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Heidegger ci avvertiva in tempi non sospetti che il �pensiero dominante� avrebbe

portato a porre la tecnica e non l�uomo a soggetto della storia. Oggi, � come se
l�uomo si fosse rinchiuso con le proprie mani in una sorta di gabbia d�acciaio, con
l�unico fine di raggiungere, anche a costo di sacrificare pezzi della propria
libert�, la massima soddisfazione del s� col minimo sforzo. Ed in questo la Tecnica
� maestra.

Ritornando all�arte, in quarantena e in piena emergenza Covid-19, proviene da pi�


parti l�appello ad una riflessione comune sulle sue condizioni. Da qualche anno
stiamo assistendo al progressivo depauperamento di un movimento artistico, quale
quello contemporaneo, che ha semplificato tutto, disperso il patrimonio di valori
posti a fondamento dei codici estetici, caricato l�arte di un plusvalore meramente
commerciale, non rispettoso e irriverente della sua funzione sociale. In questo
sistema, ingannevole fino all�autocompiacimento, molte opere d�arte vengono
sbandierate come eccezionali innovazioni artistiche salvo poi rivelarsi furbate a
tavolino, una �strisciata� al bancomat del primo benpensante del potere, fatte
apposta per confondere le acque e inquinarle. L�artista che se ne tiri fuori �
chiamato, pena l�estinzione, ad una riflessione ponderata e profonda sul concetto
di arte. Dare uno sguardo al passato per capire meglio i nodi di congiunzione tra i
cardini convenzionali della cultura classica e l�anarchia attuale � quanto mai
necessario per analizzare a fondo i motivi che separano la verit� dalla finzione,
la natura dall�artificio.

Comincia a insinuarsi il sospetto che si stia allargando la distanza tra Bellezza


ed Etica. Molti artisti hanno lasciato il segno nella storia con le loro opere e
col loro pensiero, ogni guerra o epidemia ha prodotto cambiamenti, infranto utopie
e aperto nuove prospettive. Ogni crisi politica, economica o sanitaria ha portato
con s� una trasformazione dei comportamenti. Tutte le difficolt� che l�uomo moderno
ha dovuto affrontare hanno sempre lasciato una breccia di speranza e insieme una
nuova rinascita. Anche l�idea della bellezza e dell�etica, in arte, si � modificata
dalla sua accezione classica e si � reinventata in mille interpretazioni, dalle
quali l�artista ha sempre saputo trarre conoscenza e insegnamento. Negli ultimi
tempi, per�, troppe operazioni artistiche sono state fatte passare per arte, quando
con l�Arte non hanno nulla in comune, e sarebbe quanto mai opportuno fare tabula
rasa delle migliaia di pseudo-opere sparse qua e l� nei musei e considerarle
definitivamente spazzatura da buttare al macero. Nell�immaginario collettivo
attuale l�arte contemporanea gioca un ruolo marginale nei processi di sviluppo
culturale e sociale di un territorio ma fondamentale nella logica di profitto dei
nuovi mercanti di opere. La ragione risiede nella separazione tra l�arte reale del
Novecento e la spettacolarizzazione mediatica e tecnocratica dell�opera di oggi.
L�origine da ricercarsi nella triplice alleanza del sistema: l�opera d�arte, merce
ingombrante, materia inutile e priva di anima, quasi dotata di un suo specifico
codice a barre; l�artista, esecutore e firmatario dell�opera, semplice comparsa nel
teatro dell�arte, manipolato e a volte strapagato, sostenuto dall�effimera critica
del suo millantatore di turno; il gallerista, che ha sostituito la nobile figura
del mecenate di un tempo, rispettato dal sistema, trait d�union spietatamente
commerciale tra l�artista e il collezionista. E� poi quest�ultimo il vero motore
economico del sistema, le aste, il luogo ideale per compiere il delitto perfetto.

All�interno di questo meccanismo infernale, l�artista autentico non trova pi�


spazio, si smarrisce nella narrazione pubblica, non riesce ad influenzare n� ad
incidere nel cambiamento: una frattura netta tra l�arte reale e il mondo
speculativo del denaro e della mercificazione globale. Tutto ci�, nel tempo, ha
disgregato il valore etico e morale dell�opera d�arte e la sua funzione sociale,
estirpandola al suo autentico valore estetico. Ecco perch�, oggi pi� che mai, siamo
chiamati a riflettere su un nuovo modo di fare arte, che sin dalle avanguardie
storiche si � sempre preservata di mantenere fermi i valori e le abilit� tecniche
dell�uomo. Gli artisti, fin dalle origini del secolo scorso, hanno iniziato a
lavorare per sottrazione, cercando nel vuoto e nel silenzio l�essenza della
creativit�, quel vuoto caro al musicista John Cage, materia viva nei sorprendenti
cellotex di Burri, fino all�esistenzialismo di beuysiana memoria. Opere d�arte
concepite in piena libert�, nella pretesa e orgogliosa autonomia rispetto ai
sistemi di potere. Ai tempi del Covid, l�Arte mostra tutta la sua vulnerabilit�,
imbrigliata in un non-senso artatamente simbolico dal quale non riesce ad uscire, e
gli artisti costretti a dover inventare se stessi, con la consapevolezza che dei
falsi sistemi, in fondo, se ne poteva fare a meno. Pi� che dal Covid, oggi la paura
pi� grande � quella di rimanere infettati dal virus dell�Indifferenza.