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Articolo 556- Riconoscimento di cosa veramente è il “due” https://dodicesima.com/articolo-556-riconoscimento-di-cosa-verament...

Articolo 556- Riconoscimento di cosa veramente è il


“due”

Franco Remondina

Di fatto, l’informazione essenziale della reale configurazione del “sistema Sapiens” é stata mancata! Forse,
storcerete il naso riguardo al termine “reale”, riferito alla descrizione che qui viene data, ma il termine è
adeguato in rapporto all’intento che il Principio Creatore si è proposto, l’emanazione della forma animata.
Il Principio Creatore, essendo TUTTO IN TUTTO, ed essendo consapevole di questo, si rende conto che
non c’è variazione. Se sei il tutto in tutto puoi solo vibrare in te stesso. L’assenza di variazione produce
cosa? Una ripetizione continua della stessa “REGISTRAZIONE” nell’acqua e di fatto la noia
dell’INTELLIGENZA DIVINA.
Ecco che l’atto di creazione diventa necessario all’Intelligenza. Ho già spiegato che il senso della creazione
è legato all’autoconoscenza del Principio Creatore riguardo a sè stesso; in termini pratici, Esso si chiede, si
fa delle DOMANDE: “se potessi vedermi come apparirei?”.
Il punto che le tradizioni orientali riassumono con “Il Tao ha dato origine all’uno, l’uno al due, il due al tre,
il tre a tutte le cose. Tutto ciò che esiste ha alle spalle lo Yin (buio) e dinanzi a sé lo Yang (luce). Il vuoto del
Qi è ciò per cui si armonizzano.”
E’ stato malcompreso, anzi non compreso affatto.
Certo; era difficile metaforizzare un simile processo in assenza di parole che avessero senso per le persone.
Ancora oggi è difficile, basta pensare alla confusione generata dall’abuso ignorante di termini come
coscienza, anima, cieli, spirito…
Se leggete i Vangeli vi rendete conto dell’assoluta maestria con cui Gesù raccontava le stesse cose di
dodicesima.com duemila anni fa, usando “le parabole”, non avendo Lui a disposizione altro che quello.
Ciò ha rappresentato un problema grosso e lo si è visto, con il vero significato del messaggio. Innanzitutto
se racconti una parabola, cioè una storia, la disposizione dello stato di coscienza della persona che ascolta
è esattamente quella del bambino che ascolta una fiaba, il suo punto di osservazione mantiene la fiaba che
gli viene raccontata in un ambito preciso, la “vista esterna”, cioè non viene coinvolto emotivamente come
identità, sa che la fiaba non è una ” sua esperienza”. Questa constatazione fa si che la “parabola” o la fiaba
sia “esperienza di qualcuno che non è lui stesso” e quindi viene presto messa da parte dall’attenzione del
bambino. Ecco il punto debole! Duemila anni dopo la spiegazine che viene fornita da dodicesima.com
riesce ad evitare tale errore grazie all’informatica. Oggi la diffusione dei dispositivi basati sull’intelligenza
artificiale, pc e quant’altro, forniscono la chiave di riferimento pratico alle persone, non più parabole ma
condivisione di conoscenza pratica comune. Non più “vista esterna”, ma esperienza comune.
Fatta questa precisa-azione, chiariamo come ha fatto praticamente l’Intelligenza Originale a creare il
DUE…
La creazione del DUE è il primo atto ed è dovuto alla diffrazione!
Di cosa si accorge l’Intelligenza Originale? Della differenza di densità tra l’atto di pensare e il prodotto del
pensare! Il prodotto è il pensiero!
Quindi si accorge della differenza nell’acqua? Si!
E’ la differenza tra una unità di memoria “registrata” e una unità di memoria “NON REGISTRATA”, è
questo che permette l’uso in Genesi 1 del termine “acque” e non del termine acqua al singolare.
Certo; uno può pensare che non sia altro che la constatazione della oceanicità dell’acqua presente, ma non
è cosi. L’acqua, come “entità”, è l’ente che è predisposto a ricordare ogni attività di quell’ente Intelligenza,
quindi alla registrazione delle attività dell’Intelligenza. Naturalmente, l’acqua come “ente” esegue tale
registrazione in ordine cronologico. “Dall’Uno nasce il Due” riassume magistralmente questa operazione
che l’Intelligenza compie accorgendosi della variazione di densità.
Poichè avviene nell’acqua si parla di diffrazione.
Anche la questione dello Ying e dello Yang… Vi siete mai chiesti perchè l’ordine in cui vengono citati è
quello con lo Ying che viene prima dello Yang? Scommetto di no! Lo Ying è il buio, come in Genesi 1 le
tenebre vengono prima della luce…
Altresì, in dodicesima.com, la “montagna di causa” viene prima della “scelta effettuata”. Pare logico, è
dall’infinito che può essere estratto l’1, mentre è impossibile estrarre dall’1 l’infinito. Ogni cosa in ogni
libro sacro parla sempre e solo di questa interrelazione.
A questo punto, torniamo alla faccenda dello “stampo” e della diffrazione.
Come detto negli articoli che precedono questo, la struttura triassiale dell’acqua, è una struttura solo
apparente, essa in realtà è quadriassiale:

1 di 3 03/02/2020, 20:21
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Naturalmente, è l’asse ortogonale che passa in tutti è tre gli assi che si incrociano nel centro! Per capire

2 di 3 03/02/2020, 20:21
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bene cosa sia lo stampo, pensate ad un’ostrica…


La conchiglia contiene la perla (che è il corpo fisico) ma appare ovvio che senza la conchiglia non può
esserci la perla. Così capite che perla e conchiglia sono un’ “unica cosa”. Dimenticando lo stampo, il
Sapiens accede a una miscomprensione della realtà. Come può essersi dimenticato dello stampo?
La cosa è davvero intrigante, lo ha potuto fare grazie alla interconnessione preordinata che avviene con le
“sensazioni”. Il programma “sensazioni”, apparentemente è una trasmissione da remoto, percepita dalla
“forma animata” come se avvenisse nel corpo.
Per questa ragione se fissate il muro davanti a voi e mantenete fissa quella profondità di sguardo,
chiudendo gli occhi vi comparirà quel “tunnel” che appare come un sole verde-giallognolo, per la
diffrazione! State guardando un file già registrato!
Rileggete sopra, il pensato è più denso e questa diversità viene riconosciuta dall’Itelligenza.
E dove potete vederla? Da dentro lo stampo!
Altro posto non c’è!

Franco Remondina

3 di 3 03/02/2020, 20:21
Articolo 557- Interfaccia https://dodicesima.com/articolo-557-interfaccia/

Articolo 557- Interfaccia

Franco Remondina

E’ possibile una raffigurazione dello stampo? Si, anche se il Sapiens crede che sia “il non lui”. Ci sono
tavole anatomiche, tavole che mostrano tutta la vascolarizzazione del corpo ma anche tavole “energetiche”
come quelle dell’agopuntura e altre ancora che mostrano il sistema nervoso e cosi via; come è possibile?
Capisco sia una domanda inconsueta, ma per questo la faccio: come è possibile disegnare una qualsiasi di
queste tavole?

La risposta è che ciò è possibile solo grazie al concetto di “interfaccia”. Lo stesso simbolo del Tao è
emblema di questo: senza quella S che vedete ma che pare sia “effetto” della divisione tra Ying e Yang è
invece la causa dell’esistenza di Ying e Yang. Senza la S niente Ying e Yang!

(Ho dovuto togliere i punti bianco ne nero e nero nel bianco perchè sono una roba da imbecilli, sono la
violazione del concetto. Nel bene ci può solo essere il bene, non è possibile che nel bene ci sia anche un po’
di male, questa è imbecillità)

Sconcertante vero? Eppure è quello che c’è! La S è l’interfaccia che permette il simbolo.

Lo stampo del Sapiens è basato esclusivamente su infinite interfacce. Quella principale è quella che
delimita il corpo, i suoi confini. Viene chiamata “corpo eterico”, ma è una interfaccia. E’ qualcosa che ha a
che fare con la differenza di densità, cioè è un “effetto della diffrazione”. Nel linguaggio orientale una
simile cosa viene chiamata Yantra.

1 di 3 03/02/2020, 20:22
Articolo 557- Interfaccia https://dodicesima.com/articolo-557-interfaccia/

E’ la rappresentazione del “tunnel diffrattivo” che potete produrre ogni volta che fissate lo sguardo sul
muro davanti a voi e che mantenendo quella profondità di sguardo, chiudendo gli occhi, vedrete
comparire. E’ la diffrazione!

Il funzionamento del “fascio di attenzione” è basato su questo. Ogni cosa possiede la propria caratteristica
peculiare interfaccia, per questo possiamo vederla. Nel Sapiens è l’interfaccia chiamata “corpo eterico” che
permette il corpo, e l’esistenza del “Sacchetto di maya” o “corpo eterico interno” che permette lo stampo.
L’interrelazione tra queste due interfacce costituisce il fondamento dell’esistenza della forma animata. La
cosa interessante della raffigurazione Yantra che viene proposta è che ha come sostegno grafico una pianta
a croce “greca”, ma se togliete il disegno della croce, quel che ottenete è un toroide.

In questo caso le figure a triangolo sono adeguate, ma sono un “tipo di interfaccia”…

Quindi nel caso del Sapiens, tale “toroide” è di fatto possibile su una delle due interfacce tra “stampo” e
“corpo”.

2 di 3 03/02/2020, 20:22
Articolo 557- Interfaccia https://dodicesima.com/articolo-557-interfaccia/

Poichè il sistema sensoriale viene percepito come se fosse nel corpo ma è in realtà nello stampo, il
“toroide” può essere acceso solo nell’interfaccia dello stampo. Capisco che senza vedere la dimostrazione
pratica il discorso sia molto misterioso, ma ci sono cose che mi è difficile spiegare, per questo ci sono i
DVD, specie quello di Pigozzo che si chiama “Lo Stampo”.

Torniamo alla domanda di inizio articolo, ovvero se sia possibile descrivere lo stampo, la risposta è
ovviamente si. Prendete per esempio le tavole dell’agopuntura, esse sono nell’interfaccia dello stampo, i
meridiani e i punti sono nello stampo. Non vi serve di farvi conficcare aghi, scegliete di liberare
l’interfaccia rossa dal pensiero che vorrebbe modulare l’interfaccia gialla dando l’impressione che il corpo
soffra…

Come fate a farlo? Mo’ ve lo faccio vedere a Pigozzo, domenica…

Franco Remondina

3 di 3 03/02/2020, 20:22
Articolo 558-Tommaso chi? https://dodicesima.com/articolo-558-tommaso-chi/

Articolo 558-Tommaso chi?

Franco Remondina

Vangelo di Giovanni (Gv 20, 19-25):

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del
luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a
loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli
gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha
mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete
lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi”. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro
quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli
disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei
chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”. Otto giorni dopo i discepoli
erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò
in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le
mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma
credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai
veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”. Molti altri segni fece
Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono
stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la
vita nel suo nome.

Come vedete Tommaso NON METTE IL DITO NELLA PIAGA, come potrebbe è una
funzione, è una interfaccia del ricordato!

Telefonata 21 gennaio 2020

… ho provato a scrivere l’articolo stamattina è venuto fuori complicatissimo,


complicatissimo. Allora ho deciso di prenderlo da un altro punto di vista. Sono partito dalla
resurrezione

Oh che bello

Sono partito da quando lui è a Emmaus. Da questo punto di vista la faccenda è


interessantissima, perché ci sono due impostazioni nei vangeli, c’è quello di Luca e quello di
Giovanni. Allora, in quello di Luca c’è una fase davvero interessante, in quello di Giovanni
una ancora più interessante. In quello di Luca c’è una fase descrittiva più completa, mentre
in quello di Giovanni la fase descrittiva è minore. Però in entrambi i casi viene sottolineata la
funzione Tommaso. In tutte le versioni comunque, Tommaso non mette mai il dito nella
piaga

Vuole metterlo ma…

Vorrebbe metterlo, ma non può perché è una funzione, non può avere funzione sensoriale,
mi sono spiegato?

Sì è una funzione quindi non ha qualità sensoriali

Non ha la “trasmissione da remoto” in sè stesso, quindi non ha delle qualità sensoriali,


altrimenti metterebbe il dito nella piaga, invece aspirerebbe a farlo, come dice in Luca in
qualche maniera, invece in quello di Giovanni è Gesù che dice “tu volevi mettermi…” ma
questo dimostra che si sta parlando di una funzione di una sorta d’interfaccia. Tommaso è
un’interfaccia in rapporto a che cosa? Al ricordato. A me pare evidentissimo

Quindi alla possibilità di percepire il ricordato

Allora, per come lui è strutturato è una funzione, l’interfaccia con il ricordato è quella che

1 di 6 03/02/2020, 20:23
Articolo 558-Tommaso chi? https://dodicesima.com/articolo-558-tommaso-chi/

noi, ereditariamente, impariamo per mezzo del rapport, rapportandoci a tutti gli altri. Quello
che vedi è l’interfaccia, è tutto nello stampo. Nello stampo tu vedi tutti quelli che sono vissuti
prima di te e li vedi col marchio, li vedi formattati, Lazzaro che è legato mani e piedi. Quindi
tu li vedi formattati, li vedrai alla fine del loro sviluppo, come si può dire…

All’inizio della vita adulta

Esatto, li vedi grosso modo lì, ma non come erano ma come avrebbero voluto essere… Li vedi
come se non si rivolgessero al ricordato di sé stessi, la loro unità di memoria, la chiavetta è
indisponibile per la tua funzione Tommaso, non puoi vedere cosa c’è nella chiavetta.
Insomma è difficile da spiegare e infatti avrò i miei problemi, perché quest’interfaccia qua
prevede esclusivamente la saturazione di una modalità. Cioè tu puoi guardare solamente
quello che hai pensato. Quando inizi a guardare solamente quello che hai pensato di te,
senza lasciare margini, allora tu perdi le motivazioni, perdi la giovinezza sostanzialmente

Che è proprio quella fase lì, fino a che sei nell’infanzia e nell’adolescenza qualche margine
te lo lasci

Esatto fino a che rimane ancora possibile qualcosa è un conto. Dopo hai una struttura
ripetitiva della vita. Scadenzata o cadenzata, ma soprattutto l’abitudine a rivolgersi a questa
funzione, è questo che impedisce la resurrezione di te stesso.

Ok, certo, sei formattato così, non trovi, e nemmeno lo cerchi spazio per cambiare quella
roba lì, pensi che sia così e basta, non ti viene nemmeno in mente

Esatto. Quindi la sintesi intellettiva è fatta in maniera… non puoi più sperare di liberarti
perché tu hai dato potere alla funzione Tommaso. Ti ricordi il prima e non guardi più
l’adesso.

Non sei più capace di guardare quello che sta succedendo, vedi quello che ti aspetti che
debba succedere in base alla formattazione che hai ricevuto e che ritieni l’unica possibile.

Esatto

Ok, chiarissimo. Questo è chiarissimo, spiegato così è assolutamente chiaro. Anche perché è
un’esperienza che fai nella vita, a un certo punto, a parte qualche eccezione, quasi tutti si
assestano su una visione delle cose

Sì, non è che si assestano è che possono guardare solo quella, perché loro l’hanno resa vera.
Ma a questo punto il tuo scopo perde di significato

Non eri qui per quello

Non eri qua per quello, perché diventi autoreferenziale…

Tu te la canti e tu te la suoni

Esatto. Quindi di fatto sei un sistema chiuso, no?

Non puoi farci niente

E i sistemi chiusi non sono fatti per ospitare la vita

Esatto un sistema chiuso è esattamente ciò che si voleva evitare, è la separazione, capisci?

Ma la separazione al mille per mille, che non è quella auspicata. La diversità è tollerata, la
separazione no. Quindi abbiamo questo piccolo problemino

Già. Vabbè fin qui è di una chiarezza assoluta, quindi se lo spieghi così si capisce
perfettamente

2 di 6 03/02/2020, 20:23
Articolo 558-Tommaso chi? https://dodicesima.com/articolo-558-tommaso-chi/

A scriverlo resto un po’ ingolfato, ho provato tutta la mattina. Visto che non riuscivo né a
fare né a ricevere telefonate e cadeva la linea ho avuto il tempo di scrivere una minchiata di
articolo, che poi l’ho salvato lo stesso, ma lo cancellerò, perché era troppo complicato, troppo
complesso. Dopodiché resta il problema: puoi modificare l’interfaccia, Tommaso?

Sì, la puoi modificare perché ce lo dimostri! Quindi la risposta è sì

La risposta è assolutamente sì, perché è previsto, no. Adesso magari riporterò anche un paio
di brani della Bibbia. Il concetto vero è che per modificare l’interfaccia tu devi fare in modo
di coinvolgere tutto lo stampo e ti servono tutti e tre i punti messi a disposizione

Ok

Allora, qual è l’operazione? L’operazione è questa: tu accendi tutti e tre i punti, quello sulla
mano, quello alla piega dell’ascella e l’altro a destra, che è a destra sul corpo fisico,
sostanzialmente. E una roba da circa otto centimetri, sette o otto, quindi è abbastanza
grande. Quando tu accendi tutte queste cose qua, illumini grande parte dello stampo. Ma
quello che ti interessa è di illuminare semplicemente tutta la cronologia. Che succede in
questa operazione? Che tu illuminando completamente l’immagine mentale, puoi utilizzare
il punto sulla mano che è l’apice di ricordi per cappottare di 90 gradi i chakra. Allora se tu li
cappotti è come se tu diventassi un oboe, tanto per dire, si forma il canale centrale
prevalente rispetto alle interazioni, no. Immagina un tubo con sei fori doppi, da lì esce uno
zampillo d’acqua davanti e dietro. Perché davanti e dietro? Perché è la connessione non
interna, ma la connessione con lo stampo. Quindi devono essere davanti e dietro, o al
massimo…

… a destra e a sinistra

Ecco, a destra e a sinistra, come dici tu. Ecco, se tu li metti in piedi, tu immagina quei cosi lì
di metterli, di ributtare quello zampillo al centro del tubo. Uscirà tutto da sotto o da sopra.

Esatto, invece di esserci sei getti davanti e dietro, doppi, quindi dodici, ce ne saranno due,
uno sopra e un o sotto.

Bravissima, uno sopra e un sotto, esattamente. Quando compi questa operazione è questo
che produce l’effetto 3D.

Ok… l’operazione tu la fai stando nello stampo?

Questo non riesco a dirtelo in maniera corretta, perché quando io la faccio sono in quello
stato lì, sono sia lo stampo che… non riesco a spiegarla questa

Certo… questa è una domanda che non ha neppure senso. Per noi può averlo, adesso, per ci
stiamo qui a interrogare se sto fuori o sto dentro, però poi devi essere tutt’e due per riuscire
a farlo

Questo davvero non riesco a spiegarlo, però hai quel bellissimo effetto 3D, l’effetto cartone
animato che ti stacca dallo spazio. E’ indispensabile per il fatto che lo spazio che abbiamo
ereditato è spazio che non è nostro …

Ma torniamo a quella faccenda di Emmaus…

Gesù risorge e si mette a parlare con loro con Cleopa e Simone, che in questo caso sarebbe
Pietro e articolando con l’identità Cleopa, dice così il vangelo di Luca, nomina questi due, ma
sono le due interfacce sostanzialmente, l’interfaccia dello stampo verso il corpo e del corpo
verso lo stampo, e difatti loro non lo riconoscono, perché non è previsto, no

Perché sfugge dalla formattazione precedente

Sì, perché il sistema di remoto può guardare solamente nell’interfaccia dello stampo ma non
nella propria interfaccia, per vedere se stesso. Cioè tu non puoi, se stai guardando allo
specchio, guardarti simultaneamente te, perché stai guardando nello specchio, dovresti avere
quattro occhi, essere di là e di qua simultaneamente. Che è quello per cui la funzione
Tommaso è sostanzialmente il modo con cui l’identità, utilizzando l’interfaccia dello stampo,
osserva se stessa. Ma in questo modo è costretta sempre a osservare il ricordato di se stessa

3 di 6 03/02/2020, 20:23
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mai quello che c’è.

Quindi l’effetto 3D è proprio il cambiamento della percezione dell’interfaccia, riesci a


vedere l’interfaccia in un modo diverso

Esatto, il cambiamento lo vedi non più nell’interfaccia davanti, perché tu sei rivolto
all’interfaccia davanti, lo guardi ma visto da sopra e sotto…

Perché c’è il discorso del tubo, è solo sopra e sotto l’uscita

Esatto, sì

Quindi visto sopra e a sotto diventa una cosa tridimensionale, ti dà la profondità

Esatto è per quello che viene su, si stacca rispetto allo spazio

Sì, ed è una esperienza anomala rispetto alla percezione dell’interfaccia delle cose a cui sei
abituato

Esattamente

Pazzesco… bellissimo

Ecco questo era l’articolo, a spiegarlo è bellissimo, ma se mi siedo lì mi perdo

Ma io adesso lo trascrivo e stasera te lo do

Va bene. Adesso, fai una foto

Ok… fatta

Va bene. Sapendo quello che ti ho detto, adesso tu sai che in quella fotografia tu stai
guardando una zona specifica dello stampo, quella dove c’è l’immagine mentale del tuo
ricordato

Ok

Va bene, un secondo… Allora adesso devo fare un piccolo…aspetta… ti faccio un’operazione


sulle due interfacce… Pensa a una lastra di ghiaccio liscia in cui c’è una cosa strana: dalla
parte rivolta verso di te l’acqua va su e nella parte di là dello strato di ghiaccio trasparente,
nella parete di là l’acqua viene giù, quindi l’acqua che da qua sale e di là scende. Va bene
adesso, hai fatto la seconda foro?

No la devo fare… ok

Confronta le due foto

Viene più in avanti, viene proprio fuori

Sì, ma com’è la foto?

C’è luce bianca e la faccia viene proprio in avanti

Sì, ma adesso devi sbattere gli occhi e dirmi come sono gli occhi nella fotografia

È come se fossero vivi

Va bene, ma il colore com’è

Viola

Va bene, adesso devi vedere quelli che ti ho messo io, perché devi solo andare a vedere quelli
che ci sono davvero. Sbatti gli occhi, pensa bianco e pensa a quella parete liscia con l’acqua
che di qua sale e di là viene giu…

Viola chiaro

4 di 6 03/02/2020, 20:23
Articolo 558-Tommaso chi? https://dodicesima.com/articolo-558-tommaso-chi/

Va bene, adesso è un altro momento, sbatti gli occhi, devi dirmi quello che c’è, stai ad adesso

Verde

Sì poi? Sbatti gli occhi

Verde e blu

Sì, insisti sbattere gli occhi… devi sintonizzarti

Blu e verde, prevalentemente blu adesso

Segui l’acqua, devi dirmi quello che c’è adesso

Fai un’altra foto

Verde e azzurro chiaro

Ok, va bene, adesso, ovviamente, ti devi incazza’. Adesso stai sparando fuori nello stampo la
nuova sequenza della cronologia. Dovrebbero diventare molto verdi e molto azzurri

Il verde è molto chiaro e l’azzurro anche… sbatto gli occhi…

Sì, stai ad adesso, incazzati, no.

Azzurro, azzurro, azzurro e verde dentro

Ok. Allora, un secondo… vabbè sbatti gli occhi e vai a vedere quello che c’è

È un azzurro verde acqua, chiaro, molto chiaro.

Ok, incazzati

Ok

Stai creando l’abitudine ad usare la nuova cronologia, ti ho cambiato la funzione Tommaso,


ho riscritto la cronologia. Adesso alla tua funzione Tommaso, per quanto riguarda questo
aspetto particolare, ti ho messo il filtro e vedrà continuamente esclusivamente la nuova
cronologia, rimarrà esattamente uguale tranne quel particolare.

Ok, ho fatto un’altra foto… mamma mia, mi devo incazzare come una bestia! Sono azzurri
e verdi chiarissimi

Esatto è questo, no

E io li volevo marroni!

Ragazzi che roba!

Questa è una roba pazzesca, mi incazzo come una belva, sono incazzata nera. io li volevo
marroni! C’è un azzurro chiarissimo con un verde chiaro, bellissimi, mi tocca tenermeli
adesso?

Sì, cerca di provare quella rassegnazione, chiedi all’acqua di mostrati la rassegnazione di


tenere quegli occhi. Sentirai della pressione e del formicolio tutto davanti

Quando arrivi a sentirlo dietro, nella parte alta delle spalle, verrà giù un’ondata dalla nuca in
giù.

Sta venendo giù proprio dalla nuca, dal collo

Se stati attenta arriverà fino al coccige, sentirai una linea dritta, come se scottasse

Esatto, caldo fino al coccige

5 di 6 03/02/2020, 20:23
Articolo 558-Tommaso chi? https://dodicesima.com/articolo-558-tommaso-chi/

Ok, vai davanti allo specchio

Azzurro deciso e verde!

Manda una foto a Annalaura che le piacerà. Dopo fammi un favore trascrivimi questa
telefonata.

Franco Remondina

6 di 6 03/02/2020, 20:23
Articolo 559-Esatto! https://dodicesima.com/articolo-559-esatto/

Articolo 559-Esatto!

Franco Remondina

Telefonata 26 gennaio 2020

Ehi, buongiorno!

Ciao!

Mi hai anticipata di cinque minuti, stavo finendo di riascoltare l’ultimo pezzettino


dell’Incontro di ieri. Mamma mia, ragazzi. Bellissimo, le spiegazioni le hai anche ripetute,
chiarissime.

Fanno fatica, ma tu tieni presente una cosa: questa roba qui è talmente “oltre” da fare in
modo che le persone se ne dimentichino. La volta scorsa avevo raddrizzato l’alluce valgo a
una e c‘era l’altra che faceva il medico col carcinoma, eccetera eccetera.

Le hai riviste tu?

No! Non rimane traccia. Il sistema gli fa sospendere di ricordarlo, non so come dirlo

Lo cancella proprio, viene fuori un’amnesia selettiva per quella roba lì

Ma ti dico, è ritornata quella col nome strano, non si ricordava. La sua amica le ha detto “ma
ti ricordi che avevi il problema alla mano?” Non se lo ricordava. Ma guarda che è una roba…

Eh, ma lo capisco, è talmente al di fuori di tutto quello che uno ha imparato, al di fuori di
quello che crede, che devi cancellarlo per non sconvolgerti tutte le credenze su cui basi la
tua vita. Oppure devi prendere atto che le credenze sono fasulle, devi avere il coraggio.

Lì ci vuole un’altra roba

Credo che sia una specie di istinto di sopravvivenza dell’identità, per cui cancello tutto
quello che non quadra, non lo voglio vedere

Sì esatto, non vuole assolutamente vedere

Poi però, ogni tanto, l’anomalia non puoi fare a meno di vederla, quindi in realtà non vale
sempre, non vale per tutti, questa roba qua. C’è anche quella che si è ridotta il bacino di
nove centimetri

Lei è stata brava, io l’ho trovata molto più in forma, ma proprio visivamente, si vedeva. Deve
tenerne conto. Dopo lì c’è tutta una serie di cose, tu le fai, per esempio giovedì mi chiama
Bianca, che viene lì agli incontri di San Fior, e mi dice che la mamma di una sua amica ha
avuto un problema cardiaco. Le ho detto fammi chiamare. La figlia mi chiama, una mezza
sega. Le ho detto “non mi servi, passami tua sorella”. Le persone sono impegnate a dirti che
loro non vogliono “quella situazione” ma emozionano quella situazione. Tu pensa che roba.

Non la vogliono ma poi continuano a pensarla e a rinforzarla.

Esatto, le persone non ti dicono mai cosa vogliono e non emozionano in rapporto a cosa
vorrebbero, emozionano in rapporto a cosa non vogliono, quindi determinano…

… esattamente quello che non vorrebbero. E’ tragico ma è bellissimo perché poi, quando lo
ribalti è fantastico, perché se ti arrabbi quando va bene…

E fanno un sacco di obiezioni, perché non capiscono questa inversione emotiva che
disabilita, che rende inutile il transfert. “non capisco perché devo incazzarmi”… Come non lo
capisci? E’ un atto logico, no?

1 di 8 03/02/2020, 20:23
Articolo 559-Esatto! https://dodicesima.com/articolo-559-esatto/

Non per chi è abituato a emozionare per quello che non vorrebbe.

Esatto, è questo

E’ illogico dal loro punto di vista è assolutamente illogico, però se capisci il meccanismo che
si crea, che tu stai amplificando qualcosa proprio grazie all’emozione che ci metti dentro,
allora diventa chiaro perché devi amplificare lo star bene incazzandoti. Ma non lo capiscono,
no, non lo capiscono. Vogliono che le cose cambino attraverso un uso predeterminato dal
software del campo emotivo. Il software che ti hanno passato è “se ti danno uno schiaffo ti
incazzi, se ti danno un bacio sei contenta”, ma non vedono l’insieme, non vedono il
meccanismo d’insieme. Il meccanismo è questo: se il programma è basato su questo e tu
ricevi uno schiaffo, il bacio che ne segue è figlio dello schiaffo, capisci?

Sì, sì, sì

Tu sì, per dirti, ma una persona normale non lo capisce. Se hai prodotto, attraverso
un’emotività, lo schiaffo, il perdono che ne consegue è figlio dell’ emozionamento che ha
prodotto lo schiaffo…

Esatto, sei dentro un sistema emotivo, comunque, che è quello lì. Se non esci da quel
sistema emotivo basato su quei meccanismi lì, non puoi cambiare le cose, perché continui a
emozionare con la stessa modalità.

Bravissima

Devi cambiare il livello di risposta emotiva, il tipo di emotività che metti in gioco se vuoi
che cambi veramente qualcosa

Sono d’accordo

Se no stai dentro lo stesso tipo di risposte, belle o brutte che siano, non importa quello che
succede, è che stai sempre nello stesso meccanismo

Sì ma, indipendentemente da tutto… ho detto “sì ma” ma non volevo dire” sì ma” … Il
concetto è questo: l’unica cosa che rende diciamo appetibile l’identità è quella di avere
questo enorme potere di rendere reali le situazioni. Come fa a farlo? Userà le emo-azioni. Si
chiamano emo-azioni, cioè azioni sul sangue, ma sono fatte in rapporto, come si può dire, a
come sono sempre state fatte. Non capiscono, è una roba!

Beh non è facile, ci siamo dentro a questa roba. Bisogna riuscire a vederla da fuori, come
dallo stampo, allora riesci a renderti conto. Se stai dentro, questa è l’emotività che ci hanno
sempre insegnato

Comunque sia, giovedì questa mi chiama, mi dice che la madre è in ospedale, è grave. Vabbè,
le due figlie sono inutili, per cui chiamo io Bianca, perché mi hanno fatto girare i coglioni, le
dico: “voglio che me la presenti tu. Tu l’hai vista ancora?” “ Sì, l’ho vista ancora.” “ Allora
pensa a quella lì”. Morale della favola, lo faccio io perché, ho detto, la tua amica Michela mi
ha rotto il cazzo, la sorella non capisce anche se sembra più pronta dell’altra, ma insomma,
devi presentarmela tu e devi darmi una mano. Allora lei pensa quella roba lì, sostituisco il
cuore di quella donna. Questi qua aprono perché, secondo gli esami che aveva fatto
bisognava sostituire un pezzo di aorta. L’aorta non aveva un cazzo, le han messo due bypass
coronarici che non servivano, per loro stessa ammissione, le hanno messo due bypass
coronarici secondari perché ormai l’avevano aperta, mentre l’aorta era perfetta.
L’operazione invece di durare sei ore è durata quattro ore, è andato tutto bene.

Però le hanno dovuto mettere i due bypass secondari perché ormai l’avevano aperta!
Perché non è che, se non trovano niente, ti richiudono e basta, magari facendoti pure delle
scuse…

Esattissimo, è così. Questo ti dice che razza di situazione stiamo mettendo in piedi. Dopo è
evidente che è solo un pasticcio continuo… la fatica è che questa roba qua è talmente oltre, la
fatica è quella di vedere la situazione come qualcosa di talmente fuori, oltre la realtà, che le
persone difendono con le unghie e coi denti la realtà. Non so cosa dire…

Sì, perché c’è un timore proprio di dissoluzione, di perdita di senso. Mette in crisi talmente

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tanto tutte le mie convinzioni basilari: allora questa non è una realtà, le cose cambiano da
un attimo all’altro, allora veramente questa è un’illusione? Sì, a livello filosofico dire che
questa è un’illusione quanto ci piace!

Sì, tutti a dirlo!

Già, ma poi quando lo vedi ti piglia un accidente, te la fai sotto e scappi

Esatto

Ma lo so, lo vivo, lo capisco, lo sento. Poi ormai vai oltre perché non puoi far finta di non
vedere, ma porca miseria, ti mette in discussione tutto

Sì, è vero. Difatti la tizia, l’ultima che ho fatto, le ho cambiato la fotografia che lei stessa si era
inviata su whatsapp

Comunque secondo me ieri c’erano un sacco di persone che si sono accorte, che lo vedono.
Anche le persone che conosco e che sono venute, lo vedi che gli brillano gli occhi. Sono
persone che, con tutta la difficoltà, continuano a venire

Sì difatti ci sono quelli che hanno quella sensibilità intellettiva capace di fare la differenza.
Adesso io con tutto il rispetto, uno cerca quelli con l’intelligenza. Perché è evidente che gli
altri non servono, se sono stupidi, dal mio punto di vista non servono

Ci vogliono le persone curiose, che non si fermano di fronte alla prima paura. Persone che
comunque vogliono capire che cosa succede, cosa c’è lì dietro, che nonostante tutto vanno a
vedere, è questo.

Eh, ci vogliono quelli che nell’antichità si chiamavano eroi, no. Quelli disposti a affrontare le
prove per essere speciali, per la conferma che siamo speciali. Ti dico onestamente che vivi in
un mondo che è stato formattato dal software che abbiamo avuto, in uno spazio sintonizzato
sulla valle di lacrime, che è disposto ad accogliere qualsiasi dolore, ma non qualsiasi gioia

E quando arriva, la gioia è sempre precaria e temporanea

E cazzo!

Il dolore è definitivo e mortale

Minchia! E’ una roba che non si può capì

Il range delle possibilità accettate è solo quello che va verso la sofferenza

Sì, la meraviglia è estinta, diciamo che la gioia è provvisoria. Non puoi vivere felice e
contento, non è previsto, solo le principesse che sposano i principi vivono felici e contente,
ma la storia finisce lì. Pensa che roba, anche nelle fiabe la storia finisce sempre con “e vissero
felici e contenti” ma non ti raccontano mai nulla, la storia finisce quando loro “vissero felici e
contenti”

Non c’è niente da raccontare, perché non si sa

Non c’è niente da raccontare perché non si sa, esatto.

Non si sa che cosa voglia dire vivere felici e contenti, come fai a descrivere cos’è, non è
previsto

Dici, sì, ma cosa hanno fatto dopo? Ma non si è capaci di descriverlo neppure nelle favole.
Vissero felici e contenti è qualcosa di ectoplasmatico, di indefinito

E’ impossibile da descrivere, non ha connotazioni

No, non ha connotazioni. Il concetto è questo qua, alla fine del bacio vissero felici e contenti

Ma come, la storia dovrebbe cominciare lì!

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Esatto

E’ quella la favola, non tutto quello che è successo prima

Sono orientati, no. E’ tutta la faccenda, Pollicino viene portato nel bosco, abbandonato, poi
dalla strega cattiva viene messo in gabbia… mamma mia! Quello lo conoscono tutti

Però quando gli dici che tutta quella roba lì potrebbero non viverla, che non ce n’è bisogno,
che non è indispensabile, anzi, se vogliono tu in dieci minuti gli rimetti a posto tutto

Dicono “e che faccio poi?”

Non l’ha raccontata nessuno la storia dello stare bene, è verissima ‘sta roba qua. Se soffri
hai milioni di libri, di romanzi, di film, di storie in cui ti puoi identificare, tutte le
sfaccettature della sofferenza umana sono state descritte nei minimi dettagli. Caspita!

Esatto, ma se tu fai un film solo sulla gioia non lo caga nessuno. Anche perché la faccenda è
talmente sconosciuta… allora, prendi anche un film come Matrix. Alla fine Neo, il
protagonista, ottiene ‘sta roba qua, vede la struttura, la chiamano la matrice, anche questa
roba qua della matrice, che coglioni. Non c’è nessuna matrice, non è in realtà una matrice, è
l’operazione condivisa del programma. Se nessuno genera in sè stesso un altro tipo di
osservazione, la matrice non è… li senti parlare tutti questi fenomeni, raccontano solo una
marea di stupidaggini, non sanno come funzionano, ma pontificano. Non sanno nulla di
come funzionano, ma pontificano. Tu sei capace di saltare ma il potere appartiene alla
matrice, perché vogliono scontrarsi con l’inconscio collettivo, ma non c’è bisogno di
scontrarsi con l’inconscio collettivo. Matrix in questo senso è davvero stupido. Le macchine,
l’inconscio collettivo, questa è un‘illusione, mamma mia ragazzi. Una volta che Neo ha
sconfitto il Mr. Smith delle macchine, non fa altro che combattere contro decine di Mr
Smith, ma li hai sconfitti, non esistono, no! Perché il secondo e il terzo di Matrix sono
ridicoli. Non sono stati capaci di andare avanti, perché il problema è: dopo che hai vinto
contro le macchine che minchia facciamo? Non sono capaci!

E’ questo, no, dopo che non c’è più l’ostacolo, la sofferenza, il nemico, sembra che non si
sappia più che cosa fare

No, non si sa più cosa fare, che è esattamente quello di cui stiamo parlando

Esatto, adesso è chiarissimo, mentre lo dici

Scusami, ma è proprio così. Loro hanno fatto il film fino alla vittoria, ma non sono riusciti a
andare oltre, perché una volta che Neo ha la capacità di fermare le pallottole del sistema e di
inseguirli, non sa che fa’. La cosa incredibile è che non sapeva cosa fare! Un successo come
film, ma alla richiesta del “seguito”, gli altri due films mostrano la incapacità di pensare al di
fuori della matrice.

Di pensare a un altro mondo possibile

Non sono capaci di congetturare un altro mondo, vogliono questo per combattere, perché
l’unica cosa che il software gli permette è quel livello del gioco. Ma io ne voglio un altro.

Sì, combatti o fuggi. C’è sempre qualcuno, un nemico o qualcosa, contro cui combattere

Sì, tu non fai mai nulla a favore è sempre contro, ma allora rendi vero l’altro.

Beh c’è il detto “la vita è una lotta”. Che vuol dire, che se non lotti rimani disoccupato,
muori? Se la vita è una lotta allora ha senso finché devo lottare. Lottare contro la malattia,
lottare contro la povertà, lottare contro la fame nel mondo

E’ ridicolo

Come se non ci fosse un altro modo di concepire la vita, le relazioni, il mondo, non si può
fare qualcosa a favore

E in effetti è così, anche perché loro vogliono utilizzare, e lo utilizzano in effetti così, il
sistema che ha reso possibile la matrice, per scardinare la matrice. Il che è

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impossibile. O tu usi… ottusi! Sono proprio veramente ottusi! O tu usi un’altra cosa, tu devi
capire il ruolo delle emozioni, perché le emozioni sono la parte del programma da
scardinare. Io avevo insegnato la faccenda delle 15 righe, che era una formattazione
indicativa di come va usato il sistema emotivo. Tu devi usare il sistema emotivo non per
combattere, non per la lotta. Tu devi usare il sistema emotivo per la proposizione. Se lo usi
per la lotta, rendi vero l’altro, paradossalmente.

Più combatti una cosa più quella cosa diventa vera

Perché istituisci e codifichi la verità e la realtà di quella cosa, apposta attraverso l’uso che tu
fai della struttura emotiva, no? E’ una cosa imbarazzante. Allora perché le storie finiscono
sull’essere felici e contenti? Perché non c’è alcuna cognizione di come debbano usare
all’interno di questa matrice, in maniera propria le emozioni. Perché noi le usiamo in
maniera impropria. Se abbiamo determinato, non noi, ma anche noi perché ce l’hanno
insegnata così, se noi usiamo in maniera propria le emozioni, propria per questa realtà,
abbiamo la valle di lacrime. Quindi dobbiamo usarle in maniera impropria. Non c’è stata
alcuna comprensione del fatto che tu, che quelli che sono venuti prima di me, noi, abbiamo
creato questa matrice. Ma la matrice si disgrega facilmente se tu insegni e tieni conto del
valore diciamo propulsivo dell’emotività. Allora, abbiamo delle emozioni distruttive? Va
bene, non devono essere rivolte verso noi stessi, verso la valutazione dell’identità di sè stessa.
Devono essere rivolte verso il pensiero. Se sono distruttive distruggeranno il pensiero.

Allora sono veramente utilizzate verso il fine per cui erano state messe nel software

Esatto, sono d’accordo. Tu devi pensare questo: se tu usi la rabbia contro la rabbia,
distruggerai la rabbia, no? Se tu usi la solitudine contro la solitudine, distruggerai la
solitudine, no?

Eh già… Ma questo è veramente un altro mondo, è insegnare un uso completamente


diverso, anzi opposto a quello che è stato insegnato da millenni e lì, ripeto, ci sono milioni
di cose scritte su come si fa a vivere nell’altra maniera. Su questo c’è dodicesima e basta

Sì, esatto, sono d’accordo, e in effetti è così. Nessuno è capace di concepire un mondo dove…
dovremmo scrivere una serie televisiva, ma non ce la produrrebbero mai!

Dovremmo avere un canale televisivo che la trasmetta!

Se tu ci fai caso, i supereroi sono sempre complicati, non c’è un supereroe semplice, con una
consapevolezza di un potere straordinario. Vengono sempre introdotti in questo sistema e
ciò che gli spettatori giudicano non è la via facile, anche il supereroe deve essere complicato,
allora non è un supereroe, e un eroe come tutti. Allora, tu sei Superman che combatte il
male, ma non combatte il male vero, combatte il male spicciolo, va a prendere il ladro. La
domanda è: ma perché non va a prendere il presidente degli Stati Uniti?

Perché non va a prendere il Papa?

Esatto, che sono loro veramente il male. Che sono i ladri quelli veri, che rubano tutto…

… vita, gioia…

Esatto. Allora non sono supereroi, sono funzionari, hanno la forza ma non la ragione

E poi il supereroe diventa tale in alcuni momenti, perché mangia gli spinaci o prende
qualcos’altro, e magari normalmente è uno sfigato

Esatto, loro non scoprono mai un cazzo, loro sono supereroi ma non riguardo alla
comprensione di loro stessi o riguardo alla loro superforza o superminchiata, loro sono
supereroi perché, come dici tu bevono la pozione, ma alla fine della pozione non c’è da
questo punto di vista, la consapevolezza del perché e del percome. Infatti i supereroi sono
tutti sfigati assoluti.

Il supereroe è una trappola infernale, perché è un meccanismo secondo il quale c’è qualcosa
di superumano, c’è qualcuno che diventa “diverso” grazie alla pozione, per un tempo
limitato, dopodiché anche lui ritorna lo sfigato di prima. E comunque c’è un abisso tra il
supereroe e gli umani, è la solita trappola, c’è bisogno di qualcuno con poteri straordinari

5 di 8 03/02/2020, 20:23
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che ti salvi, non ti puoi salvare da solo. E che palle!

Che palle, sì!

E’ una cultura che si insinua dappertutto. E’ veramente intollerabile.

Sì, c’è l’incapacità del vivere felici e contenti

Madonna… scriviamolo ‘sto libro! Ma tu lo stai già facendo

Adesso come ho detto a Pigozzo o da qualche altra parte, devo strutturarla bene ma fornirò
nel dettaglio alcune strutture clamorose, in grado di restituire al genere umano il rispetto
verso sè stesso.

Mamma mia, che meraviglia….

Allora, qui c’è l’identità, ma l’identità formattata dalla matrice della stupidità, ci ha portato a
usare la forza invece che la ragione. L’intelligenza deve comunque sempre prevalere. Un
secondo, osserva questo…

Sì…

Dimmi come ti fa sentire

Un senso di espansione fantastico

Va bene, adesso osserva, se invece faccio così?…

… Si sta ridimensionando, ho dei brividi…

Ok, proseguo ancora un attimo, non ti spaventa’

No, no, non mi spavento per niente, vai…

Dimmi quando veramente ti dà fastidio

Guarda c’è un senso di restringimento, di scuro, di oppressione, ma non mi dà fastidio…


brividi nella schiena…

Aspetta un attimo che te lo tolgo… Allora, adesso ti espando un po’, perché altrimenti è un
macello…

Sì, si sta espandendo adesso…

Va bene

Madonna, si sente in una maniera pazzesca!

Allora lì, sono due cose

Hai sciolto tutto adesso

Sì lo so. Il primo che ti ho fatto, ho rinchiuso, ho limitato l’identità, la cronologia e quindi tu


hai quel senso di essere il Tutto.

Esatto è proprio il Tutto

Nella seconda invece ho stretto lo stampo in cui l’identità vuole difendersi e capisce che le
manca l’aria. Nel secondo c’è il panico dell’identità, perché stringo lo stampo, è un macello

Infatti sente, viene proprio una sensazione di peso, di scuro e di stretto. Rispetto al primo
l’ho sentito in maniera eclatante

Sì ho dovuto aprire prima e poi chiudere

C’è proprio il corpo che si muove, in accordo con, se lo lascio andare si muove tutto

6 di 8 03/02/2020, 20:23
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Sì, è lo stampo

Bellissimo… Madonna ragazzi…

Adesso l’ho fatta in condizioni di salvaguardia, però se ti do una botta e la lascio proseguire,
te svieni

Per forza… tu puoi fare tutto, in questo modo

Credo di sì

Però tu questa roba la usi per il “vissero felici e contenti”, qualsiasi cosa fai va in quella
direzione, verso quel modo di vivere la vita

Io ripeto, non so più da questo punto di vista, come minchia fare perché emerga lo speciale.
Perché se tu lo fai vedere non viene accettato. Scusami ma è proprio così

Oddio, non da tutti però. Secondo me la cosa importante è che una quota di tutto questo
passa e una quota di persone resta. Puoi rosicchiare un po’ alla volta, millimetro per
millimetro, è uno spazio che piano piano si allarga. Tu hai messo un cuneo, se vuoi, non
puoi farlo tutto insieme

No e difatti avevo messo in Tavola XI, un piccolo scazzo, si chiamava “A volte”, dove io mi
rammaricavo e dicevo “e se poi non capiscono, e se poi non vengono?” E poi concludevo “ma
no, sono speciali!”

Anche perché se tu pensi il contrario, quello si manifesta, non hai scelta, devi pensare per
forza che siamo speciali

E quello lì è uno degli articoli che ogni volta che lo leggo mi commuovo

Eh sì, lo credo… Perché poi lì viene fuori anche la tua parte, la tua quota di dubbio, di non
riuscire, c’è tutta la parte che ci fa sentire che non sei diverso

No

Ed è bellissimo

Io, ti ho detto, io rimango, anche in quella circostanza lì, a vedervi speciali

Ed è l’unica possibilità, sai

Sì, sono d’accordo. E difatti mi commuove sempre, mi vengono i lacrimoni… Perché io sento
la meraviglia, sento la meraviglia del compito che, insomma… vabbè che te lo dico a fa’?

E lo credo, ed è una roba, il fatto che tu abbia questa capacità di mantenere fermo questo
punto. Lo hai detto anche ieri, “per me comunque restate speciali, non verrà scalfito in
nessun modo”.

Non c’è la possibilità, io la vedo così. Che era la mia dichiarazione rispetto a quelli che
storcevano il naso perché non volevano esserlo. Io lo so oltre ogni ragionevole dubbio

E il fatto che qualcuno lo sappia oltre ogni ragionevole dubbio trasforma e cambia il
mondo, sai, è questa cosa qua

Sì, è una roba che non si può capì… quanto siete speciali…

Lo credo che ti commuove questa roba qua… è un’emozione pazzesca sentirtelo dire…

Antonella… io non voglio niente da nessuno…

Franco, tu sei una meraviglia… grazie…

Grazie de che?

Grazie perché ci sei, perché sei così, perché fai questo, perché continui a farlo

7 di 8 03/02/2020, 20:23
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Se tu pensi, vedendo le prime conferenze, si chiamavano conferenze perché erano


autarchiche, erano dichiarazioni, non avevano alcuna necessità se non di comunicare, erano
statement. Non è che avessi intenzioni recondite. Erano quello che erano, erano un “ve lo
dico e basta”. Ma poi qualcosa è cambiato perché ho deciso di spiegarlo, no cazzo, davvero

Prima lo hai dovuto dichiarare, prima dire, poi spiegare e poi dimostrare

E’ una roba così, non c’è niente fatto casualmente, non lo so, ma gli incontri sono uno
spettacolo

Che meraviglia…

E’ esattamente così, è una meraviglia. D’altronde vediamo. Poiché siamo al picco della
stupidità, dove il sistema di controllo delle religioni, per difendere se stesso gioca il tutto per
tutto. Vuole rendere tutti stupidi

Sì ma si sta sbriciolando da solo

Dall’altra parte si deve ergere sempre il picco dell’intelligenza. Allora, il picco di un


paradigma come dodicesima.com non solo disgregherà la stupidità ma avrà la forza per
sostenere il nuovo livello del gioco

Certo, perché è per questo che è venuta qua, che c’è

Sono d’accordo

Perché si scriva quella parte delle favole che nessuno ha mai scritto

Eh sì, sono d’accordissimo

Esserci è un privilegio

Esserci è che l’avevi sempre chiesto. E’ il tuo statement “ci sono”. Minchia Johnny, è il tuo
“sono qua”

Sì, siamo qua e siamo qua con te

No, sei qua e io sono te e tu sei me e basta, punto, non è che c’è divisione. Unità di intenti…
vediamo dai, cazzo!

Cazzo, siamo uno!

Esatto!

Franco Remondina

8 di 8 03/02/2020, 20:23

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