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A CHI APPARTENGONO I TUOI DATI IN THE CLOUD?

Il 2010 è l’anno definitivo di avvicinamento ai dati in the Cloud. Le persone stanno iniziando
a dare maggiore fiducia alle aziende che operano online. Gli utenti depositano sempre più i
propri dati in the cloud. Quanti dei vostri dati sono oggi memorizzati su Gmail, Google Docs,
Yahoo Mail, Hotmail, Zoho, Facebook, Basecamp, Flickr, Twitter o Mozy Backup ? Vi siete
mai chiesti però di chi siano i dati che memorizzate online, chi abbia accesso a tali dati e il
livello di privacy che potete aspettarvi dal memorizzare i vostri dati online ?

L’esempio GMAIL

La news risale alla giornata di ieri. “Rivelazioni di Bruce Schneier : gli Hacker sono entrati in
Google sfruttando Gmail” è un articolo che si basa su affermazioni di Bruce Schneier,
esperto di sicurezza. Bruce Schneier afferma che Google aveva una backdoor in GMAIL, per
facilitare “il login” del Governo USA. Gli Hacker Cinesi non fecero altro che sfruttare tale
Backdoor per guadagnare l’accesso in Google… La domanda a questo punto è quante
informazioni che memorizziamo online siano state lette a nostra insaputa e quante
informazioni siano state scandagliate, in seguito a richieste governative…

A chi appartengono i tuoi dati in The Cloud ?

L’esempio GMAIL è e rimane un esempio. Pensiamo ora ai servizi di Amazon, Microsoft


Azure ma anche Google App Engine. Sono tutti servizi che fanno affidamento anche a API
per facilitare “la cooperazione” tra Web Apps. Il risultato è che i dati non sono più
semplicemente online bensi’ su N server ed è sempre più difficile capire chi utilizza quei dati
e come vengono utilizzati. Alla risposta alla domanda “A chi appartengono i tuoi dati in The
Cloud ? ” possiamo rispondere : “Sono tuoi in linea di principio..”

Facebook

Ci sono ottime probabilità che abbiate un account su Facebook. Avete mai letto le ToS di
Facebook prima o dopo esservi registrati ? Male… Se leggete bene le ToS di Facebook
scoprirete ad esempio che l’upload di un contenuto protetto da diritti intelettuali conferisce
automaticamente a Facebook un diritto non esclusivo (licenza) di di utilizzare tale
contenuto. Ciò significa che una vostra foto oppure quella dei vostri genitori può essere
utilizzata per fini a cui non pensavate originariamente quando l’inserivate nella vostra
galleria personale. Non meravigliatevi se prima o poi tale foto venisse utilizzata anche per
fini pubblicitari..
E i contatti di Facebook ? Sono vostri ? State sbagliando ancora una volta ...

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(In)Competenza Politica

La maggior parte dei dati che memorizziamo online sono su server stranieri. Nei Server USA,
vige il 4° Amendamento ma il 4° Amendamento è per i cittadini USA. Vengono offerte
tutele anche per i cittadini degli altri stati. Ma il problema è e rimane ancora una volta l’
(in)compentenza politica. Abbiamo appena assistito ad un caso di “Pura Fantascienza”, il
recente “iniquo compenso” che favorisce i pochi, non di certo il consumatore. Qualcuno
vorrebbe addirittura rivoluzionare YouTube, riducendolo al silenzio (decreto Romani).
Queste premesse sono per dire che la classe politica è incapace, non riescono a fornire
ancor’oggi ai consumatori leggi precise, in modo tale che i propri dati vengano
salvaguardati da occhi e accessi indiscreti in the cloud.

Se utilizzate web app che archiviano i dati online dovete leggere tuttoggi con molta
attenzione le assicurazioni che fornisce il vostro vendor sulla privacy. Dovete leggere anche
dove vengono memorizzati i vostri dati. Come se tutto ciò non bastasse esiste chi usa i
vostri dati per ADS contestualizzate e chi passa i vostri dati a terze parti..

Sicurezza dei Dati in The Cloud

Credete ai dati in the cloud ? Credete di non aver più bisogno di effettuare alcun Backup ?
Sono sogni, dovete ricorrere anche per i dati in the cloud al Backup. Esistono utenti che si
sono trovati con accounts hacked, “tagliati fuori dal proprio account” ma anche con il
proprio fornitore di storage che ha “chiuso bottega improvvisamente” .

Non invitiamo minimamente ad abbandonare il storage dei vostri dati in The Cloud. Scopo
di questo approfondimento è informare sui rischi che correte, qualora vi “affidiate
ciecamente” al servizio presso cui vi siete iscritti, senza prima leggere attentamente le ToS
ma anche le assicurazioni del vendor sulla Privacy Utente.

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