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Articolo “B”

“Radicamento dei Confini”

Descrizione generale
Uno degli assunti di base della Bioenergetica è che avere i nostri piedi per terra significa essere più
in contatto con la realtà. E, di contro, non sentire i nostri piedi per terra significa essere meno in
contatto con la realtà.
Avere I nostri piedi più pienamente per terra significa poter mollare di più, perchè sentiamo in
essa un sostegno. Allora possiamo sentirci più sicuri, e quindi più rilassati. Se non riusciamo a sentire
il terreno, questo in sè crea una paura inconscia di cadere, cosa che ci porta ad avere paura e quindi a
diventare tesi “verso l'alto” ritirandoci verso l”interno”. Così si crea un circolo vizioso: più
diventiamo sradicati, più diventiamo paurosi e più siamo paurosi più perdiamo il radicamento.
Il Dottor Alexander Lowen ha creato molte tecniche per caricare e ridurre le tensioni nei nostri
piedi, nelle nostre caviglie e nelle nostre gambe, in modo che possiamo sentire un contatto energetico
più forte tra i nostri piedi ed il terreno.

La Nostra Resistenza Inconscia al Radicamento


Nella mia esperienza anche se ai clienti possono non piacere i fastidi e doloretti annessi all'”entrare
nei propri piedi e nelle proprie gambe”, non c'è molta resistenza conscia a farlo. Tutti sanno che
“avere i piedi per terra”, essere in grado di “prendere posizione o di “prendere posizione per se
stessi” li farà sentire meglio su se stessi e migliorerà le loro relazioni con gli altri. E così questi sono di
solito visti come obiettivi importanti in terapia.
Tuttavia, c'è molta resistenza nei inconscia nei confronti del grounding a livello sia fisiologico che
psicologico. Questo si rivela chiaramente nel setting del workshop, dove è facile confrontare il grado
in cui i partecipanti riescono veramente a “scendere” nei loro piedi e nelle loro gambe, etc. Lowen
menziona alcune delle ragioni principali di questa resistenza nel libro “Bioenergetica” pagg. 196-8.
Se sei un terapeuta Bioenergetico o un allievo in formazione, sai quanto è importante sentire i tuoi
piedi per terra, specialmente in momenti di stress quando tenderai a contrarti portando le tue spalle
verso l'alto e divenendo “teso”, ed hai probabilmente passato molte ore e speso molto denaro
lavorando per aumentare il tuo grounding.

Elementi di Grounding (radicamento) per i Confini


La tecnica di “Grounding per i Confini” richiede un sostegno fisico accanto al nostro corpo mentre
cerchiamo di mollare le tensioni e “scendere” verso il pavimento. Per dirla semplicemente e
velocemente, nella mia esperienza, la maggior parte di noi, in varia misura, ha bisogno di un
sostegno fisico temporaneo per i confini per alleviare alcune delle paure inconsce che insorgono
quando tentiamo di scendere nei nostri piedi e nelle nostre gambe.
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Sembra che abbiamo bisogno di questo sostegno per i nostri confini non solo per la parte anteriore
e superiore del nostro torace, ma anche lungo tutta la vulnerabile parte anteriore del nostro corpo:
per la parte interna delle nostre braccia e gambe, per le piante ed i dorsi dei nostri piedi e per la parte
interna dei nostri polsi e delle nostre caviglie. E se esperiamo livello più elevato di paura, ci aiuta
avere come sostegno per i nostri confini la mano del nostro terapeuta sulla nostra schiena e magari
persino sulla nostra fronte.
La ferita precoce da noi subìta a livello dei nostri confini ci ha portato a livello muscolare ed
energetico a tirarci verso l'alto e verso l'interno. Perciò, nonostante abbiamo bisogno di radicarci più
profondamente per costruire i nostri confini, finchè non li costruiamo, non saremo in grado di
radicarci più profondamente. La mia soluzione di questo rompicapo è quella di lavorare
contemporaneamente sul Grounding e sulla Costruzione dei Confini – altrimenti non riusciamo ad
ottenere nè una cosa nè l'altra.
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L'esercizio di “Grounding dei Confini” combina il grounding con il sostegno per i confini e la
costruzione dei confini.
Ci sono tre posizioni fisiche: in bend-over, da seduti ed in piedi. Ognuna presenta la sua utilità. Nella
posizione in bend-over, la parte vulnerabile del vostro corpo + protetta, ed espressioni facciali
“rischiose” sono più nascoste e quindi al sicuro. Questo esercizio porta a diventare più vivi attraverso
il “mollare verso il basso” mentre i confini del vostro corpo sono sostenuti

Esercizio: Grounding per I Confini

Il Grounding per I confini aiuta a contenere e sostenere I confini del tuo corpo in modo che tu
possa più facilmente “scendere” nelle tue, gambe, nelle tue caviglie e nei tuoi piedi.
1. Avrai bisogno del materiale seguente:
2 cuscini-sedili da divano, ognuno approssimativamente da 58x66 cm e 10
cm di spessore), o un cuscino molto largo e spesso che conservi uno
spessore di circa 20 cm quando premuto leggermente.
2. Prendi due cuscini-sedili da divano, mettili verticalmente con i lati piatti
uno contro l'altro, in modo che la parte alta dei cuscini formi un ripiano
della larghezza di circa 20 cm. Mettiti a cavalcioni dei cuscini e
posizionali sul ripiano formato dagli altri cuscini che hai posto davanti a
te.
3. Adesso porta le tue gambe leggermente in avanti o indietro in modo che
la tua testa possa pendere in avanti proprio di fronte ai cuscini, e che il
cuscino si inserisca comodamente sotto il tuo petto (vedi Figura 1).
4. Premi leggermente I cuscini tra le tue gambe in modo da sentire un
contatto confortante per tutta la lunghezza dei lati interni delle tue
gambe.
5. Allo stesso modo dovrebbe esserci un contatto confortante anche tra il
cuscino ed il tuo petto; se non è così, aggiungi un altro cuscino.
6. Le tue braccia dovrebbero pendere in basso liberamente ed avere il
contatto confortante con la parte esterna dei cuscini..
7. Afferra gli angoli dei cuscini con le tue mani; ancora meglio, se le punte
delle tue dita riescono a toccare il pavimento, tira leggermente la parte
bassa dei cuscini verso l'alto in modo che il/i cuscino/i sul ripiano
formato dagli altri cuscini fornisca un contatto saldo per il tuo petto.
8. La sensazione generale che vuoi ottenere è quella di un dolce possesso
- che tu possieda i cuscini – e che nono possano esserti tolti – sono tuoi!
9. Adesso piega leggermente le tue ginocchia e poi estendile senza serrarle
(come faresti nel metodo tradizionale di Lowen). Le tue gambe
dovrebbero iniziare a vibrare.
10. Visto che adesso un maggior numero di confini del tuo corpo sono
contenuti e sostenuti, il flusso di energia nelle tue gambe e nei tuoi piedi
potrebbe venir su con forza e velocemente.
Per sostenere questo flusso, una coperta, un cuscino o la mano del tuo
terapeuta darà un pò di sostegno ai confini anche della tua schiena.
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11. Se ti viene facilmente, fai uscire un suono spontaneo mentre estendi e rafforzi le gambe durante
l'espirazione. Se il suono non ti viene facilmente, non forzarti.
12. Se hai bisogno di riposare, siediti appoggiandoti sulle sommità dei cuscini (Fig. 2), oppure
semplicemente alzati in piedi (Fig. 3). Premi ancora delicatamente i cuscini tra le tue gambe e tieni
il cuscino sul tuo petto con entrambe le mani, in modo da mantenere un sostegno per i confini del
tuo petto. Puoi appoggiarti alla parete se è disponibile.
13. Quando senti I tuoi piedi solidi sul pavimento, hai completato l'esercizio. Alzati in piedi, ma
continua a lasciar vibrare le tue gambe. Tieni il cuscino al petto e continua a premere molto
delicatamente I cuscini tra le gambe.
14. Con gli occhi chiusi, fai un monitoraggio del corpo nel modo seguente:
 Ci sono parti del tuo corpo che sono più rilassate, per es. Il tuo collo, le tue spalle, la parte alta
della schiena?
 Il tuo respiro si è approfondito? Se è così, il tuo diaframma si è rilassato.
 Hai la percezione di parti del tuo corpo di cui di solito non sei consapevole? es. I tuoi genitali?
 Senti di avere più sostanza e/o percepisci di più la periferia del tuo corpo?
 Ti senti più caldo/a?
 Noti qualsiasi altro cambiamento?

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