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Titolo originale: Courageous Souls


Copyright© 2007 by Robert Schwartz
Pubblicato da Whispering Winds Press

traduzione Daniele Pietrini


revisione Simona Camporesi
editing Claudio Corvino, Valentina Pieri
copertina Matteo Venturi (adatt. Editing snc)

I edizione eBook novembre 2010


ISBN ed. Pdf: 978-88-7869-039-4
Collana “Nuova Saggezza”

© 2010 Macro Edizioni


un marchio del Gruppo Editoriale Macro
www.macroedizioni.it
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47522 Cesena (FC)

Copia dell’opera è stata depositata per la tutela del diritto


d’autore, a norma delle vigenti leggi.
Dedicato a:

Jon, Doris, Jennifer, Penelope,


Bob, Sharon,
Pat, Valerie, Jason, Christina
i loro cari e la mia famiglia.
Indice

Ringraziamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
Prologo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Trovare le persone da intervistare . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Le storie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
Medium e channeler . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Programmazione dell’anima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

Capitolo 1 - Programmazione prenatale . . . . . . . . . 23


Perché ci incarniamo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
Perché programmiamo le prove . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Capitolo 2 - Malattia fisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37


La storia di Jon Elmore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Sessione di Jon con Glenna Dietrich . . . . . . . . . . . . . . 41
La sessione di Staci Wells per Jon . . . . . . . . . . . . . . . . 50
La storia di Doris . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
Il channeling di Doris . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
La sessione di programmazione prenatale di Doris . . . . 77

Capitolo 3 - Essere genitori di figli disabili . . . . . . . 83


La storia di Jennifer Stewart . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
La sessione di Jennifer con Corbie Mitleid . . . . . . . . . . 87
La lettura di Staci Wells per Jennifer . . . . . . . . . . . . . . 94

Capitolo 4 - Sordità e cecità . . . . . . . . . . . . . . . . . 103


La storia di Penelope . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
La sessione di Penelope con Staci Wells . . . . . . . . . . . 106
La storia di Bob . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121
La sessione di Bob con Staci Wells . . . . . . . . . . . . . . . 124

Capitolo 5 - Tossicodipendenza e alcolismo . . . . . . 141


La storia di Sharon . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
La sessione di Sharon con Glenna Dietrich . . . . . . . . 146
La Storia di Pat . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Le sessioni di Pat con Staci Wells . . . . . . . . . . . . . . . 170

Capitolo 6 - La morte di una persona cara . . . . . . 195


La storia di Valerie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195
La sessione di Valerie con Deb DeBari . . . . . . . . . . . 201
Parlare con l’anima di Valerie . . . . . . . . . . . . . . . . . 206
Sessione ulteriore di Staci per Valerie . . . . . . . . . . . . 220

Capitolo 7 - Incidenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231


La storia di Jason . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
La sessione di Jason con Staci Wells . . . . . . . . . . . . . . 236
La sessione di Jason con Deb De Bari . . . . . . . . . . . . 243
La storia di Christina, parte prima . . . . . . . . . . . . . 256
Christina canalizza Cassandra . . . . . . . . . . . . . . . . . 261
La storia di Christina, parte seconda . . . . . . . . . . . . 268
La sessione di Christina con Staci Wells . . . . . . . . . . . 271

Capitolo 8 - Conclusioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 291

Epilogo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 295
Nota per i lettori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 296

Appendice A – Anime coraggiose . . . . . . . . . . . . . . 297


Appendice B – Medium e Channeler . . . . . . . . . . 299
Partecipanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
Collaboratori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
Ringraziamenti

I
n primo luogo, desidero ringraziare dal profondo del cuore le
tante persone che mi hanno raccontato la loro vita. Senza di
voi, questo libro non sarebbe stato possibile. Occorrono co-
raggio e grande generosità di spirito per offrire la propria storia al
mondo. La vostra disponibilità a raccontare le vostre prove più dif-
ficili è stata per me fonte di ammirazione e ispirazione.
A Deb DeBari, Glenna Dietrich, Corbie Mitleid e Staci Wel-
ls: grazie per avere dedicato i vostri grandi talenti, il vostro tempo
e la vostra energia a questa impresa. In realtà le parole non posso-
no esprimere la mia gratitudine. La vostra compassione e sensi-
bilità hanno colpito tutti coloro con cui abbiamo parlato, oltre a
me stesso. Lavorare con voi è stata una gioia e un onore.
A Marilu Wilson Peña: grazie per i channeling, la generosi-
tà e gli incoraggiamenti meravigliosi. A Judy Goodman: grazie
per avere condiviso il tuo sapere e le tue intuizioni con me.
A Carol Bergmann: la tua amicizia, il tuo calore e il tuo con-
tinuo sostegno hanno significato per me più di quanto puoi im-
maginare. Grazie per esistere, grazie per esserti presa cura di me.
Grazie a Sue Mann per l’ottima e accurata revisione edi-
toriale, a Jared McDaniel per la bravura con cui ha creato la
copertina dell’edizione inglese, a Jill Ronsley per la splendida
composizione tipografica e a Edna Van Baulen per il sostegno
entusiasta e per avere trascritto le sessioni.
Sono riconoscente per il gentile aiuto di molte altre perso-
ne, tra cui Katelyn Daniels, Marissa Milagro, Kathy Long, i
membri dell’Ashland Writers Group (in particolare, Beth Hyjek
per il tempo extra dedicato a esporre i suoi pensieri) ed Ellen e
Doug Falkner.
Per finire, offro alle guide, agli angeli, ai maestri e agli altri
spiriti che hanno illuminato il mio cammino la mia gratitudine
6 – Anime coraggiose

per la loro saggezza e il loro amore. La nascita di questo libro è


frutto di un’autentica collaborazione e di un meraviglioso viag-
gio. Grazie per averlo compiuto insieme a me.
Prologo

I
l 25 febbraio 1969, la ventenne Christina, assistente alla facol-
tà di Scienze Politiche del Pomona College di Claremont, in
California, andò nel seminterrato della facoltà per prendere la
posta della giornata. Non appena toccò un pacco, una bomba scop-
piò, scagliandola dall’altro lato della sala. Polvere e fuliggine riem-
pirono l’aria; schegge di legno grandi fino a 30 cm si conficcarono
nel muro di cemento alle spalle di Christina. Le fiamme sprigionate
dall’esplosione la investirono al volto, accecandola temporaneamen-
te. Lo scoppio le aveva tranciato due dita della mano destra e rotto
entrambi i timpani.
Christina aveva programmato questa esperienza prima di
nascere.
E lei sa perché.
Prefazione

N
el maggio 2003 ero un lavoratore autonomo nel cam-
po del marketing e della comunicazione, ma ero insod-
disfatto della mia vita. Benché una parte del mio lavo-
ro mi piacesse, non ne ricavavo alcun appagamento profondo.
Avevo spesso la sensazione che se fossi sparito dalla faccia della
Terra, i miei clienti non se ne sarebbero accorti: semplicemente,
mi avrebbero sostituito con qualcun altro. Ma la cosa peggiore
era che la mia vita non era un’espressione specifica della mia ani-
ma. Ero una persona spirituale, ma non religiosa, e aspiravo a da-
re al mondo un contributo che fosse “esclusivamente mio”, ben-
ché non avessi idea di come ciò sarebbe potuto avvenire.
Avevo esaurito i percorsi tradizionali nei quali le persone
cercano scopi e significati. Restavo smarrito e in alto mare. Poi
ebbi un’ispirazione: perché non consultare un medium? Ben-
ché avessi una grande fede in Dio, non avevo mai avuto (per
quanto ne sapevo) alcuna esperienza del trascendentale. Senti-
vo che non avevo nulla da perdere. Mi misi alla ricerca di me-
dium e alla fine ne scelsi una che mi ispirava fiducia.
La mia sessione con la medium avvenne il 7 maggio 2003.
Ricordo la data esatta, perché quel giorno cambiò la mia vita.
Raccontai pochissimo di me, limitandomi a frasi generiche sul-
la mia vita. La medium spiegò che ognuno di noi aveva degli
spiriti guida, entità immateriali con le quali programmavamo
la vita prima di incarnarci. Grazie a lei, riuscii a parlare con i
miei spiriti guida. Essi sapevano tutto di me: non solo ciò che
avevo fatto, ma anche quello che avevo pensato e sentito. Per
esempio, fecero riferimento a una preghiera specifica che avevo
rivolto a Dio circa cinque anni prima. In un momento parti-
colarmente difficile, avevo pregato: “Dio, da solo non riesco a
farcela. Per favore, manda un aiuto”. Le mie guide dissero che
10 – Anime coraggiose

in quel caso era stata fornita un’ulteriore assistenza incorporea.


«La tua preghiera è stata accolta», dissero. Rimasi sbalordito.
Impaziente di comprendere le sofferenze che avevo vissuto,
chiesi alle guide di spiegarmi le prove più importanti che ave-
vo attraversato. Mi spiegarono che avevo programmato queste
prove prima di nascere, ma non per la sofferenza in sé, bensì
per la maturazione che esse avrebbero provocato. Questa noti-
zia mi lasciò interdetto. La mia mente conscia non sapeva nulla
di programmazione prenatale, ma intuitivamente sentivo che
in quelle parole c’era del vero.
All’epoca non me ne resi conto, ma quella sessione con la
medium innescò in me un profondo risveglio spirituale. Avrei
compreso in seguito che questo risveglio era in realtà un ricor-
do: ricordo di chi sono davvero, in quanto anima eterna e, più
specificamente, di cosa ho programmato di fare sulla Terra.
Nelle settimane successive continuai con la mia solita vita, an-
che se le parole delle mie guide mi ronzavano nelle orecchie. Non
sapevo come avrei dovuto usarle. Un pomeriggio feci una pau-
sa al lavoro e cominciai a passeggiare: in tal modo ebbi un’espe-
rienza ancora più profonda di quella avuta con la medium. Im-
provvisamente avvertii un amore travolgente e incondizionato verso
ogni persona che vedevo! Nessuna parola può trasmettere adegua-
tamente il potere di questo amore. Era di un’intensità e profon-
dità che non avevo mai sperimentato, né immaginavo fossero
possibili. Per tutte le persone – la madre che portava il bimbo nel
passeggino, il tassista che aspettava il cliente, il bambino che gio-
cava all’angolo, il barbiere che tagliava i capelli dietro la vetrina
– provavo un amore puro e illimitato.
Benché non avessi mai sentito parlare di una simile espe-
rienza, sapevo intuitivamente cosa stava succedendo: ero in una
potenziata, immediata comunione con la mia anima. In effetti,
la mia anima mi stava dicendo: “Questo amore è ciò che sei”.
Oggi penso che la mia anima mi abbia donato questa esperien-
za per facilitarmi il lavoro che di lì a poco avrei iniziato.
Prefazione – 11

Cominciai letture ossessive sulla spiritualità e la metafisica.


Mentre leggevo, ripensavo spesso alla programmazione prenatale.
Avevo sempre considerato le mie prove come sofferenze inutili, ol-
tre che come eventi casuali e senza senso. Se avessi saputo che ero
stato io a programmarle, esse avrebbero acquisito un significato.
Una tale consapevolezza, da sola, avrebbe notevolmente alleviato
le mie sofferenze. Se avessi anche saputo perché le avevo program-
mate, avrei potuto apprendere consapevolmente le lezioni che of-
frivano. Sentimenti di paura, rabbia, risentimento, vergogna e au-
tocommiserazione sarebbero stati sostituiti dalla focalizzazione sul-
la mia crescita. Forse mi sarei sentito grato per queste prove.
Durante questo periodo di intenso studio ed esplorazione inte-
riori, incontrai una donna in grado di canalizzare la propria ani-
ma: ella acconsentì a lasciarmi parlare con quest’ultima riguardo alla
programmazione prenatale. Non sapevo nulla di channeling e rimasi
sorpreso quando lei andò in trance e un’altra consapevolezza, chiara-
mente diversa dalla sua, cominciò a parlare tramite lei. Parlai con la
sua anima per quindici ore, divise in cinque incontri.
Furono conversazioni davvero elettrizzanti. Esse verificaro-
no e integrarono ciò che avevo letto e studiato. La sua anima
mi svelò nei dettagli la sua programmazione prenatale: le varie
prove che erano state discusse e le ragioni in base alle quali era-
no state selezionate. In quel momento ebbi una conferma di-
retta e specifica di un fenomeno del quale pochissime persone
erano consapevoli. Poiché le sofferenze che avevo vissuto mi
avevano reso molto sensibile a quelle degli altri – oltre che for-
temente motivato a eliminarle – la programmazione prenatale
costituiva per me una scoperta emozionante, in quanto vi rico-
noscevo un grande potenziale curativo. Sapevo che le informa-
zioni appena scoperte potevano alleggerire le sofferenze degli
esseri umani, dando loro uno scopo e un significato. Il risultato
fu che mi decisi a scrivere un libro sull’argomento.
L’entusiasmo per la nuova via scoperta fu tuttavia mitigato dalle
incertezze connesse all’abbandono del vecchio cammino. Quest’ul-
12 – Anime coraggiose

timo era insoddisfacente, certo, ma almeno era comodo e sicuro.


Ciononostante fui spinto – in realtà, costretto – ad andare avan-
ti dall’importanza del lavoro, dall’opportunità di esprimermi final-
mente a modo mio (dando allo stesso tempo un aiuto al mondo) e
dalla convinzione derivante dall’esperienza diretta della mia anima.
All’inizio pensavo che l’idea di questo libro fosse nata in questa
vita. In verità, avevo solo ricordato i miei piani prenatali. Lavorando
con diverse, ottime channeler e medium, scoprii che avevo program-
mato non solo di scrivere un libro su questo argomento, ma anche
di intervistare almeno una delle persone le cui storie sono qui ripor-
tate. Ho fatto decine di sessioni con channeler e medium, durante le
quali ho parlato con “ spiriti saggi” delle mie prove e della program-
mazione prenatale in generale. In questo libro vi offro ciò che essi mi
hanno insegnato.
Oggi comprendo perché ho programmato per me stesso cer-
te prove: volevo cominciare il viaggio che anche i lettori di que-
sto libro potrebbero intraprendere. Anche io certe volte mi sono
sentito vittima dell’universo intero e ho dato agli altri la colpa
delle “brutte” cose che mi stavano succedendo. Consideravo le
prove che stavo vivendo prive di scopo e senza senso e dubitavo
del mio valore quando non le superavo nel modo in cui avrei vo-
luto. Ma conoscendo oggi la programmazione prenatale, so che è
possibile una prospettiva completamente diversa sulle prove del-
la vita. Scrivendo Anime coraggiose, volevo insegnare ciò che per
me era assolutamente necessario apprendere.
Occorre molto coraggio per vivere i piani fatti prima di na-
scere. Il mio desiderio, la mia aspirazione più grande, è che voi
riconosciate il grandissimo coraggio che mostrate in ogni mo-
mento di ogni giornata in cui, con ciascun respiro, riaffermate
la volontà di accettare e imparare dalle vostre prove. Se ci riu-
scirete, troverete la vostra anima.
Introduzione

P
er studiare la programmazione prenatale delle prove della
nostra vita, ho utilizzato la collaborazione di quattro channe-
ler e medium straordinariamente dotate. Insieme, abbiamo
ottenuto informazioni sui piani prenatali di decine di persone, dieci
delle quali hanno condiviso la loro storia in questo libro. Nella pre-
sente introduzione spiegherò come ho scoperto queste persone, in
che modo io e le medium abbiamo fatto ricerche sulla loro program-
mazione prenatale e cosa sono in generale la medianità e il channe-
ling. Le basi concettuali della programmazione prenatale – ovvero
perché noi anime scegliamo di incarnarci e vivere certe prove – sono
esposte nel capitolo 1.

Trovare le persone da intervistare


Varie persone hanno risposto ai messaggi da me posti nei new-
sgroup e nelle bacheche Internet. In determinati casi, richiedevo
specificamente individui consapevoli (o almeno aperti all’ipote-
si) della programmazione prenatale; in altri, esprimevo interesse
a trovare persone in grado di parlare delle loro prove in un con-
testo metafisico; in altri, infine, cercavo semplicemente persone
intenzionate a discutere delle implicazioni spirituali delle loro
prove. Volevo varietà ed equilibrio nei contesti di provenienza e
nelle esperienze. In generale, gli intervistati hanno detto di esse-
re stati motivati dal desiderio di aiutare altre persone che stavano
vivendo la stessa prova. Delle dieci persone selezionate in questo
libro, tre hanno usato uno pseudonimo e tutte hanno detto che
sarebbero contente di ricevere un feedback dai lettori. Nell’ap-
pendice A troverete le informazioni per contattarle.
Otto delle persone intervistate hanno programmato la pro-
va della loro vita come un’esperienza primaria: ovvero, hanno
14 – Anime coraggiose

cercato tale prova sin dagli stadi iniziali della loro programma-
zione prenatale e sapevano che molto probabilmente essa si sa-
rebbe verificata. Una (Doris, capitolo 2) ha programmato la
sua prova come esperienza secondaria, ovvero il suo verificar-
si era subordinato alla risposta che avrebbe dato a una prova
primaria. Un’altra (Bob, capitolo 4) non ha scelto la sua prova
durante la programmazione prenatale, ma dopo un evento ina-
spettato verificatosi durante la nascita. Dei molti piani prenata-
li da me studiati, questi sono stati gli unici in cui la prova non
è stata concepita come un’esperienza primaria. Li ho inclusi per
illustrare come noi anime siamo consapevoli e usiamo i bivi esi-
stenti nel cammino verso la crescita personale.
Leggendo queste storie, è probabile che anche voi vi chie-
diate se avete programmato le prove della vostra vita. La mia ri-
cerca lascia pensare che, in effetti, la gran parte delle prove della
vita sono frutto di selezione. In generale, più una prova è gran-
de, più è probabile che sia stata scelta prima della nascita. Se
una determinata esperienza è per voi tanto importante da por-
tarvi a chiedere se l’avete programmata, è probabile che la ri-
sposta sia sì. Un’eccezione importante, tuttavia, riguarda quel-
le esperienze che il nostro intuito ci consiglia di evitare. Prove
non programmate possono verificarsi quando ignoriamo i mo-
niti del nostro intuito; quindi, i “segnali di pericolo” interiori
vanno riconosciuti e ascoltati in qualsiasi momento.
Comunque, non è mia intenzione suggerire che tutte le prove
della vita siano programmate. Quando ci incarniamo, siamo do-
tati di libero arbitrio e possiamo esercitare quest’ultimo per crea-
re prove che non fanno parte della nostra programmazione pre-
natale. Il termine chiave è creare. Credo che noi siamo i creatori
di tutto ciò che sperimentiamo e che le prove non programmate
si verifichino quando le attiriamo a livello vibrazionale, perché
abbiamo bisogno della saggezza che possono provocare (in questi
casi, l’intuizione non ci porterebbe lontani dagli insegnamenti di
cui abbiamo bisogno). La nostra crescita dipende dalle esperien-
Introduzione – 15

ze in sé, a prescindere dal fatto che le abbiamo programmate o


no. Dunque, questo libro sarà di aiuto soprattutto se vi porterà a
chiedervi perché avete programmato una determinata prova della
vostra vita, non se l’avete programmata.
La domanda perché troverà risposta man mano che leggerete
i casi di altre programmazioni prenatali. In tali programmazioni
potrete percepire un’eco della vostra. Vorrei suggerirvi di non li-
mitarvi a leggere i casi simili al vostro o a quello della persona che
amate, anche se siete in un periodo di crisi. È possibile che prove
apparentemente diverse siano state scelte per impartire la stessa
lezione o stimolare la stessa crescita. Forse troverete le motivazio-
ni della vostra anima nella storia di qualcuno la cui vita, almeno
in apparenza, non assomiglia per nulla alla vostra.

Le storie
Ogni storia comincia con un’intervista su una specifica pro-
va della vita. Tali interviste andrebbero lette con attenzione.
Spesso contengono dettagli a prima vista irrilevanti, ma che
nelle sessioni con le medium si sono dimostrati essenziali. In
questo libro non troverete biografie complete: quindi, potreb-
bero mancare del tutto alcune parti della vita di una persona.
Per rendere questo libro il più utile possibile, mi sono concen-
trato su prove che riguardassero la vita di tutti i giorni, dividendo
i capitoli per tipo di prova. Da un certo punto di vista, le storie si
sviluppano l’una dall’altra: le prime forniscono informazioni me-
tafisiche fondamentali che vi aiuteranno a comprendere meglio le
storie seguenti. Per questo vi consiglio di leggerle in ordine.
Tra i molti medium e channeler con cui ho lavorato, le quat-
tro presenti in queste pagine – Deb DeBari, Glenna Dietrich,
Corbie Mitleid e Staci Wells – sono per me tra le più dotate.
Ognuna di loro ha compiuto migliaia di sessioni nel corso del-
la sua vita. Nell’Appendice B è possibile trovare informazioni
per contattarle. Personalmente, ho avuto sessioni con ognuna
16 – Anime coraggiose

di loro e tutte mi hanno detto particolari sulla mia vita estre-


mamente accurati, che sarebbe stato impossibile conoscere sen-
za autentiche doti psichiche, doti che sono diverse in ciascun
caso. Come mi ha spiegato Corbie, medium e channeler sono
simili a professori universitari: ognuno ha una specializzazione.
Se partecipaste a un party di facoltà, non andreste a porre una
domanda di sociologia a un professore di biologia, né chiede-
reste a un insegnante di inglese di risolvere un problema mate-
matico. Piuttosto, cerchereste di capire le varie competenze per
potere trarre giovamento da ciò che ognuno ha da offrire.
Ciascuna intervista è seguita da una o più sessioni con i me-
dium. Avevo detto agli intervistati che avrei voluto cominciare
chiedendo al medium: «Questa prova è stata programmata pri-
ma di nascere? Se sì, perché?» Essi riconobbero che questo era
un buon punto di partenza, e le domande successive nacquero
dalla risposta a quella prima domanda. In alcuni casi gli inter-
vistati hanno lasciato che fossi io a porre la maggior parte, se
non la totalità, delle domande.
In generale, quando la sessione primaria non era svolta da
Staci Wells, chiedevo a lei e al suo spirito guida di fare una sessio-
ne ulteriore. Quest’ultima aveva tre importanti funzioni. Innan-
zitutto, forniva un’ulteriore conferma che la prova di cui stava-
mo parlando era stata davvero programmata; secondo, dava altre
notizie riguardo tale programmazione; terzo, poiché Staci ha la
rara capacità di visualizzare e ascoltare le nostre sessioni di pro-
grammazione prenatale, tutte le sue sessioni (primarie o extra)
avevano la forma di vere e proprie conversazioni. Queste conver-
sazioni permettevano di gettare un’occhiata diretta sulla dimen-
sione non-fisica, apprendendo così le speranze, le motivazioni e i
sentimenti delle anime. Come vedrete, queste conversazioni era-
no incentrate esclusivamente sulla programmazione delle prove
della vita. Questo non perché le anime non programmino altri
aspetti della vita, ma perché Staci e io chiedevamo alla sua guida
di riportarci solo le parti più rilevanti delle conversazioni. Gli in-
Introduzione – 17

tervistati erano presenti alle sessioni primarie e non a quelle ex-


tra; queste ultime erano però svolte sempre con il loro consenso.
Prima di ogni sessione, davo a Staci il nome e la data di nascita
della persona intervistata, perché lo spirito guida aveva bisogno
di essi per accedere alle informazioni su quella persona.
Nelle sessioni di programmazione prenatale che Staci ode,
le anime parlano in prima persona; invece, nelle due sessioni di
channeling non condotte da Staci, un’anima parla di sé usan-
do il “noi”. Lo spirito guida di Staci ha spiegato che le anime
che dicono “io” sono focalizzate sulla vita che in quel momen-
to viene programmata, mentre quelle che dicono “noi” si riferi-
scono alle loro molte incarnazioni precedenti.
Dopo le sessioni con le medium, ogni storia si conclude
con un mio commento. Ho scritto questi commenti prenden-
do spunto dai miei studi sulla programmazione prenatale e la
metafisica, oltre che dalle molte conversazioni avute con entità
non-fisiche come gli spiriti guida e gli angeli, al fine di svilup-
pare gli argomenti delle sessioni.
Per renderle più chiare, sia le interviste che le sessioni media-
niche sono state oggetto di revisione e correzioni sintattiche.

Medium e channeler
I medium e i channeler ricevono informazioni in molti mo-
di diversi. Se sono chiaroudienti, odono i pensieri di entità non-
fisiche (per indicare tali esseri, uso il termine Spirito; uso invece
spirito per indicare la dimensione non-fisica). Quando un me-
dium o un channeler “si sintonizza” con una consapevolezza
non-fisica, il processo assomiglia molto alla regolazione di una
radio. Ogni stazione ha la sua lunghezza d’onda e altrettanto
dicasi per le entità con cui i medium parlano. In tali momen-
ti avviene la vera comunicazione telepatica. Se i medium o i
channeler sono chiarosenzienti, hanno la capacità di percepire
le emozioni degli altri. La chiaroveggenza è la capacità di visua-
18 – Anime coraggiose

lizzare cose che sono accadute o accadranno, mentre la chiaro-


cognizione è una conoscenza interiore, spesso in forma di senti-
mento. I channeler sanno come “farsi da parte” per lasciare par-
lare un’altra consapevolezza tramite loro. Deb, Glenna, Corbie
e Staci possiedono varie combinazioni di tali doti; grazie a esse,
è stato possibile ricavare informazioni preziose sulla program-
mazione prenatale degli intervistati.
Certe parole acquistano un significato particolare quando
sono usate da medium o channeler. Quando essi dicono “sen-
to”, “percepisco” od “odo”, forse vuol dire che stanno ricevendo
informazioni grazie a una delle loro doti psichiche. La gente di-
ce spesso “Sento che…” per esprimere un’opinione. I medium
e i channeler, invece, possono usare la stessa parola per indicare
una percezione che va al di là dei cinque sensi.
I medium e i channeler comunicano con molti esseri, in-
clusi gli spiriti guida. Uno spirito guida è un’entità altamente
evoluta e non-fisica, che nella maggior parte dei casi (ma non
sempre) è già passata attraverso molte incarnazioni fisiche. Gra-
zie a queste incarnazioni, essi hanno acquisito una grande sag-
gezza che ora consente loro di fungere da guida a noi, sul piano
fisico. Gli spiriti guida parlano con noi allo stesso modo della
nostra anima: attraverso ispirazioni, sentimenti, idee e intuizio-
ni. Quando “sentiamo” o “semplicemente sappiamo” che una
cosa è così, si tratta spesso di comunicazioni degli spiriti guida
o dell’anima (chiamata anche “sé superiore”). Un esempio è la
persona che decide di non salire su un aereo perché ha la “sen-
sazione” che avverrà qualcosa di brutto e in tal modo evita un
incidente fatale. Gli spiriti guida, che conoscono bene i piani
della nostra vita e sanno se includono o no un disastro aereo,
possono creare in noi queste sensazioni. Si dice che lo Spirito
ci sussurra: la meditazione è un modo potente per acquietare la
mente e sentire quei messaggi. I meditatori esperti sono in gra-
do di percepire il flusso delle energie non-fisiche nel corpo, il
cui suono secondo loro assomiglia a quello del vento.
Introduzione – 19

Programmazione dell’anima
Prima di nascere, abbiamo lunghe conversazioni con i nostri
spiriti guida e le altre anime con cui condivideremo la nostra in-
carnazione. Parliamo delle lezioni che vorremmo apprendere e
del modo in cui le apprenderemo. Quando Staci accede a queste
conversazioni e ai luoghi in cui avvengono, nota sempre alcune
caratteristiche ricorrenti: una sala in cui le anime che si stanno
incarnando si radunano per discutere; una stanza adiacente più
piccola da cui le guide monitorano la programmazione, pronte a
intervenire se il loro consiglio è richiesto; una “scacchiera” bianca
e nera o un “diagramma di flusso” usato per schematizzare i pos-
sibili scenari della prossima vita. I quadrati della scacchiera rap-
presentano gli stadi di sviluppo nella vita dell’individuo.
Quando Staci e io cominciammo la nostra collaborazione,
ipotizzai erroneamente che queste immagini fossero metafore
messe nella sua mente dallo spirito guida per esprimere concetti
e processi al di là della comprensione umana, ma la sua guida mi
disse in seguito che queste cose esistono davvero. Egli spiegò che
nella dimensione non-fisica il pensiero è letteralmente e istanta-
neamente creativo. Tutte le entità coinvolte si accordano affinché
la programmazione prenatale avvenga in un certo luogo usando
certi strumenti, come la scacchiera. Questo consenso espresso
con il pensiero, fa sorgere gli oggetti e i luoghi che Staci vede.
Nel corso di una sessione, Staci ha fornito le seguenti informa-
zioni sul luogo in cui le anime programmano la prossima vita:

In questo edificio ci sono otto piani e otto sale di programma-


zione su ciascun piano. Mi viene detto [dallo Spirito] che è così
perché otto è il numero del karma e del destino. Le otto vibrazioni
sono state programmate per questo edificio, affinché potesse meglio
assolvere ai suoi scopi.
Questo edificio fa parte di otto edifici disposti come petali di un
fiore, in forma circolare. Gli edifici sono rettangolari. Ognuno di loro
ha otto piani e otto sale di programmazione su ciascun piano. Mi di-
20 – Anime coraggiose

cono che dall’altro lato esistono dodici gruppi simili di edifici, la mag-
gior parte dei quali è usata per programmare la vita sulla Terra. Dico-
no che molte anime preferiscono tornare nello stesso edificio, allo stesso
piano e, se possibile, nella stessa sala. Ciò dà loro un senso di sicurezza e
stabilità, e da quel luogo sono più capaci di percepire la loro evoluzione
in ciascuna vita e nel tempo intercorrente tra le vite.

Quando lo spirito guida le trasmette conversazioni di pro-


grammazioni prenatali, sta consultando i Registri Akashici, che
lui preferisce chiamare “Libro delle Vite”. Quest’ultimo è una
registrazione completa di ogni nostra esperienza, atto, parola
e pensiero. Quando i medium danno ai loro clienti informa-
zioni sulle vite passate, spesso stanno attingendo dai Registri
Akashici. Il grande sensitivo americano Cayce usava questi re-
gistri nelle migliaia di sessioni da lui effettuate.
Quando i medium vedono e parlano con gli esseri in spirito,
spesso li descrivono come maschili o femminili, ma in realtà le
anime sono una combinazione di energie maschili e femminili.
Quando Deb vede un “defunto” caro a un intervistato, è perché
quella consapevolezza ha scelto di apparire in quel modo. Quando
Staci vede un’anima maschile o femminile in una sessione prena-
tale, è perché quell’anima sta creando – e in un certo senso sta pro-
vando – l’energia dell’imminente incarnazione (Staci e il suo spi-
rito guida lo chiamano “il mantello della personalità”). Lo stesso
vale quando uno spirito guida appare come maschile o femminile.
Le guide hanno energie sia maschili che femminili, ma è possibi-
le che si identifichino maggiormente con l’una o l’altra e, quindi,
scelgano di apparire in quella forma.
Nelle sessioni di programmazione, le entità non-fisiche usa-
no alcuni termini tipicamente moderni. Dopo una sessione con
Staci, chiesi al suo spirito guida se avesse davvero detto “auto-
stima” o se questa fosse l’approssimazione più vicina esistente
nella mente di Staci. Egli confermò di avere usato quella paro-
la. In certi casi, gli spiriti guida e altre entità non-fisiche hanno
Introduzione – 21

parlato senza usare le nostre regole grammaticali. La guida di


Staci mi ha detto: «Non sempre noi parliamo in un modo che
voi considerereste grammaticalmente corretto».
Il regno dello spirito, nel quale programmiamo le nostre in-
carnazioni e al quale torneremo quando esse saranno complete,
è oggi accessibile tramite i medium e i channeler. Equivalenti
a spiriti guida in forma umana, essi sono esploratori dell’aldilà
sensibili, compassionevoli e dotati di grande intuito.
Capitolo 1
Programmazione prenatale

F
orse l’idea della programmazione prenatale vi sembrerà as-
surda, soprattutto se a essere programmate sono esperien-
ze dolorose. Conosco bene questo modo di pensare. Per la
maggior parte di noi, questa idea rappresenta un modo radical-
mente nuovo di considerare il mondo e la nostra vita. Più le prove
che viviamo sono traumatiche, più essa potrebbe sembrare difficile
da accettare. Io sono riuscito a capire, accettare e alla fine abbrac-
ciare questa idea solo lentamente e per gradi, soprattutto quando
riguardava le circostanze più dolorose della vita. A ogni stadio ho
avuto la sensazione di guarire vecchie ferite. La rabbia e il risenti-
mento sono evaporati, per lasciare spazio a sentimenti di pace e
gioia. Ho trovato nella vita una bellezza che prima mi sfuggiva.
Il mio intento nello scrivere questo libro non è convincervi
dell’esistenza della programmazione prenatale, bensì offrire, con
spirito di servizio, un’idea che per me si è rivelata profondamente
utile. Tutto quello che vi chiedo è di prendere in considerazione
questa possibilità. Per trarne beneficio, non occorre che vi con-
vinciate di questa idea; dovete solo chiedervi: «E se fosse vero?
Se davvero ho programmato questa esperienza prima di nascere?
Perché potrei averlo fatto?». Il semplice porvi queste domande
darà un senso nuovo alle prove della vostra vita e vi farà iniziare
un viaggio alla scoperta di voi stessi. Questo viaggio non richiede
particolari fedi spirituali o metafisiche: è sufficiente essere inte-
ressati all’evoluzione e alla saggezza personali.
In queste pagine leggerete le storie di dieci persone coraggiose.
Verrete a conoscere cosa e perché queste persone hanno program-
mato prima di nascere. La comprensione della programmazione
prenatale può essere paragonata all’osservazione di una scultura.
24 – Anime coraggiose

Se volete davvero apprezzare una scultura, non la guarderete da un


solo punto di vista: piuttosto, le camminerete intorno, vi fermere-
te in vari punti per guardarla da prospettive diverse e osserverete le
sfumature che non avevate visto prima. Ciascuna storia costituisce
una di queste prospettive. Guardando la programmazione prena-
tale da dieci punti di vista, arriverete a una comprensione più com-
pleta e profonda di quella possibile tramite uno o due punti di vi-
sta, o una discussione meramente teorica.
Vi consiglio caldamente di leggere con il cuore queste sto-
rie. Il cuore possiede una conoscenza più elevata e una saggezza
maggiore della mente. L’analisi intellettuale vi porterà solo fino
a un certo punto. Queste storie vanno sentite. Quando voi, in
quanto anime eterne, avete programmato la vostra attuale vita,
non vi preoccupavate di ciò che la mente avrebbe potuto cono-
scere; quello che desideravate erano i sentimenti provocati dalla
vita nella dimensione fisica. Le prove della vita sono un mezzo
particolarmente potente per creare sentimenti, i quali, a loro
volta, sono essenziali per l’auto-conoscenza dell’anima. Questi
sentimenti non possono essere davvero compresi dalla mente:
di fatto, la mente è una barriera. Da molti punti di vista, la vita
è un viaggio dalla mente al cuore. Programmiamo le prove del-
la vita per facilitare questo viaggio e aprire il cuore, perché in
tal modo potremo meglio capire e valutare queste prove.
L’empatia è una chiave che apre la porta del cuore e rende
possibile la comprensione di queste storie e del loro significa-
to spirituale. Così come i protagonisti di questo libro hanno
avuto bisogno di coraggio per programmare queste prove e poi
condividerle con voi, voi avrete bisogno di coraggio per provare
empatia. Io credo che l’empatia guarisca. Se cercate la guarigio-
ne, forse un po’ di coraggio potrebbe essere ben ricompensato.
Questo capitolo vi fornisce le informazioni di cui avete bi-
sogno per capire gli aspetti metafisici di ciascuna storia. Se non
avete familiarità con la metafisica, alcune di queste idee po-
trebbero sembrarvi insolite, come è stato per me. Vi chiedo di
Capitolo 1 - Programmazione prenatale – 25

essere pazienti. Esse vi sembreranno più valide e significative


quando le vedrete applicate nelle storie e soprattutto quando le
applicherete alle prove della vostra vita. Questo capitolo vi for-
nirà anche una descrizione degli elementi comuni presenti nei
programmi di vita degli intervistati. In tal modo, disporrete di
una cornice concettuale in cui inquadrare ciascuna storia.

Perché ci incarniamo
La programmazione che facciamo prima di nascere è estesa e
dettagliata. Essa include la selezione delle prove della vita, ma va
ben al di là di essa. Noi scegliamo i nostri genitori (ed essi scelgo-
no noi), dove e quando incarnarci, le scuole che frequenteremo, le
case in cui vivremo, la gente che incontreremo e le relazioni che
stringeremo. Se qualche volta avete avuto la sensazione di conosce-
re già una persona appena incontrata, forse eravate nel vero. Quel-
la persona faceva probabilmente parte della vostra programmazio-
ne prenatale. Quando un luogo, un nome, un’immagine o una
frase vi sembrano stranamente familiari la prima volta che li vede-
te o sentite, si tratta spesso di un vago ricordo di ciò che fu discus-
so prima dell’incarnazione. In molte sessioni di programmazione,
usiamo il nome e prendiamo l’aspetto fisico che avremo dopo la
nascita. Tali pratiche ci aiutano a riconoscerci l’un l’altro a livello
fisico. La sensazione di déjà vu viene spesso, giustamente, riferita a
qualcosa successo in una vita passata, ma molte volte si tratta inve-
ce di ricordi delle programmazioni prenatali.
Quando entriamo nella dimensione terrestre, dimentichiamo
le nostre origini nello spirito. Prima di incarnarci, sappiamo che
subiremo questa amnesia auto-indotta. La frase “dietro il velo”
si riferisce a questo stato di oblio. In quanto anime divine, cer-
chiamo di dimenticare la nostra vera identità, perché il ricordo ci
darebbe una conoscenza più profonda di noi. Al fine di ottenere
questa consapevolezza più profonda, abbandoniamo la dimen-
sione non-fisica – un luogo di gioia, pace e amore – perché non
26 – Anime coraggiose

vi sperimentiamo alcun contrasto con noi stessi. Senza contrasto,


non possiamo conoscere noi stessi fino in fondo.
Provate a immaginare un mondo in cui esista solo luce. Se non
avete mai conosciuto il buio, come potrete comprendere e apprez-
zare la luce? È il contrasto tra luce e buio a generare una com-
prensione più ricca e, infine, un ricordo. Il livello fisico ci fornisce
questo contrasto perché fa parte di una dualità: sopra e sotto, cal-
do e freddo, buono e cattivo. Il dolore, nella dualità, ci permette
di conoscere meglio la gioia. Il caos della Terra aumenta il nostro
apprezzamento della pace. L’odio che potremmo incontrare rende
più profonda la nostra comprensione dell’amore. Se non abbiamo
mai fatto esperienza di questi aspetti dell’umanità, come potremo
conoscere la nostra natura divina?
Immaginate di venire da un luogo in cui risuoni la musica più
bella che sia mai stata composta. Questa musica è estasiante, me-
ravigliosa. L’avete udita per tutta la vostra vita. Essa non è mai stata
assente, né è mai stata presente un’altra musica. Un giorno vi ren-
dete conto che, poiché avete sempre udito questa musica, in realtà
non l’avete mai udita davvero. Ovvero, non l’avete mai conosciuta
realmente, perché non avete mai conosciuto altro. Decidete, quin-
di, di conoscere davvero la musica. Come potreste fare?
Un modo è andare in un luogo dove non esiste la musica della
Casa. Forse lì esiste un’altra musica, che contiene note o passaggi
stridenti. Questo contrasto susciterà in voi un maggiore apprez-
zamento della musica che avete sempre sentito a Casa.
Un altro modo è andare in un luogo dove la musica della
Casa non esiste, e quindi ricrearla a memoria. L’esperienza del
comporre quelle splendide melodie vi donerà una comprensio-
ne più profonda della loro bellezza.
Esiste una terza possibilità, molto più impegnativa, ma capace
di dare i migliori risultati. Comprendete che una conoscenza dav-
vero profonda si può acquisire andando in un luogo in cui la mu-
sica della Casa non esiste, e quindi ricreandola, ma solo dopo averla
dimenticata. L’esperienza del ricordare e quindi comporre le stra-
Capitolo 1 - Programmazione prenatale – 27

ordinarie sinfonie della Casa produrrebbe la conoscenza più ricca,


piena e profonda della loro intrinseca grandezza.
E quindi vi mettete coraggiosamente in viaggio verso quel
mondo che costituisce la terza opzione. Lì udite una musica
che voi, non avendone memoria, ritenete l’unica mai udita. Al-
cuni canti sono gradevoli, ma molti sembrano semplice caco-
fonia. Queste note stonate provocano in voi un desiderio e una
decisione: ricreare la musica originale.
Ben presto cominciate a scrivere le vostre composizioni. Al-
l’inizio siete distratti dalla musica assordante del nuovo mon-
do, ma col tempo, man mano che vi allontanate dalla cacofo-
nia esteriore e ascoltate le melodie del cuore, le vostre creazioni
musicali si fanno più belle. Alla fine componete un capolavoro
e, quando è finito, vi ricordate qualcosa: il capolavoro che avete
scritto è la stessa musica che veniva suonata a Casa. E questo ri-
cordo ne provoca un altro: voi siete quella musica. Non era qual-
cosa che udivate al di fuori di voi stessi: piuttosto, essa era voi,
e voi eravate essa. E creando voi stessi in un luogo nuovo, arri-
vate a conoscere davvero chi siete, in un modo che non sarebbe
stato possibile se non aveste mai lasciato la Casa.
Questa è l’esperienza che l’anima desidera. Un’anima è una
scintilla del Divino; una personalità – un essere umano – è una
porzione dell’energia di un’anima in un corpo fisico. La perso-
nalità è composta di tratti temporanei, che esistono solo duran-
te la vita fisica, e di un nucleo immortale che si riunisce all’ani-
ma dopo la morte. L’anima è vasta e va molto oltre la persona-
lità, ma quest’ultima è essenziale e l’anima l’adora.
Un dato importante è che la personalità è dotata di libero
arbitrio. È dunque possibile resistere o accettare le prove della
vita. La Terra è un palco sul quale la personalità realizza o de-
via dal copione scritto prima della nascita. Noi scegliamo come
reagire, se con rabbia e amarezza o con amore e compassione.
Quando riconosciamo che abbiamo programmato le prove del-
la nostra vita, la scelta diventa chiara e molto più facile.
Fine dell'anteprima

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