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TUCIDIDE

Una delle pietre miliari della storiografia greca è Tucidide, il quale diede un fondamento scientifico
alla storiografia.
Sappiamo che il padre della storia greca viene considerato Eordoto, che pur non rinunciando a
introdurre nella sua opera genealogie di eroi e dei, excursus di natura geo-etnografico, fu il primo
a cercare di dare un fondamento scientifico all’indagine storica.
Fu il primo a cercare di arrivare alle CAUSE degli eventi, fondando un’indagine para-scientifica:
opsis, akoe, il vaglio critico delle fonti.
Sono entrambi inquadrabili nel V secolo a.C.ma le opere sono profondamente diverse per
METODO e FINALITA’: le differenze sono da ricercarsi in parte nei diversi momenti storici di Atene
in cui i due autori si trovano a vivere la maturità. Seppur distanziati da pochi decenni vivono la
maturità in periodi diversi: Erodoto nel periodo in cui Atene è all’apogeo della propria potenza
politica e militare (Atene Periclea), Tucidide invece a quel tempo è un fanciullo ma l’età della
maturità in cui si dedica all’attività storiografica coincide con l’Atene della guerra del Peloponneso
(quando scoppia Tucidide aveva circa 30 anni): è proprio sulla guerra che è fondata la sua opera.
L’opera di Tucidide, ci è stata restituita col titolo di HISTORIAI, o sungrafè (genericamente
“composizioni”) che deriva dall’incipit dell’opera stessa che si apre in maniera simile a quella
erodotea: “L’Ateniese Tucidide compose...”.
Gli avvenimenti narrati da Tucidide vanno solo dal 431 al 411 a.C., pur essendo egli ancora vivo nel
404 (quando termina la guerra) la narrazione si ferma al 411. Non si sa il vero motivo, e ciò ha
portato alla nascita della cosiddetta questione Tucididea.

L’opera è suddivisa in 8 libri secondo una suddivisione che non è sicuramente Tucididea, ma
operata dagli studiosi alessandrini che avevano lo scopo di dare un’ordinazione alle opere del
passato.
-Il primo libro si apre con un proemio che apre il capitolo uno. Egli fa una dichiarazione
importante: dice di aver compreso sin da subito che la guerra tra Atene e Sparta sarebbe stata la
più importante guerra combattuta fino a quel momento perché entrambe al momento dello
scoppio erano all’apice della loro potenza.
La seconda parte si chiama Archeologia (da cui prenderà spunto POLIBIO): occupa i capitoli che
vanno dal 2 al 19, viene sintetizzata la storia della Grecia dai primi abitanti che la popolarono fino
all’età contemporanea.
Dal capitolo 20 al 22 c’è la premessa metodologica: spiega il fine che si è proposto ed il metodo di
indagine.
A questo seguono varie parti in cui vengono illustrati i vari antefatti che portarono allo scontro:
l’antefatto per eccellenza sarebbe stato il dissidio nato dalla città di Corinto e quella di Corcira.
Atene sarebbe intervenuta a favore di Corcira, Sparta l’avrebbe rimproverata di aver interrotto la
pace trentennalele.
È contenuta anche la “pentecontaetia” ossia il periodo di 50 anni tra la fine delle guerre persiane e
l’inizio della guerra del Peloponneso.
-È dal II libro in poi fino all’ottavo che inizia la guerra del Peloponneso. Importante è il quinto libro,
nel 26esimo capitolo, è presente un secondo proemio in cui dà informazioni precise sulla
composizione dell’opera e il metodo. Egli ribadisce l’unità del conflitto: non fa mai riferimento alle
3 fasi della guerra perché per lui le ostilità tra Atene e Sparta non cessarono mai, non ci fu mai una
vera pace perché continuarono a punzecchiarsi e a mantenere un clima di ostilità.

Il fatto che la narrazione si sia interrotta con gli eventi del 411 ha indotto gli studiosi a pensare che
la composizione non fosse avvenuta in parallelo con lo svolgersi dei fatti: da qui è nata la
questione tucididea. Essa nasce nella prima metà del 19 secolo (prima metà del 1800), il primo
problema su cui è incentrata è individuare le tappe ed eventualmente le modalità di
composizione: la critica si è divisa in due filoni, analitici e unitari.
Gli analitici sono capitanati da Wolfgang Ullrich, egli sostiene che abbia iniziato a scrivere (mentre
aveva raccolto materiale) una prima parte nel 421 a.C., e la seconda parte dell’opera dal 404 a.C.
Mentre scriveva gli avvenimenti successivi al 421 iniziò a revisionare la prima parte, e quel
secondo proemio che si ha nel V libro indicherebbe proprio lo spartiacque tra le due fasi
compositive. La morte dello scrittore fece sì che l’opera si fermasse.
Gli unitari invece nasce agli inizi del 1900 e sostenevano che egli avrebbe composto la sua opera
interamente solo dopo la fine della guerra del Peloponneso utilizzando il materiale appuntato
negli anni precedenti.
Oggi si ritiene a livello unanime che egli abbia lavorato a questa opera per tutta la sua vita, e che
sarebbe quindi impossibile capirne le varie tappe, ed a causa della morte improvvisa la narrazione
si sia interrotta.
Si pensa che il materiale appuntato da Tucidide riguardo l’ultima parte dell’opera sia confluita
nell’opera “Elleniche” di Senofonte.

LETTURA PESTE DI ATENE


Tra le sue vittime illustri ebbe anche Pericle, (LEGGI T9 E T10 IN TRADUZIONE DI AUTORE) +
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