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PAESE :Italia DIFFUSIONE :(84000)

PAGINE :1;10 AUTORE :Tiziana Migliore


SUPERFICIE :67 %
PERIODICITÀ :Quotidiano

3 giugno 2020

Culture
PAOLOFABBRI Lascomparsaa 81
annidelgrandesemiologoitaliano
allievodiBartheseamicodi Eco
Tiziana Migliore pagina 10

L’infinito camouflagedeisegni
La scomparsa a 81 anni del grande semiologo che aveva insegnato nelle maggiori università del mondo
TIZIANA MIGLIORE gente com’era, a indicarci la minale. Non v’è da stupirsi
via. «Ci segue come guida», che fosse così orgoglioso del-
II «I morti non sono morti e era la formula con cui ricor- la Ray cat solution, la soluzio-
non stanno in un distante Al- dava gli intellettuali cono- ne escogitata con la chimica
trove; ci sono prossimi, ma sciuti e che lasciano un se- Françoise Bastide nel 1981,
abitano il diafano. Come fi- gno: Greimas, Barthes, De- su commissione della Hu-
gli o genitori prodighi, so- leuze, Guattari, Marin, Eco. man Interference Task Force
no suscettibili di tornare, Fabbri non è mai stato un del Department of Energy
pronti o incerti, attraverso presentista, di quelli che cor- and Bechtel Corp degli Stati
una liquida iniziazione di rono dietro alle mode del mo- Uniti, per informare le gene-
acqua e fuoco, intrisi di lu- mento pur di apparire visibi- razioni future della presen-
ce, suono e colore». li. Ha avuto una sagacia za di scorie radioattive. I gat-
Con Paolo Fabbri avevamo straordinaria nell’indovina- ti cambiano colore seesposti
visto insieme OceanWithout a re temi –la traduzione, la mi- a radiazioni e quindi un loro
Shore, l’installazione di Bill schia in battaglia, lo spionag- improvviso mutamento è il
Viola nella chiesetta di San segnale di luoghi pericolosi
Gallo a Venezia. Era il 2009 e gio, il camouflage, il diafano, da abbandonare e con rifiuti
Fabbri pensava allora alla fi- la combinatoria artistica, il da smaltire. Di recente l’arti-
glia Alessandra, prematura- tatuaggio, la competenza – e colo scientifico uscito nella
mente scomparsa. L’opera nel trovare il giusto modo di rivista Zeitschrift für Semiotik
di Viola lo aveva così colpito studiarli. Ma il pensare e il nel 1984 e che spiegava
da scrivere un saggio - fra i produrre per lui erano aere questa proposta è diventa-
suoi più belli - e dedicarlo perennius,lanciati oltre l’arco to un documentario diret-
proprio a lei, «Alexa» e «San- della singola esistenza. In to da Benjamin Huguet e se-
drine». Oggi che lui non c’è questo sta la sua «semiotica», lezionato al Pariscience
più, le sue lucide parole sui sinonimo di insegnamento: 2015-International Scien-
morti che sono virtualmen- cogliere segni, nelle espe- ce Film Festival. Un labora-
te vivi risuonano. rienze sociali epersonali che torio indipendente a Mon-
I TANTI ALLIEVI che ha avuto, facciamo, elasciarne. Un pro- treal, brico.bio , sta studian-
in Italia e nel mondo, sanno getto di vita collettivo e tran- do i comportamenti degli
che solo fisicamente Fabbri animali ad ambienti inqui-
non c’è e che si presenterà in sgenerazionale di respiro, co- nati in questo senso.
altre forme, da chiaroveg- me ce ne sono pochi oggi. Se-

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3 giugno 2020

CON UN’INTENSITÀ straordina- il soprannome di Abbas Agra-


ria, Paolo Fabbri si è battuto phicus del personaggio di
contro la piattezza del pen- Paolo da Rimini ne Il nomedel-
siero, invitando dal Centro la rosa, che Umberto Eco ha
di Urbino da lui fondato nel costruito ispirandosi a lui.
1970 ediretto fino alla fine, a Fabbri però ha pubblicato
non limitarsi avisioni univo- moltissimo: riedizioni di clas-
che, a guardare le cose per sici della semiotica (Saussu-
mezzo dei loro contrari, com-
plementari e contraddittori, re, Hjelmslev, Greimas, Lot-
rovesciandole e smontando- man, Barthes) e di interlocu-
le. «Com’è che non ci avevo tori privilegiati (Cassirer,
pensato prima?» – è la do- Lévi-Strauss, Benveniste, Mer-
manda più frequente dopo leau-Ponty, Foucault, Good-
man), utili a rinsaldare la di-
aver incontrato Fabbri, che sciplina e a mantenere stan-
ha saputo dissipare le nebbie dard qualitativi alti. Nella se-
dei processi sociali, intratte- miotica «marcata», di cui èsta-
nendosi come interlocutore to il luminare, non c’è posto
prezioso e richiestissimo di per sintesi telescopiche, per
sociologi, antropologi, filoso- divagazioni in cui tutto fa pol-
fi, storici dell’arte, professo- tiglia. La descrizione è il vei-
ri e tecnici nel campo delle colo della comprensione,
scienze dure. un microscopio critico ecli-
La limpidezza, la freschez- nico in grado di cogliere tes-
za e lo charme della sua co- suti di relazioni nelle ope-
municazione orale lo hanno re, dimostrando come esse
reso indelebile anche nella ci significano e significano
memoria dei non addetti ai le nostre esperienze nel
lavori che, scrivendogli per mondo.
manifestare il loro interesse, VUOL DIRE ALZARSI «sulla
hanno sempre ricevuto da punta della propria igno-
lui risposte pronte e genero- ranza» – diceva spesso – e di
se. La sua capacità di raccon- fronte all’arte sostare, per
tare, l’acume nel descrivere lasciare emergere quel che
testi letterari, fotografie, fu- immediatamente non si ve-
metti, film, capi d’abbiglia- de. Questo sguardo lento
mento, manifesti pubblicita- porta ad assaporare l’ope-
ri, restano impressi, perché ra, a riservarsi dei momenti
di distacco che possono dar
non li ha mai considerati luogo all’estesia
, a scoprire la tra-
uno strumento di sfoggio del- scendenza nell’immanenza.
la sua bravura, ma veicoli di Se un discorso finito in
trasformazione sensoriale, Paolo Fabbri è raro, ciò che
passionale e cognitiva inven- ha detto o scritto tornerà al-
tati da uomini per altri uomi- trove, spunterà domani dal
ni, nei modi del discorso di- mezzo di una nostro discute-
retto, indiretto o«indiretto li- re, per evolversi, rimodular-
bero», quello del Fellini che si. Il sentimento di ricono-
gli piaceva di più. scenza per quanto ci ha inse-
NON GLI PIACEVA INVECE con-
gnato è immenso e a Urbino
cludere le ricerche, mettere e in molte altre sedi e istitu-
un punto, esprimere senten- zioni nazionali e internazio-
ze definitive. Ha trasmesso nali si rafforza il desiderio di
oralmente più che per iscrit- tramandarlo, in un progetto
to, come i grandi vati. Di qui da sempre fatto per conti-
nuare. Ci segue come guida.

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Avevastudiatoa ParigiconBartheseGoldmann,
direttoil Damselavoratoa lungoconUmbertoEco

Arte,filosofia,linguaggio,
comunicazione.
Moltierano
i temicheattraversava edicuieramaestrotagliente

Restaimpresso l’acume
neldescriveretestiletterari,
fotografie,fumetti,film,
capid’abbigliamento
checonsiderava veicoli
ditrasformazione sensoriale,
passionaleecognitiva

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Vincenzo Agnetti, «Libro dimenticato a memoria», 1969 In basso, Paolo Fabbri

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