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Equazione radiale[modifica | modifica wikitesto]

La parte radiale è un'equazione unidimensionale della singola particella di massa ridotta

μ {\displaystyle \mu }

che si muove in un potenziale efficace. Per trovare la sua espressione si scrive l'equazione di Schrödinger
radiale

(8)

( − 1 2 μ [ ℏ 2 r 2 d d r ( r 2 d d r ) − l ( l + 1 ) ℏ 2 r 2 ] + V ( r ) ) R E , l ( r ) = E ⋅ R E , l ( r ) {\displaystyle \left(-
{\frac {1}{2\mu }}\left[{\frac {\hbar ^{2}}{r^{2}}}{\frac {d}{dr}}\left(r^{2}{\frac {d}{dr}}\right)-{\frac
{l(l+1)\hbar ^{2}}{r^{2}}}\right]+V(r)\right)R_{E,l}(r)=E\cdot R_{E,l}(r)}

dove

l ( l + 1 ) ℏ 2 {\displaystyle l(l+1)\hbar ^{2}}

sono gli autovalori del momento angolare orbitale

L {\displaystyle {\mathcal {L}}}

. Si vede che

R E , l {\displaystyle R_{E,l}}

dipende anche da l ma non da m, infatti non compare l'operatore

L z {\displaystyle {\mathcal {L}}_{z}}

L'equazione radiale (8) si può quindi riscrivere

(9)

( − ℏ 2 2 μ [ 1 r d d r ( r d d r ) + 1 r d d r ] + V e f f ) R E , l ( r ) = E ⋅ R E , l ( r ) {\displaystyle \left(-{\frac {\hbar


^{2}}{2\mu }}\left[{\frac {1}{r}}{\frac {d}{dr}}\left(r{\frac {d}{dr}}\right)+{\frac {1}{r}}{\frac
{d}{dr}}\right]+V_{eff}\right)R_{E,l}(r)=E\cdot R_{E,l}(r)}

dove con

V e f f = l ( l + 1 ) ℏ 2 2 μ r 2 − 1 4 π ε 0 e 2 r {\displaystyle V_{eff}={\frac {l(l+1)\hbar ^{2}}{2\mu r^{2}}}-{\frac


{1}{4\pi \varepsilon _{0}}}{\frac {e^{2}}{r}}}

si indica il potenziale efficace; il primo termine è il potenziale centrifugo. Introducendo le variabili


adimensionali:

λ = 1 − 2 μ E ℏ 2 {\displaystyle \lambda ={\frac {1}{\sqrt {-2{\frac {\mu E}{\hbar ^{2}}}}}}}

e
ρ = 2 r λ {\displaystyle \rho ={\frac {2r}{\lambda }}}

allora l'equazione radiale (9) si riscrive più semplicemente:

(10)

d 2 R E , l d ρ 2 + 2 ρ d R E , l d ρ + [ − l ( l + 1 ) ρ 2 + λ ρ − 1 4 ] R E , l ( ρ ) = 0 {\displaystyle {\frac
{d^{2}R_{E,l}}{d\rho ^{2}}}+{\frac {2}{\rho }}{\frac {dR_{E,l}}{d\rho }}+\left[-{\frac {l(l+1)}{\rho ^{2}}}+{\frac
{\lambda }{\rho }}-{\frac {1}{4}}\right]R_{E,l}(\rho )=0}

Per risolvere questa equazione vediamo il comportamento asintotico.

Per

ρ → 0 {\displaystyle \rho \to 0}

abbiamo:

(11)

d 2 R d ρ 2 + 2 ρ d R d ρ − l ( l + 1 ) ρ 2 R = 0 {\displaystyle {\frac {d^{2}R}{d\rho ^{2}}}+{\frac {2}{\rho }}{\frac


{dR}{d\rho }}-{\frac {l(l+1)}{\rho ^{2}}}R=0}

e cerchiamo le soluzioni della forma:

(12)

R ( ρ ) = C ⋅ ρ s {\displaystyle R(\rho )=C\cdot \rho ^{s}}

che sostituite nella (11) danno l'equazione:

(13)

s ( s − 1 ) + 2 s − l ( l + 1 ) = 0 {\displaystyle s(s-1)+2s-l(l+1)=0\ }

cioè una soluzione:

s 1 = − ( l + 1 ) {\displaystyle s_{1}=-(l+1)\ }

che non è accettabile perché conduce ad una autofunzione divergente nell'origine, e una soluzione

s 2 = l {\displaystyle s_{2}=l\ }

quindi:

(14)

R ( ρ ) ≃ ρ l ρ → 0 {\displaystyle R(\rho )\simeq \rho ^{l}\,\,\,\,\rho \to 0}


Per

ρ → ∞ {\displaystyle \rho \to \infty }

abbiamo che la (10) diventa:

(15)

d 2 R d ρ 2 − 1 4 R = 0 {\displaystyle {\frac {d^{2}R}{d\rho ^{2}}}-{\frac {1}{4}}R=0}

con soluzione immediata:

(16)

R ( ρ ) = e ± ρ / 2 {\displaystyle R(\rho )=e^{\pm \rho /2}}

di cui solo la soluzione con il segno negativo è accettabile perché l'altra soluzione diverge invece di andare a
zero. Quindi unendo la (14) e la (15) per la soluzione asintotica abbiamo:

(17)

R ( ρ ) = ρ l ⋅ e − ρ / 2 ω ( ρ ) {\displaystyle R(\rho )=\rho ^{l}\cdot e^{-\rho /2}\omega (\rho )}

dove

ω ( ρ ) {\displaystyle \omega (\rho )}

è una funzione da determinare che vada a infinito non più rapidamente di una potenza di

ρ {\displaystyle \rho }

e deve essere finita nell'origine.

Per cercare la funzione

ω ( ρ ) {\displaystyle \omega (\rho )}

sostituiamo nella (10) la (17) ed eseguiamo le derivate:

d R d ρ = ρ l − 1 ⋅ e − ρ / 2 [ l ω − 1 2 ρ ω + ρ ω ′ ] {\displaystyle {\frac {dR}{d\rho }}=\rho ^{l-1}\cdot e^{-\rho


/2}\left[l\omega -{\frac {1}{2}}\rho \omega +\rho \omega '\right]}

d 2 R d ρ 2 = ρ l − 2 ⋅ e − ρ / 2 [ ρ 2 ω ″ + ( 2 l − ρ ) ρ ω ′ + ( l ( l − 1 ) − l ρ + 1 4 ρ 2 ) ω ] {\displaystyle {\frac
{d^{2}R}{d\rho ^{2}}}=\rho ^{l-2}\cdot e^{-\rho /2}\left[\rho ^{2}\omega ''+(2l-\rho )\rho \omega '+\left(l(l-
1)-l\rho +{\frac {1}{4}}\rho ^{2}\right)\omega \right]}

e otteniamo l'equazione per

ω ( ρ ) {\displaystyle \omega (\rho )}


:

(18)

ρ ω ″ + ( 2 l + 2 − ρ ) ω ′ + ( λ − l − 1 ) ω = 0 {\displaystyle \rho \omega ''+(2l+2-\rho )\omega '+(\lambda -l-


1)\omega =0\ }

Cerchiamo una soluzione per serie cioè poniamo:

(19)

ω ( ρ ) = ∑ k = 0 ∞ a k ρ k {\displaystyle \omega (\rho )=\sum _{k=0}^{\infty }a_{k}\rho ^{k}}

e sostituiamo nella (18) per determinare i coefficienti

a k {\displaystyle a_{k}}

∑ k = 0 ∞ [ a k + 1 k ( k + 1 ) + ( 2 l + 2 ) ( k + 1 ) a k + 1 − k a k + ( λ − l − 1 ) a k ] ρ k = 0 {\displaystyle \sum
_{k=0}^{\infty }\left[a_{k+1}k(k+1)+(2l+2)(k+1)a_{k+1}-ka_{k}+(\lambda -l-1)a_{k}\right]\rho ^{k}=0}

e questa equazione è soddisfatta solo se:

a k + 1 = k − λ + l + 1 ( k + 1 ) ( k + 2 l + 2 ) a k {\displaystyle a_{k+1}={\frac {k-\lambda


+l+1}{(k+1)(k+2l+2)}}a_{k}}

Il comportamento asintotico all'infinito di questa equazione ricorsiva è:

a k + 1 a k ∼ 1 k {\displaystyle {\frac {a_{k+1}}{a_{k}}}\sim {\frac {1}{k}}}

per cui possiamo scrivere:

a k + 1 ≃ a 0 k ! {\displaystyle a_{k+1}\simeq {\frac {a_{0}}{k!}}}

e così finalmente la soluzione per

ω ( ρ ) {\displaystyle \omega (\rho )}

(20)

ω ( ρ ) = ∑ k = 0 ∞ a k ρ k ≃ a 0 ∑ k = 0 ∞ ρ k k ! ≃ a 0 e ρ {\displaystyle \omega (\rho )=\sum _{k=0}^{\infty


}a_{k}\rho ^{k}\simeq a_{0}\sum _{k=0}^{\infty }{\frac {\rho ^{k}}{k!}}\simeq a_{0}e^{\rho }}
La condizione trovata non soddisfa però la condizione all'infinito perché la (20) non risulta normalizzabile. A
meno che

( λ − k − l − 1 ) {\displaystyle (\lambda -k-l-1)}

non sia un numero intero positivo o nullo, in tal caso infatti la serie si interrompe quando e

ω ( ρ ) {\displaystyle \omega (\rho )}

diventa un polinomio di grado

( λ − l − 1 ) {\displaystyle (\lambda -l-1)}

. Cioè abbiamo la condizione:

λ = n ≥ l + 1 {\displaystyle \lambda =n\geq l+1}