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Panorama della musica cubana

DON Fernando Ortiz.

E’ il più importante etnologo ed antropologo cubano. Nacque il 16 luglio del 1881 e morì il 10 aprile 1969
all’Havana. Seguì i suoi studi primari a Minorca, nelle isole Baleari, dove si diplomò nel 1895. Iniziò gli
studi di Diritto nell’Università della Havana, nel 1895, e li concluse cinque anni più tardi presso
l’Università di Barcellona. Nel 1891 ottenne il titolo di Dottore in Diritto presso l’università di Madrid.
Proseguì i suoi studi di criminologia in Italia, dove intrecciò amicizia con Cesare Lombroso e collaborò con
la sua rivista Archivio di Antropologia Criminale, Psichiatria e Medicina Legale.

Per l’ampiezza è la profondità dei suoi argomenti di studio, è conosciuto come il terzo scopritore di Cuba,
dopo Cristoforo Colombo e Alexander Von Humboldt. Si dedicò in modo speciale allo studio della
presenza africana nella cultura cubana. Indagò ed approfondì i processi di transculturazione e formazione
storica della nazionalità cubana, e si impegnò nella scoperta del cubano. Nel 1940, nella sua opera
“Contrapunteo cubano del tabaco y del azucar” (Crontrappunto cubano del tabacco e dello zucchero)
introduce il concetto di transculturazione, considerato da Bronislaw Maniloswski come uno dei suoi
maggiori contributi all’antropologia culturale.

Nel 1952 inizi la pubblicazione dell’opera monumentale in cinque tomi “Gli strumenti della musica
afrocubana” (Los instrumentos de la música afrocubana). Nel 1959 pubblica “La storia di una lotta cubana
contro i diavoli” (La historia de una pelea cubana contra los demonios), primo volume della trilogia
“Difesa postuma di un inquisitore cubano del secolo VXII” (Defensa póstuma de un inquisidor cubano del
siglo XVII).

Fernando Ortiz fu direttore di numerose pubblicazioni periodihe e fondatore di istituzioni culturali che
nel corso della sua vita contribuirono ad estendere la concezione non eurocentrica dell’antropologia
culturale e la storiografia cubana. Per tale motivo, Juan Marinello espresse le seguenti parole riduardo ad
Ortiz:”Tanto ampia e profonda fu l’opera di Don Fernando”,”che egli può sostenere, senza vacillare, il
titolo di Terzo Scopritore di Cuba...”.

La presente opera fu pubblicata nel 1947 con il titolo di: “Preludi Etnici della Musica Afrocubana”
(Preludios Étnicos de la Música Afrocubana nella Revista Bimestre Cubana n. 60 (1947) pagine 123-280.
E’ stata ripubblicata con il titolo:”Prelud Etnici della Musica Afrocubana: origini della poesia e del canto
presso i negri africani. I loro ritmi e melodie” (Preludios Étnicos de la Música Afrocubana: Orígenes de la
poesía y el canto entre los negros africanos. Sus ritmos y melodías).
La presente opera è una riproduzione fedele del testo comefu originariamente pubblicato.
La casa editrice Editorial Nuevo Mundo fu creata con la missione di diffondere libri di tema
ispanoamericano nei campi delle scienze sociali, antropologia, archeologia e storia.
La nostra visione è incentrata su riscatto e divulgazione culturale attraverso la rispampa di libri le cui
edizioni già sono terminate o sono difficili da rintracciare.

Con la stampa della presente opera, proseguiamo lo sforzo che abbiamo intrapreso di proteggere,
preservare e promuovere la conoscenza e l’eredità culturale della Nostra America...////...

La musica Cubana, inclusi gli strumenti e le danze, è principalmente di origine europea (spagnola) e
africana. La maggioranza delle forme attuali sono fusioni e miscele di queste due fonti. Non sopravvive
quasi nulla delle tradizioni indigene originali. [2]

Un gran numero di schiavi africani e di emigranti europei (principalmente spagnoli) giunse a Cuba
trasferendo nell’isola le proprie forme musicali. Queste danze e musiche popolari europee includevano
forme spagnole quali: zapateo, fandango, paso doble, retmbico. In seguito , altre forme di origine
europea quali la gaviota, il minuetto, la contraddanza, il valzer, la mazurca fecero la loro comparsa presso
la popolazione bianca urbanizzata. Si verificò inoltre una consistente immigrazione di operai cinesi nel
secolo XIX.

Fernando Ortiz, il primo grande studioso del folklore cubano, descrive le innovazioni musicali in Cuba
come derivate dalla interazione (transculturazione) fra gli schivi africani, che si stabilirono nelle grandi
piantagioni di zucchero) e gli spagnoli, quali gli abitanti delle Isole Canarie (e di altre regioni di Spagna)
che coltivavano il tabacco in piccole fattorie.

Gli schiavi africani ed i loro discendenti crearono una varietà di strumenti di percussione e conservarono i
ritmi che avevano conosciuto nella loro patria. [3] Gli strumenti più importanti furono i tamburi, dei quali in
origine si ebbe una cinquantina di tipi diversi; attualmente solo il bongò, le congas (o tumbadoras) ed i
tamburi “batà” si vedono con regolarità (i timbales cubani sono discendenti dei timpani [kettledrums] delle
bande militari spagnole). Sono parimenti importanti la clave (due pezzi cilindrici di legno corti) e il cajòn
(una cassa di legno originariamente costruita con tavole). La clave viene tuttora utilizzata molto spesso, e il
cajòn venne utilizzato ampiamente nei periodi in cui fu proibito l’uso del tamburo. Esistono inoltre altri
strumenti di percussione in uso per cerimonie religiose di origine africana. Gli immigranti cinesi
contribuirono con la “cornetta” cinese (o Suona), uno strumento cinese con un’ancia di canna, tuttora
utilizzato nelle Comparse (gruppi del Carnevale) a Santiago de Cuba.

Il grande contributo strumentale degli spagnoli fu la chitarra, però ancor più importante fu la tradizione di
scrittura musicale sviluppata nel continente europeo e le tecniche di composizione musicale.

Gli Archivi di Hernando de la Parra forniscono alcune delle prime informazioni disponibili sulla musica
cubana. Egli fornì informazioni su strumenti quali il clarinetto, il violino e la vihuela (sorta di chitarrina a 12
corde). In quel periodo si ebbero pochissimi musicisti professionali, e molto poche delle loro canzoni
sopravvivono. Una delle prime melodie è il Son de la Ma Teodora, documentata dal musicista e scrittore
Laureano Funtes matons nel suo libro “ Le arti a Santiago de Cuba” (Las artes en Santiago de Cuba)
pubblicato nel 1893, che si puppone composta da Teodora Ginés nel 1562; Teodora fu una schiava liberta di
Santiago che sembra conseguì notorietà per le sue composizioni. Si dice che questo brano sia simile alle
canzoni spagnole del secolo XVI.[4]

La musica cubana ha le sue radici principali in Spagna ed Africa occidentale, però con il tempo è stata
influenzata da vari generi di differenti paesi. Fra questi, si segnalano la Francia, con le sue colonie in
America Latina, e gli Stati Uniti.

A sua volta, la musica cubana ha influenzato notevolmente altri paesi. Ha contribuito non solo
all’evoluzione del jazz e della salsa, ma anche allo sviluppo del tango argentino, del high-life ghanese, del
afrobeat dell’Africa occidentale, dei generi musicali dominicani bachata e merengue, della cumbia
colombiana e del flamenco spagnolo.

Le credenze africane e le loro pratiche esercitarono un’influenza poderosa sulla musica di Cuba. La
percussione poliritmica è un elemento peculiare della musica africana, così come lo stile della melodia è
parte della tradizione musicale europea. Inoltre, nella tradizione africana, la percussione si presenta
sempre associata al canto e al ballo, così come ad un contesto sociale specifico. [5] In virtù dell’unione
delle culture europea ed africana, la maggior parte della musica popolare cubana è stata il prodotto di
questa fusione.

Questa tranculturazione della vita cubana si è sviluppata durante un lungo periodo di tempo, iniziato
molto prima del XX secolo, e gli elementi delle credenze africane, la musica e il ballo si rinvengono
solidamente integrati nelle forme muscali popolari.../////.
Nel secolo XIX, il genere più popolare della musica da ballo creola urbana fu quello della contradanza, che
iniziò come una forma locale della danza regionale inglese detta county dance, della sua derivata, la
contredanse francese, nonchè della contradanza spagola. Mentre molti brani di contradanza furono scritti
per il ballo, a cominciare dala metà del secolo ne furono scritti vari come brani da sala leggeri per
pianoforte. Il primo compositore che si distinse in questo stile fu Manuel Saumell.
Manuel Samuell Robredo (1817-1870) fu un noto pianista cubano, e quindi spagnolo, specializzato nella
contradanza del suo paese e nell’adattamento di opere e canzoni di altri artisti. Inoltre suonava il piano
nelle chiese, faceva il critico nella stampa con lo pseudonimo de “El Timbalero” ed impartiva lezioni a
persone a lui vicine...///// E’ conseguentemente acclamato in alcune occasioni come il padre dello sviluppo
musicale creolo cubano. Nelle mani del suo successore Ignacio Cervantes (1847-1905), la danza (com’era
più tipicamente chiamata verso la fine del secolo XIX), conseguì una sofisticazioe ancora maggiore nel suo
linguaggio pianistico.

«Dopo l’opera visionaria di Saumell, ciò che restava da fare era sviluppare le sue innovazioni, le quali
influirono profondaente nella storia dei movimenti nazionalisti musicali cubani».[8] Cervantes fu paragonato
da Aaron Colpand ad uno Chopin cubano a motivo delle sue composizioni per piano di stile chopiniano. La
reputazione di Cervantes oggi si fonda quasi unicamente nelle sue famose quarantuno Danze cubane, delle
quali Carpentier disse che «detengono il ruolo che le Danze norvegesi di [Edvard] Grieg o le Danze slave di
Dvórak occupano nella tradizione musicale dei rispettivi paesi. L‘opera incompiuta di Cervantes, Maledetto,
è stata largamente dimenticata.[7]

Nella decade del 1840 emerse l “habanera”, una languida canzone vocale con ritmo di contradanza (i non
cubani chiamano talvolta «habanera» la contradanza cubana). La habanera arrivò ad essere molto popolare
in Spagna ed altri luoghi. La contradanza/danza cubana esercitò inoltre un’importante influenza sulla danza
portoricana, che giunse a sviluppare il suo proprio percorso dinamico e distintivo durante la decade del
1930. A Cuba, nella decade del 1880, lacontraddanza/danza diede alla luce il danzón, che effettivamente
giunse a superarla in popolarità. .[9]/////////////..../////

Uno dei più grandi pianisti e compositori cubani del XX secolo fu Ernesto Lecuona (1895-1963).
Lecuona compose più di 600 brani, principalmente di stile cubano, e fu un pianista di qualità eccezionale.
Egli fu un prolifico compositore di canzoni per cinema e teatro. La sua opera consistette principalmente in
numerose operette basate su ritmi afrocubani e cubani, diverse Suite e molte canzoni che divenner
standard della musica latina. Queste ultime includono Siboney, Malagueña e Andalucía. Nel 1942, il suo
grande successo “Siempre en mi corazón” fu nominato all’Oscar per la migliore canzone e perse la vittoria a
cusa della canzone White Christmas. La Orchestra Sinfonica di Ernesto Lecuona interpretò la prima
esecuzione della Rapsodia Negra di Lecuona durante il concerto per il Giorno dellaLiberazione Cubana
presso la Carnegie Hall, New York, il 10 di ottobre del 1943.[18] //////////...

Amadeo Roldán, nato a Parigi da una mulatta cubana e un padre spagnolo, ritornò a Cuba nel 1919, e
divenne il primo violino della Orchestra Sinfonica de La Havana, recentemente fondata, nel 1922. Lì
conobbe Caturla, che all’età di 16 anni era il secondo violino del’orchestra.

Le composizioni di Roldán includono la “Obertura sobre temas cubanos” (1925) e due balletti: ” La
Rebambaramba” (1928) e “El milagro de Anaquillé “(1929). A queste fecero seguito una serie di “Rítmicas”,
“Poema negro” (1930) e “Tres toques” (marcha, ritos, danza) (1931). In “Motivos de son” (1934) ci sono
otto brani per voce e strumenti basati sull'insieme di poesie di Nicolas Guillen con lo stesso titolo. Le sue
ultime composizioni furono due pezzi per pianoforte intitolati “Piezas infantiles” del 1937. Roldan morì
giovane, a 31 anni, sfigurato a causa di un carcinoma facciale (era un incallito fumatore).
La musica classica nel secolo XXI

Durante le ultime decadi del secolo XX ed il rpincipio del XXI, una nuova generazione di compositori fece la
sua comparsa nel panoama della musica classica cubana. In maggioranza ricevettero una solida educazione
musicale impartita la sistema ufficiale di scuole d’arte, creata dal governo cubano, e furono laureati presso
l’Instituto Superior de Arte (ISA). Alcuni di questi compositori sono: Louis Franz Aguirre[33] Ileana Pérez
Velázquez, Keila María Orozco,[34] Viviana Ruiz, Fernando Archi Rodríguez Alpízar[35] , Yalil Guerra,
Eduardo Morales Caso,[36] Ailem Carvajal Gómez.[37] , Irina Escalante Chernova.[38] ed Evelin Ramón.
Tutti loro sono emigrati ed attualmente vivono in altri paesi.//////////....///////

Musica elettroacustica a Cuba

Juan Blanco fu il primo compositore cubano a creare un brano elettroacustico nel 1961.[39] Questa prima
composizione, “Música para danza”, fu prodotta con un oscillatore e tre normali registratori. Come risultato
della gran scarsità di beni materiali seguita alla Rivoluzione Cubana fin dalle sue origini nel 1959, l’accesso
alla tecnologia necessaria per produrre musica elettroacustica fu sempre molto limitato per chiunque fosse
interessato al suo utilizzo. Per questo motivo, fu solo nel 1969 che un altro compositore cubano, Sergio
barroso, si dedicò alla creazione di composizioni musicali elettroacustiche. ////////.........

La chitarra classica a Cuba

Dal secolo XVI al XIX

La chitarra (così come la conosciamo oggi, o in qualcuna delle sue versioni storiche) è stata presente a Cuba
sino dalla scoperta dell’isola da parte della Spagna. Già nel secolo XVI, un musicista chiamato Juan Ortiz,
della cittadina di Trinidad, è menzionato dal famoso cronista Bernal Díaz del Castillo quale «gran suonatore
di vihuela e viola». Un discepolo del famoso chitarrista Dionisio Aguado, José Prudencio Mungol, fu il primo
chiarrista cubano ad apprendere la tradizione della chitarra classca spagnola.

Nel 1893, dopo il suo ritorno dalla Spagna, si presentò in un concerto all’Havana che fu molto elogiato.
Mungol partcipò attivamente nella vita musicale della Havana, e fu professore presso il conservatorio
Hubert de Blanck.[43] //////...../////////...

La scuola cubana di chitarra

Dopo la Rivoluzione Cubana del 1959, Isaac Nicola e altre professoresse quali Marta Cuervo, Clara (Cuqui)
Nicola, Marianela Bonet e Leopoldina Núñez entrarono a far parte del sistema nazionale di scuole di
musica, nell’ambito del quale fu realizzato un metodo unificato per l’insegnamento della chitarra. Questo
cosituì un nucleo per la successiva creazione di una Scuola Cubana di Chitarra, al cui sviluppo contribuì una
nuova generazione di chitarristi e compositori [44] ////////......///////////.

Il pianoforte a Cuba

Dopo il suo arrivo nell’isla di Cuba alla fine del secolo XVIII, il pianoforte (chiamato comunemente piano)
divenne rapidamente uno degli strumenti preferiti della popolazione. Insieme all’umile chitarra, il piano
accompagnò le guarahe popolari e le contradanze cubane (discendenti delle danze campagnole europee)
nei saloni di feste e balli a la Havana, così come in tutto il paese.[48] Già nel 1804, il programma di un
concerto de La Havana annunciava un concerto di canto “accompagnto al fortepiano da un famoso ospite
appena arrivato”...[49] e nel 1832, Juan Federico Edelmann (1795-1848), stimato pianista, figlio di un
famoso pianista e compositore alsaziano, arrivò a La Havana e diede un concerto nel Teatro Principale che
ebbe un rande successo. Entusiasmato dalla calorosa accoglienza, Edelmann risolse di rimanere a La
Havana e venne presto rivestito di una posizione importante nella Società Filarmonica Santa Cecilia. Nel
1836 egli fondò una casa di musica ed una società di edizioni musicali.[50]
Uno dei più prestigiosi musicisti cubani, Ernesto Lecuona (1895-1963), cominciò a studiare il piano con sua
sorella Ernestina e continuò con Peyrellade, Saavedra, Nin e Hubert de Blanck. Lecuona fu un bambino
prodigio che diede un concerto presso il Circolo Ispanico all’età di soli cinque anni. Al diplomarsi presso il
Conservatorio Nazionale gli fu assegnato il primo premio e la medaglia d’oro della sua classe per decisione
unanime degli esaminatori. Lecuona è il ompositore cubano maggiormente riconosciuto
internazionalmente ed i suoi contributi alla tradizione pianisticacubana sono eccezionali. [51]
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Il violino classico Cuba

Dal secolo XVI al XVIII

Gli strumenti rappresentanti della famiglia degli archi sono presenti da una fase molto precoce nella storia
della musica cubana, dato che già nel ecolo XVI nella cittadina di Trinidad un musicsta chiamato Juan Ortiz
viene segnalato dal cronista Bernal Díaz del Castillo come “grande suonatore di vihuela e viola”. La viola del
rinascimento è l’antecedente diretto dei vilini italiani moderni, che cominciarono a diffondersi a partire dal
ecolo XVI.[52]

Il giorno 8 di fbbraio del 1764 arrivò a Santiago di Cuba Esteban Salas y Castro, il maestro della nuova
cappella di musica recentemente fondata nella cattedrale. Esteban Salas per lo svolgimento del suo incarico
potè far conto su un piccolo gruppo vocale e strumentale che includeva due violini. [53]

Dopo l’arrivo a Santiago di Cuba, nel 1793, di numerosi coloni che fuggirono dall’insurrezione degli schiavi a
Santo Domingo, “...un certo Karl Rischer e Madame Clarais, che avevano portato con sè un clavicordio,
fondarono un’orchestra che si cmponeva di: piffero, flauto, oboe, clarinetto, tromba, tre corni, tre violini,
viola, due violoncelli e percussioni...”[54]

Dal secolo XVIII al XIX

Durante la transizione dal secolo XVIII al XIX, l’avanero Ulpiano Estrada (1777-1847) impartì lezioni di
violino e diresse l’orchestra del Teatro <principale dal 1817 al 1820. In aggiunt alla sua attività come
violinista, Estrada mantenne una carriera musicale molto attiva come direttore di numerose opere,
dirigendo diverse orchestre e bande, componendo inoltre numerose contradanze ed altri brani ballabili,
quali minuetti e valzer.[55]

José Vandergutch, violinista belga, arrivò a La Havana con suo padre Juan Vandergutch e suo fratello
Francisco, ambedue violinisti. Questi ultimi ritornarono in seguito in Belgio, però José stabilì la sua
residenza a La Havana dove ottenne grande riconoscimento. Intorno alla metà del secolo XIX, Vandergutch
diede numerosi concerti come solista ed accompagnato da diverse orchestre. Appartenne all?Associazione
di Musica Classica e fu inoltre direttore dell’Associazione Musicale di Mutuo Soccorso de La Havana.[56]

Nell’universo del violino classico cubano del secolo XIX si distinguono due Maestri che possno essere
considerati fra i più grandi virtuosi cubani di tutti i tempi: questi sono José White Lafitte e Claudio José
Brindis de Salas.

José Silvestre de los Dolores White Lafitte, più noto come José White (Matanzas, 1 gennaio 1836 – Parigi,
15 marzo 1918) fu un violinista e compositore afrocubano.

Claudio José Domingo Brindis de Salas y Garrido (La Havana, Cuba, 4 agosto 1852 - Buenos Aires, Argentina,
1 giugno 1911) fu un musicista e violinista cubano. Conosciuto cme “il Pagnini negro”, fu considerato il
miglior violinista della sua epoca, chiamato anche “il Re delle ottave”.
L’opera a Cuba

L’opera è stata presente a Cuba sin dalla fine del secolo XVIII, quando fu costruito a La Havana il primo
teatro adeguato a questo tipo di rappresentazion, chiamato Coliseo. Sin da allora, e fino ad oggi, la
popolazione cubana ha apprezzato questo genere musicale e molti compositori lo hanno coltivato,
traendone in molte occasioni un gran successo a livello internazionale.[75]

Il secolo XIX

Il primo evento documentato di una rappresentazione lirica a Cuba si tenne nella città de La Havana nel
1776. Questa presentazione fu menzionata in un annuncio riportato nel quotidiano avanero Diario de La
Habana il 19 dicembre del 1815:”...Oggi, mercoledì 19 del corrente mese, se il tempo lo permette, si
eseguirà, a beneficio della Signora Mariana Galino, la nuova opera tragica di grande valore in tre atti che
contiene 17 brani musicali intitolata Didone abbandonata[...] E’ uno dei primi drammi del teatro francese.
Nell’italiano, meritò singolare apprezzamento quello che compose il celebre Metastasio, che si cantò in
questa città il 12 ottobre de 1776.”[76]

Cristóbal Martínez Corrés fu il primo compositore cubano di opere, però le sue compsizioni, Il Diavolo
contrabbandiere e Don Papanero, non giunsero mai ad essere rappresentate e non pervenute fino ad oggi.
Nato all’Havana nel 1822, il compositore e pianista Martínez si stabilì in Francia con la sua famiglia all’età di
nove anni ed in seguito si spostò in Italia. A causa della sua morte prematura, una terza opera intitolata
Saffo non giunde mai oltre lo stadio di abbozzo creativo. Martínez Corrés morì a Genova nel 1842.[15]

ue el primer compositor cubano de óperas, pero sus obras, El diablo contrabandista y Don papanero, nunca
llegaron a ser estrenadas y no se han conservado hasta el momento presente. Nacido en La Habana en
1822, el compositor y pianista Martínez se radicó en Francia con su familia a los nueve años de edad y
posteriormente se trasladó a Italia. Debido a su muerte temprana, una tercera ópera llamada Safo, nunca
pasó más allá de una etapa creativa incipiente. Martínez Corrés falleció en Génova, en 1842.[15]

Dal 1960 ad oggi

Uno dei compositori più attivi e rinomati della sua epoca, Sergio Fernández Barroso (noto anche come
Sergio Barroso) (1946) , è autore di un’opera intitolata “La forma del cammino”, la quale ha il titolo
secondario di s-XIV-69 (che significa Secoloo XIV – 1969). Di una durata approssimativa di 60 minuti,
quest’opera utilizza come soggetto una storia estratta da Popol Vuh (il libro sacro della cultura Maya) sui
fratelli mitologici Hunahpu e Ixbalanqué. La partitura include solisti e coro di nove voci miste,
accompagnate da un gruppo strumentale e da un sistema elettro-acustico quadrifonico. La scenografia
prevede un palco sopra la posizione occupata dal coro, i cui membri sono vestiti in frac, in contrapposizione
agli abiti informali dei solisti. Tutti i cantanti indossano maschere indie.[81]

In tmpi più recenti si distingue l’opera lirica di due compositori cubani, Jorge Martín e Louis Franz Aguirre.

Jorge Martín (Compositore) (1959) nacque a Santiago di Cuba, stabilì molto giovane la sua residenza negli
Stai Uniti e studiò composizione musicale nelle università di yale e Columbia. Egli compose tre opere liriche:
Beast and Superbeast, una serie di quattro opere liriche di un atto ciascuna, basata su racconti brevi di Saki;
Tobermory, opera in un atto che ottenne il primo premio al Concorso di Musica da Camera della Quinta
Biennale dell’Associazione Nazionale dell’Opera (USA), e che è stata presentata in varie città degli Stati
Uniti, e Before night falls (Prima che venga notte), un’opera basata nella famosa autobiografia omonima del
novellista, drammaturgo e poeta cubano Reinaldo Arenas, noto oppositore del governo di Fidel Castro.[82]
Musicologia a Cuba

Nel corso degli anni, la nazione cubana ha prodotto una gran quantità di studi musicologici creati da
numerosi ricercatori ed esperti in questa materia. A parte il lavoro di alcuni autori che fornirono
infomazioni sulla musica a Cuba nel secolo XIX, che era solitamente trattata in scritti che trattavano temi
più generali, le prime investigazioni e studi specificatamente dedicati all’arte e alla pratica musicale non
compaiono a Cuba fino all’inizio del secolo XX.[83]

Un elenco di importanti personalità che hanno contribuito alla musicologia in Cuba comprende: Fernando
Ortiz, Eduardo Sánchez de Fuentes, Emilio Grenet, Alejo Carpentier, Argeliers León, María Teresa Linares,
Pablo Hernández Balaguer, Alberto Muguercia e Zoila Lapique.

La seconda generazione di musicologi, successiva alla Rivoluzione Cubana del 1959, include: Zoila Gómez,
Victoria Elí, Alberto Alén Pérez, Rolando Antonio Pérez Fernández e Leonardo Acosta.

In tempi più recenti, un gruppo di giovani musicologi cubani si è guadagnato una meritata reputazione per il
solido lavoro svolto nei canali accademici internazionali. Alcuni dei membri più in evidenza di questo
gruppo sono:

Miriam Escudero Suástegui [84] , Liliana González Moreno [85] , Iván César Morales Flores[86] e Pablo
Alejandro Suárez Marrero[87] .

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