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PRIMO NOVECENTO

Prima industrializzazione lenta e non omogenea (triangolo industriale), migrazione interna-> I contadini dalle
campagne del sud si sposano verso le città del nord.

Si forma il proletariato urbano = gruppo sociale che non ha mezzi di produzione e rapporto diretto con la
produzione che vengono ammassati nelle fabbriche e che costituiscono un nucleo della società di massa.

Si emigra anche all’estero, molti italiani partono e vanno lontano (lo racconta pascoli nei poemetti)

Questione meridionale la grande discrepanza tra le condizioni di vita di nord/centro e del sud

Giolitti diventa presidente del consiglio (1903-1915) e la sua figura segna il decennio. Tenta una politica di
conciliazione dei consigli sociale, anche in parlamento porta i primi partiti di massa, politica di interventi a
tutela dei lavoratori e per evitare l’inasprimento delle lotte sindacali,. Tenta il suffragio universale maschile
per portare in parlamento anche quelle masse nuove che non avevano mai avuto diritto di essere
rappresentate, ma la sua polita fallisce perché i conservatori fanno resistenza al patto Gentiloni.

Il Dibattito per l’entrata in guerra è aspro e complica e radicalizza la vita politica rendendo impossibile la
mediazione di Giolitti

In Europa il positivismo, connotato dall’imperialismo della seconda metà dell’ottocento, entra in crisi: le
conoscenze scientifiche vengono messe in discussione da nuove scoperte scientifiche, le scienze esatte
sono scienze convenzionali, non tutto ciò che si da come pilastro è valido in tutti i casi e in tutti i momenti.

La scoperta di Freud dell’inconscio segna l’inizio del novecento, la teoria freudiana è un nuovo modo di
approcciare la realtà, l’uomo perde le proprie certezze e si avvia quel processo di perdita delle sicurezze ed
indagine umana

Nietzche e bergson entrambi contribuiscono a questa forte rivisitazione delle facoltà umane

Relatività del concetto di tempo e la percezione

L’italia è in controtendenza perché il pensiero fondamentale si sviluppa il sistema culturale è Benedetto


Croce. Il suo allievo, Giovanni Gentile, sarà il teorico del fascismo del sistema scolastico.

Gli intellettuali che erano stati appannati dal ruolo che il positivismo aveva dato loro, vivificano la loro
presenza, e complice il dibattito delle novità sociali, molti intellettuali cercano uno spazio più ampio di
discussione e si aggregano attorno a nuove fondazioni culturali, intervengono nella società in modo attivo e
puntuale scrivono sui giornali, pubblicano testi e panflet che agiscono sulla società.

Lo stesso accade per le questioni che riguardano la cultura, si parla di temi che riguarda la vita culturale,
dibattito sulla lingua (migrazioni interne) e grazie alla guerra inizia a diventare la lingua di un numero
maggiore di sudditi, prima era solo letteraria -> Il parlato si eleva, lo scritto si allinea con il parlato

Novità di approccio antropologico alla mentalità,

Nuovo approccio alla scienza e alla tecnica, la velocità diventa un elemento affascinante per l’arte (bicicletta
nel secolo precedente)

Nuovo approccio alla fisica con il rapporto tra spazio e tempo. (tram per le città, diverso rapporto con il
tempo e lo spazio lineare) (telefono telegrafo, in comunicazione con una velocità impensabile con l’altra
parte del mondo)

FUTURISTI: affascinati dalla velocità

Einstein, fisica quantistica che si basa non sul determinismo razionale della fisica classica ma della
probabilità dipende dalle condizioni, anche Freud

Cambia la prospettiva con il quale si approcciano, Tempo e spazio nella narrativa sono fondamentali ->
risentono di questa mutazione antropologica

Il tempo risente anche delle riflessione filosofiche di Bergson, il tempo non è un entità razionale e misurabile
in modo univoco ma risponde ad un flusso che tiene insieme passato presente futuro che a ondate viene a
contatto con la nostra coscienza in un fluire che non distrugge mai niente

Tempo soggettivo che percepisce solo in relazione alla propria coscienza, tempo come percezione
individuale

Strutture narrative: tutte definiscono un nuovo rapporto tra il tempo e la progressione cronologica viene
rifiutata e non più percorribile, si sviluppano modalità d’intreccio diverse-> meccanismo analogico

-PRUST: maestro della narrativa analogica = fluisce non sulla base di un racconto ordinato
cronologicamente ma fondato sulle intermittenze del cuore = strumenti narrativi per far scaturire da eventi
insignificanti ciò che avevano eliminato dalla memoria e tornando serve a dare un senso alla
frammentazione della realtà a fissare la realtà interiore ed è l’unica maniera di governare quel flusso
intermittente di rivelazioni date dalla memoria involontaria.

Inglesi

-JOICE: da una parte il tema dell’ordine della narrazione e il tema antropologico della frammentazione
dell’io e la consapevolezza che la realtà che viviamo non è oggettiva ma è la somma di tutte le nostre
condizioni individui e come le rielabora la nostra coscienza

Ulisse: Accavallarsi di più soglie della coscienza, il flusso di coscienza mira a rappresentare all’interno della
narrazione non un ordine dato dalla oggettività della successione degli elementi ma un tempo dilatato dalla
coscienza individuale

-parallelismo con le scoperte della fisica atomica come attraverso il microscopio una realtà era
evidentemente univoca ma il frutto dell’aggregazione di particelle più piccole mettono in evidenza he
ciascuno di noi è frutto di tante particelle microscopiche di identità che non sono definite una volta per tutte
e noi non possiamo decidere la nostra identità.

Tedeschi

MANN: prendendo atto della dissoluzione della borghesia come elemento trainante e moralmente trainante
della società e il tema del contrasto profondo tra artista e società (titanismo) prevalere la solidità economica
e il superamento da parte dei valori risposto all’importanza della riflessioni, arti, musica gli artisti riflettono
su questo tema

Lascia inalterate gli stilemi narrativi, forme tipiche dell’ottocento

KAFKA: l’allegoria è un elemento importantissimo criticano il significato dell’esistenza e le strutture narrative


tipiche dell’ottocento, mette in atto un meccanismo narrativo fondato su elementi dell’alterità, (metamorfosi)
l’allegoria vuota (L’allegoria classica è un procedimento dell’istituzione di un parallelismo tra due elementi
che hanno significato) che non ha un significato specifico univoco le spiegazioni sono molteplici,
l’atmosfera da sogno indica che la realtà non è più interpretabile razionalmente

MUSIL: l’uomo senza qualità trama elise mostra il fallimento dell’impero austroungarico vanità assoluta di
tutto ciò che accade. Disarticolazione della trama, mille fili narrativi senza filo logico tradizionale. Tema della
malattia come metafora della condizione intellettuale, l’intellettuale è malato strano non adatto all’epoca in
cui vive

SVEVO: malattia di vivere nella inettitudine, non sono capaci di adattarsi al tempo in cui vivono

Fortuna l’artista come individuo non adatto riesce ad interpretare la realtà e trovare elementi

TEATRO NATURALISTA: funzione allegorica dell’arte, rappresento un evento perché ha un significato


trascendente che può servire a delle persone per spiegare i loro problemi.

Deve insegnare qualcosa, sollecita le persone (Antigone: racconta una storia e significa allegoricamente
qualcosa d’altro

PIRANDELLO

Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel 1867. La madre proveniva da una agiata famiglia borghese mentre
il padre Stefano, spavaldo ed intraprendente, era attivo nel commercio dello zolfo. Luigi, timido, si rifugia
nella madre perché la personalità del padre che gli incute soggezione. Contro il volere del padre frequenta il
liceo classico e si laurea in lettere a Bonn.

Si stabilisce a Roma ed accetta il matrimonio combinato con Antonietta Portolano con la quale ebbe tre
figli. Pirandello si trova in difficoltà economica dopo che una miniera di zolfo era crollata, e questo porta in
crisi l’equilibrio psichico della moglie che rimane per mesi a letto. In questa situazione pubblica IL FU
MATTIA PASCAL (1904) L’UMORISMO (1908) I VECCHI E I GIOVANI.

Spinto dalle necessità economiche e dagli amici si riaccosta al teatro proponendo atti unici per lo più in
latino e i suoi spunti di partenza erano le novelle che rielaborava. Tra il 16 e il 17 vanno in scena pensaci,
Giacomino! Il berretto a sonagli, Così è, Il piacere dell’onestà.

Nel 1919 interna la moglie in una casa di cura e finalmente se ne libera. Due anni dopo va in scena Sei
personaggi in cerca d’autore, un’opera rivoluzionaria perché era una commedia da fare, metteva a nudo
tutti i segreti del palcoscenico. In Italia la reazione del pubblico è feroce, mentre è un gran successo in
Europa e in America e per promuovere le sue opere inizia a viaggiare.

Pubblica Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1925) e UNO NESSUNO CENTOMILA (1926)

Nel 1924 dichiara la su adesione al fascismo poiché è convinto che sia l’unica alternativa alla mediocrità e
alla corruzione della classe dirigente postunitaria. Appoggiato economicamente dal governo apre un
piccolo teatro in prosa, la compagnia del teatro d’arte, attraverso il quale scrittura Marta Abba della quale si
innamora ma si trasferirà in America. Di conseguenza Luigi ripiomba nella depressione nonostante il premio
nobel (1934) e morirà a Roma nel 1936 a seguito di una polmonite.

LO STRAPPO NEL CIELO DI CARTA: rappresenta il momento di presa di coscienza, il sopraggiungere della
consapevolezza e rappresenta la condizione dell’uomo moderno. Pirandello avrebbe voluto vivere
nell’epoca delle certezze ma era nato durante l’avvento della modernità e della società di massa. Infatti non
si può più credere a nulla, non c’è più nessuna certezza, niente da più gioia o soddisfazione ed ogni cosa fa
intravedere il suo contrario.

UMORISMO: Pubblicò l’umorismo (1908) poiché aveva bisogno di una pubblicazione scientifica per un
concorso universitario. Infatti la prima parte del libro consiste in un’indagine storico-letteraria. Secondo lui
l’umorismo nasce da una predisposizione psicologica e l’umorista è colui che ha perso la capacità di
illudersi, dopo lo strappo nel cielo, e non può fare a meno di smontare i grandi ideali del passato e e le
piccole finzioni che gli uomini si creano.

Nell’umorismo l’elemento riflessivo diventa predominante ed è colui che smonta il congegno dell’immagine
e va oltre, comincia a riflettere sulle ragioni che possono aver indotto le illusioni

IL FU MATTIA PASCAL1904 - 1908 SAGGIO SULL’UMORISMO

TEORIA SULL’UMORISMO: differenza tra comicità e umorismo: esempio della vecchia signora che si presenta in pubblico come se
fosse una ragazzina: prima reazione è quella della risata -> AVVERTIMENTO DEL CONTRARIO: appartiene al comico, scatta nel
momento in cui si assiste a qualcosa che non è come dovrebbe essere, ci fa percepire la differenza con ciò che dovrebbe essere.

L’artista riesce ad indagare le cause, il significato del contrario? Quell’avvertimento si trasforma in SENTIMENTO DEL CONTRARIO: la
modernità sta proprio nel fatto che l’uomo contemporaneo sente, oltre che avvertire, le ragioni per le quali c’è una perenne sfasatura
tra la forma e la vita, tra le convenzioni e le cose per come stanno veramente.

Ragioni filosofiche ed artistiche: dalle scoperte copernicane e galileiane: l’uomo non è al centro dell’universo ma è solo uno degli
elementi, il relativismo ha comportato la perdita di ogni certezza. Alla base sta dunque la poetica che tende a svelare e togliere gli
infingimenti ed a rappresentare questo contrasto tra l’apparenza e la realtà, tra la forma e la vita. Ogni concetto di verità non è più
possibile da quando il relativismo è stato eliminato da Copernico e Galileo.

Rapporto tra l’individuo e la sua pluralità interiore: primo contrasto tra vita e forma, ma anche in una seconda coppia antitetica tra
persona e personaggio (è alla base di teatro pirandelliano che arriva al grottesco).

Ritiene che per riflettere a fondo sulle cose sia indispensabile guardarle secondo una prospettiva straniante ciò che è consueto.
Prospettiva che mette in evidenza le incongruenze della vita in modo da rendere evidente ciò che in apparenza è coperto dalla forma,
ciò che gli uomini si sono dati per far una vita fatta da un fluire costante di elementi. Attraverso lo straniamento fa emergere il
contrasto che normalmente con il fluire della quotidianità lo tiene nascosto.

Strappo nel cielo di carta: l’uomo moderno non ha più la possibilità di essere trascinato da sensazioni perché la presa di coscienza che
il relativismo fa parte della condizione umana.

CONTRASTO TRA FORMA E VITA: La vita è un flusso continuo al momento della nascita l’individuo si
stacca da questo flusso indistinto ed assume una forma che imprigiona il flusso vitale e, nonostante
l’individuo non possa esistere senza una forma contingente, l’individuo aspira a liberarsi dalla forma per poi
tornare a essere parte integrante del flusso vitale. LA MASCHERA DELLA SOCIETA’: quando si nasce, oltre
ad essere staccati dal flusso vitale, ogni individuo inizia a assumere ruoli in base al contesto in cui si trova;
se qualcuno prova a sfuggire dalla propria parte assegnata si autoesclude dalla società e vive in
isolamento. DISSOLUZIONE DELL’IO:l’identità individuale è sempre relativa poiché: dipende dallo sguardo
degli altri: tutti lo vedono in maniera differente e dipende dall’interazione con gli altri: poiché non si può
imprigionare il flusso vitale senza tener conto del corso temporale. L’individuo quindi si illude di avere una
consistenza stabile ed univoca, ma a un certo punto scopre che era solo apparente

Il personaggio pirandelliano per eccellenza è colui che ha capito il gioco e non riesce più a parteciparvi con
la stessa accondiscendenza di prima e a volte prova a liberarsi dai vincoli e costrizioni ma scopre che senza
maschera è impossibile vivere. A questo punto si trova davanti due alternative: o continuare ad indossare la
maschera in maniera critica o rifiutare qualsiasi maschera e rimanere senza identità in una condizione simile
a quella delle piante o degli animali.

FRA TRADIZIONE E MODERNITA’: Pirandello è un drammaturgo e narratore e considerato sul panorama


italiano ed europeo si trova nella funzione di mediazione tra la tradizione e la modernità, è consapevole che
le forme del passato non sono riproponibili ma le recupera stravolgendole: i materiali sono ottocenteschi ma
li rielabora (adulteri, rovine economiche, ascese e cadute sociali), li svecchia: complica le trame
denunciando l’ipocrisia e il vuoto formalismo, esplora la psiche, svela l’inconsistenza della presunta realtà
oggettiva e lascia la libertà del dispiegarsi di molteplici punti di vista. Tutto questo non lo da a vedere,
alternando provocazione e scandalo.

NOVELLE: pubblica 143 testi quasi tutti tra il 1900 e il 1915 su quotidiani o riviste, per ragioni economiche,
e successivamente riuniti in brevi raccolte. Anche quando si dedica per lo più al teatro continua a scrivere
brevi testi che utilizza come repertorio per lo sviluppo drammatico.

Nel 1922 inizia il progetto delle Novelle per un anno pensando inizialmente ad un volume che
successivamente però diventerà di 24 volumetti. Nell’arco temporale l’evoluzione è evidente, si passa da
racconti a temi sentimentali agli ultimi surrealistici e grotteschi, l’unica costante è la poetica umoristica.

La principale caratteristica è che gli avvenimenti principali rimangono ai margini del racconto, la narrazione
inizia quando tutto è già avvenuto, e la si riprende solo attraverso veloci analessi. La narrazione si concentra
un avvenimenti e azioni di per se insignificanti, infatti all’umorista non interessano gli avvenimenti cruciali
ma il fango, gli avvenimenti apparentemente insignificanti che illuminano il senso della vita.

Una seconda caratteristica è la varietà di ambientazione geografica e collocazione sociale e inoltre tutti i
personaggi sono ben caratterizzati fisicamente ma tutti hanno il comune il fatto che sono degli sconfitti,
hanno un destino già compiuto alle spalle e non possono fare nulla per cambiarlo.

Il carattere bizzarro delle vicende narrate riempie di ridicolo la sostanza tragica di una vita alla quale
nessuno può sfuggire, ognuno è solo con il suo fardello di miseria.

La voce narrante è basata sull’uso sistematico dell’indiretto libero che permette la fusione perfetta della
voce del personaggio e del narratore.

La sua visione del mondo è pessimistica è convinto che sia un flusso di eventi e non c’è un senso, la vita
non concluse non c’è un senso ultimo dell’esistenza nonni insegna nulla questo è tragico. Nonostante ciò il
modo che trova più adeguato per rappresentare questa vita è quello della commedia perché a differenza
degli autori romantici che vedevano nella tragedia la forma stilistica più adeguato per rappresentare il
grande contrasto delle passioni della storia, Pirandello invece dato che considera la vita un flusso
ininterrotto può essere rappresentata la commedia la vita ordinaria, come lingua usa una media della
medierà quotidiana, la vita ordinari delle persone gli sembra l’unico modo per esprimere il senso
dell’esistenza. Questo fa venire fuori che non esiste nessun significato ulteriore da cercare, concezione
dell’arte di Pirandello, l’umorismo è l’unico che possa rappresentare l’arte per quella che è

IL TRENO HA FISCHIATO:

-la trama è disarticolata: inizio in medias res, è formato da blocchi che si susseguono senza una coerenza
apparente ma è invece organizzato secondo il modello del racconto giallo poiché man mano che si va vanti
sembra ci sia una indagine condotta dal narratore che smonta le varie spiegazioni fino a portare alla luce un
evidenza sfuggita agli altri -> la sua reazione è normale e spiegabile con la sua esistenza INDAGINE
NATURALISSIMA SULLA FOLLIA

-Narratore interno, conoscente di Belluca, ma ha anche un ottica esterna estraniata (es. indagine
naturalissima). Narratore il cui statuto è particolare, è interno ma guarda le cose con distacco con cinismo
questo è lo sguardo dell’artista umoristico: presa d’atto che la realtà non si univocamente interpretabile e
l’unica condizione che può distinguere nell’arte umoristica è il distacco, la ricerca del paradosso più adatti
per capire la non interpretabilità univoca della realtà.

-Lo scaricamento delle verità borghesi: (contrasto tra forma e vita e tra persona e personaggio) i personaggi
sono prigionieri di ruoli

-ruolo dell’impiegato nella società (ricorre in gran parte della narrativa novecentesca) viene estremamente
caratterizzato, viene trattato malissimo, ha una condizione familiare terrificante, figura rappresentata anche
da moltissimi altri autori (Svevo ne fa la metafora della condizione degli intellettuali nel primo novecento)

-L’apparente follia come normalità, il contrasto delle interpretazioni come unica interpretazione possibile,
bisogna sempre ricorrere ad un elemento contrastivo

-Contrasto fondamentale tra il flusso costante della vita che non tollera di essere incasellato in un ruolo e la
società borghese che obbliga ciascuno ad interpretare un personaggio, una parte. Per questo è
naturalissima la follia di Belluca è una presa d’atto della realtà per quello che è.

-Anche lo svelamento finale non è uno svelamento, non cambia vita, riprenderà le varie convenzioni ma gli
rimarrà lo spazio dell’immaginazione

-Titolo: elemento che consente di prendere un dettaglio insignificante e di farne il cannocchiale attraverso
cui la realtà può essere guardata e reinterpretata; e perché sceglie dei dettagli totalmente insignificanti dal
rilievo artistico (odiava l’arte simbolista).

CERTI OBBLIGHI:

-in Pirandello ci sono personaggi che pur non essendo raffinati cultori hanno riflessioni filosofiche. Le
domande esistenziali cozzano con la forma, con gli obblighi borghesi, l’amore per lui non determina
passioni ma è obbligato dalla società a ricoprire il ruolo del marito geloso ed indaga sulla moralità della
moglie -> mette in luce le convenzioni borghesi allestendo una messa in scena di una commedia che serve
a fare in modo che il ruolo che gli da a società sia funzionale a cui lui si propone. -> La commedia va di pari
passo con la tragedia.

-Per i greci La tragedia serviva a dare insegnamenti Pirandello invece è convinto che non ci sia un
significato da comunicare.

IL FU MATTIA PASCAL

Trama: primo elemento di interesse dal punto di vista di raccordo con le caratteristiche della letteratura
novecentesca.

- Romanzo atipico: sembrava essere un collage di più modi di scrivere un libro perché ci sono momenti in
cui sembra di leggere un saggio filosofico sul romanzo. Questa caratteristica di disarticolazione della trama
proietta Pirandello in una dimensione europea.

-esplosione della trama con il tempo e lo spazio. Tratta le vicende sono raccontate con una costante
dilatazione e compressione del tempo e dello spazio che non seguono una linearità. Sebbene la struttura
narrativa possa dare l’idea di circolarità ma non prevede una chiusura è una struttura in cui la vita non
conclude, è una spirale dalla quale non impara nulla e la situazione non torna esattamente al punto di
partenza quindi non ha una struttura coerente con le forme narrative classiche.

Caratteristiche che si ritrovano anche in molta narrativa novecentesca:

- La crisi dell’intellettuale e il rapporto con la modernità, la malattia

- l’inettitudine dell’individuo rappresenta la condizione degli intellettuali nell’età giolittiana sono


apparentemente liberi ma sono ingabbiati in un sistema che li blocca in un ruolo che non ha nessuna
efficacia dal punto di vista sociale, infatti sono al di fuori dell’economia capitalistica, la modernità svela le
contraddizioni e le finte promesse che ha trovato leopardi

- L’inetto pirandelliano ha costantemente a che fare con il doppio: per le due vite, per le due identità e per
altri elementi apparentemente piccoli e insignificanti ma che riportano il tema del doppio, due amanti, due
figli, avversario nelle avventure erotiche, sempre duplice il suo sguardo allo specchio. Il simbolo di questa
duplicità si vede condensata nell’allegorizzazione dell’occhio strabico: ha costantemente una visione
sdoppiata che parte da prospettive diverse, implica un distanziamento tra Mattia e la vita gli fa scoprire che
il succo di quello che lui fa non è mai coincidente con il ruolo che sta interpretando.

Doppio dello scrittore Pirandello si identifica con Anselmo Paleari

- Riflessione sul relativismo filosofico: lo strappo nel cielo di carta attraverso questo mette in pratica il
concetto di relativismo filosofico non è più possibile avere una idea unitaria dell’universo e di se (Non aveva
ancora letto Freud).

- Il gioco d’azzardo è un elemento che condensa in se il concetto di causalità e la mancanza di razionalità


nelle cose; anche le sedute spiritiche sottolineano come la crisi del positivismo induca anche persone non
particolarmente alla scienza di occuparsi di spiritismo che condensa in se il significato della crisi delle
certezze.

La sua nuova vita in teoria dovrebbe aver come esito la piena realizzazione dell’individuo ma si trova ad
affrontare l’impossibilità duplice del rifiuto della sua identità sociale ed anagrafica, questo gli dovrebbe
offrire un occasione si riscatto ma gli offre una non vita poiché quando tenta di realizzarsi pienamente si
rende conto che quello che desidera è impossibile perché non gli è permesso dalla sua non identità
anagrafica -> secondo suicidio (doppio) torna a casa e la situazione si è ricomposta senza la sua presenza,
l’intellettuale è l’unico che ha una visione lucida e spaesata della realtà e dunque non può prendere parte
completamente alla società. Limbo tra la vita e la morte (letto della madre di Mattia morta, vicinanza al
cimitero, è il fu Mattia Pascal) può solo osservare dal di fuori, l’intellettuale mette in evidenza le aforie della
realtà ma questa non offre un’alternativa salvifica, l’arte svela ma non serve a rimediare a questa situazione
in cui non c’è una situazione concludibile.

- C’è una situazione filosofica: Anselmo Paleari è l’alterego di Pirandello. L’individuo moderno non potrà mai
più trovare delle soluzione che gli consentano di fare cose univoche ma può essere solo un personaggio
tormentato dal dubbio. Lo scrittore è colui che registra questa situazione

Romanzo tripartito: l’inizio e la fine sono riflessioni saggistiche/filosofiche, la parte della giovinezza è in
pieno stile idillico (microcosmo in cui i meccanismi scorrono) ma da quando arriva il capitalista ricalca la
forma del romanzo di formazione (eroe che inizia la sua vicenda che inizia una serie di avventure e ne esce
cambiato, ne acquisisce una consapevolezza che lui è un fu Mattia, romanzo di formazione alla rovescia
invece di essere in grado di affrontare la vita più attrezzato e consapevole è per paradosso che non c’è
modo di attrezzarsi).

Stile: colloquialità, anche i saggi.

TEATRO:

Fin dagli esordi della sua carriera, poi lascia da parte, e la riprende dal 1920 e diventa la scelta definitiva dal
1925 e gli porterà una fama mondiale e anche il nobel.

Caratteristiche:

- prima fase tardo verista e si occupa di una selezione di opere analoghe tipiche della letteratura
pirandellina delle origini

- 19010/15 opere che danno una svolta

- Il teatro come genere tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento conosce il successo (crisi della
borghesia che si condensa nel teatro nel dramma borghese che vede agire nella scena il salotto familiare
con caratteristiche tipiche del 800 cioè la verosimiglianza della vita quotidiana e dei personaggi univoci
(coppia familiare), e le contraddizioni che ne contraddistinguono la vita tradimenti, matrimoni con criticità,
ma arriva anche il declino (con l’avvento del cinema il teatro rischia di soccombere al cinema e una delle
caratteristiche del teatro pirandelliano è che con il rinnovamento dall’interno riesce ad operare una sorta di
rinnovamento che gli consente di stare al passo della cinematografia).

- Prima Fase del grottesco: scardina il dramma borghese, si serve del teatro borghese per evidenziare in
maniera espressionistica le sue caratteristiche facendone esplodere dall’interno la tenuta, sceglie argomenti
e ambientazioni coerenti (salotti coppie tradimenti) ma le tratta in modo che ne faccia emergere le
contraddizioni estreme. Compresenza di comico e tragico che da vita a situazioni paradossali e
l’incomunicabilità e il gioco dei punti di vista arrivano al parossismo alla evidenziazione di poter essere
ricondotte a un senso univoco. Così è se vi pare: emerge il suo rapporto con la sua letteratura: è anche una
novella (la signora frolla e suo genero) -> teatro tradotto di testo teatrale, è inautentica: legame che
Pirandello risolve dando vita a due strade: 1. Ricerca dell’Autonomia dei personaggi teatrali (che lo porterà
al metateatro) = ricerca creativa che tenderà a fare i personaggi delle figure autonome dall’autore e
dall’attore va verso una linea di ricerca che tenta di conferire al personaggio una capacità di parlare per se
(sei personaggi in cerca d’autore) 2. Dissociazione del teatro in quanto forma espressiva continua critica sul
ruolo e funzione del teatro e come drammaturgo linea di ricerca in alcune opere del metateatro (questa sera
si recita a soggetto). -> Mette in luce che ciascuno di noi è la somma di più individui che conflittuale e la
presa d’atto che non è possibile conoscere la verità perché è inconoscibile UNA STANZA DELLA
TORTURA: il dramma rivela la propria impossibilità di dare spiegazioni ma che rimane solo la sofferenza che
viene esercitata con sadismo piccolo borghese, quell’indagine non porterà a una verità e per cercarla le
persone si faranno del male.

- Fase del metateatro= teatro nel teatro: da origine a una riflessione che poi gli darà la fama e porta alle
estreme conseguenze quello scardinamento dall’interno facendo cadere la quarta parete cioè una finzione
scenica e rompe il distacco tra attori e spettatori -> mescola i punti di vista e i piani della narrazione e non si
tratta più di narrare una vicenda ma presente anche il coinvolgimento degli spettatori fa parte della scena
mette gli attori e personaggi, il drammaturgo è una figura che viene contestata dai personaggi,

- Fase del teatro della follia: pirandello accentua i caratteri della visione del grottesche metateatro. Usa la
follia come metafore che mette in evidenza l’impossibilità di trovare la verità, incarna il ruolo dell’artista nella
contemporaneità che apparentemente si occupa di cose che non centrano con la realtà dei sani ma in
realtà demistifica l’impossibilità di trovare una reale rappresentazione della realtà. L’arte nella sua epoca non
significa nulla è un allegria vuota che sembra rimandare a un altro significato che però non ha. Anche se
l’arte svela l’impossibilità di dare un senso alle cose e dimostra la sua inutilità. Nell’Enrico IV (cade da
cavallo e che apparentemente impazzito è convinto di impersonare la maschera che aveva quando era
caduto e gli si fa credere che lo è veramente) si spiega la demistificazione compiuta da Pirandello.
Caratteristiche: allestimento scenico iniziale come una tragedia (castello medioevale) classica con le
caratteristiche di un dramma borghese poi però scardina questi elementi con in gioco di specchi e
svelamenti ciò che è vero diventa finto e ciò he è finto diventa vero. Svela la sua convinzione che l’arte non
spiega più la realtà e l’artista non può più essere grande, perde la grandezza e la funzione. Nell’età
romantica l’artista era un perdente titanico che pur soccombendo ruggiva dentro. Pirandello degrada
questo fenomeno.

- Fase dei miti teatrali: rappresenta un ripensamento alla visione totalmente negativa dell’arte e dell’artista.
Pirandello sceglie una chiave espressiva molto legata al surrealismo e al simbolismo ed elabora una forma
di misticismo molto elaborata (trionfo del fascismo la guerra che arriva) (deriva intellettuale) il valore
conoscitivo dell’arte viene recuperato (alla fine dei giganti della montagna) -> l’arte anche quando è
consapevole che l’epoca on gli da valore ha comunque il dovere civile e il compito di esprimere la propria
rappresentazione della realtà.

- ALLEGORIA VUOTA: sembra rimandi a qualcosa altro ma in realtà no

SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE:

Si inaugura la stagione del metateatro= viene coniata fin da Shakespire mettere in scena all’interno di un
passo teatrale un pezzo di teatro, duplica la situazione scenica e ha il compito di far riflettere tra la realtà e
la finzione (Amleto), usuale anche nel teatro barocco che fa di questa tecnica un uso virtuosistico,
accentuato.

Quello di Pirandello fa uno scarto rispetto al classico teatro nel teatro: più una riflessione sul teatro che una
rappresentazione dentro una rappresentazione

La prima dei sei personaggi è un fiasco perché destabilizza gli spettatori.

La fase del metateatro è usata per portare a estreme conseguenze i due elementi che fin dal grottesco
usava per scardinare il teatro naturalistico: autonomizzazione dei personaggi feroce dissociazione del ruolo
e dell’efficacia della rappresentazione artistica, arte come strumento interpretativo della realtà. -> Pirandello
stesso considerava talmente importanti i sei personaggi che quando decide di pubblicare in volume le sue
opere teatrali lo usa come apertura. Perché precipitano:

trama: immagina di mettere in scena una compagnia teatrale con un capo comico che coordina le prove
mentre mettono in scena un testo di Pirandello denigrandolo e criticandolo all’improvviso irrompono 6
personaggi (con maschera che fissa lo sguardo preponderante del loro personaggio) e litigando tra di loro
cercano di spiegare che loro si presentano perché chiedono di completare la loro storia che l’autore che li
ha scritti non ha voluto completare. Decidono di provare ad allestire una storia classico mamma borghese
lacrimevole ma si fermano per una discussione.

Significato: mette in scena in maniera eclatante l’autonomia dei personaggi rappresenta una critica al
dramma borghese e al senso dell’arte. Il meccanismo dell’allegoria vuota arriva all’estremo: non c’è
significato possibile perché concluderla significa trovare un significato a quella storia non c’è senso
possibile

Ironia feroce scegliendo di rappresentare una sua commedia facendola denigrare

Quasi tutte le poetiche arrivate al 900 avevano in comune la fiducia nel ruolo dell’arte e la consapevolezza
che potesse spiegare la verità della vita. Pirandello riesce a captare quei germi di crisi dell’arte (surrealismo
e espressionismo nascono dalla crisi di sfiducia dell’arte)

SERAFINO GUBBIO OPERATORE

Testo di grande sperimentali

trama: è un operatore cinematografico che racconta la sua storia attraverso il suo diario quando la storia è
già avvenuta ed è ammutolito, ha assistito a una tragedia nel quale all’attrice viene sparato e l’attore
mangiato da una tigre.

- Critica alla società della tecnologia e delle macchine, macchina come elemento disumanizzante e
simboleggia tutta l’età contemporanea che vede come una civiltà quella delle macchine che disumanizza
che non può accogliere i valori dell’umano.

- Tema dell’intellettuale come escluso, non riesce ad esprimere attraverso la sua arte il significato della
realtà. Il cuore dei quaderni di serafino rappresentano l’intellettuale come fallito infatti serafino come Pascal
è un separato dalla vita incarnato in due mondi il mondo di sopra dell’industria cinematografica
COSMOGRAPHE degli integrati e qui è contro il futurismo e il mondo di sotto iconizzato dai sotterranei
della casa di produzione cinematografica e nei quali opera un umanità ai margini (amico barbone e filosofo
un violinista pazzo perché è stato costretto a piegare la sua arte accompagnando un pianoforte meccanico)

1925 UNO NESSUNO CENTOMILA (Composto nel 1909)

Molti sono i punti di contatto con il fu

1. Viene raccontata a ritroso c’è la novità della voce narrante del personaggio stesso

2. Personaggio: inetto, scioperato, rappresenta un contrasto con il padre e rimane con un amministratore
che fa solo il suo conto (nel fu è un contrasto quasi casuale) il contrasto è voluto (Kafka lettera al padre,
Proust, Musil). A un certo punto per un dettaglio insignificante, il suo naso pende, inizia una rivoluzione
personale che lo porta a liberarsi di tutte le forme che la società gli aveva imposto fino a liberarsi
progressivamente della sua libertà individuale, della fisionomia civile fino a non denunciare una donna
che l’ha quasi ucciso, si identifica nello scorrere, nel fluire della vita (la vita non conclude).

3. L’esclusione di Vitangelo Moscarda è un occasione positiva, si esce dalle costrizioni della forma per
entrare nel flusso della vita dove si può essere pienamente inseriti se si rinuncia alle maschere della
società (antitetica al fu), è felice di uscire dalle forme per entrare nella vita -> fase dei miti, visione più
positiva rispetto al teatro e racconti precedenti

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