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30 maggio 2011

SEZ1

L’indice di concentrazione di mercato di Herfindahl – Hirschmann aumenta se diminuisce l’asimmetria


(eterogeneità) fra le imprese del settore.

Falso. L’ indice di concentrazione HH è la somma dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese,
pertanto più diminuiscono le differenze tra le imprese e minore sarà il valore di HH. Quest’indice varia tra 0
ed 1 ed è facilmente comprensibile come in caso di massima concentrazione (Monopolio) HH valga 1.

Alla presenza di prodotti omogenei e consumatori non informati su i prezzi, non mi conviene fare
pubblicità su i prezzi.

Falso. Supponiamo che U sia il prezzo massimo per cui un consumatore è disposto a pagare un prodotto. Le
imprese in mancanza di pubblicità sul prezzo fisseranno pertanto il prezzo uguale ad U. Se le imprese
facessero pubblicità sui prezzi ed essendo il prodotto omogeneo cadremmo nella trappola di Bertrand. Le
imprese però nella realtà attuano pubblicità per due ragioni: la prima è che si trovano di fronte al dilemma
del prigioniero, pertanto i consumatori sanno che il prezzo P sarà = U, quindi un impresa ha l’incentivo ad
abbassare di poco P sotto U per prendere tutto il mercato. Il secondo motivo è che tutti i prezzi, anche con
la pubblicità, restano alti perché sostanzialmente imposti. L’impresa è incentivata ad investire in pubblicità
perché ogni consumatore acquisito fornirà profitti maggiori per via del Mark-up maggiore su cui posso
contare.

La proliferazione dei prodotti, date alcune condizioni, scoraggia l'entrata di nuove imprese nel mercato
(caso cereali colazione).

Vero. Il caso fa riferimento al mercato dei cereali da colazione USA, caratterizzato da basse economie di
scala e un livello di progresso tecnico trascurabile, tra gli anni ’50 e gli anni ’70. Nonostante i maggiori
produttori realizzassero ingenti profitti e fosse relativamente facile entrare nel mercato da un pdv tecnico,
in quegli anni si assistette ad una crescita del numero di prodotti offerti (da 25 a 80) e nessuna significativa
entrata di nuove imprese. Questo è spiegabile attraverso un modello di Hotelling, con domanda eterogenea
e prodotto differenziato per una caratteristica: dolcezza.

Abbiamo 2 imprese: incumbent1 e entrant2


L’ Incumbent decide la sua varietà prima della entrant.
Le ipotesi sono 3:
1. Niente concorrenza di prezzo: p1= p2= p*

2. Dati i prezzi p*, il costo fisso di entrata F (per produrre una nuova varietà) è tale che 1/4p*<F<1/2p*

3. Ciascuna decide la sua unica varietà

Se 1 può produrre solo una varietà di cereali, sceglierà di collocarsi a ½ , come nel seguente schema:
Se si mettesse a destra di 1/2, l’impresa 2 si metterebbe alla sua sinistra, e viceversa. Rimanendo invece a ½
prende la metà dei consumatori. Quindi il risultato finale sarà : La 1 (incumbent) vicino a ½, l’entrante vicino

A questo punto possiamo trarre una quarta ipotesi:
4. Sempre dati i prezzi (p*), ora l’incumbent può lanciare più varietà (in questo caso 2 varietà):

La massima quota di mercato che potrà avere l’entrante è pari a 1 / 4 : collocandosi a 1 / 2 infatti venderà ai
consumatori nell’intervallo 3/8 e 5/8 (cioè 5/8 – 3/8 = 2/8 = 1 / 4). Se F> 1 / 4p* : il profitto dell’entrante
sarebbe negativo. Quindi la 2 non entra, così la 1 ottiene π 1 = p*-2F. Se F < 1 / 2p* : π 1 > del π 1 con una
sola varietà:
 una varietà π 1 = ½ p*- F

due varietà π 1 = p*- 2F = 2(1 / 2 p*-F)

In conclusione: nessuno entra ed è la proliferazione dei prodotti a scoraggiare l’entrata

Per la scuola di Chicago un'impresa non esce mai dal mercato se subisce prezzi predatori, mentre per la
teoria finanziaria dei prezzi predatori potrebbe uscire

Vero. Secondo la scuola di Chicago un’impresa razionale non dovrebbe mai uscire dal mercato quando
subisce un attacco predatorio e, conseguentemente, un’impresa razionale non dovrebbe mai iniziare un
tale attacco.
Abbiamo 2 periodi e 2 imprese:
Tempo = 1: incumbent decide se fissare prezzi bassi

o Se fissa prezzi bassi (predatore), entrambi hanno perdite L

o Se non fissa prezzi bassi, entrambi hanno πD (duopolio)

Tempo = 2: entrant deve decidere se restare o no


o Se resta, si ripete la stessa situazione

o Se esce, entrant ha 0, incumbent profitti πM (monopolio)

All’entrant quindi conviene restare e all’incumbent conviene non minacciare (ridurre il p): non c’è
predazione.

Secondo la Teoria finanziaria dei prezzi predatori, invece, le imprese dispongono di risorse finanziarie
limitate, ovvero potrebbero non ricevere un finanziamento da una banca con una certa probabilità ρ e
quindi non riuscire a finanziare le perdite.
Entrant: resta se la perdita è inferiore al π atteso, il quale dipende dalla probabilità di ottenere il
finanziamento (1-ρ) : (1- ρ) πD> L
Incumbent:
1. Se non è predatore  πt1D+ πt2D (profitti di duopolio)
2. Se è predatore
o In t1 : perdita L
o In t2 : ρ πt2M & (1- ρ) πD
Quindi l’incumbent è predatore se :ρ πM > L + (1- ρ) πD

SEZ2

Domanda A. (Tot 7 punti)


a) Spiegate in cosa consiste il cosiddetto “paradosso di Bertrand”. (2 punti)
b)Spiegate da che cosa deriva (2 punti)
c)Discutete, servendovi anche di un opportuno grafico, come alla presenza di capacità produttiva limitata
tale risultato paradossale possa scomparire. (3 punti)

a). Le imprese realizzano profitti economici nulli, e se ci sono costi fissi i profitti contabili possono anche essere
negativi. Le imprese fissano il prezzo pari al cm (P1=P2=c) come in conc perfetta! con solo due imprese, il prezzo
scende al livello di concorrenza perfetta (costo marginale): due sole imprese sono sufficienti a garantire la concorrenza
perfetta. I prezzi sono pari ai costi marginali (c) perché ciascuna impresa ha incentivo a tagliare i propri prezzi per
prendersi l’intera domanda di mercato

b) 1) Stesso prodotto: se fosse differenziato, Pi < Pj non prenderebbe tutta la domanda. 2)Concorrenza statica: il
modello assume che la fissazione del prezzo avvenga una sola volta. Se si considerasse la concorrenza dinamica, ossia
la possibilità di interazioni, ci sarebbero rappresaglie se Pi < Pj, ed in equilibrio si avrebbe P > CM. 3) Vincoli di
capacità: se Pi < Pj, non si ha beneficio perché non riesce a soddisfare tutta la domanda. Bertrand, invece, assume che
non ci siano vincoli di capacità.

c) Supponiamo, che valgano le stesse ipotesi ma che ogni impresa sia vincolata dalla propria capacità produttiva, Ki.
Con Bertrand se P1>P2, la domanda dell’impresa 1 sarebbe 0; ora, dati i vincoli di capacità, questo non è più vero. Se
P1 < P2 e D(P1) > K, cioè l’impresa 1 è vincolata, 1 vende tutta K1 ma a 2 rimarrebbe una domanda (residua) data da
D(P2) – K1, dove D(P2) è la domanda senza rivale. CF=0; CMA=0

Proposizione: L’equilibrio è tale che P = P(K1 + K2), ovvero tale che la domanda totale eguaglia la capacità produttiva
aggregata. Problema per impresa 2: Dato che 1 fissa P1 = P(K1 + K2), 2 può ottenere un profitto più alto rispetto a
quello che otterrebbe fissando un prezzo allo stesso livello se fissasse prezzo diverso?

Es. P2 < P(K1 + K2) a 2 viene richiesta tutta la domanda di mercato, ma non ottiene alcun vantaggio perché è già
vincolata dalla sua capacità produttiva, quindi otterrebbe soltanto un profitto più basso.

Es. P2 > P(K1 + K2) 1 è vincolata a P(K1 + K2), 2 può fissare un prezzo maggiore e realizzare comunque vendite
positive. Ma aumenta il profitto? D2 è la domanda residua: vende D(P2) – K1; Notare che il MR > MC per ogni Q <
K2.  P2 > P(K1 + K2) (= Q2<K2) ridurrebbe i profitti, infatti la perdita di ricavo sarebbe maggiore del risparmio di
costi.

Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale anche per 1: dato che P2 = P(K1 + K2), la strategia ottimale di 1 rimane
quella di fissare il prezzo allo stesso livello di 2, P1 = P(K1 + K2). Quindi questo è il prezzo di equilibrio: P2 = P1
=P(K1 + K2).  Se le capacità sono piccole, il prezzo di equilibrio sarà tale che la domanda totale = capacità produttiva
totale.  P > MC se K è bassa anche con Bertrand se ci sono vincoli di capacità.

Domanda B. (Tot 7 punti)

a) Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non drastica.


b) Supponiamo che la domanda sia P = 120 – Q e che il costo marginale di tutte le imprese sia pari a 80.
Se un’impresa introduce un’innovazione di processo che le permette di avere il costo pari a 60
(comportandosi quindi come un monopolista), di che tipo di innovazione si tratta e perché? (vedi modello
di Cournot) (punti 3)
c) Definisci che cosa si intende per “effetto rimpiazzo” di Arrow e perché non sarebbe in contrasto con la
visione di Schumpeter. (punti 2)

a) Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende del tutto obsoleto il
prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza vincoli; innovazione non-drastica:
innovazione che non sostituisce completamente il prodotto esistente. Qm<Qc l’innovatore non può fissare Pm perché i
concorrenti lo possono abbassare.

b) P=120-Q; C=80; Cmon=60. MR=120-2Q; MR=Cmon  60=120-2Q; 2Q=120-60; Qmon=30

Pmon=120-30 Pmon=90; 90>80 quindi l’innovatore NON può fissare il prezzo di monopolio (90) perché i
concorrenti potrebbero fissarlo più basso (80). È un’innovazione Non-drastica. L’innovatore non si comporta come un
monopolista senza vincoli. Può al massimo fissare Pmon=80 (o un po’ al di sotto) e offrire tutte le quantità domandate
cioè 40 (80=120-Q;  Q=40)

Se il Pmon<Cmon allora innovazione drastica

c) Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare. In monopolio i nuovi
profitti distruggono i vecchi profitti. shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di
concentrazione; solo in presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione. le
imprese con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente incompatibili: le grandi imprese innovano
perché hanno maggiori risorse finanziarie e quindi sono più propense a sfruttare il vantaggio di costo derivante
dall’innovazionei mercati dei capitali non sono perfettila piccola impresa è costretta a rivolgersi al venture
capitalist. La R&D dovrebbe essere più intensa nei mercati competitivi perché maggiori sono gli incentivi.

Domanda C. (Tot 7 punti)

È un esercizio, va fatto
13 gennaio 2012

Due imprese simmetriche che vendono lo stesso prodotto e competono sul prezzo a la Bertrand, con
vincoli alla capacità produttiva, in equilibrio fisseranno un prezzo uguale al costo marginale e
realizzeranno profitti economici nulli.

Falso. In equilibrio le due imprese fissano un prezzo tale per cui la domanda eguagli la capacità produttiva
totale (K1=c.prod. 1° impresa + K2), ossia il prezzo di equilibrio è dato da P(k1+k2). In equilibrio il prezzo è
maggiore di Cma. Per dimostrare che le imprese non hanno convenienza a modificare questo prezzo
vediamo l’esempio.

Impresa 2= 1) Se fissa un prezzo inferiore a P(k1+k2) avremo una diminuzione del profitto perché l’impresa
non ha possibilità di aumentare la produzione essendo già al massimo e quindi venderebbe la stessa
quantità di prima a un prezzo inferiore. 2) Se l’impresa 2 fissasse un prezzo superiore a P(k1+k2), avremo
una domanda residuale D2 maggiore di 0 sulla quale l’impresa 2 massimizzerà i propri profitti. Questo
comporta vendere una certa Q2<K2 ma anche che MR>MC. Questo significa ridurre i profitti. Gli stessi
ragionamenti vanno applicati sull’impresa 1 ovviamente.

La relazione di Dorfman-Steiner indica che l’intensità delle spese in pubblicità dovrebbe essere
relativamente più elevata in mercati dove l’elasticità della domanda rispetto alla pubblicità ηè più alta.

P−Mc η
Vero. La relazione di Dorfman-Steiner indica che A/R = ∗η = . Da questa relazione possiamo
P ε
capire che A/R sia funzione di η (positivamente) ed ε(negativamente). Pertanto è conveniente investire su
quei mercati dove si ottiene un ottima risposta alla pubblicità.

La proliferazione dei prodotti, date alcune condizioni, scoraggia l'entrata di nuove imprese nel mercato
(caso cereali colazione).

Vedi appello 30 maggio 2011

Per la scuola di Chicago un'impresa non esce mai dal mercato se subisce prezzi predatori, mentre per la
teoria finanziaria dei prezzi predatori potrebbe uscire

Vedi appello 30 maggio 2011

SEZ2

Domanda A. (Tot 7 punti)


a) Siete in grado di stabilire con l’indice di concentrazione C4 (o CR4) quale dei due settori è
maggiormente concentrato? Perché? (punti 1)
b) Siete in grado di stabilire con l’indice di concentrazione di Herfindhal (H) quale dei due settori è
maggiormente concentrato? Perché? (punti 2)
c) Quali dei due indici è migliore secondo voi? Motivate la vostra risposta! (punti 2)
d) Discutete quale relazione esiste tra concentrazione e potere di mercato sia dal punto di vista teorico
sia dal punto di vista empirico. (punti 2)

A) Per calcolare C4 faccio la somma delle quote di mercato delle prime 4 imprese in ordine di grandezza
B) Per calcolare H devo considerare tutte le imprese e non le prime come con C4.
c) herfindhal è sicuramente il migliore. C4: somma delle quote di mkt delle m imprese più grandi. Il pregio
dell’indice di Herfindhal consiste nel fatto che considerare tutte le imprese e considerare i quadrati, pesa di
più per le imprese più grandi possiamo individuare un difetto ed un pregio; il difetto invece risiede nel fatto
che è un indice difficile da calcolare, in quanto è difficile avere le q m di tutte le imprese. L’indice di
n
2
Herfindhal è calcolato nel seguente modo: H=∑ si .
i=1
d) tra concentrazione e potere di mercato esiste una relazione positiva! partiamo dal presupposto che il
mark-up è inversamente correlato all’elasticità e direttamente correlato alla concentrazione(Si) quindi
n 2
n
P−Ci ( si )
abbiamo che: [(P-Ci)/P]=Si/ Facendo la sommatoria ricaviamo che: ∑ si ( star ) =∑ ❑ ¿ 
i=1 p i=1
¿
L= H/E da questa formula si evince che L aumenta, quanto più H aumenta. Quindi quanto più abbiamo
concentrazione. Si è però dimostrato che questa relazione non è statisticamente rilevante, questo perché
se Pot d mkt aumenta; P aumenta; Profitti aumentano; n aumentano; Concentrazione diminuisce!

Domanda B. (Tot 7 punti)


a) Quali sono le due proprietà del brevetto che influiscono direttamente sul grado di protezione che
garantisce all’innovazione (e quindi al suo sfruttamento da parte dell’impresa che lo detiene?)
b) Supponiamo che la domanda sia P = 120 – Q e che il costo marginale di tutte le imprese sia pari a 80.
Se un’impresa introduce un’innovazione di processo che le permette di avere il costo pari a 60
(comportandosi quindi come un monopolista), di che tipo di innovazione si tratta e perché? (vedi modello
di Cournot) (punti 3)
c) In base alla teoria di discriminazione del prezzo di Ramsey descrivi la soluzione del prezzo ottimale per
l’impresa farmaceutica (punti 3)

a) Un brevetto può garantire una protezione più debole o più forte a seconda di:

 Durata del brevetto: il numero di anni di esclusiva per l’innovatore

Ampiezza del brevetto: ampiezza limitata se è solo l’innovazione ad essere protetta, più estesa se copre
anche prodotti/processi/applicazioni connesse.

b) P=120-Q; C=80; Cmon=60. MR=120-2Q; MR=Cmon  60=120-2Q; 2Q=120-60; Qmon=30

Pmon=120-30 Pmon=90; 90>80 quindi l’innovatore NON può fissare il prezzo di monopolio (90) perché
i concorrenti potrebbero fissarlo più basso (80). È un’innovazione Non-drastica. L’innovatore non si
comporta come un monopolista senza vincoli. Può al massimo fissare Pmon=80 (o un po’ al di sotto) e
offrire tutte le quantità domandate cioè 40 (80=120-Q;  Q=40)

Se il Pmon<Cmon allora innovazione drastica

c) Ramsey: Per minimizzare le deviazioni dall’ottimo occorre fissare le differenze tra i prezzi e i costi
marginali in modo inversamente proporzionale all’elasticità delle domande rispetto ai prezzi. I prezzi
devono essere più alti nei mercati con domanda meno elastica e viceversa, anche se i beni vengano
prodotti con lo stesso costo marginale
Condizioni necessarie per l’efficienza nello sviluppo farmaceutico sono:
Pj ≥ MCj e ∑ (Pj−MCj) ≥ F . Lo scostamento percentuale del prezzo rispetto al costo marginale (Pj –
CJ)/Pj è inversamente proporzionale all’elasticità della domanda di quel bene rispetto al prezzo. Rop:
Pj−Cj λ
=- ∗1/ Ej OPPURE Lj=D/Ej dove Ej è elasticità della domanda; Lj è il mark-up; D è il “normal
Pj 1+ λ
profit constraint”. La rop minimizza la perdita di benessere

Domanda C. (Tot 7 punti)

È un esercizio, va fatto

4 Luglio 2011

Esiste dal punto di vista teorico una relazione inversa tra il grado di concentrazione di un settore e il
potere di mercato delle imprese che vi operano.

Falso. È possibile costituire una relazione diretta dal punto di vista teorico sul grado di concentrazione di un
settore e il potere di mercato.

P−C i Si P−Ci S2i P−Ci S2i


= Moltipico per S i Si = Faccio la sommatoria ∑ Si =∑
P ε ⇒ P ε ⇒ P ε
2
Di conseguenza ottengo che L = (1/ε) * ∑ S i Ulteriore semplificazione L=H /ε .

Dall’ultima equazione posso dedurre che all’aumentare della concentrazione, aumenta anche il potere di
mercato. Quindi L = f(H).

L’intensità delle spese in pubblicità sarà relativamente più elevata in quei mercati dove l’elasticità della
domanda rispetto al prezzo ε è più alta.

P−Mc η
Falso. La relazione di Dorfman-Steiner indica che A/R = ∗η = . Da questa relazione possiamo
P ε
capire che A/R sia funzione di η (positivamente) ed ε(negativamente). Pertanto non è conveniente investire
su quei mercati elastici, al contrario di quelli rigidi.

E’ relativamente più difficile colludere nel modello di Cournot che in quello di Bertrand, poiché la
punizione è meno severa.

L’equilibrio di collusione è sostenibile se vale la seguente condizione: δ ≥ (πD - πCO) / (πD - πNC) = δ* con
δ=fattore di sconto e πCO=profitto di collusione. La probabilità di collusione varia al variare di δ, in
particolare aumenta all’aumentare di δ, come se di desse molta importanza ai profitti futuri ( i basso e δ
alto).
Nella competizione di prezzo (modello di Bertrand) la precedente condizione diventa:
δ ≥ (πD - πCO) / (πD - πNC) = (πM - πM/2) / (πM - 0) = 1 / 2 = δ*
Nella competizione di quantità (modello di Cournot) la precedente condizione diventa:
δ ≥ (πD - πCO) / (πD - πNC) = 9 / 17 = δ*
Inoltre l’equilibrio è tanto più sostenibile quanto più è severa la punizione dell’impresa deviante.
Concludendo possiamo vedere come è relativamente più difficile colludere nel modello di Cournot, causa il
fatto che la punizione è meno severa (più elevati i profitti di NC) (9/17 > 1/2 ). Per colludere i profitti futuri
devono essere valutati molto cioè δ alto
In un modello di concorrenza alla cournot con libertà di entrata, la dimensione S del mercato non
influisce sul prezzo di equilibrio

SEZ2

Nel modello di differenziazione di Hotelling:

a)Spiegate cosa si intende per effetto diretto e effetto strategico


b)Se l’impresa1 fissa un P1 superiore al px dell’impresa2, pari a P2, con P1>P2, è vero che avrà domanda nulla?
c)Se la competizione di px è poco intensa tende a prevalere una strategia di DIFFERENZIAZIONE?
a)Effetto diretto (poca differenziazione): dati i px di vendita, mi colloco al centro, più mi avvicina al prodotto del mio
concorrente, più elevata è la mia domanda e dei profitti. L’avversario farà uguale, risultato; ci collocheremo vicini ed in
prossimità del centro. Ciò porterà ad un aumento della competizione dei prezzi e si passerà ad una diff endogena!
Effetto strategico (differenziazione intensa): Ci spinge a collocarci agli estremi, differenziandoci il più possibile. infatti
più vicino e più al centro mi colloco e più la competizione diventa intensa, la domanda scende e così anche i profitti.
b)vero! Se p1 > p2 comunqueD1 > 0  diverso da Bertrand, perché i prodotti agli occhi del consumatore sono
differenziati a causa dei costi di trasporto

c) Falso! Se la competizione di prezzo non è elevata (o addirittura assente) allora prevale l’effetto diretto e le imprese
tenderanno a non-differenziarsi. ED>ES (es partiti politici, reti televisive). Se invece la competizione di prezzo è
intensa, l’effetto strategico prevale e le imprese tendono a differenziarsi al max grado.

Domanda 7 punti

A) Fornite un esempio di intervento diretto e uno di intervento indiretto attraverso i quali il governo può
stimolare la R&S

B) Brevetti dati in licenza: dato un mkt con domanda P=100-Q. L’impresa 1 produce costi unitari costanti c1=30,
mentre l’impresa 2, grazie ad una nuova tecnologia produce a costi costanti pari a c2=20. In una concorrenza
alla Cournot, all’impresa 2 conviene concedere in licenza all’impresa 1 il brevetto per produrre a costi c2=20,
facendole pagare delle royalties unitarie pari a 10?

C) Perché il brevetto è particolarmente imp per l’industria farmaceutica?

a) un governo può stimolare la r&s attraverso: intervento diretto ad es: università e centri di ricerca pubblici; sussidi a
imprese che effettuano ricerca. Intervento indiretto, ad es: brevetti, politiche a sostegno di accordi fra imprese
(dimensione e rischio di progetti e.g. nuovo aereo)

2 π
b)π=(100-(q1+q2)q1-30q1; 100q1-q 1-q1q2-30q1; derivata : 100-2q1-q2-30; 2q1=70-q2; 2q1+q2=70; q1=q2;
q1
1
q1+ q1=35; 3/2q1=35; 35*2/3=23,33=q1; in eq ciascuna impresa produce Q=23,33; Output tot=46.67; P=100-
2
46,67=53,33; Profitto per ciascuna impresa: (53,33-30)*23,33=544,30/2= 272 Dare un brevetto in licenza conviene in
una concorrenza alla cournot, ma non conviene in una concorrenza alla Bertrand!!
c) Il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica sia per le dimensioni delle spese in R&S
necessarie a portare un farmaco sul mercato, sia per la facilità con cui i farmaci possono essere copiati. Vi è un trade-off
tra i vantaggi per l’industria e quindi per la R&S e i vantaggi per i consumatori:

Più a lungo rimane l’esclusività concessa dal brevetto, più ampi saranno gli incentivi per investire in R&S, e idealmente
si avrebbe il massimo dell’incentivo concedendo uno sfruttamento del brevetto senza scadenza nel tempo, all’infinito.
Più a lungo dura la protezione brevettuale, più a lungo i consumatori dovranno attendere l’entrata nel mercato dei
concorrenti a prezzo più basso (i farmaci generici).

Domanda C. (Tot 7 punti)

È un esercizio, va fatto

12 settembre 2011

L’indice di concentrazione di mercato di Herfindahl – Hirschmann si riduce se aumenta l’asimmetria


(eterogeneità) fra le imprese del settore.

Falso. L’ indice di concentrazione HH è la somma dei quadrati delle quote di mercato di tutte le imprese,
pertanto più aumentano le differenze tra le imprese, maggiore sarà il valore di HH. Quest’indice varia tra 0
ed 1 ed è facilmente comprensibile come in caso di massima concentrazione (Monopolio) HH valga 1.

Nel modello di differenziazione orizzontale di Hotelling si parla di due effetti (descriveteli) e uno di questi
effetti prevale sull’altro nel caso in cui i prezzi fossero esogeni (ossia le imprese non possono scegliere i
prezzi, che sono fissi).

Nel Modello di Hotelling,gioco a due stadi, dobbiamo effettuare due tipologie di scelte. T0: scelta di
localizzazione (x1, x2); T1: scelta di prezzo (p1, p2). Nel scegliere la localizzazione nel primo stadio si
verificano 2 effetti::

Effetto diretto di Posizionamento (poca differenziazione): Dati i prezzi (P) mi conviene collocarmi vicino al
mio rivale, in quanto avrò un aumento della mia domanda e del mio profitto. La mia rivale, farà lo stesso,
pertanto è più conveniente per entrambi collocarci in prossimità del centro.

Il secondo effetto che si verifica è quello strategico: la ridotta distanza acuisce la competizione di prezzo
facendo si che diminuiscano anche i profitti.

Questi due effetti operano in direzioni contrapposte non fornendo una condizione di equilibrio. In generale,
se la competizione di prezzo è intensa, l’effetto strategico prevale e le imprese tendono a differenziarsi al
massimo grado. Se invece la competizione di prezzo non è elevata (o assente) allora prevale l’effetto diretto
e le imprese tenderanno a non differenziarsi.

La deterrenza all’entrata attraverso l’espansione della capacità produttiva non è una strategia ottimale
quando il costo di entrata è sufficientemente basso.

Vero. Non sempre conviene scoraggiare l’entrata all’impresa 2, infatti se il costo di entrata è molto basso, i
π attesi di 2 sono più grandi a parità di q (la curva Cma si sposta a destra). Pertanto per scoraggiare’entrata
l’impresa 1 dovrà produrre una grande quantità di q1D con corrispondenti profitti molto bassi. Quindi il
profitto massimo ottenibile scoraggiando l’entrata di 2 è inferiore al profitto massimo che si può ottenere
lasciando entrare 2. In conclusione, in questo caso, la strategia ottima è di lasciare spazio all’entrante .
Graficamente:
NON RICHIESTO-CASO OPPOSTO:

All’ opposto se il costo di entrata è molto alto, i π attesi di 2 sono più piccoli a parità di q (la curva π 2 si
sposta a sinistra), al punto che l’impresa 1 può mantenere la produzione a livello di monopolio e l’impresa 2
non entrerà. Quindi l’entrata è bloccata. Graficamente:

Per la scuola di Chicago un'impresa non esce mai dal mercato se subisce prezzi predatori, mentre per la
teoria finanziaria dei prezzi predatori potrebbe uscire

Vedi appello 30 maggio 2011

SEZ2

Domanda 7 punti

a)Cosa si intende per pubblicità informativa e persuasiva?


b)So che le imprese tendono ad investire maggiormente in pubblicità dove l’elasticità alla dom al prezzo
è più bassa. Mi spiega il motivo?
c)Ma se facciamo pubblicità sui nostri prezzi, che sono più vantaggiosi rispetto a quelli dei nostri
concorrenti, ci converra?
a)Pubblicità informativa: descrive l’esistenza del prodotto e le sue caratteristiche; questa forma di
pubblicità prevale nel caso dei beni ricerca, ovvero beni le cui caratteristiche possono essere accertate dal
consumatore prima dell’acquisto. Esempi sono computer e velocità del microprocessore, capacità del disco
fisso. Ha il ruolo primario di consentire il risparmio per il consumatore dei costi (in termini di tempo o
monetari) associati al reperimento delle informazioni su di un dato bene e sarà tanto più efficace quanto
maggiori sono questi costi. Pubblicità persuasiva: prevale nel caso dei beni di esperienza, le cui
caratteristiche possono essere accertate solo dopo il consumo. Esempio: per quante informazioni si
possono raccogliere su di un certo vino, in realtà non si può sapere quanto sia buono prima di assaggiarlo.
Ha il ruolo di persuadere il consumatore ad acquistare.
(∆Qx DOM )/(Q x DOM ) P−MC P−MC
b)Ε= è utile anche dire che il mark-up ( ) è uguale a 1/ε  =¿1/ε
(∆ Px)/(Px ) P P

P−MC
Nel caso in cui ε aumentasse; diminuirebbe; guadagno derivante da a diminuirebbe; investirò
P
meno in pubblicità (a diminuirebbe). Ciò detto porta a concludere che c’è un maggiore incentivo a investire
in pubblicità, per aumentare la domanda e quindi i profitto, dove la domanda è rigida (se ε diminuisce).
Quindi a/R aumenta; se ε diminuisce

(∆QDOM ) /(QDOM )
[Per quanto rifuarda l’elasticità della domanda rispetto alla pubblicità: η=
(∆ a) /(a)

Più la dom è elastica, maggiore sarà il beneficio derivante dalla spesa pubblicitaria, quindi maggiore sarà
l’incentivo a spendere in pubblicità: η aumenta; beneficio a aumenta perché maggiore è l’aumento della
QDOM. a/R aumenta se η aumenta].

c)Dipende! Se le imprese scelgono di attuare una pubblicità sui prezzi (informano i consumatori), il prodotto
è omogeneo e quindi finiremmo in una competizione alla Bertrand (intensificazione della competizione di
prezzo). Pa=Pb=U (prezzo di riserva dei consu) se Pa diminuisce di poco rispetto ad U riuscirebbe con
l’adozione della pubbl a prendersi più cons (P-MC)/P aumenta Profitti aumentano

DOMANDA 7 PUNTI

a) Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non drastica. (punti 2)

b) Ci sono 2 imprese: M (monopolista) e R (potenziale rivale); entrambe possono fare un investimento in


R&S, acquistando un brevetto da laboratorio. Considerando il profitto di monopolio e quello del possibile
dupolio, dopo aver evidenziato quanto ciascuna impresa è disposta a pagare per acquistare il brevetto, si
indichi quale delle 2 imprese ha maggior incentivo ad investire in R&S (acquisto brevetto)

c)Definisci che cosa si intende per “effetto rimpiazzo” di Arrow e perché non sarebbe in contrasto con la
visione di Schumpeter. (punti 2)

a) Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende del tutto
obsoleto il prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza vincoli;
innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce completamente il prodotto esistente. Qm<Qc
l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti lo possono abbassare.
b) b)M sta ottenendo π M , se compra l’innovazione continua a ricevere πM (al lordo del pagamento al
laboratorio per l’innovazione). Se il rivale R acquista l’innovazione, c’è ingresso e le imprese ottengono πD
(duopolio) (il monopolista M sta sul mercato anche se non innova). Incentivi ad investire in R&D
(disponibilità a pagare per l’innovazione): 1) M è disposto a pagare fino a πM - πD per il brevetto; 2) R fino a
πD – 0. M è disposto a pagare di più se πM - πD > πD  πM > 2 πD. Cioè se i profitti complessivi sono più
alti in monopolio che in duopolio. A meno che la rivale non produca un prodotto assai differenziato, la
condizione sopra vale sempre (2 πD è il totale dei profitti di duopolio, sempre inferiori a quello del
monopolio): Il monopolista ha maggior incentivo ad investire in R&D che l’impresa rivale. Conclusione: M
ha da perdere dal non vincere la gara per l’innovazione (ottenimento del brevetto) più di quanto R abbia da
guadagnare in caso di ingresso con innovazione.

Se c’è incertezza sull’offerta di R, R non fa alcuna offerte, è disposto ad offrire ancora fino a πD e la prob di
ottenere il brevetto è pari a (1-p). M sta ottenendo π M e continua a ricevere lo stesso se fa un’offerta ed
acquista l’innovazione. M se nn fa alcuna offerte ha profitti attesi pari a: (1-p) πD+ p π M . Dunque gli
incentivi ad investire sono: 1) M può offrire fino a π M - [(1-p) πD+ p π M ]=(1-p)( π M +¿ πD). 2) R può offrire
fino a πD. R è disposto a pagare di più di M se: πD>(1-p)( π M +¿ πD)  p-1>- πD/( π M −¿ πD) 

p>1- πD/( π M −¿ πD)  p>( π M −2 πD)/( π M −¿ πD). Con 1>p>0: πD>(1-p)( π M −¿ πD) quanto più p si
avvicina a 1. Nel caso di incertezza rispetto alla presenza della rivale M è disposto a pagare meno di R per
l’innovazione.

3 scenario innovazione drastica: se avviene l’ingresso di R (innovatore) M è costretto ad uscire dal mercato.
I profitti attesi di M nel caso non facesse alcuna offerte per l’innovazione sono: (1-p)0+p π M . Dunque gli
incentivi ad investire in ReD sono: 1) M può offrire fino a : π M -[(1-p)0+p π M ]=(1-p) π M 2) R può offrire fino a:
π M ¿R diviene monopolio). Quindi M è disposto a pagare meno della rivale R per una innovazione drastica .
c)Arrow: sia concorrenza che monopolio inducono un livello socialmente subottimale di investimento in
innovazione, ma... il livello garantito dalla concorrenza e comunque superiore, in quanto: l’incremento dei
profitti derivanti dall’innovazione è maggiore se il punto di partenza è una condizione di profitti nulli
rispetto al monopolio in cui l’impresa percepisce già un profitto positivo.
Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare
shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione; solo in
presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione. le imprese
con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente incompatibili: le grandi imprese
innovano perché hanno maggiori risorse finanziariei mercati dei capitali non sono perfettila piccola
impresa è costretta a rivolgersi al venture capitalist. La R&D dovrebbe essere più intensa nei mercati
competitivi perché maggiori sono gli incentivi.

Domanda C. (Tot 7 punti)

È un esercizio, va fatto

31 Maggio 2010

Due imprese simmetriche che competono sul prezzo alla Bertrand, con vincoli alla capacità produttiva, in
equilibrio fisseranno un prezzo uguale al costo marginale e faranno profitti economici nulli.

Risposta uguale a quella del 13 gennaio 2012 (compleanno Longo).


Secondo la spiegazione detta “Resource-Partitioning”, MAGGIORE è l’aumento della concentrazione nella
fase di maturità dell’industria MINORE sarà la probabilità che ci siano nuove imprese entranti. (Già
risposto da Marco Cattaneo).

Falso, al contrario, la Teoria “Resource-Partitioning” spiega gli insoliti fenomeni di rapido aumento del
numero di organizzazioni durante la fase di maturità dell’industria .Per dimostrare ciò si parte da una
distinzione tra organizzazioni “generalist” e “specialist” nell’evoluzione di una popolazione. Tipicamente
un’industria matura è caratterizzata da elevata concentrazione di poche aziende generalist (produttrici di
beni standardizzati) ed elevate barriere all’entrata.

Le poche imprese “generalist”, nonostante riescano a soddisfare una buona parte della domanda, lasciano
del tutto scoperta la domanda di prodotti più “specialistici”. Si aprono così maggiori “spazi” in termini di
risorse per nuove organizzazioni specialiste di piccole dimensioni.

Graficamente è possibile rappresentare il mercato (insieme delle risorse disponibili) con due quadrati e
indicare le risorse ottenibili da ogni singola organizzazione generalista con un cerchio. Più un mercato è
concentrato e più l’area di risorse libere è grande.

La
proliferazione dei prodotti, date alcune condizioni, scoraggia l'entrata di nuove imprese nel mercato
(caso cereali colazione).

Vedi appello 30 maggio 2011

Per la scuola di Chicago un'impresa non esce mai dal mercato se subisce prezzi predatori, mentre per la
teoria finanziaria dei prezzi predatori potrebbe uscire

Vedi appello 30 maggio 2011

SEZ2

Domanda 7 punti

Nel modello di differenziazione di Hotelling:


a)Spiegate cosa si intende per effetto diretto e effetto strategico
b)Se l’impresa1 fissa un P1 superiore al px dell’impresa2, pari a P2, con P1>P2, è vero che avrà domanda
nulla?
c)Se la competizione di px è poco intensa tende a prevalere una strategia di NON-DIFF?
a)Effetto diretto (poca differenziazione): dati i px di vendita, mi colloco al centro, più mi avvicina al prodotto
del mio concorrente, più elevata è la mia domanda e dei profitti. L’avversario farà uguale, risultato; ci
collocheremo vicini ed in prossimità del centro. Ciò porterà ad un aumento della competizione dei prezzi e
si passerà ad una diff endogena! Effetto strategico (differenziazione intensa): Ci spinge a collocarci agli
estremi, differenziandoci il più possibile. infatti più vicino e più al centro mi colloco e più la competizione
diventa intensa, la domanda scende e così anche i profitti.
b)vero! Se p1 > p2 comunqueD1 > 0  diverso da Bertrand, perché i prodotti agli occhi del consumatore
sono differenziati a causa dei costi di trasporto

c) vero! Se la competizione di prezzo non è elevata (o addirittura assente) allora prevale l’effetto diretto e
le imprese tenderanno a non-differenziarsi. ED>ES (es partiti politici, reti televisive). Se invece la
competizione di prezzo è intensa, l’effetto strategico prevale e le imprese tendono a differenziarsi al max
grado.

Domanda 7 punti

a)perché il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica?


b)In base alla teoria di discriminazione del prezzo di Ramsey descrivi la soluzione del prezzo ottimale per
l’impresa farmaceutica
c)Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non-drastica
d)Definisci che cosa si intende per effetto di rimpiazzo di arrow e perché non sarebbe in contrasto con la
visione di Schumpeter

a) Il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica sia per le dimensioni delle spese in
R&S necessarie a portare un farmaco sul mercato, sia per la facilità con cui i farmaci possono essere copiati.
Vi è un trade-off tra i vantaggi per l’industria e quindi per la R&S e i vantaggi per i consumatori:

Più a lungo rimane l’esclusività concessa dal brevetto, più ampi saranno gli incentivi per investire in R&S, e
idealmente si avrebbe il massimo dell’incentivo concedendo uno sfruttamento del brevetto senza scadenza
nel tempo, all’infinito. Più a lungo dura la protezione brevettuale, più a lungo i consumatori dovranno
attendere l’entrata nel mercato dei concorrenti a prezzi più bassi (i farmaci generici).

b) Ramsey: Per minimizzare le deviazioni dall’ottimo occorre fissare le differenze tra i prezzi e i costi
marginali in modo inversamente proporzionale all’elasticità delle domande rispetto ai prezzi. I prezzi
devono essere più alti nei mercati con domanda meno elastica e viceversa, anche se i beni vengano prodotti
con lo stesso costo marginale

Condizioni necessarie per l’efficienza nello sviluppo farmaceutico sono:

Pj ≥ MCj e ∑ (Pj−MCj) ≥ F . Lo scostamento percentuale del prezzo rispetto al costo marginale (Pj –
CJ)/Pj è inversamente proporzionale all’elasticità della domanda di quel bene rispetto al prezzo. Rop:
Pj−Cj λ
=- ∗1/ Ej OPPURE Lj=D/Ej dove Ej è elasticità della domanda; Lj è il mark-up; D è il “normal
Pj 1+ λ
profit constraint”. La rop minimizza la perdita di benessere

c)Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende del tutto
obsoleto il prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza vincoli;
innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce completamente il prodotto esistente. Qm<Qc
l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti lo possono abbassare.

d) Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare. In
monopolio i nuovi profitti distruggono i vecchi profitti

shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione; solo in


presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione. le imprese
con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente incompatibili: le grandi imprese
innovano perché hanno maggiori risorse finanziarie e quindi sono più propense a sfruttare il vantaggio di
costo derivante dall’innovazionei mercati dei capitali non sono perfettila piccola impresa è costretta a
rivolgersi al venture capitalist. La R&D dovrebbe essere più intensa nei mercati competitivi perché maggiori
sono gli incentivi.

Domanda C. (Tot 7 punti) È un esercizio, va fatto

29 Gennaio 2010

Se due imprese competono a la Bertrand, è più facile che riescano a raggiungere un accordo collusivo in
un settore in cui ci siano ritardi di informazione rispetto a un settore in cui non ci sono.

Pagina 66 appunti Ipad man ma cosa scrivere???

Secondo l’indice di concentrazione C4 il settore A è meno concentrato del settore B, e quindi possiamo
dire che nel settore A le imprese godono di un minor potere di mercato rispetto al settore B

Impresa I Impresa Impresa Impresa Impresa Impresa Impresa Altre


II II IV V VI VII imprese
Settore A 0,3 0,2 0,2 0,1 0,09 0,02 0,01 0,08
Settore B 0,29 0,28 0,18 0,08 0,05 0,02 0 0,1

SETTORE A C4: ∑ ❑Si = 0,3 + 0,2 +0,2 +0,1 = 0,8

SETTORE B C4: ∑ ❑Si = 0,29 + 0,28 + 0,18 + 0,08 = 0,83  più concentrato
A livello teorico all’aumentare della concentrazione aumenta il potere di mercato. A livello pratico però la
relazione L=H/E non è statisticamente rilevante, questo perché se Pot d mkt aumenta; P aumenta; Profitti
aumentano; n aumentano; Concentrazione diminuisce!

Fusioni orizzontali: se la fusione non porta al monopolio, potrebbe essere non profittevole (merger
paradox).
Vero. È difficile costruire un modello economico in cui gli extra profitti siano ragguardevoli se la fusione non
porta al monopolio a meno che non si fondano insieme un numero di imprese sufficientemente grande
(almeno l’80%) e che i costi e la domanda siano lineari.

Volendo dimostrare quanto detto partiamo dal modello di Cournot con N imprese identiche, caratterizzato
dalla domanda P=A-BQ con costi marginali c per ogni impresa. Da cournot il profitto di ogni singola impresa
(A−C )2
i è uguale a . Il mercato post fusione sarà dato da N-M+1 imprese indipendenti. La nuova impresa
B(N + 1)2
fusa avrà scelto q m per massimizzare il profitto π m(q m ,Q −m ¿ = q m ¿ Q−m )-c] . Tutte le altre imprese
sceglieranno q i per massimizzare π i (q i , Q −i ¿ = q i ¿ Q−i )-c]. Confrontando queste due equazioni possiamo
notare come l’impresa fusa sia tale alle altre imprese sul mercato e che tutte le N-M+1 imprese sono
identiche e producono lo stesso output e hanno lo stesso profitto. Il profitto di ciascusa delle imprese fuso e
non fuse aumenta al crescere di M.

Affinchè la fusione sia profittevole è necessario che M>0.8N. Questo risultato è ottenibile imponendo che il
profitto post fusione sia maggiore di quello pre fusione. Semplificando le equazioni di profitto si ottiene che
la seguente diseguaglianza ( N +1)2 > M (N−M +2)2.

15 gennaio 2010

In un settore industriale, maggiore è il numero delle imprese maggiore sarà la probabilità che si
verifichino accordi collusivi tra esse.

Falso, la collusione è più facile in mercati concentrati. Inoltre è più facile controllarsi reciprocamente ed è
più veloce scoprire le deviazioni coordinando quindi il comportamento con maggiore semplicità. Segue
dimostrazione.

π CO∗1 CO π M
Il valore attuale di profitto di collusione VCO ≥ VD ; VCO = ;π =
(1−δ) 2

πM
Competizione di prezzo con n imprese: CO
V1 =
n
∗1 ( )
>V D1 =π M
Ossia chi devia ottiene il profitto di
( 1−δ )

πM
monopolio. Ma n ( )
∗1
>πM
( 1−δ )
M
( 1−δ )∗ π ∗1
( ) πM M
n M  > π ∗ (1−δ )  1/n>1-δ Questo implica che delta sia maggiore di 1-
> π ∗( 1−δ ) n
( 1−δ )
¿
1/n = δ . Il limite inferiore del fattore di sconto necessario per sostenere la collusione cresce, al crescere di
n. Quindi la collusione è più difficile al crescere di n.

In un mercato con libertà di entrata, nel lungo periodo il numero delle imprese in equilibrio cresce meno
che proporzionalmente alla dimensione S del mercato e decresce meno che proporzionalmente ai costi
fissi F di entrata.
Vero. La relazione tra questi fattori è pressoché quadratica. Infatti in equilibrio abbiamo che il numero delle
imprese deve essere tale da garantire profitti maggiori di 0, ossia nessuna impresa desidera uscire e come
¿
seconda condizione π (n +1) ≤ 0 ossia nessuna impresa desidera entrare.

Imponendo che il profitto di ogni singola impresa, troviamo il numero delle imprese in equilibrio sul lungo

¿ (a−c )2 (a−c )2
periodo. n : π i ( n )=S −F=0  S(a-c)^2=F(n+1)^2(n+1)^2=S
(n+1)2 F

S S
n+1 =
√ F F√
( a−c ) n*=[(a-c) -1].

12 luglio 2010

Considerando un’impresa monopolista, maggiore è l’elasticità della domanda al prezzo, maggiore sarà il
potere di mercato dell’impresa.

Da fare

La pubblicità fatta sui prezzi attenua la concorrenza di prezzo.

FALSO

La pubblicità sui prezzi accentua la concorrenza di prezzo. Ipotizziamo di avere due sole imprese che
producono beni omogenei. I consumatori sono disposti a pagare al massimo un prezzo di riserva U e non
sono informati sui prezzi praticati dalle due imprese, ne hanno modo di informarsi. I consumatori scelgono
dunque a caso l’impresa dalla quale acquistare e se il prezzo è inferiore a U comprano. Le imprese dal canto
loro fissano il prezzo più alto possibile: Pa=Pb=U garantendosi in parti uguali i consumatori. Dato che il
prodotto è omogeneo, se le imprese decidessero di attuare una pubblicità sui prezzi finiremmo in una
competizione alla Bertrand (intensificazione della competizione di prezzo).

L’espansione della capacità produttiva è una strategia di deterrenza credibile solo se i costi relativi sono
recuperabili.

FALSO

Consideriamo un mercato in cui opera una sola impresa, l’impresa 1, ed esiste un solo potenziale entrante,
l’impresa 2. Assumiamo che l’impresa 1 abbia una produzione totale uguale alla CP totale e che, potendo
variare la propria CP in qualsiasi momento ad un costo recuperabile (basso), annunci che nel caso di entrata
dell’impresa 2 essa aumenti la propria CP. Perché l’annuncio sia credibile, bisogna che l’impresa 1 abbia
convenienza a metterlo effettivamente in atto nel caso si verifichi l’entrata. Supponiamo che, nonostante
l’annuncio, l’impresa 2 decida di entrare e fissi un livello di produzione pari a quello dell’equilibrio di
Cournot. La strategia migliore per l’impresa 1 sarebbe di dimenticare l’annuncio e scegliere la quantità di
Cournot. Ma l’output di Cournot è inferiore all’output di monopolio e quindi a maggior ragione è inferiore
al livello di produzione annunciato dall’impresa 1. Pertanto l’impresa 2 entrando sul mercato e scegliendo
un livello di produzione pari all’output di Cournot otterrà profitti positivi e superiori al costo di entrata. In
altre parole l’annuncio dell’impresa 1 non è credibile. Nel caso in cui invece l’impresa 1 dedica di
aumentare la propria capacità produttiva prima della scelta dell’impresa 2 e sostenga per tale aumento
costi elevati ed irrecuperabili allora l’impresa 2 non riuscirà a produrre il livello di cournot perché i costi di
entrata elevati ed irrecuperabili non glielo permettono, allora dovrà adeguarsi al livello di produzione
deciso dall’impresa 1. Quindi se i costi per l’espansione della CP sono elevati ed irrecuperabili si tratta di
una strategia di deterrenza credibile.

Domanda 7 punti

a)Spiegate la relazione fra durata ottimale del brevetto ed elasticità della dom

b)Spiega la relazione fra durata ottimale del brevetto e costo r&d

c)La corsa ai brevetti: supponiamo che vi siano 2 imprese, A e B che sviluppano un prodotto con la dom
P=120-2Q e che il prodotto avrà c=40. Per lo sviluppo si richiede un lab le cui attività hanno una prob di
successo di 0,8. Il lab ha un costo pari a K. Se una sola delle due imprese investe nel la a quanto
ammonteranno i suoi prof attesi condizionati a spendere K nel lab?

a)La durata ottimale è più breve quanto più elastica è la domanda. Più elastica è la domanda e maggiore è
la perdita statica di benessere B

b)La durata ottimale è più breve quanto più basso è il costo di R&D, r(x); Il profitto aumenta linearmente
con la dimensione della riduzione di costo, ma la perdita di benessere cresce in maniera quadratica;
L’aumento della riduzione di costo di equilibrio va nella stessa direzione della perdita legata ad un T più
grande

c)Π= (100-2Q-40)q; =0 100-4Q-40=0; 4Q=60; Q=15; P=100-2(15)=70;

Π=(70-40)*15=450; data la probabilità di successo 0,8, i profitti attesi condizionati a spendere K nel lab sono
0,8*450-K=360-K.

11 gennaio 2011

Esiste una relazione positiva tra il grado di concentrazione di un settore e il potere di mercato delle
imprese che vi operano.

È possibile costituire una relazione dal punto di vista teorico sul grado di concentrazione di un settore e il
potere di mercato.

P−C i Si P−Ci S2i P−Ci S2i


= Moltipico per S i Si = Faccio la sommatoria ∑ Si =∑
P ε ⇒ P ε ⇒ P ε
2
Di conseguenza ottengo che L = (1/ε) * ∑ S i Ulteriore semplificazione L=H /ε .

Dall’ultima equazione posso dedurre che all’aumentare della concentrazione, aumenta anche il potere di
mercato. Quindi L = f(H).

La pubblicità sulle caratteristiche attenua l’intensità della concorrenza di prezzo.

VERO

La pubblicità attenua la competizione di prezzo e permette alle imprese di fissare P più alti e aumentare di
conseguenza i π. Per dimostrare ciò si usa il seguente modello : MODELLO DI HOTELLING CON UN GRADO
DI INCERTEZZA DEL CONSUMATORE.
Ipotesi:
 2 imprese( A e B)

 producono vino( Secco e Dolce)

 Consumatori distribuiti uniformemente sul segmento

In questa caso potremmo essere di fronte a una differenziazione orizzontale, ma non è così in quanto
ho un certo grado di incertezza, ossia i consumatori non sanno qual è la varietà dolce e secca; di
conseguenza i consumatori osservano il prezzo, non considerando le caratteristiche, non conoscendole
( prodotti considerati identici). Andiamo quindi a vedere cosa succede senza pubblicità e con la
pubblicità:

 SENZA PUBBLICITA’ : I prodotti vengono considerati identici, in quanto i consumatori non conoscono
le caratteristiche( già detto in precedenza). Quindi:

o Se PA < PB  Vende solo A


BERTRAND
o Se PB > PA  Vende solo B

Si va quindi a creare una situazione alla BERTRAND , e quindi avrò un equilibrio con P = c

 LE IMPRESE FANNO PUBBLICITA’ : In questo caso le imprese informano i consumatori circa le


caratteristiche dei prodotti. Si va così a creare una differenziazione di prodotto, quindi passiamo dal
modello di Bertrand al modello di Hotelling. In equilibrio si avrà : P > c & π > 0.

In conclusione possiamo osservare come la pubblicità che informa sul prodotto attenua la
competizione di prezzo  avremo P più alti e di conseguenza aumenteranno i π.

In un modello di concorrenza alla cournot con libertà di entrata, la dimensione S del mercato non
influisce sul prezzo di equilibrio.

( a−c ) S
Vero, infatti se sostituissimo Q=nq* in P(Q)=a-Q/S otterremmo che: P*=a-(nq*)/S = a-n =
( n+1 ) S
(a+nc)/(n+1). Come possiamo notare dall’equazione, il termine S si elide e non va ad influenzare il Prezzo di
(a−c )2
equilibrio a differenza del profitto infatti πi (n,S) = S −F .
( n+1)2

22 marzo 2010

Maggiore è l’elasticità della domanda al prezzo, maggiore sarà il potere di mercato delle imprese.

FALSO
Matematicamente è possibile dimostrare il contrario:

Imparare indice c4

Vedi pec

I mercati con maggiori eco di scala sono i più concentrati

Vero, le economie di scala possono essere viste come barriere all’entrata. La concentrazione è tanto più
alta quanto più alte sono le barriere all’entrata.

Il coefficiente di economie di scala è dato dal rapporto ρ=AC/MC. Se rho(ρ) è >1 sono di fronte ad eco di
F
+c
scala. In economia di scala ρ=AC/MC= q F In un mercato dove F è maggiore quindi vi saranno
=1+ .
c cq
maggiori economie di scala. Variazioni della scala minima equivalgono pertanto a variazioni dei costi fissi
dello stesso fattore, e tra F e ρ c’è sostanziale parallelismo. Sostituendo F=(ρ-1)cq nell’equazione n*=(a-c)
√ s / F -1 otteniamo che n*=(a-c)√ S / ( ρ−1 ) cq−1. Quindi i mercati con maggiori economie di scala sono più
concentrati.

Una fusione di due imprese che porti a un leader di mercato è profittevole se ci sono tre o più imprese
nel mercato.

Falso. Partendo dal modello di Cournot con N imprese identiche, caratterizzato dalla domanda P=A-BQ con
(A−C )2
costi marginali c per ogni impresa. Da cournot il profitto di ogni singola impresa i è uguale a . Il
B(N + 1)2
mercato post fusione sarà dato da N-M+1 imprese indipendenti. La nuova impresa fusa avrà scelto q m per
massimizzare il profitto π m(q m ,Q −m ¿ = q m ¿ Q−m )-c] . Tutte le altre imprese sceglieranno q i per
massimizzare π i (q i , Q −i ¿ = q i ¿ Q−i )-c]. Confrontando queste due equazioni possiamo notare come
l’impresa fusa sia tale alle altre imprese sul mercato e che tutte le N-M+1 imprese sono identiche e
producono lo stesso output e hanno lo stesso profitto. Il profitto di ciascuna delle imprese fuse e non fuse
aumenta al crescere di M.

Affinchè la fusione sia profittevole è necessario che M>0.8N. Questo risultato è ottenibile imponendo che il
profitto post fusione sia maggiore di quello pre fusione. Semplificando le equazioni di profitto si ottiene che
la seguente diseguaglianza ( N +1)2 > M (N−M +2)2.

Nel caso in esame se N=3 e M=2, la precedente diseguaglianza diventerebbe (3+1)^2>2(3-2+2)^2, con il
risultato di 16>18 che ovviamente non può essere vera. Pertanto la fusione non sarebbe profittevole.

15 febbraio 2011

Domanda B.A. 1 punto. Quali sono le due proprietà del brevetto che influiscono direttamente sul grado di
protezione che garantisce all’innovazione (e quindi al suo sfruttamento da parte dell’impresa che lo
detiene)?

Un brevetto può garantire una protezione più debole o più forte a seconda di:

 Durata del brevetto: il numero di anni di esclusiva per l’innovatore


 Ampiezza del brevetto: ampiezza limitata se è solo l’innovazione ad essere protetta, più estesa se
copre anche prodotti/processi/applicazioni connesse.

12 febbraio 2010

La pubblicità fatta sulle caratteristiche attenua la concorrenza di prezzo

Vedi 11 gennaio 2011

Domanda B.C2 punti. I prezzi di ramsey vengono applicati per regolare le utilities (ad esempio i servizi
energetici). Essi vengono applicati anche nel settore farmaceutico: indica alcune differenze, sotto questo
profilo, fra questo settore e quello delle utilities.