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1)Consideriamo impresa monopolista, maggiore è l’elasticità della dom il prezzo, maggiore

sarà il potere di mercato? FALSO! Se II>1 la domanda è elastica, allora i cons saranno sensibili
al prezzo e le imprese nel settore avranno meno potere di mercato. Se II<1 la domanda è rigida, le
imprese avranno potere di mercato. Nel modello di monopolio puro: MR<P; Pm>MC; MR=P(q)[1-
1/].  MC=P(1-1/). Mark up: (P-MC)/P; sostituendo l’espressione del MC abbiamo: (P-
MC)/P=1/  questa è detta regola dell’elasticità o indice di Lerner. L= (P-MC)/P. (P-MC)/P = (P-
MR)/P  (P-MC)/P=[P-P(-1/+1)]/P (P-MC)/P=1/. Minore è l’elasticità, più rigida è la
domanda e maggiore sarà il potere di mercato del monopolista
2)Maggiore è l’elasticità della domanda al prezzo, maggiore sarà il potere di mercato delle
imprese. Falso!Se |ε|>1 la dom è elastica allora i cons saranno Sensibili ap px e dunque meno pot d
mercato P=MC. Se |ε|<1 la dom è rigida P>MC e dunque siamo in presenza d pot d mkt. l’impresa è
in grado di fissare un prezzo maggiore al costo marginale. Monopolista: più rigida è la domanda più
potere di mercato: L=(P-MC)/P=(1/e)
3)Due imprese simmetriche che competono sul prezzo à la Bertrand, con vincoli alla capacità
produttiva, in equilibrio fisseranno un prezzo uguale al costo marginale e faranno profitti
economici nulli.

P=cma e π=0  falso. Sarebbe Vero se si trattasse di 2 imprese simmetriche o asimmetriche che
competono sul px alla Bertrand senza vincoli alla capacità produttiva! Ki<Qcp Dmkt(P1)>Ki
l’impresa non può servire l’intero mkt D2=Dmkt(P2)-Ki; D2>0; CF=0; CMA=0

Proposizione: L’equilibrio è tale che P = P(K1 + K2), ovvero tale che la domanda totale eguaglia la
capacità produttiva aggregata. Problema per impresa 2: Dato che 1 fissa P1 = P(K1 + K2), 2 può
ottenere un profitto più alto rispetto a quello che otterrebbe fissando un prezzo allo stesso livello se
fissasse prezzo diverso?
Es. P2 < P(K1 + K2) a 2 viene richiesta tutta la domanda di mercato, ma non ottiene alcun
vantaggio perché è già vincolata dalla sua capacità produttiva, quindi otterrebbe soltanto un profitto
più
basso.
Es. P2 > P(K1 + K2) 1 è vincolata a P(K1 + K2), 2 può fissare un prezzo maggiore e realizzare
comunque vendite positive. Ma aumenta il profitto? D2 è la domanda residua: vende D(P2) – K1;
Notare che il MR > MC per ogni Q < K2.  P2 > P(K1 + K2) (= Q2<K2) ridurrebbe i profitti,
infatti la perdita di ricavo sarebbe maggiore del risparmio di costi.
Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale anche per 1: dato che P2 = P(K1 + K2), la strategia
ottimale di 1 rimane quella di fissare il prezzo allo stesso livello di 2, P1 = P(K1 + K2). Quindi
questo è il prezzo di equilibrio: P2 = P1 =P(K1 + K2).  Se le capacità sono piccole, il prezzo di
equilibrio sarà tale che la domanda totale = capacità produttiva totale.  P > MC se K è bassa
anche con Bertrand se ci sono vincoli di capacità.
4)Esiste una relazione positiva tra il grado di concentrazione (H) di un settore e il potere di
mercato delle imprese (L) che vi operano.
Vero! partiamo dal presupposto che il mark-up è inversamente correlato all’elasticità e direttamente
correlato alla concentrazione(Si) quindi abbiamo che: [(P-Ci)/P]=Si/ Facendo la sommatoria
ricaviamo che:
=  L= H/E da questa formula si evince che L aumenta, quanto più H aumenta
Quindi quanto più abbiamo concentrazione. Si è però dimostrato che questa relazione non è
statisticamente rilevante, questo perché se Pot d mkt aumenta; P aumenta; Profitti aumentano; n
aumentano; Concentrazione diminuisce!
5)La pubblicità sulle caratteristiche attenua l’intensità della concorrenza di prezzo. Vero!

la pubbl fatta sulle caratteristiche permette di fissare prezzi più alti e aumentare i profitti. Modello
di Hotelling con 1 grado di incertezza dl cons. a) le imprese fanno pubblicità: informano i cons circa
le caratt dei prodotti. Si crea diff di pdt e passiamo dal modello di Bertrand a quello di Hotelling. In
eq si avrà:P>C; Profitto>0. b) senza pubblicità: i pdt sono considerati identici in quanto i cons non
conoscono le caratt; in eq P=c. se Pa<Pb vende solo a. se Pb<Pa vende solo b. sono i casi di
Bertrand.
24)Le imprese tendono ad investire maggiormente in pubblicità dove la dom è elastica rispetto
al prezzo

Falso!

Ε= è utile anche dire che il mark-up (P-MC)/P è uguale a 1/ε: (P-MC)/P=1/ε. Nel caso in cui ε
aumentasse; (P-MC)/P diminuirebbe; guadagno derivante da a diminuirebbe; investirò meno in
pubblicità (a diminuisce). Ciò detto porta a concludere che c’è maggiore incentivo a investire in
pubblicità, per aumentare la domanda e quindi i profitti, dove la domanda è rigida (se ε diminuisce).
Se ε diminuisce; a/R aumenta

6)La pubblicità fatta sui prezzi attenua la concorrenza di prezzo?

Falso! La pubblicità accentua la competizione nei prezzi, in particolare la pubb sui prezzi. Se
abbiamo 2 imprese, 100 cns disposti a pagare al max U, prodotti omogenei, allora i cons comprano
se P<U altrimenti no. Le imprese fissano il px più alto possibile: Pa=Pb=U. se decidessero di
attenuare una pubbl sui prezzi (informano i cons), il pdt è omogeneo e quindi finiremmo in 1
competizione alla Bertrand (intensificazione della competizione di px). Se Pa diminuisce di poco
rispetto ad U riuscirebbe con l’adozione della pubblicità a prendersi più cons (P-MC)/P; Profitti
aumentano.
7)E’ relativamente più difficile colludere nella concorrenza alla Bertrand che in quella alla
Cournot, poiché la punizione è meno severa.

Falso! È più difficile colludere nel modello di Cournot che in quello di Bertrand poiché la punizione
è meno severa!
quando conviene la collusione? La strategia sigma1 è risposta ottima alla strategia sigma 2 e
viceversa se: verifichiamo quando vale tale condizione cioè quando la collusione è sostenibile.
 -
Conta il segno del numeratore e quindi (
*
Essendo *<1 la condizione è soddisfatta per grande. La possibilità di accordo collusivo
dipende dal fattore di sconto
Nella competizione di prezzo alla Bertrand, la precedente condizione diventa:
= /2) / (= 1 / 2 ≡*
Nella competizione di quantità (cournot) invece diventa: = 9/17 ≡*
È relativamente più difficile colludere nel modello di cournot causa il fatto che la punizione è meno
severa (più elevati i profitti di NC) (9/17 > 1/2 ). Per colludere i profitti futuri devono essere valutati
molto: alto
8)In un modello di concorrenza alla Cournot con libertà di entrata, la dimensione S del
mercato non influisce sul prezzo di equilibrio? Vero! px di eq non dipende da S; il profitto di
ogni impresa dipende da S. esempio: assumiamo una funzione di domanda P(Q)=a-Q/S; la funzione
di costo totale della generica impresa i= TC(qi)=F+cqi; profitto i= P(Q)qi-F-cqi=(a- Q/S-c) qi-F
=[a-(qi+Q-i)/S-c]qi-F. poniamo la derivata del profitto rispetto a q=0. dπi/dqi=0 ossia a-(2qi/S)-
(qi/S)-c=0. In eq per simmetria: Q=nqqi=Q/n=q*.

Sostituendo avremo: a-2q*/S-[(n-1)q*/S]-c=0; quindi: aS-2q*-nq*+q*-cS=0(a-c)S=2q*+nq-q*


 q*=(a-c)/(n+1) S DIPENDE DA S

Possiamo anche notare come il prezzo di eq NON dipende da S: infatti sostituendo Q=nq* in
P(Q)=a-(Q/S) otteniamo che: P*= a-(nq*)/S = a-n  P*= (a+nc)/(n+1)

9)Se due imprese competono à la Bertrand, e più facile che riescano a raggiungere un accordo
collusivo in un settore in cui ci siano ritardi di informazione rispetto a un settore in cui non ci
sono.

Falso! Competizione di prezzo. Prezzi osservabili con 2 periodi di ritardo: Che implica: 1/2 * ; 1/2
1-  dunque collusione meno facile in mercati con interazioni infrequenti (ingrosso, forniture
industriali, grandi commesse)
20)In un mercato con libertà di entrata, se le imprese competono à la Cournot, nel lungo
periodo il numero di imprese in equilibrio cresce meno che proporzionalmente rispetto alla
dimensione S del mercato e decresce meno che proporzionalmente rispetto ai costi fissi F di
entrata.

Vero! infatti quando il n di imprese aumenta, il mercato diventa più competitivo, il margine di
profitto unitario diminuisce e di conseguenza il numero di imprese che possono entrare nel mercato
diminuisce.
n* : π(n*)≥0 nessuna impresa desidera uscire; π(n*+1)≤0 nessuna impresa desidera entrare
n* tale che: πi=0  πi(n)=S -F=0  S (a-c)^2=F(n+1)^2  (n+1)^2=  n+1
n+1= (a-c)  n*=[(a-c) -1]
10)La proliferazione dei prodotti, date alcune condizioni, scoraggia l’entrata di nuove imprese
nel mercato (caso dei cereali da colazione).

Vero! considerando il mercato dei cereali in usa. Hp: Ec di scala:basse e progresso


tecnico:trascurabile. Ciò presuppone una entrata facile, ma.. non è così: nessuna nuova impresa
entrata, profitti elevati delle maggiori imprese del settore, aumento dei prodotti offerti. Per risp a ciò
partiamo dal modello di Hotelling, dove la dom è data da cons eterogenei di massa ed il pdt è
differenziato per 1 caratteristica: la dolcezza.
Quindi abbiamo 2 imprese: incumbent1 e entrant2. L’incumbent decide la sua varietà prima della
entrant.
Le ipotesi sono 3:
1) No competizione di px:P1=P2=P* ;

2) Dati i p*, il costo fisso di entrata F è tale che F=1/4P*<F1/2P*.

3) Ciascuna impresa decide la sua varietà

A questo punto ci si chiede dove si posiziona l’incumbent e quando entra l’entrant.


Se 1 produce solo una varietà di cereali, sceglierà di collocarsi ad ½ (grafico, retta con ½ al centro
impresa 1 incumbent). Se si mette a dx di ½ l’impresa 2 si mette alla sua sx e viceversa. Restando al
centro (1/2) perde metà dei cons. quindi il risultato finale sara: la 1 incumbent vicino a 1/2 ,
l’entrant 2 vicino a ½.
A questo punto possiamo trarre una 4° ipotesi: sempre dati i p* ora l’incumbent può lanciare più
varietà (2 varietà) (faccio grafico retta con ¼, ½, 3/4) . se anche l’entrante si ponesse in ½ avrebe
solo ¼, troppo poconn entra! La max quota di mkt che potrà avere l’entrante è 1/4 : collocandosi
a ½ infatti venderà ai cons nell’intervallo 5/8 e 3/8 (cioè 5/8 – 3/8 = 2/8=1/4).
Se F>1/4 P* : allora profitti dell’entrante <0, quindi non entra e incumbent ottiene profitti=1 P* -
2F.
Se F<1/2 P* allora profitti1>del profitto di 1 con una sola varietà: una varietà profitto1: 1/2 P*- F;
due varietà profitto1: P*-2F=2(1/2P*-F). Conclusione: nessuno entra ed è la proliferazione dei pdt
a scoraggiare l’entrata.
11)Fusioni orizzontali: se la fusione non porta al monopolio, potrebbe essere non profittevole
(merger paradox).

Vero! se la fusione non porta al monopolio, potrebbe essere non profittevole a meno che non si
fondano n imprese suff grandi e con funzioni di costo lineare. È difficile costruire un modello ec in
cui gli extra prof siano ragguardevoli se la fusione non porta al monopolio.
Esempio modello di cournot. Assumiamo 3 imprese identiche con CM=20; DOM:P=140-Q
[P(q)=a-b Q]

Con 2 imprese: ==

Con 3 imprese: q(3)= - q(3)/2  = (a-c)/4b. sostituendo: q(3)=(140-20)/4  q(3)=30
Ogni impresa produce q(3)=30
Il prezzo è: P(3)=[140-(3*30)]=50 il profitto: π(3)=(50-20)*30=900
Se due imprese si fondonoimprese indipendenti
q(2)= (140-20)/3=40; P(2)=140-(2*40)=60; π=(60-20)*40=1600  prima della fusion le 2
imprese avevano un profitto aggregato di 1800>1600 quindi fusione no profittevole
Se 3 imprese si fondonomonopolio
q(1)=(140-20)/2=60; p(1)=(140-60)=80; π(1)=(80-20)*60=3600  prima della fusione il profitto
aggregato era 2700 (3*900). 3600>2700 quindi fusione profittevole.
12)In un settore industriale, maggiore è il numero delle imprese maggiore sarà la probabilità
che si verifichino accordi collusivi tra esse.
Falso! La collusione è più sostenibile dove il mercato è più concentrato quindi dove operano poche
e grandi imprese. Inoltre: è più facile il controllo reciproco e più veloce la scoperta delle deviazioni;
è più facile coordinare il comportamento.
/2 . competizione di prezzo con n imprese:
/n) * 1 / (1- δ)> chi devia ottiene il profitto di monopolio
/ n ) * 1/ (1- δ) >  (1- δ)* [/ n)*1 / (1- δ)]> * (1- δ) / n )> * (1- δ)
1/n> (1- δ) che implica: δ>1-1/n δ* il limite inferiore del fattore di sconto necessario per sostenere
la collusione cresce, al crescere di n (collusione più difficile al crescere di n).
13)Nel modello di differenziazione orizzontale di Hotelling si parla di due effetti (descriveteli!)
e uno di questi effetti prevale sull’altro nel caso in cui i prezzi fossero esogeni (ossia le imprese
non possono scegliere i prezzi, che sono fissi).

Effetto diretto (poca differenziazione): dati i px di vendita, mi colloco al centro, più mi avvicina al
prodotto del mio concorrente, più elevata è la mia domanda e dei profitti. L’avversario farà uguale,
risultato; ci collocheremo vicini ed in prossimità del centro. Ciò porterà ad un aumento della
competizione dei prezzi e si passerà ad una diff endogena! Effetto strategico (differenziazione
intensa): Ci spinge a collocarci agli estremi, differenziandoci il più possibile. infatti più vicino e più
al centro mi colloco e più la competizione diventa intensa, la domanda scende e così anche i profitti.
Se la competizione di prezzo è intensa, tende a prevalere una strat di diff: ES>ED. Se la
competizione di prezzo è poco intensa. Tende a prevale una strat di NON-diff: ED>ES(es partiti
politici, reti televisive).
15)I mercati con maggiori economie di scala sono più concentrati?

Vero! se p>1, AC>MC:ec di scala. Se p<1, AC<MC: diseconomie di scala


p=AC/MC=[(F/q)+c]/c]=1+(F/cq). Quindi in un mkt dove F è maggiore vi saranno maggiori ec di
scala. Tra F e P c’è sostanziale parallelismo, dunque: n*=(a-c)  n*=(a-c)  quindi mkt cn
maggiori ec d scala sono più concentrati.
16)Una fusione di due imprese che porti a un leader di mercato è profittevole se ci sono tre o
più imprese nel mercato.

Vero infatti aumenta la quota di mkt (si) delle imprese fuse; diminuiscono i profitti e la quota di
mercato per ciascuna non fusa; porta benefici ai cons riducendo il px. Se n<3, il profitto delle
imprese fuse è < rispetto al profitto delle stesse imprese prima della fusione.
14)Per la Scuola di Chicago un’impresa non esce mai dal mercato se subisce prezzi predatori,
mentre per la “Teoria finanziaria dei prezzi predatori” potrebbe uscire.

Incerta! Se un’impresa subisce prezzi predatori Teoria fin dei px predatori: Un’impresa non esce dal
mercato solo se la sua perdita (L) è inferiore al profitto atteso il quale dipende dalla probabilità di
ottenere il finanziamento (1-p). L<(1-p) con questa condizione l’impresa resta nel mercato; L>(1-
p)con questa condizione l’impresa esce dal mercato.
Se un impresa subisce prezzi predatori per la scuola di chicago non dovrebbe mai uscire dal mercato
perché altrimenti avrebbe profitti=0, ma se l’impresa (entrant) non riesce a finanziare le sue perdite
(L) avendo risorse finanziarie limitate è costretta ad uscire dal mercato lasciando all’incumbent . in
ogni caso l’ipotesi migliore per la scuola di chicago è: all’incumbent conviene non minacciare
perché in T1 amvrebbe anch’essa delle perdite; all’entrant invece converrebbe restare. Tutte e due
così avrebbero dei in duopolio senza riscontrare delle perdite.
17)L’indice di concentrazione di mercato di Herfindahl si riduce se aumenta l’asimmetria
(eterogeneità) fra le imprese del settore.

Falso! L’indice di concentrazione di mercato aumenta seaumenta l’eterogeneità tra le imprese del
settore. H= H=1/n concentrazione: si=qi/Qtot=q/q*n;
Per imprese asimmetriche (eterogenee): /n  n= n=
Quindi avrò n  n  n  n; H=1/n + n  se aumenta l’asimmetria (eterogeneità) tra le
imprese del settore, l’indice di H aumenterà! H aumenta quando aumenta; H diminuisce quando n
diminuisce.
18)La deterrenza all’entrata attraverso l’espansione della capacità produttiva non è una
strategia ottimale quando il costo di entrata è sufficientemente basso.

Vero! la deterrenza all’entrata attrv l’esp della capacità produttiva è una strategia ottimale quando il
costo di entrata è suff alto! Non sempre conviene scoraggiare l’entrata dell’impresa 2: se il costo di
entrata è molto basso, i profitti attesi di 2 sono + grandi a parità di q (curva π2 si sposta a dx),
pertanto x scoraggiare l’entrata l’impresa1 dovrà produrre una grande quantità di con π molto
bassi. Quindi il π max ottenibile scoraggiando l’entrata di 2 è inferiore al π max che si può ottenere
lasciando entrare 2.

Se il costo di entrata è molto alto, i π di 2 sono + piccoli a parità di q (curva π2 si sposta a sx),
l’impresa 1 non può mantenere la produzione a livello di mon e l’impresa 2 non entra. Entrata
bloccata!
19)L’espansione della capacità produttiva è una strategia di deterrenza credibile solo se i costi
relativi sono recuperabili.

Falso! L’espansione della cap prod è una strat d deterrenza credibile solo se i costi relativi sono
elevati e Irrecuperabili! Se l’impresa 1 annuncia , l’impresa 2 trascura l’annuncio, entra e fissa la
produzione a livello di eq di cournot . Per l’impresa 1 la strat migliore sarebbe di dimenticare
l’annuncio e scegliere l’output di cournot. Ma e quindi a maggior ragione minore dell’output
annunciato . Pertanto l’impresa 2 dovrà prevedere che entrando e scegliendo un livello di cournot
(ignorando l’annuncio di 1) otterrà π>0 e superiori al costo di entrata e quindi entrerà. Pertanto
l’annuncio non è credibile.

Se i costi sono irrecuperabili: l’annuncio dell’impresa dell’impresa 1 di espandere la capacità


produttiva a livello è credibile. l’impresa 2 se entra non può assestarsi al livello di eq d cournot in
quanto non può recuperare i costi sostenuti per l’aumento della capacità produttiva ed è quindi
spinta ad un livello deciso dalla impresa 1.
21)All’aumentare della dimensione del mercato ci aspettiamo che il grado di concentrazione
diminuisca? Vero! se S aumenta; concentrazione diminuisce; N aumenta. Se F aumenta;
concentrazione aumenta; N diminuisce.

22)Maggiore è la SME, maggiore sarà il potere di mercato delle imprese


Vero! maggiore è la SME, maggiori saranno le ec di scala [(AC/MC)>1],, quindi il settore è
concentrato, opereranno all’interno di esso poche e grandi imprese, dunque maggiore sarà il potere
di mercato. La sme rappresenta il livello minimo di output con il quale si minimizzano i costi di
produzione
23)In un generico settore, maggiore è la sme, maggiore sarà il valore assunto dal coefficiente
di economie di scala e conseguentemente maggiore sarà il grado di concentrazione.
Vero! maggiore è la SME, maggiori saranno le ec di scala [(AC/MC)>1], quindi il settore è
concentrato, opereranno all’interno di esso poche e grandi imprese, dunque maggiore sarà il potere
di mercato. La sme rappresenta il livello minimo di output con il quale si minimizzano i costi di
produzione.-+
25)Secondo la spiegazione detta “Resource-Partitioning”, maggiore è l’aumento della
concentrazione nella fase di maturità dell’industria minore sarà la probabilità che ci siano
nuove imprese entranti
Falso! Quando il grado di concentrazione nell’industria è elevato, si aprono maggiori “spazi” in
termini di risorse per nuove organizzazioni. Tali organizzazioni sono tipicamente di piccole
dimensioni ed hanno diverse forme organizzative dalla tipica organizzazione prevalente
nell’industria. Il modello spiega che con l’aumento del livello di concentrazione le grandi imprese
“generaliste” lasciano maggiori spazi liberi ai piccoli produttori “specialisti” nello spazio delle
risorse: a fianco del prodotto standard dei produttori generalisti, le piccole imprese specialiste
esplorano quindi le opportunità di produrre prodotti più specializzati. I due concetti chiavi in tale
spiegazione sono l’esistenza di economie di scala e lo spazio delle risorse. Con il primo si motiva il
declino nel numero delle organizzazioni generaliste ed il conseguente aumento del livello di
concentrazione nella fase evolutiva finale dell’industria, che apre così lo spazio a maggiori
opportunità per le imprese specialiste. Il risultato è un aumento nel numero di imprese specialiste e
un aumento nel numero totale delle imprese nel settore.
Secondo l’indice di concentrazione C4 (o CR4) il settore A è meno concentrato del settore B, e
quindi possiamo dire che nel settore A le imprese godono di un minor “potere di mercato”
rispetto al settore B. (4 punti)
Vero! il settore a è meno concentrato del settore B, dunque le imprese godono di un minor potere di
mercato, infatti maggiore è il grado di concentrazione (poche e grandi imprese) nel settore,
maggiore è il potere di mercato! C4= somma delle quote di mercato delle m imprese più grandi
0.3+0.2+0.2+0.1=0.8
0.29+0.28+0.18+0.08=0.83
Nel modello di differenziazione di Hotelling: a)Spiegate cosa si intende per effetto diretto e
effetto strategico
b)Se l’impresa1 fissa un P1 superiore al px dell’impresa2, pari a P2, con P1>P2, è vero che
avrà domanda nulla?

c)Se la competizione di px è poco intensa tende a prevalere una strategia di non-diff?

a)Effetto diretto (poca differenziazione): dati i px di vendita, mi colloco al centro, più mi avvicina al
prodotto del mio concorrente, più elevata è la mia domanda e dei profitti. L’avversario farà uguale,
risultato; ci collocheremo vicini ed in prossimità del centro. Ciò porterà ad un aumento della
competizione dei prezzi e si passerà ad una diff endogena! Effetto strategico (differenziazione
intensa): Ci spinge a collocarci agli estremi, differenziandoci il più possibile. infatti più vicino e più
al centro mi colloco e più la competizione diventa intensa, la domanda scende e così anche i profitti.

b)vero! Se p1 > p2 comunqueD1 > 0  diverso da Bertrand, perché i prodotti agli occhi del
consumatore sono differenziati a causa dei costi di trasporto
c) vero! Se la competizione di prezzo non è elevata (o addirittura assente) allora prevale l’effetto
diretto e le imprese tenderanno a non-differenziarsi. ED>ES (es partiti politici, reti televisive). Se
invece la competizione di prezzo è intensa, l’effetto strategico prevale e le imprese tendono a
differenziarsi al max grado.

Domanda 7 punti
A) Fornite un esempio di intervento diretto e uno di intervento indiretto attraverso i quali il
governo può stimolare la R&S
B) Brevetti dormienti: dato un mkt con domanda P=200-Q. Il monopolista produce costi
unitari costanti c1=40 (unica tecnologia). Questo monopolista ha il brevetto di una tecnologia
alternativa che permette di produrre costi unitari costanti pari a c2=60. Il monopolista
potrebbe vendere questo brevetto al rivale o tenerlo dormiente. Che cosa farà? (scegliete
Bertrand o Cournot)
C) perché il brevetto è particolarmente imp per l’industria farmaceutica?
a) un governo può stimolare la r&s attraverso: intervento diretto ad es: università e centri di ricerca
pubblici; sussidi a imprese che effettuano ricerca. Intervento indiretto, ad es: brevetti, politiche a
sostegno di accordi fra imprese (dimensione e rischio di progetti e.g. nuovo aereo)
b) c1=40 c2=60; =(200-Q)Q-40Q; max: 200-2Q-40Q=0  Q=160/2=80;
P=80+140=120 =(120-40)80=6400. Bertrand: se il rivale ottiene il brevetto e produce a c2=60,
non avrà profitti perché compete con c1=40. Ma se la presenza del rivale costringerà il monopolista
a fissare P≤60  60=200-Q  Q=140; =(200-Q)Q-40Q  8400-5600=2800.
Il rivale non pagherà per il brevetto e per il monopolista ci sarà un margine aggiuntivo di 6400-
2800=3600 nei profitti. Quindi il monopolista lascia il brevetto dormiente
c) Il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica sia per le dimensioni delle
spese in R&S necessarie a portare un farmaco sul mercato, sia per la facilità con cui i farmaci
possono essere copiati. Vi è un trade-off tra i vantaggi per l’industria e quindi per la R&S e i
vantaggi per i consumatori:
Più a lungo rimane l’esclusività concessa dal brevetto, più ampi saranno gli incentivi per investire in
R&S, e idealmente si avrebbe il massimo dell’incentivo concedendo uno sfruttamento del brevetto
senza scadenza nel tempo, all’infinito. Più a lungo dura la protezione brevettuale, più a lungo i
consumatori dovranno attendere l’entrata nel mercato dei concorrenti a prezzo più basso (i farmaci
generici).

Domanda 7 punti
a)Spiegate la relazione fra durata ottimale del brevetto ed elasticità della dom
b)Spiega la relazione fra durata ottimale del brevetto e costo r&d
c)La corsa ai brevetti: supponiamo che vi siano 2 imprese, A e B che sviluppano un prodotto
con la dom P=120-2Q e che il prodotto avrà c=40. Per lo sviluppo si richiede un lab le cui
attività hanno una prob di successo di 0,8. Il lab ha un costo pari a K. Se una sola delle due
imprese investe nel la a quanto ammonteranno i suoi prof attesi condizionati a spendere K nel
lab?
a)La durata ottimale è più breve quanto più elastica è la domanda. Più elastica è la domanda e
maggiore è la perdita statica di benessere B
b)La durata ottimale è più breve quanto più basso è il costo di R&D, r(x); Il profitto aumenta
linearmente con la dimensione della riduzione di costo, ma la perdita di benessere cresce in maniera
quadratica; L’aumento della riduzione di costo di equilibrio va nella stessa direzione della perdita
legata ad un T più grande
c)Π= (100-2Q-40)q; =0 100-4Q-40=0; 4Q=60; Q=15; P=100-2(15)=70;
Π=(70-40)*15=450; data la probabilità di successo 0,8, i profitti attesi condizionati a spendere K
nel lab sono 0,8*450-K=360-K.

Domanda 7 punti
a)Cosa si intende per pubblicità informativa e persuasiva?

b)So che le imprese tendono ad investire maggiormente in pubblicità dove l’elasticità alla dom
al prezzo è più bassa. Mi spiega il motivo?

c)Ma se facciamo pubblicità sui nostri prezzi, che sono più vantaggiosi rispetto a quelli dei
nostri concorrenti, ci converra?

a)Pubblicità informativa: descrive l’esistenza del prodotto e le sue caratteristiche; questa forma di
pubblicità prevale nel caso dei beni ricerca, ovvero beni le cui caratteristiche possono essere
accertate dal consumatore prima dell’acquisto. Esempi sono computer e velocità del
microprocessore, capacità del disco fisso. Ha il ruolo primario di consentire il risparmio per il
consumatore dei costi (in termini di tempo o monetari) associati al reperimento delle informazioni
su di un dato bene e sarà tanto più efficace quanto maggiori sono questi costi. Pubblicità persuasiva:
prevale nel caso dei beni di esperienza, le cui caratteristiche possono essere accertate solo dopo il
consumo. Esempio: per quante informazioni si possono raccogliere su di un certo vino, in realtà non
si può sapere quanto sia buono prima di assaggiarlo. Ha il ruolo di persuadere il consumatore ad
acquistare.
b)Ε= è utile anche dire che il mark-up () è uguale a 1/ε  1/ε
Nel caso in cui ε aumentasse; diminuirebbe; guadagno derivante da a diminuirebbe; investirò meno
in pubblicità (a diminuirebbe). Ciò detto porta a concludere che c’è un maggiore incentivo a
investire in pubblicità, per aumentare la domanda e quindi i profitto, dove la domanda è rigida (se ε
diminuisce). Quindi a/R aumenta; se ε diminuisce
[Per quanto rifuarda l’elasticità della domanda rispetto alla pubblicità: η=
Più la dom è elastica, maggiore sarà il beneficio derivante dalla spesa pubblicitaria, quindi maggiore
sarà l’incentivo a spendere in pubblicità: η aumenta; beneficio a aumenta perché maggiore è
l’aumento della QDOM. a/R aumenta se η aumenta].
c)Dipende! Se le imprese scelgono di attuare una pubblicità sui prezzi (informano i consumatori), il
prodotto è omogeneo e quindi finiremmo in una competizione alla Bertrand (intensificazione della
competizione di prezzo). Pa=Pb=U (prezzo di riserva dei consu) se Pa diminuisce di poco rispetto
ad U riuscirebbe con l’adozione della pubbl a prendersi più cons (P-MC)/P aumenta Profitti
aumentano

DOMANDA 7 PUNTI
a) Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non drastica. (punti 2)
b) Supponiamo che la domanda sia P = 240 – Q e che il costo marginale di tutte le imprese sia
pari a 160. Se un’impresa introduce un’innovazione di processo che le permette di avere il
costo pari a 40 (comportandosi quindi come un monopolista), di che tipo di innovazione si
tratta e perché? (vedi modello di Cournot) (punti 3)
c)Definisci che cosa si intende per “effetto rimpiazzo” di Arrow e perché non sarebbe in
contrasto con la visione di Schumpeter. (punti 2)
a) Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende
del tutto obsoleto il prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza
vincoli; innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce completamente il prodotto
esistente. Qm<Qc l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti lo possono abbassare.
b)P=240-Q; C=160; Cmon=40. MR=240-2Q; MR=Cmon  40=240-2Q; 2Q=240-40;
Qmon=100
Pmon=240-100 Pmon=140; 140<160 quindi l’innovatore può fissure il prezzo di monopolio
(140) mentre I concorrenti rimarranno con un prezzo a 160. È un’innovazione drastica
Se il Pmon>Cmon allora innovazione Non-drastica
c) Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare. In
monopolio i nuovi profitti distruggono i vecchi profitti
shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione;
solo in presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante
dall’innovazione. le imprese con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente
incompatibili: le grandi imprese innovano perché hanno maggiori risorse finanziarie e quindi sono
più propense a sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazionei mercati dei capitali non
sono perfettila piccola impresa è costretta a rivolgersi al venture capitalist. La R&D dovrebbe
essere più intensa nei mercati competitivi perché maggiori sono gli incentivi.

Domanda 7 punti
a)perché il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica?

b)In base alla teoria di discriminazione del prezzo di Ramsey descrivi la soluzione del prezzo
ottimale per l’impresa farmaceutica

c)Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non-drastica

d)Definisci che cosa si intende per effetto di rimpiazzo di arrow e perché non sarebbe in
contrasto con la visione di Schumpeter

a) Il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica sia per le dimensioni delle
spese in R&S necessarie a portare un farmaco sul mercato, sia per la facilità con cui i farmaci
possono essere copiati. Vi è un trade-off tra i vantaggi per l’industria e quindi per la R&S e i
vantaggi per i consumatori:
Più a lungo rimane l’esclusività concessa dal brevetto, più ampi saranno gli incentivi per investire in
R&S, e idealmente si avrebbe il massimo dell’incentivo concedendo uno sfruttamento del brevetto
senza scadenza nel tempo, all’infinito. Più a lungo dura la protezione brevettuale, più a lungo i
consumatori dovranno attendere l’entrata nel mercato dei concorrenti a prezzi più bassi (i farmaci
generici).
b) Ramsey: Per minimizzare le deviazioni dall’ottimo occorre fissare le differenze tra i prezzi e i
costi marginali in modo inversamente proporzionale all’elasticità delle domande rispetto ai prezzi. I
prezzi devono essere più alti nei mercati con domanda meno elastica e viceversa, anche se i beni
vengano prodotti con lo stesso costo marginale
Condizioni necessarie per l’efficienza nello sviluppo farmaceutico sono:
Pj ≥ MCj e . Lo scostamento percentuale del prezzo rispetto al costo marginale (Pj –CJ)/Pj è
inversamente proporzionale all’elasticità della domanda di quel bene rispetto al prezzo. Rop: = -
OPPURE Lj=D/Ej dove Ej è elasticità della domanda; Lj è il mark-up; D è il “normal profit
constraint”. La rop minimizza la perdita di benessere
c)Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende
del tutto obsoleto il prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza
vincoli; innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce completamente il prodotto
esistente. Qm<Qc l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti lo possono abbassare.
d) Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare. In
monopolio i nuovi profitti distruggono i vecchi profitti
shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione;
solo in presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante
dall’innovazione. le imprese con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente
incompatibili: le grandi imprese innovano perché hanno maggiori risorse finanziarie e quindi sono
più propense a sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazionei mercati dei capitali non
sono perfettila piccola impresa è costretta a rivolgersi al venture capitalist. La R&D dovrebbe
essere più intensa nei mercati competitivi perché maggiori sono gli incentivi.

Domanda 7 punti
a)Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non-drastica
b)Ci sono 2 imprese: M (monopolista) e R (potenziale rivale); entrambe possono fare un
investimento in R&S, acquistando un brevetto da laboratorio. Considerando il profitto di
monopolio e quello del possibile dupolio, dopo aver evidenziato quanto ciascuna impresa è
disposta a pagare per acquistare il brevetto, si indichi quale delle 2 imprese ha maggior
incentivo ad investire in R&S (acquisto brevetto)
c)Definisci cosa si intende per effetto di rimpiazzo di Arrow e spiega perché non sarebbe in
contrasto con la visione di Schumpeter
innovazione di processo: volta a creare nuove tecnologia di produzione più efficienti (che riducano i
costi di produzione); innovazione di prodotto: volta a creare nuovi prodotti. Un innovazione (di
prodotto o di processo) può essere drastica o non-drastica. Considerando le innovazioni di prodotto
possiamo affermare che: Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo
prodotto nel mercato, rende del tutto obsoleto il prodotto esistente” Qm>Qc L’innovatore fissa il
prezzo di monopolio Pm senza vincoli; innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce
completamente il prodotto esistente. Qm<Qc l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti
lo possono abbassare.
b)M sta ottenendo , se compra l’innovazione continua a ricevere πM (al lordo del pagamento al
laboratorio per l’innovazione). Se il rivale R acquista l’innovazione, c’è ingresso e le imprese
ottengono πD (duopolio) (il monopolista M sta sul mercato anche se non innova). Incentivi ad
investire in R&D (disponibilità a pagare per l’innovazione): 1) M è disposto a pagare fino a πM -
πD per il brevetto; 2) R fino a πD – 0. M è disposto a pagare di più se πM - πD > πD  πM > 2
πD. Cioè se i profitti complessivi sono più alti in monopolio che in duopolio. A meno che la rivale
non produca un prodotto assai differenziato, la condizione sopra vale sempre (2 πD è il totale dei
profitti di duopolio, sempre inferiori a quello del monopolio): Il monopolista ha maggior incentivo
ad investire in R&D che l’impresa rivale. Conclusione: M ha da perdere dal non vincere la gara per
l’innovazione (ottenimento del brevetto) più di quanto R abbia da guadagnare in caso di ingresso
con innovazione.
Se c’è incertezza sull’offerta di R, R non fa alcuna offerte, è disposto ad offrire ancora fino a πD e
la prob di ottenere il brevetto è pari a (1-p). M sta ottenendo e continua a ricevere lo stesso se fa
un’offerta ed acquista l’innovazione. M se nn fa alcuna offerte ha profitti attesi pari a: (1-p) πD+ p .
Dunque gli incentivi ad investire sono: 1) M può offrire fino a - [(1-p) πD+ p ]=(1-p)( πD). 2) R può
offrire fino a πD. R è disposto a pagare di più di M se: πD>(1-p)( πD)  p-1>- πD/( πD) 
p>1- πD/( πD)  p>( πD)/( πD). Con 1>p>0: πD>(1-p)( πD) quanto più p si avvicina a 1. Nel caso
di incertezza rispetto alla presenza della rivale M è disposto a pagare meno di R per l’innovazione.
3 scenario innovazione drastica: se avviene l’ingresso di R (innovatore) M è costretto ad uscire
dal mercato. I profitti attesi di M nel caso non facesse alcuna offerte per l’innovazione sono: (1-
p)0+p. Dunque gli incentivi ad investire in ReD sono: 1) M può offrire fino a : -[(1-p)0+p]=(1-p) 2)
R può offrire fino a: R diviene monopolio). Quindi M è disposto a pagare meno della rivale R per
una innovazione drastica
c)Arrow: sia concorrenza che monopolio inducono un livello socialmente subottimale di
investimento in innovazione, ma... il livello garantito dalla concorrenza e comunque superiore, in
quanto: l’incremento dei profitti derivanti dall’innovazione è maggiore se il punto di partenza è una
condizione di profitti nulli rispetto al monopolio in cui l’impresa percepisce già un profitto positivo.
Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare
shumpeter: l’innovazione è favorita in mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione;
solo in presenza di potere di mercato si può sfruttare il vantaggio di costo derivante
dall’innovazione. le imprese con più potere innovano. Queste 2 visioni non sono necessariamente
incompatibili: le grandi imprese innovano perché hanno maggiori risorse finanziariei mercati dei
capitali non sono perfettila piccola impresa è costretta a rivolgersi al venture capitalist. La R&D
dovrebbe essere più intensa nei mercati competitivi perché maggiori sono gli incentivi.

Domanda 7 punti
a)Definisci le 3 modalità di discriminazione del prezzo
b) In base alla teoria di discriminazione del prezzo di Ramsey descrivi la soluzione del prezzo
ottimale per l’impresa farmaceutica
a)L’analisi economica sulla differenziazione di prezzo sistematica da parte delle imprese con potere
di mercato distingue tra: a) Discriminazione di prezzo di Primo Grado (DP Perfetta): impresa vende
OGNI unità di prodotto al prezzo più alto che il consumatore è disposto a pagare, in modo da
estrarre tutto il surplus. Prezzi diversi per clienti diversi e per unità del bene. b) Discriminazione di
prezzo di Secondo Grado: ci sono diverse partite di prodotto che vengono vendute ad un prezzo
diverso. Questo tipo di discriminazione viene attuata facendo in modo che i consumatori si
autoselezionino. Importante è non l’identità ma la quantità. Es. sconti per le vendite all’ingrosso. c)
Discriminazione di prezzo di Terzo Grado: i clienti vengono suddivisi in gruppi diversi e si fissa il
prezzo in modo da massimizzare le vendite a ogni gruppo. L’output viene venduto a prezzi diversi a
persone diverse, ma allo stesso gruppo di persone ciascuna unità di output è venduta allo stesso
prezzo.
b) Ramsey: Per minimizzare le deviazioni dall’ottimo occorre fissare le differenze tra i prezzi e i
costi marginali in modo inversamente proporzionale all’elasticità delle domande rispetto ai prezzi. I
prezzi devono essere più alti nei mercati con domanda meno elastica e viceversa, anche se i beni
vengano prodotti con lo stesso costo marginale
Condizioni necessarie per l’efficienza nello sviluppo farmaceutico sono:
Pj ≥ MCj e . Lo scostamento percentuale del prezzo rispetto al costo marginale (Pj –CJ)/Pj è
inversamente proporzionale all’elasticità della domanda di quel bene rispetto al prezzo. Rop: = -
OPPURE Lj=D/Ej dove Ej è elasticità della domanda; Lj è il mark-up; D è il “normal profit
constraint”. La rop minimizza la perdita di benessere

Domanda A. (Tot 7 punti)


a) Spiegate in cosa consiste il cosiddetto “paradosso di Bertrand”. (2 punti)
b)Spiegate da che cosa deriva (2 punti)
c)Discutete, servendovi anche di un opportuno grafico, come alla presenza di capacità
produttiva limitata tale risultato paradossale possa scomparire. (3 punti)
a). Le imprese realizzano profitti economici nulli, e se ci sono costi fissi i profitti contabili possono
anche essere negativi. Le imprese fissano il prezzo pari al cm (P1=P2=c) come in conc perfetta! con
solo due imprese, il prezzo scende al livello di concorrenza perfetta (costo marginale): due sole
imprese sono sufficienti a garantire la concorrenza perfetta. I prezzi sono pari ai costi marginali (c)
perché ciascuna impresa ha incentivo a tagliare i propri prezzi per prendersi l’intera domanda di
mercato
b) 1) Stesso prodotto: se fosse differenziato, Pi < Pj non prenderebbe tutta la domanda.
2)Concorrenza statica: il modello assume che la fissazione del prezzo avvenga una sola volta. Se si
considerasse la concorrenza dinamica, ossia la possibilità di interazioni, ci sarebbero rappresaglie se
Pi < Pj, ed in equilibrio si avrebbe P > CM. 3) Vincoli di capacità: se Pi < Pj, non si ha beneficio
perché non riesce a soddisfare tutta la domanda. Bertrand, invece, assume che non ci siano vincoli
di capacità.
c) Supponiamo, che valgano le stesse ipotesi ma che ogni impresa sia vincolata dalla propria
capacità produttiva, Ki. Con Bertrand se P1>P2, la domanda dell’impresa 1 sarebbe 0; ora,
dati i vincoli di capacità, questo non è più vero. Se P1 < P2 e D(P1) > K, cioè l’impresa 1 è
vincolata, 1 vende tutta K1 ma a 2 rimarrebbe una domanda (residua) data da D(P2) – K1, dove
D(P2) è la domanda senza rivale. CF=0; CMA=0
Proposizione: L’equilibrio è tale che P = P(K1 + K2), ovvero tale che la domanda totale eguaglia la
capacità produttiva aggregata. Problema per impresa 2: Dato che 1 fissa P1 = P(K1 + K2), 2 può
ottenere un profitto più alto rispetto a quello che otterrebbe fissando un prezzo allo stesso livello se
fissasse prezzo diverso?
Es. P2 < P(K1 + K2) a 2 viene richiesta tutta la domanda di mercato, ma non ottiene alcun
vantaggio perché è già vincolata dalla sua capacità produttiva, quindi otterrebbe soltanto un profitto
più
basso.
Es. P2 > P(K1 + K2) 1 è vincolata a P(K1 + K2), 2 può fissare un prezzo maggiore e realizzare
comunque vendite positive. Ma aumenta il profitto? D2 è la domanda residua: vende D(P2) – K1;
Notare che il MR > MC per ogni Q < K2.  P2 > P(K1 + K2) (= Q2<K2) ridurrebbe i profitti,
infatti la perdita di ricavo sarebbe maggiore del risparmio di costi.
Lo stesso ragionamento, ovviamente, vale anche per 1: dato che P2 = P(K1 + K2), la strategia
ottimale di 1 rimane quella di fissare il prezzo allo stesso livello di 2, P1 = P(K1 + K2). Quindi
questo è il prezzo di equilibrio: P2 = P1 =P(K1 + K2).  Se le capacità sono piccole, il prezzo di
equilibrio sarà tale che la domanda totale = capacità produttiva totale.  P > MC se K è bassa
anche con Bertrand se ci sono vincoli di capacità.

domanda A. (Tot 7 punti)


a) Fornite un esempio di intervento diretto e uno di intervento indiretto attraverso i quali il
governo può stimolare la R&S. (2 punti)
b) Brevetti dati in licenza: dato un mercato con due imprese e con la domanda pari a P = 100 –
Q l’impresa 1 produce a costi unitari costanti c 1 = 30, mentre l’impresa 2, grazie ad una nuova
tecnologia produce a costi costanti c2 = 20. In una concorrenza alla Cournot, all’impresa 2
conviene concedere in licenza all’impresa 1 il brevetto per produrre a costi c 2 = 20, facendole
pagare delle royalties unitarie pari a 10? (3 punti)
c) Perché il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica? (2 punti)
a)un governo può stimolare la r&s attraverso: intervento diretto ad es: università e centri di ricerca
pubblici; sussidi a imprese che effettuano ricerca. Intervento indiretto, ad es: brevetti, politiche a
sostegno di accordi fra imprese (dimensione e rischio di progetti e.g. nuovo aereo)
b)π=(100-(q1+q2)q1-30q1; 100q1--q1q2-30q1; derivata : 100-2q1-q2-30; 2q1=70-q2;
2q1+q2=70; q1=q2; q1+ q1=35; 3/2q1=35; 35*2/3=23,33=q1; in eq ciascuna impresa produce
Q=23,33; Output tot=46.67; P=100-46,67=53,33; Profitto per ciascuna impresa: (53,33-
30)*23,33=544,30/2= 272 Dare un brevetto in licenza conviene in una concorrenza alla cournot, ma
non conviene in una concorrenza alla Bertrand!!
c)Il brevetto è particolarmente importante per l’industria farmaceutica sia per le dimensioni delle
spese in R&S necessarie a portare un farmaco sul mercato, sia per la facilità con cui i farmaci
possono essere copiati. Vi è un trade-off tra i vantaggi per l’industria e quindi per la R&S e i
vantaggi per i consumatori: Più a lungo rimane l’esclusività concessa dal brevetto, più ampi saranno
gli incentivi per investire in R&S, e idealmente si avrebbe il massimo dell’incentivo concedendo
uno sfruttamento del brevetto senza scadenza nel tempo, all’infinito. Più a lungo dura la protezione
brevettuale, più a lungo i consumatori dovranno attendere l’entrata nel mercato dei concorrenti a
prezzo più basso (i farmaci generici).
Domanda B. (Tot 7 punti)
a) Definisci l’innovazione drastica e l’innovazione non drastica.
b) Supponiamo che la domanda sia P = 120 – Q e che il costo marginale di tutte le imprese sia
pari a 80. Se un’impresa introduce un’innovazione di processo che le permette di avere il costo
pari a 60 (comportandosi quindi come un monopolista), di che tipo di innovazione si tratta e
perché? (vedi modello di Cournot) (punti 3)
c) Definisci che cosa si intende per “effetto rimpiazzo” di Arrow e perché non sarebbe in
contrasto con la visione di Schumpeter. (punti 2)
a) Innovazione drastica: “un’innovazione che, introducendo un nuovo prodotto nel mercato, rende
del tutto obsoleto il prodotto esistente”. Qm>Qc L’innovatore fissa il prezzo di monopolio Pm senza
vincoli; innovazione non-drastica: innovazione che non sostituisce completamente il prodotto
esistente. Qm<Qc l’innovatore non può fissare Pm perché i concorrenti lo possono abbassare.
b) P=120-Q; C=80; Cmon=60. MR=120-2Q; MR=Cmon  60=120-2Q; 2Q=120-60;
Qmon=30
Pmon=120-30 Pmon=90; 90>80 quindi l’innovatore NON può fissare il prezzo di monopolio
(90) perché i concorrenti potrebbero fissarlo più basso (80). È un’innovazione Non-drastica.
L’innovatore non si comporta come un monopolista senza vincoli. Può al massimo fissare Pmon=80
(o un po’ al di sotto) e offrire tutte le quantità domandate cioè 40 (80=120-Q;  Q=40)
Se il Pmon<Cmon allora innovazione drastica

c) Effetto di rimpiazzo: le imprese con più potere di mercato hanno meno incentivi ad innovare. In
monopolio i nuovi profitti distruggono i vecchi profitti. shumpeter: l’innovazione è favorita in
mercati caratterizzati da elevato grado di concentrazione; solo in presenza di potere di mercato si
può sfruttare il vantaggio di costo derivante dall’innovazione. le imprese con più potere innovano.
Queste 2 visioni non sono necessariamente incompatibili: le grandi imprese innovano perché hanno
maggiori risorse finanziarie e quindi sono più propense a sfruttare il vantaggio di costo derivante
dall’innovazionei mercati dei capitali non sono perfettila piccola impresa è costretta a
rivolgersi al venture capitalist. La R&D dovrebbe essere più intensa nei mercati competitivi perché
maggiori sono gli incentivi.

Domanda A. (Tot 7 punti)


a)Siete in grado di stabilire con l’indice di concentrazione C4 (o CR4) quale dei due settori è
maggiormente concentrato? Perché? (punti 1)
b) Siete in grado di stabilire con l’indice di concentrazione di Herfindhal (H) quale dei due
settori è maggiormente concentrato? Perché? (punti 2)
c) Quali dei due indici è migliore secondo voi? Motivate la vostra risposta! (punti 2)
d) Discutete quale relazione esiste tra concentrazione e potere di mercato sia dal punto di vista
teorico sia dal punto di vista empirico. (punti 2)
A) 0.25+0.2+0.2+0.19= 0,84 0.35+0.22+0.18+0.08=0,83 il settore A è più concentrato! Maggiori
sono le quote d mercato, maggior è la concentrazione nel settore e maggiore è il potere di mercato
delle imprese all’interno di esso
B) (0.25*2)+(0.2*2)+(0.2*2)+(0.19*2)+(0.05*2)+(0.02*2)+(0.01*2)+(0.08*2)=
(0.35*2)+(0.22*2)+(0.18*2)+(0.08*2)+(0.025*2)+(0.025*2)+(0.02*2)+(0.1*2)=
c) herfindhal è sicuramente il migliore. C4: somma delle quote di mkt delle m imprese più grandi. Il
pregio dell’indice di Herfindhal consiste nel fatto che considerare tutte le imprese e considerare i
quadrati, pesa di più per le imprese più grandi possiamo individuare un difetto ed un pregio; il
difetto invece risiede nel fatto che è un indice difficile da calcolare, in quanto è difficile avere le q
m di tutte le imprese. L’indice di Herfindhal è calcolato nel seguente modo: H=.
d) tra concentrazione e potere di mercato esiste una relazione positiva! partiamo dal presupposto
che il mark-up è inversamente correlato all’elasticità e direttamente correlato alla
concentrazione(Si) quindi abbiamo che: [(P-Ci)/P]=Si/ Facendo la sommatoria ricaviamo che:
=  L= H/E da questa formula si evince che L aumenta, quanto più H aumenta. Quindi quanto
più abbiamo concentrazione. Si è però dimostrato che questa relazione non è statisticamente
rilevante, questo perché se Pot d mkt aumenta; P aumenta; Profitti aumentano; n aumentano;
Concentrazione diminuisce!