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Fenomeni elettrici.

I primordi
fenomeni di «elettrizzazione» per strofinio furono osservati già da Talete (600 a.C) in materiali
come l’ambra, ma l’aggettivo «elettrico» è dovuto a William Gilbert (1600). A questi studi si
dedicarono vari «elettricisti» del XVII-XVIII secolo, ma il progresso fu lento

Alcuni corpi si «elettrizzano» facilmente per strofinio (isolanti o dielettrici) mentre altri
(conduttori) a prima vista non mostrano fenomeni evidenti

bachelite - bachelite vetro - vetro vetro - bachelite

«elettrizzazione vetrosa» (positiva) e «resinosa» (negativa) [Ch.F. de Cisternay du Fay,1733]

carica elettrica positiva è quella posseduta da una bacchetta di vetro strofinata con seta
carica elettrica negativa è quella posseduta da una bacchetta di bachelite strofinata con
pelle di coniglio [B. Franklin, 1747]
Fenomeni elettrici. I primordi

bachelite vetro

panno panno

carica per strofinamento: i due materiali elettrizzati si attraggono


Conservazione della carica elettrica

Per passare a misure quantitative bisognerà aspettare Charles Augustin de Coulomb


(misure con bilancia a torsione, circa 1785)
Forza elettrostatica fra due cariche elettriche puntiformi

consideriamo cariche «puntiformi» q1 e q2, la forza è

q1 q2
• repulsiva se hanno lo stesso segno,  + + 
attrattiva se hanno segno opposto F1 r F2
• diretta lungo la congiungente q1 q2
• proporzionale a q1 e q2  - - 
• inversamente proporzionale al F1 r F2
quadrato della distanza
 
F1 F2
Legge di Coulomb q1 + - q
2
r
q1q2
F k
r2
 q1q2  
F2  k 2
u12 con u12 versore che punta da q1 a q2
r
Legge di Coulomb
 q1q2 
F2  k 2 u12 quanto vale la costante k? / come si misura la carica elettrica?
r
Nel sistema C.G.S. si pone k=1 (numero puro) e ciò definisce l’unità di misura della carica.
Nel S.I. l’unità fondamentale è la corrente elettrica (Ampère: A) e C = As.
Nell’attuale versione del S.I. la costante k nel vuoto è «esatta», grazie alla sua relazione con
l’analoga costante per il campo magnetico e la velocità della luce.

carica elettrica: grandezza scalare, nel S.I. si misura in Coulomb C  A s


2 2
Nm Nm
Nel vuoto k  8.9876 109 2  9.0 109 2
C C
una carica di 1C è molto grande (in elettrostatica)

In genere, la legge di Coulomb nel vuoto si scrive nella forma:

 1 q1q2  C2
F2  u12 con  0  8.854  10 12
4 0 r 2
Nm 2
valida a rigore per cariche puntiformi, ma anche per sfere uniformemente cariche (v. Teorema di Gauss)
Aspetti microscopici
La materia è formata in gran parte di particelle elettricamente cariche. Tuttavia l’atomo è neutro, e
quindi la materia ordinaria è neutra.

protone: q p  e
neutrone: qn  0
Atomo di
carbonio elettrone:
qe   e

e  1.60217653 141019 C

La carica è «quantizzata» (Millikan, 1909; Nobel 1923)


NA
1 g di materia contiene circa elettroni e altrettanti protoni
2
NA= 6.022.1023 è il numero di Avogadro. a 48240 C positivi e altrettanti negativi !

La carica totale è nulla perché qe=qp con ottima approssimazione

q p  qe
Limite attuale («Review of Particle Physics» 2012)  1.0 1021
e
Esempio1. Forza elettrica fra due sferette di carbonio alla distanza di 2.0 cm, nell’ipotesi che
qP  1.000 000 001 qe (differenza di 1 parte per miliardo) F=52 kN

Esempio2. Un corpo di 1.0 g di C ha carica +1.0 mC. Calcolare l’eccesso di carica positiva rispetto
alla carica positiva totale contenuta nel corpo. (frazione 2.07 .10-11 ovvero 1 parte su 48.109)

La carica elettrica si conserva

Es.1 – Decadimento b- n  p  e 

Es. 2 – Annichilazione elettrone-positrone

e  e    

Es. 3 - Anche nei casi più complessi come in


una collisione nucleare ad altissima energia
(ALICE @ CERN)
Il principio di sovrapposizione
In presenza di più cariche elettriche puntiformi la forza che agisce su una «carica di prova»
(q0) è la somma vettoriale delle forze esercitate singolarmente dalle altre cariche.

  
F0  F01  F02 q1
q2
 r01 r02
1 q1q0  1 q2 q0  
F0  u  u2 F01 q0
4 0 r1 4 0 r2
2 1 2

F02
relazione che si può estendere ad un numero arbitrario di cariche

 N  N
1 q0 qk    N 1 qk  
F0   Fk   uk F0  q0   uk 
k 1 4 0  k 1 4 0 rk
2 2
k 1 rk 

funzione della distribuzione


delle altre cariche
Campo Elettrostatico
Data una distribuzione di cariche (fisse), una carica di prova q0 è soggetta in ogni punto ad
una forza F (campo di forza).

La forza è proporzionale a q0 e dipende dalla distribuzione


q1 q2 delle cariche sorgente. Conviene introdurre il concetto di ...

r01 r02 
 kg  m

Campo elettrico:
E
F
E   N 
F01 q0 q0 C As 3
 campo vettoriale
F02

E’ solo una definizione matematica? No, il campo elettrico è una grandezza fisica a tutti
gli effetti che
 si propaga con velocità finita (3.0.10 8 m/s ...)
 trasporta energia, quantità di moto, momento angolare ...

• una distribuzione di carica genera un campo elettrico E(P) nel punto P


 
• una carica «di prova» q0 nel punto P subisce una forza F0  q0 E P 
Campo elettrostatico

 1 q 
campo elettrico generato da una carica puntiforme E u
q in un punto a distanza r, direzione u. 4 0 r 2

 N 1 qk 
campo elettrico generato da più
E uk
k 1 4 0 rk
cariche elettriche puntiformi: 2

 dq  dq
E P  
campo elettrico generato da una 1
distribuzione continua di carica: 
4 0 r 2
u
P
r
dq
 
rP  r 
P

r    
E P     3 P  r 

1 dq
rP
4 0  rP  r 
 r
O
Distribuzioni continue di carica

dq carica distribuita in un volume


si definisce una densità volumica di carica
 1  d 
   C3 q    d 
dq E
 u
d m V 4 0 V
r 2

carica su una superficie: densità superficiale di carica


 1  d 

dq
d
   C2
m
q    d
S
E
4 0 
S
r 2
u

carica distribuita lungo una linea: densità lineare di carica

 1 ds 

dq
ds
   C
m
q    ds
L
E
4 0 
L
r 2
u
Campo elettrostatico generato da un anello uniformemente carico
(sull’asse)

densità lineare di carica



dER
dER  2dE cos 
Q  2R     
dE  dE

r 
z

R
dq  d dq  d

1dq
dE 
4 0 r 2
Q z Q z
ETOT  
cos  
z
r

4 0 r 3 4 0 R 2  z 2 
3/ 2
Campo elettrostatico generato da un disco uniformemente carico
(sull’asse)
disco isolante

Q  R   2
dE

dq   dS
densità superficiale di carica

r’  dS  2rdr
z

R r

dr
1 z dq
dE 

4 0 r 2  z 2 
3/ 2

E z  
  z 
1  2 
z
R
rdr 2 0  R z 
2
E
2 0  r 2
 z2  3/ 2
0 entrante o uscente a seconda del segno di 
Campo elettrostatico generato da un piano «infinito» uniformemente carico


E

r’ 
z

R r

  z  
E 1  E
lim
2 0 R  2  2 0
R z 
2

entrante o uscente a seconda del segno di 


Linee di forza del campo elettrostatico
Un campo vettoriale si può rappresentare mediante «linee di forza» ovunque tangenti al campo

carica puntiforme carica puntiforme


(positiva) (negativa)

le linee di forza hanno origine da una carica positiva e terminano su una carica negativa

le linee di forza non si intersecano mai; |E| è maggiore dove le linee si addensano
Moto di una carica in un campo elettrico
  
F  qE  ma in un campo elettrico uniforme
(trascurando le altre forze) il moto è parabolico
 q 
a E
m

 q
v y  Et
  m
E v x  v0

Esempio. protone (m=1.67.10-27 kg) con velocità iniziale v0=106 m/s, attraversa una
regione di campo con elettrico omogeneo E=104 N/C, lunga 20cm. Calcolare l’angolo
di deflessione. [10.86°]
Legge di Coulomb. Effetto del “mezzo”

Se le due cariche sono immerse in un mezzo omogeneo (dielettrico o materiale isolante)


tutto rimane come prima, ma la costante risulta inferiore

1 q1 q 2
Si preferisce scrivere la legge di Coulomb nella forma: F 
4 r2
cost. dielettrica
del vuoto

 0     0 R
Alcune costanti dielettriche relative
costante dielettrica
: cost. dielettrica Acqua 80.1
relativa
del mezzo Etanolo 25.7
Benzene 2.28
F0 Olio 2.2
in pratica F Vetri 3.8-9.5
R Marmo 8
Teflon 2.2
Resina eposs. 4
aria secca 1.000536
Nei gas R è così prossimo a 1 che nei nostri
esempi assumeremo sempre  aria = 0

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