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N° RIF. 00017927 Filename UNIN1254301_2002_EIT.

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UNI EN 12543-1:2002 - 01-08-2002 - Prove non distruttive - Caratteristiche delle macchie focali di tubi radiogeni industriali per utilizzo in prove non distruttive - Metodo a scansione - Non-destructive testing -

PROVE NON DISTRUTTIVE

NORMA TECNICA UNI EN 12543-1:2002


DATA 01/08/2002
AUTORI PROVE NON DISTRUTTIVE

TITOLO ITALIANO Prove non distruttive - Caratteristiche delle macchie focali di tubi radiogeni industriali per
utilizzo in prove non distruttive - Metodo a scansione
TITOLO INGLESE Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray systems for use
in non- destructive testing - Scanning method
SOMMARIO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN
12543-1 (edizione settembre 1999). La norma specifica un metodo di misurazione delle
dimensioni delle macchie focali di tubi radiogeni industriali con tensioni fino a 500 kV.
Descrive un metodo a scansione meccanica diretta di macchie focali maggiori di 0,1 mm
con un ricevitore a elevata collimazione.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 19100


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO CEN/TC 138
GRADO DI COGENZA Raccomandata
STATO VALIDITA' IN VIGORE

LINGUA Italiano
PAGINE 7
PREZZO NON SOCI 22,50
PREZZO SOCI 11,25
Documento contenuto nel CD-ROM PED-2005.
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Prove non distruttive


NORMA ITALIANA Caratteristiche delle macchie focali di tubi radiogeni UNI EN 12543-1
industriali per utilizzo in prove non distruttive
Metodo a scansione

AGOSTO 2002

Non-destructive testing
Characteristics of focal spots in industrial X-ray systems for use in
non-destructive testing
Scanning method

NORMA EUROPEA
CLASSIFICAZIONE ICS 19.100

SOMMARIO La norma specifica un metodo di misurazione delle dimensioni delle mac-


chie focali di tubi radiogeni industriali con tensioni fino a 500 kV. Descrive
un metodo a scansione meccanica diretta di macchie focali maggiori di
0,1 mm con un ricevitore a elevata collimazione.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 12543-1:1999


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 12543-1 (edizione settembre 1999).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Prove non distruttive"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 21 giugno 2002

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 3 UNI EN 12543-1:2002 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 12543-1 (edizione settembre 1999), che as-
sume così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Prove non distruttive" dell’UNI segue i lavori euro-
pei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 TERMINI E DEFINIZIONI 1

3 METODO DI PROVA 1
prospetto 1 Dimensione h del foro del collimatore rispetto alla dimensione d della macchia focale....... 1

4 MISURAZIONE E DETERMINAZIONE DELLA DIMENSIONE DELLA


MACCHIA FOCALE 2
figura 1 Dispositivo di misurazione per la determinazione radiometrica della dimensione
della macchia focale (schema) ............................................................................................................... 3
figura 2 Dispositivo di misurazione per la determinazione radiometrica della dimensione
della macchia focale (esempio) ............................................................................................................... 4
figura 3 Scansioni lineari di una macchia focale ................................................................................................ 4
figura 4 Collimatore a doppia fenditura (vista dall’alto) .................................................................................... 5
figura 5 Presentazione grafica della distribuzione dell’intensità ottenuta mediante scansioni
della macchia focale ................................................................................................................................... 5
figura 6 Curve isodose ................................................................................................................................................ 6

APPENDICE A VALORI PREFERENZIALI DI d PER LA CARATTERIZZAZIONE


(informativa) DEI TUBI RADIOGENI 7
prospetto A.1 Valori preferenziali di d in millimetri ........................................................................................................ 7

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Prove non distruttive


NORMA EUROPEA Caratteristiche delle macchie focali di tubi radiogeni EN 12543-1
industriali per utilizzo in prove non distruttive
Metodo a scansione

SETTEMBRE 1999

Non-destructive testing
EUROPEAN STANDARD Characteristics of focal spots in industrial X-ray systems for use in
non-destructive testing
Scanning method
Essais non destructifs
NORME EUROPÉENNE Caractéristiques des foyers émissifs des tubes radiogènes
industriels utilisés dans les essais non destructifs
Méthode par balayage
Zerstörungsfreie Prüfung
EUROPÄISCHE NORM Charakterisierung von Brennflecken in Industrie-Röntgenanlagen für
die zerstörungsfreie Prüfung
Scan-Verfahren

DESCRITTORI

ICS 19.100

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 16 agosto 1999.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 1999 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
La presente norma europea è stata elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC 138 "Prove
non distruttive", la cui segreteria è affidata all'AFNOR.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o median-
te pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro marzo 2000, e le
norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro marzo 2000.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.
Nell'ambito del suo scopo e campo di applicazione, il Comitato Tecnico CEN/TC 138 ha af-
fidato al CEN/TC 138/WG 1 "Radiazione ionizzante" l'elaborazione della seguente norma:
EN 12543-1 Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray
systems for use in non-destructive testing - Scanning method
La EN 12543-1 fa parte di una serie di norme europee aventi lo stesso numero; di seguito
le altre parti:
EN 12543-2 Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray
systems for use in non-destructive testing - Pinhole camera radiographic
method
EN 12543-3 Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray
systems for use in non-destructive testing - Slit camera radiographic
method
EN 12543-4 Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray
systems for use in non-destructive testing - Edge method
EN 12543-5 Non-destructive testing - Characteristics of focal spots in industrial X-ray
systems for use in non-destructive testing - Measurement of the effective
focal spot size of mini and micro focus X-ray tubes

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INTRODUZIONE
Allo scopo di soddisfare i diversi requisiti per la misurazione delle dimensioni delle
macchie focali, sono descritti cinque metodi diversi dalla EN 12543-1 alla EN 12543-5.
Il metodo a scansione (EN 12543-1) è rivolto a quelle applicazioni che richiedono i valori
quantitativi della distribuzione dell’intensità e della dimensione delle macchie focali, per
esempio per la calibrazione e l’elaborazione di immagini.
I metodi radiografici (EN 12543-2 ed EN 12543-3) descrivono le tecniche tradizionali e
sono rivolti alla certificazione ed alle applicazioni in campo fino a 200 kV.
Dove non sono disponibili sul campo camere con foro a spillo o a fenditura, si può
utilizzare il metodo per effetto di spigolo (EN 12543-4) che rappresenta un metodo molto
semplice da applicare in campo.
Per coprire anche tutti i sistemi a micro fuoco, nella EN 12543-5 è presentato un metodo
specifico.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma europea specifica un metodo di misurazione delle dimensioni delle
macchie focali di tubi radiogeni industriali con tensioni fino a 500 kV. Descrive un metodo
a scansione meccanica diretta di macchie focali maggiori di 0,1 mm con un ricevitore a
elevata collimazione.
La qualità e la risoluzione delle immagini radiografiche dipendono fortemente dalle carat-
teristiche della macchia focale, in particolare dalle dimensioni e dalla distribuzione
bidimensionale dell’intensità.
Per la caratterizzazione dei tipi di tubi radiogeni commerciali (per esempio scopi pubblicitari
o di vendita) si dovrebbero preferire i valori massimi specifici indicati nell’appendice A.

2 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma, si applica la definizione seguente.
macchia focale: Area dell’anodo del tubo radiogeno che emette raggi X, vista dal dispo-
sitivo di misurazione.

3 METODO DI PROVA

3.1 Principio e apparecchiatura


Il presente punto riguarda la generazione di scansioni da utilizzare per la determinazione
della distribuzione dell’intensità e delle dimensioni di macchie focali. Il fascio centrale del
tubo radiogeno precollimato in modo approssimativo è misurato con un contatore a scintil-
lazione mediante un collimatore a doppia fenditura. Il collimatore forma un foro con
dimensioni h × h. La larghezza h dipende dalla dimensione della macchia focale d e deve
essere selezionata in base al prospetto 1:

prospetto 1 Dimensione h del foro del collimatore rispetto alla dimensione d della macchia focale

d h
mm
da 0,1 a 0,2 ≤10 µm
da 0,2 a 0,3 ≤15 µm
da 0,3 a 1,0 ≤20 µm
>1,0 ≤0,025 × d

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Il precollimatore, il collimatore a doppia fenditura e il rivelatore di radiazioni devono essere


montati sul sistema di scansione x-y in modo da formare un’unica unità. Il segnale di
uscita del rilevatore deve essere registrato con uno strumento di acquisizione dati (figure
1 e 2). L’acquisizione dati deve essere ben sincronizzata con il sistema di scansione x-y
ed è eseguita in modo che, a determinate larghezze di passo, sia registrata una
scansione lineare (figura 3). La larghezza del passo dipende dalla risoluzione richiesta,
ma non deve essere maggiore di 0,1 mm.
Il precollimatore deve esser di piombo ed essere dotato di un foro di circa 5 mm di
diametro. Lo spessore dipende dalla tensione massima dei raggi X. Deve corrispondere
ad almeno uno strato centivalente.
Il collimatore di misurazione è costituito da due fenditure perpendicolari, vedere figura 4.
Ogni fenditura è formata da due blocchi di metallo i cui spessori L sono posti uno di fronte
all’altro e mantenuti ad una distanza h da distanziatori situati sui bordi. Lo spessore L
deve essere
L > 20 × (a/d ) × h (1)
dove:
a è la distanza tra la macchia focale e la superficie del collimatore (lato sorgente) e d
è la dimensione della macchia focale da misurare. Lo spessore minimo L dei colli-
matori deve essere definito in modo tale che l’intensità del segnale, misurata attra-
verso il foro, sia almeno 100 volte maggiore del rumore di fondo dovuto alla penetra-
zione del materiale del collimatore. La rugosità Ra delle superfici delle fenditure deve
essere migliore di 2 µm e la planarità e il parallelismo migliori di h/5. I blocchi di
metallo devono essere di tungsteno o di materiale assorbente simile.
Il rilevatore di radiazioni deve funzionare con tensioni comprese tra 10 kV e la tensione
nominale del tubo da misurare. Nelle zone della macchia focale a distribuzione di intensità
più elevata, il segnale di uscita deve avere un rapporto segnale/rumore di almeno 40 dB
e il segnale di uscita deve seguire l’intensità della radiazione in modo lineare. L’acquisi-
zione e l’elaborazione dei dati devono essere almeno stabili entro ±1% per il tempo di
misurazione. Il sistema si scansione x-y deve essere in grado di risolvere e riprodurre
almeno h/2.

3.2 Allineamenti
Uno degli assi del sistema di scansione x-y deve essere parallelo all’asse del tubo entro
±3°. Il piano del sistema di scansione x-y deve essere perpendicolare al fascio principale
del tubo entro ±3°. La distanza tra la macchia focale e i collimatori deve essere la più
piccola possibile. Se diversa da quanto indicato nella figura 1, la direzione del fascio
principale deve essere segnalata.
Nota Se l’asse del tubo non è definito, è utilizzata la direzione della traiettoria degli elettroni.

3.3 Software grafico


Il software grafico deve offrire la possibilità di tracciare le curve isodose (figura 6). I
tracciati come quelli illustrati nelle figure 3 e 5 forniscono ulteriori informazioni sulla distri-
buzione dell’intensità delle radiazioni, che possono essere utili per la tomografia compu-
terizzata e l’elaborazione delle immagini.

4 MISURAZIONE E DETERMINAZIONE DELLA DIMENSIONE DELLA MACCHIA


FOCALE

4.1 Misurazione
Le dimensioni della macchia focale devono essere determinate sulla base delle curve
isodose (vedere figura 6) al 10% dell’intensità massima.

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4.2 Determinazioni delle dimensioni della macchia focale


Ogni macchia focale è descritta dalla sua dimensione l (lunghezza) in direzione dell’asse
del tubo e dalla sua dimensione w (larghezza) perpendicolarmente al tubo radiogeno.
I parametri operativi del tubo radiogeno devono essere registrati.
La maggiore di queste dimensioni (l oppure w) deve essere utilizzata come "dimensione
d della macchia focale".
La specifica di questa dimensione d della macchia focale sul tubo radiogeno deve fare
riferimento alla presente norma.
figura 1 Dispositivo di misurazione per la determinazione radiometrica della dimensione della macchia focale
(schema)
Legenda
1 Personal computer e unità di acquisizione dati
2 Contatore a scintillazione
3 Collimatore a doppia fenditura (h × h × 2 L)
4 Precollimatore
5 Tubo radiogeno
6 Protezione contro le radiazioni diffuse

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figura 2 Dispositivo di misurazione per la determinazione radiometrica della dimensione della macchia focale
(esempio)
Legenda
1 Tubo radiogeno
2 Direzioni di scansione
Piombo
Tungsteno

figura 3 Scansioni lineari di una macchia focale


Legenda
Y Distanza Y
X Distanza X in mm
Z Intensità di dose

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figura 4 Collimatore a doppia fenditura (vista dall’alto)


Legenda
1 Fenditura
2 Lamina (acciaio)
3 Fenditura non in vista

figura 5 Presentazione grafica della distribuzione dell’intensità ottenuta mediante scansioni della macchia
focale

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figura 6 Curve isodose

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APPENDICE A VALORI PREFERENZIALI DI d PER LA CARATTERIZZAZIONE DEI TUBI RADIOGENI


(informativa)

prospetto A.1 Valori preferenziali di d in millimetri

0,1; 0,15; 0,2; 0,3; 0,4; 0,5;


0,6; 0,8; 1,0; 1,4; 1,8; 2,2;
2,6; 3,0; 3,5; 4,0; 4,5; 5,0;
5,5; 6,0; 7,0; 8,0; 9,0; 10,0;

Oltre a d, le dimensioni di l e w possono essere indicate con gli stessi passi.

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UNI
Ente Nazionale Italiano La pubblicazione della presente norma avviene con la partecipazione volontaria dei
di Unificazione Soci, dell’Industria e dei Ministeri.
Via Battistotti Sassi, 11B Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 Nº 633 e successivi aggiornamenti.
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