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CAPITOLO 6: LA GRANDE GUERRA

1) I PARADOSSALI FESTEGGIAMENTI PER LE DICHIARAZIONI DI GUERRA. LE DIFFUSE


ILLUSORIE CONVINZIONI DI UNA GUERRA BREVE. GLI ELEVATISSIMI COSTI UMANI. LA
CULTURA BELLICA NAZIONAL-PATRIOTTICA.
Giorni d’estate: la notizia dello scoppio della guerra viene paradossalmente vista come festeggiamento
(manifestazione entusiastiche) e piene di favore nazional-patriottico (difesa della patria, onore della nazione,
obbligo di sacrificarsi per la comunità, ecc…). Pochi sono i politici e gli intellettuali che con lucidità
comprendono che porterà ad una catastrofe.
Anche la maggior parte dei partiti socialisti si lasciano trasportare dalla vena patriottica e votano a favore
della partecipazione al conflitto.
In realtà il costo delle vite umane sarà elevatissimo: dieci milioni di morti, trenta milioni di feriti tra cui molti
non saranno più in grado di riprendere la propria vita.

2) LA CRUDELE REALTÀ DI UNA FEROCE GUERRA DI TRINCEA. LA PROPAGANDA DI


GUERRA. LA TRAGEDIA DEGLI ARMENI. GLI APPELLI CONTRO LA GUERRA DI
SOCIALISTI E CHIESA.
Col passare dei mesi ci si accorge che non si tratta di una guerra rapida infatti aveva caratteristiche molto
diverse dalle guerre vissute in precedenza:
 Guerra di trincea: vengono scavate fosse fortificate lunghe decine di km, dove si appostano le forze
armate, le condizioni igieniche sono scarsissime e si è sempre sotto il mirino del nemico
 Nuovi strumenti bellici: mitragliatrici, cannoni, granate, gas asfissianti, aerei da combattimento, carri
armati…
 Propaganda: per motivare i combattenti, si combatte per l’onore della patria, pensiero nazional-
patriottico
 Brutalizzazione della mentalità europea : la violenza diventa la normalità (eliminazione degli armeni
dalla Turchia). Contro la brutalità della guerra cercano di farsi sentire alcuni partiti socialisti e i paesi
neutrali (invito ad abbandonare le armi o a impiegarle per una rivoluzione sociale) e il papa Benedetto
XV (proposta per una pace senza vinti né vincitori). I tentativi antiguerra però sono fallimentari.
 Prima guerra totale della storia: decade la distinzione tra civili e militari, tutti sono coinvolti e tutti sono
bersagli
 Guerra di massa: coinvolge milioni di persone, accelerando il processo di affermazione della società di
massa già iniziato a fine ‘800.
Trasformazioni interne agli Stati provocate dalla guerra:
 Affermazione delle economie di guerra: i governi assumono un coordinamento quasi completo del
sistema economico
 Cambiamenti finanziari:
Le industrie ricevono una forte spinta che porta ad una crescita sia dei profitti degli imprenditori, sia
dei salari degli operai.
o Nelle zone rurali, la situazione è meno felice, raccolti scarsi. La diminuzione della produzione e
dell’offerta fa aumentare notevolmente i prezzi. Le banche centrali sostengono gli acquisti per
l’esercito, ma così facendo si stimola ulteriormente l’aumento dei prezzi e l’inflazione
 Il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita ed i casi di ammutinamento provocano rivolte e
scioperi, portando un disagio profondo dei soldati che combattono al fronte. Viene migliorato il
trattamento delle truppe al fronte
 Inserimento delle donne nella produzione: questo permetterà loro di rivendicare i diritti alla fine della
guerra.
3) LE PRIME FASI DELLA GUERRA. L’ITALIA LE DIVERSE RAGIONI DI NEUTRALISTI E
INTERVENTISTI. I DIVERSI FRONTI NEL PERIODO 1915/17. LA GUERRA TEDESCA SUI
MARI: I SUCCESSI DEI SOMMERGIBILI E LE TENSIONI CON GLI USA. L’USCITA DI SCENA
DELLA RUSSIA TRAVOLTA DALLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA.
Le prime fasi della guerra: potenze dell’Intesa (Francia, Regno Unito e Russia alleate della Serbia) VS
Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria e Impero Ottomano). Autunno 1914: nasce l’idea di una guerra
di posizione (di trincea).
Nel 1915: Bulgaria entra in guerra a fianco degli Imperi Centrali e l’Italia entra a fianco
degli Stati dell’Intesa

L’Italia dalla neutralità all’intervento: allo scoppio della guerra, il governo italiano presieduto da Salandra
opta per la neutralità. Motivi:
 Il governo non è sicuro di poter ottenere le terre irredente (Trento e Trieste) dall’Austria-Ungheria come
compenso per l’ingresso in guerra
 L’esercito non è ancora pronto, in quanto provato dalla guerra contro l’Impero Ottomano del 1911-12
 Un ingresso in guerra a fianco degli Imperi Centrali con la conformazione geografica dell’Italia, con una
lunghissima linea costiera, la esporrebbe agli attacchi della Marina britannica (la più potente al mondo) e
l’Italia non si sente pronta a fronteggiare questa eventualità. Gli alleati tedeschi e austro-ungarici si
sentono traditi da questa decisione
Si apre il dibattito tra neutralisti e interventisti:
 Neutralisti: liberali, socialisti e cattolici
 Interventisti:
o Democratici: intellettuali e politici (tra cui Gaetano Salvemini) che sostengono l’entrata in guerra
dell’Italia a fianco dell’Intesa, in difesa dei valori della democrazia e per il riscatto delle terre
irredente
o Rivoluzionari: ex sindacalisti o socialisti o anarchici, che considerano la guerra un’occasione per
sconfiggere definitivamente le vecchie istituzioni politiche e sociali posizione verso la quale
converge Mussolini
o Liberali: rappresentati soprattutto da Salandra e dal ministro degli esteri Sonnino: la guerra offre la
possibilità di avere una politica più antisocialista e antisindacale e considerazioni nazional-
patriottiche (il riscatto delle terre irredente)
o Nazionalisti: idea della guerra come momento di una possibile rivoluzione nazionale.
Il 4 maggio 1915: L’Italia entra in guerra a fianco delle potenze dell’Intesa (a capo dell’esercito vi è il
generale Luigi Cadorna).
Il governo avvia delle trattative segrete compiute con entrambi gli schieramenti combattenti, l’Italia ha
ricevuto l’offerta migliore dall’Intesa. Con il Patto di Londra: l’Italia entra in guerra a fianco dell’Intesa
(sciogliendo così la Triplice Alleanza) in cambio di compensi territoriali nel Trentino, nell’Alto Adige,
nell’Istria e in Dalmazia.
Trincee e assalti (1915-17): le operazioni compiute sui diversi fronti danno risultati poco apprezzabili. Sul
mare la Germania tenta di indebolire le flotte dei nemici e disturbare il traffico mercantile che porta beni ai
porti britannici, ma la Marina britannica riesce a neutralizzarli, impedendo alle navi mercantili tedesche di
raggiungere la Germania. Il blocco, però, sviluppa un traffico di contrabbando in direzione della Germania e
i tedeschi decidono, inoltre, di utilizzare i sottomarini contro le navi mercantili dirette in Gran Bretagna.
Fase conclusiva: la guerra sottomarina ad opera dei tedeschi suscita la reazione del governo degli USA e le
dichiara guerra, affianco all’Intesa. Le truppe statunitensi, riorganizzate sulla base della coscrizione
obbligatoria, arrivano in Europa.
In Europa si è diffusa una grande stanchezza fisica e psicologica, che porta a gravi crisi. La più grave
avviene in Russia, con due rivoluzioni: la prima porta all’abdicazione dello zar e alla nomina di un governo
provvisorio che intende continuare la guerra. Di conseguenza scoppia la seconda rivoluzione, guidata dai
bolscevichi, a conclusione della quale viene proclamata la Repubblica Socialista e viene stabilita l’uscita
dalla guerra.
Gli attacchi tedeschi non sono sufficienti e con l’arrivo delle truppe statunitensi i tedeschi sono costretti ad
arretrare. Prima l’Austria e poi la Germania firmano l’armistizio con le forze dell’Intesa. Fine della guerra
4) LA FASE CONCLUSIVA: DALLA VITTORIA SFIORATA DEGLI IMPERI CENTRALI,
ALL’INGRESSO DEGLI USA E ALLE CONTROFFENSIVE DI FRANCESI, INGLESI E ITALIANI
FINO ALLA VITTORIA FINALE. LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE DELLA GUERRA. GLI
ERRORI DI VERSAILLES E LA FISIONOMIA DI UNA PACE CHE GIÀ CONTIENE IN SÉ I
GERMI DI UNA FUTURA GUERRA MONDIALE.

Conseguenze geopolitiche della guerra:
 I 14 punti di Wilson: aspetti che gli USA intendono raggiungere con il loro intervento in guerra. Idea di
fondo: pace senza vincitori. Punti fondamentali:
a) Libertà totale di navigazione
b) Rinuncia alla diplomazia segreta: trattati di pace devono essere pubblici e dopo di essi non deve
esserci alcun accordo sottobanco
c) Disarmo generale
d) Stabilire condizioni commerciali uguali per tutte le nazioni
e) Autodeterminazione dei popoli come base per ridisegnare la carta politica dell’Europa
f) Creazione di un organismo internazionale (società delle nazioni) che sovrintenda all’applicazione di
questi principi e si occupi di risolvere pacificamente i conflitti internazionali
 Conferenza di pace: pace di Versailles. Obiettivo: fissare le condizioni che stabiliscono gli elementi
fondamentali del quadro internazionale nel primo dopoguerra.
 REPUBBLICA TEDESCA:
- Restituzione dell’Alsazia e della Lorena alla Francia
- Colonie tedesche spartite tra Regno Unito, Francia e Giappone
- Risarcimento danni alle potenze vincitrici
- Abolizione della coscrizione obbligatoria
- Riduzione degli effettivi dell’esercito
- Rinuncia alla flotta da guerra
- Smilitarizzazione della fascia del Reno
 AUSTRIA:
- L’Impero Austro-Ungarico viene smembrato
- Si formano nuovi stati indipendenti (Ungheria, Romania, Jugoslavia, Polonia, Cecoslovacchia)
 IRLANDA:
- Dopo due guerre si forma lo Stato Libero D’Irlanda, autonomo dal Regno Unito.
 IMPERO OTTOMANO:
- Francia: Libano e Siria
- Inghilterra: Palestina, Iraq, Kuwait, Transgiordania.
- Turchia diventa una Repubblica indipendente
 Società delle Nazioni: Gli stati che vi aderiscono si impegnano a rispettare l’integrità
territoriale e l’indipendenza politica degli altri stati membri. Gli stati che violano queste condizioni sono
sottoposti a sanzioni economiche messe in atto dagli altri stati membri.
Gli Stati Uniti decidono di non aderire alla Società delle Nazioni, per chiamarsi fuori
dalle questioni politiche europee e riacquistare piena autonomia.

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