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Articolo 560-Pixel?

Franco Remondina

Telefonata 11 febbraio 2020

… adesso sono stati messi a disposizione una serie di punti di interfaccia, che va configurata nel
suo uso, perché altrimenti tu la usi disordinatamente, capito? L’interfaccia è l’interfaccia di
base, ovvero, quella struttura che c’è ma che non hai mai saputo ci fosse e quello che è
necessario è conoscerla e imparare a usarla. Per esempio i due toroidi a sette, quelli a sette
cerchi, che sono quelli sul dito medio, sono, da un punto di vista del programma, assimilabili in
informatica, al programma paint che hai nel tuo Pc per dire, pennelli e gomma, capisci? Il dito
medio è associato nella disposizione fisiognomica della mano, all’equilibrio

Quello centrale

Quello centrale dei cinque, quella placca dell’interfaccia è capace di colpire un’immagine con
degli spilli, sono “colpi di spillo del pensiero”, da questo punto di vista è come se fosse lo
scalpello di Michelangelo che pian pianino leviga l’immagine, leviga qualsiasi cosa. Per esempio
se devo spiegarvi i punti che vi ho messo a disposizione nell’interfaccia spiegando i toroidi, c’è
una logica, no. Allora sono partito dal punto iniziale che era quello sulla piega dell’ascella,
che è quello che ti permette di fermare un pensiero, di fermarne lo scorrere. E
quindi tu il pensiero lo vedi come, una volta c’erano le pizze cinematografiche, no? Non c’era il
digitale, c’era quella roba lì, la pellicola che scorreva nel proiettore, diciamo alla velocità di
venti fotogrammi al secondo, in questo modo lo scorrimento dava il senso del movimento.
Erano tante foto, scattate, venti in un secondo no. Comprendi?

Sì, perfettamente

Ecco, supponiamo che tu la fermi. Se tu la fermi puoi fare dei tagli e poi fare un montaggio
diverso dell’evento. Quindi il primo da usare è sicuramente quello dell’ascella, io te l’ho messo
per primo, vuole dire che era quello più importante. Allora, il secondo che ti ho messo era
quello sulla mano. Quello è sostanzialmente una cosa che può modificare, può permetterti di
prendere quel pezzo di filmato che stai osservando e modificarlo. Cioè lo trasporti nel cubo e
chiedi al cubo di darti, secondo la tua intenzione, come dovrebbe essere. Ci sono delle cose che
vanno imparate passo passo, perché altrimenti è un casino e quindi tu devi formattare la tua
nuova intenzione, istituendo un movimento del pezzo di filmato che hai tolto. Quindi tu lo tiri
su, poi sbatti gli occhi e cerchi di vedere, nel momento, come verrebbe lo scorrimento di quelle
immagini, vedi lo scorrimento. Se invece tu decidi di adottare il programma paint, allora, per
esempio, puoi usare quei due sul medio. Come lì puoi usare? Ieri ho cancellato una fistola
dovuta a uno stafilococco, che erano anni che non andava via, abbiamo fatto quattro fotografie
e l’ho cancellato. Questa è una che era venuta lì a Milano, un medico che mi ha chiesto aiuto
per la mamma

Fantastico. Il fatto poi che sia un medico…

Sì, ma sai, quello che tu chiami medicina, se tu fossi vissuta seimila anni fa, ti avrebbero fornito
come massimo rimedio la radice, no, o se fossi vissuta nel 1600 il salasso

Il salasso, le sanguisughe e le purghe

Se fossi vissuta in altri tempi c’era la pozione, la preghiera, rivolgerti al dio della pioggia, al dio
della minchia! In ultima analisi adesso hai questa roba qui, gli antibiotici, poi i vaccini, ma è
sempre una cosa priva di senso

Una roba che è sempre basata sull’idea che tu debba curare qualcosa di materiale

Sì, che esista qualcosa che non sei tu, Il che non solo è improbabile, ma da un punto di
vista intellettivo è impossibile. Se tu vivessi in un mondo in cui esistono leggi che tu non possa
violare, che cazzo ti ha messo al mondo a fare, Dio?

E certo, ti farebbe fare sempre la stessa cosa all’infinito, senza poterne uscire fuori

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Allora siccome ‘sta roba qui è stata fatta da una Intelligenza, è l’Intelligenza che è il driver
principale, e se tu parli il suo linguaggio, allora puoi rompere qualsiasi limite, perché il limite
per l’Intelligenza non c’è.

E già, visto che ha potuto fare quello che ha scelto di fare

Sì, ma il limite non può esistere, perché? Per effetto della ragione dell’esclusione della
montagna di causa. Lei l’ha potuto scegliere perché ha a disposizione sempre tutte le
possibilità. Solo che le ha escluse, per scegliere quella che sta osservando, Quindi non c’è
limite nel mondo

Bellissimo. Invece noi viviamo, generalmente, con la convinzione dei limiti. Ci sono limiti di
tutti i generi, fisici, mentali, di spazio, di tempo, è un mondo basato sull’idea di limite, questo,
no?

Sì, ma come tutti i mondi, no. Per esclusione del resto. Il limite certifica l’esistenza di
questo mondo per esclusione di tutto il resto. Altrimenti non potresti fare
nessuna esperienza. È bellissimo, ma devi capirlo.

Eh sì, ma adesso qui mi arriva la comprensione di un altro aspetto, che riguarda la


separazione: se questo mondo è separato da tutto il resto, è chiaro che non posso uscire dal
limite, non potrò accedere a nessun altro tipo di versione del mondo. Ma se non sono
separato, posso sempre accedere a tutte le altre possibilità.

Sì, esatto, questo è il concetto. Se non ci fosse il concetto istillato dal limite, tu avresti la
diversità e potresti il lunedì alzarti in un mondo in cui sei alto uno e venti e il martedì alzarti
nel mondo in cui sei alto due metri. Da questo punto di vista, per una persona che non coglie
l’aspetto intellettivo della creazione tale affermazione appare un’assurdità, ma non è così. Per
cui il discorso dell’interfaccia, allora, il discorso dell’interfaccia viene applicato, senza che le
persone lo sappiano, per esempio nei casi anoressia. L’anoressia è un atto compulsivo, gli si
piazzano delle anomalie nell’interfaccia, per cui ad un certo momento lei ha uno specchio
convesso o concavo. Nel caso dell’anoressia lei ha un punto focale che fa vedere l’immagine
sempre più grassa di quello che è. La schiaccia e lei risulta sempre cicciona

Anche se pesa 27 chili

Esatto. Se tu rimuovi dall’interfaccia questa aberrazione, improvvisamente lei si vede uno


scheletro

E si rende conto

E si rende conto. La tizia di Rimini, quando le ho modificato la faccenda, lei dice “ma sono uno
scheletro”. Non si è mai vista così, ecco la faccenda della morbosità: lei diventa morbosa su un
problema. La morbosità agisce sull’interfaccia e la deforma. La deforma come? L’unico modo
che ha per deformarla è agire sullo stampo in modo che la trasmissione dello stampo verso il
corpo dell’immagine mentale risulti apparentemente sempre grassa

Quindi la morbosità non fa altro che rinforzare costantemente quell’immagine

Sì, la struttura che è basata, diciamo, attraverso la paura del “non voglio”

Sì, più ho paura e non voglio, più penso morbosamente a quella cosa

Sì, ecco perché le persone sono in trappola, perché loro ti dicono sempre che non vogliono, no

Già, ma non volere presuppone l’esistenza della cosa che non vuoi, e più non la vuoi, più si
manifesta

Esatto, la trappola scatta subito “Questa cosa non la voglio”. Ieri una mi chiama, è vent’anni
che ha un problema di herpes, esordisce “io questa cosa non la voglio” Cazzo, se non la volevi,
perché continui a farla? “No, ma io non la voglio”! Vabbè allora lì capisci che questa è in una
fase compulsiva, alla fine le ho detto mi hai rotto il cazzo, continui a dire che tu questa cosa non
la vuoi e non funziona, se bastava non volere allora ti sarebbe già passata, invece non passa,
quindi la “volontà” non serve! Ma non capiva. Comunque comincio a farla, perché poi io sono
paziente, le faccio fare una foto. Lei guarda la foto e, ancora prima, comincia a dire “sì, ma era
già nella fase di regressione” Ti saluto, ho detto, vaffanculo, sai già tutte le tue cose, ma

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vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo. Che roba è?

Ma allora perché chiami, se era già in fase di regressione?!

È questa roba qui no, Il pensiero trova le scuse necessarie per negare il fatto che può essere
messo da parte. Capisci?

Sì, per negare la possibilità di uscire dalla trappola

Tornando al discorso dell’uso dei toroidi, tu fermi il pensiero, poi, togli il pezzo di filmato
che avevi incamerato e lo butti nel cubo e dal cubo estrai il filmato nuovo che userai per
sostituire quello tolto . A questo punto avrai un attimo di sconcerto dovuto alla funzione,
Tommaso, che è quella funzione che l’identità usa per tranquillizzare sé stessa con la verifica
continuativa, per credere di esistere, per avere una sorta di certezza nel pensare di esistere,
deve, continuamente, continuamente, continuamente ricordarsi quello che lei ha pensato dieci
minuti prima, un anno prima, due anni prima, l’autoricordo, no. Lo avevo scritto nel primo
libro “Autoricordo o torcicollo mentale? “ Era un modo per cercare di parlare in termini
generali di questo tipo di effetto. Comunque sia, per usare il programma Pain tu devi salvare
l’immagine che vuoi modificare, tu fermi comunque il filmato e su quell’evento cominci a dare
dei colpi di gomma che cancellano pixel, e quindi qual è l’effetto straordinario di questo? È che
se tu, con questi spilli, che sono l’equivalente della gommina di Paint, ogni colpo di spillo
cancella un pixel e l’immagine si sgrana… Tuttavia c’è un problema, tu cancellando che so io,
tre quattro, cinque pixel, poi dieci venti, duecento, quattrocento pixel in un filmato, ne abbassi
la definizione. Allora hai presente quando tu guardi un filmato e il filmato non scorre, ha un
pessimo audio, si sfoca, eccetera eccetera? Tu non lo guardi perché è fastidioso, no. Il principio
generale è: abbassare la definizione rispetto allo standard che hai sempre praticato
nell’autoricordo. Quindi se tu ne abbassi la definizione, in capo a pochissime volte la
definizione si abbassa, se lo faccio io si abbassa assolutamente in quell’istante lì e viene
considerata “non adeguata”, la tua attenzione si rifiuta di guardare quel pezzo, è come se fosse
stato tolto dalla programmazione. Lì non porti più l’attenzione, è un aspetto straordinario, no?

Anche qui sfrutti il meccanismo che è quello di portare l’attenzione dove c’è qualcosa di, fra
virgolette, interessante. Questo non è più interessante, questo è fastidioso

È in azione la “morbosità” ma, apposta perché tu hai la morbosità, lo vorresti vedere a una
definizione se possibile più alta di quella degli altri., Se tu gli fai questa roba qua, la morbosità
gira di segno, diventa morbosa riguardo alla stabilità, quindi cercherà tutte le altre cose meno
che quella roba lì. Hai capito?

Sì!

La morbosità, ad un certo momento non trovando l’alta definizione, troverà rassicurante la


definizione standard. E quindi quel pezzo lì, comunque vada, non lo osserva

Bellissimo!

Non so se sono riuscito a spiegarmi

Sì, sì, sì, è fantastico, perché continui a utilizzare quello che c’è ma cambiandogli segno.
Quindi a quel punto diventa non all’altezza dello standard di definizione a cui sei abituato,
quindi non è più guardabile perché è fastidioso

Non è più guardabile con la morbosità, perché lei pretende una “alta definizione” e se tu gli
presenti una “bassa definizione” il meccanismo si inceppa…

Tant’è che quando guardi qualcosa morbosamente, la guardi nei minimi dettagli, la vuoi
vedere sempre più da vicino, sempre meglio, prendi la lente, ti fai le analisi se è una malattia,
vai a vedere tutto, nei minimi particolari. Questa roba qua ti abbassa completamente la
definizione

Esatto, ecco, rende la definizione inadatta alla morbosità, quindi la morbosità cercherà la
rassicurazione proiettandosi su un’altra cosa

Certo, che è più definita

Ma questo ti fa uscire da quel pensiero

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Sì, perché è sempre il fatto di dove va l’attenzione

Esatto

Perché comunque, tu l’hai scritto nell’incipit, dopo un po’ l’attenzione si stanca e il file viene
chiuso, lo rileggevo proprio ieri, il problema non c’è più perché l’attenzione si sposta e
arrivederci

Sì, non è adeguato, no. Se non è adeguato alla definizione, insomma, è un formato che non può
più leggere. Perché? Perché nel tuo passato la morbosità ha sempre prodotto una maggiore
definizione, uno standard più alto. Se questa non produce lo standard adeguato, più alto,
perché tu [lo abbassi] con i punti di scalpello, di ago, l’attenzione lo trova incongruo, no.
Altrimenti dovrebbe, scusami tanto, pensa l’assurdo: lei è morbosa, no, se persiste nella sua
osservazione morbosa alla fine dovrebbe andare a vedere in quei buchi che hai fatto. Che cazzo
c’è in quei buchi?

Vai nell’altro spazio? Cosa c’è là dietro?

Eh, minchia! E non può farlo, altrimenti l’identità viene messa in discussione

E se lo facesse, comunque vedrebbe dell’altro

E certo che sì

Quindi, sia che rifugga da quel fotogramma perché i pixel e la definizione sono troppo bassi,
sia che decida di guardarci attraverso, qualcosa cambia per forza

Ma certo, certo. Supponiamo che tu guardi quella roba lì, una volta che l’hai adeguatamente
colpita con quella roba che ti ho messo a Milano, tanto per dire, no, che l’avevo messa anche a
Padova. A Padova l’avevo messa semplice, poi lì l’ho messa un pochettino, anzi non un
pochettino, notevolmente potenziata, perché ci sono ‘sto minchia di sette cosi, anche se io ne
ho disegnati sei

Poi questo 9-7-5-3-3-3-3: 9+7+5 fa 21, 3+3+3+3 fa 12, 21+ 12 fa 33, 12 e 21 sono uno lo
specchio dell’altro, c’è di tutto lì dentro!

Sì c’è di tutto! Vedo che comunque capisci tutta la faccenda

Eh, 33 come le vertebre, guarda un po’…

Bravissima, che poi in una telefonata precedente, te l’ho detto che l’unico punto d’ingresso di
cui noi possiamo usufruire è quello sulla quinta dorsale

Che è la dodicesima, in realtà

È la dodicesima vertebra partendo dall’alto e la ventunesima vertebra partendo dal basso…

…partendo dal basso! Guarda un po’, 21 e 12!

Allora, non è che però possa perdermi in quelle discussioni lì

Anche perché se no dovresti spiegare quello che c’è dietro a quello che c’è dietro a quello che
c’è dietro, non finisce più

Sì, altrimenti gli viene la morbosità sulla numerologia, non ha senso no, perché poi il discorso
vero è che la vedrebbe alla luce di quello che lui ha imparato. La sua morbosità finirebbe per
adeguarsi alle credenze che ha imparato, ma non alla comprensione.

Sì se uno ha studiato la numerologia comincia a dire “vedi, questo vuol dire…”

Eh, ma vuol dire rispetto a che cosa? Rispetto a un paradigma che è errato. Quindi la
numerologia può giustificare qualsiasi cosa, ma il problema è: che tu la giustifichi non significa
nulla, la rendi vera per effetto della morbosità che ci applichi sopra. Se tu togli la morbosità,
allora torni al precedente, ma se continui a mantenerla, una volta operata nella modalità
appena descritta, la morbosità ti farà vedere altro, perché in quei buchi …

… cosa vedrai?

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Franco Remondina

Telefonata 24 febbraio 2020

…Vediamo se riesco raccontarla in certo modo, perché a scriverla non sono capace e devo farlo
in maniera colloquiale. Allora, ci sono due interfacce quella che separa lo stampo dal corpo e
quella che separa il corpo dallo stampo. Il rapporto tra le due interfacce è davvero intrigante,
perché l’interfaccia che separa il corpo dallo stampo è diversa dall’interfaccia dello stampo
rispetto al corpo

E sono due

Sono due, sono assolutamente due. L’Intelligenza ha chiaramente una visione davvero
peculiare, voglio dire che lei, l’Intelligenza lo sa come vanno le cose e sa che il legame che lei
stessa ha con l’Acqua è inscindibile. Sa che esiste, da questo punto di vista, una questione legata
alla diversa densità acquea tra l’acqua all’interno dello stampo, e quella nello spazio occupato dal
corpo. L’intelligenza è interfacciata con lo stampo e di riflesso anche con il corpo ma in questo
caso è un tipo di interfaccia sensoriale, fatto per dare l’illusione di densità in maniera adeguata.
Voglio dire è l’unità di memoria associata all’intelligenza che permette la persistenza del corpo,
una roba di questo genere

Quindi contiene delle informazioni che permettono la persistenza del corpo

Sì assolutamente. Ma dove sono conservate queste informazioni, perché dall’interno del corpo tu
non puoi mai vedere le informazioni che riguardano il corpo, perché sensorialmente hai
dislocato solamente i sensi, no. E quindi quella informazione riguardo al corpo e alle sue
impostazioni deve essere contenuta nello stampo, difatti il modello del corpo è assolutamente
nello stampo. Ok?

Ok

Quindi quando tu vedi come Intelligenza, dovresti divenire conscia del fatto sei una parte
infinitesima dell’Intelligenza generale, che è quella che hai a disposizione anche nello stampo. Se
tu vedi come Intelligenza generale, capirai che le cose vanno ben oltre questo stampo e che
semplicemente avvengono per effetto della congiunzione indispensabile tra Acqua e Intelligenza.
Ok?

Ok

Da dove traiamo l’energia che ci fa vivere? Allora, se l’Acqua è legata all’Intelligenza, allora la
Vita deve essere legata all’Intelligenza e all’Acqua, no? Se la Vita è legata all’Intelligenza e
all’Acqua, l’Intelligenza avrà un qualcosa che permette questo tipo di legame, ecco, quella cosa si
chiama Spirito. Mi sono spiegato?

Il legame tra Intelligenza e Acqua è lo Spirito

È lo Spirito che scrive

È lo Spirito che scrive. Naturalmente ognuno è indispensabile per l’altro, resta da stabilire se sia
l’Acqua che ha dato origine, che ha in sè stessa la Vita, o se sia l’effetto di tutti e quattro assieme,
che permette questa roba qua. Comunque resta indubitabile che quel potere di
pensare insito, che tu dai per scontato perché lo applichi, quel potere di pensare,
ricordare e poter tenere di conto, quel potere emanante il pensiero, quella roba lì
si chiama Dio. Adesso tu distoglila da tutta la materialità che avviene per effetto del ricordato,
ma il fatto stesso che tu possa pensare a un “adesso” quella roba lì si chiama Dio

Ok

È il fatto che pensi che è Dio, altrimenti come potresti? Non è “penso dunque

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sono”

No, è “penso dunque è Dio”!

È quella roba lì, che è una cosa difficile da spiegare. Nelle due interfacce c’è quindi il rapporto
dell’Intelligenza, ma in rapporto al corpo e in rapporto allo stampo. Allora la sequenza qual è?
Esiste un canale che è quello della quinta vertebra dorsale che collega lo stampo davanti e dietro,
ma esiste anche un altro tipo di canale, ovvero lo Spirito, quindi il canale dello Spirito che ti
permette da questo punto di vista, ti permette di accedere come Intelligenza a qualsiasi Vita che
sia vissuta prima di te e a qualsiasi altra informazione possibile

Quindi lo Spirito non solo scrive ma legge anche?

Lo Spirito non si sa se legge, di certo scrive. La connessione tra Spirito e Intelligenza è nei fatti,
perché lo Spirito deve essere dappertutto. Se l’Acqua è dappertutto e l’Intelligenza è dappertutto,
la Vita deve essere dappertutto ma anche lo Spirito.

Ok

La Vita non c’è solamente nell’Acqua non ancora scritta. Per esempio nel ghiaccio c’è
potenzialmente tutto il liquido che serve però nella forma di ghiaccio… ecco il ghiaccio non puoi
“berlo” eppure è “acqua”, no. oppure se è gassoso non lo puoi bere. Lì è piuttosto complessa la
faccenda, comunque in quei due stati lì succede qualcosa, nell’acqua, se è già scritta o se non è
mai stata scritta. Tutta quella che tu puoi vedere è già formattata, perché è disponibile a essere
scritta. Quindi anche lì è un processo difficile da descrivere, che segna la differenza tra acqua che
è pronta per la “registrazione” o quella che è acqua ma non ancora pronta per la registrazione. E’
questo il senso del plurale “acque” in genesi 1.

Quindi ci deve essere qualcosa che interviene a un certo punto, che segna la differenza tra
l’Acqua non scritta e quella scritta e quindi la Vita.

Sì, in questo caso è la luce

Che è l’attenzione, il fascio di attenzione

Che è poi l’attenzione, il presupposto è l’intenzione che tu intenda usare lo Spirito per scrivere in
quell’unità di memoria, l’intenzione che hai appena avuto. È “energia” anche se non uso mai
questo termine, no. È complesso perché l’intenzione di pensare e la registrazione dell’atto sono
ordini di grandezza temporale differenti

Quindi questa è la spinta, l’energia, chiamiamola come vuoi, che genera la Vita, nel momento
in cui c’è l’intenzione di scrivere su quell’Acqua che non è ancora stata scritta

Esatto, altrimenti non è…

OK, quindi l’Acqua c’è comunque, ma perché ci sia Vita ci deve essere l’intenzione di scriverci
sopra e lo Spirito deve scriverci sopra

Se c’è l’intenzione lei si predispone ad essere registrata

Ok, si mette nello stato in cui può essere registrata

Esatto

Bellissimo… quindi ci sarà una condizione che permette questo

Sì, la condizione è unica, l’acqua registra in modo totale ma quel che l’intelligenza dell’identità
può fornire all’attenzione dell’identità è solo una parte della registrazione effettuata. Questo è
possibile grazie al gruppo del platino

Oh cavolo…

È esattamente quello. Cioè, tu hai dei materiali, moltiplicando l’idrogeno per 1, 2, 3 fino all’oro…

79, no? 9+7= 16 ovvero 1+6= 7 cosi vedi l’importanza dei sette giorni, sette chakra, settanta
volte sette e cosi via…

2 di 4 06/03/2020, 23:34
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Sì, ma l’oro dovrebbe essere l’80. Ma è l’80, perché tu prima hai lo 0, quindi nessun elemento,
poi hai l’idrogeno, l’elio, il litio, l’ossigeno, sono 79 per arrivare all’oro, ma la condizione 0 va
contata

Quindi arrivi a 80, al contrario della cabala qui lo 0 lo devi contare

Sì, perché nessun elemento vuol dire tutti gli elementi

E certo, è la potenzialità assoluta

Esatto. Quindi quel gruppo lì è l’unico gruppo che può aprire la seconda ottava. Certo da qua
non la vedi, no. È una cosa interessante, pensa che gli egiziani facevano una cerimonia in cui
presentavano il mpkftz che è il pane della presentazione che è un triangolo

Oh Signur…

Un triangolo isoscele, i due lati sono uguali, quelli inclinati. Però ovviamente quando vedi i
disegni sui “Testi delle piramidi” dove la presentano al Faraone, il sacerdote si presenta con
questo pane della presentazione, su un vassoio e tu sai che è tridimensionale, no

Quindi è un tetraedro…

In questo senso, se riesci a tirare i fili, ti ho raccontato la faccenda di come sorge tutto il mito
delle tavole della legge. Nel mito delle tavole della legge, Mosè passa quaranta giorni, tieni conti
che lo zero non si legge, no. Quel quattro vuol dire illuminazione, non dice fu sera e fu mattina,
dice giorni, quindi quaranta giorni, quattro attenzioni differenti: una sull’Acqua, una
sull’Intelligenza, una sulla Vita, una sullo Spirito

Ok

Dopo aver passato questa roba qui, che succede in rapporto alla sua linea di sangue? Che lui
scende dal monte Sinai, qualunque cosa sia il Monte Sinai e ode delle voci

Le memorie

Le memorie fanno quella roba lì, lui arriva e vede che adorano il vitello d’oro. Nel vedere questo
si incazza. Poteva depositarle a terra, no, invece le rompe, non le scaglia a terra, se erano di
pietra non si rompevano neanche se volevi, se la scagli a terra una pietra non si rompe. Lui le
rompe volontariamente. In questo momento qui il concetto è: viene assalito dalle emozioni, la
rabbia, eccetera eccetera, e distrugge lo stato che aveva quando è sceso dal Monte Sinai

Quando era ancora collegato col tutto

Esatto lo distrugge, e dopo reagisce. Ma non solo, alla fine della reazione, mettiamo che lui li
processi li ammazzi tutti, che ricordi a tutti che sono già stati morti, eccetera eccetera, che cosa
fa? Fa un’operazione, prende il vitello d’oro, ok?

Lo brucia sul fuoco, ottiene della polvere… ma al massimo l’oro si fonde, non diventa polvere, la
mette nell’Acqua e la dà da bere a tutti questi. È un’operazione che adesso si può fare…

Ok… però poi le tavole le tavole di cui può disporre dopo sono quelle scritte da una parte sola,
non può ritornare a quelle scritte da tutt’e due

No, non può ritornare, o meglio può ritornare a chiedere, ma lui torna alla stessa identica cosa, e
va a ricordare, ripete senza comprensione la stessa sequenza come la ricordava, ma è
impossibile, perché non è allo stesso livello di morbosità. Un ricordo non ha lo stesso livello di
morbosità dell’esperienza quando avviene. Questo è l’aspetto davvero notevole, no. Un secondo
eh…. Ti do una piccola capsulina, come quelle di plastica, sembra una specie di sarcofago.

Ok

E c’è dentro una mummia

Ok

3 di 4 06/03/2020, 23:34
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Adesso spezzetta con le prime tre dita questo sarcofago, prendi la polverina e mettila nell’Acqua

Ok

Ok, adesso devi berne un po’ di quell’Acqua, quattro sorsi

Ok

Adesso sbatti gli occhi. Che ti succede nel corpo?

Allora, prima una sensazione di freddo, e di leggerezza del corpo, già prima che tu mi dicessi
della capsulina, mi si stava sollevando la testa e anche le braccia

Sì, ma non hai risposto alla domanda

Cosa succede adesso

Sbatti gli occhi

Adesso c’è calore

Sì va bene ma devi pensarti adesso. Ok. Che succede alle gambe

Sento un movimento nelle gambe, una sensazione di modificazione delle gambe

Va bene, stai ad adesso, sbatti gli occhi, continua a stare ad adesso. Controllati la muscolatura
delle gambe

È tonica

Va bene, sbatti gli occhi e controllale di nuovo adesso, devono tornirsi

Sì, sento tirare dietro, le cosce e anche i polpacci

Devi avere le gambe proporzionate e belle, ma anche toniche

Sono proporzionate e sono belle

Ok, la silhouette come diventa?

Beh… direi perfetta!

Va bene, vediamo cosa succede

Stanno tirando ancora tanto, dietro, è esattamente la sensazione di un rassodamento, anche


quando le tocco

Sì, la schiena, le spalle?

Tutto, la pancia è piatta… fantastico

Vediamo dai

È proprio la postura che va su, sento proprio l’espansione

Esatto, aumenteranno anche i seni

Sì! Ragazzi… minchia Johnny!

Devi accorgerti se no non registri l’Acqua

Mi sto accorgendo tantissimo, la sensazione delle gambe è fortissima, anche il sedere

Sì, certo, ti lasciavo con il culo sceso?! Vediamo come procede…

Franco Remondina

4 di 4 06/03/2020, 23:34
Articolo 562- che palle… https://dodicesima.com/articolo-562-che-palle/

Articolo 562- che palle…

Franco Remondina

Roma 29 febbraio 2020 – Preincontro

Allora, dovete pensare che il sistema appare complesso all’inizio. Ciò è dovuto al fatto che
una volta che vi viene descritto e spiegato dovete ricostruirlo voi per voi stessi. È complesso
ma è logico, quindi abbiamo tre tipi di Spirito, capite? Perché è logico che sia così, quindi
abbiamo lo Spirito di Dio poi c’è lo Spirito Santo, poi c’è lo spirito di patata, quello che avete
voi! Fino a che non riuscirete a ricostruire il percorso che va dallo Spirito dell’identità allo
Spirito Santo e poi allo Spirito di Dio avrete fallito. Allora, lo Spirito è essenzialmente il
potere primario, perché? Perché è attraverso lo Spirito che avviene la registrazione del
pensiero nell’Acqua, ok? Se non ci fosse lo Spirito l’Intelligenza penserebbe, l’Acqua
registrerebbe, ma non ci sarebbe il trait d’union, non ci sarebbe la possibilità di riascoltare il
pensiero. Ok? Quindi ci sono tre tipi di Spirito, in che cosa si distinguono? Si distinguono
nella cornice riguardo alla morbosità. Tu hai la morbosità adeguata allo Spirito dell’identità
che è morbosa sull’identità e quindi è inserita in una cornice specifica, ovvero per fare un
paragone tecnologico, questa roba qua (viene indicato un registratore), registra la mia voce,
ma non registra un cazzo di quello che c’è qua, capite? (Si) Ok. Quindi se tu hai questo (viene
indicato uno smartphone) e lo accendi e fai un filmato, lui registra sia le immagini che i
suoni, non esiste ancora un apparecchio elettronico che registri suoni, immagini, emozioni,
odori, gusti eccetera eccetera, mi capite? Quindi in termini tecnici la questione sta proprio
nel differente uso dello Spirito. Quindi lo Spirito Santo a che cosa serve? Serve a fare da
trait d’union tra l’acqua e le acque. Quindi potete vedere attraverso lo Spirito Santo il
modello che Dio ha pensato di voi, ok? Questa è grosso modo la struttura. Naturalmente il
discorso vero è come avviene lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo avviene attraverso la
comprensione! E qual è la comprensione? La comprensione è questa: il sistema del Sapiens è
basato sull’intelligenza e l’intelligenza deve poter riconoscere la diversità dei pensieri che fa.
L’attenzione è quindi un sistema di interfacce. Nello stampo quindi, abbiamo due interfacce
principali che sono quelle attinenti allo “spirito dell’identità: l’interfaccia tra il corpo e lo
stampo e l’interfaccia tra lo stampo e il corpo. Ognuna di queste interfacce è in scala rispetto
alla densità. Un po’ più in basso ci sarà un altro tipo di scala. All’interno dello stampo c’è
comunque il vostro modello che, per essere riconoscibile deve avere anche lui
un’interfaccia. Il modello di voi nello stampo avrà un’interfaccia speciale rispetto ad altro
perché è una visione privilegiata. Se io vedo lei, nel mio modello non è me, quindi il mio
modello avrà per la mia l’intelligenza un adeguato frangente di morbosità.
Questa morbosità produce il ricordato del modello e lo focalizza densificandolo come corpo
più denso. In scala tu avrai il picco che è il corpo denso, con le due interfacce rispetto allo
stampo. All’interno un pochettino più in basso come densità, c’è il tuo modello di te nello
stampo, rispetto allo stampo. Quindi il tuo modello avrà un’interfaccia pure lui, rispetto allo
stampo, ma che è diversa da quella del corpo fisico, però è sempre privilegiata in virtù della
morbosità. Mi sono spiegato bene? (Sì) Allora, queste due per quanto riguarda l’identità,
queste due copie di interfacce sono il causa-effetto, ok? Se voi illuminate sempre solamente
la causa o solamente l’effetto potrete, è vero, interrompere un pensiero, potrete interrompere
l’effetto, ma la causa rimarrà assente. Mi spiego? Allora cerco di essere sintetico: quando voi
percorrete con l’intelligenza il tunnel difrattivo, entrate nello stampo, chiedendo
all’Intelligenza di andare in fondo a questo tunnel, siete nello stampo, siete nel fuori, potete
vedere entrambi, no, potete vedere le due interfacce del modello all’interno dello stampo e le
due interfacce del corpo rispetto allo stampo. Mi sono spiegato? Allora dovete accendere le
due interfacce interne allo stampo e le due interfacce rispetto al corpo. Se accendete questo
punto qui, (indica il punto sulla piega dell’ascella) all’interno dello stampo ci sarà il modello
che ce l’avrà sulla destra, no? Se da questo punto di vista illuminate il pensiero sia dallo
stampo che dal corpo avrete sicuramente una alterazione della situazione e se la forellate
attraverso questi (i due toroidi nella prima falange del medio), dallo stampo e dal corpo, in
contemporanea, dovete vedere i quattro fasci di luce che colpiscono il pensiero, sarà
diversissimo (scusa, quando dici accendere l’interfaccia vuol dire accendere i toroidi?) Sì i
toroidi, certo, tuttavia vedendola così c’è un effetto di illuminazione complessiva, perché
dallo stampo la parte interna dello stampo viene illuminata per effetto dei toroidi e da qua

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viene illuminata la superficie dello stampo. Quindi hai luce dentro e luce fuori, è una
questione particolare da un punto di vista diciamo dei pixel. Tu sei abituato a viverlo con una
certa illuminazione, questa si raddoppia, no. Allora, se lo fai bene, a un certo momento tu
avrai una blanda esperienza di illuminazione. È questa l’illuminazione ragazzi, non è che
dovete inventarvi chissà che, a forza di vedere causa e effetto il sistema diventa molto più
luminoso e più chiaro. Se vedi causa e effetto, entrambi all’Intelligenza paiono un dettaglio,
no, perché non sono l’Intelligenza, quindi a un certo momento hai un sovraccarico. Se ti
rendi conto di essere l’Intelligenza, tu hai tutto bianco, tutto molto, tutto bianco, non lo so
come si può dire, luce dappertutto e ti rendi conto che davanti dietro, destra sinistra, sopra e
sotto sono una minchiata perché li vedi tutti assieme. Se non succede a voi non potete capire,
capito? Ma da un punto di vista della spiegazione, meglio di così non riesco a farla. Ma il
vero problema è: che succede se ti piazzi, se cominci a vedere da tutt’e due le parti come
Intelligenza? Cambia il tuo approccio rispetto allo Spirito. Lo Spirito che è quello che
registra, registra una cosa che nessuno nella tua linea di sangue ha mai registrato. Questo ti
dà accesso a un potere che neppure sapevi di avere. E cominciano, comincia a venirti quella
certa sindrome da supereroe, di fare i miracoli dappertutto! Allora, siete speciali, lo potete
fare per questo, dovete solo cambiare scala allo Spirito che sta incidendo il vostro
chiacchiericcio mentale. Dovete volgerlo verso il modello che Dio ha pensato di voi
e allora le cose cambiano. Già questo valeva la pena di essere fatto. Ragazzi che roba!
Comunque la spiegazione è fantastica, per cui il processo attuale è finalmente quello di
governare la morbosità. Ok? Se governate la morbosità nessuno vi potrà infettare, mi capite?
Governare la morbosità significa governare fondamentalmente anche la tiroide, perché la
paura vi prenderà esattamente qua. Quindi io vi insegno oggi a mandare affanculo tutti
questi idioti che cercano di governare la vostra tiroide e di far vedere come. In realtà, per voi
risulterà semplicissimo. Adesso non lo è per le persone, ma poi risulterà evidente. Tu che fai
questa minchiata qui, (parlando a una persona del gruppo), vuol dire che sei morbosa verso
questa roba qua, capisci? Allora, fino a che la tua morbosità va addosso a questa, non potrai
mai liberarti. Quindi devi, da questo punto di vista, attuare una strategia. Il contrario della
morbosità è “che palle”, la noia. OK’ Ti sei mai annoiata nella vita? (Sì) Ok, allora, adesso
siccome hai la morbosità tutta preminente su questa roba qua, il pensiero ti prende la gola e
poi ti irrigidisce tutta, giusto? Allora, fino a che cerchi di combattere, lui acquista potere, mi
spiego? Perché? Perché sfrutta la tua morbosità unita alla sua. Faccio una battuta, se fossi
indiano direi “in-du”…ragazzi che devo fa’, devo far ridere perché questa è una roba grave
davvero! Quindi in-du è chiaro che ti vince, perché lui usa la tua forza, la tua morbosità, ci
attacca pure la sua, diventa una morbosità doppia. Ok, allora, mettiamola in questa maniera
qua. Adesso tu, ti sei annoiata (Sì) Ok, non devi colpire la sua di morbosità perché quello è
morto, è una memoria cromosomica da linea di sangue, devi colpire la tua morbosità.
Per farlo lo puoi sempre fare. Adesso presentati questo pensiero che ti dice che non puoi
camminare, che non ce la fai, ma presentati assieme quella volta che ti sei annoiata “che
palle, che palle, che palle” cerca di far scontrare il “che palle” con la morbosità. Ok? Adesso è
molto semplice, siccome hai questa roba qua che ti prende, allora, c’è un punto qua così,
picchietta sulla destra, picchietta questa roba qua, ecco così, qua, vicino alla tiroide…

Se non volete picchiettare questo punto qua che non sapete, per essere più semplici, la
morbosità, quella roba lì, prende il primo dei canali che è il triplice riscaldatore, che è quello
che vi fa percepire il caldo e il freddo, la cinestesia rispetto all’ambiente. Fate una cosa,
picchiettate qua [sotto il naso] Questo è uno dei punti principali di connessione, sotto il
naso, picchietta. Adesso hai fatto “che palle”, cerca di unire questi due “che palle”. Va bene C,
di che cosa stavamo parlando (Boh?) Hai capito com’è? Adesso devi muovere C, parlami,
dimmi qualcosa, una poesia dai (il viaggio in treno) Come è andato il viaggio in treno? (È
andato bene, abbiamo visto dei giovani con la mascherina…) Com’è il tuo pensiero?
Accorgiti! (mi è sparito!) Allora, tu non puoi togliere la morbosità del pensiero,
poiché è stato grazie a quella “morbosità” che è comparso dalla line di sangue,
ma devi solo impedire che il pensiero aggiunga la sua morbosità alla tua,
perché altrimenti non puoi liberartene. Capite? Ok, tu puoi togliere la tua morbosità
con “che palle”. Una volta che tu togli la tua morbosità, lui resta solo con la sua. Dove la
indirizzerà? Verso se stesso no, capisci? (Grazie) Che grazie? Adesso che l’hai tolta spingi
indietro la sedia e alzati! Siccome il pensiero adesso sai come disinserirlo, devi farmi vedere
come cammina C, non come cammina l’altro morboso verso la sua camminata. Vai a cercare
il tuo movimento, C, il tuo, continua col “che palle” (da come l’ho vista stamattina è
incredibile!) Lo capisci? Devi solo tenere, usa il “che palle”, adesso tutto quello che ti rompe i
coglioni te lo faccio togliere durante l’incontro. Va bene così? Vi va bene? Durante il viaggio
ho ricevuto la telefonata di un tizio, per quella tizia che è ancora viva nonostante l’avessero

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mandata a morire, adesso non le si chiudeva on buco in testa, dove l’hanno trapanata. Allora
la tizia, visto che non le si chiudeva perché le avevano lasciato il buco aperto, ieri sera gli ho
detto vabbè, visto che lei non ci riesce da sola a chiuderlo, lo chiuderò io. Per cui stanotte li
ho tenuti svegli. A un certo momento dice “ma eri in camera nostra, perché noi sentivamo
una presenza!” Allora, vabbè, ho detto, presenza o non presenza, adesso sono a Santa Maria
Novella, chiamami tra venti minuti dopo che ho passato il tunnel, ci sentiamo, te lo chiudo
io, fai una foto prima di cominciare. Allora lui fotografa ‘sto foro che c’è sopra la testa.
Vabbè, avrò fatto 8-9 fotografie, l’ho chiuso. Ho ricostruito l’osso. L’ho sigillato. Si vedeva,
dice “vedo la carne che cresce i lembi che tirano”, alla fine si sono attaccate. (Vuoi un caffè?)
No, non amo mangiare prima dell’incontro. L’ultima volta che sono venuto qui mi sono
alzato alle 5 per partire, ho fatto dalle 5 di mattina fino alle 9 e mezza, ho bevuto qua tanto
così di aranciata amara, poi non ho bevuto niente, non ho fatto pipì, niente di niente. Una
cosa incredibile. Adesso è una settimana di colluttazioni, ve la racconto. Mi chiama ‘sta
polacca, lunedì o martedì, mi dice che ha due dita a scatto nelle mani. Allora io le tolgo lo
scatto nelle dita, dopodiché sono tutti quelli che fanno ottomila corsi, alla fine l’ho mandata
affanculo, le ho detto vaffanculo, credi quello che vuoi. La sento ieri, “hai deciso di essere
mandata un’altra volta a fare in culo?” Dice, “l’altra volta non ti ho detto, ho il dito storto e
gonfio”. “Vabbè fai una foto”, perché l’altra volta dice “col pensiero?” voleva fare la foto col
pensiero, sono quelli che si sopravvalutano. Io le ho messo giù, lei mi richiama “ma io
pensavo”… Non pensare, cazzo, se io ti chiedo di fare una foto ha un significato. “Stavolta la
faccio”. Meno male! Allora fa la foto e le dico “vabbè siccome non voglio incazzarmi, prima di
rischiare di mandarti affanculo perché non so cosa capisci, te lo faccio io. Dimmi quando si
raddrizza il dito”, così come ve lo dico a voi. Faccio questa cosa qui, naturalmente ordino
determinate cose nel suo stampo e nel mio rispetto a lei, un minuto e mezzo, si è raddrizzato.
Allora, si raddrizza il dito, no. Lei dice “è meglio” non mi devi dire com’è in rapporto a
prima. Alla fine dice “è dritto” e gli ha fatto una seconda foto. Mettiamo giù, tre ore dopo mi
manda un messaggio “continuo a ridere, guardo il dito e continuo a ridere, perché è una cosa
un po’ strana” Adesso viene (ha detto che guardava i treni per venire) C’è tutta una serie di
persone che vengono a Padova, una mi racconta una serie di problemi. Le dico “sei tu a fare
tutto”, ma lei ha già la sua scusa pronta, quella di tutta una vita, “no perché io sono nata già
così, mia madre quando era incinta è caduta, ha battuto la pancia e mi manca un pezzo di
braccio”. Fai una foto a ‘sto minchia di braccio. Allora, non lo poteva reggere, abbiamo fatto
tre fotografie, il braccio si è allungato di tanto così, due dita traverse, ma non lo poteva
reggere. Io ero disposto a portarglielo fino al polso. Il braccio ha cambiato colore, perché lei
poi tenendolo sempre così ha difficoltà a muoverlo. Gliel’ho fatto muovere, lei dice “cazzo
non l’ho mai mosso cosi, sento scrocchiare il gomito!” Le ho detto accorgiti, no, che si
allunga “Sembra più lungo”. Non deve sembrarti, te lo sai quanto è. Allora comunque due
dita di traverso si è allungato in poco più di sette otto minuti, perché i primi sette minuti ho
dovuto insultarla per farla smettere di dirmi le minchiate che mi diceva. Ragazzi il Sapiens è
speciale, se capite come funzioniamo abbiamo la possibilità di usare, poi vi spediscono
questa registrazione così capite il pregresso. Potete usare e traslare, invece dello Spirito
dell’identità, lo Spirito Santo, che è una apertura notevole. Ma dovete poterlo sostenere
intellettivamente. Se non potete sostenere una cosa intellettivamente, allora non potrete
avervela, perché finirà ai margini della coscienza., cioè finirà ai margini non della coscienza,
perché rimarrà comunque registrata, il problema è che non avrete la morbosità necessaria
per andarla a riconoscere. Mi sono spiegato bene? (Si) Comunque la morbosità ve la farò
vede’ vi ho dato un piccolo saggio adesso e potreste mandare affanculo tutti quelli che
vengono a dirvi del “vairus” (adesso la cosa più divertente è che i cinesi hanno paura di
prenderlo dagli italiani!) Avete presente il libro di Giobbe mi sembra il capitolo 3, il versetto
adesso non me lo ricordo perché sono fuori di testa, però c’è un punto dove dice “tutto quello
che temo mi cade addosso” Capito? Giobbe era un professionista della sfiga, ragazzi che
roba! Adesso vi insegnerò, a parte tutto, a controllare la tiroide, per cui non ci sarà, in un
mondo di pensiero, un virus che può contagiarvi. Fatevi due risate, cazzo! Naturalmente il
discorso qual è, è che inseriti in una situazione come questa dovete avere la possibilità di
ricordarvi con la stessa morbosità che siete l’Intelligenza non il corpo, perché altrimenti
l’inconscio collettivo vi colpirà. Se avete fiducia invece nella vostra Intelligenza. perché siete
un punto cruciale della creazione per effetto dell’Intelligenza, se avete fiducia in questo,
potete dire al virus che lui non esiste, perché è un’invenzione della mente umana. E ricordate
che l’influenza si chiama così perché l’acqua degli altri ha potere su di voi, nel senso, ci
bombarda, ma vi bombarda solamente se il vostro livello di comprensione è simile al loro.
Ma se il vostro è così, se è incredibilmente più evolvente verso la verità, vi bombarda un
cazzo. Non so se mi… ecco vi insegnerò a controllare la tiroide perché per evidenti ragioni le
memorie vi prendono qua. Una volta debellato un virus, perché succedono le epidemie

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continuamente nella storia, perché vengono ricordate, perché sono nell’acqua e perché ve le
pongono in maniera tale da farvi diventare morbosi riguardo alla possibilità già
sperimentata dalla vostra linea di sangue di essere contagiati (e per i figli?) Oh Signore, per i
figli tu dovresti essere morbosa sul fatto che tuo figlio è sano. Non dico tu, ma in generale sei
morbosa perché temi che gli capiti, capite? Adesso comunque ve lo faccio vede’ (io lunedì
vado a Nizza tranquilla e serena) Allora non dovresti neppure dirmelo (ma io voglio che tu lo
sappia) A scanso di equivoci! Allora, ragazzi, guardate, già che siamo qua solo noi, il sistema
non ha ancora raggiunto il top della paura. Prendetevi, adesso che è passata l’ondata dei
primi, ricordatevi, le persone che sono andate a prendere hanno preso cazzate, voi dovete
ritornare a prendere al supermercato l’equivalente del vostro fabbisogno, se ne avevate preso
per sei mesi, prendete lo stesso equivalente, perché vedrete, il problema è questo qua, è in
atto un gioco all’interno della massoneria (perché l’Italia?) Perché noi (loro) siamo quelli più
corrotti assieme agli Stati uniti, siamo la fazione perdente. Il problema della massoneria è
che siccome il sistema non ha raggiunto il gradiente necessario, riempiranno con le scorte di
magazzino i supermercati per darsi a loro la possibilità di spaventarvi ancora di più. OK?
Cogliete l’occasione, mettetevi al riparo. Se vi mettete al riparo non sarete costretti ad andare
in giro a cercare roba, no. Ricordate, perché prima o dopo questi qua il casino lo fanno
succedere no, e voi non dovete stare in mezzo ai casini. Usate l’Intelligenza, vi costa un cazzo
adesso, no. (È da tanto che ce lo dici) Allora il problema è questo, la fiducia nel sistema in
questo momento dove il sistema è in guerra, geopoliticamente ci sono altre massonerie,
questa roba qua è fatta per interrompere in qualche maniera il sistema finanziario.
Procuratevi il cibo che vi serve (per quanto tempo?) Ma, prima che si rimetta in moto, voi
dovete avere (almeno tre mesi?) Ma che tre mesi ci vuole di più, ci vuole un anno (Quanta
pasta ci vuole per una persona per un anno?) Per una persona ci voglio circa trentasei chili
se mangia solo pasta, potrete usare trenta chili di pasta e dieci chili di riso. Non succede? Chi
se ne frega, la pasta non scade, il riso conservato all’oscuro non scade. Di che ci preoccupate,
la mangiate. Tutto si risolve? Benissimo, ma il problema è: voi dovete pensare per voi stessi e
per i vostri familiari e dovete essere pronti. Il resto sono puttanate. Non volete farlo? Chi se
ne frega, io vi sto trattando come se foste miei fratelli, vi dico fate così, non avrete guai.
Perché nel momento in cui poi devi andare in mezzo ai casini, non sai mai quello che
succede. Lo fanno apposta no. (la frutta e la verdura le metti in freezer?) La frutta non la
puoi mettere in freezer, quindi devi fare di necessità virtù, io non credo né che la frutta faccia
bene né che faccia male, non credo a un cazzo. Il problema è che ho il programma, io riesco a
mangiare pochissimo, però la memoria devo continuamente tenerla sotto controllo. Potreste
acceder, ma in questo momento non siete ancora saturati come sintesi intellettiva a una
Spirito diverso dallo Spirito che registra la morbosità dell’identità. Allora sarebbe differente,
ma devi dirottare la tua morbosità verso altro. Ma perché cazzo credete che vi abbiano rotto i
coglioni negli ultimi cinque o sei anni con il culto del cibo? Perché sarà lì, no, che vi
coglieranno (tutti i programmi sul cibo) sarà lì, poi ve lo tolgono e voi vi disperate. Prendete
la pasta, prendete il riso. Io vi spiego qual è la struttura di base del controllo (ma solo in
Italia o anche all’estero?) Anche all’estero (anche in Tunisia?) Guarda il problema è il
sistema delle religioni e della massoneria sono un tutt’uno, mica ti rispettano perché abiti in
Tunisia, in Italia o in Cina. Il problema è: loro sono meglio di te e da questo presupposto tu
non conti un cazzo, quindi ti danno salari del cazzo, condizioni di vita del cazzo, però loro
hanno i rubinetti d’ro eccetera eccetera eccetera. Allora tu dovresti andare là e sparargli,
allora la massoneria finisce subito, perché se tu ammazzi oggi come oggi cinquemila persone,
gli altri smettono, e il mondo si cambia automaticamente. Ma ricordati, se tu fai questo tipo
di pensieri non vai da nessuna parte, perché alla fine se tu prevedi di uccidere qualcuno, è
possibile che poi ti torni indietro e un altro uccida te. Il tuo problema è ricordati Genesi 1 alla
fine dice “Dio guardò e vide che tutto era buono” Questa roba qua ve la
insegnerò, comunque sia, sarà una roba. Aveva ragione Gesù, non di porgere
l’altra guancia, se ti è successo che ti hanno schiaffeggiato è colpa tua, devi
guardare altro, no che devo prendere un secondo schiaffo, devi semplicemente
imparare a modulare la morbosità. Se tu impari a modulare la tua morbosità
potrai giungere alla verità, perché è così che è scritto. Lo volete fare, non lo volete
fare? Io oggi lo dimostro e vi faccio vedere quanto è figa ‘sta roba, poi non lo so, dopo
dipende da voi, perché è questa roba qui, ho bisogno che voi lo facciate. In questo modo
siccome io sono voi e voi siete me, il mio stampo comincerà a prendere a pedate nel culo
tutti, metaforicamente, e vediamo che cazzo succede. Perché se sono solo io devo cambiare le
scarpe, perché a forza di prendere a pedate la gente…

Franco Remondina

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