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Dott.

ssa Caterina Fucili


DISTORSIONI COGNITIVE E Psicologo Psicoterapeuta
Fano e Pesaro
CONVINZIONI IRRAZIONALI
APPROCCIO COGNITIVO RAZIONALISTA DI ELLIS E BECK

IL CONTRIBUTO DI ELLIS E BECK

La psicoterapia cognitiva si sviluppa intorno al 1960 grazie a due terapeuti di formazione


psicoanalista, Aaron Beck e Albert Ellis. Essi costruiscono una forma di terapia che nasce
direttamente dall’esperienza clinica come metodo di intervento di elezione nella cura
della depressione e dei disturbi d’ansia. L’attenzione si sposta su come l’individuo
elabora e attribuisce significato agli eventi: la sofferenza sarebbe attribuibile a
convinzioni disfunzionali, cioè a pensieri “illogici” che impediscono alla persona di
raggiungere i propri scopi e determinano sofferenza emotiva e comportamenti
problematici.
Uno degli strumenti di intervento è la “ristrutturazione cognitiva”, cioè il cambiamento
nel modo di processare e interpretare le informazioni che provengono dall’ambiente,
che si attua nella relazione di fiducia instaurata fra terapeuta e paziente.

Il focus dell’attenzione è capire come l’individuo agisce nell’elaborare gli stimoli.


Individui diversi danno significati diversi allo stesso evento. Lo stesso individuo, in
momenti diversi, può dare significati diversi allo stesso evento. Ognuno interpreta
l’evento in base alla visione che ha delle cose.

Esempio 1.

Mentre sto dormendo avverto un rumore. Immagino che ci sia un ladro (cognizione), ho
paura (emozione) cerco il cellulare per farmi aiutare da qualcuno (azione). Oppure penso
che il rumore sia prodotto dal vicino di casa (cognizione), mi irrito (emozione), chiudo
tutte le porte per isolare la stanza (azione).
Dott.ssa Caterina Fucili
Psicologo Psicoterapeuta
Fano e Pesaro

Esempio 2.

Mentre cammino per strada vedo un caro amico, accelero il passo per raggiungerlo ma
lui sale in macchina. Immagino che mi ha evitato perché potrei averlo offeso in qualche
modo (cognizione), mi sento triste (emozione), riprendo il mio percorso (azione). Oppure
penso che non mi ha visto (cognizione), mi viene voglia di contattarlo (sollecitudine) e lo
chiamo (azione).

LE ILLUSIONI OTTICHE

Per comprendere questi aspetti si può far ricorso ad alcuni studi sulla percezione visiva;
questi studi ci insegnano che ognuno di noi costruisce la realtà percepita, che le figure
che percepiamo non sono sempre una esatta interpretazione dei segni esterni che la
compongono. Si parla di illusioni ottiche: una illusione inganna l'apparato visivo umano,
facendogli percepire qualcosa che non è presente o facendogli percepire in modo
scorretto qualcosa che nella realtà si presenta diversamente.

In queste immagini possono essere osservate due possibili figure distinte (giovane e suocera; profili e vasi; anatra e coniglio).
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In questa immagine si percepisce un movimento di alcuni elementi che ovviamente sono immobili.

In queste immagini la lunghezza delle linee orizzontali (prima figura) o verticali (seconda figura) può apparire diversa.
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In alcune immagini si ha la percezione di parti che non esistono realmente (il cubo).

Queste immagini sono rappresentazioni di oggetti, animali o situazioni impossibili, che non potrebbero esistere cioè nel mondo tridimensionale.
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Questo esempio, diverso dai precedenti, ci insegna come il nostro cervello sia in grado di generare la grammatica e di leggere delle parole sensate

anche e queste non sono corrette.

Gli esempi riportati (figure ambigue, figure impossibili, figure fantasma, illusioni di
movimento, illusioni di completamento) dimostrano come il cervello sia creativo nel
costruire la realtà. Per facilitare la lettura di una immagine possiamo inserire contorni e
piani inesistenti, "ingannare" l'occhio e rappresentare oggetti o spazi in false prospettive
e renderli "impossibili". Si parla a tal proposito di illusioni cognitive, dovute cioè
all’interpretazione che il cervello da’ delle immagini.

Come il cervello interpreta le immagini così l’individuo interpreta la realtà.


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“La risposta affettiva e comportamentale è piuttosto determinata

dalle modalità con cui la persona struttura la propria esperienza”.


(A. Beck)

COGNIZIONE

Qualunque attività mentale che abbia un contenuto verbale: pensieri, idee,


giudizi, autoistruzioni, autocritiche, desideri articolati verbalmente.

DISTORSIONI COGNITIVE (BECK) E CONVINZIONI IRRAZIONALI (ELLIS)

Sono errori nell’elaborazione della cognizione:i dati concreti della realtà vengono
distorti e trasformati in qualcosa di diverso dai dati originali.Gli errori di pensiero sono
più o meno presenti in ogni persona.Quando la loro frequenza è massiccia, i dati della
realtà vengono costantemente falsati da sistematici errori di giudizio e di conseguenti
comportamenti.Le cognizioni sorgono come se fossero risposte automatiche, cioè senza
previa riflessione o ragionamento apparenti. A volte il pensiero sembra avere un
carattere involontario.Il nostro cervello non è fatto per seguire sempre la logica nel
trarre conclusioni, anzi, ma questo non è necessariamente un male. L’agire in modo
impulsivo, senza troppi ragionamenti logici, spesso è infatti alla base di meccanismi
importanti di sopravvivenza.
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ALCUNI ERRORI COGNITIVI

INFERENZA ARBITRARIA: trarre conclusioni in mancanza di evidenze sufficienti.

Esempi

Incontro una persona che non vedo da un po’, la vedo avvicinarsi dall’altra parte della
strada ma non mi saluta. Penso: “è la solita antipatica, ha fatto finta di non vedermi”.

“Mamma non mi ha chiesto nulla dell’esame, è sempre la solita egoista”.

“Se non passo questa prova avrò la conferma che devo cambiare vita”.

ASTRAZIONE SELETTIVA: concentrare l’attenzione su aspetti particolari della situazione


in esame, tralasciandone altri.

Esempio

Organizzo una cena, tutto va come dovrebbe tranne il dolce, che non è lievitato
abbastanza. Penso: “accidenti, la cena è andata da schifo”.

“Se sono magra sono speciale”.

“Posso sentirmi bene solo se controllo sempre cosa fa mia figlia”.


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ECCESSIVA GENERALIZZAZIONE: adattare conclusioni derivate da eventi isolati a


svariate situazioni.

Esempio tipico: lo stereotipo

Un esempio tipico di eccessiva generalizzazione è rappresentato dagli stereotipi. Con


uno stereotipo attribuiamo a un’intera categoria di persone delle caratteristiche senza
verificarle. “I tedeschi (tutti i tedeschi) sono precisi.” “I genovesi (tutti i genovesi) sono
tirchi.”

INGIGANTIRE/MINIMIZZARE: esaltare o ridurre l’importanza di eventi e situazioni.


Minimizzare è un processo simile a quello della svalutazione in cui le esperienze
positive non vengono considerate in quanto prive di valore. In genere si ingigantiscono
gli aspetti negativi e si minimizzano quelli positivi. Accade quasi sempre così che
vengano ingigantite le critiche (possono essere vissute molto male, con un eccessivo
senso di colpa per aver sbagliato) e che vengano minimizzati i complimenti.

Esempi sull’ingigantire

“Se aumento di due chili divento obesa”.

“Se non mi passa il panico diventerò matta”.


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Esempi sul minimizzare

“Niente conta di quello che faccio”.

“È un circolo vizioso, non è merito mio anche se mi sono impegnato/a”.

Frasi tipiche sui complimenti

“Me l’ha detto perché voleva essere gentile.”

“Sì, ma mica lo pensa davvero.”

“Grazie ma non me lo merito.”

PERSONALIZZAZIONE: interpretare eventi esterni in relazione alla propria persona, in


mancanza di evidenze plausibili.

Esempi

Quante volte ad esempio mi sono sentito/a in colpa perché è successo qualcosa di


brutto, anche se non è stata oggettivamente colpa mia? Ogni volta si pensa: “se avessi
fatto, se avessi detto…., magari quella cosa non sarebbe successa!”.

“Sono sicuro/a che quando entro nei negozi tutti notano il mio naso”.
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“Se qualcuno mi guarda mentre mangio divento imbarazzato/a”.

“E’ colpa mia se ….”

“Non voglio che mi vedano”.

LETTURA DEL PENSIERO: essere convinti che le persone abbiano determinati pensieri o
provino determinate emozioni in assenza di prove.

Esempi

“Vorrei che mio padre mi dicesse quanto mi apprezza, se mi conosce sa quanto ho


bisogno di sentirmelo dire”. Molte volte le persone anche se ci vogliono bene ignorano i
nostri pensieri, e non sanno quelli che sono i nostri desideri finché non glieli diciamo).

“Non si siede vicino a me; preferisce l’altra/o ”.

“Non mi ha fatto neanche gli auguri. Non mi considera un’amica/o ”.

“Non ti ascolto neanche, ti ho già capito ”.


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PENSIERO DICOTOMICO: collocare le esperienze in una o due categorie opposte.

Esempi

Il pensiero dicotomico divide il mondo in due, semplificandone la complessità ed


eliminando le sfumature. Questo porta a modalità di pensiero molto rigide. Questo tipo
di pensiero può essere riferito a come vorrei essere, a qualcosa che devo fare, alle
persone che mi sono care o al mondo che mi circonda.

“O sono perfettamente magra come penso di dover essere o faccio schifo”.

“O prendo 30 all’esame oppure tanto vale rifiutare il voto”.

“O sento che lui mi ama completamente oppure non ha senso stare insieme”.

“O una cosa è giusta o non lo è”.

“Se non sono in completo controllo, sono totalmente fuori dal controll ”.

“Se non posso gestire questa area della mia vita, perderò ogni cosa”.

“Passo sempre dal vuoto emozionale al caos”.


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DOVERIZZAZIONI: consistono nel dire a se stessi che si dovrebbe fare (o si dovrebbe


avere fatto) qualcosa, quando è più esatto dire che si preferirebbe fare o si avrebbe
preferito avere fatto quel qualcosa.

Esempi

“Devo essere il più bravo a scuola.”

“Devo essere una mamma perfetta.”

“Non mi è consentito sbagliare, devo fare tutto in modo perfetto.”

PENSIERO CATASTROFICO: pensare di sapere che cosa preserva il futuro, ignorando


altre possibilità.

Esempi

“E’ inutile reagire”.

“Tanto andrà come dico io, sarà un disastro”

“Ormai è inutile fare qualsiasi cosa, sono destinato a rimanere così”

“So già che mi abbandonerà”.


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RAGIONAMENTO EMOZIONALE: credere che qualcosa debba essere vero perché viene
percepito come tale.

Esempi

“Se pensare di dare l’esame mi fa venire l’ansia, allora devo preoccuparmi”.

“Stare con la mia fidanzata mi ha intristito, forse allora non stiamo più bene insieme”.

“Ieri mi sono annoiato, la compagnia che frequento non è stimolante”.

INFERENZA ARBITRARIA: trarre conclusioni in mancanza di evidenze sufficienti

Esempio

Incontro una persona che non vedo da un po’, si avvicina ma non mi saluta. Penso:”E’ la
solita antipatica, ha fatto finta di non vedermi”. Ma non ho prove per ritenere che mi
abbia effettivamente visto, potrebbe essere stata sovrappensiero e non avermi notato.
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ASTRAZIONE SELETTIVA: concentrare l’attenzione su aspetti particolari della situazione


in esame, tralasciandone altri.

Esempio.

Organizzo una cena, tutto va come dovrebbe tranne il dolce, che non è lievitato
abbastanza. Penso: “Accidenti, la cena è andata da schifo”. Ma solo il dolce non era come
volevamo, il resto è andato bene.

LA RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA

Nella terapia cognitiva il paziente viene addestrato a valutare le proprie


convinzioni come se si trattasse di ipotesi, e non come certezze, in modo da
comprendere che il proprio modo di interpretare la realtà è soggettivo e può essere
articolato in altri punti di vista. Ci si allena a monitorarsi, a notare i pensieri disfunzionali
e a metterli in discussione, mentre con il terapeuta vengono elaborati piani finalizzati a
modificare i comportamenti.
Alcune finalità della ristrutturazione cognitiva.
Riconoscere i propri pensieri automatici negativi.
Monitorare i pensieri e aumentare la consapevolezza delle modalità di pensiero.
Identificare, chiarire, distillare e articolare i pensieri disfunzionali nella forma più
semplice.
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Esaminare l’evidenza, gli argomenti pro e contro, la validità e l’utilità dei pensieri
disfunzionali.
Raggiungere una conclusione ragionata valutando l’evidenza in favore e contro.
Fare delle modifiche comportamentali che siano coerenti con la conclusione
ragionata.
Sviluppare pensieri alternativi e interpretazioni più realistiche.
Riconoscere le connessioni tra cognizione, affetto, comportamento.
Modificare gradualmente le assunzioni sottostanti riflesse da credenze e pensieri
più specifici.
Dott.ssa Caterina Fucili
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A priori, delle cose conosciamo

soltanto ciò che noi stessi vi mettiamo”.


(I.Kant)