grafica
I Guida all’uso di AutoCAD
La prospettiva

Elementi di base

Le proiezioni prospettiche

PREREQUISITI COMPETENZE GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI


Conoscere e saper usare Acquisire competenze nell’applicazione Saper scegliere la posizione
i principali strumenti della prospettiva al metodo delle degli elementi fondamentali
per il disegno e le proiezioni ortogonali, per il disegno (punto di vista, linea d’orizzonte ecc.)
tipologie di linee stabilite di modelli geometrici e oggetti reali. e il metodo esecutivo
dalle convenzioni di rappresentazione prospettica
Riconoscere la presenza degli elementi
grafiche. più adatto all’oggetto
della prospettiva in una
da rappresentare.
Saper interpretare rappresentazione grafica e/o fotografica.
e tradurre in concreto Saper modificare i parametri
Conoscere gli elementi fondamentali
sequenze della prospettiva per ottenere
per poter rappresentare in prospettiva
di istruzioni. una diversa visione prospettica.
un modello geometrico e/o un oggetto
Essere in grado reale.
di rappresentare modelli
geometrici e oggetti reali
mediante le proiezioni
ortogonali
e le assonometrie.

COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI: Storia – Geometria – Storia dell’arte

F2
TEST Abilità di riconoscimento spaziale
Date le proiezioni ortogonali, individuare le assonometrie corrette.

Oggetto A

1 2

3 4

Oggetto B

1 2

3 4

F3
IL SISTEMA
LA PROSPETTIVA
PROIETTIVO CILINDRICO

Elementi di base
Disegnare lo spazio Principali elementi di riferimento
del disegno prospettico
Aspetti intuitivi della prospettiva
Il campo visivo
Tipi di prospettiva

Disegnare lo spazio

Disegnare con la tecnica della prospettiva consente spazio fino a raggiungere gli oggetti: compare per la
di rappresentare oggetti tridimensionali su un prima volta il concetto di cono visivo.
piano trasmettendo la percezione della loro profon- Negli affreschi di epoca romana (Fig. 1) si trovano
dità. Questo tipo di disegno, infatti, restituisce una vi- frequentemente visioni di tipo prospettico. Tuttavia
sione del reale molto simile a ciò che percepisce presso i romani l’uso della prospettiva è ancora a li-
l’occhio umano. vello intuitivo.
In epoca medievale la rappresentazione spaziale uti-
La geometria proiettiva costituisce la base scien-
lizza soprattutto procedimenti molto simili all’assono-
tifica delle tecniche di rappresentazione prospettica.
metria, per rispondere all’esigenza di rappresentare
Nel corso dei secoli l’uomo ha sempre cercato di rap- i personaggi con dimensioni proporzionate alla loro
presentare la realtà così come il suo occhio la perce- importanza. Nel tardo Medioevo artisti come Duccio
piva utilizzando sistemi empirici e intuitivi. da Boninsegna, Ambrogio Lorenzetti e Giotto
Già nell’antica Grecia il matematico Euclide (vissuto (Fig. 2) applicano nelle loro opere accorgimenti effi-
probabilmente intorno al 300 a.C.), nel suo trattato caci per la resa pittorica; per questo vengono defini-
L’ottica, che può essere considerato una delle prime ti come gli artefici della prospectiva communis, che
opere sulla prospettiva, sostiene che le dimensioni di precede l’introduzione di una precisa teoria geome-
un oggetto sono quelle che appaiono alla vista, tenen- trica sulla materia.
do conto del rimpicciolimento dovuto alla prospetti- Solo agli inizi del Quattrocento la prospettiva viene co-
va, ossia alla geometria della visione diretta. Secon- dificata come metodo di rappresentazione, as-
do Euclide l’occhio emette raggi che attraversano lo sociata a precise e rigorose leggi geometriche e ma-

Fig. 1 Hortus conclusus, affresco da una villa romana, Fig. 2 Giotto, La rinuncia ai beni, affresco, 1295-1300,
I sec. d.C. (Roma, Museo Nazionale). (Assisi, Chiesa superiore di S. Francesco).

F4
F.1 Elementi di base

tematiche. La “costruzione legittima” ideata da Filip- ca verso nuovi effetti ottici e scenografici, attraverso
po Brunelleschi (1377-1446) è un procedimento geo- l’impiego di viste dal basso, dall’alto e a volo d’uccel-
metrico rigoroso, che risolve il problema della rappre- lo, sfruttando la grande abilità acquistata nell’uso del-
sentazione dello spazio intersecando i raggi proiet- le tecniche prospettiche. Gli effetti delle regole pro-
tanti, passanti per il punto di vista, con il piano di spettiche non si fanno sentire solo nelle rappresen-
riquadro, e utilizzando, a questo scopo, la pianta e tazioni figurative ma anche nei canoni architettonici
l’alzato dell’elemento da rappresentare. come mostrano, per esempio, le geniali concezioni
Sarà l’architetto e umanista Leon Battista Alberti spaziali di Michelangelo o i mirabili accorgimenti ot-
(1404-72) a mettere per iscritto, con precisione, la teo- tici di Francesco Borromini.
ria definitiva della prospettiva in visione frontale (det- Tra il Cinquecento e il Seicento, con il manierismo pri-
ta anche “centrale”). Nei suoi trattati De pictura e De ma e il barocco poi, la prospettiva viene utilizzata an-
re aedificatoria Alberti introduce due concetti fonda- che per stupire e meravigliare, per esempio con le im-
mentali: la convergenza di tutte le rette perpendi- magini anamorfiche.
colari al quadro prospettico verso un unico punto In seguito la storia della prospettiva si avvicina sem-
di fuga e l’uso di un punto laterale, detto punto di pre più alla ricerca matematica. Gaspard Monge
distanza, per costruire la graduale diminuzione del- (1746-1818), docente dell’École Polythecnique di Pa-
le dimensioni apparenti delle forme da rappresenta- rigi, è il fondatore della geometria descrittiva. Con
re con il progressivo crescere della distanza dal pun- il metodo della “doppia proiezione ortogonale” si pro-
to di vista. pose di ricostruire un oggetto tridimensionale a par-
Leonardo da Vinci (1452-1519) si occupa attivamen- tire dalla sua rappresentazione prospettica.
te della rappresentazione spaziale degli oggetti, che La rappresentazione prospettica assume notevole impor-
spesso risolve con l’uso di sfumature e il ricorso alla tanza anche nel contesto architettonico, come si può ve-
prospettiva aerea. Scrive Leonardo: «Sempre la pra- dere nella Fig. 3 dove Piero della Francesca fa assu-
tica deve essere edificata sopra la buona teoria, dal- mere alla costruzione una funzione scenografica. Con il
la quale la prospettiva è guida e porta, e senza que- passare dei secoli la prospettiva viene utilizzata per com-
sta nulla si fa bene». pletare un progetto e per contestualizzare le strutture nel-
Dal Cinquecento in poi gli artisti estendono la ricer- l’ambiente urbano in cui verranno collocate (Fig. 4).

Fig. 3 Piero della Francesca, Sacra conversazione, Fig. 4 Frank Lloyd Wright, Museum for the R. Guggenheim Foundation, tempera e
1472-74, tempera su tavola (Milano, Pinacoteca di Brera). inchiostro nero (New York, Peter Lowson-Johnston Collection).

F5
LA PROSPETTIVA

Aspetti intuitivi della prospettiva

Due linee rette parallele tra loro, se viste frontalmen- sto all’orizzonte: quest’effetto si ottiene, per esem-
te, danno il più classico degli effetti ottici della pro- pio, osservando i binari della ferrovia o un rettilineo
spettiva, ossia convergono in un unico punto po- autostradale ( Figg. 5A-6A).

Fig. 5A
Fig. 5B

L’immagine che l’occhio percepisce è quella di un trian- fondità; tutto quello che si trova nel campo visivo del-
golo con il vertice posto all’orizzonte (Figg. 5B- l’osservatore sembra ridursi a mano a mano che si
6B) che dà alla visione una notevole sensazione di pro- allontana dal punto di vista.

Fig. 6A
Fig. 6B

La linea orizzontale che passa per il punto nel qua- La L.O. separa il campo prospettico in due parti
le concorrono tutte le rette parallele sarà d’ora in poi ben distinte, che possono essere terra e cielo, ma-
chiamata linea d’orizzonte (L.O.). re e cielo, pavimento e soffitto ecc. a seconda dell’am-
biente in cui ci si trova.

Fig. 7A
Fig. 7B

Il punto in cui convergono tutte le linee parallele oriz- pure punto di fuga (F), a seconda del tipo di prospet-
zontali prende il nome di punto principale (P.P.) op- tiva considerato (Figg. 7A-7B).

F6
F.1 Elementi di base

Tipi di prospettiva

Non esiste un unico tipo di prospettiva; la vista dell’og- sua posizione rispetto all’osservatore viene mo-
getto da disegnare, infatti, può cambiare aspetto se la dificata.

Prospettiva centrale
L’oggetto da disegnare ha una faccia parallela al piano (Fig. 8) su cui si pro-
iettano i suoi punti. In questo caso le linee proiettanti convergono verso un solo
punto posto all’orizzonte.

Fig. 8

Prospettiva accidentale
L’oggetto da disegnare ha le facce inclinate rispetto al piano (Fig. 9) su cui
si proiettano i suoi punti. In questo caso le linee proiettanti convergono verso due
(o più) punti di fuga.

Fig. 9

Prospettiva accidentale a quadro inclinato


Un particolare tipo di prospettiva è la prospettiva accidentale a quadro in-
clinato (Fig. 10): il piano su cui si proiettano i punti dell’oggetto è inclinato poi-
ché l’osservatore vede l’oggetto da disegnare dal basso (oppure dall’alto); le li-
nee verticali convergono verso un punto di fuga posto al di sopra della linea d’oriz-
zonte (oppure al di sotto se la vista è dall’alto).

Fig. 10

F7
LA PROSPETTIVA

Principali elementi di riferimento


del disegno prospettico

I principali elementi che intervengono nel disegno in prospettiva, sia centrale sia accidentale, sono i se-
guenti.
– Piano geometrale (P.G.): è il piano orizzontale su cui è posto l’osservatore e su cui si proietta la pianta
dell’oggetto da disegnare.
– Quadro prospettico (Q.P.): è il piano trasparente verticale sul quale si forma l’immagine ed è posiziona-
to tra l’osservatore e l’oggetto da rappresentare.
– Punto di vista (P.V.): è il centro di proiezione coincidente con l’occhio dell’osservatore e dal quale si pro-
iettano i raggi visuali che determinano l’immagine dell’oggetto sul Q.P.
– Punto principale (P.P.): è la proiezione ortogonale del P.V. sul Q.P.
– Punto di stazione (P.S.): è la proiezione ortogonale del P.V. sul P.G.
– Linea di terra (L.T.): è la retta definita dall’intersezione tra il P.G. e il Q.P.
– Punto P: è la proiezione ortogonale del P.P. sulla L.T. e coincide con la proiezione ortogonale del P.S. sulla L.T.
– Linea d’orizzonte (L.O.): è la retta definita dall’intersezione tra il Q.P. e il piano orizzontale immaginario pa-
rallelo al P.G. e passante per P.V. (della L.O. si è già data una definizione più empirica a pag. F6: è la linea oriz-
zontale che passa per il punto nel quale concorrono tutte le rette parallele).

Fig. 11

Nella prospettiva centrale (Fig. 11) si utilizzano i punti di distanza (P.d.s., a sinistra; P.d.d., a destra)
che sono determinati sulla L.O. dal ribaltamento della distanza d fra il P.V. e il Q.P.

Fig. 12

Nella prospettiva accidentale (Fig. 12) si utilizzano i punti di fuga (F1 e F2) che sono determinati sulla L.O.
dal prolungamento dei lati dell’oggetto e che sono, nella realtà, i punti d’incontro delle linee parallele fra loro.

F8
F.1 Elementi di base

Il campo visivo

Il campo visivo è la porzione di spazio che una per- Fig. 13


sona può vedere quando la sua testa e gli occhi so-
no immobili.

Le immagini all’interno del campo visivo vengono tra-


smesse al cervello e danno la percezione del mondo
esterno: sono ben definite se si trovano all’interno
di un angolo ristretto, diventano sempre più sfo-
cate sino a sparire quando escono dal limite mas-
simo dell’angolo visuale.

(visione monoculare) (visione monoculare)


94°-104° limite di 94°-104° limite di
visuale dell'occhio destro visuale dell'occhio sinistro
(visione binoculare)
104° limite di visuale
Campo visivo
sul piano orizzontale
Entrambi gli occhi vedono lo stesso oggetto; i loro rotazione ottimale dell'occhio
campi visivi si sovrappongono creando un campo cen- 15°
15°
trale definito come campo binoculare d’ampiezza
di circa 100° (Fig. 13).
(visione binoculare)
All’interno di questo campo, nel quale si ha la perce- 60° distinzione dei colori
zione visiva del mondo esterno, si possono distingue-
re vari limiti di visualizzazione che vanno dal rico-
noscimento delle parole scritte (20°) al riconoscimen- (visione binoculare)
40° riconoscimento dei simboli
to dei simboli (40°) e alla distinzione dei colori (60°).

(visione binoculare)
20° riconoscimento delle parole scritte

50° limite del campo visivo

30° limite della


Campo visivo distinzione dei colori
sul piano verticale 20° angolo massimo
CAMPO DI VISUALE SUPERIORE di rotazione degli occhi
Sul piano verticale (Fig. 14) viene assunta come
linea visuale standard la linea che si trova al-
l’altezza degli occhi ed è parallela al piano geo-
metrale (orizzontale).
La linea visuale individua il P.V. e la distanza
0° linea visuale standard
dell’osservatore dal Q.P., che essa incontra nel rotazione ottimale dell'occhio
punto P.P. distinzione dei colori
Il limite del campo visivo sul piano verticale è di
circa 120°, con una visuale maggiore (70°) ver- 10° linea visuale normale
so il basso rispetto a quella verso l’alto (50°). di una persona in piedi
Come nel campo orizzontale, si possono di- 15° linea visuale normale
stinguere diversi limiti di visualizzazione. di una persona seduta
CAMPO DI VISUALE INFERIORE 30° angolo massimo
di rotazione degli occhi
40° limite della distinzione dei colori
Fig. 14

70° limite del campo visivo F9


LA PROSPETTIVA

Diverse visualizzazioni P.V. P.V.


La diversa posizione dell’oggetto rispetto al campo visivo deter-
mina differenti rappresentazioni prospettiche. Il campo di visua- P.P. P.P.
60° 20° 60° 20°
le ottimale per la visione umana è compreso in un cono otti-
co con apertura di 60°, mentre l’esatta lettura delle propor-
zioni volumetriche è determinata da un cono ottico di 20° (Fig.
15). Fig. 15

– Quando i raggi visuali dell’oggetto sono completa-


mente all’interno del cono ottico ottimale la
figura risulta corretta dal punto di vista prospetti-
P.V.
co, ben equilibrata e proporzionata (Fig. 16).
P.P.

Fig. 16

– Se i raggi visuali fuoriescono dal cono ottico ottima-


le, per esempio nel caso in cui un estremo risul-
P.V.
ti esterno ai raggi visuali, si verificano effetti par- P.P.
ticolari. Questo tipo di visione può servire per de-
scrivere meglio una figura che abbia elementi par-
ticolarmente aggettanti (Fig. 17).

Fig. 17

– Quando la posizione dell’osservatore è troppo rav-


vicinata l’oggetto può risultare distorto. I raggi vi-
suali fuoriescono dal cono ottico ottimale e so-
lo una parte dell’oggetto è messa esattamente a P.V.
P.P.
fuoco dall’occhio umano (Fig. 18).

Fig. 18

– Quando la linea di terra coincide con la linea


d’orizzonte, anche se i raggi visuali entrano com-
pletamente nel cono ottico, si ottengono significa-
tive espressività grafiche con una particolare visio- P.V.
ne dal basso, da valutare, di volta in volta, nel con- P.P.
testo dell’oggetto da rappresentare e del tema da
svolgere (Fig. 19).
Fig. 19

L’altezza del punto di vista caratterizza la visione


prospettica dell’oggetto rappresentato:
– un punto di vista molto basso sull’orizzonte sug-
gerisce un volume di proporzioni notevoli (Fig.
20A);
– lo stesso oggetto considerato da un punto di vista
molto alto rispetto all’orizzonte ne riduce fortemen-
te le proporzioni (Fig. 20B).

Fig. 20A Fig. 20B


L’autocarro appare molto ingrandito L’autocarro, pur avendo le stesse
e imponente. dimensioni, appare più schiacciato
e meno sovrastante.

F10
F.1 Elementi di base

Le proiezioni
prospettiche
La costruzione geometrica della prospettiva
La prospettiva centrale: metodo dei raggi visuali e delle perpendicolari
La prospettiva accidentale

Per disegnare in maniera corretta le proiezioni pro- – tutte le rette perpendicolari al piano di terra si
spettiche occorre basarsi su caratteristiche precise mantengono verticali anche nelle proiezioni pro-
degli elementi di riferimento. Ecco le indicazioni: spettiche. La loro misura rimane uguale a quella rea-
– il punto di vista P.V. viene quasi sempre scelto in le solo per spigoli appartenenti al quadro;
modo che il punto P.P. risulti approssimativamente – il punto di fuga di una retta è dato dall’intersezio-
al centro della rappresentazione; ne (traccia) con il quadro del raggio visuale paral-
– il cono visuale, composto dall’insieme dei raggi lelo alla retta;
proiettanti convergenti nel punto di vista, deve for- – tutte le rette parallele hanno il medesimo punto
mare un cono d’angolo di circa 35° (all’incirca ana- di fuga;
logo al cono visivo umano mantenendo fisso lo – tutte le rette orizzontali hanno i loro punti di fu-
sguardo); ga sulla linea d’orizzonte.

La costruzione geometrica della prospettiva

Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, i meto- Negli esempi che seguono basterà la proiezione sul
di costruttivi della prospettiva sono molteplici e si pos- piano orizzontale.
sono suddividere in due tipi fondamentali: La figura deve trovarsi all’interno del cono visuale.
Le posizioni del P.V. e del Q.P. possono essere scelte a
– la prospettiva centrale, usata quando si pone la piacere in base al risultato che si vuole ottenere: mag-
faccia principale della figura parallela al quadro giore è la distanza tra P.V. e Q.P., maggiore è la distanza
prospettico; tra P.d.s. e P.d.d., nel caso delle prospettive centrali, o
quella tra F1 e F2 nel caso delle prospettive accidentali.
– la prospettiva accidentale, usata quando si po- Si procede quindi proiettando i punti significativi del-
ne la faccia principale della figura non parallela al la figura al P.V. intersecando il Q.P.
quadro prospettico. A questo punto si può costruire la prospettiva vera e
propria. Dopo aver determinato la quota della L.O. si
Per costruire una prospettiva è necessario prima pre- riportano su questa P.d.s. e P.d.d., nel caso delle pro-
disporre una figura preparatoria che consiste nel- spettive centrali, o F1 e F2 nel caso delle prospettive
le proiezioni ortogonali dell’oggetto che si vuole rap- accidentali, e sulla L.T. la posizione dei punti determi-
presentare; a seconda della complessità dell’oggetto nati sul Q.P. nella figura preparatoria, nella scala che
sarà necessario proiettarlo su uno o più piani. si ritiene opportuna.

F11
LA PROSPETTIVA

La prospettiva centrale

In questo tipo di prospettiva (Fig. 21): – tutte le rette perpendicolari al Q.P. nella figura
– tutte le rette parallele al Q.P. nella figura prepa- preparatoria (come AD e BC) nella prospettiva han-
ratoria (come, in figura, AB e CD) non hanno punto no il loro punto di fuga nel P.P.;
di fuga nella prospettiva e, dunque, rimangono pa- – tutte le rette inclinate di 45° rispetto al Q.P. nel-
rallele al Q.P.; la figura preparatoria (come DB e CA) nella prospet-
tiva hanno il loro punto di fuga nei punti di distan-
za P.d.s. e P.d.d.

FIGURA PREPARATORIA D C
Fig. 21A

A B

L.O.≡L.T. P.d.s. P.P. P.d.d.


A'' A' B' B''
C'' D' C' D''

P.V.

PROSPETTIVA
Fig. 21B

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

D C

A B
L.T.
A'' A' P B' B''
C'' D' B' D''

F12
F.2 Le proiezioni prospettiche

La prospettiva accidentale con il metodo dei raggi visuali


Con questo metodo (Fig. 22):
– tutte le linee orizzontali non parallele al quadro
nella figura preparatoria (come, in figura, AB e DC)
concorrono nella prospettiva al punto di fuga F1, de-
terminato nella figura preparatoria dalla proiettan-
te orizzontale che dal P.V. incontra il Q.P. sulla L.O.;
– tutte le linee verticali non parallele al quadro nel-
la figura preparatoria (come AD e BC) concorrono D C
nella prospettiva al punto di fuga F2, determinato F2
nella figura preparatoria dalla proiettante verticale
che dal P.V. incontra il Q.P. sulla L.O.; P.P.
FIGURA
– tutti i punti determinati dalle proiettanti che, nella fi- 4
3 PREPARATORIA
gura preparatoria, partendo dai punti della figura A B
Fig. 22A
concorrono in P.V. vengono riportati nella prospet- 2
tiva sulla L.T.; le loro verticali, incontrando le linee 1
che vanno dai punti significativi ai punti di fuga, con-
F1
corrono a determinare la figura. P.V.
.
L.T
.≡
L.O
L.O. F1 P.P. F2

D
PROSPETTIVA
C Fig. 22B
A

L.T.
1 2 B 3 4 P

La prospettiva accidentale con il metodo dei punti di fuga


Con questo metodo (Fig. 23):
– il punto di fuga F1 di tutte le linee orizzontali vie-
ne determinato nella figura preparatoria da una pro-
iettante orizzontale che, partendo dal P.V., incontra
in tale punto la proiezione della L.O.;
– il punto di fuga F2 di tutte le linee verticali viene D C
4
determinato nella figura preparatoria da una proiet- F2
tante verticale che, partendo dal P.V., incontra in ta-
le punto la proiezione della L.O.; 3
P.P. FIGURA
– tutte le proiettanti che, partendo dai punti della fi-
PREPARATORIA
gura, incontrano la L.T., vengono tracciate, a loro A
B Fig. 23A
volta, verso i punti di fuga; le loro intersezioni de-
terminano la ricostruzione della figura in prospet- 2
tiva.
F1 1
P.V.
.
L.T
.≡
L.O
L.O. F1 P.P. F2

D
PROSPETTIVA
Fig. 23B
C
A

L.T.
1 2 B P 3 4

F13
LA PROSPETTIVA

La prospettiva centrale:
metodo dei raggi visuali e delle perpendicolari
Questo metodo consiste nel proiettare i punti significativi di una todo è particolarmente adatto alla riproduzione di figure geometriche
figura geometrica al P.V. e, contemporaneamente, in modo per- irregolari e/o curve, ossia figure prive di linee parallele o perpendi-
pendicolare alla L.T. Ogni punto viene così proiettato due volte e, colari al piano geometrale, per le quali è più semplice utilizzare il
in prospettiva, occorre solamente trovare l’intersezione delle proiet- metodo dei punti di distanza (P.d.d. e P.d.s.) in prospettiva cen-
tanti per determinare la posizione dei punti della figura. Questo me- trale o dei punti di fuga (F1 e F2) in prospettiva accidentale.

A B C L I D F E G A B C D E F

A B C L I D F E G

L.O. P.P. P.P.

A B C L I D F E G

A B C L I D F E G

P P
L.T. A B C L I D F E G
L

G
I
C
B
F D F

A E
B A
D E

1 2 3 4P5 6 7 8 9 1 2 3 P4 5 6
L.T. ≡ L.O. A' B'C' L' I' D' F' E' G' A' B' C' D' E' F'

FIGURA FIGURA
PREPARATORIA PREPARATORIA
Fig. 24A P.V. P.V. Fig. 25A

F14
F.2 Le proiezioni prospettiche

Nel primo esempio (Fig. 24) è riportata la figura di un In prospettiva (Figg. 24B-25B) i punti determinati
ennagono irregolare, nel secondo (Fig. 25) quella in figura preparatoria dall’incontro delle proiettanti al
di una superficie curva. P.V. con la L.T., si innalzano dalla L.T. perpendicolar-
mente alla L.O. I punti proiettati in figura preparato-
Nella figura preparatoria (Figg. 24A-25A), dopo ria al P.V. si proiettano, invece, al P.P. L’incontro delle
aver disegnato la superficie dei solidi, si proiettano proiettanti così disegnate permette di ritrovare sul P.G.
perpendicolarmente alla L.T. tutti i punti contrasse- tutti i punti delle figure. Riportando sulla L.T. le varie
gnandoli con numeri progressivi. quote a cui si trovano le figure e rifacendo quota per
Contemporaneamente si proiettano tutti i punti al P.V., quota la procedura precedente si individua la figura
che intersecano la L.T. in altrettanti punti individuati in prospettiva, alle varie altezze determinate nella vi-
con lettere maiuscole dell’alfabeto con il simbolo ‘. sione frontale della figura preparatoria.

L.O.

PROSPETTIVA
Fig. 24B

L.T. 1 2 3 4 P 5 6 7 8 9
A' B' C' L' I' D' F' E' G'

PROSPETTIVA
Fig. 25B

L.O.

L.T. 1 2 3 P 4 5 6
A' B' C' D' E' F'

F15
LA PROSPETTIVA

Impara il metodo
Prospettiva centrale del quadrato
Il quadrato è una figura geometrica semplice da disegnare in prospettiva centra-
le poiché la diagonale è inclinata di 45° e dunque è parallela alle linee che, par-
tendo dal P.V., individuano i due punti di distanza sulla L.O. (P.d.s. e P.d.d.).
Un esempio significativo è il disegno in prospettiva centrale della superficie di una
scacchiera, formata dall’insieme di 64 quadrati.

A FIGURA PREPARATORIA individueranno i punti in A’, B’, C’, D’; le proiettanti dei punti A, B, C, D
Dopo aver disegnato la superficie della scacchiera, si proiettano sulla parallele alle linee che uniscono P.V. a P.d.s. e P.d.d. individueranno i pun-
L.T. i quattro spigoli principali: parallelamente alla linea che unisce P.V. ti A’’, B’’, C’’, D’’.
al P.P. e parallelamente alle linee che, partendo dal P.V. a 45°, individua- I punti che individuano la cornice e i quadrati che formano la scacchie-
no sulla L.O. il P.d.s. e il P.d.d. ra vengono proiettati solamente con linee parallele alla linea che uni-
Le proiettanti dei punti A, B, C, D parallele alla linea che unisce P.V. a P.P. sce P.V. a P.P., a individuare sulla L.T. i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9.

D C

A B
L.T. ≡ L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B''
C'' D' C' D''

A P.V.

PROSPETTIVA
P.d.s. L.O. P.P. P.d.d.

B
Dopo aver definito la distanza a cui po-
sizionare la L.O. rispetto alla L.T. si pro-
cede a riportare sulla L.O. i punti P.P.,
L.T. P P.d.d., P.d.s. e sulla L.T. i punti A’ D’,
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B'' B A’’ C’’, B’ C’, B’’ D’’, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,
C'' D' C' D'' 8, 9 e il punto P.

F16 ––
F.2 Le proiezioni prospettiche

P.d.s. L.O. P.P. P.d.d. C


Mandare le proiettanti dei punti A’ D’
e B’ C’ al punto P.P. e le proiettanti
A’’ C’’ e B’’ D’’ rispettivamente ai
D C
punti P.d.d. e P.d.s.: le intersezioni del-
le proiettanti permettono di costruire
il quadrato esterno.

A B
L.T. P
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B'' C
C'' D' C' D''

P.d.s. L.O. P.P. P.d.d. D


Mandare le proiettanti dei punti 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 al punto P.P.

D C

A B
L.T. P
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B'' D
C'' D' C' D''

P.d.s. L.O. P.P. P.d.d. E


Le proiettanti dei punti 1, 2, 3, 4, 5, 6,
7, 8, 9 al punto P.P. incontrano le pro-
iettanti mandate ai punti P.d.d. e
P.d.s. e, siccome queste corrispondo-
D C
no alla diagonale del quadrato, sono
immediatamente individuate tutte le
intersezioni da cui passano i lati dei
quadrati paralleli alla L.T.
A B
L.T. P
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B'' E
C'' D' C' D''

P.d.s. L.O. P.P. P.d.d. F


Ripassando le linee della figura con il
giusto spessore e colorando opportu-
namente il disegno si ottiene la figu-
ra completa.
D C

A B
L.T. P
A'' A' 1 2 3 4 5 6 7 8 9 B' B'' F
C'' D' C' D''

F17
LA PROSPETTIVA

Impara il metodo
Prospettiva centrale del rettangolo e della circonferenza
Un esempio significativo che unisce le figure del rettangolo e della circonferenza è il dise-
gno in prospettiva centrale della superficie di un campo di calcio.

A FIGURA PREPARATORIA
Dopo aver disegnato la superficie del campo di calcio, si proiettano sul- Nota bene: non occorre proiettare tutti i punti in ‘ e in ‘’ poiché, sapen-
la L.T. tutti i punti che serviranno a ridisegnare la superficie in prospet- do che nella prospettiva centrale tutte le linee parallele alla L.T. riman-
tiva centrale, definendo con X’ i punti portati parallelamente alla linea gono tali e tutte le linee che si possono considerare come diagonale di
che unisce P.V. e P.P. e con X’’ i punti portati parallelamente alle linee un quadrato concorrono a P.d.s. o a P.d.d., si potranno ritrovare tutti i pun-
che uniscono P.V. a P.d.s. o a P.d.d. ti in prospettiva considerando queste proprietà.

E
F D
Ricorda che...
Tenendo conto della sim-
metria per la costruzione di N L
alcune figure non occorre
proiettare tutti i punti alla
L.T. ma solamente la metà.
Sarà opportuno considera- T S
re quali punti proiettare,
cercando di evitare so-
vrapposizioni per avere un
disegno il più sgombro pos- O
sibile da linee inutili.
Si ricorda che in prospet-
tiva centrale il P.V. non de- Q R 1 2
3 4 5
ve necessariamente corri-
spondere all’asse centrale
della figura. G I

A C
B
L.O. ≡ L.T. P.d.s. P.P. P.d.d.
A' A''R' I' I'' B' S''1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C' 3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q'
T'

A
P.V.

PROSPETTIVA Riportare sulla L.O. i punti P.P., P.d.s. e Pd.d. e sulla L.T. tutti i punti proiettati nella fi-
B gura preparatoria e il punto P.
Considerato che il disegno è composto da due figure simmetriche, si può proce-
dere a costruirne solamente una metà per poi specchiarla.

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

L.T. P
A' A'' R' I' I'' B' S''1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C'3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q' B
T'

F18
F.2 Le proiezioni prospettiche

Mandare le proiettanti dei punti che distinguono i rettangoli e costruire la metà sinistra
C del quadro prospettico.

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

F E D
TN L
S
Q
G R
I
A C
L.T. B
A' A'' R' I' I'' B' S''1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C'3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q' C
T'

D Mandare le proiettanti dei punti che distinguono le circonferenze e costruire la metà de-
stra del quadro prospettico.

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

F E D
TN L
S O
Q
G R 12 34 5
I
A C
L.T. B
A' A'' R' I' I'' B' S''1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C'3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q' D
T'

Utilizzando le proprietà descritte nella figura preparatoria, ribaltare sulla L.T. tutti i pun-
E ti significativi e, opportunamente proiettati, farli coincidere con le parallele che escono
dalle figure già costruite.
L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

F E D
TN L
S O
Q
G R 12 34 5
I
A C
L.T. B
A' A'' R' I' I'' B' S'' 1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C'3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q' E
T'

Ripassando le linee della figura con il giusto spessore e colorando opportunamente il di-
F segno si ottiene la figura completa.

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

L.T.
A' A'' R' I' I'' B' S''1' 2' N'' F'' 3' 4' 1''5'O'' C'3'' 5''
F' S' L' R'' E' 2'' D'
G' O'
N'
Q' F
T'

F19
LA PROSPETTIVA

Impara il metodo
Prospettiva centrale del prisma a base esagonale
L’esagono è una figura geometrica ricorrente nel disegno in prospettiva: richiede
una costruzione semplice in pianta e si può sfruttare la sua simmetria.
Nella procedura che segue si è posto il P.V. scostato dal centro della figura per
ricordare che prospettiva centrale significa che la figura è posta con gli spigo-
li paralleli al Q.P. e non necessariamente al centro del cono ottico.

Q G≡P I≡N L A FIGURA PREPARATORIA


Dopo aver disegnato l’esagono attra-
verso la sua costruzione dato il raggio
L.O.
della circonferenza circoscritta, si
proiettano sulla L.T. gli spigoli della fi-
gura parallelamente alla linea che
unisce P.V. a P.P. Le linee che partono
dal P.V. a 45° individuano sulla L.O. il
P.d.s. e il P.d.d.
Occorre tenere conto del fatto che si
sta trattando una figura solida, per cui
i punti proiettati sono dodici, corrispon-
L.T. F A≡E O B≡D C
denti agli estremi degli spigoli del pri-
sma a base esagonale.
E≡P D≡N Le proiettanti dei punti A, B, C, D, E, F
della base inferiore e dei punti G, I, L,
N, P, Q della base superiore, parallele
alla linea che unisce P.V. a P.P., indivi-
dueranno le proiezioni dei punti in A’,
B’, C’, D’, E’, F’ e in G’, I’, L’, N’, P’, Q’;
O
F≡Q C≡L quella di O in O’; le proiettanti dei pun-
ti A, E, F, G, P, Q parallele alla linea che
unisce P.V. a P.d.s. e P.d.d. individueran-
no le proiezioni dei punti A’’, E’’, F’’, G’’,
P’’, Q’’.
Come si può notare, non tutti i punti del
A≡G B≡I prisma sono stati proiettati a 45° sulla
L.T. ≡ L.O. P.d.s. P.P. P.d.d. L.T., in quanto nella costruzione della
F' A' A'' O' F'' B' C' E'' prospettiva si sfrutterà la simmetria
Q' E' G'' Q'' D' L' P'' della figura.
G' I'
P' N'

A P.V.

PROSPETTIVA
L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

B
Dopo aver definito la distanza a cui po-
sizionare la L.O. rispetto alla L.T. si
procede in questo modo:
L.T. P
Riportare sulla L.O. i punti P.P., P.d.s. e
F' A' A'' O' F'' B' C' E''
P.d.d. e sulla L.T. i punti F’ Q’, A’ E’
Q' E' G'' Q'' D' L' P'' G’ P’, A’’ G’’, F’’ Q’’, B’ D’ I’ N’, C’
G' I' B L’, E’’ P’’, nonché il punto O’ e il pun-
P' N' to P.

F20
F.2 Le proiezioni prospettiche

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d. C


Mandare le proiettanti dei punti A’ E’,
F’ e O’ al punto P.P. e le proiettanti dei
punti A’’, F’’ ed E’’ al punto P.d.d.: le in-
E tersezioni delle proiettanti permetto-
no di costruire una parte dell’esago-
F
no della base inferiore.
A
L.T. P
F' A' A'' O' F'' B' C' E''
Q' E' G'' Q'' D' L' P''
G' I' C
P' N'

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d. D


Sfruttando la simmetria dell’esagono
si possono trovare tutti gli altri punti
della base inferiore solamente man-
E D dando le parallele alla L.T. a incrocia-
C
re le proiettanti mandate dai punti B’
F
D’ e C’ a P.P.
In questo modo è possibile costruire
A B l’intero esagono della base inferiore.
L.T. P
F' A' A'' O' F'' B' C' E''
Q' E' G'' Q'' D' L' P''
G' I'
D
P' N'

G I E
Q P L
N
L.O. P.d.s. P.P. P.d.d. Tracciando delle verticali corrispon-
denti all’altezza del prisma dai punti Q’,
G’ P’, I’ N’ e L’ e proiettandole a P.P.
si trovano le proiettanti sulle quali è
possibile trovare tutti i punti della ba-
E D se superiore del prisma tracciando op-
F portunamente tutte le verticali dai pun-
C
ti già individuati della base inferiore.
Unendo tutti i punti si definisce l’inte-
A B
L.T. P ro prisma in prospettiva.
F' A' A'' O' F'' B' C' E''
Q' E' G'' Q'' D' L' P''
G' I' E
P' N'

G I F
Q P L
N
L.O. P.d.s. P.P. P.d.d. Ripassando le linee della figura con il
giusto spessore e il tratteggio degli
spigoli nascosti si ottiene la figura
completa.
E D
Occorre notare che non sempre è ne-
F
C cessario servirsi di tutti i punti trova-
ti nella figura preparatoria per costrui-
A B
re l’intera figura in prospettiva: in que-
L.T. P sto caso il punto P.d.d. non è stato uti-
F' A' A'' O' F'' B' C' E'' lizzato ma solamente posizionato sul-
Q' E' G'' Q'' D' L' P'' la L.O.
G' I'
F
P' N'

F21
LA PROSPETTIVA

Ricorda che... Costruzioni-modello


Viene definito metodo della
costruzione legittima il meto- 1
do della costruzione di un Prospettiva centrale della circonferenza (metodo della costruzione legittima)
quadrato utilizzando la diago-
nale. La circonferenza è una figura geometrica semplice da disegnare in prospettiva centrale: si fa infatti riferimen-
to alla diagonale del quadrato, inclinata di 45°, parallela alle linee che partendo dal P.V. individuano i due pun-
ti di distanza sulla L.O. (P.d.s. e P.d.s.).

FIGURA 1 Dopo aver disegnato la circonferenza di raggio da- sezione tra le diagonali e la circonferenza stessa, pa-
PREPARATORIA to, si tracciano l’asse verticale e orizzontale, si racchiu- rallelamente alla linea che unisce P.V. a P.P. Le dia-
de la figura nel quadrato circoscritto, si tracciano le gonali sono già proiettate parallelamente alle linee
diagonali del quadrato, si proiettano sulla L.T., oltre agli che, partendo dal P.V. a 45°, individuano sulla L.O. il
assi e ai vertici del quadrato, i quattro punti d’inter- P.d.s. e il P.d.d. (Fig. 26A).
Fig. 26A

L.O. ≡ L.T. P.d.s. P.d.d.


1 2 3 4 5
P.P.

P.V.

PROSPETTIVA 2 Mandare le proiettanti dei punti 1, 2, 3, 4, 5 al pun- la costruzione della circonferenza, che vengono uni-
to P.P. e la proiettante di una sola diagonale del qua- ti con un curvilineo o a mano libera, cercando di non
drato al punto P.d.d. (oppure P.d.s., a seconda della creare gobbe o cuspidi (Fig. 26B).
diagonale che viene considerata); le intersezioni del- Per costruire anche circonferenze in posizione verti-
le proiettanti permettono di ricostruire il quadrato cir- cale occorre fare riferimento alla griglia creata in oriz-
Fig. 26B coscritto e individuare tutti gli otto punti necessari al- zontale.

L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.

L.T.
1 2 3 4 5
P
F22
F.2 Le proiezioni prospettiche

2
Prospettiva centrale di un poligono regolare (metodo della costruzione legittima)
Il poligono regolare (in questo caso un decagono) è una figura geometrica simmetrica; in prospettiva centra-
le occorre tener conto di questa particolarità per semplificare il procedimento del disegno.

G F
Fig. 27A h1
I E
h2

L D h3
O O

h2
N C
h1
A B

P.d.s. L.O.≡L.T. P.P. P.d.d.


L'' F'' L' N' A' B'' O' B' C' D' I'' C''
I' G' F' E'

FIGURA PREPARATORIA
1 Dopo aver disegnato il decagono si tracciano l’as-
se verticale e orizzontale e si proiettano sulla L.T., ol-
tre agli assi, i dieci spigoli della figura parallelamente
alla linea che unisce P.V. a P.P.
Si proiettano, in seguito, i punti con linee inclinate di
45°, ossia parallele alle linee che, partendo dal P.V.
a 45°, individuano sulla L.O. il P.d.s. ed il P.d.d. (Fig.
27A).

P.V.

Fig. 27B
PROSPETTIVA
P.d.s. L.O. P.P. P.d.d. 2 Mandare le proiettanti dei punti X’ al punto P.P. e
le proiettanti dei punti X’’ al punto P.d.d. oppure
P.d.s., a seconda della diagonale che viene conside-
rata; le intersezioni delle proiettanti permettono di in-
h1 dividuare la metà dei punti e sono sufficienti a rico-
struire l’intera figura tracciando le opportune linee
h2
orizzontali, sfruttandone la simmetria.
G F Per costruire il decagono in posizione verticale occor-
I E
D h3 re fare riferimento alle altezze riportate nella figura
L
O ausiliaria alla figura preparatoria.
N C Si riproducono le dimensioni su una linea verticale
h2 tracciata in corrispondenza della proiezione di un pun-
A B
to laterale sulla L.T., si tracciano le proiettanti al P.P.
L.T. P h1
e, innalzando le verticali dai punti proiettati alla linea
L'' F'' L' N' A' B'' O' B' C' D' I'' C''
sul P.G., si costruisce la figura in verticale (Fig. 27B).
I' G' F' E'

F23
LA PROSPETTIVA

3
Prospettiva centrale di solidi prismatici (metodo della costruzione legittima)

Nell’esempio ci sono tre solidi prismatici: il primo è un parallelepipedo inclinato rispetto al P.G., il secondo
è una piramide a base esagonale appoggiata al P.G. e il terzo è un prisma a base triangolare con una fac-
cia giacente su un piano parallelo al P.G.

Fig. 28A V FIGURA PREPARATORIA


1 Dopo aver disegnato le figure sul piano orizzonta-
le e su quello verticale si tracciano l’asse verticale e
T≡Y orizzontale e si proiettano sulla L.T., oltre agli assi, gli
L.O. estremi degli spigoli delle figure parallelamente alla li-
F≡G h4 nea che unisce P.V. a P.P.
Si proiettano, in seguito, i punti con linee inclinate di
E≡I h6
h3 S≡Z U≡W 45° ossia parallele alle linee che, partendo dal P.V. a
h1 h2 B≡C h5 45°, individuano sulla L.O. il P.d.s. e il P.d.d. (Fig.
28A).
L.T.
A≡D R J≡Q O K≡N L Z Y W
I D G C Q N

R L
O≡V

E A F B PROSPETTIVA
S T U
P.d.s. J K P.d.d. 2 Considerare una figura per volta per non creare con-
P.P.
C'' E' A' B'' F' B' R' J'' J' O'R''K'W''L'O'' Q'' S' T' U' U'' fusione con i punti.
I' D' G' C' Q' V' N' V'' Z' Y' W' Mandare le proiettanti dei punti X’ al punto P.P. e le
proiettanti dei punti X’’ al punto P.d.d. oppure P.d.s.,
a seconda della diagonale che viene considerata; le
intersezioni delle proiettanti permettono di individua-
re una parte dei punti; tracciando le opportune linee
orizzontali e sfruttando le simmetrie, tali punti sono
sufficienti a ricostruire completamente le figure sul
P.G.
Per la piramide si tratta della base reale, mentre per
il parallelepipedo e il prisma sul P.G. si tratta del-
la proiezione delle figure.
P.V.
Successivamente si tracciano le altezze dai punti in-
dividuati con ‘’ sulla L.T. (procedendo sempre con una
figura geometrica per volta) e si mandano al P.P. op-
pure a uno dei punti di distanza (come nel caso del-
la piramide), a seconda che ci si trovi su un punto pro-
iettato, nella figura preparatoria, verticalmente alla L.T.
o a 45°; innalzando dalle proiezioni sul P.G. le linee ne-
cessarie, come per il primo passaggio, tracciando le
V
opportune linee orizzontali e sfruttando le simmetrie
Fig. 28B h4 si completano le figure (Fig. 28B).

Y T

P.d.s. P.P. P.d.d. L.O.


F G

Z W
U
E C
S
h3
B
Q N h6
h1 D h5
h2 R L
O
A J K L.T.
C'' E' A' B'' F' B' R' J'' J' O' R'' K' W'' L' O'' Q'' S' T' U' U''
I' D' G' C' Q' V' N' V'' Z' Y' W'

F24
F.2 Le proiezioni prospettiche

La prospettiva accidentale

Impara il metodo
Prospettiva accidentale di figure piane
4
Ottagono e pentagono

Un esercizio che può riassumere una parte significativa sulla teoria della prospettiva accidentale è quello
che consiste nel costruire e rappresentare due figure piane, per esempio un ottagono e un pentagono re-
golari, non appoggiati al P.G. ma su due quote diverse: uno sotto la L.O. e uno sopra di essa.

A FIGURA PREPARATORIA Q I N L M

Dopo aver disegnato le figure pia-


ne su due piani di proiezione
L.O.
(orizzontale e verticale) si proiet-
h2
ta il P.V. sulla L.O. (che in pianta
coincide con la L.T.), in F1 con G≡H A≡F O B≡E D≡C
una linea verticale e in F2 con una
linea orizzontale. Sulla L.O. si in- h1
dividua anche il punto P.P. proiet-
tando il P.V. parallelamente al
L.T.
piano geometrale.
F E
Si proiettano sulla L.T. tutti i pun- 1o L
.O
ti che individuano le figure: paral- .≡L F1
.T. G D
lelamente alla linea che unisce 2o
P.V. a F1 e parallelamente alla li- O N
nea che unisce P.V. a F2. 3o P.P.
1p H C
I punti individuati sulla L.T. ven- 4o M
gono nominati con numeri pro- 2p Q
5o
gressivi partendo da sinistra ver- 6o A B
so destra e affiancati da lettere 7o
8o
per meglio distinguere le figure: 3p9o I L
o per le proiezioni dell’ottagono 4p10o
e p per quelle del pentagono. 5p
6p
7p F2
A 8p
P.V.

PROSPETTIVA Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la L.O. prospettiva la pianta delle figure. È meglio procedere
B
rispetto alla L.T., riportare sulla L.O. i punti P.P., F1 e con una figura per volta, proiettando prima i punti del-
F2 e sulla L.T. i punti 1o, 2o, 3o, 4o, 5o, 6o, 7o, 8o, l’ottagono al rispettivo punto di fuga (F1 o F2 se il pun-
9o, 10o, 1p, 2p, 3p, 4p, 5p, 6p, 7p, 8p, 9p e P. to via via da considerare è stato identificato con una
Così facendo si hanno tutti i parametri per costruire in proiettante parallela al P.V.-F1 oppure a P.V.-F2).

L.O. F1 P.P. F2

L.T.
1o 2o 3o 1p P 4o 2p 5o 6o 7o 8o 3p 9o 4p 10o 5p 6p 7p 8p B

F25
LA PROSPETTIVA

C
C
Si prosegue analogamente per i punti
che individuano il pentagono. L.O. F1 P.P. F2

L.T.
1o 2o 3o 1p P 4o 2p 5o 6o 7o 8o 3p 9o 4p 10o 5p 6p 7p 8p

D
D
Si continua, sempre con la prima figu-
L.O. F1 P.P. F2
ra, innalzando l’altezza da un punto
a scelta (si consiglia di utilizzare un pun-
E D
to posto alle estremità per non sovrap- GF C
H O A B
porsi troppo alla figura già disegnata,
per esempio il punto 1o) e proiettando-
la verso il punto di fuga corrisponden-
te (in questo caso F1), poi si traccia la
verticale dai corrispondenti punti della L.T.
figura allineati con la linea appena trac- 1o 2o 3o 1p P 4o 2p 5o 6o 7o 8o 3p 9o 4p 10o 5p 6p 7p 8p
ciata. Si procede analogamente con gli
altri punti.

Ricorda che... I
Non occorre tracciare l’altezza da tutti i pun- E Q L
ti proiettati dalla figura sulla L.T., ma si utilizza- N M
no i rispettivi allineamenti. F1 F2
L.O. P.P.

E D
GF C
H O A B

E
L.T.
Si prosegue nello stesso modo per ri-
1o 2o 3o 1p P 4o 2p 5o 6o 7o 8o 3p 9o 4p 10o 5p 6p 7p 8p
cercare i vertici del pentagono.

F I L
F Q
Ripassando le linee con il giusto spes- N M
sore e colorando opportunamente il di- L.O. F1 P.P. F2
segno si ottiene la figura completa.
E D
È da notare che la figura posta al di sot- GF C
to della L.O. (l’ottagono) è vista dall’al- H O A B
to, mentre quella posta al di sopra (il pen-
tagono) è vista dal basso.

L.T.
1o 2o 3o 1p P 4o 2p 5o 6o 7o 8o 3p 9o 4p 10o 5p 6p 7p 8p

F26
F.2 Le proiezioni prospettiche

Impara il metodo
Prospettiva accidentale di solidi elementari

5
Cilindro e parallelepipedo

Un esercizio interessante è la prospettiva accidentale di un cilindro al quale si appoggia un parallele-


pipedo inclinato, ossia con quattro delle sue sei facce che non sono parallele o perpendicolari al P.G. e
per il quale occorre tener conto delle diverse altezze a cui si trovano gli spigoli delle due basi.

Dopo aver disegnato i due solidi sui tre piani di pro- no la figura: parallelamente alla linea che unisce FIGURA
A
iezione (orizzontale, verticale e laterale) si proietta il P.V. a F 1 e parallelamente alla linea che unisce P.V. PREPARATORIA
P.V. sulla L.O. (che in pianta coincide con la L.T.), in a F 2.
F1 con una linea verticale e in F2 con una linea oriz- I punti individuati sulla L.T. vengono nominati con nu-
zontale. Sulla L.O. si individua anche il punto P.P. pro- meri progressivi partendo da sinistra verso destra e
iettando il P.V. parallelamente al P.G. affiancati da lettere: c per le proiezioni del cilindro
Si proiettano sulla L.T. tutti i punti che individua- e p per quelle del parallelepipedo.

E≡I I E
F≡G G F
h1

L.O. h4
h3

A≡D D A
L.T. B≡C O h2 C O B
D C I G
1p
1c

O
2c F1

3c P.P.
2p A B E F
3p
4p
5p
6p
4c
5c
6c F2
7c
P.V.
L.O
.≡L
.T.

Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la punti al rispettivo punto di fuga (F1 o F2 se il punto PROSPETTIVA
B
L.O. rispetto alla L.T. si procede riportando sulla L.O. via via da considerare è stato identificato con una
i punti P.P., F 1 e F2 e sulla L.T. i punti 1c, 2c, 3c, 4c, proiettante parallela a P.V.-F1 oppure a P.V.-F2). Si ini-
5c, 6c, 7c, 1p, 2p, 3p, 4p, 5p, 6p e P. zia con la base del cilindro individuando il quadrato
Così facendo si hanno tutti i parametri per costrui- circoscritto, le diagonali e i punti passanti per gli as-
re in prospettiva la pianta dei solidi, proiettando i si per poi disegnare la linea curva.

L.O. F1 P.P. F2

L.T. P
B
1p 1c 2c 3c 2p 3p 4p 5p 6p≡4c 5c 6c 7c

F27
LA PROSPETTIVA

C
C
Si innalza l’altezza del cilindro, ri-
portandola sulla L.T. da un punto
che proietta lo spigolo del quadrato
circoscritto. Proiettando la quota al
rispettivo punto di fuga si trova l’al- h1
tezza corrispondente allo spigolo in
prospettiva (è sufficiente tracciare L.O. F1 P.P. F2
l’altezza in un solo punto sulla L.T.).
Innalzando le linee verticali dagli al-
tri spigoli e mandando opportuna-
mente le proiettanti si disegna la ba- L.T. P
se superiore e si tracciano le tangen- 1p 1c 2c 3c 2p 3p 4p 5p 6p≡4c 5c 6c 7c
ti esterne alle basi in modo da defi-
nire completamente il cilindro.
D

D
Si prosegue disegnando la proiezio-
ne del parallelepipedo sul P.G., h1
mandando le proiettanti dai punti
L.O. F1 P.P. F2
sulla L.T. ai rispettivi punti di fuga.

L.T. P
1p 1c 2c 3c 2p 3p 4p 5p 6p≡4c 5c 6c 7c

E
E
Si prosegue innalzando le altezze
progressive corrispondenti alle tre
altezze del parallelepipedo, indivi-
duate sul piano verticale nella figu-
ra preparatoria. Proiettando al h1
punto di fuga le varie altezze e in-
nalzando dalla proiezione del soli- L.O. F1 P.P. F2
do le rispettive verticali dai punti al-
lineati si individuano tutti gli otto
spigoli del parallelepipedo che, op-
portunamente congiunti, danno il L.T. P
disegno della figura in prospettiva. 1p 1c 2c 3c 2p 3p 4p 5p 6p≡4c 5c 6c 7c

F
F
Ripassando le linee delle figure con
il giusto spessore e tratteggiando
opportunamente gli spigoli nasco-
sti si ottiene la figura completa. E
I F
G h1

L.O. F1 P.P. F2

D
C
O
A
L.T. P B
1p 1c 2c 3c 2p 3p 4p 5p 6p≡4c 5c 6c 7c

F28
F.2 Le proiezioni prospettiche

Impara il metodo
Prospettiva accidentale di un modello architettonico

6
Chiesetta

Un esercizio significativo è la prospettiva accidentale di una chiesetta (stilizzata e semplificata) che si


può considerare come una figura solida complessa formata dall’insieme di più figure solide semplici. Si pos-
sono, infatti, identificare le seguenti figure: il parallelepipedo, la piramide e il prisma triangolare, ol-
tre a due figure piane come il triangolo isoscele e il quadrato inclinato di 45°.

A FIGURA PREPARATORIA
A
Dopo aver disegnato la chiesetta sui tre
piani di proiezione (orizzontale, vertica-
le e laterale) si proietta il P.V. sulla L.O.
(che, in pianta coincide con la L.T.), in
F1 con una linea verticale e in F2 con
una linea orizzontale. Sulla L.O. si indi-
vidua anche il punto P.P. proiettando il
P.V. parallelamente al piano geome-
trale.
L.T.
Si proiettano sulla L.T. tutti i punti che
individuano la figura: parallelamente
alla linea che unisce P.V. a F1 e paral- F1
1
lelamente alla linea che unisce P.V. a
F 2.
I punti individuati sulla L.T. vengono P.P.
nominati con numeri progressivi par-
2
tendo da sinistra verso destra. 3
4
5
6
7
8
9
10
11
L.O
.≡L
.T.
F2
P.V.

Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la re in prospettiva la pianta del solido composto, pro- PROSPETTIVA
L.O. rispetto alla L.T. si riportano sulla L.O. i punti iettando i punti al rispettivo punto di fuga (F 1 o F 2
B
P.P., F 1 e F 2 e sulla L.T.i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, se il punto via via da considerare è stato identifica-
9, 10, 11 e P. to con una proiettante parallela a P.V.-F 1 oppure a
Così facendo si hanno tutti i parametri per costrui- P.V.-F 2).

L.O. F1 P.P. F2

L.T. B
1 P 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

F29
LA PROSPETTIVA

C L.O. F1 P.P. F2
Si cominciano a innalzare le altezze dei
solidi più semplici da costruire: i paral-
lelepipedi.
Le altezze si alzano sulla L.T. da un
punto che proietta lo spigolo del paral-
lelepipedo e, proiettando la quota al ri-
spettivo punto di fuga, si trova l’altez-
za corrispondente allo spigolo in pro-
spettiva. Innalzando le linee verticali
dagli altri spigoli e mandando opportu-
namente le proiettanti si costruiscono
L.T. C
i parallelepipedi che formano la figura.
1 P 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

D L.O. F1 P.P. F2

Si prosegue innalzando le altezze degli


altri solidi da costruire: la piramide e il
prisma. L’altezza della piramide si alza
da un punto che ne proietta il vertice
sulla L.T. e, proiettata al punto di fuga,
incontra la verticale innalzata dal pun-
to individuato in pianta con le diagona-
li del quadrato di base. Il vertice così in-
dividuato si unisce, infine, alla base del-
la piramide. La cuspide del prisma si tro-
va proiettando la quota al rispettivo pun- L.T.
to di fuga e innalzando la verticale dai D
1 P 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
corrispondenti punti in pianta.
L.O. F1 P.P. F2
E
Si prosegue costruendo le figure geo-
metriche presenti sulla facciata.
Si innalzano le altezze progressive dal
punto che proietta rispettivamente il
vertice e il centro sulla L.T. e, proiet-
tate al punto di fuga, esse incontrano
la verticale innalzata dal punto centra-
le della facciata individuato in pianta.
Si innalzano le altezze progressive da
un punto che proietta i limiti laterali
delle figure sulla L.T. e, proiettate al L.T.
punto di fuga, incontrano la verticale E
1 P 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
innalzata da un punto laterale delle fi-
gure individuato in pianta.
L.O. F1 P.P. F2
Mandando le proiettanti ai rispettivi
punti di fuga si definiscono le due fi-
gure.

F
Ripassando le linee della figura con il
giusto spessore e colorando opportuna-
mente il disegno si ottiene la figura com-
pleta. (Nell’ultimo disegno sono state eli-
minate le linee nascoste per meglio
comprendere la figura completa.)
L.T. F
1 P 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

F30
F.2 Le proiezioni prospettiche

Costruzioni-modello
7
Prospettiva accidentale di poligoni regolari: ettagono e triangolo

1 Dopo aver disegnato le figure piane su due piani di figure: parallelamente alla linea che unisce P.V. a F1 FIGURA
proiezione (orizzontale e verticale) si proietta il P.V. e parallelamente alla linea che unisce P.V. a F2. PREPARATORIA
sulla L.O. (che in pianta coincide con la L.T.), in F1 con I punti individuati sulla L.T. vengono nominati con nu-
una linea verticale e in F 2 con una linea orizzontale. meri progressivi partendo da sinistra verso destra eaf-
Sulla L.O. si individua anche il punto P.P. proiettando fiancati dalla lettera e per le proiezioni dell’ettago-
il P.V. parallelamente al piano geometrale. no e con la lettera t per quelle del triangolo equi-
Si proiettano sulla L.T. tutti i punti che individuano le latero (Fig. 29A).
I N L
Fig. 29A

L.O.

h2

G F A E≡O B D C
L.O
.≡L h1
.T. L.T.

E
1e F1
F D
2e
N
1t O
3e P.P. G C
4e

5e
6e A B
7e 8e
9e
2t I L
10e
11e
12e
3t

4t
F2
P.V.
5t

2 Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la spettivi punti di fuga, individuano le linee su cui innal- PROSPETTIVA
L.O. rispetto alla L.T. si procede riportando sulla L.O. zare le altezze dalle proiezioni delle figure sul P.G. e
i punti P.P., F 1 e F2 e sulla L.T. tutti i punti proiettati completare il disegno in prospettiva accidentale.
dalle figure e il punto P. Così facendo si hanno tutti i Le figure si vedranno in modo diverso: dall’alto se la
parametri per costruire in prospettiva la proiezione sul quota rispetto al P.G. è inferiore alla distanza tra L.T.
P.G. delle figure. Si innalzano di seguito le altezze del- e L.O., dal basso se la quota rispetto al P.G. è supe-
le figure sui punti situati sulla L.T. che, mandati ai ri- riore alla distanza tra L.T. e L.O. (Fig. 29B).

Fig. 29B

L.O. F1 P.P. F2

h2 h2

h1 h1 h1 h1 h1
L.T. P
1e 2e 1t 3e 4e 5e 6e 7e 8e 9e 2t 10e 11e 12e 3t 4t 5t

F31
LA PROSPETTIVA

8
Prospettiva accidentale di solidi elementari:
piramide a base rettangolare, cono, prisma a base esagonale

FIGURA 1 Dopo aver disegnato i solidi sui tre piani di pro- figure: parallelamente alla linea che unisce P.V. a F 1
PREPARATORIA iezione (orizzontale, verticale e laterale) si proiet- e parallelamente alla linea che unisce P.V. a F 2.
ta il P.V. sulla L.O. (che, in pianta coincide con la I punti individuati sulla L.T. vengono nominati con nu-
L.T.), in F 1 con una linea verticale e in F 2 con una meri progressivi partendo da sinistra verso destra e
linea orizzontale. Sulla L.O. si individua anche il affiancati da lettere per distinguere meglio le figure:
punto P.P. proiettando il P.V. parallelamente al pia- c per le proiezioni del cono, pr per quelle della pira-
no geometrale. mide, ps per quelle del prisma a base esagonale
Si proiettano sulla L.T. tutti i punti che individuano le (Fig. 30A).

Fig. 30A
h3

L.O. h1 h2

L.T.

1c
1pr
2c
2pr F1
3pr
3c P.P.
4pr
1ps L.
5pr O.≡L
.T.
6pr
2ps
4c
5c
3ps
6c F2
7c
P.V. 4ps
5ps
6ps
7ps
8ps
PROSPETTIVA 2 Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la al rispettivo punto di fuga (F 1 o F 2 se il punto via via
L.O. rispetto alla L.T. si riportano sulla L.O. i punti da considerare è stato identificato con una proiettan-
P.P., F 1 e F 2 e sulla L.T. tutti i punti delle figure pro- te parallela a P.V. - F1 oppure a P.V. - F 2). Si riporta-
iettati parallelamente a P.V. - F1 e a P.V. - F2, e il pun- no le altezze delle figure sulla L.T. e si proiettano a F1
to P. o a F2; innalzando dalle basi delle figure le verticali ed
Così facendo si hanno tutti i parametri per costruire eseguendo gli opportuni allineamenti si ricostruisco-
in prospettiva la pianta dei solidi proiettando i punti no le figure in prospettiva accidentale (Fig. 30B).

Fig. 30B h3
h1

L.O. F1 P.P. F2 h2 h2

L.T. P
1c 1pr 2c 2pr 3pr 3c 4pr 1ps 5pr 6pr 2ps 4c 5c 3ps 6c 7c 4ps 5ps 6ps 7ps 8ps

F32
F.2 Le proiezioni prospettiche

9
Prospettiva accidentale di solidi elementari:
piramide a base esagonale, cilindro, parallelepipedo

1 Dopo aver disegnato i solidi sui tre piani di proiezio- e parallelamente alla linea che unisce P.V. a F2. FIGURA
ne (orizzontale, verticale e laterale) si proietta il P.V. sul- I punti individuati sulla L.T. vengono nominati con nu- PREPARATORIA
la L.O. (che in pianta coincide con la L.T.), in F1 con una meri progressivi partendo da sinistra verso destra e
linea verticale e in F2 con una linea orizzontale. Sulla affiancati da lettere per distinguere meglio le figure:
L.O. si individua anche il punto P.P. proiettando il P.V. c per le proiezioni del cilindro, p per le proiezioni del
parallelamente al piano geometrale. parallelepipedo, pr per le proiezioni della pirami-
Si proiettano sulla L.T. tutti i punti che individuano le de (Fig. 31A).
figure: parallelamente alla linea che unisce P.V. a F1

Fig. 31A
h4
L.O. h2 h3
h1

L.T.

1c
1p

2c F1
2p
3c P.P.
3p
1pr L.O
.≡L
.T.
4p
2pr
4c
5c
3pr
6c
7c F2
P.V. 4pr
5pr
6pr
7pr
8pr

2 Dopo aver definito la distanza a cui posizionare la al rispettivo punto di fuga (F 1 o F 2 se il punto via via PROSPETTIVA
L.O. rispetto alla L.T. si riportano sulla L.O. i punti da considerare è stato identificato con una proiettan-
P.P., F 1 e F 2 e sulla L.T. tutti i punti delle figure pro- te parallela a P.V.-F1 oppure a P.V.-F2). Si riportano le
iettati parallelamente a P.V.-F 1 e a P.V.-F 2 e il pun- altezze delle figure sulla L.T. e si proiettano a F1 o a
to P. F2; innalzando dalle basi delle figure le verticali ed ese-
Così facendo si hanno tutti i parametri per costruire guendo gli opportuni allineamenti si ricostruiscono le
in prospettiva la pianta dei solidi proiettando i punti figure in prospettiva accidentale (Fig. 31B).

Fig. 31B

h4

L.O. F1 h2 P.P. F2 h3
h1

L.T. P
1c 1p 2c 2p 3c 3p 1pr 4p 2pr 4c 5c 3pr 6c 7c 4pr 5pr 6pr 7pr 8pr

F33
LA PROSPETTIVA

Applicazioni

L’Arco di La Défense a Parigi

L’Arco di La Défense (o Grande Arche de la Fraternité) è un monumento inau-


gurato nel 1989 nel moderno quartiere di La Défense a Parigi. È stato proget-
tato dall’architetto danese Johann Otto von Spreckelsen, che l’ha concepito co-
me una versione novecentesca dell’Arco di trionfo dell’Étoile,consacrato all’uma-
nità e agli ideali umanitari piuttosto che alle vittorie militari. L’Arco è un cu-
bo quasi perfetto, alto 110 m, largo 112 m e profondo 108 m, svuotato al cen-
tro. La visione prospettica esalta le linee di questo splendido esempio di ar-
chitettura contemporanea.
h2

h1
h4

L.O.

L.T. h3

1
FIGURA PREPARATORIA
Dopo aver disegnato la figura sul piano oriz-
zontale e su quello verticale si proiettano i
punti significativi della figura parallelamen-
te alla linea che unisce P.V. a P.P. Si proietta- P.d.s. P.P. P.d.d.
no, in seguito, i punti con linee inclinate di P.d.s. 4'' 2'' 1' 2' 3' 4' P.P. 5' 6' 1'' P.d.d.
45° ossia parallele alle linee che, partendo 4'' 2'' 1' 2' 3' 4' 5' 6' 1''
dal P.V. a 45°, individuano sulla L.O. il P.d.s.
e il P.d.d.

P.V.

P.V.

F34
PROSPETTIVA

P.d.s. P.P. P.d.d. L.O.

L.T.
4'' 2'' 1' 2' 3' 4' P 5' 6' 1''

2 Mandare le proiettanti dei punti X’ al punto P.P. e le proiettanti dei punti X’’ al punto P.d.d. oppure al P.d.s., a
seconda della diagonale che viene considerata; le intersezioni delle proiettanti non permettono di individua-
re tutti i punti, ma tracciando le opportune linee orizzontali e sfruttando le simmetrie tali punti sono sufficien-
ti a ricostruire completamente le figure sul P.G.

h2

h4
h4
h1

P.d.s. P.P. P.d.d. L.O.

h3
h3
L.T.
4'' 2'' 1' 2' 3' 4' P 5' 6' 1''

3 Tracciare le altezze dei punti individuati con “ sulla L.T. (procedendo sempre con una figura geometrica per
volta) e congiungerli al P.P. oppure a uno dei punti di distanza (come nel caso della piramide), a seconda che
(nella figura preparatoria) ci si trovi su un punto proiettato verticalmente alla L.T. o a 45°; completare la figu-
ra innalzando dalle proiezioni sul P.G. le linee necessarie e, come nel primo passaggio, tracciando le oppor-
tune linee orizzontali e sfruttando le simmetrie.

P.d.s. P.P. P.d.d. L.O.

L.T.
P

4 Per meglio rendere visibile la struttura architettonica, nel disegno finale sono stati tolti gli spigoli nascosti e
si è data profondità alla figura con le ombre proprie della struttura.

F35
LA PROSPETTIVA

Il disegno nella realtà

architettura Tamaro Chapel, 1990-96


Lo sfruttamento delle leggi della prospettiva può diventare, nel-
le mani dell’artista o dell’architetto, un potente strumento espres-
sivo e creativo. Ne è un esempio illuminante la Tamaro Chapel,
disegnata dall’architetto Mario Botta (1943), che domina la val-
lata di Lugano, in Svizzera.
Situata a circa 2000 metri di altitudine, sembra fatta apposta per
suggerire affascinanti scorci prospettici e viste aeree sul paesag-
gio. Il percorso che guida il visitatore verso l’interno e fino all’al-
tare sfrutta, non meno delle strutture esterne, il fenomeno pro-
spettico. Lo si può notare chiaramente osservando gli archi del
sottopassaggio che conduce al posto d’osservazione e le struttu-
re interne della chiesa, con gli affreschi del pittore italiano Enzo
Cucchi (1949), che sembrano guidare lo sguardo dell’osservato-
re verso il centro dell’altare, dietro al quale è posta una sempli-
ce immagine di due mani a coppa quasi stilizzate. La caratteristi-
ca delle linee prospettiche di confluire in un unico punto è ben evi-
dente in ciascuna delle immagini proposte.

1 Il punto di ripresa della fotografia fa pensare a una vista


in prospettiva accidentale.

2 Passaggio verso il punto di osservazione. 3 Il punto di ripresa della fotografia


fa pensare a una vista in prospettiva
centrale, dove il punto di fuga

F36
2

4 Il punto di ripresa della fotografia fa pensare a una vista in prospettiva accidentale,


dove il punto di fuga di sinistra è contrassegnato dal prolungamento ideale delle linee inclinate dei parapetti.

è contrassegnato dal prolungamento 5 Vista dell’interno.


ideale delle linee inclinate
dei parapetti.

F37
ESERCITAZIONI
LA PROSPETTIVA

Difficoltà: FACILE

U≡Y
Z X
Esercizio
guidato G≡N T Q≡S R H≡M I≡L

1 Eseguire la prospettiva centrale del gruppo di solidi.


L.O.

h1 h2 h3
FIGURA PREPARATORIA
Dopo aver disegnato il gruppo di solidi in pianta e in alzato, proiettare sulla L.T. L.T. A≡F B≡E C≡D
i vertici della figura parallelamente alla linea che unisce P.V. a P.P. Le linee che par- F≡N E≡M
tono da P.V. a 45° individuano sulla L.O. il P.d.s. e il P.d.d. S
D≡L
Occorre tener conto che si tratta di figure solide composte, per cui i punti proiet- T Z
Y
X R
V
tanti si possono sovrapporre sul piano orizzontale e/o sul piano verticale. U
Le proiettanti dei punti parallele alla linea che unisce P.V. a P.P. saranno contras- Q
C≡I
A≡G
segnati con ‘, mentre le proiettanti dei punti parallele alla linea che unisce P.V. a B≡H

P.d.s. e a P.d.d. saranno contrassegnati con ‘’. L.T. L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.
A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E''
Come si può notare non tutti i punti dei solidi sono stati proiettati a 45° sulla L.T., G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M''
G' U' H' I'
in quanto nella costruzione della prospettiva si sfrutterà la simmetria di parte del- N' V' M' L'
Y'
la figura completa.

PROSPETTIVA
Dopo aver riportato sulla L.O. i punti P.P., P.d.s. e P.d.d., costruire dapprima
P.V.
la base del solido più semplice proiettando a P.P. i punti contrassegnati con ‘ e a
P.d.s. o a P.d.d. i punti contrassegnati con ‘’, tenendo conto del parallelismo del- L.O. P.d.s. P.P. P.d.d.
le proiettanti (per esempio A’’ si proietta verso P.d.d. poiché nella figura prepa-
F E D
ratoria A-A’’ è parallela a P.V.-P.d.d.).
L.T. A C
P B
A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E''
Tracciando le verticali corrispondenti all’altezza del solido (h1) dai punti A’ e G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M''
G' U' H' I'
C’ e proiettandole a P.P., trovare le proiettanti sulle quali è possibile individuare i N' V' M' L'

punti della base superiore del solido e, sfruttando i parallelelismi degli spigoli pa-
ralleli alla L.T., costruire l’intero solido in prospettiva.

Costruire quindi il solido più complesso (il tronco di piramide), individuando- P.d.s. P.P. P.d.d.
ne la proiezione delle basi sul piano geometrale. h1 h1
F E D
Si noti che, essendo le basi con gli spigoli a 45°, non sempre è necessario proiet-
A C
P B
tare tutti i punti sulla L.T. ai rispettivi punti di distanza (P.d.s. o P.d.d.). A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E''
G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M''
G' U' H' I'
N' V' M' L'
Tracciando la verticale corrispondente all’altezza della piramide (h3) dal pun- Y'
to V’ (Vertice) e proiettandola a P.P., costruire l’intera piramide (dopo aver indi-
viduato la base maggiore sulla faccia superiore del primo solido). Tracciando la ver- G H
N M I
ticale corrispondente all’altezza del tronco di piramide (h2) dal punto Z’ e proiet- L
tandola a P.P., individuare il punto sullo spigolo della piramide per poter costrui- P.d.s. P.P. P.d.d.
re la base superiore del tronco.
F E D
A C
Ripassare le linee della figura con il giusto spessore e il tratteggio adeguato de- P B
A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E''
gli spigoli nascosti per completare la prospettiva centrale del gruppo di solidi. G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M''
G' U' H' I'
N' V' M' L'
Y'

V V
U U
Z X Z X
G Y H G Y H
h3 Q R I Q R I
T T
N S M L N S M L

P.d.s. P.P. P.d.d. P.d.s. P.P. P.d.d.


h2

D D
F E F E
A C A C
P B P B
A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E'' A'' V'' A' Q'' T' Z' Q'D'' X' R' C'' B' C' E''
G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M'' G'' F' G'' S' L'' I'' E' D' M''
G' U' H' I' G' U' H' I'
F38 N' V'
Y'
M' L' N' V'
Y'
M' L'
ESERCITAZIONI

LA PROSPETTIVA
2
Eseguire la prospettiva del modello, utilizzando la tipologia di prospettiva ritenuta più idonea per
la valorizzazione delle forme. Si suggerisce di utilizzare la prospettiva centrale, come indicato.

75

50

25 25
15

L.O.

R50
R65

L.T.

5
2,
R2
45

Schema preparatorio

Scala 1:2
Distanza D1-D2 = 180 mm

D1 P ≡ P' D2

V ≡ V'
F39
ESERCITAZIONI
LA PROSPETTIVA

3 Eseguire la prospettiva del modello architettonico, rilevando dimensioni e posizioni. Utilizzare


la tipologia di rappresentazione ritenuta più idonea per la valorizzazione delle forme. Qui vie-
ne suggerito di utilizzare la prospettiva accidentale, come indicato.

Alzato

L.O.

55




L.T.

Pianta

F1 Distanza P.V.-P.P. = 50 mm
Distanza L.O.-L.T. = 55 mm
2° 1°

P.P.

90°

Scala 1:1 F2
P.V.

F40
ESERCITAZIONI

LA PROSPETTIVA
Difficoltà: MEDIA

4 Eseguire la prospettiva del modello architettonico, utilizzando la tipologia di rappresentazione


ritenuta più idonea per la valorizzazione delle forme. Qui viene proposto, come esempio, di uti-
lizzare la prospettiva centrale.

R55

R6
5
40

L.T.
45

R2
5

Distanza D1-D2 = 180 mm

D1 P ≡ P' D2
Schema preparatorio X

Scala 1:2
V ≡ V'
F41
ESERCITAZIONI
LA PROSPETTIVA

5 Eseguire la prospettiva del modello architettonico utilizzando la tipologia di rappresentazione


ritenuta più idonea per la valorizzazione delle forme. Qui viene suggerito di utilizzare la prospet-
tiva accidentale, come indicato.

85

30

Pianta
70

95
44

35
5
5 5 5 5 5

10
3
2
1

Vista frontale Vista laterale sinistra

65
5
4
10

3 2 1 35

Scala 1:2

40 10 10

Impostazione della prospettiva accidentale


Distanza P.V.-P.P. = 120 mm
Distanza F1-P.P. = 120 mm F2
Distanza P.P.-F2 = 120 mm
Distanza L.O.-L.T. = 62 mm

5
4
3 2 1

P.P.

L.O.
62

L.T. F1
P.V.

F42
ESERCITAZIONI

LA PROSPETTIVA
Difficoltà:

6 Eseguire la prospettiva centrale o accidentale, a scelta, del modello di rovina architettonica, secon-
do le impostazioni indicate dall’insegnante. Rilevare le misure necessarie con una squadretta.

Vista frontale

0
R2
75

26

L.T.
50

50
25

15 Vista dall’alto

Schema in assonometria isometrica


Scala 1:2

F43
4 Il colore

Sistemi di catalogazione dei colori

Quando si cerca di definire un colore si usano termi- cetta” precisa. Si deve ricorrere a sofisticati sistemi
ni come “giallo-limone”, “verde-oliva”, “rosa-salmone”. di calibrazione dei monitor usando gli appositi ap-
Sono tentativi di descrivere con parole efficaci e nel parecchi di misura e i relativi software di regolazione
modo migliore il colore che noi abbiamo in mente. Se e taratura. Il dispositivo di stampa e gli inchiostri o i
però si dovesse ordinare una partita di prodotti indu- pigmenti avranno a loro volta un proprio comporta-
striali, per esempio tessuti o capi di abbigliamento, che mento tipico, dovuto alle caratteristiche fisico-chimi-
devono rispondere a requisiti di colore precisi e ripe- che. Per molte applicazioni si utilizzano sistemi di ca-
tibili, una semplice descrizione verbale diventerebbe talogazione basati su criteri arbitrari. Tipico esempio
del tutto improponibile. Per molte attività – come le sono i cataloghi Pantone (Figg. 71-72), prodotti dal-
produzioni grafiche, l’editoria, l’edilizia o l’industria – l’omonima società; questi si basano sul concetto che
si rende necessario utilizzare un sistema affidabi- il colore ottenuto sia indipendente dai metodi utiliz-
le per la catalogazione dei colori. L’impiego di siste- zati per realizzarlo: il colore viene individuato sul ca-
mi di definizione e rappresentazione dei colori secon- talogo e il cliente può richiederlo al fornitore utilizzan-
do leggi matematiche e in base a grandezze fisiche è do un numero di codice. Al termine della lavorazione
senz’altro possibile, anche se si scontra con le diffi- il colore ottenuto dovrà essere identico a quello scel-
coltà pratiche derivanti dal diverso comportamento to sul catalogo.
dei dispositivi e delle macchine utilizzate per la ripro- Altri sistemi di catalogazione dei colori sono RAL, Bri-
duzione dei colori. I sistemi scientifici di catalogazio- tish Standard, Afnor e NCS (Natural Color System).
ne sono rigorosi, ma spesso si preferisce utilizzare me-
todi apparentemente arbitrari ma efficaci e convenien-
ti dal punto di vista pratico. Esiste la possibilità di for-
mulare ricette di colore utilizzando i sistemi RGB (Fig.
69 ) oppure CMYK (Fig. 70 ), assegnando a ciascuno
dei componenti un numero compreso in un interval-
lo finito.
Una procedura analoga si applica al sistema CIE Lab,
che tiene conto delle componenti di colore e di una
componente legata alla luminanza. Esistono anche
vari sistemi di catalogazione dei colori su modelli bi-
dimensionali e tridimensionali.
Una difficoltà ricorrente nella classificazione e ripro-
duzione dei colori è dovuta alla diversa risposta dei Fig. 69 Fig. 70
dispositivi usati nella catena di produzione: per esem-
pio, il colore visualizzato su un monitor da un disegna-
tore è difficilmente riproducibile in modo esatto da un
altro monitor, anche se realizzato partendo da una “ri-

Fig. 71 Fig. 72

Appendice 25