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Gli articoli

Il resto della Costituzione consiste di sette articoli; la loro separazione riflette, in generale, l'idea
della separazione dei poteri per non affidarli a un'unica persona.

Articolo I

L'articolo I stabilisce la branca legislativa del governo, il Congresso degli Stati Uniti d'America, che
comprende la Camera dei Rappresentanti e il Senato. L'articolo stabilisce il metodo di elezione e la
qualifica dei membri di ciascuna camera. Inoltre, delinea le procedure legislative e indica i poteri
del ramo legislativo. Infine, stabilisce i limiti del potere legislativo federale e di stato.

L'articolo I è il più lungo dei sette articoli. Gli emendamenti all'articolo I, contrariamente agli
emendamenti agli altri articoli, sono limitati dalla Costituzione. Nessun emendamento fatto prima
del 1808 può influenzare la prima e la quarta clausola della sezione 9 di questo articolo. La prima
clausola impedì al Congresso di proibire la tratta degli schiavi fino al 1808; la quarta richiedeva che
le tasse dirette fossero proporzionate agli stati in ragione della loro popolazione. Inoltre, la
Costituzione preclude al Congresso di privare uno Stato dell'equa rappresentanza al Senato (vide
infra) senza il suo consenso. L'articolo I inoltre comprende la Clausola di Commercio, che
garantisce al Congresso il potere di regolare i commerci interstatali e internazionali.

Articolo II

L'articolo II descrive la presidenza (il ramo esecutivo): i poteri dell'ufficio, i requisiti per essere
presidente e le procedure per l'elezione. Prevede inoltre l'incarico di Vicepresidente degli Stati Uniti
d'America, una figura il cui ruolo ufficiale è quello di sostituire il presidente, se questi è
impossibilitato a svolgere le sue funzioni o si dimette, e di presiedere ai dibattiti in Senato, con
diritto di voto in caso di parità. L'articolo II contiene anche la clausola che permette l'impeachment
dei funzionari costituzionali (Presidente, Vice Presidente, Giudici).

Articolo III

L'articolo III descrive il sistema giudiziario americano, compresa la Corte Suprema. L'articolo
richiede che esista una corte chiamata Corte Suprema; il Congresso, a sua discrezione, può creare
corti inferiori, i cui ordini e sentenze possono essere rivisti dalla Corte Suprema. L'articolo III
inoltre richiede il processo con giuria in tutti i casi penali, definisce il crimine di tradimento, e
incarica il Congresso di stabilire la pena relativa, imponendovi al tempo stesso dei limiti.

Articolo IV

L'articolo IV descrive le relazioni tra gli stati e tra questi e il governo federale. Ad esempio, richiede
che gli Stati diano "piena fiducia e credito" agli atti pubblici, registrazioni e procedimenti giudiziari
degli altri stati. Al Congresso è permesso regolare il modo in cui tali atti o procedimenti possono
essere ammessi. La clausola dei "privilegi e immunità" proibisce la discriminazione dei cittadini di
altri stati in favore di quelli del proprio (ovvero, prevedere pene più pesanti per individui di altri
stati condannati per un crimine commesso all'interno di un certo Stato). Inoltre stabilisce le norme
di estradizione tra gli stati, così come istituisce una base legale per la libertà di movimento tra gli
stati.

Articolo V
L'articolo V descrive il processo necessario per emendare la Costituzione. Fornisce due metodi per
proporre gli emendamenti: nel primo caso i due terzi delle legislature di stato possono richiedere
una convenzione allo scopo di valutare gli emendamenti, nel secondo il Congresso può proporre un
emendamento con una maggioranza dei due terzi in ogni camera. Gli emendamenti proposti dalla
convenzione o dal Congresso devono comunque essere ratificati dai tre quarti degli stati per entrare
in vigore; l'articolo dà al Congresso l'opzione di richiedere la ratifica dalle legislature statali o da
convenzioni indette in ogni stato. Attualmente l'articolo V pone un solo limite al potere di
emendamento: nessun emendamento può privare uno Stato della sua equa rappresentanza nel
Senato, senza il consenso di tale stato.

Articolo VI

L'articolo VI impone la Costituzione, e le leggi e i trattati degli Stati Uniti stipulati in accordo con
essa, come legge suprema del Paese. Inoltre convalida il debito nazionale creato dagli Articoli della
Confederazione e richiede che tutti i legislatori, i funzionari federali e i giudici prestino giuramento
di sostenere la Costituzione.

Articolo VII

L'articolo VII delinea i requisiti per la ratifica della costituzione. La Costituzione fu in origine
proposta come emendamento degli Articoli della Confederazione, per cui era richiesta la ratifica di
tutti i tredici stati per poter apportare cambiamenti. L'articolo VII della Costituzione richiese la
ratifica di solo nove dei tredici stati per poter entrare in vigore. Gli studiosi hanno di norma risolto
questa contraddizione sostenendo che quando il nono Stato ratificò la Costituzione e questa entrò
quindi in vigore, si ebbe implicitamente una secessione di quei nove stati dall'unione governata
dagli Articoli e si creò al suo posto una nuova unione federale distinta. Secondo questa teoria,
quegli stati che non ratificarono la Costituzione rimasero parte di una federazione separata. In ogni
caso, la Costituzione fu poi ratificata da tutti gli stati.