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Capitolo 19: Ragazzi

aggressivi e videogiochi
violenti

Terza Parte: Discussione

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Dai risultati della ricerca si evince una 2) L'influenza sul sé si manifesta solo
maggiore associazione tra sé e nei casi in cui l'individuo ha un ruolo
aggressività nei partecipanti che attivo, come nei videogiochi, o anche
avevano giocato con il videogioco
se ne è solo spettatore?
violento (Doom), rispetto a chi era nella
condizione di videogioco non violento.
3) Questi effetti registrati sul sé sono
meramente transitori o nel lungo
termine la fruizione di videogiochi di
A questo punto sorgono varie domande: questo tipo può lasciare tracce stabili
nelle persone?
1) Questo cambiamento nel sé può fare
da mediatore dell'effetto che i
media violenti esercitano sull
aggressività degli individui?

Canetta Claudio 838146


3. Discussione
Cognizione Esplicita vs Implicita

Tuttavia, concentriamo la discussione finale sulla Cerchiamo di capire il perché di


DISSOCIAZIONE, che emerge in questo studio, tra questa dissociazione tramite
Cognizione Esplicita ed Implicita, nei partecipanti. un'analisi delle misure adottate:

Quando ai partecipanti era chiesto, tramite - Implicit Association Test: misura


questionario, di descrivere gli effetti dei contenuti del implicita sensibile anche alle
videogioco violento sul sé, gli effetti non emergevano variazioni momentanee del concetto
affatto. del sé.
- Questionario: misura esplicita, più
In pratica, erano temporaneamente influenzati dal adatta a percepire la visione stabile
videogioco, ciò è stato osservato tramite la misura che le persone hanno di se stesse.
implicita IAT, ma essi negavano o non erano
consapevoli di tale influenza.

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Parallelo con "The public's view of the impact of the mass media:
A test of the ‘third person’ effect", Innes e Zeitz, 1988

In questo studio del 1988 si cerca di testare l'ipotesi di Davidson dell'83, secondo cui è presente un
pervasivo "third person effect" tra le persone, che le porta a considerare i mass media molto più
influenti sugli altri che su sé stessi. Questa ricerca evidenzia come le persone neghino di essere
influenzate dai mezzi di comunicazione di massa, ma comunque credano che essi possano avere un
impatto sulla società.

A questo punto potremmo essere portati a pensare che la convinzione della nostra autonomia di
pensiero sia in realtà frutto di processi di negazione legati al desiderio di non sentirsi influenzabili. Se
questa convinzione fosse provata potremmo ricondurre, almeno in parte, la mancanza di effetti che
abbiamo notato nello studio sui videogiochi, sull'autodescrizione esplicita tramite questionario.

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Approfondimento sull'Implicit Association Test (IAT)

Questo strumento è adoperato per misurare la


forza dei legami associativi tra concetti o tra un
concetto ed una valutazione generale.
Viene chiesto al partecipante, tramite computer, di
indicare a quale categoria appartenga la parola
mostrata sul monitor volta per volta.
In questo caso le categorie erano: sé, altri,
aggressivo e pacifico. I primi tre blocchi di prove
servono per far familiarizzare il partecipante con
la procedura, successivamente ci sono le prove
Critiche per la misurazione.

Sample Screen di un IAT

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Approfondimento sull'Implicit Association Test (IAT)

Diversi studi hanno però rilevato una certa variabilità


nella misura IAT. Prendendo in considerazione il fatto
che i bisogni individuali temporanei accrescano la
positività associata ad oggetti che possono soddisfarli:
- Seibt, Neumann e Deutsch [2002]
Trovano che l'atteggiamento verso il cibo è tanto più
positivo quanto più tempo era trascorso dall'ultimo
pasto del partecipante.
- Sherman, Presson, Chassin, Rose e Koch, [2003]
Trovano risultati analoghi in partecipanti fumatori che si
erano astenuti dal fumo.
Sample Screen di un IAT

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Approfondimento sull'Implicit Association Test (IAT)

Inoltre, è stato anche trovato che le esperienze vissute


dal partecipante poco prima la somministrazione o
durante la stessa possono incidere sul punteggio dello
IAT.
- Blair, Ma e Lenton [2001]:
Evidenziarono punteggi caratterizzati da minore
stereotipicità verso le donne se, poco prima della
somministrazione, veniva loro chiesto di immaginare
donne descritte con tratti CONTROstereotipici.
- Lowery, Hardin e Sinclair [2001]:
Trovarono invece che i partecipanti bianchi esprimevano
un grado inferiore di razzismo quando lo
sperimentatore era nero, rispetto alla situazione in cui
era bianco. Sample Screen di un IAT

Canetta Claudio 838146


3. Discussione

Conclusione

Tutto ciò porta alla conclusione che la misura IAT sia sufficientemente sensibile per poter catturare anche
variazioni contestuali, e non solo gli atteggiamenti stabili delle persone, è quindi opportuno impiegare tale
strumento per verificare l'efficacia di interventi di cambiamento.
Come fatto da:

- Rudman, Ashmore e Gary [2001]: rilevando effetti di seminari finalizzati alla riduzione del pregiudizio
all'interno delle scuole.

- Teachman e Woody, [2003]: i quali estesero tale logica alla verifica dell'efficacia di trattamenti clinici come
terapie di de-sensibilizzazione per pazienti fobici

Canetta Claudio 838146