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Ore 10.

30
lavoro corporeo (45m):
1. di portare le persone ad entrare nel corpo e ad arrivare nella maratona lasciando fuori ciò che non
serve
2. radicarsi nelle gambe, approfondire il respiro per avere spazio e maggior energia
3. iniziare a contattare il mondo emozionale e portare l’attenzione su un tema o un bisogno sul quale
voglio lavorare nella maratona.

Formazione Catena terapeuta paziente (si crea una catena terapeuta paziente che durerà per tutti gli
esercizi che faremo a coppie questo comporta che io sono terapeuta di una persona e paziente di un’altra
non della stessa di cui sono il terapeuta)

Lavoro a coppie (30m x2 =1h): esplorare il tema su cui vogliamo lavorare affrontando (2-3) delle situazioni
problematiche reali e concrete dove il terapeuta aiuta a focalizzarsi su quali sono le emozioni in gioco, quali
sono le idee che faccio su di me e su gli altri, che bisogno rimane insoddisfatto. Al termine formulazione di
un contratto terapeutico

Condivisione di gruppo : semplicemente raccogliamo cristallizziamo ciò che condividono senza chiudere e
senza fare lavori, lasciando aperte le persone.

Pausa pranzo

Ore 15
Lavoro a coppie “linea del tempo” (15m di spiegazione + 40m x2 + 10 di scrittura x2 = circa 2 h) : esercizio di
regressione si inizia da una situazione problematica del presente e mano mano si va indietro nel tempo
associando scene precedenti ed esplorandole come se le stessimo vivendo al presente con l’aiuto del
terapeuta (chi sono i protagonisti, che succede, come ti senti, cosa provi) l’esercizio si fa all’impiedi
facendo dei passi all’indietro. Si arriva fino ad una scena primaria della nostra infanzia (per capirci dove ho
preso le mie decisioni di copione, dove si è cristallizzato un mio adattamento) che . Poi si scrive per se e su
un foglio l’esperienza per cristallizzarla.

Pausa

Qui si può fare l’esperienza che tu mi hai inviato (madre –terra) facendo alcune modifiche. il senso per me
a questo punto di metterli in contatto con la ferita e quindi con il bisogno frustrato. immagino la fine
dell’esperienza con loro abbracciati al cuscino, una musica che li accompagna e loro (non i genitori) che
ascoltano a questo bambino cosa è mancato. Circa 40m.
Dopo aver contattato la ferita ora dovranno liberare l’energia contratta nel bisogno quindi bisogna fare una
fase espressiva attiva energica. Ho pensato che a questo punto possono fare un lavoro di accusa a triadi
dove uno lavora (dopo l’esperienza precedente è chiaro che chi lavora sarà nello sto del bambino ferito),
uno è un’assistente (rappresenta la nostra parte adulta che si sostiene) e l’altro è il rappresentante dei
genitori. Chi lavora si da un tempo per esprimere la propria ferita, accusando i genitori (può essere un
momento di scarica e di energizzazione quindi può uscire la rabbia)

Dopo questa esperienza che può durare circa un’ora li invitiamo a stendersi e con una fantasia gli facciamo
immaginare di incontrare il bambino che finalmente ha potuto esprimersi, che come dici tu nella mail
avendo sentito la mancanza, e dopo aver avuto il diritto di esprimere la sua frustrazione, può finalmente
riconoscere il suo bisogno, esprimerlo come tale e andarlo soddisfarlo con le sue gambe anche al di la di
quello che è stato. È il momento della ridecisione. L’incontro tra il bambino con la sua energia e bisogni e la
nostra parte adulta che ora è al suo servizio. Registriamo questo incontro, le sensazioni corporee, le
emozioni i pensieri e poi scriviamo.

condivisione
Fine giornata

Secondo giorno

Ora partendo dalla sensazione di alleanza che abbiamo cristallizzato il giorno prima facciamo un’ultimo
lavoro a coppie terapeuta paziente (40 m x2):
Ritorniamo alla scena primaria e recuperiamo la sensazione di alleanza positiva del giorno prima, della
possibilità di ridecidere, (immaginando o no di avere accanto la nostra parte adulta) facciamo il percorso al
ritroso dal passato al presente portando con noi questa nuova consapevolezza e modificando di scena in
scena la storia fino al presente. Poi ci fermiamo un attimo e facciamo un unico passo nel futuro aprendoci
quindi ad una nuova possibilità di essere da oggi in avanti.

Condivisione di gruppo (magari anche dopo pranzo)

Concludiamo con un lavoro in cui andiamo a risvegliare la nostra vitalità e il nostro piacere. Quindi la
versione corporea dell’alleanza tra bambino e adulto. Movimento libero e contatto con l’altro

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