Sei sulla pagina 1di 10

DISEGNARE CON marzo 2008 1

ISSN 1828-5961
Cristiana Bartolomei
Laureata in Ingegneria Civile - Edi-
le presso l’Università di Bologna,
è dottore di ricerca in Disegno e
Rilievo del Patrimonio Edilizio. Ha
conseguito il Master in “Architettu-
ra per lo spettacolo” presso l’Uni-
versità di Genova. Dal 2005 è spe-
cialista in Restauro dei Monumenti.
Attualmente è assegnista di ricerca
presso l’Università di Bologna. Svol-
ge attività di progettista, è vincitri-
ce di vari concorsi di progettazione
ed ha esposto in varie mostre di
architettura. Scrive sui fari italiani.

Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro:


una facciata dipinta a Mondovì.
Le metodologie di conoscenza finalizzata al pro- di supportare le fasi del cantiere attraverso l’op- Liguria e pertanto percorso obbligato per quella
getto di restauro sono basate sull’analisi scientifi- portuna e necessaria documentazione tecnica. direzione o per il vicino Santuario di Vicoforte.
ca dello stato di fatto; a partire da queste indagini Il corpus di elaborati e di analisi qui presentati de- La strada, per caratteri architettonici e stilistici,
sistematiche, condotte con metodi integrati, il scrivono una metodologia di conoscenza, singolare composizione dei lotti e suddivisione dei passag-
progetto e il cantiere potranno attuare le strategie per la integrazione delle tecniche di rilievo e per gli gi, resta medioevale (2); le mensole dei corni-
per la conservazione della facciata nel tempo. interventi di restauro sugli apparati cromatici e sul cioni, le logge e molti portoni testimoniano la
Il raccordo tra le operazioni di rilevamento archi- ripristino tipologico delle partiture architettoniche. successiva crescita avvenuta nel ‘500, mentre gli
tettonico e il successivo restauro avviene sulla interventi che ne plasmano la “pelle” e l’immagi-
base di una serie di indagini e rilievi specialistici: CONTESTO URBANO E STORIA DELL’EDIFICIO ne della città si registrano nel ‘700.
l’analisi dei documenti storici, il rilievo topogra- Il caso di studio riguarda un edificio (1) con la Tale periodo di trasformazioni è inciso, con diffe-
fico, il rilievo fotogrammetrico digitale, il rilievo facciata principale dipinta situato nel nel centro renti datazioni, nei lapidei e dipinto sulle pareti;
longimetrico, il rilievo dei materiali, il rilievo del storico della città di Mondovì, proprio su quella la presenza di balconcini, finestre al piano terra e
degrado e infine il rilievo del colore. collina dalla quale, nel corso del XII-XIII secolo, negozi testimoniano invece l’attuazione dei rego-
Nel presente contributo si descrive un’esperien- ha avuto origine lo sviluppo dell’intero comune, lamenti d’Ornato nell’800 e poi successivamente
za di rilievo rivolta al restauro di una facciata inizialmente organizzato per “terzeri”. all’inizio del ‘900.
dipinta, fortemente alterata nei suoi apparati e, La via Vico, ove è ubicata la facciata dipinta ha L’edificio in esame è collocato a destra percor-
per sua natura, di particolare impegno per gli avuto fin dall’inizio, (e insieme alla piazza Maggio- rendo la strada in salita fino all’ingresso sulla
operatori chiamati a restaurarla. Le elaborazioni re), grande importanza per la viabilità, i collega- piazza Maggiore. Il fronte principale, sviluppato su
critiche e grafiche che accompagnano il testo menti e il commercio all’interno del centro stori- tre piani fuori terra è pertanto affacciato su tale
dimostrano la capacità del rilievo contemporaneo co; per molto tempo è stata l’unica strada verso la strada, mentre il retro si affaccia su vicolo Pizzo
DISEGNARE CON marzo 2008 2
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro
1 L’edificio in Via Vico a Mon- 2 Vista della Piazza di Mondo-
dovì (Cn) vì.
Le prime notizie, probabilmen- Lo spazio della piazza ha una
te riferibili a questo edificio, conformazione non preordina-
sono contenute ta, è asimmetrico
in un documento del 1782, sia nei contorni che nelle quo-
riguardante la chiusura, per te, adagiato su una sella natu-
le già citate ragioni igieniche, rale, chiuso,
di uno dei vicoli secondari di senza aperture sul paesaggio
collegamento tra via Vico e circostante ma raggiungibile
via Beccone. Con probabilità solamente
si potrebbe trattare del vicolo attraverso strade tortuose.
posto in
corrispondenza della porzione
sinistra della facciata dell’edi-
ficio, che oggi appare diversa
rispetto al resto del
prospetto.

(ex Ruata Frigida) e guarda verso via Marchese lontano da Mondovì), ad un ignoto pittore manie- fatto, attraverso disegni preparatori e eidotipi a
d’Ormea, un tempo via Beccone, sviluppandosi su rista di inizio XVII secolo. Quest’ultima in sintesi mano libera che hanno costituito la base grafica
altri due piani al di sotto del livello di Via Vico. l’ipotesi più accreditata e sostenuta dalla mag- fondamentale per il trasferimento e l’appoggio
Le notizie reperite durante lo studio riguardano gior parte degli studiosi locali. dei dati. Successivamente si è passati al rilievo
principalmente i passaggi di proprietà subiti strumentale con l’uso della stazione totale senza
dall’edificio (3) mentre le uniche informazioni IL RILEVAMENTO DELLA FACCIATA prisma riflettente che ha consentito di rilevare
relative ad interventi realizzati sulla facciata sono Il rilevamento della facciata dipinta ha previsto con alta precisione punti di dettaglio architettoni-
state desunte da un documento della Commissio- l’utilizzo integrato sia di strumentazioni di rilievo co altrimenti inaccessibili.
ne d’Ornato del 1912 riguardante la sostituzione topografico che di fotogrammetria ‘digitale’ a Lo strumento impiegato è una stazione totale elet-
della vetrina della farmacia (attuale macelleria al singolo fotogramma. Pertanto l’avanzamento dei tronica LEIKA TCRM con possibilità di misurazione
piano terra) con una nuova in ferro, invece della lavori ha seguito precise fasi metodologiche a in modalità con e senza prisma riflettore. Tale stru-
precedente di legno. partire da alcuni sopralluoghi che hanno permes- mentazione consente di misurare, con portate sino
L’apparato decorativo di facciata è in parte so la valutazione delle problematiche operative e a 150 metri, sfruttando le condizioni di riflessione
realizzato ad affresco (partiture geometriche e l’evidenziazione dei punti critici ai fini di un rilievo delle superfici collimate e raggiunte dal raggio
figure allegoriche) e in parte a secco (campiture accurato. La campagna fotografica è stata fonda- laser. In relazione alla rugosità e alla colorazione
di sfondo comprese fra gli affreschi) e per la sua mentale per la documentazione degli aspetti di degli elementi di facciata si è proceduto alla regi-
attribuzione e datazione sono state fatte diverse indagine, dal rilievo dei caratteri spaziali, volume- strazione della distanza inclinata tra lo strumento e
ipotesi che vanno dal pittore Andrea Pozzo negli trici, costruttivi e strutturali al rilievo dei materia- il punto collimato. In condizioni ottimali, tali misure
anni intorno al 1670, ai fratelli Arbaudi operanti li, delle condizioni d’uso, di conservazione ecc. sono caratterizzate da una precisione di un 1” sugli
negli anni fra il 1616 ei 1623 a Savigliano (non Poi si è proceduto con il rilievo a vista del manu- angoli e di 2mm+-2ppm sulla distanza.
DISEGNARE CON marzo 2008 3
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

3. Vista del retro dell’edificio di Via Vico. 4. Vetrina dell’attuale macelleria. 5. Un particolare dell’apparato decorativo di facciata
realizzato ad affresco.

Le operazioni di rilevamento sono state effettuate ed in grado di renderli perfettamente individuabili le immagini delle porzioni di prospetto con un
attraverso un unico posizionamento strumentale, nel tempo e riutilizzabili in caso di successive numero sufficiente di punti noti al fine di ese-
in quanto il rilievo indiretto ha interessato sola- operazioni di rilievo. I punti cospicui sono poi guire la trasformazione matriciale con gli scarti
mente il prospetto principale, pertanto non si è serviti per le successive operazioni di fotogram- minimi. In tutte le prese fotografiche quindi sono
proceduto alla definizione di una rete topografica metria: ottenere il raddrizzamento più accurato stati preventivamente individuati almeno quattro
di inquadramento. dei fotogrammi digitali che, opportunamente punti di appoggio (che assicurano la risoluzione
Il posizionamento dell’unico punto di stazione, sottoposti a procedure di fotoritocco, hanno com- dell’algoritmo matematico ad otto variabili e otto
tramite materializzazione a terra del vertice, ha posto il mosaico definitivo del fronte. incognite), consistenti in punti fisici caratteristici
sfruttato la presenza di un marciapiede su via In pratica si sono eseguite alcune prese fotogra- dell’edificio (spigoli, sporti, rientranze, ecc.) e
Vico, di fronte alla facciata in oggetto. Da tale fiche per realizzare il necessario ricoprimento descritti in dettaglio nelle monografie.
stazione sono stati collimati un congruo numero del fronte da rilevare; le sue caratteristiche Le immagini sono state processate con il softwa-
di punti naturali sulla facciata in funzione del geometriche devono presentare un andamen- re di raddrizzamento digitale Rollei MSR 4.0, che
successivo raddrizzamento dei fotogrammi. La to pressoché planare condizione strettamente elimina la distorsione prospettica lavorando su
posizione di tali punti è stata registrata su appo- necessaria per adoperare un software di raddriz- una matrice a 8 variabili; la risoluzione della ma-
site monografie, al fine di facilitare un eventuale zamento. Tramite le misure di appoggio (rilevate trice di rototraslazione ricostruisce la proiezione
riposizionamento della stazione. I punti collimati precedentemente con l’utilizzo dello strumen- ortogonale dell’oggetto indipendentemente dalle
sono stati individuati su elementi fisici caratteri- to topografico) è stato possibile ottenere una variabili della presa fotografica. Le singole imma-
stici dell’edificio (collocati in corrispondenza di restituzione in proiezione ortogonale dei piani di gini raddrizzate sono poi state “mosaicate” e cioè
spigoli, sporti, rientranze, etc.) e poi registrati su- facciata attraverso una trasformazione proiettiva unite per ottenere la restituzione complessiva del
gli elaborati a mano libera redatti in precedenza dell’immagine raster. È servito, infatti, vincolare fotopiano del singolo prospetto.
DISEGNARE CON marzo 2008 4
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

6. Monografie dei punti misurati.

ortogonale dell’oggetto indipendentemente dalle accessori del cantiere edile, persiane, ecc.). lisi macroscopica con lo scopo di riconoscere e
variabili della presa fotografica. Le singole imma- Una rappresentazione corretta prevede di ottimiz di descrivere i diversi materiali e il loro stato di
gini raddrizzate sono poi state “mosaicate” e cioè zare e rendere omogenea la qualità cromatica conservazione.
unite per ottenere la restituzione complessiva del delle immagini, per far sì che risultino poco visi- I materiali lapidei presenti in facciata apparten-
fotopiano del singolo prospetto. bili i segni dell’unione di più fotogrammi. Questi gono alla tradizione costruttiva locale e sono in-
La rappresentazione dei prospetti è stata per- trattamenti vanno in genere a modificare fattori dividuabili, con le stesse lavorazioni e modalità di
tanto ottenuta attraverso il raddrizzamento di quali la luminosità o il contrasto, il bilanciamen- posa in opera, anche su altre facciate del centro
un’immagine singola che consiste in un elabo- to dei colori, la saturazione, e così via. È inoltre storico di Mondovì (4).
rato denominato fotopiano, restituito in formato opportuno eliminare tutti gli elementi estranei al Il riconoscimento preliminare, basato sulla va-
fotografico-numerico (raster) idoneo a successive soggetto interessato o non visibili nel piano della lutazione a vista, è stato poi supportato da esami
elaborazioni tramite software CAD. rappresentazione. Queste operazioni richiedono di laboratorio, eseguiti su campioni prelevati
In ultimo l’immagine utilizzata per la realizzazio- un accurato e paziente ritaglio dei contorni e dalla facciata che hanno fornito le caratteristi-
ne del fotopiano è stata sottoposta ad un proces- l’eventuale integrazione di porzioni che possono che chimico-fisiche utili per la conoscenza della
so di elaborazione digitale. L’immagine fotomo- risultare mancanti. “fabrica” (5).
saicata è stata rielaborata attraverso il software I dati si riferiscono ad osservazioni macroscopiche
di fotoritocco Photoshop CS, che ha permesso LO STATO DI CONSERVAZIONE DELL’EDIFICIO: effettuate durante i sopralluoghi nell’arco di tem-
l’eliminazione di tutti i fenomeni di disturbo che MATERIALI E DEGRADO po da gennaio ad aprile 2005 ed inoltre ad analisi
impedivano una reale raffigurazione della faccia- Il rilievo dei materiali di laboratorio, eseguite da un esperto con l’ausilio
ta (differente illuminazione dei fotogrammi, sot- Parallelamente alle fasi di rilievo architettonico, di un microscopio ottico, volte alla caratterizza-
tosquadri, prospettiva degli infissi, cavi, ponteggi, la facciata dipinta, è stata sottoposta ad un’ana- zione mineralogico-petrografica di alcuni micro-
DISEGNARE CON marzo 2008 5
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

7. Monografie dei punti misurati.

campioni di materiali prelevati dal manufatto. ha la caratteristica di solidificare quando viene scansione (SEM).
I campioni sottoposti ad analisi di dettaglio sono addizionata ad un opportuno indurente. La preparazione implica il posizionamento dei
stati prelevati principalmente nella parte basa- In un contenitore adatto si versa un primo strato campioni su portacampioni metallici e la deposi-
mentale della facciata, in quanto più facilmente di resina, il campione viene posizionato quando zione di un leggero strato di grafite sulla super-
accessibile, mentre solo alcuni campioni proven- la resina ha formato sulla superficie un sottile ficie così da renderli conduttori e quindi rilevabili
gono dal primo e dal secondo piano dell’edificio, film. A questo punto si versa un secondo strato di dal detector dello strumento.
reperiti grazie alla presenza di balconi dal quale resina e si attende il tempo necessario all’indu- La microscopia elettronica, che è tecnicamente
ci si è potuti sporgere per effettuare i prelievi. rimento di tutta la massa. Il campione si trova assai diversa dalla microscopia ottica, si basa
Pertanto, i dati relativi alle parti, inaccessibili all’interno del materiale solido e trasparente. sulla dispersione da parte di un oggetto, che
direttamente, si riferiscono a valutazioni eseguite Al fine di condurre l’analisi è necessario avere il sia tenuto nell’alto vuoto, di un sottile fascio di
con l’ausilio di un binocolo. campione in superficie quindi si taglia fino a pic- elettroni accelerati, collimati e proiettati verso
I campioni sono stati osservati al microscopio cola distanza dal campione la resina in eccesso. Il l’oggetto stesso da un generatore; gli elettroni
ottico in luce riflessa in modo da formulare una taglio viene eseguito trasversalmente alla super- secondari emessi vengono registrati dal detector
prima ipotesi sulla loro natura e individuare il ficie del campione. La resina ancora in eccesso e creano l’immagine sullo schermo di un com-
metodo ottimale per condurre l’analisi. viene poi eliminata con carte abrasive a granulo- puter. L’uso di questa tecnica è particolarmente
L’osservazione al microscopio ottico ha permes- metria decrescente fino ad avere il campione in interessante dato che consente l’esame di oggetti
so di differenziare i vari strati pittorici presenti superficie. Il campione così inglobato può essere con una nitidezza dell’immagine e un livello di
nei campioni e quindi ha prodotto, per alcuni di lucidato con pasta diamantata e analizzato con ingrandimento fino a 1 milione di volte, del tutto
essi, l’inglobamento in resina poliestere. la microsonda analitica a dispersione di energia incomparabile con quello della microscopia
La resina poliestere è un liquido molto denso che (EDS) accoppiata al microscopio elettronico a ottica.
DISEGNARE CON marzo 2008 6
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

8. Monografia del punto di stazione utilizzato per il


raddrizzamento.

L’analisi EDS è ottenuta dall’emissione di raggi E’ possibile sia ottenere la composizione media porale, utile al fine di conoscere la “storia” delle
x dal campione colpito dal fascio di elettroni. di una zona del campione con tutti gli elementi successive modificazioni della facciata.
Questa tecnica è particolarmente adatta all’anali- presenti nella zona selezionata o, aspetto molto Per la muratura si è ipotizzato un’apparecchia-
si qualitativa di materiali inorganici, dal momento interessante, lo strumento permette, grazie tura di laterizio misto a pietra, come visibile in
che lo strumento potrebbe non individuare gli ad uno spot, l’analisi di un punto ben preciso. alcuni punti sul basamento della facciata.
elementi leggeri fra cui il carbonio. Essa permet- Sfortunatamente l’analisi non permette una Mentre per le finiture si è potuto dedurre che
te di identificare gli elementi presenti nei cam- valutazione quantitativa degli elementi presenti sono presenti sulla facciata due diverse tecniche
pioni, infatti, dall’analisi vengono forniti spettri nei campioni. di stesura (ad affresco, a secco) e sicuramente
caratteristici in cui ogni picco corrisponde ad uno L’analisi è stata condotta con un microscopio anche una terza tecnica che però non si è riusciti
degli elementi chimici presenti. Grazie all’iden- elettronico a scansione Stereoscan 440 della ad identificare. Per quello che riguarda i materia-
tificazione degli elementi presenti nei campioni Leica–Cambridge, accoppiato ad un sistema li lapidei ne sono stati riscontrati sei, due del tipo
e all’utilizzo di un’ampia banca dati, realizzata EDS (Energy Dispersive Spectrometry) di tipo lucidabile appartenenti alla categoria commer-
presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Link–Gun della Oxford, presso il Dipartimento di ciale dei marmi (marmo Verzino di Frabosa e
Industriale dell’Università di Genova (finanziata Chimica e Chimica industriale dell’Università di Moncervetto), uno appartenente alla categoria
dal Progetto Finalizzato Beni Culturali, C.N.R.) Genova. commerciale del travertino e tre appartenenti
che raccoglie numerose informazioni analitiche, In sintesi sulla facciata sono stati individuati sette alla categoria commerciale delle pietre (pietra
fra cui gli spettri EDS di tutti i più noti pigmenti, è tipi di intonaco (o intonachino), differenti per di Ormea o Corsaglia, serizzo e una pietra di
stato possibile identificare la natura del pigmento composizione chimica e per tipo di operazione recupero non identificata con precisione). Tutti
e in generale del materiale presente in ciascun di posa,; per ognuno di essi è stato verificata o questi materiali presentavano come lavorazione
prelievo. ipotizzata l’appartenenza a una diversa fase tem- superficiale o la bocciardatura o la lucidatura
DISEGNARE CON marzo 2008 7
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

9. 10 .11. Raddrizzamento delle singole immagini digitali.

mentre la tecnica utilizzata per la produzione stata eseguita per il prospetto e poi ripetuta per i tinte che compongono l’apparato decorativo pitto-
degli elementi posati in opera è il taglio. particolari decorativi con indicazione, delle cause rico, interessato da uno stato di ammaloramento
di alterazione. progredito nel tempo anche in relazione alla
Il rilievo dei degradi La mappatura del degrado è stata inoltre correda- mancata manutenzione delle diverse parti dell’edi-
Parallelamente all’individuazione di ciascun ma- ta da una puntuale campagna fotografica. ficio (gronde, pluviali etc.). I fenomeni di degrado
teriale costituente la facciata, si è proceduto anche La prima fase delle indagini si è svolta con un riscontrati su tali materiali riguardano la progres-
al rilievo dello stato di degrado, ipotizzando anche accertamento attraverso un’analisi visiva cui è se- siva erosione dei pigmenti colorati (terre coloranti)
le probabili cause di alterazione. guito il prelievo di campioni. L’operazione di pre- sfociata in alcuni casi nelle lacune dell’apparato
La conoscenza degli elementi degradati e delle lievo, di particolare importanza, è stata eseguita in pittorico e nelle mancanze dell’intonaco e dell’in-
cause degradanti è condizione necessaria per la zone ben limitate, in modo da ottenere campioni tonachino. La pioggia battente sul prospetto, unita
redazione del progetto di restauro. Una mappa rappresentativi dell’alterazione e da consentire un all’azione del vento ha determinato il fenomeno
della concentrazione dei degradi può indicare con controllo nel tempo della superficie in esame. di erosione superficiale con conseguente dilava-
chiarezza le diverse cause e il loro sommarsi. E’ Si è anche tenuto conto di parametri collegati alla mento del pigmento di colore grigio-azzurro (nelle
fondamentale, prima di qualunque intervento, la natura dei materiali costitutivi, alla tecnologia di partiture geometriche e nel fascione marcapiano
diagnosi sul degrado per individuare e eliminare produzione, alla posizione ed esposizione, al tipo del 2° piano) e di colore rosso e giallo oro (nelle
dove possibile, le cause degradanti. di supporto e si è verificato una sovrapposizione figure allegoriche) integrati all’intonaco, grazie
Questa fase si è tradotta nella redazione di un di fenomeni diversi che hanno determinato un au- alla tecnica ad ‘affresco’. Inoltre il progredire
rilievo grafico dei materiali che costituiscono le mento dell’intensità e della velocità del degrado. dell’erosione superficiale, a causa dell’azione pro-
facciate e del degrado degli stessi con la carat- La facciata nel suo complesso presenta fenomeni lungata del dilavamento, ha comportato in alcuni
terizzazione delle alterazioni. Questa azione è di degrado diffusi principalmente sulle malte e le casi la perdita (lacuna) di buona parte del pig-
DISEGNARE CON marzo 2008 8
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

12. Mappa dei materiali, degli elementi, 13. Mappa dei materiali, degli elementi, 14. Mappa del degrado Sottrazione di
delle lavorazioni e delle operazioni: delle lavorazioni e delle operazioni: materia.
tinte e malte. materiali lignei, plastici, metallici e vetri.

mento rosso e giallo oro (nelle figure allegoriche), L’intera facciata è interessata inoltre dalla presen- elaborazione attraverso l’uso di software di
precedentemente integrato all’intonaco grazie alla za di depositi superficiali incoerenti o semicoerenti fotogrammetria) hanno portato ad un’immagine
tecnica ad ‘affresco’ e della velatura verde stesa, dovuti all’azione dell’inquinamento veicolare digitale della facciata (il fotopiano) che necessita
con tecnica a secco, nelle campiture che fanno (smog) e atmosferico. Il mascherone del portale di essere corretta e collaudata prima della defini-
da sfondo agli affreschi. Lo strato di supporto d’ingresso, in marmo locale non identificato, è tiva pubblicazione.
dell’intero apparato pittorico, sia ad affresco sia interessato da depositi superficiali molto coerenti. In questa fase è stato utilizzato un software di
a secco, è interessato da una diffusa craquelure Lo zoccolo realizzato in malta cementizia spruz- fotoritocco per eliminare gli elementi estranei
(6), determinata dalla composizione stessa della zata è interessato da disgregazione e nei punti di presenti in facciata e non compatibili con le finali-
malta, nella quale si ritrova solamente grassello di contatto fra questo e l’intonaco a base di malta di tà del rilievo. Inoltre è opportuno saper control-
calce e nessun tipo di aggregato, con conseguente calce presente sul basamento si sono verificate lare i parametri di qualità digitale dell’immagine
mancanza dello scheletro a sostegno dell’intona- cadute di parti con conseguenti mancanze dell’in- in termini di risoluzione geometrica, profondità di
chino. Tali fenomeni di degrado delle coloriture, in tonachino. colore e profili colore unificati.
particolare le lacune, risultano meno evidenti nelle Sono inoltre da segnalare i numerosi cavi e tubi Un passaggio importante nel fotoritocco digitale
zone protette: nelle figure allegoriche collocate degli impianti (Enel, Telecom e Gas metano) che riguarda la verifica della congruenza proiettiva
al secondo piano sotto cornicione e nelle porzioni corrono in facciata rendendo difficoltosa la perce- dell’immagine; la presenza di elementi visibili
di decorazione sotto i davanzali e il balcone del zione della decorazione e dell’intero prospetto. nella prospettiva di ripresa fotografica ma che,
secondo piano. Di contro, proprio in tali zone, ad esito della messa in proiezione ortogonale
esistono fenomeni di alterazione dovuti a depositi LA RAPPRESENTAZIONE ACCURATA DEL RILE- (raddrizzamento), non dovrebbero essere presen-
superficiali coerenti sotto forma di colaticci più o VAMENTO ti: ad esempio occorre ritoccare gli intradossi di
meno evidenti (davanzali e cornicione). Le operazioni di rilievo (e la loro successiva architravi e balconi o altri elementi in aggetto
DISEGNARE CON marzo 2008 9
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro

15. 16. 17. Alcuni fenomeni di degrado.

(sottosquadri). Questa caratteristica sovente non ne, cornici e sporti), ecc. al fine di potersi interfacciare con tutti gli opera-
viene corretta portando a fotopiani parzialmente - Eliminazione di oggetti estranei o ingombranti e tori coinvolti e garantire la qualità dell’informa-
erronei. che risultano di ostacolo per la rappresentazione zione grafica progettuale.
Tra le operazioni di fotoritocco sostanziali che esaustiva della facciata. Nel caso specifico il trattamento dell’informazio-
concorrono alla qualità finale del fotopiano, ne progettuale basato su un fotopiano calibrato
segnaliamo: CONCLUSIONI nelle sue qualità cromatiche ha permesso di evi-
- Ricostruzione, attraverso altri fotogrammi Dalla descrizione delle metodologie di rilievo ap- denziare oggettivamente gli interventi di restauro
dell’oggetto, di parti del contorno delle fotografia plicate al restauro di una facciata dipinta emerge sugli apparati cromatici e sul ripristino tipologico
mancanti o oscurate da elementi di disturbo. come il rilevamento architettonico nel cantiere delle partiture architettoniche.
- Regolazione della luminosità e contrasto di por- di restauro richiede una forte interazione tra le
zioni dei fotogrammi. competenze specialistiche.
- Attenuazione o eliminazione delle ombre proprie Queste capacità competono ad una figura profes-
al fine di rendere omogenea l’illuminazione dei sionale specializzata che è in grado di utilizzare
fotogrammi. i metodi in relazione alla strumentazioni digitali
- Ricostruzione di parti o apparati di facciata (tipo disponibili e agli obiettivi del progetto di restauro.
infissi o oscuramenti) in prossimità delle linee di Questa necessità si traduce nell’indirizzo opera-
mosaicatura. tivo basato su documenti grafici delle principali
- Correzione delle incongruenze proiettive ed attività del restauratore.
eliminazione dell’effetto prospettico: sottosquadri, Inoltre al rilevatore è affidata la responsabilità
balconi, fianchi di fori, elementi in aggetto (persia- gestionale del cantiere di rilievo nelle diversi fasi
DISEGNARE CON marzo 2008 10
ISSN 1828-5961 Metodologie di conoscenza per il progetto di restauro
BIBLIOGRAFIA Genova, Sagep NOTE vicolo posto in corrispondenza gazione precisa, presentata in ficazione; deriva dal francese
Bonardi, C., Chierici, P., (a cura Torsello, B.P., Musso, S.F., [1] Il caso di studio è una fac- della porzione sinistra della occasione della Mostra docu- craqueler, “screpolarsi”.
di), Ricerche sui centri minori “Tecniche di restauro”, t. I e II, ciata dipinta ubicata nel cen- facciata dell’edificio, che oggi mentaria allestita nel 1995 per
piemontesi , in “L’ambiente sto- 2003,Torino, UTET trale rione Piazza a Mondovì, appare diversa rispetto al resto la ricorrenza del IV centenario Lo studio è stato realizzato in-
rico”, 4-5, pp. 35-55, 1982 Garello, G. , Il rilievo di una vil- esattamente in via Vico n° 9. del prospetto. dell’inizio della Devozione sieme all’arch. Luisa Franchini
Comoli Mandracci, V., (a cura la liberty: villa Zanelli a Savo- Fin dalle origini la piazza Mag- [2] Resti visibili databili al tar- della Madonna del Pilone ed e, successivamente approfon-
di), “Il territorio storico-culturale na , in “Recuperare l’Edilizia”, giore (da cui il nome del rio- do Medioevo si trovano nella estendibile all’intero territorio dito, è stato oggetto della tesi
della regione piemontese. Temi e n°38, Febbraio-Marzo, 2004 ne) è stata il cuore della vita contrada del Beccone, ora via monregalese. di specializzazione in Restauro
contributi”, 1983, Torino, Celid sociale della comunità, punto Marchese d’Ormea, dove l’iso- [5] La descrizione dei micro- dei Monumenti difesa presso
Comoli Mandracci, V., Opere d’incontro naturale delle stra- lato si affaccia verso la collina campioni segue le raccoman- l’Università degli Studi di Ge-
militari e urbanistica in Pie- de passanti per i diversi terzeri e si presenta con una struttura dazioni Normal 18/23 relative nova nel 2005.
monte tra Sei e Ottocento , in e fulcro dello sviluppo architet- ben definita. al tema Aggregati artificiali di
“Bollettino della Società per gli tonico e urbanistico della città, [3] Dei passaggi di proprietà di clasti e matrice legante non
Studi Storici, Archeologici ed con i suoi edifici porticati, le cui si è avuta notizia si ripor- argillosa: schema di descrizio-
Artistici della Provincia di Cu- chiese e le facciate che testi- ta quello registrato al catasto ne. Le indicazioni dello stato di
neo”, 97, pp. 19-26, 1987 moniano l’importanza dei loro Napoleonico del 1810, quello conservazione degli intonaci,
Galante Garrone, G., Griseri, proprietari e la trasformazio- del 1834 (proprietà Ferrone), in quanto materiali litoidi con-
A., Mamino, L., Lombardini, S., ne del gusto e delle tecniche quello del 1877 (sempre pro- frontabili con i materiali litici
Torre, A., (a cura di), “Le risor- di finitura attraverso il ‘500, prietà Ferrone) e quello del propriamente detti, seguono le
se culturali delle valli monre- il ‘600 e poi il ‘700. Le prime 1904 (proprietà Balocco) fino raccomandazioni Normal 1/88
galesi e la loro storia”, 1999 notizie, probabilmente riferibili ad arrivare al catasto odierno relative al tema Alterazioni
, Mondovì, Comunità Montana all’edificio in questione, sono con gli attuali proprietari. macroscopiche dei materiali
Valli Monregalesi contenute in un documento del [4] In particolare il rilevamento lapidei.
Francovich, R., Parenti, R., (a 1782, riguardante la chiusura, sistematico dei marmi e delle [6] La rete di sottili fenditu-
cura di), “Archeologia e restau- per le già citate ragioni igieni- pietre posti in opera nel san- re sulla superficie di dipinti,
ro dei monumenti”, 1988, Fi- che, di uno dei vicoli secondari tuario di Vicoforte Mondovì ceramiche e simili, che si ve-
renze, All’insegna del Giglio di collegamento tra via Vico e (catalogo naturale sempre con- rifica per l’usura del tempo o
Mannoni, T. , “Caratteri costrut- via Beccone. Con molta proba- sultabile di questi materiali) viene provocata artificialmente
tivi dell’edilizia storica”, 1994, bilità si potrebbe trattare del ha portato a una loro catalo- a scopo decorativo o di falsi-