Sei sulla pagina 1di 3

© Consorzio Elettra 2000

Effetti di riscaldamento

Livello 2

Documento scientifico a cura di Stefano Pisa

L’assorbimento di campi elettromagnetici a microonde nei tessuti viventi determina il trasferimento di energia
dal campo al tessuto dando luogo ad un aumento della sua temperatura.

Nel lavoro di ricerca, l’attenzione si è focalizzata su organi umani come la pelle, i componenti del sangue,
l’occhio e il cervello. [Michaelson, 1972; Baranski and Czerski, 1976; Cleary, 1998; ICNIRP, 1998;
Sienkiewicz, 1999].

Pelle

I risultati più recenti sembrano confermare l’ipotesi secondo cui, per raggiungere la soglia della sensazione
di calore, un campo elettromagnetico deve produrre un incremento fisso di temperatura in prossimità di
recettori situati a 150-200 mm sotto la superficie dell’epidermide. In particolare, Riu et al [1997] affermano
che una sensazione di calore si rileva quando la temperatura dei recettori di calore della zona centrale della
schiena subisce un aumento di circa 0.07°C. Hendler e Hardy [1960], nel loro studio relativo alla zona della
fronte, hanno ottenuto un valore di 0.02 °C, mentre Vendrik e Vos [1958] per ottenere una sensazione di
calore nella pelle dell’avambraccio hanno prodotto un aumento di temperatura di 0.2 - 1.0 °C. Questi
differenti risultati sono probabilmente dovuti a differenze nel metodo sperimentale ma anche nella sensibilità
delle diverse zone della pelle considerate. L’aumento di temperatura necessario per indurre sensazioni di
calore è ottenuto irradiando la parte di pelle soggetta allo studio con un campo elettromagnetico la cui
intensità sia, ad esempio a 10 GHz, circa 100 W/m2 per la durata di 10 sec.

Gli studi hanno dimostrato un’apprezzabile variazione individuale della soglia di attivazione del dolore, e che
la soglia stessa varia da una regione del corpo ad un’altra; Hardy et al [1951] e Lehmann et al [1958] hanno
trovato che il dolore si verificava per temperature della pelle comprese tra 44 e 52 °C. Il campo
elettromagnetico corrispondente è 100 volte maggiore di quello necessario per indurre la sensazione di
calore.

Sangue

Alcuni studi relativi agli effetti dei campi elettromagnetici a microonde sul sangue hanno approfondito le
somiglianze e le differenze degli effetti sui globuli rossi (eritrociti) con quelli dovuti al riscaldamento
convenzionale. In particolare, la membrana cellulare che separa l’ambiente interno della cellula
dall’ambiente esterno è stata osservata sotto esposizione a onde elettromagnetiche così da poter individuare
possibili alterazioni nel flusso di ioni che la attraversa. I risultati hanno mostrato che i cambiamenti nella
permeabilità della membrana degli eritrociti dovuti ai campi elettromagnetici erano principalmente attribuibili
ad un effetto termico [Liu et al, 1979; Piana et al, 1981; Peterson et al, 1979]. Ad ogni modo, altri studi hanno
evidenziato come gli effetti delle microonde sulla membrana degli eritrociti non possano essere pienamente
spiegati come effetti termici, in particolar modo quando si considerano temperature specifiche. Per
investigare il reale sito dell’interazione non termica, sono stati intrapresi studi sulla fluidità della membrana.
Questi studi hanno mostrato che se i campi elettromagnetici a microonde aumentano la fluidità della
membrana, ciò avviene nello stesso modo che con il riscaldamento convenzionale [Allis e Sinha, 1981].

Sistema immunitario

Diversi studi che hanno analizzato l’effetto dell’esposizione alle microonde sullo sviluppo di cellule tumorali
pre-iniziate (es Szmigielski et al [1982]) hanno dato risultati che si possono spiegare con un indebolimento
delle difese immunitarie in risposta allo stress termico dovuto all’esposizione [ICNIRP, 1998].

Gli studi indicano infatti che dovrebbe essere dedicata estrema cura sia alla progettazione di esperimenti in
vivo che all’interpretazione degli effetti osservati. In particolare, gli effetti osservati sugli animali possono
© Consorzio Elettra 2000

essere dovuti a cambiamenti secondari causati da stress dovuto al calore, alle procedure chirurgiche o
perfino alla manipolazione [Riley, 1981]. Parallelamente, diversi studi in vivo, che hanno impiegato bassi
livelli di esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, hanno riportato effetti positivi che
risultavano transitori e simili a quelli attribuiti a stress termico o ai cambiamenti fisiologici che avvengono
tipicamente durante la termoregolazione (ad es. sudorazione) [Smialowicz et al, 1983, Yang et al, 1983].

Occhio

È stato chiaramente stabilito che un’esposizione di circa mezz’ora dell’occhio del coniglio a una densità di
potenza incidente superiore a 100 mW/cm2 è in grado di indurre opacizzazione della lente (cataratta), che
compare dopo un periodo di latenza di alcuni giorni [Carpenter et al, 1960].Questo rischio emerge
principalmente dal fatto che la lente oculare, per la sua necessaria trasparenza, non è irrorata dal sangue ed
è quindi facilmente soggetta a riscaldamento, essendo il flusso sanguigno il principale meccanismo
responsabile per la dissipazione del calore nei tessuti biologici. Vi è un consenso generale sul fatto che un
meccanismo termico è alla base dell’induzione della cataratta [Guy et al, 1975]. Ad ogni modo sembra
probabile che la sola elevazione della temperatura al di sopra di una certa soglia (almeno 41 °C) non sia un
fattore sufficiente, essendo necessario anche un alto tasso di riscaldamento ed un elevato gradiente termico
(ovvero un’elevata variazione spaziale di temperatura) sulla lente [Kramar et al, 1987].

Cervello

L’effetto uditivo delle microonde è tra gli effetti termici meglio noti e più largamente accettati [Lin, 1997].
Consiste in una sensazione uditiva indotta dalle pulsazioni dei campi elettromagnetici emessi dai radar,
inizialmente sperimentato dal personale militare a servizio nelle vicinanze dei radar degli aeroporti. L’effetto
è stato confermato da esperimenti condotti sia su uomini sia su animali da laboratorio. In particolare, quando
un elevato valore di energia è emesso come un singolo impulso (in un brevissimo lasso di tempo, ad es. 1.0
ms - 1. 0 10-6 secondi) o come serie di impulsi verso la testa, è percepita dal soggetto esposto come un
singolo click o come un tono corrispondente al ritmo di ripetizione della pulsazione. Il suono sembra
provenire da dentro la testa oppure immediatamente da dietro la stessa. L’effetto è molto significativo in
quanto i valori di picco della densità di potenza incidente sono piuttosto elevati, dell’ordine di 300 mW/cm2,
ma la densità di potenza media incidente necessaria per sollecitare la risposta sono minori di 1 mW/cm2 [Lin,
1977]. Dopo che una numerosissima quantità di studi sono stati condotti in merito, il fenomeno è oggi
generalmente annoverato come un particolare "fenomeno termico" [Lin et al, 1988]. Infatti, la risposta deriva
dall’espansione termoelastica dei tessuti della testa come conseguenza dell’assorbimento dell’energia a
impulsi a microonde. Quando il campo elettromagnetico a microonde incide sulla la testa, l’energia assorbita
è convertita in calore, che produce un piccolo ma rapido aumento di temperatura. Quest’ultimo, che avviene
in un lasso di tempo brevissimo, genera una veloce espansione termoelastica dei tessuti della testa, la quale
a sua volta causa un’onda acustica di pressione. L’onda raggiunge l’orecchio interno attraverso conduzione
ossea ed è infine rilevata come un normale suono.

In conclusione, sono stati studiati molti effetti termici dovuti all’esposizione ai campi elettromagnetici a
microonde. Si sottolinea come tutti questi effetti sono stati evidenziati per esposizioni dei corpi biologici a
densità di potenza elettromagnetica ben al di sopra di quelle prodotte dai telefoni cellulari e dalle stazioni
radiobase.

Riferimenti

Allis JW, Sinha BL (1981): Fluorescence depolarization studies of red cell membrane fluidity. The effect of
exposure to 1.0-GHz microwave radiation. Bioelectromagnetics, 2(1): 13-22.

Baranski S and Czerski P (1976): Thermal effects of microwave irradiation. in Biological effects of
microwaves, D.H.R.

Carpenter RL, Biddle DK, Van Ummersen CA (1960): Opacities in the Lens of the Eye Experimetally Induced
by Exposure to Microwave Radation. IRE Trans Medical Electronics 7:152-157.

Cleary SF (1998): Biological effects of radiofrequency electromagnetic fields. in Biological effects and
medical applications of EM Energy, Ed. by OP. Gandhi, Prentice Hall, pp. 237-318.
© Consorzio Elettra 2000

Guy AW, Lin JC, Kramar PO, Emery AF (1975): Effect of 2450-MHz Radiation on the Rabbit Eye. IEEE
Trans Microwave Theory Tech 23:492-498.

Hardy JD, Goodell H, Wolff HG (1951): Influence of skin temperature upon pain threshold as evoked by
thermal radiation. Science, 114:149-150.

Hendler E, Hardy JD (1960): Infrared and microwave effects on skin heating and temperature sensation. IRE
Trans Med Electron, 7:143-152.

IRPA-ICNIRP (1998): International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection, "Guidelines for


Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic and Electromagnetic fields (up to 300 GHz)", Health
Physics, 74(4): 494-522.

IRPA-ICNIRP (1998): International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection, "Guidelines for


Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic and Electromagnetic fields (up to 300 GHz)", Health
Physics, 74(4): 494-522

Kramar P, Harris C, Guy AW (1987): Thermal Cataract Formation in Rabbits. Bioelectromagnetics 8:397-
406.

Lehmann JF, Brunner GD, Stow RW (1958): Pain threshold measurement after therapeutic application of
ultrasound, microwave and infrared. Arch phys med and rehab 39:560-565.

Lin JC (1977): On Microwave-Induced Hearing Sensation. IEEE Trans Microwave Theory Tech 25:605-613.
Lin JC (1997): Biological Aspects of Mobile Communication Fields. Wireless Networks 3:439-453.

Lin JC, Su JL, Wang Y (1988): Microwave-Induced Thermoelastic Pressure Wave Propagation in the Cat
Brain. Bioelectromagnetics 9:141-147.

Liu LM, Nickless FG, Cleary SF (1979): Effects of microwave radiation on erythrocyte membranes. Radio
Science, 14-6S: 109-115. Michaelson SM (1972): Human exposure to nonionizing radiant energy – potential
hazards and safety standards. Proc IEEE 60:389-421.

Peterson DJ, Partlow LM, Gandhi OP (1979): An investigation of the thermal and athermal effects of
microwave irradiation on erythrocytes. IEEE Trans Biomed Eng 26(7): 428-436.

Piana ML, Hellums JD, Wilson WL Jr. (1981): Effects of microwave irradiation on human blood platelets.
IEEE Trans Biomed Eng 28(9): 661-664. Riley V (1981): Psychoneuroendocrine influences on
immunocompetence and neoplasia, Science, 5;212(4499): 1100-1109.

Riu PJ, Foster KR, Blick DW, Adair ER (1997): Thermal model for human thresholds of microwave-evoked
warmth sensations. Bioelectromagnetics, 18: 578-583.

Sienkiewicz Z (1999): Non-cancer animal studies, Forum on Future European Research on Mobile
Communications and Health, COST244bis project, Bordeaux (France), 19-20 April 1999.

Smialowicz RJ, Rogers RR, Garner RJ, Riddle MM, Luebke RW, Rowe DG (1983): Microwaves (2,450 MHz)
suppress murine natural killer cell activity. Bioelectromagnetics, 4(4): 371-381.

Szmigielski S, Szudzinski A, Pietraszek A, Bielec M, Janiak M, Wrembel JK (1982): Accelerated


development of spontaneous and benzopyrene-induced skin cancer in mice exposed to 2450-MHz
microwave radiation. Bioelectromagnetics; 3(2): 179-191.

Vendrik AJK, Vos JJ (1958): Comparison of the stimulation of the warmth sense organ by microwave and
infrared. J Appl Physiol 13: 435-444.

Yang HK, Cain CA, Lockwood J, Tompkins WAF (1983): Effects of microwave exposure on the hamster
immune system. I. Natural killer cell activity. Bioelectromagnetics 4: 123-139.