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Associazione Italiana per l’Analisi delle Sollecitazioni (AIAS)

XXXI Convegno Nazionale –18-21 Settembre 2002, Parma

SESSIONE E
MATERIALI COMPOSITI

UN MODELLO NUMERICO PER LA SIMULAZIONE DELLA


DEFORMABILITA’ TAGLIANTE DI TRAVI COMPOSITE
IN PARETE SOTTILE

L. Feo, G. Mancusi

Dipartimento di Ingegneria Civile, Università di Salerno,


Via Ponte Don Melillo, 84084 Fisciano (SA)
l.feo@unisa.it, g.mancusi@unisa.it

La teoria di Vlasov appare come teoria di riferimento nell’ambito dello studio


delle travi in parete sottile aperta. Tuttavia il comportamento statico di travi
composite in parete sottile sfugge alla modellazione di Vlasov poichè risulta
fortemente influenzato dalla deformabilità tagliante, attesi i valori esigui dei moduli
di elasticità tangenziali.
In questo lavoro, dopo la presentazione di una sintetica panoramica sui modelli
cinematici reperibili in letteratura, si propone di analizzare l’effetto della
deformabilità tagliante nelle travi composite in parete sottile in un ambito
monodimensionale attraverso un’opportuna modellazione cinematica che,
partendo dall’impostazione di Vlasov, rimuove l’ipotesi di deformazioni tangenziali
nulle sulla linea media della sezione sottile.
Il lavoro comprende i risultati di alcune analisi numeriche condotte discretizzando
il problema con la tecnica degli elementi finiti. Tali risultati vengono confrontati con
le soluzioni della classica teoria di Vlasov e con quelli già presentati dagli autori
nell’ambito della loro ricerca.
1. INTRODUZIONE

Il comportamento statico di travi composite in parete sottile [1], fortemente influenzato dalla
deformabilità tagliante (attesi i valori esigui dei moduli di elasticità tangenziali [2-5]), richiede
una modellazione più accurata rispetto a quella fornita dalla teoria di Vlasov.
In letteratura sono disponibili diversi lavori scientifici sull’argomento [6-11]. In particolare, una
vasta panoramica è stata fornita da Maddur e Cathurvedi in [6].
Tra i vari lavori va considerato quello di Bauld e Tzeng [7] che, partendo dalle ipotesi di
Kirchhoff per le piastre bidimensionali, riconduce il problema in un ambito monodimensionale
mediante il principio dei lavori virtuali; esso non considera termini da deformazioni taglianti.
Nel lavoro di Wu e Sun [8] l’effetto delle deformazioni tangenziali è incluso, limitatamente però
alle sole sollecitazioni taglianti.
Bank e Cofie [9] hanno proposto un modello modificato a partire da quello di Timoshenko in
modo da includere l’accoppiamento tra flessione e torsione. Essi tuttavia trascurano di cogliere
gli effetti dell’ingobbamento.
Mudder e Cathurvedi [6] sviluppano un modello simile a quello di Vlasov, conservando
l’ipotesi di deformazioni tangenziali nulle sulla linea media. In particolare essi analizzano la
risposta dinamica di profili aperti costituiti di materiale composito.
Chandra e Chopra [10-11] formulano un modello in cui le deformazioni tangenziali sulla linea
media sono presenti. Gli autori sottolineano la conseguente difficoltà legata alla dipendenza del
problema sia dalla coordinata lungo l’asse longitudinale della trave che dall’ascissa curvilinea
lungo la linea media della sezione.
Nel presente lavoro gli effetti della deformabilità tagliante sono analizzati in un ambito
monodimensionale attraverso un’opportuna modellazione cinematica [12] rimuovendo l’ipotesi
di deformazioni tangenziali nulle sulla linea media della sezione sottile.
Il lavoro comprende anche i risultati di alcune analisi numeriche condotte discretizzando il
problema con la tecnica degli elementi finiti. Tali risultati vengono confrontati con le soluzioni
della classica teoria di Vlasov e con quelli già presentati dagli autori nell’ambito della stessa
ricerca in [12].

2. IL MODELLO CINEMATICO

Il modello cinematico per travi di parete sottile aperta presentato in [12] è caratterizzato da
una trasformazione rigida della sezione retta nel suo piano e da un ingobbamento fuori di esso.
Figura 1. Sezione retta della trave

Le espressioni delle componenti del campo di spostamento sono le seguenti:

ξ = ξ (x, y, z ) = ξc ( z ) − ρ (z )( y − yc ) , (1a)

η = η (x, y, z ) = ηc (z ) + ρ (z )( x − xc ) , (1b)

ζ = ζ (s, z ) = ζ c ( z ) − β ( z ) x + α (z ) y − ρ& (z ) ω (s) + γ i ( z )ω i (s) . (1c)

Nelle relazioni (1) le diverse quantità introdotte hanno il seguente significato (Fig.1):

ξ , η, ζ componenti di spostamento di un generico punto P della trave lungo gli


assi coordinati x, y e z;
x c , yc coordinate del punto C del piano x-y, assunto arbitrariamente come
polo della trasformazione rigida;
ξ c , ηc, ζ c componenti di spostamento del punto C;
ρ rotazione rigida della generica sezione intorno al polo C;
α, β rotazioni rigide della generica sezione intorno agli assi x e y
rispettivamente;
ω area settoriale della classica teoria di Vlasov;
γ i , ωi ulteriori quantità introdotte nella presente teoria aventi, rispettivamente,
il ruolo di incognite cinematiche e di aree generalizzate, come precisato
in [12].
Il tensore di deformazione infinitesima associato al suddetto campo di spostamento, espresso
in forma matriciale nel sistema di riferimento locale {n, t, k}(*), può essere decomposto nella
somma:

ε~ = ε~1 + ε~2 , (2)

dove:

0 0 0 0 0 0 
ε 1 = 0 0
~ ε tz  , ε 2 = 0 0 ρ& n .
~ 
(3 a,b)
   
0 ε tz 0  0 ρ& n ε zz 

Si ricorda che la quantità εtz rappresenta la metà dello scorrimento angolare tra le direzioni t e
z in corrispondenza dei punti della linea media della sezione sottile.
Posto:

 dy dx 
 0
 ds ds 
dx dy
P = − 0 , (4)
 ds ds 
 
 0 0 1
 

il termine ε~1 può essere espresso nel sistema di riferimento globale { i, j, k } mediante la
seguente trasformazione:

0 0 ε xz 
~  
ε1 = P ε1 P =  0
T
0 ε yz  . (5)
ε xz ε yz 0 

Introdotta inoltre la quantità:

0 0 ε xz   0 0 ε xz(0 ) 
1 1    
ε 0 = ∫ ε1 dΣ = ∫  0 0 ε yz  dΣ =  0 0 ε (yz0 )  , (6)
AA AA
ε xz ε yz 0  ε (xz0) ε ( 0)
0 
  yz

essa si trasforma, passando dal sistema di riferimento {i, j, k } a quello locale {n, t, k }, nel
modo seguente:

(*)
Qualora la rappresentazione sia riferita al sistema locale {n, t, k}, i tensori saranno indicati con il soprassegno di
tilde. Diversamente, nel caso di rappresentazione nella terna globale {i, j, k } non comparirà alcun soprassegno.
 
 0 0 0 
 
~ T 
ε0 = P ε 0 P = 0 0 (0 ) dx
(ε xz ( 0 ) dy 
+ ε yz ) . (7)
 ds ds 
 
 0 (ε xz(0 ) dx + ε yz(0 ) dy ) 0 
 ds ds 

Ciò premesso, la (2) può essere riscritta nella seguente forma:

ε~ = ε~0 + ( −ε~0 + ε~1 ) + ε~2 = ε~0 + ε~ * + ε~2 , (8)

dove:
0 0 0
ε * = (−ε 0 + ε1 ) = 0 0
~ ~ ~ ε tz*  , (9)
 
0 ε *tz 0 

avendo posto:
dx dy
ε tz* = ε tz − ε xz(0 ) − ε (yz0 ) . (10)
ds ds

E’ facile verificare che il tensore ε * = Pε~ * P T soddisfa la seguente condizione:

∫ε dΣ = 0 .
*
(11)
A

2.1 Le funzioni f i *
Seguendo l’approccio suggerito dagli autori in [12] la quantità γ tz* = 2ε *tz è approssimata nel
modo seguente:

γ tz* (s, z ) = γ i (z ) f i * (s) (i=1,2,…, Ns ). (12)

essendo le f i* funzioni assegnate ed Ns un opportuno numero intero. Nella (12) si è adottata la


convenzione degli indici muti. E’ così possibile separare le variabili s e z e ricondurre il modello
cinematico in un ambito monodimensionale.
Le funzioni di forma f i* possono essere generate nel modo appresso descritto. Si considera a
tal fine una sezione retta che sia riconducibile all’unione di un numero N seg finito di segmenti
consecutivi (Fig.2), così come generalmente accade nella maggioranza delle applicazioni
tecniche con sezioni aperte.
b
M Pi+1
s
G
x P
n
Pi
t

Figura 2. Sezione sottile

I punti Pi e Pi+1 , di coordinata curvilinea si e si+1 rispettivamente, individuano gli estremi del
segmento i-esimo.
Fissato l’ordine N o ≥ 1 del polinomio di approssimazione, si definiscono le seguenti funzioni di
base hi , j ( s ) :

( s − si )( j −1) si < s ≤ si +1 (i=1,2,…, Nseg)


hi , j (s ) =  . (13)
 0 altrove (j=1,2,…,(N o+1))

In termini delle hi , j ( s ) e nello spirito dell’approssimazione suggerita per lo scorrimento, è del


tutto naturale esprimere quest’ultimo nella forma:

γ tz* (s, z ) = γ i , j (z ) hi , j (s ) ,
(i=1,2,…, NSEG)
(14)
(j=1,2,…,(N o+1))

dove al solito si è adottata la convenzione degli indici muti. Il numero complessivo delle
funzioni di base hi , j (s ) , nonché dei coefficienti γ i , j ( z ) , è pari a N = Nseg (No+1).
Si rileva che le funzioni di base hi , j ( s) non corrispondono alle funzioni f i* . Queste ultime
possono essere ottenute a partire dalle hi , j ( s) imponendo il rispetto delle condizioni (11):

dx dy
∫ε dΣ = 0 , ∫ε dΣ = 0 .
* *
tz tz (15 a,b)
A
ds A
ds

Tali condizioni, tenuto conto della (14), equivalgono alle seguenti altre:

γ i , j ( z ) ω ixz, j = 0 , γ i , j ( z) ω i yz, j = 0 , (16 a,b)

dove:
dx dy
ω ixz, j = ∫ hi , j ( s) dΣ , ω iyz, j = ∫ hi , j ( s) dΣ . (17 a,b)
A
ds A
ds

In generale è possibile individuare quattro indici interi:

[
i1 , i2 ∈ 1,2,..., N seg , ] j1 , j 2 ∈ [1,2,..., N o ] , (18 a,b)

tali che risulti:

∆ = ω ixz
1 , j1
ω i yz
2 , j2
− ω ixz2 , j 2 ω iyz
1 , j1
≠ 0. (19)

Ciò premesso, esplicitando le (16) nella forma:

γ i1 , j1 ω ixz
1 , j1
+ γ i2 , j2 ω ixz
2 , j2
+ γ r , s ω rxz, s = 0 , (20a)

γ i1 , j1 ωiyz1 , j1 + γ i2 , j2 ω iyz2 , j 2 + γ r, s ω ryz, s = 0 , (20b)

sarà possibile esprimere le due quantità γ i1 , j1 e γ i2 , j 2 in funzione delle rimanenti quantità γ r,s :

γ i1 , j1 = a r,s γ r, s , γ i2 , j 2 = br,s γ r, s . (21 a,b)

Nelle (21) a r, s e br,s sono coefficienti di agevole determinazione.


La (14) assume in definitiva il seguente aspetto:

γ tz* (s, z ) = γ i , j (z ) hi , j (s ) = γ i1 , j1 (z ) hi1 , j1 (s ) + γ i 2 , j2 (z ) hi 2 , j 2 (s ) + γ r, s (z ) hr, s (s) =

= γ r, s ( ar, s hi1 , j1 + br, s hi2 , j 2 + hr, s ) = γ r, s f r ,s (22)

dove le funzioni f r , s rappresentano le N s =N-2 funzioni f i * ed i termini γ r,s rappresentano i


relativi coefficienti γ i .

3. APPLICAZIONI NUMERICHE E CONFRONTI

In questo paragrafo si presentano alcuni risultati numerici ottenuti mediante una discretizzazione
agli elementi finiti del modello meccanico presentato in [12]. Le funzioni fi* in esso adoperate
sono state generate seguendo l’approccio illustrato nel precedente paragrafo.
Viene analizzata la trave in parete sottile di Fig. 3, vincolata alle estremità mediante appoggi
torsionali che non impediscono l’ingobbamento. Essa è soggetta alle due condizioni di carico
illustrate nelle Figure 4a e 4b, e denominate rispettivamente come Tipo A e Tipo B.
B=150

b=4.45
F F M
s

d2

H=250
G
z x P

d1
n
y
t
700 600 700

2000 y

Figura 3. Geometria (dimensioni in mm)

F=1 F=1

F=1 F=1

Figura 4a. Condizione di carico tipo A Figura 4b. Condizione di carico tipo B
(carichi in Newton) (carichi in Newton)

Si suppone che il materiale costituente la trave sia elastico lineare ed ortotropo. In Tabella 1
sono riassunte le proprietà meccaniche del materiale riferite alla base naturale {N, T, L } dove
L individua la direzione delle fibre. Nel caso in esame tale direzione coincide con quella
dell’asse longitudinale della trave ed inoltre, come già nell’esempio presentato in [12], le
direzioni N e T coincidono con le direzioni n e t (Fig.3).

Tabella 1. Proprietà meccaniche del materiale

Moduli normali (N/m2) E N =11.5E+09 ET =11.5E+09 EL = 141.4E+09


Coeff. di Poisson ν ΝΤ = 0.43 ν NL = 0.28 νTL = 0.28
Moduli tangenziali (N/m2) GNT = 3.4E+09 GNL = 6.0E+09 GTL = 6.0E+09

Le condizioni al contorno corrispondenti all’esempio in esame (Figg.4a,b) sono le seguenti:

base Σ 0 (z=0)
ξ c (0 ) = η c (0 ) = ζ c (0 ) = β(0 ) = ρ (0 ) = 0 ,

base Σ l (z=l)
ξ c (l) = η c (l ) = β(l) = ρ (l ) = 0 .
Nell’ambito della sperimentazione numerica svolta al parametro No sono stati attribuiti i valori
1, 2 e 3. A ciascuno di essi corrisponde un numero diverso di funzioni di forma fi* e
precisamente, nell’ordine, N s = 4, 7 e 10. Per la loro espressione analitica si rimanda al lavoro
[13]. L’indagine numerica ha altresì compreso la versione base del modello cinematico nella
quale tutti i termini relativi alle γ i sono nulli. Tale caso è contraddistinto dal valore zero del
parametro N s.
Le incognite cinematiche ξ c ,η c , ζ c , α , β , ρ , γ i sono state approssimate mediante polinomi
cubici di tipo Hermitiano. Ciascuno dei tre campi della trave (Fig. 3) delimitati dalle forze
concentrate è stato discretizzato mediante Ne elementi finiti. Per testare la convergenza e gli
effetti dell’ampiezza della “mesh” sulla stabilità numerica, sono state effettuate le seguenti scelte
del valore di Ne: 2, 4, 6, 10 e 20. Nelle Tabelle 2a,b sono riassunti i risultati dei test di
convergenza concernenti la prima condizione di carico (Tipo A).

Tabella 2a. Inflessione centrale della trave (valori in mm)

Ne = 2 Ne = 4 Ne = 6 Ne = 10 Ne = 20
Ns = 0 1,4521E-07 1,5507E-07 1,5803E-07 1,5803E-07 1,5803E-07
Ns = 4 1,5052E-07 1,6081E-07 1,6389E-07 1,6389E-07 1,6339E-07
Ns = 7 1,5426E-07 1,6473E-07 1,6781E-07 1,6782E-07 1,6782E-07
Ns = 10 1,5428E-07 1,6473E-07 1,6780E-07 1,6781E-07 1,6781E-07

Tabella 2b. Rotazione flessionale in corrispondenza dell’appoggio

Ne = 2 Ne = 4 Ne = 6 Ne = 10 Ne = 20
Ns = 0 1,6408E-07 1,6408E-07 1,6408E-07 1,6408E-07 1,6408E-07
Ns = 4 1,7279E-07 1,7279E-07 1,7279E-07 1,7280E-07 1,7280E-07
Ns = 7 1,7823E-07 1,7827E-07 1,7827E-07 1,7827E-07 1,7827E-07
Ns = 10 1,7819E-07 1,7825E-07 1,7825E-07 1,7825E-07 1,7825E-07

In particolare, i risultati presentati nel prosieguo si riferiscono ad una “mesh” costituita


complessivamente da 30 elementi, 10 per ciascuno dei tre campi considerati (N e=10).
Con riferimento alla seconda condizione di carico (Tipo B), in Tabella 3 sono inoltre indicati i
valori della rotazione torsionale della sezione di mezzeria della trave, al variare del parametro
Ns .

Tabella 3. Rotazione torsionale in mezzeria (Condizione di carico di tipo B, Ne=10 )

Ns = 0 1,8648E -06
Ns = 4 2,5559E -06
Ns = 7 2,6485E -06
N s = 10 2,6487E -06

In Figura 5a viene evidenziata la differente risposta del modello in termini di inflessione η c ( z)


della trave al variare del parametro Ns. Come è possibile rilevare, la quasi totalità dell’effetto
tagliante si evidenzia già con la versione base (Ns=0) del modello cinematico; essa si accentua
ulteriormente al crescere del parametro Ns. Le soluzioni per Ns =7 ed N s =10 sono
sostanzialmente coincidenti.
F=1N F=1N

y Teoria di Vlasov

1.056 E-7 m z
ηc
(N s=7,10)
(Ns=0)
(Ns =4)

Figura 5a. Inflessione η c ( z) (Condizioni di carico A e B)

Tabella 4a. Incremento percentuale della inflessione della trave (sezione di mezzeria)

Ns = 0 Ns = 2 Ns = 4 Ns = 7 Ns = 10
49,72% 58.87% 55,27% 59,00% 58,99%

I risultati numerici esibiti in Tabella 4a istituiscono un confronto tra le diverse soluzioni ottenute
al variare del parametro Ns in termini di incremento percentuale rispetto alla soluzione di
Vlasov. I valori sono quelli che competono alla sezione di mezzeria della trave.
Si sottolinea che il caso Ns = 2 è relativo all’utilizzo di due sole funzioni di forma fi* (i=1,2),
così come mostrato in [12].
Analogamente le Figure 5b,c e le Tabelle 4b,c istituiscono altri confronti in termini di rotazione
flessionale α ( z) (condizione di carico di tipo A e B) e di rotazione
torsionale ρ ( z ) (condizione di carico di tipo B).

F=1N F=1N

y Ns =7,10
Ns =4

z
1.640 E-7

α(z) Ns =0 e Teoria di Vlasov

Figura 5b. Rotazione flessionale α ( z ) (Condizioni di carico A e B)


Tabella 4b. Incremento percentuale della rotazione flessionale della trave
(sezione terminale).

Ns = 0 Ns = 2 Ns = 4 Ns = 7 Ns = 10
0,00% 8,10% 5,31% 8,65% 8,64%

F=1N F=1N

y
z
1.865 E-6

ρ (z) (Ns =7,10)


(Ns =4) (Ns =0,2) and Vlasov's theory

Figura 5c. Rotazione torsionale ρ ( z ) (Condizione di carico B)

Tabella 4c. Incremento percentuale della rotazione torsionale della trave


(sezione di mezzeria)

Ns = 0 Ns = 2 Ns = 4 Ns = 7 Ns = 10
0,00% 0,010% 37,06% 42,03% 42,04%

Nella Figura 6 viene infine presentato un confronto tra i diagrammi della componente assiale di
spostamento ζ (s) , lungo la linea media della sezione retta della trave all’ascissa z = 0.35 m,
corrispondenti ai seguenti valori del parametro Ns : 0, 4, 7 e 10.
Come nei casi precedenti viene altresì indagata l’influenza del parametro N s, in termini
percentuali, rispetto alle classiche soluzioni di Vlasov (Tab. 5).

(Ns =0) 2.2248 E-8 m

(Ns =4)
(Ns=7,10)

Vlasov's theory

Vlasov's theory

(Ns =4) (Ns=0)


(Ns =7,10)

Figura 6. Componente di spostamento ζ (s)


(Condizione di carico di tipo A - z = 0.35m)
Tabella 5. Incremento percentuale dello spostamento longitudinale della trave (Condizione di
carico di tipo A)

Ns = 0 Ns = 2 Ns = 4 Ns = 7 Ns = 10
10,61% 10,61% 15,91% 17,59% 17,46%

4. CONCLUSIONI

Il modello cinematico presentato dagli autori in [12] è stato utilizzato in questo lavoro per
svolgere un’ampia campagna di indagini numeriche. Lo studio comprende test di convergenza,
confronti tra i risultati relativi a diverse scelte possibili per le funzioni di forma che modellano lo
scorrimento angolare della sezione retta lungo la linea media, ed ulteriori confronti con la
classica teoria di Vlasov rispetto a quelli già presentati in [12].
I risultati conseguiti in questa memoria permettono di concludere che nello studio delle travi
composite in parete sottile di sezione aperta non è possibile prescindere dall’influenza delle
deformazioni tangenziali lungo la linea media della sezione retta, come invece ipotizzato
nell’ambito della classica teoria di Vlasov.
Le funzioni di forma introdotte nel presente lavoro consentono di cogliere con maggiore
precisione le suddette influenze ed in particolare quelle che attengono alle sollecitazioni di
torsione.

BIBLIOGRAFIA

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