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Come possiamo beneficiare del perdono di Geova?

‘Geova è l’Iddio misericordioso, clemente e lento all’ira che perdona l’errore e la trasgressione e il peccato’. — ESO.
34:6, 7.

TROVATE LA RISPOSTA ALLE SEGUENTI DOMANDE:

Cosa fece Geova di fronte ai peccati di Davide e di Manasse, e perché?

Perché Geova non perdonò la nazione di Israele?

Come possiamo ottenere il perdono di Geova?

AI GIORNI di Neemia un gruppo di leviti riconobbe, nel corso di una preghiera pubblica, che gli antenati del loro
popolo si erano ripetutamente rifiutati di ascoltare i comandamenti di Geova. Eppure, altrettanto ripetutamente Geova si
era rivelato “un Dio di atti di perdono, clemente e misericordioso, lento all’ira e abbondante in amorevole benignità”.
Agli israeliti tornati dall’esilio Geova continuava a mostrare immeritata benignità. — Nee. 9:16, 17.
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Ognuno di noi dovrebbe chiedersi: ‘Come posso beneficiare del perdono di Geova?’ Per rispondere a questa
importante domanda, esaminiamo le vicende di due uomini a cui Geova concesse il suo perdono: i re Davide e Manasse.

I GRAVI PECCATI DI DAVIDE 3 Pur essendo un uomo timorato di Dio, Davide commise dei gravi peccati. Due di
questi coinvolsero una coppia: Uria e Betsabea. Le conseguenze furono tragiche per tutti e tre. Il modo in cui Geova
corresse Davide, comunque, ci dice molto sulla sua disponibilità a perdonare. Vediamo quindi cosa accadde.
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Davide aveva inviato l’esercito israelita ad assediare Rabba, la capitale di Ammon, un’ottantina di chilometri a est di
Gerusalemme, oltre il fiume Giordano. In quello stesso periodo, mentre si trovava sulla terrazza del suo palazzo a
Gerusalemme gli capitò di vedere Betsabea che faceva il bagno. Il marito era con l’esercito. La vista di Betsabea suscitò
il desiderio di Davide al punto che questi la fece portare a palazzo e commise adulterio con lei. — 2 Sam. 11:1-4.
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Quando apprese che Betsabea era incinta, Davide fece rimandare Uria a Gerusalemme nella speranza che avesse
rapporti sessuali con la moglie. Uria, invece, nonostante le insistenze di Davide, rifiutò anche solo di entrare in casa
propria. Perciò il re scrisse segretamente al comandante del suo esercito ordinando che Uria fosse messo “di fronte alle
più impetuose cariche di battaglia” e che gli altri soldati si ritirassero lasciandolo solo. Divenuto un facile bersaglio, Uria
morì durante il combattimento, proprio come Davide aveva architettato. (2 Sam. 11:12-17) Così, oltre ad aver commesso
adulterio, il re si rese colpevole della morte di un innocente.

DAVIDE CAMBIA ATTEGGIAMENTO 6 Naturalmente Geova era a conoscenza dell’accaduto; nulla sfugge alla sua
attenzione. (Prov. 15:3) Anche se poi il re sposò Betsabea, “la cosa che Davide aveva fatto parve cattiva agli occhi di
Geova”. (2 Sam. 11:27) Cosa fece Dio di fronte ai gravissimi peccati commessi da Davide? Gli mandò il suo profeta,
Natan. Essendo un Dio incline al perdono, a quanto pare Geova voleva verificare che ci fossero le condizioni per
esercitare misericordia. Non è confortante notare questo modo di affrontare il problema da parte sua? Egli non costrinse
Davide a confessare, ma gli fece narrare da Natan una storia che dimostrava la gravità dei suoi peccati. (Leggi
2 Samuele 12:1-4). Tale approccio a una questione tanto delicata si rivelò davvero efficace.
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La narrazione di Natan fece leva sul senso di giustizia del re. Davide si infuriò pensando al ricco della storia e disse:
“Come Geova vive, l’uomo che ha fatto questo merita di morire!” Affermò inoltre che la vittima di quell’ingiustizia
doveva essere risarcita della sua perdita. Fu a quel punto che arrivò il colpo durissimo: “Tu stesso sei l’uomo!”, lo
apostrofò Natan. Il profeta aggiunse poi che a causa delle sue azioni “una spada” non si sarebbe allontanata dalla sua
casa: la sua famiglia sarebbe stata colpita severamente e lui stesso sarebbe stato umiliato pubblicamente per i suoi errori.
Davide si rese conto della gravità di ciò che aveva fatto e, pentito, ammise: “Ho peccato contro Geova”. — 2 Sam. 12:5-
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