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Indice

© 2008 Pearson Paravia Bruno Mondadori S.p.A.

Introduzione vii

Simbologia ix

Serie di funzioni 1
Le informazioni contenute in questo libro sono state veriftcate e documentate con la massima 1.1 Esercizi svolti e richiami di teoria l
cura possibile. Nessuna responsabi)ità derivante dal loro utilizzo potrà venire imputata agli 1.1.1 Serie di potenze in lR l
Autori, a Pearson Paravia Bruno Mondadori ,S.p.A. o a, ogni persona e società coinvolta nella 1.1.2 Serie di Fourier . 10
creazione, produzione e distribuzione di questo libro. 1.2 Esercizi proposti . . 33
1.2.1 Suggerimenti .. 34

I diritti di riproduzione e di memorizzazione elettronica totale e parziale con qualsiasi mezzo, 2 Funzioni di più variabili 35
compresi i microfilm e le copie fotostatiche, sono riservati per tutti i paesi. 2.1 Esercizi svolti e richiami di teoria 35
LA F0IOCOPIATURA DEI LffiRl È UN REATO. 2.1.1 Domini, curve di livello, continuità 35
Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15dietro 2.1.2 Derivabilità e differenziabilità .. 42
pagamento alla.SIAE del compenso previst6 dall'art 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 2.1.3 Ottimizzazione libera e vincolata . 57
1941 n. 633. L'~ riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o 2.1.4 Funzioni implicite. 72
co=erciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a 2.2· Esercizi proposti . . . . . . . . . 78
seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Romana n. 108, 20122
Milano, e-mail segreteria@aidro.org e sito web www.aidro.org. 3 Integrazione multipla 81
3 .lEsercizi svolti e richiami di teoria 81
3.1.1 Domini in JR2 • 81
Composizione: CompoMat s.r.l. - Configni (RI) 3.1.2 Integrali doppi 87
Grafica di copertina: Claudia Gigliotti . 3.1.3 DominiinlR . 102
Stampa: Tip.Le.Co.- San Bonico (PC) 3.1.4 Integrali tripli . 107
3.2 Esercizi proposti . . . 114

Thtti i marchi citati nel testo sono di proprietà dei loro detentori. 4 Curve e supertici 117
4.1 Esercizi svolti e richiami di teoria 117
978-88-7192-453-3 4.1.1 Curve . . . . . . . 117
4.1.2 Formule di Green . 140
Printed in Italy 4.1.3 ·Superfici .. 146
l a,edizione: marzo 2008 4.2 Esereizi proposti . . 155
Ristampa . Anno 4.2.1 Suggerimenti 160
00 01 02 03 04 08 09 10 11 12
5 Campi vettori ali 161
5.1 Esercizi svolti e richiami di teoria 161
5.1.1 Campi vettoriali e linee .. 170
5.1.2 . Campi vettoriali e super:fìci . 181
5.2 Esercizi proposti . . . . . . . . · . . 190
vi Indice

6 Equazioni differenziali
6.1 Esercizi svolti e richiami di teoria
193
193
Introduzione
6.1.1 Equazioni del prim'ordine 193
6.1.2 Equazioni e sistemi lineari 206
6.2 Esercizi proposti . . . . . . . . . 225

Séguito del volume Analisi Matematica l e Algebra lineare, del quale intende
essere il completamento, questo libro offre una panoramica degli argomenti che
più sovente trovano posto nel programma di un secondo corso di Analisi Mate-
matica: serie di funzioni (con particolare attenzione alle serie di Fourier), funzioni
di più variabili, integrazione in più variabili, curve e superfici, campi vettoriali, .
equazioni differenziali.
Va da sé che siano state effettuate delle scelte. Sono stati sacri:fìcati que-
gli argomenti che in generale vengono sorvolati, vuoi per mancanza di tempo,
vuoi perché ritenuti ''fuori portata" rispetto alla preparazione richiesta agli stu-
denti. Ad·esempio, nel capitolo sulle equazioni differenziali manca ogni accenno
al metodo di variazione delle costanti arbitrarie (un 'breve cenno non avrebbe avu-
to alcuna utilità e una trattazione più organica sarebpe senza dubbio diventata
eccessivamente ponderosa).
Rispetto al precedente volume, la struttura è rimasta la stessa: ogni capitolo
si articola in esercizi svolti ed esercìzi proposti; attraverso i primi vengono richia-
mati gli aspetti della teoria necessari alla comprensione e allo svolgimento degli
esercìzi e, successivamente, scino illustrate le principali metodologie di soluzione,
con un occhio di riguardo àne ingenuità e agli errori che più sovente si riscon-
trano in sede d'esame. La breve sezimie di esercizi proposti intende fornll:e una
opportunità di veri:fìca dell'avvenuto apprendimento.
Valgono, per chi si accosta a una qualsiasi raccolta di eserciZi di matematica,
le stesse raccomandazioni già esposte nell'introduzione al primo volume, a queste
si aggiunge un'ulteriore riflessione: è importante ricordare che il breve riepilogo
di nozioni teoriche, che trova posto nei primi esercìzi dei vari capitoli, non può
in alcun modo sos.tituire uno studio organico della teoria e che è opportuno che
questo studio avvenga prima di affrontare gli esercìzi. Accade, a volte, che uno
studente decida di accostarsi agli esami di matematica concentrandosi innanzi-
tutto sulla soluzione degli esercizi, rimandando a un secondo tempo - in vista
dell'orale -lo studio sistematico della teoria. Ritenere che l'aspetto teorico della
materia sia secondario, se non superfluo, ai fini dello svolgimento degli esercizi
è un equivoco molto pericoloso. Per risdvere un esercìzio che non richieda solo
calcoli rp.eccanici, la conoscenza della teoria è un prerequisito irrinunciabile.
Quando si :finisce di scrivere un libro, si sente la necessità di ringraziare tut-
te le persone che, a vario titolo e nei modi più diversi, hanno costituito un aiuto
durante la stesura. Ringrazio innanzitutto Iole, che in questi mesi mi ha permesso
di scrivere questo libro con serenità e libertà, alle volte sacrificando qualche occa-
sione di svago, altre volte tollerando orari di lavoro assai poco ortodossi. Inoltre,
un notevole debito di gratitudine va a mia madre, che, come già era accaduto con
l'altro volume, si è pazientemente riletta la prima stesura di queste pagine, pro-
digandosi in consigli e suggerimenti, sempre opportuni, alle volte assolutamente
vili Introduzione

necessari. Un grazie va anche·a tutti. i miei colleghi che, in occasione di qualche


scambio di vedute, mi hanno aiutato a trovare la strada giusta per concatenare gli Simbologia
argomenti. Ovviamente, rimango il solo responsabile di ciò che ho scritto. Infine,
ringrazio di tutto cuore Ester B orgese che in queste settiinane di collaborazione ha
dimostrato, oltre a una grande disponibilità, un'infinita pazienza di fronte ai miei
ritardi.

Nel corso del libro, sono stati utilizzati i simboli seguenti:


Marco Boella
Milano, gennaio 2008
AUB unione insiemistica di A e B :
tutti. gli elementi che appartengono a A o a B.
AnB interseZione insiemistica di A e B:
tutti. gli elementi che appartengono a A e a B.
A=B A e B coincidono (sono composti dagli stessi elementi).
A cB A è un sottoinsieme proprio di B:
tutti. gli elementi di A appartengo!lo anche a B, ed esiste
almeno un elemento di.B che nqri· appartiene ad A.
A:;B A è un sottoinsieme di B, eventualmente coincidente con B.
A\B differènza insiemistica:
gli elementi di A che non sono elementi di B.
aEA l'elemento a appartiene all'insieme A.
a~A l'elemento a non appartiene all'insieme A.
··~ N insieme dei numeri interi non negativi: N= {0, l, 2, ... }.
.. N* insieme dei numeri interi positivi: N*= {l, 2, 3, ... }.
z insieme dei numeri interi relativi: Z = {0, ±1, ±2, ... }.
Q insieme dei numerj. razionali: Q={;-; m E Z, n È, N*}.
JR,IC insieme dei numeri reali, insieme dei numeri complessi.
{xEE:P(x)} insieme dei numeri in E, che verificano la proprietà P.
[a, b] intervallo, composto dai numeri reali x per cui a :S x :S b.
[a, b) intervallo, composto dai numeri reali x per cui a :S x < b.
(a, b) intervallo, composto dai numeri reali x per cui a < x < b.
supE estremo superiore'dell'insieme E. ·
infE estremo inferiore dell'insieme E.
maxE massimo dell'insieme E.
minE minimo dell'insieme E.
Rez parte reale del numero complesso z.
Imz parte immaginaria del nuiuero complesso z.
lzl modulo del numero complesso z.
argz argomento del nm::llero complesso z.
q:ì,'C,E piano e rette, nello spazio a tre dimensioni.
vft(m, n) spazio vettoriale delle matrici a m righe e n colm;llle.
rkA rango della matrice A.
AT trasposta della matrice A.
u,v,w vettori nello spazio a tre dimensioni,
elementi di generici spazi vettoriali.
u.v prodotto scalare tra u e v.
x Slmbologla

U/\V
o
r, 11/
prodotto vettore tra u e v.
vettore le cui componenti sono tutte nulle.
spazi vettoriali generici.
1
or vettore nullo dello spazio r.
span{vt} sottospazio generato dai vettori v1 • Serie di funzioni
B,U,V basi generiche di spazi vettoriali.
c base canonica di JRn.
e1 elementi di C.
.c applicazione lineare tra spazi vettoriiili.
f(x) =a funz~one di x identicamente uguale a a: Vx, f(x) =a.
go f(x) funztone composta: go f(x) =g(f(x)). 1.1 Esercizi svolti e richiami dì teoria
r 1
(x) funzione inversa: f- 1 (f(x)) =x.
limsup mass.imo limite.
liminf
1.1. l Serie di potenze in lR.
min.imo limite.
logx logaritmo naturale di x.
1ogb x logaritmo in base b di x. Esercizio 1.1 - Intervallo di convergenza
H(x) 1 Determinare l'intervallo di convergenza delle segue.~:~ti serie di potenze:
funzione diHeaviside: H(x) = { x 2: O
0 x <'0'
l x> o
® v (-3x)n·.
sgnx
~ ..fii '
segno dix: sgnx = O x= O.
{
-1 x< o @ ' \ ' (2x + l)n . · · · (x- 2)n
LxJ ®_E-n-l-;
parte.inter~ di x: mass.imo intero minore 0 uguale a x. ~ n2 '
mantx .. mantissa di x: x- LxJ.
f(x) rv g.(x) equivalenza asintotica, tra infiniti o infìnites.imi.
f(x) =
o(g(x)) o-piccolo: lim iJ&
g(x)
= O• Soluzione
Vengono dette serie di potenze le serie di funzioni della forma
gradf gradiente della funzione f.
.L linea, nel piano o nello spazio .
./ superficie nello spazio. ~anXn e ~an(X -xot,
T n n
versare tangente alla linea L
N versare normale della linea L nel primo caso si parla di serie centrata nell'origine, nel secondo di serie centrata
B versare binormale della linea L in xo (ovviamente la seconda è la generalizzazione della pr.ima, d'ora in avanti
K curvatura della linea L parleremo della serie centrata in i 0 ); dalla teoria sappiamo che di una serie di
divF divergenza del campo vettoriale F. potenze è possibile calcolare il raggio di convergenza R, vi sono tre casi:
rotF rotore del campo vettoriale F.
u potenziale del campo vettoriale F .
R=O, R =+oo, O< R < +oo;
.c lavoro del campo vettoriale F.
:F flusso del campo vettoriale F. nel pr.imo caso (R = O) la serie converge solo se x = xo, nel secondo caso
(R = +oo) la serle converge (puntualmente) per ogni valore x E JR, nell'ultimo
caso
• la serie converge (puntualmente) se lx - xol < R, ossia nell'intervallo (xo -
R,xo+R),
• la serie non converge se lx - xol > R,
• nulla si può dire riguardo al comportamep.to della serie nei punti x =
xo - R e
x =xo+R.
2 Capttolo l
Serle dl.funzlonl 3

xo-R xo xa+R poc'anzi, ottenendo per x= ±t, rispettivamente


non converge· ) ? <-(_ _ _. .: C:.: :o.oonv-'-'e""rco.g: :.e_ _ _-1)? (non converge

Per calcolare il raggio R, vi sono due formule, che ovviamente forniscono valori
uguali":. e sappiamo che la serie L }n diverge, mentre la serie L (-l )n :Jn converge;
R = lim -
n-++cc ~
1
-; pertanto la serie data converge nell'intervallo (
@ In questo caso an= n!, quindi
-%, n .
. l'uso della prima o della seconda è suggerito dalle ciscostanze. Esaminiamo allora,
una alla volta, le serie del testo.
n! l
R =· lim . = lim - - = O;
n-++cc (n + l)! n-++oo n + l
<Il Si vede immediatamente che
e la serie converge solamente per x = O (ove in effetti si tratta di una serie di
l l addendi, tutti uguali a zero).
R,;_ lim _n_= lim n+ =l·
® Occorre scrivere la serie nella forma L an (x - Xo)n, quindi
.
n-++cc _1_
n+l
n-++ccn '

pertanto la serie converge se -l < x < l, diverge se x -<;: -l o x > l, per


studiarne il comportamento in x =. ±l conviene esanlinarla caso per caso: in
(2x +
n2
l)n = 2n
n2
(x+ ~)n
2
x = l e x = - l abbiamo, rispettivamente
calcoliamo il raggio:
'\':, rx';;'ll "'C-lY~.
L..tn L..t · n

e sap;lam.ob che la serie L~ diverge, mentre la serie LC-l)nl converge;


riassumendo, la serie data converge nell'intervallo [-l, l). n
@ Mettiamo in evidenza x: quindi la. serie converge se - 2l < <
x+ 2l 2l, . , per- l
c10e x o e diverge
< <,
se x+ l < _l 0 x+ l > l, cioè per x < -l o x > O, per studiarne il
al li . .
2 3
comportamento in x = Oe x
2 3
=
-l, so to, sostituiamo:

pertanto

(-3)n
an=--,
0i
R = n-++cc
lim 7ri3"
3n+l
= n-++oo
lim ...!___
3n+l
P! = _n+ 1
n ·
~;
3
e~trambe le serie convergono, pertanto la serie data converge nell'intervallo
[-l, 0].
. .fii+I ® Abbiamo xo = 2 e
e quindi la serie converge se -t·< x·< t. diverge se x < -t o x > t. per l
stqdiarne il comportamento in x =±t; pqssiamo seguire 'la stessa via usata l R = lim -:..o:n!,__ = lim (n+ l)!= +oo;
an=- l n!
n! n-++cc n-++oo
(n+ l)!
"In effetti, sono valide le formule, un po' più generali, quindi la serie converge per -oo < x - 2 < +oo, cioè per x E R .
. JanJ ® La serie è la (nota) serie geometrica, di ragione x, che converge per
., R = limsup - - ,
n-++oo lan+ll x < l (in effetti, an = l per ogni valore di n, e pertanto liro~
l
sappiamo inoltre che per x= ±Ila serie diverge; l'intervallo di
h confronta il volume Analisi Matematica I e Algebra lineare, Esercizi 7 .l O e 7.17. è pertanto (-1, 1).
·. . ·~

4 Capitolo l . Serle di funzioni 5

Esercizio 1.2 - Convergenza uniforme Soluzione


Teorema di Abel, criterio di Welerstrass Sovente, è possibile studiare la convergenza di una serie, trasformandola in una
Per ciascuna delle serie dell'esercizio precedente, specificare un intervallo ove la serie serie di potenze. ·
converga uniformemente.
<D Ponendo t= 2sinx, ricaviamo la serie I: t;, che converge per t E [-1, l),
Soluzione la serie data converge pertanto per -l ~ 2 sin x < l, ovvero per
Se una serie di potenze converge per x E (a, b), si dimostra che tale serie converge
n: n: . 5 7
uniformemente in ogni intervallo [a, ,B) con a < a < ,B < b; vale inoltre il 61!" + 2kn: 677: + 2k:rr.
teorema di Abele. 6 +2kn: <x<-
-- - 6 +2kn: • <x ::::

(!) La serie converge in [-l, l), allora fissato e > O converge uniformemente in @ Ponendo t= eX, la serie diventa L t;,
che converge per t E [-l, l], consi-
ogni intervallo della forma [-1, l - e] Oa presenza di x = - l è possibile derato allora che ex > O, la serie data converge pertanto per ex ~ l, ovvero
grazie al teorema di Abel). per x E (-oo, 0].
@ Analogamente, la serie converge uniformemente in ogni intervallo della for- ® Ponendo t= .l~x' otteniamo la serie I:~· cb,e converge per t E [-l, 1), la
ma[- t+e, n
® Ovviamente in un caso come questo non ha senso parlare di convergenza
serie data converge pertanto per -l ~ l~x < l, ovvero per x E (-l, +oo).

uniforme. · Osservazione importante: Le serie di MacLauriri-dellefunzioni elementari


® In questo caso, possiamo (volendo) evitare di fare ricorso al teorema di Abel, Un posto importante, tra le serie di potenze, è 'occupato dalle serie di MacLaurin
utilizzando invece il criterio di Weieistrassd; poiché per x E [-l, O] abbiamo delle funzioni elementari, le elenchiamo qui di seguito, ciascuna con il proprio
raggio di convergenza: · ··
(2x +lt l < 2_
l -1~(2x+l)~l,
l n2

e la seri~I: ~ converge, allora la nostra serie converge uniformemente nel-


- n2
l
i
!
• f(x) =i":

ex=
+oo xn
L:-. R=+oo;
nl
n=O
l'intervaÙ~ [-1, 0]. li • f(x) = Chx- (i termini pari dello sviluppo di i"):
® Data l'arbitrmietà dell'intervallo di convergenza, abbiamo che la serie con-
verge uniformemente in ogni intervallo [a, ,8], con -oo < a < ,B < +oo. l . +oo 2n
l =;(~n)!'
® In nessun caso ci si può spingere fino al bordo dell'intervallo di convergenza, R =+oo;
pertanto la serie converge uniformemnte in [a, ,B], con l < a < .B < l, Chx
'l
ovvero in [-1 +e, l - e]. l
• f(x) = Shx- (i termini dispari dello sviluppo di ex):
Esercizio 1.3 - Serle riconducibili a serle di potenze +oo x2n+l
· Determinare l'insieme di convergenza delle serie seguenti: Shx =; (2n +l)! ' R =+oo;

<D L (2sinx)n;
• f(x) = cosx- (come Chx, ma a segni alterni):
n
. +oo . x2n
COSX = Ì:(-l)n-(
n=O
)l'
2n .
R=+oo;

• f(x) = sinx- (come Shx, ma a segni alterni):


cTeorema di Abel: Se la serie di potenze :L: an (x- xo)n, converge negli estremi di un intervallo
[a, b], allora converge uniformemente in tutto l'intervallo [a, b]. +oo x2n+l
d criterio dl Weierstrass: Data una serie di funzioni :L:fn(x), se per x e [a, b] si ba che
l)ifn (x)! ::; Cn e ii) :L: Cn converge, allora la serie di pprtenza converge uniformemente in tutto sinx = ~(-lt (2n + l)l' R = +oo;
l'intervallo [a, b].
6 Capitolo 1
Serle di funzioni· 7

l .
• f(x) = _x ..:..... (la serie geometrica):
1 @ Osservando che -3x = -3(x- e)- 3e:

f(x) = e-3x = e-3(x-e)-3e = e-3e • e-3(x-e)


R= l;

• f(x) = log(l +x)- (senza_i fattoriali, a segni alterni):


+oo n
log(l +x)= L(~ly+l~, R =l; serie di potenze ove a, = <-;3 e xo 3r = =
e, avente raggio R +oo, conver-
n=l n gente quindi per x E JEt ne

• f(x) = arctanx- (senza i fattori~, solo.potenze dispari a ~-egni alterni): ® Vogliamo centrare la serie.in x 0 = 2, e perciò ID;ettiamo in evidenza (x - 2)
scrivendo 2x = 2{x- 2) + 4; inoltre la funzìone logaritmo di cui conosciamo
+oo 2n+l lo sviluppo ha la fopna "log(l +D)", osserviamo allora che
arctanx = L(-l)n x· R =l;
n=O (2n +l)'
".-!. Ioglx = log[4 + 2(x- 2)] = log ( 4 [l+ ~(x- 2)])
• f(x) = (l+ x)"- (''serie binomiale7:
il l
cx- 2)·lJ,
(l +x)"= i:
n=O
(a)xn,
n
R = 1.
n
'.!·
= log4 + log[ l+
2
e quindi
Esercizio 1.4- Serle di Taylor
Facendo uso d~lle serie di MacLauri d ll fu . . l
_Taylor delle seg~enti funzioni, nei punti~pe~i: tinzEOm:: emdentari, sc;tve;e la serie di
f(x) l
= log4+Iog [ l+ -(x- J
+oo 1
2) = Iog4 + l:C-1/+1- (x---=--z)n
. 2 n==l n 2
u•ca , .specl.J,can one ragg 10 d1 convergenza:
<D f(x) =e"' inx0 =l; @ f(x) = e-3x +oo (-1)"+1
inxo =e;
® f(x) = log2x inx0 = 2; @ 1_
f(x) ___ = log4+"'
L- n2"
(x-2)",
x-3 inxo = 1. n==1

serie di potenze ave a0 = log 4, a, = <-111~:+ e x 0 = 2, avente raggio R


1
Soluzione = 2;
In tutti questi esercizi il "trucco" · t .· . convergente quindi per x E (0, 4]."
della funzione da svii~ . ~o~sts e ne1 IDaijlpolare l'espressione analitica ® In questo caso, dobbiamo ricondurci alla serie geometrica:
noti. ppare m mo o a poter utilizzare gli sviluppi di MacLaurin,
i l l l l l
<D Dobbiamo mettere in evidenza x -.1, osservando che x = x - l + l: x-3=-3-x= 3-[(x-1)-1] = 4-(x-1)=-4·1-(x;l)'

f(x) =e"'= ex-1+1 =e. ex-1 _ ~ (X·.i-1)1! - ~- e · quindi


· -e· L- =L- -(x- lY·
n=O n.1 n=O n! '
serie di potenze ave a =
quindi ·per x E JEt n
.!..
nl
e ._ 1 · .. · ··
Xo - , avente raggw.R = +oo, convergente
l
f(x) = -- ·
l l +oo
= --"' -
(X - l) n =+oo l
" ' - - ( x - lY
4 l - (,cl.) 4 L- 4 L- 4 11 +1 . .
4 n~ n~

serie di potenze ave an = -;rnk e xò = l, avente raggio R = 4; convergente


"Per il signifi t di
ca o
frt) confronta il volume precedente, Esercizio 1.4.
\n ;
quindiperx E (-3, 5).
8 Capitolo l
Serle di funzioni 9

Esercizio 1.5 - Integrazione per serie


Esercizio 1.6 - Derivazione per serle
Calcolare con un errore inferiore a w-6 il seguente integrale:
Sfruttando il teorema di derivazione per serie, sapendo che per -1 < x < l
!al e-xl dx.

Soluzione scrivere lo sviluppo in serie di


~a funzio~e e-x non ~. integrabile in term:iiri finiti, per calcolare approssima-
2

~vamen~e il valore. dellmtegrale proposto si può allora sfruttare il teorema di l


mtegrazwne per senef. Poiché f(x) = (1-x)2'
precisando dove tale sviluppo converge.
-x2 ~ ( -x2 )" +oo ( -lY
e =0---=2:--x2n ..... . Soluzione .
n=O nl . n=O nl '
!' Perché sia possibile mettere in relazione la derivata délla serie con la serie delle
e t~e _serie converge per x E JR, è assicurata la convergenza uniforme in [O l] derivate, occorre applicare il teorema di derivazione per serieh; notiamo che
qumdi ' 'e r.=
l d( ~
1:.·) '
t =L - - ll )
l +oo ((-1)" +oo à-x) 2 =fu
Jo e-x dx x2" dx = L(-1)" l .
O n=O nl ~ n=O n!(2n +l) dette allora fn (x) = x", verifichiamo le tre ipotesi del teorema (sia e > Ofissato):
l
"2n+l i) le fn sono continue e derivabili nell'intervallo (-l, l),
L'ultima seriepcritta è una serie a segni alterni, che verifica il teorema di Leibnizg
ii) la serie delle derivate f~: I:
nxn-l converge uniformemente nell'intervallo
(-l+e,l-8),
pert~to è ?onvergente e l'errore che si commette arrestando la somma al ost~ =
iii) la serie x" converge per x 0 O. e x0 E (-l + e, l - 8),
I:
k-esmo è (m valore assoluto) minore del primo termine trascurato, poiché p

l
n!(2n +l) =
l e
n=B
l
685440
allora è possibile derivare la serie di partenza termine a termine, e pertanto

o
c n un errore Llllenore a w- possiamo arrestare la somma a n = 8 ottenendo
6
~-+' •

l 8 tale uguaglianza è valida- per ogni valore di x E (-l + 8, l - 8) (notiamo che


l 0
l<-x
2
dx ~
?; (-l)" l _ 1098032417 ,.._,
0
nl(2n +l) - 1470268800 - ·746824 · · ·
anche la serie delle derivate converge- semplicemente- nell'intervallo (-l, l)).

hTeorema di derivazione per serie: Date ie serie

fTeo~ema di lntegrazione per serie: Data ~a


serie di funzioni I; J, ( ) tal ·
(1) Ì:fn(X), (2) Ì:f~(x),
ve:ge_dtmifor;ne.z_nente nell'intervallo [a, b], allora l'integrale della serie: 1: ~e~e deeg~e~~egralicon~ se sono verificate le· seguenti ipotesi: i) le fn sono continue nell'intervallo (a, b), ii ) la serie (2)
comc1 ono, m sunboll
converge uniformemente in (a, b), Iii) la serie (l) converge per x = xo E (a, b), allora valgono
le seguenti tesi: i) la serie (l) converge tmiformemente in (a , b) (quindi converge a una funzione
continua), ii) la serie (l) converge a una funzione derivabile in (a, b), iii) è possibile derivare la
(1) termine a termine, cioè

gConfronta il volume precedente, Esercizio 7 .17, in nota.


10 Capitolo l
serle di funzioni 11

l. 1.2 Serie di Fourìer


• f(x) =x se x E-[0, 7r],'
• g(x) =x- rr se x E [:rr, 2rr), g(2rr) =O;
Esercizio 1.7- Funzioni 2rr-perlodlche
calcolare inoltre
definite analiticamente su un periodo
Disegnare il grafico in [-2rr, 3:rr] della funzione f avente le seguenti caratteristiche: f(O), f(2rr), f( -rr); g(O), g(-Jt), g GJ.
• f è 2rr-periodica,
• f(x) =x se x E [-rr, rr),·
calcolare inoltre
!(0), !(2), f(4), f(6), f(S), f(lO).

Soluzione
Poiché f(x) =x se x E [-rr,rr), ne conosciamo il grafico attorno all'o_rigi- y
ne, poiché inoltre f è 2rr-periodica, possiamo riprodurre "con lo stampino" tale
grafico negli altri intervalli di ampiezza 2rr, come in :figura:

·y re X

. f( x ) - lxi se-~
ovverosia " <_ x <_ rr·' a questo punto, sapendo chef è 2Jr-
x periodica,' possiamo completarne il grafico: .

in simboli:
x + 2rr
-3rr ::::; x < -rr
f(x) _ x . -rr::::; x < rr
- { x - 2rr re ::::; x < 3rr
x - 4:rr .3:rr ::::; x < 5rr in sinlboli:
Per calcolare f(O) e /(2), poiché entrambi i valori si trovano nell'intervallo lx+ 2Jt! -3rr ::::; x :::: -rr
[-re, re), ove l'espressione analitica di f è f (x) = x, ab biamo f (O) Oe = !x l -Jr ::::; x ::::; rr
f (2) = 2, invece i valori 4,·6, 8 si trovano in [re, 3re.), ove l'espressione analitica f(x) = !x -2Jt! rr::::; x::::; 3re
di f è f(x) =x- 2rr, pertanto [
. !x - 4rr 1 3Jt :::; x ::::; 5re

/(4) = 4- 2rr, f(6) = 6- 2rr, =.8·- Si vede inlmediatamente che /(0) = /(2rr) =O, mentre f( -rr) = l. (Zre.) =
./(8)
'' . .. 2rr; . · h g(x)-x-resere<x< 2rr,g
~er quant~ g, s.appl~~~a ~ri:flette;e'' l'intervallo(Jt, 2Jt] nell'intervallo
0'
-

infine, lO si trova in [3rr, 5re), e quindi /(10) =lO- 4rr. moltre g e dir:guar?a
span, possiamo
[ -2rr, -re]: ·
Esercizio 1.8- . Funzioni 2rr·periodiche definite su- mezzo periodo y y
e dotate df particol~ur simmetrie
DisegiUlre i grafici in [-2rr, 3:rr] del/e funzioni f e g aventi le seguenti caratteristiche:
• f e g sono entrambe 2rr -periodiche, .
• f è pari, g è dispari, -2re -rr

l
12 Capitolo l
Serle di funzioni 13

usando ora la 27r-periodicità, possiamo "traslare" la funzione a sinistra dall'inter- (osserviamo che la prima implica la seconda, la citiamo ugualmente poiché si
vallo [:rr, 2:rr) all'inte:çvallo [-:Tr, 0), e allo stesso modo possiamo "traslare" la fun- tratta di una condizione che può essere verificata più agevolmente). Inoltre, se la
zione a destra dali 'intervallo [-2:rr, -:rr) all'intervallo [O, 7r), facendole acquistare funzione f è continua in x 0 , allora la serie di Fourier converge al valore della
la forma definitiva:
funzione, viceversa se in x 0 è presente una discontinuità di prima specie (ma f è
limitata e monotona a tratti):

lirn f(x) = f_(xo), liro f(x) = f+(xo),


x-+xi) x-+x;j

allora (quale che sia il valore che j assume in x 0 ) il valore della serie in xo è la
r in simboli: media aritmetica dei due valori:

1~
x= 2klf f_(xo) + f+(xo)
-2:rr <x< o
g(x) = X-lf
+:Tr
0<x<27f
2
x -3:Tr 27r <x< 47f

~x
y

Si vede immediatamente che g(O) =O, g(-7r) =O e che g(~) = -~.


xo. x
Esercizio l .9- Svlluppobilità in serle di Fourler
Stabilire quali delle seguenti funzioni (tutte 2:rr-periodiche, definite su un periodo) sono
sviluppabili in serie di Fourier, precisando il criterio usato:

· ~-~x
1 <D La funzione su [0, 2:rr] ha la forma seguente:
(J)j(x)=
O< x < l
15-x2 1<x<5 ® f(x) .Il
= .JX y
O 5::;x<2n 2:Tr -x 14

O<X<n
1 .
-lO
per quali valori di x la serie converge effettivamente alla funzione indicata?
è limitata e monotona a tratti, quindi è sviluppabile in serie di Fourier, e la
serie converge a f(x) in [0, 2:rr] se x =!= l e x =/=- 5, ove converge al punto
Soluzione
medio del salto:
Dalla teoria sappiamo che una funzione periodica1 f : 1R --+ 1R è sviluppabile in
serie di Fourier se vale una delle due condizioni seguenti:
in x= l,
O+ 14 =7 in x= 5, -10+0 = -5
• f è limitata e monotona a tratti su un periodo, 2 2
• il quadrato di f è integrabile su un periodo;
y

7
i Atten?one: se il valore di f è assegnato solo su di un periodo [0, T], allora f è continua se 5
-5 1 .27f x
liro f(x) = liro f(x).
x-+O+ x-+T-
14 Capitolo l Serle di funzioni 15

@ La funzione su (0, 2n:] ha la forma seguente: Esercizio 1.1 O- Serie dl Fourler di funzioni 2rr-perlodiche
Scrivere la serle di Fourler associata a ciascuna delle seguenti funzioni 2rc-periodiche,
x
precisando per quali vaÌori di la serie converge effettivamente alla funzione indicata:

"" f(x=
\V
)
{l o::::; x< n' ,•
O rr ::::; x < 2rr
®
f(x) =
{xrr O:s;x<rr
rr ::::; x < 2rr ;

-rr :::;x.< O
@ f(x) = { -x
0 O:s;x<rr

La funzione non è limitata, perché sia sviluppabile in serie eli Fourier j 2 deve
· essere integrabile, ossia deve esistere finito Soluzione
Ciascuna delle funzioni sopra elencate è sviluppabile in serie di Fourier. In ge-
nerale, se una funzione 2n:-periodica f è sviluppabile in serie di Fourier, si ha
'l che
l a +oo
l
' il primo integrale è un integrai~ improprio, che non converge, pertanto f non
è sviluppabile secondo Fourierl.
f (x) ~ ; +
.
I>
n cos nx -!:'. bn sin nx,
~=l .·
@ La funzione su, (0, 2n:] hala~orma 11eguente:
ove i coefficienti an e bn sono dati dalle formule

an=- 11 .
n: I
f(x) cosnx dx, . . 11 )'
· bn = -
n: I
f(x smnx dx ,

·~
,. (in queste formule, l'intervallo di integrazione I è un qualsiasi intervallo di lun-
ghezza 2n:, scelto in base alla funzione da integrare).
n: 2TC X
Ul La funzione, definita su [0, 2n:), è
Osserviamo che non è limitata, come nel caso precedente perché sia svilup- y
pabile in serie eli Fourier j 2 dev.e esistere finito ·
1~--

n: 2n: x

quindi f è sviluppabile in serie di Fourier. Per quanto riguarda la convergenza


della serie, essa converge a f in tutti i punti ove è continua, in x n: la serie = scegliamo come intervallo di integrazione I = (O, 2rc) e usiamo l'espressione
converge al punto medio del salto analitica di f, avremo:

ao = ~ h21r f(x) dx = ~ {larr l dx + l2rr O dx} =l,


mentre nulla si può dirè sul comportamento della serie per x = O. an = ~ la2Jr f(x) cos nx dx =~{la"' l cosnx dx + l2rr ocos nx dx}

i Confronta il volume Analisi lv(atematica i e Algebra line.are, Esercizio 9.24.


1 [·-smnx
=-
n: n
1 . ]" = 1- ( smnn:-srn
nn:
. . o) = 0;
0
].
16 Capitolo l
Serle di funzioni 17

notando che cosmo= (-l)n,


quindi scegliamo come intervallo di integrazione I = (0, 2re) e abbiamo

bn
l r2rr
=;lo . f(x) sinnx dx =;l { lo r 1 2rr:
l sinnx dx + rr: · Osinnx dx
}
l'espressione analitica di f:

1 r2rr: 1{ r · 12rr: } 3
l [ --cosnx
l . ]rr: = - -
l ( cosnre- cosO) = 1-(-1)11 ; a0 =;lo f(x) dx =; Jo x dx + rr: re dx ='ire,
=-
re n 0 nre . nre

la serie di Fourier associata alla funzione f è allora an = ;1 lr2rr:


0
f (x).cos nx dx = 1 {
; lra x cos nx dx + 12rr: }
rr: 1t cos nx dx ;

l +co 1- (-1) 11 integrando per parti, si ha


f(x) ~-+L sinnx.
2 n=l nre

Osserviamo che, nei coefficienti b11 , la presenza di 1- (-l) n al numeratore fa


sì che, se n è pari, il numeratore valga 2, mentre se n è dispari, il numeratore
si annulli: ·
mentre
bn =
1- (-1)11
nn
= r~
nre n pari
1 2rr:
re cos nx dx = re [sin-~xl2tr
-·-n- rr: = O,
0 n dispari
ne segue che
inoltre, se n è pari, si può scrivere n = 2k, con k = l, 2, ... , mentre se n
è dispari si può scrivere n = 2k- l, sempre con k = l, 2, ... , sostituendo
queste du~.. espressioni di n trov:imno
per quanto riguarda bn:
2 l
=o,
bzk=--=-,
.2kre kn b2k-1 (k = 1,2, ...)
possiamo, allora, "depurare" la serie di tutti i termini nulli e scrivere che
b11 =; 1 2
rr: f(x) sinnx dx.=; {1,. xsinnx dx + 12rr: re sinnx dx} ,
integrando per parti:
l +co l
f(x) "'-+L-
2
sin2kx.
kre .
k=I = [ _ x~Jrr: +
n o
1,. a
cosnx dx
n
Sappiamo che la serie converge alla funzione nei punti ove f è cOntinua, = -7t cos nre + r~Jrr =-re (- l)n,
mentre nei punti di discontinuità converge a metà del ''salto", pertanto la serie . n n2 a n
converge a fin tutti i punti eccetto x = kre, nei quali la serie assume il valore '----v-'
~, mentre la funzione assume il valore l se k è pari, e il valore Ose k è dispari. =0
@ La funzione, de:finìta su [O, 2re), è
mentre
y
1 2rr
1t sin nx dx = Jr
[
-
cos
-n-
nxl2rr:r =
n

27t x ne segue che


. (-l)n 1-(-l)n l.
b =---- =--,
n n n n
[ l

18 Capitolo 1 Serle di funzlonl 19

la serie di Fourier associata alla funzione f è allo!'a integriamo nuovamente per parti:

+ 1'2rr 2 x
2
3 +oo ( -l)n - l l · 21r [ cosnx] "' cosnx
+L x 2 sinnx dx = -x2 - - - - dx
f(x)""' 4?'
n=l n n:2 cosnx-- sinnx.
n 10 . n 0 o n
2
2 cos nx ]21r
An~he in questo .c~o, la. serie converge ai valori assunti dalla funzione per = [
-x
·
--
n
+ [2 x
sin nx ]21r 121r sin nx dx _ 4n
--
n2
- 2 -2 -
n
---~
n
ogru x, eccettuati 1 valon x =
2kn: 1 ove la funzione vale O, mentre la serie '----,_---0-' ~
0
~
converge a ~. =-4rr2 fn =O =O
® La funzione, definita su [0, 2n}; è ·
pertanto
4n
bn=--
n
la serie di Fourier associata alla funzione f è allora
4 +oo 4 4n
f(x) ~-n+
3
L
n=l
2 cosnx- -sinnx.
n . n
2n: x
Anche in questo caso, la serie converge al valore di f (x) in tutti i punti diversi
sceg!J.amo .come intervallo di integrazione I= (0, 2n) e uslamo l'espressione da 2kn 1 se x = 2kn, sia l~ funzione, sia la serie valgono ";; possiamo allora
analitica di f: dire che la serie converge (puntualmente) alla funzione·per ogni x.
® Lafunzioi1e 1 de:finit:a su [~n,n), è

... ao = ~ r21r f(x) dx = ~ r'i x 2 dx = ~1(2 y


\ rr lo · n lo 3 '

an =-
l12rr f(x) cosnx
' dx =-l r21r x 2 cosnx dx; -1( 1( x
n o . n lo .
integriamo per parti: scegliamo come intervallo di integrazione I = (-n:, n:) e usiamo l'espressio-
ne analitica di f, abbiamo:
{21r x2cosnx cL-.:= [xzSin.nx]21r- {21r 2xsinnx dx
lo n lo n. l 111' f(x) dx = -
a0 =-
-rr
l {10-rr -x dx + 111' O dx } = -,
n:

1
0
n: 7C O ·2
2
_ [ . • sinnx]
- x--
2 rr +[2 x
cosnx]21r
-- -
2
"' cosnx
2 - - d x -4n:
-
n o
'-------v------
n2
o
o n2
'---,-------'
- n2 l
an=~n 1"' f(x) cosnx dx= ~n {1°_,..-x cos.nx dx + lorocosnx dx}l
-1r
=O ~o

pertanto integriamo per parti:

1 o -xcosnxdx= [ - xsinnx]
-;r
--
n -;r
+
0

_,..
smnx
--n-dx· .:-:-:··.::
. - ..

per quanto riguarda bn:

l 121r f(x) smnx


bn = - . l 121r x 2 sinnx dx
dx = -
no · .n:o =0

:J
..
20 Capitolo l
.~ .- :
pertanto di quella dispari si annullerà,-meutre l'integrale di quella pari è uguale al doppio
dell'integrale calcolato su (0 , rr), in formule:
1
f(x) pari, :=:}- bn =0, an=- 2171" f(x ) cosnx dx,
analogamente rr o

l
bn =- 11< f(x) sinnx dx =-l {10 -xsinnx dx + 11<
. Osinnx dx }, f (x) dispari, :=:}- an =0, bn = -
2
'l(
171"
o
.
f(x) sinnx dx.
'l( -rr 'l( -rr O

integriamo per parti: (D n grafico dell; funzione f su [0, rr], opportunamente "riflesso" su [-rr, 0], è

1 ° -x smnx
-rr
. dx -_ [xcosnx]?
--
n :....rr
- 1°
-rr
-cosnx
- - dx = - (-1)
n
---
n
rr
11

'
'---.,---'
=0 x
-rr x -'l(

pertanto

la serie di Fourier associata alla funzione f è allora La funzione è dispari, quindi an = Oper ogni valore di n, per quanto rigu~da
bn se non usassimo la -simmetria-dovremmo scrivere l'espressione analitica
rr +oo (-1)11 - l . (-1)11 di fin tutto l'intervallo (-rr, rr):
··t ·
~-
f(x) ~ -
4
+Ln=l 1rn
cosnx- --sinnx.
2
n ·.
x2 O ::::; x < rr
Anche in questo caso la serie converge alla funzione nei punti ove f è conti-
f(x) = {-xz -n <x ::::; O
nua, nei punti ove f è discontinua (cioè x= (2k + l)rr) la funzione vale rr,
mentre la serie converge a ~ . e integrare quest'ultima:

2.j7r f(x) sinnx dx= 2_ {lo (-x l7r xsinnx dx},


2
Esercizio 1.11 - Serle di Fourier di funzionl2rr-periodlche b = 2
) sinnx dx +
dotate di particolari simmetrie n rr -rr . rr -rr O
j
Scrivere la serie dì Fourier associata a ciascuna delle seguenti funzioni 2n:-periodiche, sfruttando la simmetria, invece (e integr~do per parti. ·-)
l! precisando per quali valori di x la serie converge effettivamente alla funzione indicata:
~
p,
CD f(x) dispari, tale che f(x) = x2 se O:::; x < rr, e f(rr) =O;
2 lrr . _ (-1) 11 (4-2n rr
2 2
) -4
b11 =-:- x 2 smnxdx= . . . - · n3rr

f ® f(x) pari, tale che f(x) =ex se O:::; x:::; :Ti;


® f(x) = x 2 se -n: <x:::; rr;
® f(x) =x 3 se -rr <x:::; rr.
'l( o

La serie associata a f è allora

Soluzione
Se vogliamo sviluppare in serie di Fourier una funzione (ovviamente 2rr -periodica)
pari o dispari, possiamo sfruttare tali simmetrie per semplificare i conti, infatti tra
le due funzioni da integrare (ossia f(x) cos nx e f(x) sinnx) ve ne sarà una pari e converge in ogni punto alla funzione f, anche f infatti assume il valore O
e una dispari, se pensiamo allora di integrll!le sull'intervallo (-rr, rr) l'integrale in corrispondem;a dei punti x = (2k + l)rr.
22 Capitolo l Serle di funzlonl 23

. .
si tratta di una funzione pari, pertanto bn = O, per quanto riguarda gli an
® n grafico della funzione f su [0, Jr ], opportunamente "riflesso" su [-Jr, 0], è
abbiamo
y
e"
e, integrando per parti,

-Jr x -Jr x an = - 21"


7l' o
x 2 cos nx dx = ... = (-
.
l ) n 2.
4
n .
Lafunzi
è ?ne è pan!· ·pertanto bn = Oper ogm· valore di n; per il calcolo degli Pertanto la serie associata a f è
an oVVIamente p1ù comodo servirsi delle simmetrie, abbiamo

ao=- 21"
Jr o
2
exdx=-(e"-1)
Jr ' e questa seri~ converge in ogni punto al valore della funzione f.
per quanto riguarda an, con un po' di contik si trova che
@ n grafico della funzione f in (-Jr' 7l') è

x· ex
J e cosnx dx = --(cosnx
l+n 2
+nsinnx) +C
'
x
. quindi

an 21" .
= -Jr o
ex cos nx dx
.
2
= (l +n 2)Jr [(-l)n e" - 1]
·
a stretto rigore, f non è ui:J.a funzione dispari, poiché la pei:iodicità implica
La serie associata a f è che f(-71') = f(Jr) = 7!' 3 ; tuttavia nel calcolare gli integrali il valore che
=
f assume nel singolo punto x ±71' non ha alcuna importanza, e i calcoli
e" - l +oo ·2 procedono come se f fosse una funzione dispari,. quindi ·an = O, meD;tre
f(x) '""-Jr- + ~ (1 + nZ)Jr [C-l)"e" -1] cosn~; (sempre con successive integrazioni per parti)

j~iché f è continua su JR, questa serie converge in ogni punto alla funzione
bn = - 21"
Jr o
x 3 smnx
• dx = ... = ( -l) n 32 (6 -n2 7l'2) •
n

® La funzione, definita su (--,Jr, 1r], è Pertanto la seJ:!:e associata a· f è


+oo 2
f(x) "'I::C-1)" n3 (6- n2 Jr 2 ) sinnx;
· n=l

e questa serie converge.al valore della funzione f ovunque, tranne 3 che in


=
x (2k + l)Jr' poiché in tali punti la funzione assume il valore 7!' , mentre
la serie si annulla.
Osservazione: La funzione studiata al punto CD dell'Esercizio lO aveva il seguente
sviluppo:· ·
. l +oo l
f(x) "'
2 k=l k7l'
-+I:-
sin2kx,
kconfronta il precedente volume, Esercizio 9 .35.

dDiJl l.
24 Capitolo l

Serle di funzioni 25

da cui si vede che a0 = l e an = O se n 2:: l, abbiamo però visto che una serie
formàta da soli seni è lo sviluppo di Fourier di una funzione dispari, e in effetti CD n grafico della funzione è
quella funzione poteva essere vista come una funzione dispari (eccettuati al più
alcuni punti, come nell'ultimo esempio dell'esercizio precedente), traslata verso ·y
.J! alto di una quantità pari a ~: e
y

l
y
) '))
2 f----~-7( 2TC --+ }f--~-

l
2 --- x
2TC X -2 -1
/non è né pari né dispari, occorre calcolare tutti i co~fficienti:
Esercizio 1.12 ~ Serle di Fourter di funzioni T-periodiche
Scrivere la serie di Fourier associata a ciascuna delle seguenti funzioni periodiche, pre-
cisando per quali valori di x la serie converge effettivamente alla funzione indicata:
ao =_l_
1/2 lo
r! e" dx = 2(e -l);
Ql /(x) l-periodica, tale che f(x) =eX se O ;S x < 1;
e poiché
=·_e_"[c~sax
@ f(x) 2-periodica, pari, tale che f(x) =x se O;S x ;S 1;

® f (x) 4-periodica, dispari, tale che f (x) = x (2 - x) se O ;S x ;S 2.


J e" cosax dx 2
l +a
+asinax],

e" sin a x dx = ~2 [sin ax - a cosa x],


Soluzione
Se una funzione è T -periodica, anziché 2TC-periodica, è ugualmente sviluppabile
! ·
ponendo a = 2nrc, ricaviamo che
l+ a

in serie cij_Fourier, occorre- idealmente- riportare con un'opportuna dilatazione


l'intervallò di periodicità di f al solito intervallo:
1
= _1/2 11 = 4(e-1)
+ n2TC z•
[- -T, -T] --+ [-TC TC]
a e"cos(2n7tx) dx
[O, T] --+ [0, 27t], oppure n o . 1 4
2' 2 ' .
1 4n7t(e- l)
1
1 ·
In effetti, occorre semplicemente sostituire le formule solite con le seguenti: bn = _ e" sin(2nrcx) dx = + n27t2'
1/2 o . 1 4
a, ~ T~2 [lix)eo"('':( x) dx, b, ~ T ~2 [ f(x) sin(";" x) dx e quindi, raccogliendo, la serie c4 Fourier associata a f è
ave l'intervallo di integrazione I è un qualsiasi interirallo di lunghezza T; anche
se la funzione è pari o dispari, la modifica procede in maniera analoga:
l(x ) "" (e _l) +co 4(~- l) [ cos(2n7tx) -
~
+ .L.- . (2n7tx )]·,
nTC sm
l +4n27t2
n=1
f(x) pari,
an = 1 [TfZ f(x) COS ( 2 1!7( x) dx,
T Jo T . . tutti' i punti , salvo x = k (k
essa converge a f m E Z), ove f vale l, mentre
. al e+l
f (x) dispari, ® ~as~on: i.;eriodica, pari, ~he
in _o x ~ ~ ,~aie x è la funzione 2-
1
periodica che in -l ~ x ~ l vale lxi, il suo grafico e.
e in ogni caso la serie di Fourier diventa

.
ao
f(x) "" -+.L.-
2 n~
~
an cos (2nTC
- - x)
T
+ bn sin (2nTC
- - x)
T
.

±~k\0
26 Capitolo l serle di funzioni 27

poiché è pari, bn = O, mentre È allora possibile modilicare l'espressione della serie in maniera da riscriverla in
.ja~ + b~
{l2
ao = 212 lo x dx = l, a,. = -
2 11
x cos(nrrx) dx =
2[(-1)" -1]
·
quest'ultimo modo; .infatti1 raccogliamo
serie:
nel termine di grado n della

2/2 0 n2rr2 '


. · ~b [ ~
an cos nx + bn s1nnx = -y.a;; +un
a,. · 2 · bn
cos nx + ~ smnx ,
. J
la serie associata a f, che converge a f in tutto JR, è yaii +bn yaìi +bn

le due frazioni che compaiono nella parentesi quadra hanno le seguenti caratteri-
f(x)
1
"'2 + ~
~2[(-1)"-1]
n=l
2
n rr
2 cos(nrrx). stiche (facilmente verificabili), entrambe sono comprese tra -l e 1:
b
l
a -1< n <l
-1 < n <l e
® n grafico di f in un periodo (diciamo [-2, 2]) è: - -ya;:,
-~b2-
+v,. - yaii
r::'lli3.b2
+un - '
· .;
y e la somma dei loro quadrati vale 1:
2 2
bn ) 1
,!a~ + b~ + . ,!a~ + b_?; = ;
Un ) (
(

esiste allora un valore "ffn tale che


poiché è dispari, a,. = O, me~tre bn .
~=cos"ffn e ~=-sm"ff,;,

b,. 2
= 412 10
1
x(2 -x). sin - (mr x ) dx = --(1-
2
16
n3rr3 (-1)")·
. , e pertai.lto
-yu;; -ru 71 y'Un TV~

=~a'f,+b~ [~cosnx+ ~sinnx]


··;

la seri~ associata a f, che converge a fin tutto JR, è


ancosnx+bnsinnx
a~+ b?; a;+ b~
f(x) "'~
~
16[1- (-1)"] . (nrr )
Slll X . ·=~a~+ b~ [cos "ffncos nx- sin "ffn sinnx] =~a;+ b~ cos(nx + !Jn).
n=l n 3rr 3 2
Ciò ~ignifìca che, per n fissato, il t~rroine an cos nx + bn sin nx corrisponde a
Esercizio 1.13 - · Serie di Fourler.,. Armoniche
una singola cosinusoide di ampiezza an e fase ffn, ave an = ,/a; + e "ffn è b;
individuato dalle relazionim
De tenninare ampiezza e fase delle annoniche della serie di Fourier associata alla funzio- an
ne 1 2rr-perlod!ca tale che f(x). = x 2 o::s x < 2rr. se: cos"ffn= ~ e
-ya~ +-h~
Soluzione
Abbiamo già visto che lo sviluppo in serie di Fourier di f è
Se una funzione è ·sviluppabile in serie di Fourier con
4 +oo 4 4rr
ao +oo ·: ·-· · · f(x)"' -rr +L -cosnx- -sinnx.
f(x) "' 2 +L an cos nx "7- bn sinnx, 3 n2
n=l n
n=l •

~~ca che. si può vede~e f come la somma del teipJine noto ~, che rappresenta
va or medw della funz10ne f su un periodo, più una serie di armoniche: loalla trigonometria, sappiamo che cos(x + y) = cosx cos y- sin x siny.
mscrivere che JJn = arctan =J:-
può non essere corretto: è corretto se an > O, mentre ~e
+oo alloca l'tn = 1f + _arctan ::;/'n-; ovviamente entrambe le formule perdono di significatò s~·. .
f(x) "' valor medio +L a,. cos(nx + "ffn). . n .
in tal caso la trasformazione da operare è immediata: bn sinnx = bn cos(nx -l[}...,
n=l
28 Capttolo l Serle di funzioni . . .:29.., , ·

pertanto il valor medio di f è t:rr, mentre (i coefficienti an sono positivi): CD Notiamo innazitutto che la serie converge a una funzione 2rr-periodica,;ru
cui valor medio su un intervallo di periodicità è (rr - 2), per studiarne la
O!n = '!..j
n
;rr2 + nl 2 ' convergenza possiamo applicare il criterio di Weierstrass:

l < - +- l . l l l
Esercizio 1. 14- Convergenza della serie di Fourier l-cosnx+-smnx
n 2n! - n n!' 2

Regolarità della somr:na


e, poiché L
~ e Li convergono entrambe, la serie di Fourier converge
Stabilire, in base alla teoria, quali tra le seguenti serie di Fourier convergono effettiva- uniformemente, quindi la somma è continua; passiamo alle derivate, per la
mente a una funzione, elencando le proprietà riguardanti tale funzione che si possono derivata prima otteniamo ·
dedurre immediatamente dall'espressione della serie:

<D rr - 2 + LJ
1
"" [ n 2 cos nx + 2_
nl
sin nx]
·
;· ®rr
2
+L (-l)n J
[ ~cosnx ;
+co l
L-- lt
sinnx +- cosnx,
n=l n nl

@ 4+ L [n12 cos2nx + 2_sin2nx];


nl
a questa serie non possiamo applicare il criterio di Weierstrass, infatti tutto
ciò che possiamo dire riguardo il termine generale è che

1 -~sinnx+.!!..cosnxl·~· ~+
1
® rr +L [;n sin2mrxJ. n n! ·- n (n - l)! '

Soluzione *
e la L non converge, applichiamo allora il criterio di Diricblet: poiché
Data la generica serie di Fourier le successioni ~ e (n21)1 tendono entrambe monotonamente a zero, la serie
.·~
.. +co . delle derivate converge; non altrettanto si può dire della serie delle derivate
f(x) 2
~ ao +~an
" cosnx + bn sinn;t;:, ·
in
seconde: effetti, se calcoliamo le derivate seconde otteniamo
11=1 +co : n(n - l) .
per stabilirne la convergenza è possibile percorrere due strade: L
n=l
-cosnx +
nl
smnx,

• usare il Criterio di Dirichlet0 ,


• usare il Criterio di Weierstrass per le serie di funzioni (vedi nota d): poiché e questa serie non converge, poiché cos nx non tende a zero, se n -+ +oo.
@ La funzione, 2rr -periodica, ha ·media :rr 2 , ed è una funzione pari, infatti la
lan cos nx + bn sinnxl ::: lan l + lbn l, serie è formata da soli coseni. Inoltre, poiché il coefficiente della serie delle
derivate k-esime è a parte il segno
se la serie L lan l + lbn l converge, allora la serie di Fourier converge (unifor-
memente), e quindi la funzione cui converge è continua.
Inoltre, poiché derivando la funzione termine a termine, otteniamo la serie
+co convergono le serie relative a tutte le derivate.
L(n bn) cos nx- (n a 11 ) sinnx, ® La situazione, per quanto riguarda la convergenza, è analoga a quella analiz-
n=! zata al punto CD, le uniche differenze risiedo.no nel valor medio della funzio-
è sufficiente riapplicare a quest'ultima i criteri di convergenza, per controllare se
in
ne, questo caso uguale a 4, e nella periodicità: i termini cos 2nx e sin 2nx
indicano che la funzione in esame è n -periodica, come abbiamo visto nell'E-
la serie di partenza converge a una funzione derivabile. sercizio 12, nel caso che la funzione sia T -periodica cos nx viene sostituito
!
da cos ( 211 x), ricaviamo allora che .

2nn
ncriterio di Dlrichlet: Se le successioni {an} e {bn} sono monotone decrescenti e tendono a
zero, allora la serie di Fourier converge in tutti i punti,_ tranne al più in x = ZkTr.
-yx = 2nx, {} T= n.
.:- .~~.
30 Capitolo .1 . Serle di funzioni 31

@.In questo caso la funzione è 2-periodica, mentre l'assenza di un termine noto sappiamo che f(O) =O e j(n) = n 2 , ~entre cosO~ l e cosnn = (-l)n,
indica che la funzione è a media nulla su un intervallo di periodicità. Passiamo =
osservando che (-l)n . (-l? l e sostituendo troVIamo
alla convergenza: anche qui come nell'esame della derivata prima in CD, non
è possibile applicare il criterio di Weierstrass, ma unicamente il criterio di
Diricblet: la serie di Fourier converge, tranne in x = O e nei punti periodici
=
rispetto ·a x = 0: x 2k; la serie delle derivate non converge.
® La funzione è l-periodica e ha media n, anche in questo caso, come al punto
®,·.tutte le serie delle derivate convergono. La serie è una serie di soli seni, infine, raccogliendo 4 fuori dalla serie, e· lasciando quest'ultima in evidenza,
qUindi converge a una funzione dispari, la presenza del termine noto n pro-
voca una traslazione nel senso delle y positive (analogamente a quanto era
accaduto con la serie al punto CD dell'Esercizio 10).

® Sappiamo che data


Esercizio 1.15- Applicazioni: calcolo di serie numeriche
· Uguaglianza di Parseval x O~x<n
f(x) = { n n ~x < 2n '
Usando le serie detenninate al punto® dell'Esercizio lO e ai punti®,® dell'Esercizio
11. calcolare la somma delle seguenti serie numeriche:
la serie a essa associata è
+co l +co (-l)n +co l +co l
CD 'V-· 3 +co (-l)n - l l .
L.,; 2,
n=l n ® "
L.,;" -
n=l n
2 ·' @ ""
L,_.;

(2k- 1) 2 ' ®2::6· f (x) .-v -n
4
+~
L.t n2n
cos nx - - sm nx;
n
k=l n=l n n=l
······
Soluzione ·la serie converge a j in tutti i punti x f= 2kn, in tali punti j si annu~a, mentre
Le serie di·i;Fourier possono esser.e us.ate anche per calcolare la somma di alcune la serie converge a~· Poniamo allora x= O (cosO= l, smO = 0).
serie numeriche. Vì sono due strade per ottenere ciò:
n 3 ~C-V-1.
• scrivere la somma della serie iD. corrispondenza di un ben preciso valore di x, - .-v -n + L.t 2 ,
2 4 n=l n n
conoscendo poi a cosa tale serie converga, abbiamo il risultato cercato;
• usare l'uguaglianza di Parseval (se f è T -periodica): ·
analogamente a quanto fatto al p~to <'?.dell'Esercizio lO, osserviamo che i
11T
T [j(x)]2 dx =
l +co
2a~-+ I>~ +b~.
.
termini della serie possono essere nscntti:

-T · n=ol n pari
(-l)n-1={0 2
· n2 n --- n dispari
n2rt
CD ®Sappiamo che se j(x) = x 2 per -n <x~ n allora
ponendo allora n = 2k ~e n è. P.ari e n ~ 2k. :- l se n è. dispari, possiamo
mettere in evidenza solo 1 termnu con n dispan. ·

e che la serie converge in ogni punto alla funziope. f. ~.criviamo questa serie
per x =O e per x =n: ... '· ' · ·
riordiniamo:
l ~-
] li8
..
'! ,
32 Capitolo l
Serle di funzioni 33

dl!'·: @ Usiamo la disuguaglianza di Parseval, ancora con la serie del punto <!) :

l .;
.·..;
: '

~~ '
(~
1.2 Esercizi proposti
Determinare l'intervallo di convergenza delle seguenti serie di potenze:

<D "' (x- 2)n ,·


ossia: D Chn '
2 2 +oo 16 2 · +oo l
-:rr4 = -rr4+
5 9
L
4
n=l n
= -rr4+ l6L 4•
.9 n= l n
[<D x E (2- e, 2 +e);@ x E (-;,;);®x= O(raggio= O);@ RJ

e quindi ~f&
..... Calcolare, con un errore minore di 10- 6 l'integraie

1
lo 2
sin(x ) dx.

@ Sappiamo che, se f(x) =x 3 per -re <x :s rr allota l . l


[ --- + l- - -l- = -258019
- ·- ~ 0.31026816 ...
J
3 42 1320 75600 831600
~1%;
t'jih.,; Calcolare i coefficienti degli sviluppi in serie dj. Fouri.er delle seguenti funzioni:
<D
f: 2rr-periodica, tale che f(x) =x se x E[0, 2rr);
@ f: 2rr-periodica, tale che f(x) =
x 3 se x E [0, 2rr);
Anche in questo caso sfruttiamo l'uguaglianza di Parseval ® f: 2rr-periodica, dispari, tale che f(x) .?.x(rr- x) se x E [0, rr];
@ f: 2rr-periodica, pari, tale che f(x) =sin x se x E [0, rr];
® f: 2-periodica, pari, tale che f(x) =
x(l- x) se x E [0, l];
® f: 3-periodica, tale che f(x) =
LxJ se x E [0, 3).

[<D ao = 2rr, an= OVn 2: l, bn = -~]


ossia, con un poco di algebra,
J
l [@ ao

[®an= OVn 2: O, b11


12:rt bn =
= 4rr 3 , an = 7' 4 2 2
n 3 (3- 2rr n )

= :rr!3 (1- (-1) J


11
)

la serie a secondo membro è positiva e convergente, po~siamo spezzarla (dopo [ @ ao


4
= -, an =
2(1+(-1)
2
11
)
, bn = O Vn 2: l
J
rr . rr(l-n)
aver raccolto 4): ·
2(1 + (-1)
= O Vn 2: l J
11
l
® ao ·= -, an =
)
[ , bn
3 . n2 rr 2

[ ® ao = 2, an= OVn 2: l, bn =:n (C-ll cos (n~) -1) J


·'..1.:!?
t.f ':9.:, Calcolare la somma delle seguenti serie:
poiché dai punti precedenti sappiamo già che .L :\- = ~2 e .L J.rn = ;; , si
ottiene infine: n +oo l +oo sinn
@"'
t;o (2k + 1)4 .' ®J:-.
k=O n

[
rr2 rr4
8 '
rr _
<D-·®-·®-- .
96' 2
1]
. .
34 8apttolo l

~ :Determinare ampìezza e fase delle ·h . . · .


seguenti funzìonì: armoruc e delle sene 9i Founer associate alle

ID · f 2rr-pe~o~ca, tale che f(x) = x3 se 0 < x < Zrr·


® f.. 2rr-penodìca, tale che j(x) = x(rr _ x-) se -rr ::s• x <
2
7t'.
Funzioni di più variabili
(1) v.m. = 2rr3' IXn = n~ 9rrZ + (3 - 2n2rr2)2
n2
. 2n2rr2 - 3]
• ìfn = arctan----
[

[®v.. m. =- rr2.
3
IXn =n ~. )•'+ 42' • n-
n
3n:"']
- arctan--
2
2. l Esercizi svolti e richiami di teoria
1.2.1 Suggerimenti
2.1.1 Domini, curve di liveHo, continuità
.. l'esercizio 19 (1)•. u sare 1a sene
Per . al punto @ dell'Esercizio lO
P~r l'esercizìo 19 ®:Usare la serie al punto@ dell'Esercizio 12. Esercizio 2.1 - Domini
Per l'esercizio 19 @·. U sare 1a sene. 1Ù punto Q) dell'Esercizio 18.·
Detenninare gli insiemi di definizione delle seguentijunzìcmì di più variabili:

. ./1-xy
ID f(x, y) = log(xy -l); ® f(x.,..,y) = xy ;

··.t l
r,
< ®. f(x, y) = l og (xy- l);

.
® f(x, y) = Y/Y+x
Y+TYI;

Solu~ione
Per determinare il dominio di una funzione f(x), abbiamo visto che occorre
. l verificare che siano soddisfatte delle condizioni, le più frequenti sono:
·i
l • se· compare un rapporto, il denominatore dev'essere diverso da zero, ·'·
• se comP.ai:e una radice quadrata, il radicando dev'essere maggiore o uguale a
zero;
· • se compare un logaritmo, l'argomento dev'essere strettamente maggiore di
/. zéro;
. l
• se compare la funzione arcsin (o la sua gemella arccos), l'argomento dev' es-
sere compreso tra.-1 e l, estremi inclusi; . . .
• . -. ~.: . l •
ciascuna di queste relazioni impone una condizione sulla x, e il dominio di f è
'l'
costituito dai valori di x che verificano tutte le condizioni elencate. Accade l' ana~
logo anche per le funzioni di più variabili: il dominio di f (x, y) è costituito~~_,_,.,.,_....
coppie (x, y) che verificano tutte le condizioni assegnate.
36 Capitolo 2
Funzioni di più variabili 37

<D In questo caso, l'unica condizione è data da xy > l, il dominio D è:


® Abbiamo questa volta una funzione di tre variabili, le condizioni da porre

D= {(x, y) E JR.Z: xy > l}=


l(x, y) E JR2 :
{ x> O
y>-
1
x
l
x< O
l
{ y<-
x }·
sono•:

i) l - z2 2: O, ili)
la prima e la terza condizione, combinate, impongono che O < z _:s l; la
z > O;

n_el piano, si tr~tta dei p~nti che, data l'iperbole y = ~, nel primo quadrante seconda condizione richiede che x e y siano le coordinate di un runto che si
s1 trovano al d1 sopra di essa e -nel terzo quadrante s1 trovano al di sotto di trova all'esterno della circonferenza centrata in (~, 0), di raggio :
essa. 2
@ In questo caso, vi sono due richieste:

i) l:.... xy 2:: O, :ii) 9 =1: O;


D = {(x, y, z) _E JR3 : (x - D+ i, O
2
y2 > < z .:S l} .
quindi
D= {(x~ y) E JJ.e: xy _:s l, xy =F O}; Esercizio 2.2- Curve di livello- Insiemi di livello

~i tratta~ qu~lla parte di _Piano compresa tra i due rami dell'iperbole y = .! Detenninare le curve di livello delle seguenti funzioni di due variabili:
1per~ole mclusa: a questi punti occorre togliere però i punti dell'asse x x~ ® f(x, y) = yéY;
dell asse y, ove il prodotto xy è uguale a zero.
® Anche in questo caso, vi sono due condizioni determinare gli insiemi di livello delle seguenti funzioni di tre variabili:

i) xy -1 >O, :ii) log(xy - l) =? O;


]· quindi
:~ D= {(x, y) E JR2 : xy > l, xy =F 2}; Soluzione
Se consideriamo una funzione di due variabili f (x, y) e imponiamo che valga un
l~ p~a c.ondizion~ è la.stessa già comparsa in <D, in più la seconda condi- :fissato k E JR, scriviamo l'equazione f(x, y) =
k; se interpretiamo z = f(x, y)
ZlOne n chiede che 1 punti non si trovino sull' iperbole y = ~. come l'equazione di ùna superficie nello spazio, f(x, y) = k equivale a inter-
1: ® Ancora due condizioni: x
secare questa superficie con i piani orizzontali z = k; le linee ottenute da tali
intersezionib sono dette linee di livello di f. In modo analogo, se abbiamo una
funzione di tre variabili f(x, y, z) e poniamo f(x, y, z) =
k, ciò che otterremo
quindi sarà in genere l'equazione di una superficie, nello spazio. In genere, non è sempre
possibile ricondursi a un'equazione esplicita, qui sotto sono elencati alcuni casi in
D= {(x, y) E lR2 : x 2 -l,:s y _:s l-x 2}; cui ciò è possibile. ·
ossia la parte di piano compresa tra le due parabole y = x2 - l e y = 1- _ x1 ·
t ® Elenchiamo le richieste: CD Le curve di livello hanno equazione x 2 y 2 - 4xy =
k, ponendo xy =
quest'equazione diventa t 2 - 4t ~:..... k = O, da cui t = 2 ± .J4 + k, quindi:
l') -x+y
--> 0 ii) y + IYI =/: O; - se k < -4, non vi è alcuna curva di livello,
Y+lyl-
l
' - se k = -4, la curva di livello x 2y 2 - 4xy = -4 è data da entrambi i rami
dell'iperbole y = ~.
osserviamo che Y + IYI = O se y .:S O, pertanto la seconda richiesta impone
Y ?" O; alla. luce .di que~to, la prima .richiesta diventa x + y :::: O, che è - se k > -4, la curva di livello x 2 y 2 - 4xy = k è costituita dalla coppia di
verificata dat punti che s1 trovano al di sopra della bisettrice del secondo e iperboli y = ~(2 ± .)4 + k).
quarto quadrante, quindi ·

D= {(x, y) E JR2 : x+ y 2:: O, y >O};


•Anche la base dellogaritmo dev'essere positiva. .
si tr.atta del primo. qua~ante e della parte del secondo quadrante che si trova =
bNon si tratta sempre di linee; per esempio, se intersecòiamo la superficie z = f (x, y) x 2 +y 2
.l al d1 sopra della bisettrice, inclusa la bisettrice, escluso l'asse delle ascisse. con i piani z = k otteniamo delle circonferenze di raggio -/k centrate nell'origine se k > O, non
otteniamo niente se k < O, e se k = Ootteniamo un solo punto: l'origine.
38 Capitolo 2 •.. Funzioni di più vor\ab\11 39

. . ·h · e ci avviciniamo all'origine percorrendo l'asse


@ La funzione è definita in tutto JR2 . L'equazione yfiXY = k può essere, in CD Si vede unmedlat~en{e ~. e,~ce del primo quadrante, si ottengono risultati
generale, scritta in funzione di x: x. opp';ITe pe~corr~Cnllll
. ?amao :e(O O) lungo l'asse x percorriamo i punti di forma
divers1: se c1 aVVl •
(a:, O), e liDi 2x + 3y (x,y).::.(ct,O) lim 2a: + 3 . O = 2;
(:x,y)->(0,0) X + Y - a-+O a:+ O ·
. . . .. . a (O O) lungo la bisettrice percorriamo i punti di
da cui si vede che, se k =
O, la curva yexy =
O è costituita dall'asse x (ove mentre se c1 avv1c1D1amO '
y = 0), mentre se k :f= O la curva può essere messa in forma esplicita con x forma· (a:, a), e
in funzione di y. . ·
2x + 3y (x,y)='(ct,a) lim 2a: + 3a: 5
@ Gli insiemi di livello hanno la forma 2x 2 +3y 2 +z 2 = k, per k <O non esiste lim = 2; =
alcun punto, per k = O si trova l'origine, per k > O una famiglia di. elissoidi . (x,y)-+(0,0) X + Y tt-+O. a: +a:
concentrici.
® Gli insiemi di livello hanno la forma x 2 + y 2 - z2 = k; per k = O si tratta del pertanto il limite non esiste:
2
cono retto z 2
=
x + y 2, per k > O troviamo la famiglia di iperboloidi a una @ Usando 1~ coordinate polan:
falda, per k < Ola famiglia di iperboloidi a due falde.
(x, y)-+ (O, O) +7- (Q cos 1'}, Q sin 1'f) -+ (0, O)
Esercizio 2.3 - limiti in due variabili il limite diventa
Calcolare i seguenti limiti, o mostrare che non esistono: 4 41'} + 3Q3 sin3 1'f
2x4+3y3 (x,y),(Q~.J,asin.J) lim 2 Q COS • 2 ;

<.D lim 2x + 3y 2x 4 +3y 3 (x,~D,O) 3x2 + 5y2 . e-rO 3Q2 cos21'f + SQ2 sm -{}
@ lim '
(x,y)->-(0,0) X +y .; . (x,y)->-(0,0) 3x2 + 5y2'
~ . lifi do 2 il limite che otteniamo è dato da ~ prod_ott;o tra Q' .c!~
•'J: semp can Q ' tità he in ogni caso si mantiene limitata, pmc
... 2 . tende a zero; e una quan c • .•
@ lim ~- @ lim (sinx?log(2-y) . = 2
3 cos21'f + 5 sin21'f 3 + 2sin 1'} 2: 3, qUIDdi.
: (x,y)->-(0,0) x~+ y4' · (x,y)-+(0,1) x2 + y2- 2y +l . 3 .
(2Q coé 1'} + 3 sin 1'f) _
limQ . 2 - 0.
~~h.1zione . Q-+0 3 + 2 SID 1'}
f,ef_calcolare un limite in due variabili, è in genere opportuno ricondursi a un li- @ Un esempio, per mostrare che non è sufficien.t~ controllare che il limite sia lo
tilite in una variabile sola, tale limite esprime il fatto che ci avviciniamo al punto stesso lungo tutte le rette: ~anzitutto la funzlOne
(xp, Yo) da una particolare direzione, tuttavia per dimostrare che il limite esiste oc-
dimostrare che il valore cui la funzione tende è indipendente dal modo xy2
· . (-~ •.Y) tende a (xo, Yo). non solo dalla direzione fissata. Un accorgimento f (x, Y) = x2 + y4
sovente ricorso consiste :nell'utilizzare le coordinate polari, mostrando
· funzione g (Q) indipendente da 1'} per 1a quale, se l è il presunto
.
che · .
è identicamen te n ulla m· tutti i punti dell'asse x e dell'asse .y' pertanto

JJ(Q cos1'f, Q sin1'f) -zJ.:::: g(Q) ~o O. lim j(x, O)= lim f(O, y) =O;
x-+0 y-+0 ·
dimostrare che un limite non esiste, è sufficiente mostrare che,
Yo) da due diversé direzioni (9 in modo diver~o), si ottengono . . . . . . . . all'origine lungo una qualsiasi altra retta
se adesso scegliamo ~ avv:cmarcl li . abbiamo già studiato il comporta-
y = mx (con_m_;f_O, ~atti lungo g assl .
mento di f), il limite diventa

che, come nel caso a una variabile sola, in genere il punto (xo, Yo) non
definizione di f.
·"",.• ~-- ;.~
.'
. ·:· Funzioni di piO variabili 41:
40 Capitolo 2

l:.

ma se ci aVviciniamo all'origine lungo la curva y2 = x troviamo Soluzione


Analogamente a quanto accade con g(x) = s~x, che può essere prolungata a una
x~l funzione continua su tutto 1m. pur di definire g(O) = l, se una funzione f è definita
4
1im f (x ) · y
- 1im f(y • y) = 1im - - = -·
2 • l
(x y)-+(0 O)
' '
'Y
y-+0 y-+0 y4 + y4 2' in tutto R_2 tranne un punto P0, ed esiste finito il limite di f per (x, y) -+ Po, è
possibile prolungare f a una funzione continua su tutto W. Calcoliamo allora i
~~~ra::a~ ~!.,n~~=~~ ;:~:no altresì. che, se avessimo voluto usare le limiti delle funzioni sopra assegnate per (x, y) -+ (0, O); se i limiti esistono sarà
possibile prolungare la corrispondente funzione.
3 fj'2f} 2
f(Q cos fJ, Q sin fJ) = Q cos sm _ Q cos fJ sin fJ G) Osserviamo che il limite non esiste; come nel punto CD del precedente esercì-
g2 cos2 fJ + Q4 sin4 fJ - cos2 fJ + é sin4 fJ; zio avviciniamoci all'origine da due diverse direzioni: l'asse x, con x -+ o+
nell'ultima frazione, anche raccogliendo Q non otteniamo ' . e x -+ o-, nel primo caso -fXi = xe
maggiorabile indipendentemente da fJ il fuclte pertanto ~ tespresswne
® In questo ca · ' non es1s e.
so, possiamo usare le coordinate polari centrate in (0, l)! .
(x, y)-+ (0, l) +r (Q cos fJ, l+ Q sin fJ)-+ .CO, l) * Q-+ o,
quindi (ponendo (x, y) = (Q cos fJ, 1 + Q sin fJ)) nel secondo caso -fXi = -x e
2
(x,y)~(a,O) -~ ~·(-a)
2
liro (sinx) log(2-y) liro (sin(QcosfJ)) Iog(2·-(l+QsinfJ)) lim x-/Jx 2 - y2 J =-l.
(x,y)-+(0,1) x2 + (y - 1)2 Q-+O ri cos2 fJ + Q2 sin2 fJ (x,y)-+(0,0) x2 + y 2 2
~ ..... o- ~ + O
ricordando d che per O -+ o
@ Facciamo ricorso alle coordinate polari:
.. sinD~D, log(l +D) "' D,
il nJkeratore diventa

( sin(Q cos fJ) )2log (1-Q sin fJ) ~(Q cos fJ )2( -Q sin fJ) ~-Q\cos2 fJ sin fJ)
da cui il limite ricordando che e0 - l rv 0 se 0 -+ 0, l'ultimo limite è uguale a

Q-+0
. ( Q2 cos2 fJ) )2 log ( 2- (l+ Q sin fJ))
liro ( sm
n2 2 f} + 2 · 2 = 1.1~0
. _Q3(cos2 fJ sin fJ)
liro --::-...:......:....___ _~:.!..._
.
. 1im
~:{cos fJ sin?- fJ =limQ
. [cos fJ sin?- fJ
2
J= 0
"' cos Q sm fJ é(cos21J + sin2fJ) Q-+O Q2 (l + sin2 fJ) Q-+0 l + sin -8-
. ~

= _ Jim [
Q-+0
COS
2
J_ .
fJ sin f}
Q cos2 f} + sm_2 f} --~Q [ COS
2 .
fJ Stn tJ] = 0.
limitata

· limitata pertanto f può essere prolungata con continuità nell'origine a

Esercizio 2.4 - Llmitl e funzioni continue


(x, y) ~ (0, O)
Thtte le funzioni seguenti sono definite in tutto il iano m l' . . .
possono essere prolungate con continuità nell' ori:ine: ' anne ongme; stabzlire quali (x, y) =:= (0, O)

x3 l ® Facendo nuovamente ricorso a coordinate polari e sviluppi asintotici, il limite


;. ®f(x,y)=~.
x4+y2 di f per (x, y) -+ (0, O) diventa ·
1 ~·

\ii dConfronta il volume precedente, Paragrafo 6 .l.4.


!.li
Funzioni dl più varlabl\\ 43
42 Capitolo 2

. ente rispetto a y la jy: fyy(x, y}.= :-Ax sin2y; possia-


questo limite dovrebbe essere indi~endente da ff, scegli~o Q.= :C,~t}>}, ov- y denvando nuov~ " .sta" f _ a nostra scelta- o derivando rispetto a
viamente Q.-+ O* ff-+ O, la frmone con questa posizwne diventa . mo calcolare la denv~ta nu "j scegliamo questa seconda strada:
y là fx, o derivando J:l.Spetto a x 1a Y•
·(. ) ::=: ~f = ~(2xcos2y) =2cos2y.
f xy x y ax y ax
l .
® Seguendo la stessa strada, otteniamo
.
2 xy
fx(x,y)=ye,
fY
(x y) =
'
e"Y + yxexy = e"Y(l +xy);
l'ultima espressione non tende nemmeno a zero se ff -+ O, quindi il limite di an~logamente per le derivate seconde:
partenza non esiste, ·e la funzione non è prolungabile. · .. 2 ) f yy (x, y)-exY(Zx+x y).
2
·(· )= 3exy,
fxy(x, y) =e"Y(xy +2y , - .
!xx. x' y y . .one della sola x e di una funziO-
2. 1.2 Derivabilità e differenziabilità @ Poiché la funzione ~ soJ?illa dt _tma ~ ulla per quanto iiguarda le altre
ne della sola y ognl denvata nusta sar n '
derivate, abbiamo l
Esèrcizio 2.5 -.Derivate parziali 1
l ) - !:_
fx(x, y) = --, fy(x, y - y'
f (x y) - -
xx '. - x2'
fyy(x, y) -2·
y
=
Calcolare tutte le derivate parziali pri,me e seconde delle seguéntifunzioni:
x .. 2
CD f(x, y) =x sin2y; ® f(x, y).= yexY; ® f(x, y)=logy -logx; . t il loro dominio, co~e quello di f, è D= {(x, y) E lR. : x>
Ovv1arnen e, .
x . O,y >O}. , d d he x e y vanno trattate come ·çostanti) ricavia-
® f(x, y) = xY; ® f(x, y, z) = xctyf3zY; @ f(x, y, z) = yCh -. @ Immediatamente (ncor an o c .
z
mo: fx(X, y) = yxy-1·: fy(x, y) = xYlogx;
Solu;done e per le derivate seconde Y (l )2
Data m{à_ funzione di più variabili, l~ sua derivata parziale rispetto ·a una variabile y-2 f (x y)=xY-l(l+ylogx), fyy(x,y)=x ogx ·
è definita come limite del rapporto incrementale, ove l'incremento viene espresso fxxCx,y) =y(y-l) X ' xy '
solo nella direzione corrispondente' alla variabile scelta,·in sostanza le altre va- ® Si tratta solo di potenze di x' Y" e z: . " fJ y-1.
riabili sono trattate alla stregua di costanti; pertanto, per il calcolo consueto delle 11. " {J-1 y fz(x,y,z)=YX y z ,
derivate parzialie, si usano le. solite regole di derivazione, applicate di volta in fx(x,y,z)=ct.x"-1yf3zY, fy(x,y,z)=~-'x y z '
volta alla variabile rispetto a cui si esegue la derivata. Osserviamo inoltre che in e per le derivate seconde ·
ipotesi molto generali una funzio~e di due variabili f (x, y) ha due derivate par- -' l)
= {3 ({311. ct-lyP-lzY
. x y{J-2 z y ,
CY.

y z) = ct.(ct.- l) x
a-2yf3zY f YY (x y, z)
f xx (x ' 1
:iìali prime e tre derivate parziali seconde, poiché, grazie al Teorema di Schwarzf,
le due derivate miste fxy e fyx coincidono. Allo stesso modo, una funzione di tre
l l
·" (x Y z) = y (y -
l) CY. {J y-2
x. y z , fxy(x, y, z) = ct.l-'x" fJ-1 y-1'
J zz l l tx-1 {J y-1 fyz(x, y, z) = {3yx y z .
V,ariabili ha tre derivate prime e sei derivate seconde. fxz(x,y,z)=ct.yx y z .,
@ Ri diamo che la derivata di Chx è Shx: xy x.
CD Per la derivata rispetto· a .x; y va considerata come una costante, e pertanto
· j,(x, y) = sin2y, viceversa per la derivata rispetto a y, è x a essere consi-
cor
x Y z)=~Sh:_, fy(x,y,z)=Ch;,
x f (x y z)
z , •
= --Sh-,
z2 z
f(
x z z
. derata come una costante, quindi jy (x, y) = 2x cos 2 y. La derivata seconda l l

rispetto a x si ottiene derivando fx nuovamente rispetto a x, poiché fx non e per le derivate seconde
contiene x abbiamo fxx(x, y) ·=O; calcoliamo la derivata seconda rispetto a y x fyy(x, y, z) =O,
fxx(X, y, z) z2 Ch ;• =
x X2Y x
l x
0
Data la funzione f, indicheremo la sua derivata parziale rispetto a x o con fx, o con j-f, e
·
f zz (x • Y• z) = -Sh-
z3
2xy
z + -z4 Ch -,
z
fxy (x' y' z) = zSh z'
x x
cosl via... · x y x xy x
z)- --Sh-- -Ch-, f yz (x, Y•z)---Sh-.
- z2 z
fTeorema di Schwarz: Se le due derivate fxy e /yx sono entrambe definite in un aperto A, e f xz (x • Y• -:- z2 z .z3 z
sono continue in (xo, Yo), allora fxy(xb, Yo) = /yx(xo, Yo). .
44 Capitolo 2 .
Funzioni di piO variabili. 45

Esercizio 2.6 - Derlvablllfà


la derivata parziale rispetto a x esiste nell'origine, ma (poiché f(O, y) non
Stabilire se ciascuna delle seguenti funzioni è derivabile in (0, O): è nemmeno continua nell'origine) non è così per la derivata rispetto a y, f
xy pertanto non è derivabile nell'origine.
C'Df(x,y)= x2+y2
{O
(x,y);f(O,O);
®.f(x, y)={1:·~ ~ (x, y) ;6 (0, O)
® Lungo gli assilafunzìone f vale f(x, O)= x 2 , f(O, y) = -y:
(x, y) = (0, O)
(x, y) = (0, O) z z

®f(x,y)={o::+-yy: (x,y);f(O,O). ""/(


~
·
x,y)=yx2+y2,
~
(x, y) = (0, O) x y

Soluzione quindi fx(O, O)= O e /y(O, O) =-l, la funzione è derivabile nell'origine.


@ Lungo ·gli assila funzione f vale f (x, O) = lx l. f (O, y) = IY l:
Pe~h? ?~a ~~~e f sia derivabile nel punto (xo, yo) occorre e basta che esista-
no mti 1 due limiti che definiscono le derivate parziali in quel punto, ossia z
fx(xo, Yo)= lini f(x, Yo)- f(xo, Yo) /y(xo, Yo)= lini f(xo, y)-f(xo, Yo)
x...,.xo x -xo Y...,.Yo y- Yo .
x
Nel caso d~ll~ funzioni ~e~' esercizio pr~cedente, tutte le funzioni e le derivate
erano de.fu;ù,~e ~-u~ sottoms1~m~ a~erto drlR2 , e ciò non poteva dare luogo a com-
po~a:nenti cnticr · Le funzio~ di quest? esercizio sono tutte sicuramente deri- ovviamente, f non è derivabile nell'origine.
.....
:V~bili se (~o, Yo) 7'= (0, 0), vogliamo stud1arne la derivabilità nell'origine poiché
lVI la :funzwne è definita "a tratti" · '
$, • Esercizio 2.7 - Derlvabilità e continuità
CD Osservi~o che TI;- tutti i punti d~ll'asse x, così come in tutti i punti dell'asse Stabilire se ciascuna delle funzioni dell'esercizio precedente è continua nell'origine.
Y la fnllZl?ne f s1 amiulla, se disegnamo le sezioni della super:fi.cie definita
da f nel plano xz e nel piano yz otteniamo: · Soluzione
z z CD La funzione non è continua nell'origine, passando infatti alle coordinate po-
lari, il ~te diventa

lim
r? cos 7J sin 7J = .o. • .o.
COSu Sillu.
x y Q...,. O 9.2 cos 2 7J + Q2 sin2 7J
® Abbiamo già visto, lungo gli assi, che la funzione non è continua nell'origine.
pertanto nell'origine.esisto~o entrambe le derivate parziali, ed entrambe val- ® La funzione è continua nell'origine: infatti
go~o o. essendo .denvata di una funzione costante. La funzione f è ali
denvab1le nell'angine. . ora .
lim
4
Q coé 7J- e3 sin 7J
3
.
= lirn Q
[Q cos4 '!1-- sin3 ?JJ =· o.
® La ~nzione f vale l in tutti i punti dell'asse x, vale -1 in tutti · ti q...,.O é cos2 7J + Q2 sin2 7J 11...,.0 cos 2 1J + sin2 7J
dell asse y, eccetto che nell'origine, i grafici delle sezioni sono: l pun
linritata
z z @ La funzione è continua in JR2 : è una funzione composta da funzioni continue,
pertanto continua in tutto il suo insieme di definizione (geometricamente, si
tratta di una super:fi.cie conica, che ha il suo vertice nell'origine).
x y Osserviamo allora che la continuità e la derivabilità di una funzione in un
punto non sono legate; nei quattro esempi precedenti, abbiamo potuto vedere
funzioni che nell'origine erano:
'16 Capitolo 2 Fun:clonl d\ p\ù·.varlablll . 47

z
® Le derivate prime sono
3z2 2z2 x3
fx(x, y, z) = ~· jy(x, y, z) = ---y· f'l.(x, y, z) = 2zlog y2.'

y e Jx(4, -3,2) =' 3, .Jy(4, -3,2) = ~. f'l.(4, -3,2) = 4logpt, quindi


x
gradf(4,-3,2)~3i+'3j+ 4log9 k. 8 ( 64)
- né continue né derivabili (punto ®),
- continue, ma non derivabili (punto ®),
'- continue e derivabili (punto®),
- derivabili, ma non continue (punto CD); Esercizio 2.9- Differenziabilità
i primi tre casi si possono an,che verificare con funzioni di una sola variabile Stabilire se ciascuna delle seguenti funzioni è differenziabile nel punto a fianco indicato:
il quarto è prerogativa delle funzioni di due o più variabili. ' . x+y
<D f (x, y) = log y + l' in (3,4);
EserCizio 2.8 - Gradiente
Scrivere il gradiente di ciascuna delle funzioni seguenti, nel punto indicato: xy
(x, y) ':f: (0, O)
C!l f(x, y) = sin(x 2
y)+x-3y 2 ,
. 2 x3
® f(x, y) =
\
t+ y
2
(x, y) = (0, O)
in (0, O);
in (1, n-); =z
.· l
® g(x, y, z) log 2• in (4, -3, 2).
y
xy (x, y) ':f: (0, O)
Soluzion·e ® f(x,y) = ox2+y2 in (1, 2);
(x, y) == (0, O)
Data una ·~ione di due v~abili f(x; y), si chiama gradiente di f (nel pun-
to ~xo, Yo)) il Vt:ttore costruito con le derivate parziali prime·nel punto (xo, Yo)
.·''! ~ OSSlag; '

CD Derivando, otteniamo
grad f(xo, Yo) = [fx(xo, Yo)]i + [/y(xo, Yo)]j.
® f(x, y) =
l xZy
·ox2 + y2
(x, y) ':f: (0, O)
(x, y) = (0, O)
in (0, O);

fx(x, y) = 2xy cos(x 2 y) +l, xy3

e fx (1, n-) = 2n- cos(rr) +l = l-2rr, fAl, rr)


pertanto
= l cos(rr)- 6rr = -l- 6rr •·
® f(x, y)
·
=
l--
x2 + y2
O
(x, y) ':/: (0, 0)
(x, y) = (0, O)
' in (0, 0).

l'
Soluzione . . )
grad /(1, rr) = [l - 2rr]i + [-l- 6rr]j. Una funzione di due variabili f si dice differenz1abile nel punto (xo, Yo se
11/ df
f(xo+ dx,y 0 + dy)- f(xo,Yo)- [fx(xo,Yo)dx+ /y(xo,Yo) dy] o.
lim ) ctx2 + dy2
( dx, dy)-+(0,0)
gAnalogamente, per una funzione eli tre variabili:
n termine d f prende il nome di diff~re~ziale p1:im~ di f (nel punto (x o, Yo) ~ · S ap-
gradf(xo, Yo. zo) = UxCxo. Yo. zo)Ji+ [fy(xo, Yo. zo)]j + [fz(xo, Yo. zo)Jk. piamo che affinché una funzione f s1a differenz1abile nel punto (x o, Yo) dev essere
ivi continua.
48 Capitolo 2
Funzioni di più variabili 49

CD Un criterio di facile utilizzo è costituito dal teorema del differenziale totaleh.


Poiché Esercizio 2. 1o- Differenziale primo
l
fx(x, y) =
.
-+
x y
, jy(x,y)
1
= x+y- Y+1'
l Scrivere il differenziale primo di ciascuna delle funzioni seguenti, nel punto indicato:

x2y3
ed entrambe queste funzioni sono continue in tutto un intorno del punto CDf(x,y)::2x2y+x3y2, in(l,2); ®g(x,y,z)=-;r• in(4,-3,2).
(3, 4), j è differenziàbile in (3, 4).
®
,.
:;;
Usiamo nuovamente il teorema del differenziale totale: la funzione non è con-
tinua nell'origine, quindi, sebbene sia derivabile in (0, 0), non è ivi differen- ·al t tal
,a-. @
ziabile. Soluzione . .
In entrambi i casi, sfruttiamo il teorema del differellZl e o e.
La funzione (la stessa del punto precedente) è continua e derivabile con con-
...'/. tinuità in tutto un intorno del punto (1, 2), è quindi differenziabile nel punto CD La funzione è continua e derivabile in tutto JR2' è pertanto differenZiabile nel
considerato. · punto indicato; abbiamo

l::~ ®
Occorre applicare la definizione di j poiché essa è definita a tratti, in modo
analogo al punto CD dell'Esercizio 6 si verifica che jx(O, O) = jy(O, O) =O,
qu~di (passando a coordinate polari con ( dx, dy) (Q cos 1?-, Q sin 1?-))
=
jx(x, y) = 4xy + 3x2y2 jx(l, 2) = 20
.i jy(l, 2) = 6
!
2
dx dy
pertanto dj(1, 2) = 20 dx + 6 dy. ,,.· . . {( ) :JR3 •
r1 lim IJ..j - dj = lim -dx-2-+----=-dy-2 - O- [O • dx+O . dy]
® L funzione è continua e derivabile con conf:ìnmtà m D.= . x' y' ~ E
( dx, dy)-+(0,0) v dx2 + dy2 ( dx, dy)-+(0,0)
.J dx2 + dy2
#
z O}; poiché (4, -3' 2} è interno a D' g è 'ivi differenziabile. Abbiamo
.

,.. 2xy 3
gx(x, y, z) = - - , gz(x, y, z) =
x2y3
-4--:zs-;
= lim z4
·~ ( dx, dy)-+(0,0)
.. .J(dx2+ dy2)3 da cui

pertanto la funzione non è differenziabile nell'origine. 27


® Anche in questo caso applichiamo la definizione; osservato che fx(O, O) = gx(4, -3, 2) =-l, gy (4' -3 ' 2) = 27 ' gz(4, -3, 2) =54;
jy(O, O)= 0:
e quindi dj(4, -3, 2) = -?:Jdx + 27dy- 54dz .
dx dy 3
IJ..f- dj -dx-
2+--'-dy-2 -O- [O· dx+O · dy] Esercizio 2. l l - Piano tangente al grafico di una funzione
lim
( dx, dy)-+(0,0) .J dx2+ dy2 lim
( dx, dy)-+(0,0)
equazi~ne
Scrivere l' .del piano tangente al grafico dellafunzicme f (x' y) == 4x2y + 2xy3
in corrispondenza del punto P(-2, 3). ·

~~~z~:ae funzione j .differenziabile nel punto (xo, Yo), l'equazione del piano
tangente al grafico di fin (xo, Yo) è data da
lim Q cos 1?- sin3 1J =O
1!->-0 . z- j(xo, Yo) = [jx(xo, Yo)](x- xo) + [jy(xo, Yo)](y- Yo).
pertanto la funzione è differenziabile nell'origine. Calcoliamo le derivate prime:

jx(X, y)=.8xy+2l, jy(X, y)=;:4x2+6xy2, jx(-2, 3)=6, jy(-2, 3)=-92;

hTem:ema del di.ft'erenziale totale: Se le derivate pamali prime di f sono continue in un intorno
del punto (xo, Yo), allora f è differenziabile in (xo, Yo).
quindi, poiché j(-2, 3) = -60, l'equazione è
/~~
.; .

z+ 60 = 6(x+2) -92(y ~3) * 6x- 92y -z = -228. . ·. :,:.\,


..:.:·~~1~~~~
50 Capitolo 2 Funzioni di più variabili 51

Esercizio 2.12- Definizione di derivata direzionale Soluzione · · dir · al 11


Seuna funzione f è differenziabile in (x0, y0) all?ra la denvata ez10n ~ne. a
Calcolare, usando la definizione, la derivata direzionale nel punto P (1, 2) della funzione direzione del versate v si può calcolare con la cos1ddettajonnula del gradtente.

Dv/Cxo, yo) = gradf(xo, Yo) ·v.


nella direzione del versare w= fi- !j. m La funzione è continua e derivabile con continuità in tutto il piano, è pertanto
differenziabile, vale allora la formula del gradiente, poiché
Soluzione
fx(x, y) = 2xye; Y ~l;
2
Data una funzione f(x, y) e un.versore v= ai+ ,Bj, la derivata direzionale di => grad f(2, -l)= (l-4e-4)i+(4e-4 -6)j,
f nella direzione del versare v nel punto (x0 , y 0 ) è data (se esiste) dal seguente { ]y(x, y) = x 2 é" Y - 3xy , .
limite:
f(xo + at, Yo + ,Bt)..:.:: f(xo, Yo)
Dv f( xo, Yo ) -lim·
- · abbiamo allora

(c1~4e-4)i+C4e-4 -6)j). Gc.J3i-j))


1--+0 t
Pertanto Dv/(2,-1) =

. . f ( ~+2t,2-2t
..[3 -/(1,2)
l) =
6 + .J3,- 4(1 + .J3)e-4
2
Dwf(l, 2) = 1im
1--+0
.
t .
@ Anche questa funzione è differenziabile Òvunque, utilizziamo la formula
del gradiente:
..[3 . l 3 ..[3 ) 1
=lim ( I+ 2 t)
4
+3(2- 2t)-
. (
1.+ 2 t (z-~t)-23 fx(x, y) = y cosxy,
=> ( 3rr) = -61-J,
gradf 2,
rr ..
·{ jy(x, y) =x cosxy,
~o t
(sYQuppando i binomi e raccogliendo le potenze di t . . . ) il versare diretto come la bisettrice del secondo quadrante è

3 3 ) -l'i . ')
v= ( cos rr,sin4rr =2(-I+J'
4

Esercizio 2.13 - Derivata dlreziona!e - Formula del gradiente


{; Calcolare, se esistono, le seguenti derivate direzionali: ® Anche questa funzione è differenziabile ovunque, e
2
3
<D deriv.atadi f(x, y) = é" Y-xy in P(2, -l) nella direzione del versare v= fi-!j,· · fx(x, y) = 2xe Y •
3
=> grad J(i, -1) = 2e-3i + 3e-3j,
® derivata di f(x, y) = sinxy in P(2, ~) nella direzione della bisettrice del secondo { /y(x, y) = 3x2 e3Y,
quadrante;
® derivata di j(x, y) = x 1 e3Y in P(l, -l), nella direzione individuata dal vettore v= il versare corrispondente al vettore v si ottiene dividendo v per il suo modulo:
2i- 5j;
@ derivata di
w= 2_v = ~(2i- 5j),
f(x, y) = Jx:?y2 (x,.:.)-~ ~0, _O) \V\ .y29
l O (x, y) = (0, O) pertanto, usando la formula del gradiente,
in P (0, 0), nella direzione del vetto.re v= 3i - 4j. . ) l 11 -3
·Dwf(l, -::-1) = ( 2e~ 3
i+3e-3 j . .J29(2i-5j) =- .fi§e ·
52 Capitolo 2 · Funzioni di più varia bill 53

® Abbiamo visto (al punto ® dell'Esercizio 9) che la funzione non è differen- equazionei è
ziabile nell'origine, dobbiamo allora fare ricorso alla definizione, il versare
che ci interessa è, come al punto precedente, [ x-
y-1e J'2e~
[ 3e J=O 3x +2ey =Se.

l l . . ® Sappiamo che la derivata direzionale massima si ha nella direzione del gra-


w= -v= -(31- 4J)· diente; poiché
Jvl 5 '

osserviamo inoltre che


fxCx, Y) = 2xy- 2y + 3X ,
2

{ jy(x, y) = x 2 + 3/- 4xy -l,


2
* gradf(2, l)= 14i- 2j,

il versare corrispondente alla derivata direzionale cercata è

(o+ ~t. o_ ~t) = GtY ·(-~t) =-~t· jgrad~(Z,l)l[gradf(2,1)] = 10~[14i-2j],


...
.,
1 :)i
f
5 5 ntr
+ (-~tr . 125 •
v=

e il massimo della derivata direzionale èi .

i
~d(2 1 l)= [14i- 2j]. l r,;[14i- 2j) = 10.Ji.
quindi (ricordando che f(O, O)= 0): 10-v2
i
l'!
·•·
l

Dwf(O, O)= lim ~


36
· --t
= -~.
Esercizio 2.15- Formula di Taylor-Maclaurln per fum~ionl çli più variabili
Scrivere il polinomio di Taylor-MacLaurin arrestato alli ordine di ciascuna delle se-
HO f. 125 guenti funzioni, centrato nel punto indicato: ... .
<D f(x, y) =x 3 - 2y3 +xy- x, P(2, -1); ·
EserclzioJ.2.14 - Proprietà del gradiente @ f(x, y) =x3 -2y3 +xy -x, P(O, O);
@ f(x 1 y) =x'~ P(2 1 2);
·~- Legame con derivata direzionale e linee di livello
@ f(x, y) =ex log(l- y) + sin2xy, P(0 0);
1

<D Data la funzione f(x, y) = x 2 y + xeY, scrivere l'equazione della retta tangente alla ® f(x~ y, z) = xyz, P(l, 2 1 3);
linea di livello passante per il punto (e, 1). · ® f(x, y, z) = x 2 + y2 + z2 - 2xy- 2yz :__ 2xzl P(l, -1 1 0).
@Data la funzione f(x, y) = x 2 y + y 3 - 2xy 2 + x3 - y, stabilìr.e il massimo valore
delle derivate direzionali calcolate nel punto (2 1 l); qual è la direzione corrispondente
alla derivata trovata? Soluzione
ll polinomio di Taylor arrestato al il ordine dì una funzione di due variabili f (x, Y),
Soluzione centrato nel puntok (xo, Yo) si può scrivere
Data una funzione f, differenziabile in un punto (x0 , y0), il gradiente gr ad f (xo, y 0 ) Tz(x, y) = f(xa, Yo) + (UxJ(x- xo) + [fy](y- Yo)) +
l. ha due importanti proprietà: ·
+~([fxx](x- xo)2 + 2[fxy](x- xo)CY- Yo) + [fyy](y- Yol)
• grad f è perpendicolare alla linea di livello di f passante per (x0 1 y 0), 2.
• grad f individua la direzione di massima crescita dì f, ossia la direzione in cui
f cresce più rapidamente.·
i L'equazione della retta passante per il punto (xo , Yo) e perpendicolare al vettore v= ai+ bj è
<D Poiché data da
x-xo J.v=D => a(x-xo)+b(y-yo)=O:
[ Y -yo
+ eY,
{ jy(x, y) = x 2 +xeY
fx(x~ y) = 2xy
iLa cosa ha ovviamente carattere generale: il massimo della derivata direzionale di f in un
1 punto ave f è differenziabile è dato da l grad f(.
kp 0 jché tutte le derivate che .compaiono ne)la formula sono valutate nel punto (xo~ Yo),
la retta cercata è la retta perpendicolare a grad f e passante per (e, 1), la cui omettiamo per brevità di scrivedo: al posto di fxy (xo, Yo) scriveremo [/xy]. '
54. Capitolo 2. : Funzioni di più variabili 55

in modo analogo si scriverà il polinomio di Taylor per f (x, y, z). allora


<il Occorre valutare le derivate prime e seconde: · T2 (x, y) .0=: (1 +i+ x:) ( -y + ~) +2xy
fx(x, y) = 3x2 ~y -1 =} fx(2, -1) 10 = 2 y2
{ fy(x, y) = -6y. +x { jy(2, -l)= -4 = -y - xy + Y + 2xy = -y + xy + 2·
2
e @ Per una funzione di tre variabili. la formula rimane simile; occorrono ancora
fxxCx, y) = 6x · fxxC2, -1) =
12 le derivate prime e seconde:
fxy(x, y) =l =:} fxy(2, -1) =l

{
{
jyy(X, y) = -12y
{
jyy(2, -1) = 12 fx(X, y, Z) = YZ. . fx~l, 2, 3) = 6
. jy(x, y, z) =xz =} . jy(l, 2, 3) = 3
pertanto (infatti f(2, -l)= 6) {
= x;y
fz(X, y, z) =
fz(1, 2, 3) 2

T2(x,y) =6+ lO(x-2)-4(y+l)+~ ( 12(x-2i-f-2Cx-2)(y+1)~12(y+1) 2). e, osservato che fxx = /yy = f zz = O,

La funzione è già scritta sotto forma di polinomio in x e y, pertanto essa s tes- fxy(X, )', z): Z fxy(l, 2, 3) 3 =
sa è il polinomio cercatò, po1ché occorre fermarsi al secondo ordine, vanno fxz(X, )', Z)- )' =:} . fxz(1, 2, 3) = 2
eliminati i termini di grado più: elevato, otteniamo {
/yz (;y, y, z) = x
{
fyz(1, 2, 3) l =
T2(x, y) =-x +xy: pertanto Cf(l, 2, 3) = 6)
Osservato che f (2, 2) =7 22: =4, occorre valutare le derivate prime e secon- T2 (x, y, z) = 6 + (6(x -l) +3(y -2) +2(z- 3)) +
d~: "ì,,.
' fx(x, y) = yxY- 1
{ fy(x, y) = ;\:Ylogx
fx(2,2) = 4
{ fy(2, 2) = 4log2
+& ( 6(x - l)(~ - 2) + 4(x - l) (z- 3) + 2(y - 2) (z - 3)).
e @ Notiamo che f(x, y, z) =(x+ y + z) 2 , quindi f(l, -l, O) =O,
fxxCx, y) = y(y- l)xY-2 fxx(2,2) = 2 fx(x, y, z) = jy(x; y, z) = fz(X, y, z) = 2(x + Y + z),
{
fxy(x,y).=xY- 1 (1+ylogx) · =}
{
fxy(2,2) =
2(1 +2log2)
jyy(x, y) =xY(logx) 2 /yy(2, 2) = 4loi'2 e nel punto (1,-1,0) abbiamo fx(l, -l,O)=fy(1, -l,O)=fz(l, -1,0)=0;
moltre
pertanto fxx =
fyy = f zz = fxy = fxz fyz = 2, =
Tz(x,y) = 4 + 4(x- 2) + [4log2](y- 2) + pertanto
. !

+~ (2Cx-.2) 2+2C2'+ 4iog2](x-2)(y-2) + [41oi' 2](y-2) 2 ).


r2 (x, y, z) = (x-1i+Cy+1)2 +z2 +2Cx-l)(y+1)+2(x-l)z+2(y+l)z.

® Per determinare il polinomio di MacLaurin che ci interessa, possiamo seguire Esercizio 2.16 - Posizione reciproca di superficie e piano tangente
l() stesso procedimento adottato finora. In,..al~emativa, poiché la funzione f è Hesslano
composta da funzioni di una sola variabile delle qu.al.i ~ noto il polinomio, Stabilire se in ciascuno dei punti
ricaviamo T2 a partire dagli .sviluppi dell' esp.ciinbiziaie; dd logaritmo e del
sen9, tralasciando, nel prodotto, le potenze di 1rradci'maggiore di 2; poiché

x2 . y2 il piano tangente azraversa o meno la sup:rflcie definita dalla funzione z = f~x·..·. .


l
é = l+x+
2 +... , log(l 7 y) = -y+
2 + ... , sin2xy = 2xy+ ... 8x2 + y2 - y3 -x . .

j.
56 Capitolo 2
Funzioni di più variabili 57

Soluzione
Per rispondere quindi alla domanda dell'esercizio, scriviamo l'hessiano nei tre
~atalafunzione f, e dato il piano tangente a essa nel punto (x0 , y0 , f(x 0 , Yo)), la punti considerati, innanzitutto
differenza tra le quote nel :p~to .Cx, 1). de?a s~perficie definita da f e del piano
,, tange~te è data (a meno di_~tes~ di ordine superiore al secondo, rispetto fxx(X, y) = 16- 12x2 , fxy(X, y) =O, /yy(X, y) = 2- 6y,
L
alla dtstanza tra (xo, Yo) e (x, y)) da1 termini di secondo grado dello sviluppo di
Taylor: · pertanto
'
1
fxx(xo, Yo)(x -xo/ + 2fxy(xo, Yo)(x -~o)(y- Yo) + /yy(xo, Yo)(y- Yof, H(O, 0) =[
16
0 ~ J, H(2, 2) =[ 6 2
-~O J, H(1, 3) = [ 6 -~6 J;
l:i
'
in base alla casistica prima stilata, possiamo concludere che nel punto Po la su-
se questa espressio~e è sempre positiva (negativa) nell'intorno di (x0 , y0 ), possia- perficie sta tutta al di sopra del piano tangente, nel punto P 1 tutta al di sotto, nel
mo affermare co~ stcurezza che la superficie si trova sempre sopra (sotto) il piano punto P2 il piano tangente attraversa la superficie.
tanhgente. La. teona pe~ette di risolvere tale questione con l'analisi della matrice
(c e prende il nome dt matrice hessiana1)
l; 2.1.3 Ottimizzazione libera e vincolata

; H(xo, Yo) = [ fxx(xo, Yo) fxy(Xo, Yo) J· Esercizio 2.17 - Estremi liberi - 1

l:/
fxy(Xo, Yo) /yy(xo, Yo) Hessiano diverso da zero

' .
Detenninare i punti di massimo e minimo relativo libero della funzione
Infatti tutto dipende dagli autovalori di H:
l
f(x, y) = x 3 -l+ 2(x- Yi- x+ Y·
l) se sono entrambi positivi, allora la superficie è tutta al di sopra del piano
l 2
tangente,
) se son~ entrambi negativi, allora la superficie è tutta al di sotto del piano Soluzione
tangente, · Se la funzione f di cui cerchiamo massimi e minimi liberi è definita in un insieme
3) ~e uno è positivo e uno è negativo, allora la superficie e il piano tangente si aperto, ed è differenziabile in tutti i punti di tale insieme, si cercano i punti in cui
l: mtersecano,
4) se unQ dei due autovalori è nullo, nulla si può dire.
· grad f = O, ossia i punti con piano tangente orizzontale, e in tali punti si studia
poi l'hessiano: se la superficie si trova al di sopra del piano tangente sianto in
presenza di un minimo, se la superficie si trova al di sotto del piano tangente sianto
in presenza di un massimo, se ~a superficie attraversa il piano tangente siamo in
Poiché il. determinante di una matrice è il prodotto degli autovalori, nel caso di presenza di un punto di sella, e non vi è né minimo né massimo. Invece, se la
una matrice 2 x 2 è sufficiente osservare il segno del determinante di H:
funzione non è differenziabile in tutti r punti del proprio insieme di definizione,
oltre allo studio dei punti di differenziabilità è necessario esaminare singolannente
detH(x0 , y0 ) >O detH(x 0 , y 0) <O i punti di non differenziabilità.
detH(xo, y0 ) =O
casi 1) e 2) caso 3) caso 4) La funzione è continua e differenziabile su tutto ·:IR2 , pertanto gli unici candidati
massimi e minimi sono i punti ove grad f =
O; le derivate prime sono
e, sehil dèeterminante è maggiore di O, è sufficiente guardare il segno di fxx (xo, Yo)
Co, c e 1o stesso, /yy(xo, Yo)): .
fx(x, y) = ;3x 2
+(x- y) -1, J.,(x, y) = -3/- (x- y) +l;
porre grad f = O equivale a risolvere il seguente sistema:
• fxx (xo, Yo) > O: la superficie è al di sopra del piano, 3x2 +x- y =l
'" fxx(xo, Yo) > 0: la superficie è al di sotto dello stesso. { 3y2 +x- y =l
tenendo la prima delle due equazioni e sostituendo alla seconda la differenza
membro a membro tra prima e seconda trovianto
1
Da! nome del matematico tedesco Ludwig Otto Resse (1811-1874). ·{3x -y2
x2
2
+x - y = l
=O
51! Capltolo2
.~!!it~ f Funzioni di più variabili 59
. h' 2 2 • . ::,·f
P.Olc e. x - Y
srsteilll:
= O s1gru:fica alternativamente
·
y =x 0
y - _
-
bb'
x, a ramo due
::.' <D Ponendo gradf =.0 troviamo
·..
i) [3xX=y+x - y = 1
2
ii) [3x2 +x - y = 1
.,
4x 3 =O
X=-y {1Y3 = 0 :
le cui soluzioni sono:
si verifica Ìilllnecllatamente che detH(O, O) =O, siamo nel caso dubbio: nulla
1 si può dire a priori sul comportamento di j in Pr. È però immediato vedere
i) P1 ( - _l ) che
--13' --13 ' P.4(~3' -~)·
3 ' f(O, O)= O, j(x, y) > Ose (x, y) :j=. (0, 0),
in ciascuno di questi punti calco~~o l'hessiano, le derivate seconde di f sono: pertanto la funzione f ha nell'.origine un minimo.
@ Ponendo grad f = Otroviamo ·
fxx(x, Y) = 6x + 1, fxy(X, y) =-l, /yy(x, y) = -6y +l;
pertanto detH(x, y) = 1 + 6(x _ y) _ 36xy, e ==> Pr(O, O);

detH(-1-, _I_)= -11 <O .


. ~ '3 · '
d tH(
e
l 1 ) .
- - - - = -11 <O
si verifica immediatamente che detH(O, O) =
O,:·siamo nuovamente nel caso
'V:J ~· ~ l dubbio. Vediamo che l'origine è Un punto eli mininlo se consideriamo la re-
e strizione eli f lungo l'asse x, mentre è un punto eli massimo se consideriamo
la restrizione eli f lungo l'asse y: .
detH(-1, l)= 25, . detH(~ -~) ~ 9.
.
3' 3 ' t(x, O)= x 4 : ==> (0, O) è min,
Pr ·e Pz sono pertanto punti di sella in p e P. vi ' · · · . f(O, y) = -y4 · ==> (0, O) è max;
ca}.coland? la derivata seconda rispetto a x 3trovi~o e un illlllilno o un massnno,
pertanto l'origine non è né massimo né mininlo per t.
fxx(-1, l)= -5 <O, . fxx (l- - -l) =3. >O ® Ponendo grad t =Otroviamo
3' 3 . '·
4x 3 + 8y - 8x = O =
x 3 + 2y - 2x O
e quindi in p3 abbiamo un massimo, mentre in p4 un minimo. { 4y 3 + 8x- 8y =q { y 3 +2x-2y =O
Esercizio 2.1.8- EsfremJ liberi- 2
tenendo la prima delle due equazioni e sostituendo alla seconda la somma
Hesslano uguale a zero
membro a membro tra prima e seconda troviamo
Determinare i punti di massimo e minimo relativo libero delle seguenti funzioni:
x 3 +2y -2x =O
<D f(x, y) = x4 + y4; { x3 +Y3 =O
@ f(x, y) =: x4- y4;

':1. ® f(x, y) =x4+ y4 + 8xy- 4x2 -4),2.


@ f(x, y) =: 2x4- Bx2y2 + l1y4· '
x 3 +y3=o è sodclisfatta.solo.se y =-x, con questa scelta, la prima delle due
=
® f(x, y) y2(y +'2x- ;t2). '
equazioni diventa x 3 - 4x = O, che ha come soluzioni x = O, ±2, ricordando
che y = -x le tre radici del sistema sono

i l Soluzione . Pt(O, 0), Pz(2, -2), P3(-2,2).


~tte le funzioni elencate sono differenziabili su ~2. . . . . . , . .
n .Possono esistere solo in corrispondenza di p. unti' '. l m~ssill1Il1: e Illllllinì libe- Abbiamo
onzzontale. m cur plano tangente è
H(x, y)= [ 12x~- 8 J
12)- 8 ==> H(2, -2)=H(-2, 2)= [~o fo J'
60 Capitolo 2
Funzioni di piO variabili 61

per cui P2 e P3 sono punti. di :mi.nimo, invece nell'origine H (0, O) = O, quindi


nulla si può dire sulla natura di P1 (0, 0). Nei due casi precedenti era stato
facile stabilire la natura dell'origine, o perché (nel punto <D) era evidente che
la funzione era la somma di due quantità non negative, o perché (nel punto ®)
era stato semplice determinare due direzioni rispetto alle quali l'origine aveva
comportamento differente. Nel caso in esame, non abbiamo immediatamente x
diTonib~e :una ~tra.da simile; osservando però che 8xy -4x2 -4Y.2 = -4(x _
y) 2 , possramo pscnvere la funzione nella forma f (x, y) = x4 + y4 - 4(x -
y) ; a questo punto si vede che la funzione f è composta di due addendi A
e A2, uno non negativo, l'altro non positivo: 1
se osserviamo allora i punti dell'asse x, notiamo che per O < x < 2 i punti
sono punti di minimo (debole), per x < O e x > 2 sono punti di massimo
(debole), infine Q0 (0, O) e Q2 (2, O) non sono né punti di massimo né punti
di minimo.

nell'intorno dell'origine A 1 è un infìnitesimo del IV ordine, A2 - se è diverso Esercizio 2. 19 - Estremi liberi - 3


da zero- è un infinitesimo del n ordine, pertanto l'andamento di f sarà Accorgimenti particolari
governato da A2 se A2 i- O, mentre se A 2 = O sarà governato da A che
1 Determinare i punti di massimo e minimo relativo libero delle seguenti funzioni:
comunque non si arumlla. Studiamo allora il comportamento di f se y = O
(caso in cui A2 non si annulla) e se y =x (caso in cui A2 si annulla):
<D f(x,y) =-/4x 2 +5y 2 ;
f(x, O)= x4 - 4x 2 ® f(x, y) = !?3x1 y+y 3+!2x-15y;
=} (0, O) è max,
f(x,x) = 2x 4 =} @ f(x, y) = (.:i:2 + y.2)e-cx•+y2).
(0, O) è min;

pertà:fà~o l'origine non è né massimo né :mi.nimo per f.


@ ~~o~endo gradf =O ricaviamo come unica soluzione P(O, O), inoltre nel- Soluzione
l ongme H (0, O) = O. Anche in questo caso, per studiare il comportamento In questo esercizio, sono elencati alcuni "trucchi" utili per affrontare esercizi di
della funzione in (0, O) possiamo .vedere se si riesce a esprimere f come ottimizzazione.
somma di potenze con esponente pari; in effetti,
<D Osserviamo che f è definita in tutto N? (il radicando infatti non è mai nega-
4 tivo), le derivate prime sono
2x - 8x y + lly 4 = 2(x 2
2 2
- 2y 2) 2 + 7y4,

e quindi, essendo f la somma di due oggetti sempre positivi fuori dall'ori-


gine, è positiva, tranne nell'origine ove vale O; pertanto proprio nell'origine
troviamo un punto di :mi.nimo.
® Imponendo grad j = Oricaviamo f è differenziabile in tutto N?, eccetto che in (0, 0), atll;l.ullando grad fotte-
nianio il sistema · ·
2y 2 - 2xy 2 = O 2y 2 (1- x) =O 0
{ 3y2 +4xy- 2x 2 y =O { y(3y+4x-2x 2 )=0 .j4x::Sy2 =

le soluzioni di questo sistema sono il punto P(l, -2:) e tutti i punti Qcx(a, O) { 5y =o
aventi ascissa qualsiasi e ordinata nulla; in P l'he~siano è positivo, mentre .j4x2 + 5y 2
!xx< O, pertanto P è punto di massimo, mentre in tutti i punti Q ex l'hessiano· che non ha soluzione; la funzione non possiede alcun punto con piano tan-
vale O.
gente orizzontale. Sarebbe errato concludere che f non ammette massimi né
Notiamo che f(a, O) =0, per decidere la natura dei punti Q"' potrebbe essere minimi, infatti il nostro studio non ha tenuto conto del punto (0, O): nell'ori-
utile, 2allora, stabilire il segno di f: f si annulla sull'asse x e lungo la parabola gine infatti non esiste il piano tangente, tuttavia l'origine è punto di minimo
y=x - 2x, è maggiore di Oal di sopra della parabola e minore di Oal di sotto per j, poiché /(0, O) ::=:O mentre f(x, y) >O se (x, y) i- (0, 0).
62 Capitolo 2
Funzioni di più variabili 63

® Poiché la funzione esponenziale è monotona crescente, i punti di massimo e Soluzione ....


minimo di f (x, y) sono gli stessi della funzione
Qualora ~a funzione abbia più di due variabili, la ricerca di massimi e minimi
g(.x, y) = logf(.x, y) = 3.x2 y + y 3 + 12x- 15y. liberi avviene in modo analogo a quello già visto per le funzioni di due variabili,
l'unica differenza consiste nell'analisi dell'hessiano: poiché quello che ci interes-
Osserviamo che g, come f, è differenziabile in. ogni punto di ][~_2, imponendo sa è il segno degli autovalori, nel çaso di una matrice 3 x 3 (o, più in generale,
aUora grad g = Otroviamo n x n) il determinante non costituisce più un indicatore completo del loro comror-
6xy+12=0 . tamento. Dato che l'hessiano è una matrice reale e simmetrica, e pertant,o poss1ede
P1(l, -2), Pz(-1, 2), solo autovalori reali, un metodo di facile applicazione per determinare il segno di
{ 3x 2 + 3y2 - 15 =O P3(-2, 1), P4(2, -1). tali autovalori consiste nell'applicare al suo polinomio caratteristico la regola dei
Poiché segni di Cartesiom.

H(x, y) = [ ~~ ~~ J =:?- detH(x, y) .= 36(y 1 - xz), CD La funzione è differenziabile in tutto JR.3 , gli unici estremi possibili si hanno
in corrispondenza di punti con grad f = O, ossia ·
si vede che
detH(1, -2) > b
fxx(l, -2) <O
detH(-1,2) >O· fxx(-1, 2) >O '* massimo,
minimo,
2x -y+3 =0
2y-x-3 =0 . '* x=. .::.:1, y =l, z = 2;
detH (-2, l)" < O '* punto ·.:•
{
Zz-4=0
detH(2, -1) <O '* punto .didi sella.
sella,

®
'*
La funzione può essere vista come funzione di una sola variabile nel nostro
calcoliamo l'hessiano, e valutiamolo in P ( -1, l, 2):
caso la distanza dall'origine' Q= )x2 + y2:
-~;
,.
(con Q~ O)
'

H(x, y, z) =
fxx
fxy
fxy
/yy
/X'l;
/yi;
J =:?- H(-1, l, 2) = [ :-l
2 -1
2
o]o ;
[
hz f~ hz O o 2
8(e)
con poco sforzo si vede subito che i tre autovalori sono tutti positivi, e per-
tanto la funzione f ha in P un niinimo. . ·
@ Anche in questo caso, la funzione è differenziabile nel suo insieme di defini-
zione D = {(x, y, z) E JR.3 : x > O, y > 0}, annulliamone il gradiente:

l e 2y l
--+-=0
il grafico di f si ottiene facendo ruotare la linea individuata da g attorno x2 x
~·asse z, pertanto l'origine è un punto di.minirno, mentre tutti i plinti della
2
-+z+-=0
l '* x=4,y=2,z=-1;:
crrconferenza x + y 2 = l sono punti di massimo (debole).
2

1 x
Y--:-2=0
y

Esercizio 2.20- Estremi liberi per funzioni di più di due variabili


Calcolare massimi e minimi relativi liberi delle seguentifimzioni: :
mRegola dei segni: Data un'equazione di grado n
CD f(x, y, z) =x~+ y + ç- x~ -+?x.,.,.- 3y ~ 4?;
2

® f(x, y, z) = 2- + yz + logx+ Iogy- 2z.


x
essa ha tante radici positive quanti i cambi di segno tra i coefficienti, e tante radici negative quante
le perm.anenze di segno.
64 Capitolo 2 Funzioni di più variabili 65

calcoliamo l'hessiano: @ Operiamo come nel caso pr~cedente, ponendo y = ~x - 3 troviamo

4y l 2 l
x3- x2 - x2 O
16 ~ o
H(x,_y, z)= 2
- xz y2
l
l =>-H(4, 2, -1)= l
8
l
4
l
*, -1%) .
questa funzione ha minimo per x =
(vincolato} :in (
*,
pertanto la funzione f avrà minimo
e non avrà massimon .
o l o o l o @ Usiamo i moltiplicatori di Lagrange, avendo cura di riscrivere l'equazione

il polinomio ?aratteristico di H (4, 2, -l) è


del.vincolo nella forma rp(x, y) = O, ossia l- x 2 - l 0: =
3 3 2 33 l
À + 16À - 32À + 16
ponendo grad L = O, e imponendo che i punti trovati appartengano al vincolo
i segni dei coefficienti sono + + -+,nell'ordine abbiamo: troviamo il sistema
+permanenza + cambio - cambio+,
Lx= O
pertanto l'hessiano ha due autovalori ~ositivi e un autovalore negativo; :il Ly =0
punto P(4, 2, -l) non è né di massimo né di minimo. . (
vincolo

Esercizio 2.21 - Estremi vincolati - Moltiplicatori di lagrange la prima e la seconda equazione daDI~:?. rispettivamente x = O, ~ À e y =

Detenninare gli estremi delle seguenti funzioni sotto i vincoli specificati:


O, -tÀ,abbiamo quindi quattro punti...

··~
< al f(x, y) = x 2 y, 2x+y = 6;
@ f(x,y)=x2+y2, 3x-2y = 6;
@ f(x,y)=x3+y3, l-x 2 =1;
@ f(x, y) =x2 + y2, 4x 2 +y2 =l; P1, P2 e P4 non soddisfano l'equazione del vincolo per alcun valore di À, se
® f(x,y,z)=2x-3y-z 1 x2 + y2 + z2 = 4; :invece vi inseriamo le coordinate di P3 otteniamo
® f(x, y, z) = x 2y 3 z, 2x-3T-z=0.
. 2>..) 2 >..=±-,
3
Soluzione
( -3 -l =0, 2
Un problema che si può presentare consiste nel dover determinare massimi e mi-
nllni di una funzione f nell'ipotesi che le sue variabili non siano libere di as- :in definitiva, le soluzioni del sistema sono costituite dai punti P3, con J.. =
sumere qualsiasi valore, ma siano vincolate da una (o più) equazioni. Vì sono ± 2.·
2'
.
allora due possibili strategie: se l'equazione che definisce :il vincolo è particolar- 2 2
x1 =O, Yr = l, Àl = -3 x 2 =O, y2 =-l, À2 = 3;
mente semplice, e si può esprimere una delle variabili in funzione dell'altra al-
lora si può sostituire quest'espressione nella funzione; se invece l' equazione'che
l'hessiano è
definisce il vincolo non è "semplice", si utilizza :il metodo dei moltiplicatori di
~agrange: data la funzione f(x, y) e il vincolo cp(x, y) =O, costruiamo la fun-
ZIOne L (x, y; À) = f (x, y) + Àrp (x, y) e ne cerchiamo i massimi e minimi che si H(x, y, À) = [ Lxx L
L Lxy J_
- [ 6x -O 2.\. · O
6 + 2)..
J,
. ~ n Y
riveleranno massimi e minllni per f sotto :il vincolo cp. '
<D In u.n caso come questo, conviene sostituire y = 6 - ix nell'equazione di f,
abb1amo allora f (x, 6- 2x) = 6x 2 - 2x 3 , che possiede un minimo in x = O
·. e un massimo in x = 2, la funzione f avrà allora minimo (rispetto al vincolo n Geometricamente, abbiamo determinato il punto qella retta 3x-2y = 6 avente minima distanza
2x + y = 6) in P1 (0, 6) e massimo in P 2 (2, 2). ·''
dall'origine, non può esistere un punto a distanza massima.
. )
FunziÒnl di più variabili 67
.[
66 Capitolo Q

•. . · . 3 _ 1... = l inserendo
e nei punti considerati abbiamo dalle prime tte equazwm ottemamo x = -x, Y.- 2>. e z ì.' .
. • 2 _ !1:2 • di).., = ±2 e abbiamo due

-D l questi dati neJ;t3; qu<qtatroYiamo À - 16' qum


.i
4

H (O, l, = [ ~ ~ soluzioni: 12 6 4 7
Xl= -7, Yl =
7' Zl = 7' )q= 4
perta;nto (0, l) è punto di :minimo e (0, -l) è punto di massimo per la fun-
12 6 4 - -~·
zione f con il vincolo y 2 - x 2 - l = O. X2 = 7' Y2= -7,Z2 = -7,À2- 4'
® In un caso come questo, possiamo essere tentati di sostituire y 2 = 1 - 4x2
(ricavato dal vincolo) nella funzione, ottenendo una funzione della sola x: l'hessiano in tutti i punti (x' y' z) ha la seguente forma:
g (x) = 1- 3x2, a questo punto, notere:tn:tllo che la funzione g ha un massimo
in x = Oe nessun minimo, e p otre~o concludere che la funzione f ha mas-
simo nei punti (x, y) corrispondenti, mentre non ha :minimo; tale deduzione
è completamente erratal 0
H(x,y,z,.ì..) = [ ~ ~ ~À
2
l
Se vogliamo sostituire la y all'interno di j, dobbiamo Ìlli).anzitutto ricavame . .
e i suoi tre autovalon sono tutti e tre ugu .a . '
ili
À pertanto in corrisponden-
. . d nza di
l'espressione dal vincolo, e ott.eniamo: _g § 1) (À > O) avremo un illlUlillO, e m cornspon e .
za di P1 ( 7'7'7 .
4) (À < O) avremo un masslillo. d
se lxi<-
l {y·
= .Jl - 4x2 y> O 12
P2 ( T• 6
-7, -7 . .
® In questo caso, poss1amo ncav.are
una variabile in funzione delle altre ue
, '·.. . . .
- 2 l = -.Jl - 4x 2 y < O dall'equazione del vincolo e sostl-tuirla neli es~resswne di f.
le funzioni di cui determinare massimo e :minimo sono allora z = 2x- 3y, ==> g(x, y) = f(x, y, 2x- 3y) = x2y3(2x- 3y),
l . . . . . . (liberi) di.g annullando il gradiente otteniamo:
cerchiamo massllll e mm1lll
gl (x)= f(x; .Jl- 4x 2 ) ;
lxi :S ~'
{ [2ex]gz(x) = f(x, -.Jl-4x 2) gx = 6x2y3- 6xl =o· ==> {6xy3(x- y) =o
..
~r;
~ lxi :S 2 { gy = 6x3y2- 12x2y3 =O 6x2y2(x- 2y) =O
<
entrambe queste funzioni hanno massimo assoluto in x = O e due minimi
assoluti (simmetrici) in x = ±~, 11:el caso di g 1 l'uguaglianza x O corri- = sono soluzione di questo sistema tutti i punti dell: asse x _(della.fo:~~a,u~J
e tutti. i punti dell'asse y (della forma (0, {3)), moltre m ~tti q dip l'l
spònde a y =l, nel caso di gzl'uguaflianzax =O corrisponde a y =-l; . . ( O) ·- (O {3) = O posstamo stu are
viceversa per entrambe le gi se x = =
± 2 allora y O. Radunando le informa- l'hess1ano st annulla; potché g a,.. 2- 3g ( x _ 3y) x2 è sempre positivo,
segno di g: è composta da tre fatton. x ' y . e 2 . ' (2 3 ) è positivo
zioni, abbiamo che la funzione f ha due massimi assoluti in (0, l) e (0, -l), 3 è positivo al di sopra dell'asse x e negati.vo al di sotto, x- y b. d
due :minimi assoluti in(~, O) e 0). C-i, ~ di sotto della retta y = ~x e negativo al di sopra, .pertanto ~om man o
® Utilizziamo nuovamente i moltiplicatori di Lagrange: questi risultati il segno di g è rappresentato nella seguente :figura. . .
L(x, y, z; .ì..) = 6x -3y- 2z+.ì..(x 2 +l +z2 - 4),
ponendo grad L = O e ricordando l'equazione del vincolo troviamo il sistema

[
6+2.ì..x=0
-3+2.ì..y =o
-2+2.ì..z=O ·
x2 + i' + z2 - 4 = O
·.•. f ·...
·
* , · · é · · · · infatti
quindi l'origine e i punti dell'asse x non sono ne massllll? ~~asse y
in ogni loro intorno vi sono punti con g.> O? _con g -~ O,~ P:U o trovano
sono invece punti di massimo (debole), infatti mf ogm o~o m ornhe il generico
.
solo punti. conJ' iz 0 p t alla funzione ossemamo c
~o:s;::e: grazie all' equarlone del vincolo,. al .punto
:i
In effetti, stiamo cercando gli estremanti di una ~o~e continua corrispondenza di un
ht 0
1~~~ ~ 3/}
0
E JR.\ tutti questi punti sono di m.assimo J?er. f sotto il VlilColo
vinco~o (un'ellisse) chiuso e limitato, per il (eoreroa di Weierstrass (vedi nota successiva) l'esistenza
è ~aranti~a. 2x-3y-z=0.

. .·.
·
68 Capltolo2 FPnzl9nl

Esercizio 2.22- Estremi assoluti - 1 y .


Domini chiusi e limitati
Calcolare il massimo e il . .
specificati·· . mrmmo assoluto delle seguenti funzioni nel• dom'rm. accanto (2, 2)

<D f(x, y) =x2+y2 -xy -x-y (x~ O, y ~O, x+ y :S 4}; l (l, l)


® f(x,y) =x2+y2+x-4y , {-:-1 ;Sx :S l, O:S y :S 1};
® f(x,y) =xy, ' l x
{x~+ y2 :54}.

Soluzione Poiché, grazie al teorema di Weierstrass, sappiamo che f deve avere massimo
e minimo assoluto, per trovarli è sufficiente confrontare i valori di f (x, y) in
~er una funzione f (x . :
~:rema Weierstris~rg:~~i::~: :~ f
di
0
: c~u~o
e limitato, vale .
corrispondenza .dei punti trovati: si trova che P (l, l) è minimo assoluto men-
tre entrambi i punti (0, 4) e (4, O) sono massimi assoluti (l'origine, invece, è
L . oano tale condizione. e·e om di questo esercizio
a n cerca di punti di . . . un massimo ;relativo).
mass1m.o e minimo in q t ti 1 ·
nuu' ~~tu~o si cercano eventuali e;tremiu~~ a . ~ o~a di ~sercizi, ~i _svolge
così· · @ Anche in questo caso, la funzione è differenziabile · ovunque, il gradiente
di f si annulla ]lnicamente in (-~. 2), che non interessa, in quanto ester-
~ .o il gradiente, e semmai analizzand . en f zntef7!z al donumo (an-
p~tl dl non differenziabilità) d di o_ il comportamento di f negli eventuali no al dominio. All'interno del rettangolo allora, non vi è alcun estremo, il
?i/ lungo la linea che costitulscoplo ;hé _si procede a studiare il comportamento
l nsultati avremo trovato massrn: a . o~ti~ra del dominio in esame, combinando
comportamento di f sulla fronti~ra è il seg~~nte:
2
• lungo il segmento {-l :S x ::;·l, y =O} lafunzionevale f(x, O)= x +x:
<D e lllilliiDl assoluti di f.
è un arco della parabola avente concavità rivolta verso l'alto e vertice in
La funzione
troviamo f è differenziabil ·
e ovunque, annullando il gradiente di grad f x=-l2' '
·.
• lungo il segmento {-1 :S x.·.;::. ·l, y = l} la funzione vale f (x , l) =
2x- y - l =0 x 2 +x - 3: la stessa parabola del punto precedente, traslata verso il basso,
· 1;_ { 2y -x -l= 0 • lungo il segmento {x = -1, O :S y :::; l} la funzione vale j(-1, y) =
y 2 - 4y: ·un arco della parabola avente concavità rivolta verso l'alto e
• quindi gradf =
O in P(l l) ·
natura, esaminiamo l'hessi~o: ' che è mtemo al dominio; per vaiutarne la vertice in y = 2, 2
• lungo il segmento {x= l, O :S y :S l} la funzione vale f(l, y) = y -
4y + 2: la stessa parabola del punto precedente, traslata verso l'alto;
H(x, y) = [ -l
2 -l
2 J' => detH(l, l)= 3 >O
il grafico corrispondente. a questa situazione è
p~rtanto P ~ un punto di minimo · . y
dr f lungo la frontit<ra: (libero) per f, studiamo il comportamento
'P
• lungo il segmento {O < x < 4
è un arco della parab l ,..- ' y = O} la funzione vale f (x' 0) x2 -x. =
x= f' o a avente concavità rivolta verso l'alto e vertice ~

• lungo il segmento {x
è la stessa parabola d
=
O O< < 4 .
' - Y - } la fullZ!one vale f (0, y) = y2 _ y: Qz x
• lungo il 1
e punto precedente
segmento {O < x < 4 + •}
3(x-2)2:haunmin:iill .- ,x Y= 4 lafunzionevalef(x 4-x)=
radun d . o m x= 2 e due massimi in x= O ex~ 4· Vì è allora un unico candidato minimo: il punto P ( -!,
l), che è necessaria-
. an o queste informazioni · . . · '
di crescita della furizione) abbi~~n grafico (m curie frecce indicano il verso mente il mini:rp.o assoluto; i due candidati massimi sono i plll1ti Q1 (-l, O) e

-
Q (1, O) confrontando le quote abbiamo f( -1, O)= O, f(l, O)= 2 pertanto
2
il massimo assoluto è Q2 ; mentre Q 1 è un punto di massimo relativo.
® La funzione è clifferenziabile in Jlt2, annullandone il gradiente si trova l'o-
-
ammette
w
P'feorerua .di eierstrass: Una funzione f d . .
rigine, avente hess.i ano negativo; quindi la funzione non possiede punti .di
. lllassuno e minimo assoluto. efinita e continua in un insieme chiuso e limitato massimo o minimo nell'interno del dominio. Per studiare il comportamento
70 Capitolo 2
Funzioni di più v.arloblll 71

di f lungo la frontiera, possi~o parametrizzare la circonferenza: @ Sappiamo che f ha nell'origine un minimo, osserviamo che f(O, O) ·= O
mentre f(x, y)> Ose (x, y) =/:. (0, 0), per cui l'unico punto ove f si annulla
x= 2cost è minimo assoluto. Per quanto riguarda il massimo assoluto, è sllfl:ìciente
{ y=2sint -Jt~t~Jt, osservare che,·lungo l'asse x per x -+ +oo si ha

lungo la frontiera allora ab biamo lim f(x, O)= lim 2lxl = +oo;
· x-++oo x-++oo

g(t) = f(2cos t, 2sin t) = 4 cos t sin t= 2 sin2t e f non può ammettere massimo assoluto.
® Abbiamo già visto che il grafico di f è una superficie ottenuta ruotando attor-
e in [-Jt, ìT] la funzione g ha due massimi assoluti in t = l!:. e t = -2-Jt' no all'asse z una linea che ha minimo assoluto in Q = O e massimo assoluto
e due minimi as ol ti' • .
. s u mt = -4rr
et
.
=3 4
4Jt; riportandoci alle coordinate
4 in Q = l, la funzione avrà pertanto minimo assoluto in (0, O) e massimo
)i assoluto in tutti i punti della circonferenza x 2 + y = l.
2
xy funzione f sulla frontiera ha due punti eli massimo in (.)2, --ti) e
.: ~ ® Sappiamo che la funzione non ha estremi liberi interni al do:o:rini.o, per mo-
(- h 2 •. -·/~)._due P:Wti di minimo in (--ti, -..fi) e (-.../i, .../i), che sono .
: ~ strare che non esistono massimi o minimi assoluti è sufficiente osservare che
anc e I punti dl masslillo e minìm.o assoluto.
f(l, l, z) = 2- z, ·questaflplzione al tendere dì z a ±oo tende a =fOO.

Esercizio 2.23- Estremi assoluti- 2 ·,


Domini illimitati Esercizio 2.24....:.. Calcolo di estremi assoluti- t.\ppllcazionl
Stqbilire Consideriamo i parallelepipedi retti criJenti tre facce appoggiate sui piani coordinati e il
mo m· .Se
. le seguentifun
l · i (gza
zzon " stu d'rate negli. esercizi precedenti) ammettono massi-
0 mzmo asso uto nel loro insieme. di definizione:
,i
vertice opposto sulla superficie ellittica 4x 2 + 3y2 + z2 = 24, determinare il parallelepl-
pedo avente volume massimo.
Q)f(x, Y) =x3 - y 3 + !Cx -y) 2 -x+y; ..- .
® f(x, y) = .)4x2 + 5y2- xy;
@ f(x, =
y) (x2 + y2)e-<x2+y2); z
® f(x, y, z) = 2? + yz+ logx +Iogy 7" 2z.

Soluzione
Tutte le fu · · dì ·
t . nZlom questo esercizio sono definite in domini non limitati per de-
ermmare 1a presenza dì mas · · · · · . ' y
genere occorre stabilirn il sm o .IIl1lllD11 asso1uti per una funzione di questo
· .. e comportamento quando x o y tendono a oo:
• non
se si riesce
trà a.deterrmnare
· ~n1J.
direZlone
· lungo la quale f tende a +oo, allora f
.P? ammettere masslillo assoluto
• non
se Sl nesce
trà a deterrmnru;e
· _una dìrezwne
· 'lungo la quale f tende a -oo, allora· f
po ammettere illlllllllo assoluto; Soluzione
Sappiamo che il volume dì un parallelepipedo avente lati x, y, z vale V = xyz;
. an' per esemp'IO, 1a funmme
se. invece ·· ·
tenderà a +oo comunque ci si allontani dall' 0 inoltre, poiché il vertice lontano dai piani coordinati deve appartenere alla superfi-
ngme ora l'esistenza di un · · - cie 4x2 + 3y 2 + z2 = 24, possiamo esprimere una delle variabili in funzione delle
al finito. . illlllllllo asso1uto dìpenderà dal comportamento. dì f

CD Se osserviamo il
.- 2x, poiché
. ·
comportam~nto dì f lung() Iarettay=x abbiamo f(x, x)=
altre, per esempio z = .)24- 4x2- 3y2 . Con tale scelta dì z, Avolume dìventa
funzione delle sole x e y: · .l
~. . .... .' . . V~ f(x, y) = xy.)24- 4x2- 3y2,
lim f(x, x)=
x-+-co
+oo
. , dobbiamo cercare il massimo dì questa funzione per (x, y) E D ove
lafun ·
. . Zlone non ha né massimo né minimo assoluto. D= {(x, y) E JR.Z: x 2: O, y 2: O, 4x2 + 3y2 ~ 24};

·~' ..
72 Capitolo 2
Funzioni di più variabili .73

osserviamo sub't h f( )è
di O all '.mtemo l 1'lo c e · x, di
Y uguale a zero sui bordi di D mentre è magg:t' ore C'D Sia f (x, y) = exy + x - y - e, qsserviamo che f è continua e derivabile in
. • mass1mo f sarà qumdi
f .è UJ..Uerell.ZJ.abil
"'"" · . un punto :interno' a D poiché :inoltre
(l, l),inoltref(l, l)= Oe,vistoche/y(x, y) =xexY-1, /y(l, l)= e-1 :r!:
, tutt0 l'. . '
annulla il di e lll_ m temo di D' tale massimo dev'essere un punto che O. Valgono allora le ipotesi del teorema di Dini, e l'equazione definisce una
gra ente d1 f, deve allora risolvere il sistema funzione y(x) nell'intorno di x= l. .
y(24- 8x2 - 3y2) ® Detta f(x, y) = 3xy 2 - x 3 y + 3xy - 48, osserviamo che f è continua e
---r.:=:=::::::;=;;==~ - o derivabile in (2, 3), inoltre f(2, 3) = O e, poiché /y(x, y) = 6xy - x 3 +
y'24 - 4x2 - 3y2 - 3x, /y(2, 3) = 34 i O. Valgono allora le ipotesi del teorema di D:ini, e
x(24- 4x 2 - 6y2) l'equazione definisce una funzione y(x) nell'intorno dix= 2.
[ ---r.:=:=::::::;=;;==~ - o
y'24 - 4x2 - 3y2 - ® Detta f(x, y) =y 2 +log(xy) + ~ sin(:rrx) -l, osserviamo chef è continua
e derivabile in (1, 1), inoltre f(l, l) = O e, poiché /y(x, y) = 2y + ~,
poiché cercbi~o ti' · • D .
allo · . ~un mterm a , possiamo· trascurare x
ra nso1vere il sistema
= Oe y = O' occorre /y(l, l) = 3 i O. Valgono allora le ipotesi del teorema di D:ini, el'equazione

'::I;
' l definisce una funzione y(x) nell'intorno dix= l.
@ Detta f(x, y) =x 3 y-xy 3+yex-y, osserviamo chef è continua e derivabile
l :!

:
1 '·
:. {
24- 8x2 - 3y2 =O
24 - 4x 2 - 6y
2 = O
x= .../2 y = --16·
l 3
2
l
in (0, l), inoltre f(O, l) = O, ma, poiché /y(x, y) = x 3 :- 3xy 2 +e" -
l, /y(O, l) = O. Le ipotesi del teorema di Dini non sono tutte verificate,
x> O,y >O e non possiamo garantire che questa equazione definisca una fullZione y(x)
nell'intorno di x = O.
e quindiz- 2 '2 . h' il
il mas · - 'V .4, P?Ic e punto trovato è l'unico punto :interno a D, è senz' altro
Simo che cercavamo; il volume massimo è allora Esercizio 2.26- Grafico qualifatlvo·nell'intoriÌo di un punto assegnato
di uno funzione definita Implicitamente da f(x, y) =O
Vmax = f ( .../2, jv'6) = ~v'6. Disegnare un grafico qualitativo nell'intorno .~e, l punto indicato delle funzioni definite
implicitamente nei punti <D , @ e ® dell' eserdzio precedente.
2·1.4 B.pnzionllmpllcite
Soluzione
Per disegnare un grafico qualitativo di una funzione f (x) nell'intorno di un punto
Esercizio 2.25- Teorema di Dlnl per f(x, y) =o x 0 , è in generale sufficiente conoscere i valori f (x 0 ), f' (xo) e !" (xo). Vogliamo
In base al teorema d'D' . b'l' . disegnare un grafico qualitativo delle y(x) definite implicitamente nell'esercizio
che definisc . ! . zm, sta 1 zre per qualr Ira le seguenti equavoni si può garantire precedente, ovviamente y(x0 ) = yo, per conoscere la derivata prima y' (xo) pos-
ano zmplrcztamente una funzione y(x) nell'intorno del punto indicato: siamo usare la tesi del teorema di Dini, ma poiché abbiamo bisogno anche della
<D fi<Y+x-y-e=O, P(ll) derivata seconda, seguiremo un'altra stfada.
2
® 3? -x~y +3xy -48 =O,
l ;
P(2,3); <'D Poiché (x 0 , yo) = (l, l), sappiamo· che y(l) = l, per detemiinare y'(l) e
® Y + log(xy) + ~ sin(n-x) -l== O, P(l, l); y" (l) riprendiamo l'equazione exy +x- y -e = O e riscriviamola mettendo
3
®x y-xy 3 +yé"-y=O, P(O,l). in evidenza che la variabile y è diventata y (x):

Soluzione
'exy(x) +X- y(x) -e =O,
Sovente, a una equ . d l ti f( . . . . . quella che abbiamo scritto qui sopra è un'espressione il cui primo membro è
preso un pu t azione e P0 x' Y~ .=
O comsponae nel p1ano una curva; funzione della sola variabile x (anche attraverso la funzione y(x)) che lungo
dl. que1punto °
n appartenente alla curva, CI mteressa deteffilinare se in un intorno
si ò . l ' y(x) si mantiene identicamente nulla; calcoliamo le derivate rispetto a x di
cond' · ~u espnmere a curva con un equazione del tipo y = y(x)· una entrambi i membri, che essendo identici avranno derivate identiche:
IZIOne suffìc1ente a che ciò sia possibile è data dal teorema di Diniq. '
exy(x) (y(x) + xy' (x)) +l- y' (x) =O
qTeorema di Dini· D .
possiamo adesso porre x = l in questa identità, sappiamo che y(l) = l,
f(xo, Yo) "" 0 e x. ata f(x, y), se f ~ contìnu~ e derivabile nel punto (xo, Yo) e inoltre l'unica quantità a rimanere incognita sarà y' (l):
. li . /y ( Q, Yo) 7'= O, allora neli mtorno di (xo, Yo) esiste una funzione y(x) definita
1
unp CJtaruente
. dall' equaztone
• f(xo, Yo) ==O; inoltre y'(xo) = _ ~ x xo, o • e1"1[1 +l· y'(l)] + 1- y'(l) =O, :=:} y'(l) = +e;
y xo.Yo 1-e
·. -~-~-:
74 Capitolo 2
Funzioni di più vatiablll 75

ppertanto y' (l) < oe Ia funz'wne y(x) è decrescente nell'intorno di x


= l quindi in~ = l la funzione può avere un fiesso, per una conferma ci occorre
l'~~e~~~l~~x~a( d(en)·vata seconda Y11 (1)deriviamo nuovamente rispetto a; la derivata terza:
e y x +xy'(x)) + 1- y'(x) = 0:
xy(x) [ ( ) 2
e
t 2 ( )
yx +xy(x)] +exyx[2y'(x)+xy"(x)]-y't(x)=O, 4y 1 (x)y" (x)+2y 1 (x)y 11 (x)+ 2y(x)y"' (x)+3+
. x
sostituendo x= l, y(l) =l e y'(l) = 1-e
l+e troviamo
y 111 (x)y(x).-y" (x)y'(x) y" (x)y' (x)y(x)-[y' (x)] 3
+ 2 47C 2 cos(7Cx) =0,
e [l+~~ e]2 +e [21 +e+ y''(l)J ·_ y"(l) =O::} y"(l) ~ 2e(e2- 3) [y(x)]2 [y(x)] 3
e l- e · (e - 1)3 da c,ui, sostituendo x= l, y(l) =l, y'(l) =l, y"(l) =O ricaviamo
ey"(l) O ·
concavi't>à .' Llat funzwne y(x) passa per il punto (l, 1), è decrescente e ha la . 4
@ Ri . nvo a verso l'alto.· . .
x 3pe(ti)amo lo stesso procedimentçJ del punto precedente: da 3x[y(x)] 2 -
y"'(l) = -~(1
3
+7C 2 ).
y x + 3xy(x)- 48 =O derivando otteniamo
pertanto la funzione ha un fiesso discendente in x = l. l
. 3[y(x)]2 + 6xy' (x) - 3x2yCx) __:_ x3y' (x)+ 3y(x) + 3xy' (x) =O I grafici qualitativi delle tre funzioni sono i seguenti:
ponendo x = 2 e s?stituendo poi y(2) = 3 troviamo
r
y y y ®
G) ~
2
3
[Y(2)J +12y'(2)-12y(2)-8/(2)+3y(2)-t6y'(2) =O y~3 10y'(2) =O,
quindi y' (2) -

6
-
o, denv1amo
. .
nuovamente, raccogliendo troviamo:

Y.~x)y'(x) + l2y'(x) + 9x/'(x)- 6xy(x)- 6x 2y'(x)- x 3 y'1 (x) =O,


l \_ 3 ~ -~·· .. l
/
:1

~C~.r{'t'!o x.;,_~, ;:C2) ~ 3 e y'(2) =O troviamo y"(2) = ·.lli >O. La funzione l x 2 x l x


® An hpassa qumdi per il punto (2, 3)' e ivi ha un m:inimo 5
i s~(e qu)e~; v~tarip~tiamo il prò~edimento, da [y(x)JZ+logx+log[y(x)]+
." · 1Cx 1
. =O denvando ott~p.1amo:
Esercizio 2.27- Formula di Toylor per y(x)
· l · y 1 (x) . çtefinlto Implicitamente da f(x, y) =O
2Y (x )Y, (x)+-+-- +4cos(1Cx) =O
. x y(x) ' Dopo aver verificato che l'equazione
sostituendo x.= l, troviamo ·. . :
e"'Y - sin(xy) - y =O

Zy(l)y'(l)+l+yy'((ll)) +4cos(7C)=O· Y~=l


---T
3 y '(l) = 3, definisce implicitamente una funzione y(x) nell'i~torno del punto P(O, l), scriverne la
fomlula di MacLaurin arrestata al III ordine con il resto secondo Peano.
9.uindi y' Cl) = l, procediamo: · Soluzione
2[y'(x)]2 + 2y(x)y''(x)- J.. + y';(x)y(x)- [y'(x)]2 :_ . . -
Detta f(x, y) = exY-sin(xy)-y, osserviamo che fy(x, y) xert.:....x cos(xy)-1 =
e che f(O, l) =O mentre jy(O, l)= -l f. O; le ipotesi del teorema di Dini sono
x2 [y(x)F_ 41C srn(1Cx) =O, soddisfatte. Per scrivere la formula di MacLaurin arrestata al m ordine abbiamo
poniamo x = 1: bisogno, oltre a y(O) = l, di y'(O), y 11 (O) e yl" (0). Come nel precedente esercizio,
deriviamo l'identità exy(x)- sin(xy(x))- y(x) ==O rispetto a x:
' . .. y(l) =l
2[y'(1)J..2+2y(1)y"(l)-1+y"(l)y(l)- [y'Ù)J2 y'(l) =l 11 [exy(x)- cos(xy(x))][y(x) +xy'(x)]- y'(x) =O.
. [y(1)]2 o ==} y (1) =0,
. :-•-

16 Capitolo 2
Funzioni dl piO variabili 77

la derivata seconda è
Sbluzione
[e<Y(x) +sin(xy(x))][y(x) +xy'(x)] 2+ Abbiamo già controllato che le ipotesi del teorema di Dini siano verificate. L'e-
quazione del piano tangente è
+[e"Y(x)- cos(xy(x))][2y'(x) +xy"(x)]- y"(x) =O
z- z(O, l)= Zx(O,.l)(x- O) +zy(O, l)(y -l);
la derivata terza
sappiamo che z(O, l) = 2, per determinare Zx(O, l) e Zy(O, l) deriviamo rispet-
to a x e a y l'identità di partenza, ove z è diventata z(x, y): f(x, y, z(x, y)) =
[e'Y(x) + cos(xy(x))][y(x) + xy'(x)] 3+ +
Ch [xz(x, y)] cos(xy) - yz(x, y) = 0:
+[exy(x) _; cos(xy(x))][3y"(x) +xy"'(x)]+

{
~
ax = Sh(xz(x, y))[z(x, y) +xzx(x, y)]- y sin(xy)- yzx(x , y) =O
+3[exy(x) + sin(xy(x))][y(x) +xy'(x)][2y'(x) +xy"(x)]- y"'(x) =O
sostituendo nella prima x = O, y (O) = 1 troviamo y' (O) = O, sostituendo questo ~= Sh(xz(x, y))[xzy(x, y)] -xsin(xy) -z(x, y)- yzy(x, y) =O
valore nella seconda troviamo y" (O) =
l, sostituendo x = O, y (O) = l, y' (O) = ay . .
O, i' (O)
cercata è
=
l nell'ultima troviamo y 111 (O) = 2, pertanto la formula di MacLaurin sostituendo x= O, y =l, z(O, l)= 2 troviamo
l l -zx(O, l)= O -2 - .zy(O, l) =O,
y(x) = l+ x 2 + x 3 + o(x 3 ).
2 3
perciò Zx(O, l) = O, Zy(O, l) =
-2 e l'equazione del piano tangente è z- 2 =
Esercizio 2.28- Teorema di Dlni per f(x, y, z) =o -2(y- l), ossia 2y + z = 4. . .
Per decidere se il piano tangente .attraversa o meno la funzwne, occorrono le
Stabilire, in base al teorema di Dini, se l'equazione derivate seconde (scriveremo z anziché z(x, y) . .. per brevità):

Ch (xz) + cos(xy) - yz =O Ch (xz)[z.+ xzxf + Sh (xz)[2Zx + XZxx]- Y2 cos(xy)- YZxx =O


definisce implicitamente una funzione z(x, y) nell'intorno del punto P (0, l, 2). Ch (xz)[z +xzx][xzy] + Sh (xz)[Zy + XZxy]+
Soluzione
- sin(xy)- xy cos(.iy)- Zx- yz;y =O
In maniera del tutto analoga al caso bidimensohale, il teorema di Dini stabilisce
u~~ condizione sufficiente per l'univoca risolubilità di un'equazione in tre varia-
bili !Cx, y, z) = 0: per poterla risolvere rispetto az, ossia per poter esprime- Sh (xz)[xzyy] + Ch (xz)[xzy] 2 - x 2 cos(xy)- 2zy- YZyy =O
re uruvocamente la funzione z(x, y), basta che, in corrispondenza di una radice
=
(xo, Yo, zo), sia fz(xo, Yo. zo) :f. O. Nel nostro caso, detta f(x, y, z) Ch (xz) + sostituendo x =O, y = l, z= z(O, l) = 2, Zx = Zx(O, l) = O e Zy = Zy(O, l) =
cos(xy)-yz, osserviamo che f(O, l, 2) =0 e che, poiché fz(x, y, z)=xSh (xz)- -2, troviamo · · · ·
y, fz(O, l, 2) =-l :f. O, le ipotesi del teorema di Dini sono verificate, per-
4Ch (O) - l - Zxx = ~
tant~ nell'intorno del punto P(O, l, 2) l'equazione definisce implicitamente una Zxx(O, l) = 3
funztone z(x, y). -Zxy =O :::>- Zxy(O, l) = 0
{ {
4-Zyy = 0 Zyy(O, l)= 4

Esercizio 2.29 - Plano tangente a una superficie pertanto l'hessiano in (O, l) è


definita lmpHclfamente da f(x, y, z) =O
Scrivere l'equazione del piano tangente al grafico della funzione z(x, y) dell'esercizio
precedente, precisando se il piano tangente attraversa o meno nel punto P (0, l, 2) il
H(O, l)= [ Zxx(O, l)
Zxy(O, l)
Zxy(O, l)
Zyy(O, l)
l_l3
j- 0 4
0 ]
'
grafico della funzione.
quindi la superficie si tro;~ tutt~ dalla stes~a parte (nella fattispecie: al di sopra,
poiché Zxx e Zyy sono pOSltiVe).nspetto al planO tangente.
78 Capitolo 2
Funzioni d! più variabili 79

2.2 Esercizi proposti


~'lfi)
Qpo
Calcolare, se esistono,le seguenti derivate direzionali:
($ Determinare gli insiemi di definizione delle seguenti funzioni: Q)derivata di f(x, y) =i x --1-'xy- y 3 -x 2 y in P(2, -1) nella direzione individuata dal

<D f(x, y)
x
= log -; arccosx
vettore v 4i- 3j;=
y
@ f( x,y) =---· @ derivata di f(x, y) = esinxcosy in' P C'l. 'l) nella direzione della bisettrice del primo
arcsiny'
® f(x,y) =Jx-x3 -xy2; quadrante; :
® f(x, y) = log[(x +ix l)+ (y + jyi)]. @ derivata di f(x, y) = log ~in P (2, 1), nella direzione individuata dal vettore v =
2i'""" 5j.
[<D {x > O, y > O} U {x <O, y <O}]
[®{-l::; x::; l, -l::; y :S l, y :j: O}] 31
[ <D-;®0;®
6 J
·r n
MC;
5 .y29 .
® { l
;2?:+ :'0 l J u { ~2:::+l ?; l
~§'1 Data f (x, y) = x sinxy + y cos;;, calcolare il valore massimo che può assumere la
[@ll~? \{i::; O, y::; O}] sùa derivata direzionale nel punto P ( "'6', O).

(~~
. [.J3 + 1!'2l
J
Determinare le curve di livello delle seguenti funzioni:
2 36 1
<D f(x, y) =x+ Y; {~'} Scrivere il polinomio di Taylor arrestato al ri: ordine delle seguenti funzioni, nel
x-y
pooto indicato:

{~; =~: .~e:e:rrettey x~


Q) f(x, y) = sin(2x)(y + e-xy) .~ Zlog(x + y), in (0, l);

.
[ Q)
.
= k- \ , con
k+l
O o x< o]
.
xy
® f(x,y)=~+2'
x y
in(-1,1);

· [ ® le circoclerenze (x- 1) 2 + y 2. =!f., (K ?; 0) J @ f(x, y) = log(2x + cos(xy)),


2
in (1, 11');

~;L~ Calcolare i seguenti limiti


® f(x, y) = e-xy 2
+ cos(2x y), in (0, 1!');

® f(x, y, z) =2x(y + l l + eY~'J.- cos(xyz), in (1, o, -;-2).


Q) lim sin(x 2y). ® lim y sin(xy)
::, (x,y)-+(0,0) x2 + y2 ' (x,y)-+(0,0) x4 + y2 ' . [<D T2 =2x -2(y -l) -x2 +4x(y -l)+ (y -ll]
'
[<D O;®$] . [@ T2 =-~+~(x+ 1)2 +~(x+ l)(y---: l)+ ~(y -1) 2]
("&;· Calcolare il gradiente delle seguenti funzioni nei punti a fianco specificati: 2 4
[ ® Tz = 2(x -l)+ 1!' ; (x -1) 2 .+JT(x -l)(y-1!') +~(y -1l') J 2

CD f(x,y) = (x 2 +y)(x+3y+ex2Y), in (0, l);


~x
4
® f(x y) = x+y [ ® T2 = 2-JT 2x +
2
l yé" +l' in ·co, l); -21l'x(y -JT)J
® f(x, y) = exsiny,
in(l,l);
® f(x, y) =(x+ y)2x-3Y, in (2, 1)..
[® r 2 =2+2(x -l) +8y + 12y2 +4(x -l)y -4y(z+2)]
(*gt Determinare massimi e mhumi liberi delle seguenti funzioni:
. . :·.. ;. . .. .'["'
' .- .
' 7j'' @ -i+
w l+
. ' 4
l l
-J'
4
J f(x, y) = x2y2 +x2 +y2 +4y;
f(x, y) = x 2 y- 2xy2 ·- y; @

~(l+ 6log~;i+ (1- 9log 3)j J


Q)
1
[ ® éin [(sin l)i + Ccos l)j]; ® f(x, y)· = x 3 - y 3 + 3.xy2 -l5x; ® f(x, y) = x(x 2 + 6y + 3y2);
l~_i· ::l
80 Capitolo 2

l':1: ~1~ l

f
lf;ili. ® f(x, y) =xy2 -2y2 -x2;
=
®!(x, y) 2x 3 - 3y 2 + 6xy;
® f(x, y) = 2x2 + 4xy + y4; 3
r•: .l;
® f(x, y) == 2x 2 -x4- 2x2y2.
i .
,1 , .

[<D$;® min in (0,-2);® min in (./5, O), max in (-./5, ~) J lntegrazi~ne multipla.
f .i
;
~
[® min in (1,-1), max in (-1, -l);® max in (0, O)]
[® min in (-1,1) e (1, -l);® max in (-1, -l)]

li .,_,_ [® max in (±l, O) e (0, a) /a/ < l, min in (O, a) /al > l]
t~J Determinare (se esistono) massimi e minimi assoluti di j(x y) ne li· · · · di · 3. l Esercizi svolti e richiami di teoria
a :fianco: · • g msteDll m cati
<Dx2+y2+2y,
2y -3x = 11; 3. 1. l Domini in JR2
® (x+y) 2 + (y- 2) 2 - 4xy, o:s; x :s; l, o:s; y :s; 2.
[ID min in (-3, l);® min in (1, ~). max in (1, O)J Esercizio 3. l - Domini In coordinate cartesiane
Domini x-semplici e y-semplìè.l
(~: ~crivere
. ~
il polinomio Tayl?r ~estato
al ID ordine delle funzioni y(x) definite Esprimere mediante opportune disequazioni contenenti le coordinate cartesiane x e y i
unplic1tamente dalle seguenti equazwm nell'intorno dei punti indicati seguenti domini:

CDx 2e-xy +2x(y -l)= -1, (l


, O);
CD D1: triangolo avente vertici nell'origine e nei punti (1, 0) e (1, 2);
@ D2: triangolo avente vertici nell'origine e·nei punti (1, O) e (2, l);
2
® cos(x y) -log(l + xy) + y == 2, (O, l); ® D3: porzione limitata del piano xy compresa tra y =-/X e y =x;
·~
,. @ xy- yeX-2 + -/x2 + y2, @ D4: porzione limitata del piano xy al di sotto di y = .JX e al di sopra dell'asse x e
(2, 0). della retta y = x - 2;

l! [ (j) T, ~-(x- 1) 3 3
- (x- 1) ; ®T,~ 1 +x+~ - :J
® Ds: porzione dì cerchio x 2 + y 2 ~ l contenuta nel primo quadrante, al di sopra della
parabola y = x 2 ;
® D5: poligono O ABC avente vertici nei punti O (0, 0), A(l, 1), B(2, O) e C(l, 2).

]! [ ® T3 = -(x-2)- ~(x -2) 2 - icx -2)3]

Soluzione
In generale le disequazioni necessarie a definire un dominio si ottengono dalle
equazioni delle linee che definiscono le frontiere scritte, a seconda dei casi, come
y = y(x) o come x= x(y). .. ·

CD ll dominio D 1 è costituito dai punti (x, y) all'intèmo del triangolo mostrato in

l :figura; possiamo esprimerli agevolmente sia assegnando le y in funzione delle


x, sia assegnando le x in funzione delle y; nel primo caso, x può assUip.ere
qualsiasi valore tra O e l e, fissata la x, i punti di D 1 .si trovano al di sotto della
retta y = 2.x, e pertanto la loro ordinata y può assumere solo valori maggiori

l di O e minori di 2x, scriveremo

D1 = {(x, y) E JR2 ; O ::::; x ~ l , O ::::; y ~ 2x);


Integrazione multipla 83

nel secondo caso, y può assumere qualsiasi valore tra Oe 2 mentre, .fissata la
Y, la x deve assumere valori minori di 1 e maggiori di f; avremo allora• · . . · e' differente, · · nonè
iledoillllllo . ')
.
In un caso li com~-~uetti~tl
o invece la Sltuazwne . tra O l per capl!cl
'. sono dei valori della y .Cquelliall grafitamente: una
più x-semp ce' lilla
d . vuali la x non vana · m· un mterv allio,distinti:
·
D1 ::::: {O :S y :S 2, i :S x :S l} . in corrispondenza el q l ttraversa D6 in due mterv
retta Y = a conO<a<
· ya
.

® Anche in questo caso, pcis.siamo esprimere D sia assegnando y in funzione


2
di x, sia assegnando
2
x in funzione di y; notiamo però che se optiamo per
esprimere D assegnando y in funzione di x sarà necessario "spezzare" la
formula, infatti per alcuni valori di x la corrispondente y varia tra O e :f,
mentre per altri valori la y varia. tra x - l e f, quindi:

~ {o " x." l, o" y" il u {l "x :s 2, x - 1 :s :s i l ;


1 - - - - - -xx . " ezzata'.' in due
.
mvece, . anche se la sua
. D 6 è y-semplice, . espressiOne va sp
D, y

più comoda risulta invece l'espressione di D2 assegnando x in funzione di Y: p artib· < 2x} U {l ::5 x ::5 2, 2 - x <
D6. ={O ::5 x ::5 l, x ::5 y- - y <
- 4- 2x}.

D2:::::

® Anche in questo caso, entrambe


fO :S y :S l, 2y :S x :S y +l}.
1~ scelte possono andare bene: Es\'lrcfzfo 3,2- Domini in coor
dinate polari
. . ontenert~·le
.. . e
coordinate polari Q e ff l s •
1
Es:primere mediante oppo rome disequazwm c 2 - 2·
· D3::::: (O S x S 1, x S y S ·Vx} oppure D 3 :::::{O :S y S l, Y2 ::5 x :S y};
guenti dm~nn.t:
. .
.. uadrante interna alla circonffenz~
Dr: porz~one d~ l I;nmoc;m resa tra le circonferenze x-~x·
x2+y - ,
=l e x2 + y2 = 4, al di
n?tiamo che nel secondo cas~
le equazioni che compaiono nell'espressione
G)
@ Dz: pomone dt plano . 'P l di sotto della retta y - ,2 + 2 -x O; =
d1 D3 sono lievemente più semplici (non compare la radice quadrata). sopra dell'asse dell~asctssede a te interna alla circonferenza x2 +} = l e al di sotto
® Simno iu <m"" muùogo ru il>..!',.pre"ionu di D, è '<='llioun dubbio più ® D3: porzione del pr~mo q~:a;:te esterna alla circonferenza x
selllflice se scritta in funzione di y; osserviamo che i1 punto d'intersezione '4' D . porzione del pnmo q . 2 + y2 = 1 e esterna
b:ala:rettay ::::x -2 elacurvay:::;: .VXèilpunto P(4, 2), qui:iJ.di "31 4· retta x + y
della = .'
3• ·
dranie interna • oriferenza x
a11a ctrc .
® Ds: porzione del P1_mo q!f_ 2y =O;
alla circonferenza:: + ~
.
ad entramhe le ctrconfe
renze x2 + y2 - 2x Oe =
D4 :::::{O :S y :S 2, y 2 :S x :S y + 2}. ® D6: pomo . ne dì pwno tnterna .
x2 + y2 _ 2y O.=
® In ·questo caso,2 conviene esprimereD5 in funzione di x: osserviamo che la
Parabola Y :::: x e la circonferenza x 2 +y 2 ::::: 1 si incontrano (nel I quadrante)
nel punto di ascissa f7Jii..
pertanto
Soluzione . . . ·"- il quarto di cere o .
(j)
.
Dobbiamo descn':ere, tem dt Q e
. adrantt{:
m v' hl di rag/P.o .J2
che si trova nel pnmo qu
. {Oo;xo;y~,x':sy,;~
b,~ r;c-; ]•.
c~ntemplavano domini che erano contemporanea-
-
--:---:---;:-::=:;::~~·b,ililee conSiderare
,. . D6 come unione
D ndi, tre domini x-semplici, divi-
hrn ob_
,.,.,; caso' è sempre
_ questo cas o D6 = Da U Db U
possl
in "' co
® Tutti gli esempi precedenti dendolo con la retta y -:- 1, }
men!e x-semplici e y-semplici, c;ioè domini per i quali si poteva scegliere se
espnmere la frontiera con y in funzione di x 0 x in funzione di y, e la scelta
era dettata Unicamente da ragioni di comodità. - {o<
Da- - Y :::; l, f :::; x :::; Y
Db = l ' 2 - y -< x ::5 2 - ~}
{o ::5 Y-<
--l---r-7'\::- ,y = 1
Dc=
{l < y < 2 x. ::5 x :s 2-
- - '2
n
x
84 Capitolo 3
Integrazione multipla 85

y y
e= cos19

variano tra O e cos t?-, pertanto 0

D3 = {O :S t?- ~ ~, O ~ Q :S cos t?-} ..


si ottiene immediatamente
® n disegno del dominio D4 è
D1 = {o ~ Q :::: .J2, 0 -< t?- -2
< !!..} .
y
3
@ D2 è il seguente:

y
Y =v'Bx
3 ·:C
si vede immediatamente che O ~ t?- :S ~ e che Q ::::; l , per determinare il
secondo estremo di variazione di Q·in funzione di t?- riscriviamo in coordinate
polari l'equazione della retta x + y = 3 e risolviamola rispetto a Q:
..~ 3
' Q cos t?- + Q sin t?- = 3, *Q-
- cos t?- + sin t?- ·'
indipendentemente da t?- ·
quindi ' Q vana tra l e 2; t?- è compreso tra O e arctan .J3 pertanto

D2 = {1 ~Q ~ 2, O -<t?- -< ~1
D4 = {o : : t?- :s ::,2 1· :::: 12 :::: cast?- 3+smt?-
. }.
. 3 .
® n disegno di Ds è
@ D3 è dato dal mezzo cerchio compreso nel primo quac:lrante:
y
y

2 a;
l a;
mettendo a sistema le equazioni delle due circonferenze, otteniamo le coor-
osserviamo
coo din che l'. ~uazwne
. della crrconferenza
. x2 + y2- x - O 'tta ·· dinate dei due punti ave esse si illtersecano:
r ate polan, diventa . - , scn m
l . .J3
x=-,y=±-;
(Qcost?-i+ (Q sin t?-)2- Q cast?-= O, * Q(Q- cast?-)= O,
2 2

poiché Q = O solo nell'o · · 1 · .. .


conferenza sono legate d~Irne, e. coordinate polan del punti della semicir-
vede allora che :fissat eq~azw~e Q ~ cos t?- (valida se O :5 t?- :S !1.) si °Come regola gen,erale, per esprimere i domini in coordinate polari conviene scrivere Q
' o un ango o t?-, l comspondenti valori di Q (ve~ :fiJrra) ·dipendente da ,J.
Capltolo3
Integrazione multipla 87

osserviamo che l
delle due circonf~:~~ ;~?q~:draper l'èorigine ~per il punto d'intersezione 3.1.2 Integrali doppi .
ante y ==: -v 3x:

y Esercizio 3.3- Integrali doppi e lntegrolllterati


Scrivere sotto fanna di integrale iterato l'integrale doppio

JJ/Fx +xl) d.x dy,


l 2 x ave D è il triangolo avente vertici nell'origine e nei punti (l, O) e (l, l), considerando D
tale retta, abbiamo . . . sia come dominio x-semplice sia come dominio y-semplice.
Ds abbiamo !!.. -< gJ.à ~sto, corrisponde a fJ :::: !!.. · • •
Se.nùretta "JJ :._- i} ::5 2; pet .ciascun valo e . 3 ' qum~ p:r quanto nguarda
l'ultima sulla-. costante" con il dominio~ di JJ, ~apnmamtersezione della Soluzione
tra 2 ctrconferenza - . . sulla ctrconferenza Q = 2 cos fJ Dato l'intègiale doppio :
cos fJ e l, quindi Q - l, croè l corrispondenti valori di Q varian~
I= J['t ex, y) dx dy,

.
Ds =:: {:!_3 :-< t} ::S -re ,2costf::::;, <_l}. da trasformare in integrale iterato, se il dominio T è x-semplice
® n dorn;n;
= O 5e
D , 2 " ...·
.. ·

y
la trasformazione in integrale iterato è

I=
· J.b (1x=hz{y) f(x, y) dx) ..
dy =
J.b dy
1x=hz{y)
· f(x, y) dx;
a x=ht{y) a x=ht(Y)
·~
i
mentre, se il dominio T è y-semplice

abbiamo iri' . . l 2 x
o·a ncavat0 l'
centrata in (l equazione in c ·
Conferenza è ~ OJ.: Q •=== 2 cos t}, in mcd~o::ate )_?lari d~lla circonferenza la trasformazione in integrale iterato è
di
corrispondenza 2.a.sm fJ' e ovviamente le du o%o equazwn~. dell'altra cir-
v === ~: e ctrconferenze Sl mtersecano in {3 (1y=gz(x) f(x, y) dy) dx = 1{3 ly=gz(x) .
I= dx f(x, y) dy.
1 y=gt
a (x) et )'=Kt (x)
. .
Esprinlendo D come dominio x-semplice e come dominio y-semplice otteniamo, .l
rispettivamente ·

D= {O~ y ~l, y::;: x~ 1}, D= {O~ x~ l, O~ y ~x}.

pertanto,. considerando D x-semplice

f.Jvr 11 {[2 111.oJx=l}x=yfnl (2 2 1 l )


e . l 2 x (...[X +xl) dx dy = dy 1x=l (...[X +xy2) dx
qumcti su ocm;. . .
nio · o...u. senuretta .....
. avv1ene nell' · . "· == costante" 1 · · .
Pn:m.a e Q =:: 2 0ngm~ (Q =
O) l'ultinl' .a pnm.a mtersezwne con il domi-

D6 ==:. {O
< tf
cos i} P01:
7r
' a m c.~TI1spondenzà di Q = 2 sin t}
.. ';' . . ..
= _-.r;s + l
3
-n+ -i
-x 2
2 -"=Y
dy =
0
--
33
-y
2
2
-
2
dy
0

.
- .s4• 0 ::SQ::S2sinff}u·{·it'
.
· Jr .
4 :::: t} : : 2' o:::: Q :::: 2 cos t}} . = 2 4 w l l
-y--;--.;y-+~y - - y
3 5] 1=-.
7
[3 15 6 10 o 15
;.~ ;.~

88 Capitolo 3
tnmomnonemomotò .. ,;r ~T·{01
invece, considerando D y-semplice
Notiamo che nel secondo caso non è possibile iniziare il calcolo, poiché non

Jl (-/X+ 1 2

i:~;\.jX + xyz) dy
1 esiste, in termini finiti, la primitiva di e-Y , nel primo caso, invece, integrando
2
xy ) dx dy = dx per sostituzione:

[xe-y2Jx=y
= 1 o
1 {[ 1 ]y=x}
../Xy + 3xy3 y=O dx = 1(~ + ~x4)
l
dx
{1 dy 1x=y e-y2 dx = {l
lo x=O lo x=O
dy = {1 ye-Y1 dy = . .. = e- l.
lo 2e

2
= [ -.J;;5
5
l
+ -xs
15
= -7 .
o 15.
]l ® Nel calcolo di questo integrale la sèelta dell'ordine non è così necessaria,
tuttavia può essere guidata dalla volontà di non eseguire conti inutili: se
decidiamo di esprimere D 2 x-semplice, otteniamo
Ovviamente, i due valori coincidono.
D2 ={O :S y :s l, ..JY :S x :S 2- y},
Esercizio 3.4 - Integrali in coordinate cartesiane mentre, considerando b 2 y-semplice, siamo costretti a "spezzarlo":.
Scelta dell'ordine di Integrazione
Calcolare i seguenti integrali doppi: D2 ={O :S x :S l, O :S y :S x2 } U {l :S x :s 2, O::; y::; 2 ...., x);
questo comporterebbe il calcolo di due integrali, al posto dell'unico inte-
grale da calcolare nel primo dei due modi; ritorniamo alla prima delle due
alternative e otteniamo .. ·
ove
y
l
<D y
v=x 2
@ y @ J'lr D2
xy dx dy = (l dy 1x=2-y xy dx = (l [~x2y].x=2-y dy =
lo x=..;J .. lo 2 x=..fY
·:t;Dl
.. l
l
l
l

D3
x2+y2=1 =~ 11 (c2- y)2y- Y2) cty=~ 11 (4y -sy2+ l) dy = ... = ;4.
l ® Anche in questo caso non vi sono "obblighi", ma solo considerazioni dettate
l dalla semplicità; innanzitutto è possibile esprimere D 3 in ambo i modi, con
l x 2 x espressioni del tutto equivalenti:
l x
D3 ={0 :S y :S l, O::;x ::;.)1- y 2 }, D3 ={0 :S x :S l, O::;y ::;)1-x 2 };
Soluzione
La scelta dell' d' d'1 · · · i due corrisp.ondenti integrali sono
libe E o; ~~ mt~grazwne può, come nell'esercizio precedente, essere
ti er:o n.trambi ~li mtegr~ portano allo stesso risultato, in uno dei due casi i con-
altri .~ poc? piÙ leggen, ma entrambe le scelte potevano essere valide. Vi sono
al c~1 ~ cm una s~elta oculata dell'ordine d'integrazione permette di eseguire
c coli ~ec:samente p1ù semplici, e addirittura casi in cui la scelta è obbligata nel
:.~~ c e m una delle due opzioni si giunge a integrali non calcolabili in te~ nell'integrale a sinistra, integrando x 2 , troviamo (a parte le costanti) x 3 , do-
vendo poi sostituire x = .jl- y 2 rimane da integrare in dy una funzione
con la radice; viceversa, se scegliamo l'integrale a destra, trasformiamo y 3 in
CD D1 può essere scritto sia x-semplice, sia y-semplice, rispettivamente y 4 , e la radice scompare:
D= {O :S Y :S l, O :S x :S y}, D= {O::; x::; 1, x::; y::; 1};
e i due integrali iterati sono, rispettivamente,

1 1
dy 1x=y 1Y"'1 e-Y
O
. e_Yz dx,
x=D · 1
. 0
1
dx
Y=X
2
dy.
90 Capitolo 3 [
Integrazione multipla 91

Esercizio 3.5 - Integrali in coordinate polari


e la funzione integranda è
Calcolare i seguenti integrali doppi
= ~ sin!?-;
<D jL12xy 1
dx dy; ® ;·rJn2 _Y_ d:r dy;
x2 +y2
y Q sin!?-
x2 + y2 = (Q cos !?-)2 + (Q sin!?- )2 Q

ave l'integrale doppio diventa allonid


y
111=• (~ sin!?-) Q d.Q
(j) y @ y ®
y == v'3x (]=e"
!1 D2 x2
_Y_ dx dy = { 1f dlJ
+ y2 Jo Q=•~
f
Q

-_ lo[lf[
. Q.Slll. 1J]11=ef
Q=e~ .
dlJ= [lf
lo (/fsinlJ-e,sin!?-)M

Jif = e~(3-.J3)-2
0

[-efcos!?--~(sinl?--cos!?-)
1f
x = 4 ·
2 . . o .

Soluzione @ Per ciascun valore eli 1J' per cui la semiretta us9.ente dall'origine interseca D3,
abbiamo che Q è compreso tra Oeeos 21?-' pertanto
Gli integrali in coordinate polari sono un caso partièolare e frequente eli ihtegrali
con cambiamento eli variabili, non occorre calcolare lo jacobiano, perché dalla
teoria sappiamo che D3 = { 0 ~ !?- ~ iJ, O ~ Q ~ cos 21?-} ;
..
dx dy --r Q dQ M;
d t rminare iJ osserviamo che iJ è l'unico valore del primo quadrante a
è bene ricordare questa semplice formula. Come già detto, nell'impostare gli in-
tegr~ iR: coordinate polari conviene (fatti salvi alcuni casi sporadici) esprimere la
pe~ · e e. ' . eli s J =e 0
CUl comsponde Q = 0 , qwn CO 2
*
J = !!.4 ; la funzione integranda
frontiera' del dominio d'integrazione con Q in funzione eli!?-; ci atterremo a questa . è semplicemente x = Q cos !?-' pertanto
regola. . .

<!l Si vede immediatamente che


·~, r X dx dy. = r* dl?-1Q=COS21J (Q CO$ !?-)Q dQ
}iJ3 lo Q=Ù ·

D1 = {~ ·~ !?- ~ ~' l ~ Q ~ 2} ;
= { -Q3Cos!?-]Q"'cos21f M~-11IJ; (cos21?-) 3 cosl?-dl?-
[l
IJ;

inoltre, la funzione integranda, scritta in coordinate polari, diventa }0 3 Q=Ù 3 o

12xy = 12(Q cos !?-)(Q sin!?-) = 12Q2 cos !?- sin!?-, . . ] - "114 (l - u2 )3 du
pertanto
l
=-
3
r
~
z.F
(1-sin 1?-)
2 3 sin,. = u
cos1Jdl?-=[cos1fd,}=:dll -3 o
_

!"Jrr Dt
12xy dx dy =
f
h)' M 1Q=2 (12Q
1f
.
Q=l
rr
2
.
cosl?-sin1J)Q dQ

= l't
[3Q\cos 1J sin 1?-)](!:1 M= 45 (1" (cos 1J sin!?-) M= ... = 45 .
2

Il- 1-r
·. ..
~
. 4

Le due linee Q = e, e Q= errf3 si intersecano se!?- ,;: !f, pertanto dRicordiamo che

J~sin
@
x dx = eX ( sinx- cosx ).
2 .
D2 ={o<!?-<::,
- -3 e,< n< ef} ·'
_.,_ "Dalla trigonometria: cos 2-& ·= :~ :- 2 sin2 t}.
l .· 92 Capitolo 3
Integrazione multiplo 93

Esercizio 3.6- Additività degli Integrali- Quando "spezzare" l domini


Calcolare i .seguenti integrali doppi: ~ e=2sin19

<D ffnl (~ +2y) ax cty; ® JJD-;. xdxdy. . l

ove
..................···
l 2 x
y
!: 2
avremo
l

l 2 x
=11 o
dy r=2-y xdx+ ·c!f dl?- r:=2sin" (Qcosl?-)(JdQM
Jx=y JIJ; }Q-0
Soluzione

/:
A volte, non è possibile calcolare un integrale doppio in un'unica volta, ed è
necessario "spezzare" il calcolo in due o più integrali. =! l [l
-x2
lx=2-y dy+ h. ~ [l ecqsJ?-lQ=2sin" ctJ?- 3

{ lo 2 x=y f.... .3 q=O

G) Dt è ~!a x-semplice sia y-semplÌce, non appaiono motivi che ci obblighino a


= _
111 .
(4- 4y) dy +-
Ili . 8 sm 19- cos 'iJ M= ... = 2·
3 3
scegliére una o l'altra strada, esprimiamo allora le frontiere con y in funzione
dix: 2 o 3 ·*
Dt = {O :::::x :::::·r, O ::::: y ::::: 2x} u {l ::::: x ::::: 2, .x - l ::::: y ::::: 3 -x};
Esercizio 3.7- Uso di simmetrie
pertanto Calcolare i seguenti ·integrali doppi:

<D JL 1
xy dx dy;

x-y
@
!1
DJx+ y
--dxdy; .@
!1D3 X
x+y
-2--2 dx dy.
+y
ove

® Data la geometria del dominio e l'espressione analitica della funzione, pos-


siamo spezzare D 2 come in figura
calcoleremo l'integrale esteso alla parte inferiore in coordinate cartesiane,
quello esteso alla parte superiore in coordinate polari, poiché D 2 = D inf U.
D2supe 2

3 x
.·~ ~-
.• . • •l
.·,:.)
Integrazione multipla 95
.94 Capitolo 3 . '~.

@ La funzione f è:
' Soluzione
Data una funzione di due vaJ;iabili f (x, y) diremo che - dispari rispetto a y:

• f è dispari rispetto a x se
f(x , -y) = x2 (-y) +x4 (-y) 3 = -(x2 y + x 4l) =- f(x, y),
- pari rispetto a x:
f(-x,· y) = -J(x, y), Vy, J(-x, -y) =·(-x) 1 y + (-x) 4 l =x y +x
2 4
l = f(x, y);
• f è pari rispetto a x se poiché D 2 presenta simmetri.e sia rispetto a x sia rispetto a y, utilizziamo en-
trambe queste proprietà. Inllanzitutto, f è dispari rispetto a y, quindi integrali
f(-x, y) .= f(x, y), Vy. su domini simmetrici rispetto all~ asse delle ascisse si elidono, possiamo allo-
ra trascurare l'integrale sulla porZione di D 2 compresa tra y -l e y = -l: =
Sapp~an;.o. che ~una vari~bile ~~la un ~tegrale su un intervallo simmetrico rispet-
to all ongme di una funz10ne snnmettica può essere semplificato: se a> O y
y y
n;.
· {O f dispari Dz
la f(x) dx ~ . a D?.*
-a 2!a f(x) dx f pari -4
-)
..j2x
-./2
la ~tes.sa situazione. s~ ri~ete in. più variabili se integriamo rispetto a una certa l
var:abil~ s~ un doiDllllo snnmetdco rispetto a quella variabile una funzione pari
o dispan nspetto a quella variabile.
~ . inoltre f è pari rispetto a x: anziché integrar! a su Dì possiamo integrarla
G) n_do~ o d'intep-azione presenta una' porzione simmetrica rispetto all'asse sulla metà destra Dì*, e moltiplicare il risultato per 2:

J'~r J(x, j'~[ f(x, j'hr


[ f(x,
y, OSSla tra X pOSltiVe e X negative:
y) dx dy = y) dx dy = 2 y) dx dy.

Analogamente quanto abbiamo fatto nel punto® dell'Esercizio 4, data la pre-


senza di una radice quadrata comunque si esprima l'equazione della circonfe-
D*l renza, frontiera di D:i*, conviene tenere conto della presenza, nella funzione
integranda, di potenze dispari in y; per questo scegliamo
l 2 x Di~ = {o~ x: :; l, 1 ::.s y ::.s .J2- x2} ,
pertanto
P?ich~ fCx, y) = x y e f(-x, y) = -xy = ·_ f(x, y), la funzione f è
di~pan_ nsp;.tto a x, e perta!lto g~ integrali di f
sui due domini tratteggiati si
elidono, e l mtegrale su D1 equlYale all'integrale su D* ={l < x <2 O <
j fvz (x 2
Y+ x
4
l) dx dy = 2 j fvr (x y + x l) dx dy
2 4

y :::; 2}: . .
1y=~ (x2 y + x4l) dy
.l
l - - ' -
l
= 2 dx

j Ll xy dx dy =ILi xy dx d~;~_. la2 ~y 1::2 xy dx


~ . ·. ~ .
··.
.q =2
!a y=l

r 1 ·[~x2 l + ~x4 i]y=~ dx


lo
= Jo [l2x· lx
2 4
· {1 =2
2
y dy
1la2
= 2: 3y dy = 3. = - 111 (2x2.(1 - x 2 )
y=l

+ x 4 (3 - 4x 2 + x
4
)) dx = .. . = -M.
O x=l O 2 o 315
96 Capitolo 3
Integrazione multipla 97

® In questo caso, la funzione integranda non 1': né pari né dispari (e, d'altronde, pertanto
il dominio n3 non è simmetrico rispetto ad alcuno degli assi). Thttavia, si
vede subito che n3 1': simmetrico rispetto alla bisettrice del primo quadrante;
affinché anche f possieda la stessa simmetria, occorre verificare il legame tra f.jr~ x2x ++ yy2 dx dy =2 f.}rn; x~ ++ yy 2 dx dy
f(a, b) e f(b, a) (infatti (a, b) e (b, a) sono due punti simmetrici rispetto . 3 .
alla bisettrice); osserviamo che
f 1Q = cos1J+sln1J ( .o.+ , .o.) dQ
a-b· b-a
1
= 2 O d'l'}

1f
Q=2sin1'J
COS

-
u

3
Sm u

f(a, b)=--= ---b =- f(b, a), {' [Q(cos15-+sm1'J)


. ]QQ =Zsin1'J
- cos1J+sln1J d'l'}
a+b a+ . =2 Jo

e pertanto la funzione f esibisce, rispetto alla bisettrice y =


x, un compor-
tamento "dispari". Senza alcun conto ulteriore, allora, possiamo concludere
=2 [i; (3-(cos15-+sint9-)2sin1'J)d?J
che l'integrale doppio dell'esercizio vale O.
@ ll dominio n3 è lo stesso del precedente integrale, questa volta [poiché J sin2 15- dt9- = Z1'J -:inZ1'JJ

215-..:_sin21J]l.f
a+b b+a · = 2 [ 31'J + cos 2 1'J - = 1r:.
!(a, b)== a2 + b2 = b2 +a2 .= f(b, a),
2.. o

Esercizio 3.8 - Applicazioni geometric.he: volumi e aree


e quindi f è "pari" rispetto alla bisettrice; l'integrale su n3 è allora il doppio
dell'integrale su n;:
<!l Calcolare il volume del cilindro~de a. genà~trici parallele al)l':::se2 z_:oT~e{,o:~: ;;
·~
piano xy e la pane di paraboloz~e dl ~qu~zlom; z = f (x, Y - x Y
r,
roietta vemcalmente nel domimo D1 mdzcato m figura. .

y ® f::alcolare il volume del cilind~oid~
a gen.eratrici pfar(al/el)e
iano xy e la parte di superficze dz equazwne z = x , Y - Y '
~~·~s~ex~ c~~:;:;~oi:tt~
1

~emcalmente nel dominio D2 indicato infi,gura.


@ Calcolare l'area del dominio D3 indicato mfigura.

y y
yf.-----, ® ®
l

inoltre, scegliamo di esprimere n;


in coordinate polari: con conti analoghi a Ds
quelli svolti nei punti® e@ dell'Esercizio 2, troviamo 1 x l x l x

n 3* = {o <- 1'J -< ~,4 2 cos 1'J <- "' <- .cos 1'J +sin
n
3
1'J
},
Soluzione
Dato .
un dominio T del piano e una funzione f (x. Y) -> o definita su dT ' .l'iute-
ale doppio esteso a T di f rappresenta, m alop.a
(. m:
· con quanto acca. e m una
efinita
inoltre, la funzione f scritta in coordinate polari è gr · bile sola) il volume del solido compreso tra il plano xy e la superfi.c1e d d .
~~funzione f che si proietta in T; sempre in analogia con acca m qua~.to af
.abile se 'la funzione cambia segno in T' il volume del solido va c c~- . '
-
x+ y Q cos 1J + Q sin 1J l ( .o. . .o.) unta ;ante and'0 su T il valore assoluto di f: lf 1. Inoltre, ponendo f =. l su '. ,. ~ .~:
x += (Q cos 1'J )2 + (Q si:q 1'J) 2 =- cosu +smu;
2 2 laom gr al 1 t l'areadiT .. , •. .
y Q l'integrale doppio della funzione costante ugu e a rappresen a · .· ,::);;)}.~i.}}~· -
' "';: :~.J!:~~t:J.f.;. ..•.r"•
98 Capitolo 3 Integrazione multipla 99

La funzione f è negativa in tutti 1·


<D l'integrale d · di f D .Punti_· d'l Dr: il· volum~ cercato è allora
Considerata la relazione y2 = x, conviene esprimere la frontiera di Di con
opplo su r, cambtato d1 segno, poiché x in funzione di y: ....•.
. - ·
={O::; y :5 l, y2 ::; x ::; 1},
D1 == {O:::~ :5 ~·O::; Q :::; cos ;} , D 2

e quindi ilvolume cercato è


e f è
scritta in coordinate polari x2 + y2 _ 1 == Q2 _ l, avremof:
v= j'}Dzr (y 4 - x 2 ) dx dy - 2 j'jDr-(i - x 2
) dx dy
V=- !l~ (x2+l-1) dx dy :=:: -la!f d~ 1::cos1J (Q2 -l)Q dQ ·
11 1x=1
2

1x=1 (l- x2) dx


[l412 2121Jq=cosl} lr (
!f 4
= dy (y4- x2) dx- 2 (l
lo
dy
x=y2
=- 1 0
2"

.e=o
4
-
4 lo
2
. d'ff = -- 2
cos 'ff - 2 cos ~)· d'ff O x=O

1 Jx=l. 11 [ 1 3lx=l dy
1 xl-
. 1 [
-x3 xl- -x
=-~[12'ff+8sin2'ff+sin4~ _ 2'ff+sin 2~]1f
2 _5
=
O 3 x~
dy .- 2 ·
O 3 =~

@
4

La funzione integranda ' f( ) 4 2


32
.
4 o - 64]!'.
=
1
o
1
( 4
y - -l) dy- 2
3
1 o
1
( 4 6 + -y
l
y - y -- l 6)
. 3 3
dy =-
34.
105
2 e . x, Y ~ Y -x = (Y - x)(y +x), e per-
2 2
tanto è · ·u
suddivict:· v~ se Y. t
~ e_ ne~ati~a altrove, quindi cambia segno in Dz;
rispettivanie~te: 2 nei ue mstenn D7. e D2 ove essa è positiva e negativa,
@ Abbiamo ricordato che l'area di una regione:piana T può essere vista come
l'integrale doppio della funzione f = l esteso a T; possiamo esprimere D3
come
y
D3 = {O :5 ·~ :5 O :5 Q :5 Ì, e_,} ,
..1;~
pertanto l'area cercata è
' l :D+
2

D-2
l x

il Volume cercato è allora

V= J!Dz Ilit+ IL/- !Li t- !Li: t;


lfl= f)=
Esercizio 3.9- Applicazioni flslchei masse e baricentri

<!.l Calcolare le coordinate· del baricentro della lamina omogenea (la densità è costante
un'alternativa
pio est · a quest · ·
D a scomposiZIOne ·
consiste nel calcolare l'integrale dop- e vale li) indicata in figura ..
esa a tutto 21 e sottrarre al risultato il doppio dell'integrale su n:;: ·1. ® Calcolare la massa e le coordinate del baricentro della lamina indicata in figura,
sapendo che la densità superficiale vale 8 (x, y) = x + l.
® Calcolare il momento d'inerzia rispetto all'origine delle lamine dei punti precedenti.
v= fLi- fLi: = fLi+ fLi- fLi:-!Li: = Ll - !Li· 2 '
. ~·
y G) y
l
®

. . .:.-.
2 x
! .
' •; l·.

cos2 -~v d-~ cos41'} diJ = 1·. 2-~ + 8 sm. 2-~v + sm. 4it
J v
-- 21J +4sin 211 . e . v
32 y2 =X
l x

.f
100 Capitolo 3

Soluzione e, per il baricentro,


Data una regione piana T, e data una funzione 8(x, y) non negativa su T, interpre-
tando 8 come densità superficiale di massa, relativa alla lamina rappresentata dalla
regione T, l'integrale doppio esteso a T della funzione 8 rappresenta la massa M
. •.· ~ XB =· 2..
~ ln1
j'f
x8(x, y) dx dy = -
7
1211
o
dx
1y=x2
y=O
x(x +l) dy
della lamina T: u 2 .

M= ji 8(x, y) dx dy. =~lo


l
[yx(x + 1)]~::0 dx
. 2 1211 27
= 7 o (x4 +x3) dx = 35'
Valgono inoltre le seguenti formule, per il calcolo delle coordinate (x n, Yn) del ba-
ricentro della lamina e per il calcolo del momento d'inerzia Mcxo,yoJ della lamina
rispetto all'asse perpendicolare al piano passante per il punto (x 0 , Yo): YB·
= 2..7
TI
JJD2
·y 8(x, y) dx dy =-
1211
7 o
dx
1y=x2
y=O
y(x +l) dy

XB= ~ Jlx8(x,y)dxdy, YB =~!i y8(x, y) dx dy, ·;. l [l Jy=x2 6{l 4) 11


= 12 r
7 lo 2.
-l(x + 1) dx = 7 lo (x
5
+x dx = 35'

Mcxo,yo) = Ji (Cx- xo)


2
+ (y- Yo) 2)8(x, y) dx_dy. ®
y=O
n momento d'inerzia rispetto all'origine è dato (per la generica lamina) da
CD Chiamiamo D1 il dominio corrispondente alla :figura: Mco.oJ =.J[cx2+l).i(x,y) dx dy.

Per la lamina del punto CD :


allora, usando le formule elencate sopra, abbiamo
M (0,0)
'
= !1 D1
. 12
(x2 + y2) 8 dx dy = 8 o dx y=-.JX Cx
1y=.fi 2
+ Y2 ) dy

per quanto riguarda le coordinate del baricentro, per simmetria YB = O,


mentre
2
. [2 2 ! ] 592 M
- 28 --!Ii+ -D = -5 s-v 2.
XB = BS ~M!' r X 8 dx dy = 3
..)2 (· dx e=.fi X dy - 7 15 . o 10
3 -v2 lv, 16 lo ly::-.fi Per quella del punto @:

= 3-/2 (2 x-/X dx = 3-/2 [~-<!9]2 = ~. Mco,o) = jL2 + y2)8(x, y) dx dy


8 lo 8 5 0
5 (x2

@ Detto D2 il dominio
= {l dx 1y=x2 (x3 + x2 +xl+ y2) dy
lo y=o
abbiamo

1 y=x2
M =
!1 D2
8(x, y) dx dy =
111 1
O
dx
y=O
(x+ l) dy

=
11
o
[y(x + l>JY:o
y
-x2
dx =
. o
(x 3 +x2 ) dx =
l
7
-2.
102 Capitolo 3 Integrazione multipla 103

3.1.3 Domini in JR3 In coordinate polar;i, 19-. è compreso tra O e %,


poiché siamo nel primo ottante, per
2 2
quanto riguarda z e Q, ia superficie della sfera si può scrivere Q +z • = 9 pertanto,
Esercizio 3.1 o - Sistemi c:Ìl coordinate se esprimiamo Q in funzione di z avremo · ··
Sia D la porzione di sfera x2 + 2 + 2 < 9 . ·
in coordinate cartesiane, cilindJche e ~ferlch;.ontenuta nel pnmo ottante8, esprimere D D = {O ::; 19- ~ ~, O ::::: z ::; 3, o : : : Q :::; .J9 - z2 } ,

Soluilone
mentre, se esprimiamo z in funzione di Q
Nello spazio oltre alle din. . .
sistemi di co~rdinate: coor ate cartesiane x' y' z Sl usano :in generale altri due
• dle coordinate
. cilindriche Q, 19-, z, ottenute combmando
• le coordinate polari Q 19-
zeE1 ~~o con la quota z, per cui Q 2: O, 19- E [0, 2rr] (o anche 19- E [-rr, rrJ) e Infine, :in coordinate sferiche l' espressi9ne di D è immediata:
• le R • 19-• q;, ove R è 1a distanza ·'
è l''coordinate
l:in . sferiche
. · del punto dall'orig:ine 19- ·D= {o< < ~ O< R -' in<~}.
coo:Uat:~~~:U)spe~ l~ s~as.se po~itivo delle ascisse (è lo stesso 19- d~lle - 19- -z'- < 3 O·<
_.,.._2
. e q; mc azwne nspetto al semiasse positivo delle z: ,

z Esercizio 3.11 - Domini in coordinate cartesi.ane e cilindriche


Espressione "per flii" e "per strati"
x= Rsinq;coslJ
y = R s:in. q; sin 19- <D Esprimere in coordinate cartesian·e "per fili" e "per strati" il dominio D1, costituito
{ dalla piramide avente vertici nell'origine e in (1, O, 0), (0, l, O) e (O,.O, 1).
z = R cosq;
@ Esprimere in coordinate cartesiane e cilindriche "per fili" e "per strati" il dominio
2
Dz, ·costituito dai punti del primo ottante al di sotto del paraboloide z := 1- x 2 - y .

y Soluziçme
x Con le due coordinate del piano, era possibile esprimere i domini solo :in due
modi, poiché nello spazio le coorQinate sono tre, vi sono 6 differenti ordini con i
per:nto R 2: O, 19- E [0, 2rr](o anche 19- E (-rr, rr]) eh (p E [O,rr]. quali esprimere i domini, tra quçsti meritano particolare attenzione i seguenti:
Se vogliamo esprimere D in clin · · · , • quello per cui z è la variabile più esterna e, :fissato z, si procede a fissare le
variabile dentro l' altr . . coo~ ate carte.slane, e .necessario "annidare" una
diamo di artire d a. Sl tratta di un ottavo dl sfera di raggio 3, per cui, se deci- restanti due coordinate (x, y in coordinate cartesiane, Q, i} :in coordinate cilin-
~ Pfi a x, x sarà compresa tra O e 3, fissato x, y sarà compresa tra 0 e driche) sui domini piani che corrispondono alle varie quote di z, la cosiddetta
. x , ssato anche ;y, z saràcompresa tra e .}9 _ x2 _ y2; o espressione per strati;
• quello per cui z è la variabile ·più :interna: si :fissano le due coordinate piane
D= {O ::5 x::::: 3, O::5 y ::::: -/9- x2, 0::::: z:::; .)9 _ x2 _ y2}, (x, y oppure Q, if, come prima) in modo generale, dopodiché per ogni coppia
x, y (o Q, 19-) si :fissa la corrispondente z,la cosiddetta espressione per fili .

<1l Il dominio D1o con evidenziata la scelta "per fili" e "per strati" è rispettiva-
gin analogia con il piano cartesi:mo ov al · . mente
y > O, nello spazio si chi . ' e pnmo quadrante comspondono i punti con x > O e
.bOss . ama pnmo ottante quello costituito dai punti con x y e z positivi ·z
q; == ~ :It:ol. pcunhe,ti'cdoenl q~esta scelta di rp, ip = O indica i punti del se~asse positivo. delle z
"" p1anoxyep- indi· 'd . •
anche :U:'altra scelta per rp, ossia l'inclina'ti 11" di ~a .l punti el. seiDiass~ nega~vo delle z. Esiste
. (ne~atfVJ) dell'asse z sono indicati da = o~e - n~;tto ~ ptan.o xy' m tal caso i pu~ti positivi
'P= O, le relazioni tra coordinate cartC::J·ane 2 tiCq;. -h. di-r) 0 pup~. 9.elplap.q xy sono rndicati da
. . e s enc e ~entano, ·m tal caso,,
x= R cos rp cos JJ, y = R cos qi" sfu JJ: z = R sin 'P· . y y
.104 Capitolo 3
Integrazione multipla 105

ge; caso )er ~", x e. y variano nel triangolo dì base T = {x > O > e in corrispondenza a ciascuna coppia (Q, ff) la z varia tra O e la superficie
l~ su;e~cle11 :~~o~~~~~= a ciascuna coppia (x' y) la z varia tr~ O-;; z= l - Q2 ' quindi .
2
Dz = { {(x, y) E Q}, O:5 z :5 l - Q},
D1 = { {(x, Y) E T}, O:5 z :5 1- x _ y} ,
ovvero:
ovvero, esprimendo T in funzione dì x:
D2. = {O :51?- :5 ~·O :5 Q :5 l, O :5 z :5 i- Q2 } ;
D1 = {O :5 x :5 l, O:5 Y :5 l -x, O :5 z :5 1 -x - y} ; nel caso "per strati.", z varia tra O e l, in corrispondenza. a tali valori, Q e 1f
nel caso "per strati", z varia tra O e l . . . . descrivono il quarto di cerchio Qz = {x 2:: O, y ;::: O, x 2 + y :5 1- z}, che in
2

y variano nel triangolo T - x > ' m comspondenza a tali valon, x e coordinate polari diventa
equazioni della frontiera ili, sl de; ' .Y 2:: ~· + Y :? l.- z} (infatti le
0
T
x + y + z = l rispetto ali z • rmmano equaztone della superficie
' acoppla x, y: x+ y = 1- z), pertanto
Dl ={O :5 z :5 l, O :5 x :5 l - z, O :5 y :51- x- z}. pertanto

® Allo stesso modo dì prima, abbiamo


z z
Esercizio 3.12 - Scelto del sistemo di coordinate
Esprimere ciascuno dei domini seguenti nei sistemi di coordinate a fianco elencati:
G)D1: punti del primo ottante al di sotto del paraboloide z = x 2 +y2 , con x e y entrambi
minori di l, (coordinate cartesiane); ·
y y ® D2: punti all'interno del cilindro x 2 + y2 = l, compresi tra il piano xy e il piano
l' x
2x - 3y + z = 6, (coordinate cartesiane e cilindriche);
2 2
® D3: punti esterni al cilindro x 2 +y2 = 1 e interni alla superficie sferica x +y +z =
2, (coordinate cilindriche e sferiche);
2

Inizi .
amo dalle coordinate cartesiane· nel caso "per fili" . l @ D4: punti al di sopra del piano xy, al di sotto del cono z = ..jx + y e all'interno
2 2
quarto dì cerchio Q =
{x > 0 . > •
0 2 2 .' x e ~ vanano ne
del cilindro x 2 + y2 = 2, (coordinate cilindriche e sferiche).
ciascuna coppia (x y) la z ; . ' Ytr - • x + Y ~ l} e m comspondenza a
. , ana a 0 e 1a superfic1e z = 1 - x2 _ yz, quindi
Dz = { {(x, y) E Q}, o : : ; z :5 1 _ xz _ yz} , Soluzione
Spesso, a seconda del sistema di coordinate scelto, la descrizione di un dominio
ovvero, esprimendo Q in funzione di x: può semplifi.carsi o (viceversa) complicarsi.
Sappiamo che x e y variano tra O e l, e di z abbiamo un'espressione in fun-
Dz = {O :5 x .:5 l, O ::::; y :5 .jl - x2' O ::::; z ::::; l - x2 -l} ; G)
zione di x e di y che non è agevole trascrivere in funzione o di x o di y, in
nel caso "per str ti" · questo caso ci conviene optare per una descrizione per fili:
variano nel quartao dì' z vanhia tra O e l, in corrispondenza a tali valori, x e y 2
cere oQ ={x>O y>O 2+ 2
(se esprimiamo Q m' funzi zdì - ' - •x Y :5 1- z}, pertanto D1 =={O :5 x :51, O:::: y:::; l, O :5 z :5 x + yZ}.
z one x:
@ Anche in questo caso, visto che z è compreso tra il piano xy e una superficie
D2 ={o :5 z :5_1, O:5 x::::: .Jl.-z. o:5 Y::::: .Jl-z-x2}. che dipende da x e y, ci conviene operare per fili, in coordinate cartesiane
possiamo esprinlere il disco di base x 2 + y 2 ::=:: l sia in funzine di x sia in
In coordinate
. polari. ' m
· ogru· caso O :5 19- ::::; !I. operando "per fili" arti'
funzione di y, rispettivamente
dal quarto d1 cerchio 2' . , P amo
{-1 :5 x::::; l, -.Jl- x 2 ::=:: y::::; .Jl- x2}
e
{-1::::: y::::: l, -...jl- y2 :5 x::::: .jl- y2},
106 Capitolo 3 ·
lntegrazlone·multlpla 107

scegliendo la prima delle due: in coordinate sferiche (ric~rdiamo che l'equazione della superficie del cilin-
.; 2 2
dro è R sin cp = 1): .
D2 ::=: {-1::::; x::::; l, -./1- .X 2 ::::; y::::; Vl - x 2 , O::::; z::::; 6- 2x + 3y}.
D4 = {O :5 ~ ::::; 2rr, ~ :5 cp :52' O:5 R :5 sincp
. rr l }
In coordinate cilindtiche; l'espressione del disco di base è immediata, per .
quanto riguarda z, è sufficiente riscriveme i limiti in coordinate polari:

DF= {O::::;~ ::::; 2rr, O ::::; r~ ::::; l, O ::::; z::::; 6- Q(2 cos ~- 3 sin~)}. 3.1.4 Integrali tripli
@ Data la simmetria di rotazione del dominio, possiamo vedeme la sezione nel
pianoxz:
.l
t
railln coordinate cartesiane
Esercizio 3.13- :gt:~rali "per fili" e "per strati"

Calcolare i seg;enti integrali:

®IJJD2 (z +x- y) dx dy dz;

ave . . · _,.. 101'de z _- x2 + y2 ' al di sopra del


· e !l· p arc.wo
D è il dominio compreso tra il pzano xy
• l l o< <l}· 8
quadrato{O::Sx::S , -Y.-. '. -0 z;,Oe4x+;2y+z= ·
• D2 è il tetraedro limitato dm ptam x = 0' y - ' .

Soluzione , fili" " er


+z2 = 2, esplicitandola t .
er una rappresentazione ' per o p
Iu Cljlordinate cilindriche, la superfìcie della sfera è Q 2
rispetto az abbiamo (per fili): .
CD In questo caso possuu:~lO op. ar~ p . di y e oltretutto z non compare nella
strati". Poiché z è funzlDn~ sla x, ~aun d~bbio optare per una rappresenta-
funzione integranda, convtene senz c
. D3 ::=: {O ::::; ~ ::::; 2rr, l ::::; Q .::S ·-12, -yl2- Q2 :5 z :5 yi2- Q2 } ; zione "per fili":

in coordinate sferiche l'equazione della superfìcie della sfera è R = .../i,


Dt ={O :5 x :5 l, O :5 y :5 l, O :5 z :5 x
2
+ y2} '
~entre quella della superficie de{ cilindro è R 2 sin2 cp l, mentre l'angolo =
di visuale del dominio è cp ::::; ~rr, infatti, tenendo conto che O ::::; cp ::::; rr,
f :::;
abbiamo

x2 + y2 =l
{ x2+y2 +zz =2

e pertanto

D3 < ~ < 2rr, !.: < cp < -rr,


= { O- -
3 -l- < R < h. } ·,
4 - - 4 sincp-- = 1 ly;;l (x3 +
l
dx x2y + xy 2 + y.3) dy
® ~·equazione del cono in coordinate cilindriche è z = Q, in coordinate sferiche
O yo:O

e cp = :r.Di nuovo per simmetria~ E [0, .4rr], se in coordinate cilindriche 1. l ]y""1 5


+ ~2x2y2 +~xl+
(per strati) abbiamo

D4 ::::: {O ::::; ~ ::::; 2rr, O::::; Q :5 l, O ::::; z :5 Q};


= 1o.
[
x
3
y 3 -l
4 y=O
dx = ··· = 6'
108 Capitolo 3 109
Integrazione multipla

@ Anche in questo caso conviene operare "per fili", il caso è molto simile al . di· D1 :in (coordinate
. ( 2 + 2) _z =
cilindriche ' il paraboloide 3
dominio Dt dell'Esercizio 11, pertanto <D Esprimendo la frontiera 4 2 + y2 + z2) = 3 diventa 4 Q z - '
x2 + y2 diventa z Q~ e l~ sf~ra
= ta sua sezione (nel piano QZ) è
'. il dominio ha sirome~a crrco are,
D2 ={O S x S 2, O S y S 4- 2x, O :S z S 8- 4x- 2y},
e pertanto
z

!!1 (z+x-y)dxdydz=
D2
r dx.
2

lo 1
y=4-2x

y=O
dy
1z=O
z=8--4x-2y
(z+x-y)dz

==1 1 [l-z
O
2.
dx
Y=4-2x

Y=O 2
2
+(x- y)z
]~=8-4x-2y
z=O
dy
. l

mettendo a sistema le eguazwm z = Q.


• . 2e 4( 2 + z2) = 3, si trova Q = ..fi'
rim.driche "per fili"' e dire che
. amo allora esprimere Dl :in coordinate c
poSSl }

- -0
n,~ ( 0 =" • =" 2n, o:se :s -)?;'e2<z< l 3 2

= 1 o
2[ . 4 ]y=4-2x
32y - 24xy - 4x 2 y - 12y2 + 5xy 2 + -y 3
3
dx
y~
--Q ,

l)3 _ 4Q2) e, ricordando che dV -_ Q d Q d'!J dz, l'inte-


(ovvero Q :S .z S 2. . .
graie triplo diventa

[CI~-7,. 1z=~~ 8z(Q cos JJ)2Q dz


JJL, Szx' ;x dy <h: ~ lo
{2rr . d
Eserclzib 3.14- Integrali In coordinate cilindriche e sferiche d• ]-,, e ·~<' .
Calcolare i seguenti integrali:

1
a~-J;.2 2]z=~~ dQ
= r
lo
2rr
d'!J
a=0
l coé 1J [ 4z z=é

ove
= r'l.rr d'!J 1{/==7,. (3 - 4Q2- 4Q4)Q3 cos2 7J dQ
• Dt è la. porzione di v;azio al di sopra del paraboloide z
sfera 4(x 2 + y 2 + z ) = 3,
= x ·2 + y 2 e ·all'interno della lo a=0
• D2 è l'interno della sfera x 2 + y 2 + z2 -x O. = [3 ~ ~Q8] 11 =7,. d?J
Soluzione
= lo 2rr
COS
2
7J 4Q
4_
3Q
6_
2 Q=O

In questi due eserciZi, useremo le coordinate cilindriche e sferiche; passando 7


nel piano da coordinate cartesiane a coordinate polari abbiamo visto che l'ele- 7 r
lo
2rr
cos2 1J d'!J =-:n'.
. 96
mento d'area dx dy ~ diventato Q dQ dtr, allo stesso modo l'elemento divo- · = 96
=
lume dV2 dx dy dz diventa dV = Q dQ d'!J dz in coordinate cilindriche e
dV = R. sin rp dR. dip dJJ in coordinate sferichei: · . .
. . 2
. D in coordinate sfenche: x +Y f
2 2_x =O equivale a R2-:
® Esp.nrmam~ _!.:O· in modo analogo a quanto a o n _n: < 7J < lf, quindi
el punto® dell'Esercl- tz
R sm rp cos - ' . 7J con O :S rp S :re e 2 - -
. 2 ricaviamo R = sm rp cos ' .
ZlO ' · D . come
1 possiamo esprnnere 2 }
La formula è valida se le coordinate sferiche sono quelle da noi adottate; se adottiamo le
coordinate sferiche con -3[ :::; rp:::; ~l'elemento di volume è dV= R 2 cos rp dR d'P M. - {o < <
:n'' -- 2 ' O -< R S
:re :S 1J -< ::_ sin rp cos 1J ;
D2- - -rn
'-T- 2 .
110
~ Integrazione multipla 111

ÌUfine, ric d
or ando che 'dV - R2 ,
z=e
. - sm rp dR drp dir,

f!L2~dxdydz
1 e

calcolo del volume con un integrale in cqordinate cilindriche; in alternativa,


è altrettanto agèvole esprimere D1 in termini di coordinate sferiche:

D1 ={o~..,_~ 2rr, o~ rp ~~·o~ R ~h},


ricordando che dV = R sin rp dR drp d..,_, il volume diventa

f.rp=l.f 1R=.fi.
l
'br
v·=f
!1 Dt
dxdydz=
O
d1J-
rp=O
drp
.. · R=O
RsinrpdR

1'1'=\f sin rp drp = ( 1 - -./2)'1'br dl?' = rr (z - .J2) .


=
l d1J- -
'br
O q>=O 2 O .

@ Anche D è agevolmente espresso in coordinate sferiche; osserviamo innan-


2
zitutto che anche D ha simmetria circolare, e la sua sezione nel piano QZ è
2

Esercizi03.15- .
Calcola"' . Appfica:z!oni
"' e l Vo/u~ni dei segu . geometriche: calcolo di volumi
w Dr: intern enn domini:
@ D2: ìntern o della sfera x2 + y2 + 2.
z"" ~sferax2+y2 _, z 2 = 2 aldis.opra del cono z ...jxz +y2· =
•Z =4• compreso tra le supe...h
r3y2· x-' + y2 e
' J>Cl· z -_ v ~

Solu:zron e .
Dato un d . . . pertanto la sua espressione è
dell'integr~~o T di JR3 il ·
<u.e tri 1 , volum
P o dellafunz·
. e di T può
IOne costante f( essere espresso tramite il calcolo D =
2
{o -< ..,_ <- 2rr, :!._6_.,.._4
< < :!.., O<
m
- R -< 2} ,
x,y,z)=l:

.
<D Possj,..,...,
Volume( T) =:: !!'J;{ dx d
Y dz. . .
ricordando nuovamente che dV= R sinrp dR drp d1J-, il voluiue diventa

211' .. 1tp""';f drp 1R=2 RsinrpdR


·v=
Q_
~esp·
\'L + yì s. nruere la frontiera di
-J-.z2""'2 .r traduce in z
. . .
Dr m CQ9r~aty cilindriche: il cono -
=:: !!1 Dz
dxdydz=
1O d""
rp=lf R"'O
Sl Ved . • il domini h . Q e la sfera x2· :t·· 2 '4- · 2 · • Z-
-./2) 1211' d1J-=2rr ( -/3- -/i) . [
. sinrp drp=2 (~
deU e.ll:Un:redia o a Simmetria eire l ·'· .. . ;y .. . z . = 2 Sl traduce in
:a crrconfere~~ente che le due supe~ar.e •.1~ sua sezion~ (nel piano QZ) è
'br
d1J- J.
(rp=IJ;
· a Q == l ossia :x2 + y2 ~ 8~ ~contranto m corrispondenza
- ' e allora possibile eseguire il
=2
l o . q>=/f; . . · . .
---
2 2 o
112 Capitolo 3

Integrazione multipla 113

Esercizio 3. 16 - Applicazioni fisiche: masse e baricentri


che XB = YB, pertanto
<D Calcolare le coordinate 2del baricentro
2
del solido D COIJtenuto nel primo ottante,
2 2
racchiuso dal cilindro x + y :::: 1 e limitato superiormente dal paraboloide z ::::
x + y + 2, sapendo che la sua densità di massa è 8(x, y, z) =x 2 + y 2 + (9- 2z). XB -
-YB = ~jj'f
M }D x(xz+l+ (9 -2z)) dx dy dz
® Calcolare il momento d'inerzia di D per una. rotazione attorno all'asse z.

Soluzione
3
Data una regione T di JR , e data una funzione 8(x, y, z) non negativa su T , inter-
-_8_1f
- 35Jt O
d1J 1Q=1 dQ 1z=2+Q2 Qcos '!J(Q2 + (9- 2z))Q dz
1!=0 z=O
pretando 8 come densità di massa, relativa al solido rappresentato dalla regione T,
l'integrale triplo esteso a T della funzione 8 rappresentalalJ?.assa M del solido T:
= _8_ (7: M
"
1 Q,;,l
(cos 1J)[Q 4z + 9Q Z- Q Z z=O
2 2 2JZ=2+Q2 dQ

M= JJt 8(x, y, z) dx dy dz.


35n lo q=O

Valgono
del inoltre
baricentro seguenti formule, per il calcolo delle coordinate (xB YB, ZB)
dellesolido:
= _8_1f M 1Q=l (14Q2 +7Q4)
35Jt o 1!=0
coslJ dQ
1

=~/li x 8(x y, z) dx dy dz, _8_1o~ (91)


- = 75n~::
10
. xB 1

YB =~ JJt y8(xl y, z) dx dy dz 1 •
= 35;rr 15
cos 'iJ dlJ l

~ JJt z8(xl Y1 z) dx dy dz.


:invece, per ZB,
ZB ==
·t,
<D Ope'tiamo in coordinate cilindriche, innanzitutto

e quindi

=
8
- o
35;rr
lf (467) d'iJ = 467.
48 420
.=·:..: '

. · ale, il momento d' .


Analog~enTte ~ quantt~~~s~e z si ottiene con la formula
. t nel caso bidimenslOn
@ ..
di un solido nspe . .. •
Per quanto riguarda ]e coordinate del baricentro, là simmetria di D implica
:Mz:~J fh (x2 f..y2)8(~, Y~ z) dx dy dz;
114 Capitolo .3
Integrazione multipla 115

nel nostro caso, quindi:


verticalmefite nel quadrilatero OABC, ove O = (O, 0), A = (3, 0), B = (l, l) e C =
.j
(0, 3).
2806]
[ 105

~) Calcolare il volume del cilindroide a generatrici parallele all'asse z compreso tra il


2
piano z =O e la superficie di equazione z = f(x, y) = x(x 2 + y - 1), che si proietta
verticalmente nel disco di raggio l centrato nel punto C= (1, 0).

(~J!I Calcolare la massa e le coordinate del baricentro delle due la:mill.e indicate in figura,

= 1lf M 1:: (14q3


1
+7Qs) dQ = 11!;; (~4) 7
d~=_.,.
3"'
•'
'•
sapendo che la densità superficiale è costante.

y
o
y

. 3.2 · Esercizi proposti


(tZi Calcolare i seguenti integrali doppi:

Q) lli y dx dy; @ !"Jl(D2 e? dx dy;


@
j"Jn3( (x2+y2)2
xy
dxdy.
-2

Q) ~l: ~ru;_te dipianoxy al di sopi:~ d.ellarett


x -11; y - 2x = O; + - ,. .
·:a x Y - 2 e ali mterno della crrconferenza [
<D M=
7
-O,XB
3
=O, YB = -32
35
4 3 3
;@ M= -'JT: o,XB = -, YB
3 . 'JT:
= -'JT:32 -2J
@ Dz: parte di piano xy al di sopra dell' . .
della parabola y = x2. asse x, a SlDlstra della retta x = 1 e al di sotto
i~]i Calcolare la massa e le coordinate del baricentro delle due lamine dell'esercizio
@ D3: parte di piano xy ~di Sopra dell' . ,. 2 2
2; e a destra dell'iperbolex2 _ y2 ;=:~~se x, ali mtemo dellacirconferenzax2+y2 = precedente, sapendo che la densità superficiale vale 8 = l + x + y .
. [ 181 1754]
Q) M= 350, XB =o, YB = 1629

[
<D ~.@ ~.@
6' 2'
2log2-
16
1] 4 3 15(47r2 -11)
2 -165 + ll07r - 247r ]
2 4
@M= 7r (6rr + 5), XB ~ 7r( rr 2 + ) , YB = 7r2(67r2 + 5 )
f1'@. C!!lcolare i seguenti integrali dopp~: [ 15 6 5

f~~· Calcolare i seguenti integrali tripli:


Q) lli xy dX dy; @ IL2 (l +x2+ y2) dx dy;
!1 .ftYy 2 dxdy. j jLx y z dx dy dz; l

()) D t: parte di piano xy al di sopra dell' . .


@
D3 ~+
x <D
1
2 3 @
!!1 o2 (l +x + y + z) 3
dx dy dz;

all'interno della circonferenza x2 + 2 asse x, al dl sotto della parabola y = x2 e Q) D 1: dominio compreso tra il piano z = Oe la superficie z = xy, quando O :::; x :::; l
D · Y -2x-O· e O:::; y:::; l; .
@
2 z: ~angolo OAB, con 0(0 O) A(l ...ti - ,
@ D3: mterno della circonferenz'a). + 2 3) e B (0, .J3); @ D2: dominio interno ai piani x =O, y =O, z =O, x+ y + z = l.
Y - 2x - 2y + l = O.
. [Q)~·@ 8log2-5]

·'"'' . . '. '· . ' ·,. [ Q)


13 4
2.;t ;_@ 3.,13; ® 2.J2
J 60' 16

i2''à'~ Calcolare i seguenti integrali tripli:


~ Calcolare il volume del cilindroide a ;-i;· ·. .. ~:'?

il piano z = z compreso tra


O e la superfici' e di
·
. . generatriCI parallele all'asse
equazwne z - f( )
. 2 4
- x' Y = Y - x , che si proietta Q) j jJD1z)x 2
+ ~2 dx dy dz;
116 Capitolo 3

(]) Dr: dominio interno al cilindro x2 2 .


z =:x+ l; + Y - 2x == O, tra il piano z = Oe la superficie
@ D ·d · · d
=
2, omuuo el I ottante al di sotto della superficie z l - x2 - y1. 4
[Q)~. l J
. 1575.@ 240 Curve e superfici
E~! Calcolare i seguenti integrali tripli:

(]) JJLI/x1+y1+z1dxdydz;

(]) D1: interno della superfi · .,. · . .


@ D ., cte s,enca di equaztone x2 + y1 + zz _ Y _ 0.
. 2. mterno della superficie sferica di equazione x2 + y2 + .z 4- al, di dl 4.1 Esercizi svolti e richiami di teorja
ptano z =: O, ... = , sopra e

4.1.1 Curve
•"i!•
.[m .10'
::_.® 128
15
:rrJ
tg~ Calcolare la massa e 1 din , Esercizio 4. l - Rappresentazione parametrlca
- e coor ate del bancentro dei seguenti solidi;
(]) parallelepipedo {O < x < 1 0 < Scrivere una rappresentazione parametricà delle seguenti curve:
?Cx, y, z)::: x+ y +z; - ' - Y =::: 2• 0 =::: z =::: 3}, avente densità di massa
@ mterno della superficie sferica di e u · 2 2 2 • , Q) .i'1: segmento del piano xy, da A(3, -1) a B(-1, 9);
z =: O, sapendo che la densità 1 q ~pn: x + Y + z , "" 4, al di sopra del prano
0
ne pun o uguale alla distanza di p dall'origine. @ .L2 : segmento delpianoxy, da B(-l, 9).a.A(3, -1);
® .L3 ·: x 2 + y2 - 4x..:... 2y - 4 = O, percorsa in senso orario a partire da (5, 1);
[®M=: 18 x - 19 lO 7 4] @ .i'4: (bx)Z+(ayp =;: (ab)Z, con a> O, b >O, percorsa in senso antiorario a partire
·;. ' .8- 36'YB =g,Z.B =4;@M=8:rr,xB =YB =O,zB =- da (0, b); .
!f:.1 . 5 ® ..i5 :ramo con x.> Odell'iperbole x 1 - y 1 =: l, percorso nel verso delle y crescenti;
1.j ® 4 :segmento da A(l, 2, 5) a B(3, l, 0).
Soluzione
Data una curva .L, la scrittura

.i': r(t) = [x(t)]i + [y(t)]j + [zCt)]k, t E [a, b]

prende il nome di rappresentazione pcirametrica di L, in essa il vettore r(t) che


dall'origine indica il punto P(x(t), y(i), z(t)) della curva, corrispondente al va-
lore t del parametro è scritto a partire dalle sue componenti x(t), y(t) e z(t):

z(t) .__
.................. .L

1P(:z:(t), y(t), z(t))


l'
,·.. l . ,y(t)::
• • : J •.r./~r·· ·· · ··.

x(t) __ ____.
l /
_]./' ,::
118 Capitolo 4
Curve e supertlcl 119

notiamo h
di c e una curva può avere infi:oi
pende anche il ve d' te rappresentazioni parametriche da queste senso orario; pos~iamo, come nel punto precedente, sostituire a con 2rr - et.
Parametro t, il puntorsop (x(t)
l percorren · 1a direZ1one
za, os_s1a · '
con cui, al crescere del neUa paranietrizzazione
, Y(t), z(t)) s1 muove lungo la curva stessa.
x:= 2 + 3 cos(2rr- a)
<D .t:1 èil . . { y = l + 3 sin(2rr -a)
segmento che u · A · --*
-4i+ lOj, i suoipuuti msce. (3, -l) e B(-1, 9), quindi, detto v= AB
appartengono alla retta
=
e poiché cos(2rr- a)= cosa e sin(2rr- a) =-sin et otteniamo

t: [ ~ J= [ !l J+t [ l~ l .i'3 : r(a) = [2 + 3 cos O!]j, +[l- 3 sinet]j,


In alternativa, avremmo potuto osservare che sarebb~:~ stato sufficiente cam-
a E [0, 2rr].

e Corrispondono ai val . . . . biare il segno a sin a: . ·


B); in definitiva on di t com.presl tra t = O(il punto A) e t = l (il punto ® L'equazione (bx?. + (ayP ·= (ab) 2 (con a > O, b > O) si. può riscrivere
come
x2 y2
.ii: r(t) == [3 - 4t]i + [-1 + lOt]j, t E [0, 1]. a2 + b2 =l,.
® .q è la stessa curva del unto
. . . e questa è l'equazione di un'ellisse con centro nell'origine e assi orizzontale
per Ottenere la sua ra rep rrecedente, c~bla il. verso di percorren.Za;
do analogo al punto ~ sentazio~e parametrica posSiamo ragionare in ma- e verticale uguali a a e b rispettivamente:
generale: se una curv h' ml a posslamo ~che usare la seguente tecnica, più y
a a a rappresentazwne .

r(t) = [x(t)]i + [y(t)]j + [z(t)]k, t E [a, b], b


la stessa curva aram . . . . a
'p etrizzata con verso di percorrenza opposto, è
r~·n:::: [x(b +a t)]'1 [ :
' - + y.(b+a-t)]j+[zCb+a-t)]k, tE[a,b]
(ove naturalmente x O .
rappresentazione) N l, Y() e Z(·) sono le stesse funzioni della precedente la parametrizzazione di questa elisse è in genere
. · e nos.tro caso, allora, la rappresentazione di _q è:
x= a cosa
.L2. : r(t) = [3 - 4(1 - t)]i + [-1 + 10(1 - t)]j, .
t E (0, 1), {y bsina =
e cioè
ea ha gli stessi limiti visti più sopra per la circonferenza. Nel nostro caso,
@L' . .i'2.:t(t)=[-1+4t]i+[9-10t]j, tE[O,l]. dobbiamo percorrere l'ellisse· in senso antiorario, però a partire dal punto
eq?azione x2 + y2 - 4x - 2 . . (0, b), possiamo allora sommare 1f a a, ottenendo ·
sappiamo che i punti d~ll Y :- 4 ~ O è l' equazwne di una circonferenza,
raggio R possono essere~ ge~~x;ca crrconfe~enz;a avente centro in (xo, Yo) e
escntti dalle equazwm
L 4 : r(a) = [acos (a+ =i)]i+ [bsin (a+ i) ]j, a E [0, 2rr];

oppure, osservando che cos(a + j) =-sin a e sin(a + j) = cos cy,


x· == xo + R cos et
{ .i'4: rW) = [-asina]i+ [bcosa]j, a [0, 2rr].
=
Y Yo + R sin et
E

~e et E [0, 2rr] la circonfe ® È sufficiente esprimere x in funzione di y: poiché x > O abbiamo x =


al punto di ascissa mass~:nza ;errà per~o~sa in senso antiorario a partire .jl + y2, scegliamo allora y come parametro (cioè t = y) e, poiché y può
~e~corsa, sempre in senso antlse ~vec.e et ~: ~;-:;;::I.Jf] l~ qi:,~o~erenza verrà assumere qualsiasi valore reale, otteniamo
e .nostro caso (xo ) _ orauo, a )?.~e ~3:): punto di asc1ssa minima.
(ossia dal punto di a~~fss; (2 , ~) e R = ~·inoltre a partire dal punto (5, l) ..i's : r(t) = [ .Jr + t 2
] i+ tj, tER
. massllla) dobb1amo percorrere la circonferenza in
120 Capitolo 4
CuNe e superfici 121

® La procedura da seguir è 1 stessa de1 punto <D, occorre solo considerare


e a @ Osserviamo·che
anche le componenti in z: poiché v = Aj = 2i - j - 5k abbiamo
r( -n:) =-i+ Oj + Ok, r(n:) = -i+ Oj + Ok,
.i'6.: r(t) = [1 + 2:Ji + [2 ~ t]j + [5- 5t]k, t E [0, 1].
e
quindi .Lz chiusa; .i'z non è regolare, infatti y (t) = 'JT -l t l non è derivabile in
Esercizio 4.2- Nomenclatura (-n:, n:), poiché però l'unico punto di non derivabilità corrisponde a t = O,
St b'l'
per t~ O abbiamo
a r rre se ciascuna delle seguenti curve è chiusa, semplice, regolare:
[x'(t)] 2 +[y'(t)] 2 +[z'(t)] 2 ::=: sin2 t+l+cos 2 t = 2 Vt E (-n:, O)U(O, n:);
CD -4 : r(t)= ti+ 2tj + tzk, t E (0, 4];
® -4 : r(t) = [cos t]i +[n -ltl]j + [sint]k, t E [-n, n:]; poiché l'intervallo in cui ..ii non è regolare è stato scomposto in due intervalli
® .i3 : r(t) = [cos t]i + [sin2t]j, . t E [0, 2n];
ove invece essa è regolare, si dice che .i'2 è regolare a tratti. Per controllare
se .i'2 è semplice, cominciamo col vedere se una delle sue componenti può
@ = (t2Sh t]i + [e-t ]j,
.i'4 : r(t) 2
t E IR; assumere lo stesso valore con diversi valori di t, in corrispondenza dei valori
® ..t5 : r(t) = [cos t]i +[sin t]j + tk, t E [0, 2n] (elica cilindrica).
trovati controlleremo poi le componenti restanti; cos(t1) =
cos(t2) se e solo
se t2 = -t1 ; pensiamo allora che t1 = y sia positivo, o meglio O < y < n:
(y dev'essere diverso da n: perché y = n: indica il punto :finale, e dev'essere
Soluzione
Una curva
diverso da O, perché altrimenti t2 =
-t1 = 0), ponendo t2 = -y nella
rappresentazione di .L2 troviamo ·

.L; r(t) = [x(t) Ji + [y(t) Jj + [z(t) ]k, t E [a, b] r(y) = [cos y]i +[n:- y]j.+ [sin y]k
si dice chiusa se il punt · · ·al il r(-y) = [cos(-y)]i+ [n:-'- 1- yl]j + [sin(-y)Jk
si dice sem li o llllZ1. e e punto finale coincidono: r(a) = r(b);
eventuaim{t ce seilnon pa~s~ f11Ù volte per uno stesso punto (fatta eccezione, = [cosy]i+ [n:- y]j + [-siny]k
·p e, per punto llllZlale e finale nel caso di una curva chiusa):
la prima e la seconda componente sono uguali, mentre per ogni y E (0, n:)
r(tJ) ~ r(tz), Vt1 , t2 E (a, b); abbiamo sin(y) ~ - sin(y), quindi ..i2 è semplice.
si dice regolare se x(t), y(t) e z(t) sono derivabili e
® Osserviamo che r(O) r(2n:) = =
i + Oj, quindi la curva è chiusa, inoltre
Vt E (0, 2n:)
2
[x'(t)] + [y'(t)] 2 + [z'(t)i :j= O, Vt E (a, b). [x' (t)] 2 + [y' (t~] 2 = sir1' t+ 4 cos2(2t) = 4- 15 sin2 t+ 16 sin4 t > O,
Controllare se una curv · hi
semplice può essere più ~~~e. usa e regolare è immediato, controllare che sia quindi .L3 è regolare. Per controllare se .L3 è semplice, serviamoci della stessa
tecnica del punto precedente, poiché t E (0, 2n:), cos(tt) =
cos(t2) se e solo
<D Osserviamo che se t2 = 2n: -t1, quindi ponendo rispettivamente t= y e t= 2n: -y troviamo
(osservando che sin(4n:- 2y) = - sin2y)
r(O) =O, r(4) = 4i + 8j + 16k, r(y) = [cos y]i + [sin2y]j
quindi la curva non è chiusa, inoltre r(2n:- y) = [cos(2n:- y)]i+ [sin2(2n:- y)]j
= [cos y]i + [- sin2y]j
[x'(t)i + [y'(t)i + [z'(t)] 2 = 1 + 4 + 4t 2 ~O Vt E (0, 4),
quindi la curva è r 1 .
ad . ego are, per mostrare che la curva è semplice possiamo
l'equazione sin(2y) =
-sin(2y) implica sin(2y) =O e per y E (0, 2n:)
stre~:mplO notare che la componente in x, ossia x(t) = t, è una funzione ammette come soluzioni y = I•
n:, ~n:, ricordando che t1 = y, t2 = 2n:- Y
abbiamo
posson~e~~e ~resc~nte del Pa:;ametr? t, pertanto due valori diversi di t non
coni d mspon ere a punti. aventi la stessa ascissa, e quindi non possono
spon ere allo stesso punto.
122 Capitolo 4 Curve e superfici U3

nel prim? caso leggiamo che r(~) = r(~rr), nel secondo caso t1 = t2 , quindi Esercizio 4.3 - Curve piane - Rappresentazione cartesiana
non comsponde ad alcun punto doppio,. il terzo caso corrisponde al primo;
co~c~udendo, la curva ha un punto dopp10: r(~) = r(~rr) O. n gi:a:fico di = Scrivere una rappresentazione parametri.ca delle seguenti curve:
.L'3 e il seguente:
CD .L't : ramo di parabola y= x 2 - l, X E [-2, 4];
y
® L2: semicirconferem;ay = .Jl=X2, x E [-1, l];

date le seguenti curve informa parametrica, scriveme (ove possibile) la rappresentat:ione


cartesiana, altrimenti spiegare perché non è possibile:
x
® ..é'3 : r(t) ~ t3.i + [cos 2t]j, t E [0, 2rr]i

@ .L'4: r(t) = t 3i + [sin.2t]j, t E [-2rr, 2rr];

® Poiché t varia in JR, la curva non è chiusa, inoltre ® .Ls : r(t) = + [cos 2t]j,
t 2i t E [0, rr];
® L6:r(t)=t 2i+[sin2t]j, tE[-rr,rr].

ossia, raccogliendo t 2 , Soluzione


Una curva piana è detta injonna cartesiana se è descritta come y = f(x), con
[x' (t)]
2
+ [y' (t)]2 = r2 [4ec-212 + (2Sh t+ t Cb ti] = O * t = O; x E [a, b], ovviamente una curva in forma cartesiana può essere sempre riscritta·
in forma parametrica, ponendo x(t) =t e·y(t) = f(t). Vìceversa, una curva in
forma parametrica non sempre può essere scritta in forma cartesiana, dev'essere
ne segue che .L'4 è regolare a tratti, su (-oo, O) U (0, +oo). Inoltre L4 è
possibile .esprimere y (t) in funzione di x (t). ·
sel:ift?lice, infatti e-t[ = e-~ se e solo se, posto t 1 =
-r, t2 = --r, ma
(--r)2Sh(..--r) = --r 2 Sh-r·e · ® @ Ponendo x = t, abbiamo immediatamente:
(->) 2 Sh.(--r) ==·--r2 Sh-r =? -.=O. .L't : r(t) =ti+ [t 2 - l]j, t E (-2, 4];

® ?sserviamo che r(O) = i mentre r(2rr) = i + 2rr k, quindi Ls non è chiusa, L2:r(t)=ti+[-!f=t2]j, tE[-1,1].
m oltre
2 @ Esprimendo t in funzione di x, ricaviamo
[x' (t)) + [y' (t) l+ [z' (t)) 2 = sin2 t+ cos2 t+ l = 2 Vt E (0, 2rr),

quindi Ls è regolare. Infine, la sua componente rispetto a z: z(t) = t è


x= t 3
monotona crescente, quin<.!i Ls è semplice.
{t E [0, 2Jr)

z perta:ùto y (t) = cos 2t diventa y (t (x)) =f (x) = cos 2$, e l'espressione


cartesiana cercata è

® Ci troviamo nella stessa situazione del punto precedente, l'unica differenza


y consiste nel campo di variazione della x: da x = t 3 con t . E [-2rr, 2rr]
troviamo t = $ con x E [-8rr 3 , 8rr 3], pertanto l'espressione cartesiana è

.L4 : y = sin 2$,


124 capitolo 4

Curve e superfici 125

® Anche in questo caso possiamo· . ·


da x = t con t E (O rr) rica ~egurre la strada degli esempi precedenti:·
2

l'espressione cartesiana è VIam~ t = ,fX con x E _(0, rr 2], pertanto · <D Ponendo f(lJ) = klJ, abbiamo immediatamente:
-i'r : r(1J) = [kt?- cos 1J]i+ [klJ sin 1J ]j, t?- E [0, 4rr] .
.L5: Y =cos2.JX, x .E [O, rr2]. @ Ponendo f(JJ) = t?-(2rr -lJ), abbiamo immediatamente:
@ In questo caso, l'espressioné x = 2
1
quindi non v'è mci do di esprimere l con t E. [-rr, rr] non è invertibile, e ..i'2 : r(ff) = [t?-(2rr -lJ) cos t?-]i + [ff(2rr -lJ) sin lJ]j, 1J E [0, 2Jr].
il suo graiico non è il grafico di al a c~~-i'5 m forma cartesiana. In effetti
CUlla LU.U.L.IOUe; ® La curva .L3 è esprimibile in forma polare se è possibile scrivere le sue com-
y ponenti nella forma
(f(JJ) cos lJ], [f(JJ) sin lJ];
poiché sin 2t = 2 sin t cos t, raccogl.:j.endo 2 cos t possiamo scrivere:
2
. [2 cos t]i + [sin 2t]j '== 2 cos t [costi+ sin tj],
e quindi l'equazione polare eli d3 è Q = 2 cos t, con t E [0, 1r].
® ..i'4 è esprimibile in coordinate polari, se infatti raccogli amo t nella sua espres-
sione ricaviamo

Esercizio 4.4 - Curve piane - Rappresent l .


[t.·h - t 2 ]i + t 2j =t [)l·~ t 2i + tj J l

· · az one polare
Scrivere una rappresentazione pararnetrica d ll .
e e seguenti curve: ponendo t = sin t?- e quindi ..ff=:t2 = cos 1J, se t E [0, l] allora 1J E [0, fJ
<D-4 : e=kJJ tJE(04
e quindi ·
' rr], (spirale di Archimede);
·~
r
® .L'2 : e= 1J(2n: -lJ), 7J E [O, 2rr]; .L'4: r(t?-) =sin t?- [cosffi+sinlJj],

date le seguenti c~rv~ in forma parametrica, scrive . . . . el' equazione polare cercata è Q= sin lJ, con 1J E [0, ~l
polare, altrimenti sp1egare perché non è possibile: me (ove poss1b1le) la rappresental}.onè
® La curva .L's non è immediatamentf; esprimibile in forma polare: infatti rac-
® -4 : r(t) == [2 cos2 t]i + [sin2tlj, t E (0, n"]; cogliendo cos t nella prima componente e sin t nella seconda non rimane la
stessa funzione. Thttavia, il grafico di .L's è il seguente:
@ .i4 : r(t) = ft-v!f=ti]i + [t2li, t E [0, l];
y
® ..i's : r(t) = [cos3 t]i + [sin3 tlj,·
t E [0, 2rr] (astroide).

soluzione .
Si dice rappresentaziOne polare di una curva L .
f3p,
j(!'J) (ff E [a, ove Q e{} sono le cooordin t una sc_nttura. della forma Q =
=
rdinate cartesiane e polari x Q cos 1J -a e po1an del plano. n legame tra
co o a in forma polare, di scriveme inmi d! ~ - Q sm 1J • consente, nel caso di una
curv e I a amente la forma parametrica:
Q= f(JJ), e, sebbene sia evidente che ad ogni t?- E [0, 2rr] corrisponda un solo valore di
Q, questo legame non è eli immediata scrittura.
~
r(ff) = (f(JJ)cos7J]i+[/(7J)sinJJ]' 1J E [a,tJ].
J, Esercì~lo 4.5 - Curve ìntersezione di due superfici
Invece data una curva in forma parametrica è . . .
·c~ente se le espressioni x(t) e Y(t) si ' possibile s~nveme la forma polare Scrivere una rappresentazione parametrica delle seguenti curve:
dtiDllla stessa funzione f (t) rispettivamente possono fa;tonzzare come il prodotto .L'1: intersezlone del piano Sx - 2y + z = 4 con il cilindro x 2 + y2 = 1;
(j)
e per coste smt.
® ..i'2: intersezione del piano 2x - z = 3 con la superficie z3 - 2x2 - y 3 + x z = O;
126 Capitolo 4
Curve e superfici 127

® ..i3: intersezione del cilindro x 2 + y2 -x = Ocon la sfera x2 + y 2 + z2 ·= l (curva possiamo porre a E [0, 4rr] : pero: ::::: 0, 2rr, 4rr ci troviam~ in corrispondenza
di Viviani).
dell'incrocio, stabiliamo allora che se o: E [0, 2rr] percomamo l'anello supe-·
rio re, mentre se o: E [2rr, 4rr] percorriamo l' anèllo inferiore. Osserviamo che,
Soluzione poiché la metà superiore della sfera ha equazione z = .jl - x2 - y~ mentre
Per trovare una rappresentazione.parametrica eli una curva intersezione eli due su-
perfici, può essere utile incorniciare a identificare un parametro, del quale servirsi
la metà inferiore ha equazione z = -.J
l - x2 - y 2 , la parametrizzazione di
poi per descrivere la curva.
..i3 sarà allora

Cl! L'intersezione del cilindro x2 + y2


= l con il piano 5x - 2y + z = 4 [l+~oso:}+ [s~o:Jj + [ ~] k a E[O, 2rr]
è un'ellisse, i suoi punti sono in corrispodenza biunivoca con Ì· punti del-
la circonferenza x 2 + y 2 = l nel piano xy, pararnetrizziarno allora questa .L3 : r(a)=
circonferenza con (cos rJ, sin~), al punto sulla circonferenza, eli coordinate
x= cos rJ, y =sin !J corrisponde sul piano (e quindi sull'intersezione eli pia- [l+~oso:}+ [s~o:]j+ [ -)1-~oso: Jk o: E (2rr, 4rr]
no e cilindro) il punto eli quota z = 4- 5x + 2y = 4- 5 cos rJ- + 2sin rJ-,
pertanto un'espressione parametrica eli .ii è
grazie alle formule eli bisezione•, possiamo allora scrivere un'espressione più
agevole:
.L1 : r(t) == [cos rJ-]i +[sin !J]j + [4- 5 cos !J + 2sin rJ-]k, · rJ- E [0, 2rr].

@ Anche in questo caso, iniziamo a identificare un possibile parametro: dall'e- .L3 : r(o:) = [ l+ coso:].1 + [sin
T ex·] J. + [ sm
·: o:] k, a E [0, 4rr) .
quazione del piano possiauio:esprimere z in funzione eli x: z = 2x- 3, poiché
2 2
poi l'equazione della superficie permette eli esprimere tutto in funzione di y:
3 2
y3 = z - x + xz ossia :Y = .;,/z 3 - x 2 + xz, possiamo porre direttamente Esercizio 4.6 - Vettore tangente a un curva
x= t, con t E lR e scrivere Scrivere l'equazione della retta tangente alle curve qui sotto elencate, nel punto indicato:

·:~-~ : r(t) =ti+ [ .,Y (2t ·_ 3)3- t2 + t(2t- 3)] j + [2t - 3]k, t ER G).L1 : r(t) = 2e 1i - [t2 + log t]j, P1 (2e2; -4 -log 2);
® .L2 : q= 2!J, P2(0, rr);
® L'intersèzione del cilindro; avente asse verticale in corrispondenza del punto
(~,O) e raggio!, con la sfera eli raggio unitario centratanell'ori_gine è rappre- ® L 3 : r(t) = [2 cos t]i + [t sin t]j + t2 k, P3 ( ..;3, ; , ;: ) ·
2
sentata da una curva "a otto" che si depone per metà sull'einisfero superiore
e per l'altra metà sull'emisfero inferiore.
Soluzione .
z Data la curva L: r(t), il vettore tangente a essa in corrispondenza del genenco
valore di t è dato dab
r' (t) =x' (t)i + y' (t)j + z' (t)k.
'

· Per scrivere l'equazione della retta ~g.ente a L in un certo punto ~, è sufficien-
y te conoscere il valore eli r'(i) (ove t è 11 valore del parametro comspondente al
punto P).

Per descriverla tutta, è necessàrio effettuare due interi giri sulla circonferenza "Infatti
di base del cilindro,. se per questa circonferenz!l usiamo la parametrizzazione ~= {sin7" et E [0,27r]
usuale: ·•.. ,.: ·· ·· · · · v~ -srn2 et e (27r,47r].
l l l .
x=-+ -coscx y = smcx bp 0 ssiamo allora reinterpretare la definizione di curva regolare in (a, b): la curva L è regolare
2 :2 ' 2 in (a, b) se lr'(t)l ;l:Oprognit E (a, b),
·.:··
128 Capitolo 4 Curve e superfici 1.29

® n punto Pt (2e2, -4 -log2) corrisponde al valore t = 2 infatti dalla prima Esercizio 4.7 - Curvatura
Cerchio osculatore- Plano osculatore
componente abbiamo 2e 1
= 2
2e , pertanto t = 2, controllando nella seconda
componente: Per ciascuna delle curve qui sotto elencate, determinare il raggio di curvatura nel punto
indicato:
-t - l og t 1=2
2
= -4- log 2;
inoltre, poiché
® .i2 :parabola y = x2 , P2(l, l);
1
r'(t)=2e i-[2t+ni. => r'(2)=2e 2i-[~}; @ .L'3 : Q = (l + cos 1})' P3 (~· ~~).
pertanto la retta cercata è per la curva .L't scrivere l'equazione del piano osculatore, per le curve .L2 e .L3, scrivere
l'equazione del cerchiò osculatore.

x
[ Y J-_[ -4-log2
2e J+t [ 4e2
2
-9 ·
J Soluzione
Data .L: r(t), dalla teoria sappiamo che la curvatura !C(t) di .L'nel punto corri-
spondente al generico t è data da .,
® Esprimiamo innanzitutto .L'2 in forma parametrica:
(t) = Jr' (t) 1\ r'' (t) l .
.L'2: r(t) = [219-cos'IJ]i+ [219-sin'IJ.]j, . !C jr'(t)j3
operando come sopra, osserviamo che P2 corrisponde a 1J = Ì; inoltre Sappiamo inoltre che r'' (t) punta verso l' "interno" della curva L, ossia dalla parte
da cui si trova il cerchio osculatore, il cui raggio (raggio di curvatura) è dato da
I1~t)=[2cos'IJ -21JsinJJ]l+ [2sin19- +2JJ cos'IJ)j, => r' G-)=-rri+2j; R = K~t); inoltre, se .L' E JR3 , r' (t) e r'' (t) individuano il piano osculatore della
curva nel punto corrispondente a t.
e pertanto la retta cercata è
<D Pt corrisponde a t = l, inoltre_
r" (t) = 6ti + [4 + 12t2)j;

pertanto r' (l) = 6i + 8j + k e r'' (1) = 6i + 16j. Nel punto P 1 la curvatura e


@ Osserviamo che P3 corrisponde a t = ~. Dopodiché il raggio di curvatura sono dati da

r' (t)= [-2 sin t)i + [sin t +t cos t)j + 2tk,


IC = j-16i+ 6j +48kj = {2s% (1W
j6i + 8j + kj 3 y1Qi3' R=y25%·
n piano osculatore di .L1 nel punto P1 ha come vettore perpendicolare r' (t) 1\
r'' (t), ossia -16i + 6J + 48k, la sua equazione è pertanto
e pertanto la retta tangente è (moltiplicando r'(~) per 12)
-16x + 6y + 48z = 2, ossia 8x- 3y- 24z = -1.

x ]
[ Y
z
=[ rr,j3
/12
rr 2/36
J [ + t rr-12,J3
+ 4,J3 ] .
4rr
® Parametrizziamo la parabola.L2 : r(t) = ti+ t 2 j, poiché P2 (1, 1) corrisponde
a t = l troviamo che

r'(t) =i+2tj, r"(t) =2j ::=?- r'(1) =i+2j, r"(1) =2j;


130 Capitolo 4
Curve e superfici 131

pertanto la curvatura e il raggio di curvatura quando t = l valgonoc n centro del cerchio osculatore è pertanto posto sulla verticale del punto P3,
J2kJ. 2 r- verso il basso (concordemente con r'') a distanza ~../3 da P3, e cioè nel punto
5
K = Ji+2jJ 3 = 25.YS R= z..f5.
n cerchio osculatore di .L2 ha raggio R, il suo centro si trova a distanza~~
.(xc, Yc)
(33
= 4' 4.)3- 2 )
3.)3 =
(34' 12
../3) '
da P2 nella direzion,e perpendicolare alla retta tangente, ossia nella direzÌone
perpendicolare a r', nel verso delle y (crescenti in accordo con il verso dir'') e l~ sua equazione è
questa direzione è individuata dal vettore v= -2i + j; per trovare il centro è
sufficiente aggiungere alle coordinate di P2 un vettore come v, di lunghezza
pari a R:

[xc, Yc] = [1, l]+ &...(5!:! = [-4, ~J


~ cerchio osculatore ha quindi centro in ( -4, ~) e raggio R = ~~~ l'equa- ossia 12x2 + 12y2 - lSx - 2../3y = 9.
ZIOne è ·.
Osservazione importante: Cerchi osculatori nello spazio·
Anche in JR3 è possibile parlare di cerchi osculato)i; tuttavia, a differenza di quanto
x
2
+ y 2 + 8x - ?y = 3. accade nel piano, la loro equazione si può scrivere sotto forma di in_tersezione ~a
. il piano osculatore e la sfera che ha lo stesso centro e lo stesso raggto del cerchio
® Esprimiamo .L3 in forma parametrica oscillatore.

r(t) = (l + cos t) [costi+ sin tj], Esercizio 4.8 - Terno Intrinseca


. ··}.
e osserviamo che p3 corrisponde a t = ~' poiché Data la linea
.L: r(t) = [t2 + l)i + [t 3 - 2ll + [2t)k,
r' (t) = [-sin t- 2 cos t sint]i + [cos t+ cos 2 t - sin2 t]j, scrivere la tema intrinseca relativa al punto P(5, 6, 4).

r"(t) = [- cos t - 2cos 2 t+ 2sin2 t]i + [-sin t- 4cos t sin t]j, Soluzione .
Data la generica linea regolare .L: r(t), è detta tema intrinseca nel punto P E ..t
e quindi
la tema di versori T, N, B ove

• T è il versore tangente a ..t in P, diretto come r' (t) e di lunghezza unitaria,


pertanto
t 1 (t) l
:(lertanto la curvatura e il ra~gio di curvatura quando t = ~ valgono :=
l

T (t) Jr' (t) l;


l
• N è il versare nonnale a.Lin P, N punta nella direzione del centro del cerchio
oscillatore a .:t'in P, pertanto T e N individuano il piano osculatore, inoltre

T'(t)
N(t) = JT'(t)J;
esi può dimostrare che, se la curva L
(x, y(x)) è data da
è.data in formà· èartesiana,
". ··
"allora la curvatura nel punto

ly'' (x)l. . . . '~~ • B è il versare binonnale a .Lin P, forma con T e N una tema destrorsa, quindi
/( - :-:---:"-;-:-:-:-;i-~'"
- Il+ [y'(x)J21(3(2). ~:.
B(t) = T(t) J\N(t).
[ '
.... .. .t.,,,·
132 Capttolo 4
. Curve e superfici 133

Osserviamo che, se la linea .L ha una generica parametriz~one in t, una volta


calcolato T è più comodo calcolare B: e quindi, nei due casi, l'integrale diventa

:;......
B t) -
(
r' (t) 1\ r'' (t)
- lr'(t) 1\ r''(t) l'
1b .J1 + [f' (x)]2 dx,

e da questo ricavare N= B 1\ T (sfruttando le proprietà della tema destrorsa). <D Abbiamo


Nel nostro caso, P corrisponde a t =
2. Poiché
r' (t) = [2t]i + (3t 2]j + [2]k, lr' (t) l == ./9t4 + 4t2 + 4,
da cui
troviamo che
2
T(t) = [2t]i + [3t Jj + [2]k, 4i + 12j + 2k
lr'C~)I = (3t 2 -~Y~ (2-V3Y =/9t4-6+~+12
2 . 6 l
.V9t4 + 4t1 + 4 T(2) · .JI64 · = .J4Ii + .J4Ij + .J4Ik;

j. inoltre r'' (t) == 2i + 6tj, pertanto r' (t) 1\ r''(t) = [ -12t]i + 4j + 6tf.k, e
+
[- Ùt]i 4j + 6t2 k : 6 .
B(t) = V36t 4 + l44t2 + 16; ,. ... ~(-2)-=- ./731+
l 6
·.J73j +.JTik. .. .. · pertantb
= (3t2 + ~ r = 3t
2
+~

= B 1\ T e quindi
Iniine, N
35 . 18 38
lunghezza (.L1) = { (3t 2 +
. h
4
2.)
~-
dt = 64- ~.4
N(2) =- ..;29931 + ..;2993j- ..;2993k.
® U~ando la formula più sopra citata, abbiamo lr' (t) 1= .VI +4x2 e pertanto
1 1
Esercizio 4.?-. Lunghezza di una cur-Ya lunghezza (.i'z) = .f .J1 + 4x2 dx = 2 { .J1 +4x2 dx,
Calcolare la lunghezza delle seguenti curve: : l-1 Jo
quest'integrale si calcol~ per sostituzioned:
CD .il: r(t) = [t + ~ +2}+ [3 +2./3t]j,
3
t E [1,4];
rl
®..tQ:parabolay=x 2 , xE[-1,1]; 2 Jo .J1 +4x dx = [
2
2 1_:,::~:dt J~ 1./1 i
+Sh 2 tCht dt
® .i3: Q= el'f, 1J

t
E

E
[0, rr];

[0, 2).
=
l
o
ì 2
Ch t dt =-
l
4o
Li 2 1"[1 . l
(e 1 + e:-1) dt =- -e 21 + 2t- -e-21
42 2
Jlog[2+.,15]

0
in definitiva
Soluzione
Data una curva .L: r(t) con t E [a, b], la lunghezza di .L è data dalla formula .
lunghezza(.i2) = - -e21
l [l .l
+ 2t- -e-2r
Jlog[2+.,15J log [z + .JS]
""'..)5 + -~:-'---"-
_Iunghe~za (.L)= lb lr'(t)l dt. ·
4 2 2 o
® Usando anche in questo caso la forniula scritta sopra, poiché g(tJ) = g' (JJ) =
"2

Si può osservare che, nel caso di una curva scritta in forma cartesiana y f (x) = el'f abbiamo lr'(t)l =
)[el'f]2 + [el'f]2 -/'iel'f, e quindi =
(x E [a, b]) e nel caso di una'curvascrittainformapolarea =
g(JJ) (JJ E [a, ,8]), l
i

l'espressione lr'(t)l diventa


lUii.ghezza(-4) = {lr -he!} M= ./2(e" -l). !/
·
lr'(t)l dt =
1./1 + 2
[f'(x)] dx in forma cartesiana
Jo . !j
l

.,j[g(tJ)]2 + [g'(JJ)]2 d~ in forma polare


dD a 2 = Sht si ricava t= log[2 + ..JSJ.

l
Il
[

: '":
,.'.'

r
\.' ·l .' ~ '..

. >' .:·

.·:· t; . . . .

,: ,>;·. . ,.:~.; ·:'!'t; ' ~ ' ..


[
~-

,.
:. , . .• ·· ~ .. ··. q [
a
f~ : . .J.•
' .1; ::.~~~;~:.i·

. ~ ..... i
,_.;., ,
', [

• •. ~ •.: r-

... .. ['• ~ ) l : ·Ì ;o: ; • ~.\ ...


·... , ~i
i . .r
:. ~' .. ).

......

; . ~ l,,

·~ . . ,. :. :.•' i . : ·

'. ~ ... . ·,

134 Capitolo 4 Curve e superfiCI 135

@ In questo caso r'(t) = e1i - e- 1j - .J2k e quindi pertanto

.l
lr'(t)l =.)e21 + e-21 + 2 =.)(et+ e-t)2 =e'+ e-t,
pertanto · quindi

s . '(
= ~(t) = 4 l --: cos 2 t) 4-s
t= t(s) = 2arccos - - .
4

La riparametrizzazione cercata è allora


Esercizio 4. l O- Ascissa curvilinea
Dete;mi~are la parametrizzazione in termini dell'ascissa ·curvilinea s della curva seguen-
L: r(s) = [ 2arccos -4-s
4
- - sin ( 2arccos - -
4
4-s)] i

l"; te (ctclmde):
L: r(t) = [t -sin t]i +[l - cos t]j, t E (0, 2rr]. + [l - (2
4~ s) J
cos arccos j,

con s E [0, 8].

y~ Eserclzio 4.11.- Integrali d l linea d( prima specie


Calcolare i seguenti integrali di linea:

<D 1 ::
Lt Y
ds
'
L1 : r(t) = [e31 ]i + (ét]j, t E (0, l];

·:~
·,
Soluzione
Data L: r(t) con t E [a, b], l'ascissa curvilinea s(t) rappresenta la lunghezza
® 14x ds, L2 : parabdla y = x2 , x E [0, 3];

dell'arco compreso tra r(a) e r(t), ossia .


® 1
.LJ2x+l
yz ds
'
L3 : r(t) = [t2]i + [2t]j + [log t]k, t E [1, e].

s(t) = [ jr'(r)l dr.


Soluzione
Per rip.arame~zare .L in termini di s, è necessario" determinare t in funzione di Data la curva
s e scnvere r m funzione di s.
Poiché L: r(t) = [x(t)]i + [y(t)]j + [z(t)]k, t E [a, b];
r' (t) = [l - cos t)i + [sin t]j e data una funzione f (x, y, z) definita in tutti i punti di L, l'integrale di f lungo
e quindi lr'(t)l =.../2-2cost, usando le.formule di bisezione (t --= [O 2 ] .L si calcola trasformando x, y, z e· anche s .#1 funzione di t:
'di'2 E [O , rr]) abbiamo
qum "' , rr,

ds=lr'(t)ldt :=} jLJ(x,y,~)ds= 1b f(x(t),y(t),z(t))ir'(t)jdt.


lr'(t)j = .../2 -2cost =~l- cos t = 2sin!...
2 2' Questa tipologia di integrali è detta integrali di linea di prima specie, si distinguo-
no dagli integrali di seconda specie, di cui parleremo più avanti, per la variabile
d'integrazione: nel caso degli integrali di prima specie, la variabile è l'ascissa cur-
vilinea s, nel caso degli :integrali di seconda specie le variabili d'integrazione sono
enar pun~o. di vista teorico ciò è sempre possibile, infatti .s è una funzione crescente in t; non è
' le coordinate x, y e z.
i"
sempre poSSibile effettuare esplicitamente questa trasformazione nel casi particolari.
.~
.. ·. ··: ::.··.
l36 · ca~ltoloA ,j;,.".i:-) .. ·
Curve e superfici l37

m Abbiamo
Esercizio 4.12- lntegroli di lineo di primo specie
r' (t) = 3e31i + 4e 41j, Interpretazione.fisica
/r' (t)J = -/9e61 + 16e 81 = e31 )9 + 16e2t,
Calcolare la massa e le coordinate del baricentro della linea .L : r(l) = 3Pi + 6tj +
inoltre t3k, t E [l, 4], la cui densità lineare vale
x+z
o(x, y, z) = 3Y'
pertanto Soluzione · .
Se si interpreta hi curva .L come un filo avente de~~ità line?I~ (x, o. 1, z), allora la
1~ ~e 31 -/9 + 16e21
1 1 massa M e l'ascissa del baricentro sono date dagli mtegrali di linea
ds = dt = ( e21 )9 + 16e21 dt
lo( e
...ii Y
= [
21
• =u ] = ~ (,; ; u+ 9 du _
lo
_ )C16e 2 +9) 3 -27
.M= L o.(x, y, z) ds,
.
. xB =M-l 1.L
x o(x, y, z) ds.
ze2' dt = du 2 l \l . Y 16 - ..• ~ 48 .
Nel nostro caso r' (t) = 6ti + 6j + 3t2k, quindi
® Irj quest? ?aso, poiché anche Jr'/ = -v'l + 4x 2 può essere scritto in funzione
di x, scrlVlamo tutto l'integrale in funzione di x: · Jr'(t)/ = .)36t2 + 36 +9t4 = .)9(t2 -1.- 2)2 = 3(t2 + 2);
3 inoltre
14 xds=·( x)1+4x2dx=[
k . h~=~
J
4x 2 =u
o(x(t), y(t), z(t)) =
x:+z 3P+t
3Y = ---ut =
3
l
18
(3t +t2 ),

-
1136 .Jf+U du. .l =---'-:
[
)Cl+ u)3]36 = -Vfi3- l . pertanto
.8 o 12 o 12 {4 l 3219
@ Calc61iamo r':
M= lr 18 (3t+t )3(t 2 2
+2)dt=~·
inoltre .

r' (t) = 2ii + 2i + ~k.


t '01 Jr'Ct)J=/4t +4+
2
t; =/(zr+~Y· XB
l [4 l
= M }l 18 3t2(3t + t2)
2
3(t + 2) dt
40
= 3219 . ~ =
181287 241716
7511 ;

t E [1, e] implica 2t + f > O, quindi . . l l t 2 2 - ~ . 7749 - 20664.


YB . = M }l lS6t(3t +t ) 3(t + 2) dt- 3219 5 - 1073 ,
.
jr'(t)J =2t+.-
. 1
t
2t 2 +l
= -·
t '
ZB
l {4 l 2 40 1661871 . 553957
=M }l 18t3(3t + t2) 3(t +2) dt = 3219. 560 = 15022.

infine
YZ 2tlogt Es~rclzlò 4. 13 - Integrali di linea di prima specie
Interpretazione geometrica
2x +
1 = 2t2 l ' +
pertanto Calcolare l'area A della superficie a generatrici parallele all'asse Z compresa tra la linea
.L: y =sin x, x E [0, rr) e la superficie di equazione z = f(x, y) = x../2.- y 2 •

1 27-f=l !e +
.t;
YZ
ds = 1
2tlogt 2t + 1 2

2 t 2 1 - t - dt = 2 1,• Iogt dt
1
fValgono ovviamente formule analoghe per ordinata e quota del baricentro:
= 2[t1og.t- t];= 2: -:=.
YB = ~ j.LY 8(x, y, z) ds, ZB = ~ j.Lz 8(x , y, z) ds.
138 Capitolo 4 Curve e superfici '139

Soluzione Soluzione
?ata u?a linea .:é'nel piano xy e data una funzione f (x, y) definit~ e n~n negativa Come per gli integrali di prima specie, anche per gli :integrali di seconda specie
m comspondenza dei punti di .t, l'integrale le variabili che compaiono nell'integrale vengono trasformate nel parametro della
linea~ mentre nel caso degli integrali diprima specie ds diventava !r' (t) l dt, ora

[t ex. y) ds
negli integrali compaiono dx, dy e dz, che diventano rispettivamente

dx = x'(t) dt, dy = y 1 (t) dt, dz = z'(t) dt.


P~Ò essere visto come l'area della superficie verticale compresa tra la linea L nel
piano xy e la superficie z = f(x, y): . <D Osserviamo :innanzitutto che nella parametrizzazione data per ..:é'1 il parametro
t varia da t= Oa t= l, inoltre
z
dx = -e- 1 dt,

pertanto

y 1 [xy dx + dy] = [ [te 1 (-e- 1) dt + (e 21 +2te


21
) dt]
.il
= r l[-t+.e 21
+ 2te21 ] dt =
"
[-~t 2 + te 21
]l = e
2
-
l
-.

N~l nostro caso, (usando direttamente la parametrizzazione in x)


lo 2 . o 2

® Usando x come parametro, x varia da x = Oa x = 2, inoltre d y = d(x2) =


lr'J =)l+ cos2 x, f(x, sin x) = x)z- sin x,2
2x dx, pertanto
··t
pertanto
J 12 [x dx + -x2-+21 x dxJ
A= [t 1rr x)z- sin x )l+ cos x dx ==fa:]'( x(l + cos x) dx 1[4 ·
+ 1 dy =
x dx + _Y-
x+2 0 . x+2 .
ex, y) ds = 2 2 2
== {2 [x+ x2 + lzx]
h x+2
dx = 12 [zx3
· o x+2
+ +x2 4x] dx

e, usando le formule di bisezione,


= 1rL2x
o
2
2
- 3x + lO - ~]
x +2
dx == ... =
58
3
- 20 log 2.

® Osserviamo :innanzitutto che nella parametrizzazione data per .L3, concorde-


mente al verso di percorrenza pi:escelto, il parametro t varia da t = e a t = l,
inoltre (dy non compare nella fomiula)
Esercizio 4.14- Integrali di linea di seconda specie .
Calcolare i seguenti integrali di linea: l
dx = 2t dt, . dz =- dt; .
t
<D 1·
.ii
[xy dx + dy], p
..Z.[;
{r(t) = [e-1]i + [te 21 ]j
percorsa da (1, O) a (e-l, e2 ) pertanto (attenzione agli estremi d' :integrazione... )

® 14 [x dx + Y +l dy],
x+ 2
.:é'2 . {parabola y = x ,
· percorsa da (0, O) a (2, 4)
2
j..:L3 [xyz dx - xz dz] = 1[zt
1
3 2
log t · (2t) dt - t log t · ~ dtJ
r 9 +25e 2 - 64e 5
® J4
[xyz dx -xz dz], .:é'
3
• fr(t) = [t 2]i + [2t]j + [log t]k,
· l.Percorsa da (e 2 , 2e, l) a (l, 2, O).·
= -l t 4
[ 4t - t Jlog t dt = :integrando per parti = 100
140 Capitolo 4 Curve e sup$rflci 141 .i.
Osservazione importante: Integrali di linea e verso di percorrenza CD In questo caso, di· dev'essere· percorsa in senso antiorano,
· · essa racchiude il
Negli integrali di linea eli seconda specie, abbiamo appena visto che le variabili =
triangolo T, poiché f(x, y) sinx2- xy e g(x, y) xeY + y avremo =
d'integrazione sono x, y e z, pertanto il risultato è legato al verso di percorrenza
della linea: se la linea, al crescere del parametro t, è percorsa in senso inverso
rispetto a quanto richiesto dall'esercizio, in teoria dovremmo cambiare parame-
1 .t't
[Csinx2 -xy) dx + (xeY + y) dy J = Jl (eY +x) dx dy
1-1
trizzazione; tuttavia si riconosce facilmente che questo equivale a .scambiare gli
estremi d'integrazione (o, che è lo stesso, cambiare eli segno il risultato). ±; 2 [ l ]X=--,;-
Questo problema non riguarda gli integrali eU prima specie: poic~é la variabile
={2dyr= (eY+x)dx={ xeY+lX2x= dy
d'integrazione è l'ascissa curvilinea s, che è sempre crescente.
lo lx==~ lo i
=!az (2eY - yeY + 2- y) = ... = e2- l. .

4. 1.2 Formule di Green


In uesto caso, la linea Lz non è. chiusa; possiamo agire nel m?do s.e~ente: l l

~
@
chi;diamo .Lz completandola con linee di comodo (nella fattispecie. 1- due
Esercizio 4. 15 - Trasformazlon·e di integrali di linea in Integrali doppi segmenti di assi):
'~
l
! Calcolare i seguenti integrali di linea: · y

Q) 1 [Csinx
..i"j
2
- xy) cix+ (xeY .+ y) dy
.
J; ® 1
.L2
[yexdx+(e"'+xy)dy]; A

ove .L1 è il triangolo OAB, con A(2, O) ·e B(l, 2), percorso in senso antiorario; e .L'z è
l'arco di circonferenza x 2 + y 2 = 4 percòrso in .renso orario da A(O, 2) a B(2, 0). ·
-~

' usiamo la formula di Gre~n per calcolare l'in~egr~e del testo e~es_o a tu~~ l~
y (D. y @ frontiera del quarto di cerchio D (in senso antioranol), s?ttraen o l con~ u
l ti . . enti O B e A O ciò che rimane è il contributo dovuto ali arco
E
A
r;l, ~: ~=ieremo di segno per ottenere il risultato cercato. Usando la
formula di Green, allora

JL((ex+
Lz
i• i~.
C_ _[yex dx +(e"' +xy) dy] = y)- ex) dx dy
x x JoBUBAUAO ·
E

= !Lydxdy .
Soluzione
= (in coordinate polari) = . Q dQ = . ... = 3.8
rlo lf d"IJ 1~=2 (Q sm,.)
Le formule eli Green permettono di trasformare integrali eli ·linea di seconda specie a=O
in integrali doppi, e viceversa. Se D è una regione chiusa del piano e .L è la sua
frontiera, percorsa in senso antiorario, la formula afferma che ·
Consideriamo ora i segmenti -O B e -A O: su1 pnmo
· Y = O (e . dy-
- O) • sul
secondo x= O (e dx = 0), pertanto
. /}f(x, y) dx + g(x, y) dy] =!L [gx(x, y)- /y(x, y)] ~ dy .
· ··.: .
hB
r_ [yex dx +(e"'+ xy) dy] ::::: L~
r~=2 o dx =o,
Con questa scrittura, si vede come trasformare un integrale di linea (al primo
membro) in un integrale doppio. (al II membro). · ~[ye"'
h.o
dx + (é +xy) dy] = j_
y=O

Y-2
l dy = -2.
.
.::.
142 Capitolo 4
Curve e superfici 143

Pertanto (il verso di percorrenza è antiorario) m Usando alteiuàtivamente la prima o la seconda formula, l'integrale del testo
diventa
8
-=
l + 1 + h =0+ 1 -2 -1
!'[
3 OB BA AO BA
1 xy dx
.il
e quindi

1 [yédx+(ex+xy)dy]=- r =-~.3 }DI


xdxdy=

!
11 -x 2 dy
4 hA .iJ2
scegliamo la prima, poiché dx = (l - 2t) dt è più semplice di dy =
(e- e1 - té) dt; per decidere se al crescere di t la linea è percorsa in senso
Esercizio 4. l 6 -:- Trasformazione di Integrali doppi In Integrali di linea orario o antiorario, asserviamone la prima componente x(t) = t (1 - t): es-
Calcolare i .seguenti integrali doppi; sa è dapprima crescente e poi decrescente Oa linea si allontana verso destra,
per poi ritornare all'origine), in corrispondenza di t = !
raggiunge l'ascis-
<D Jlvi x cix dy; . ® !Ll yex cix dy; sa massima, per questo valore di t abbiamo r'C!) = .je(.je- ~)j, poiché
-fi(-fi- ~) >, O il v~ttore tangente alla curva nel punto r(~) punta verso
ove i rispettivi domini sono; l'alto:

y y y
®

r x·
x

le cui frontiere .sono rispettivamente éiD1 = .z~i. con e quindi, quando t va da Oa l,.Li viene percorsa in senso antiorario. Tornando
all'integrale
éiD1 =.il ; r(t) = [t(l- t))i + [t(e- e1)]j, t E [O, l];

J·r}DI x dx dy = -1LI xy dx = -1o é~]). (1-2t) dt


1
e éiD2 =..if1. = Yl U )'2, con ([t(l- t)]. [t(e-
Yl : segmento O A, con A (1, O) 1
= = 1501e-4080 .
1
( · )
Y2 : r(t) [cos t)i+ [sin2t]j, t E (0, ~]. =- (t 2 - 3t 3 +2t4 )(e- e)
1
dt= ... é:::: 0.00235.
o 60
Soluzione @ Usando la prima o la seconda formula, l'integrale del testo diventa
La !ormula di Gr~e~ può essere letta ·anche nel verso opposto, per trasformare
~ mtegrale do.pp1o m un integrale di linea. È un accorgimento che si rivela par-
ticolarm~nte utile se l~ frontiera del dominio d'integrazione è espressa in farina
par~etnca. L'uguaglianza, letta "da destra a sinistra", può essere applicata in tre
mod1 (la scelta si basa su ragioni di comodo):

lL /y(x, y) dx dy~- Lf(x, y) dx, IL gx(X, y) dx dy= Lg(x, y) dy, scegliamo di usare la prima: osserviamoinnanzitutto cheL2 = Y1 Uyz, inoltre
L 2 va percorsa in senso antiorario, questo signilica che
JL [gx(x, y) + /y(x, y)] dx dy = [r -.f(x, y) dx +g(x,y) dy]. • y 1 va percorsa da O a A, cioè da x = O a x = l,
• y2 va percorsa da A a O, cioè da t = Oa t = l;
144 Copttolo 4 Curve e superfici 145

no~~o che~ con.tributo dovuto a y1 è nullo, poiché su y1 abbiamo y = o e doppio su. D della funzione costante .uguale a l, possiamo (a patto di percorrere L
. qumdi la funzione mtegranda è nulla, mentre su y 2 abbiamo dx =- sin t dt, e: in senso antiorario) scrivere che

11
2
l'l
Y 2 ex dx =-
2 o
11-T
[sin2t] 2 e[cost](-sint) dt
.
areaCD) = JL ctx dy = jLx dy =- JLY dx;
combinando le due formule, ne otteniamo una terza:
?ost = u J
= -2 ['f sm_Ztcos.ztecost sin t dt
lo
1 . .
.= [-smtdt= du area(D) = ~2 1[x
.:t
dy- y dx],
= -2
1o
(1- u2)u2eu du = ... = 16e- 44·
. ' che si rivela particolarmente utile·nel caso in cui L sia data in forma polare Q
g(~). infatti in questo caso x dy-: y di= [g(~)f d~.
=
quindi CD Osserviamo che, al crescere di t, la linea .:t1 è percorsa in senso antiorario,
possiamo allora usare la prima formul.a, e poiché dy = (l - 2t) dt

area(D 1) =[x dy = { [t(l- t) 2 )(1- 2t) dt = . . . =


1
60
.

@ La frontiera di Di è espressa in coordinate poliiri, e poiché al crescere di ~ è


Esercizio 4. 17 - Applicazione delle formule di Green: Calcolo di aree
per.corsa in senso antiorario, abbiamo (usando le formule di bisezione): ·
D2 e D 3 sottoindicate:
Calcolare le aree delle regioni piane D1,

y y ® y @
area(Dz) 11 [x
= -2 4
J
dy- y dx = - 111( (l+ cos ~)
2 -11'
2
d~

= ~
2 -
lx (l + 2 c~s ~ + cos2 ~) M = r (l + cos ~) d~
h
2

l:· 111( (3 + cos


= -
3
2~) M = -rr .
2 o 2
x @ La frontiera di D 3 è definita a tratti, occorre sommare il contributo relativo
a ciascun arco (avendo cura di percorrerla tutta in senso antiorario); in alter- 1
nativa si può calcolare l'area del dominio Dj = D3 U T, e sottrarre poi al
aventi.risP.ettivameniefrontiera aD1 =.Li aD2 = .L2 con
l . J '
risultato l'area di T:
.Li: r(t) = [t(l- t) 2 ]i +[t--:- t 2 jj, t E [0, l]; y y
.L2 : Q = l+ cos 1J · 1J E [ -rr, rr] (cardioide);
B
e aD3 =.L§= Yl U Y2 U Y:J, ove

Yl : r(t) = (cos t) 3i + (sint) 3j t E [O, iJ, h


T
}"l : q=e~ ...
v E [orr]
,
4
, x ' x

Y3 : segmento AB ~
Osserviamo che D3 è composto da un triangolo e dal dominio {O ~ ~ ~
%.• O~ Q ~ eg}; considerando il triangolo OAB, avente base OA e altezza
Soluzione ..... , relativa a essa data dall'ascissa di B,
~
L.e f?rmu.le Green possono essere il u~ate anche.·p~i :~~~olÒ ~i
aree di d · · l l -fi, -fi,
plaru, ·pq1c:he l'area di un dominio D (avente frontiera .i) è data dall'int~= area( OAB)=-
2
·l DAl· XB =-·l· -e<= -e•·
2 2 4 '
·::-:..~_;·

146 Capitolo 4
CuNe e superfici 147

considerando il restante dominio,


<D Una rappresentazione parametrica della sfera centrata in (xo, Yo, zo) e di rag-
l ' t 1q=e~ gio R è data (ricordando il significato delle coordinate sferiche R, rt, <p) da
l :' 1o M
R""O
QdQ==: .•. =~(e~-1)·
4 ' r(rt, cp) = [xo + R sin cp cos rt]i + [yo + R sin cp sin rt]j + [zo + R cos rp]k,
·( quindi tt E [0, 27i), cp E [0, 7i). .
l
t
,.
:.: ar~a(Dj) = .v;ef + ~(elf- l) = ~ (elf + -/ief -l). Nel nostro caso

;e;ed~temunare l'area di T_' usiamo la terza formula, e osserviamo che l'e-


.A . {r(rt, cp) = [2 + 3 sin cp cos rt]i + [3 sin cp sin rt]j +[l+ 3 cos rp]k,
1
·r:en~oslvonertie.rcxaldy- ytrdx] Sl annulla sia sul segmento orizzontale sia sul seg- . tt E [0, 2rr], <p E [0, 7i].
e, men e su y 1
® Pos?iamo vedere il cilindro h come insieme di punti per i quali x 2 + z2 = 4
dx = -3 cos 2 t sin t dt e 2
dy = 3sin tcost dt, e O :S y :S 5. Le coppie (x, z) che verificano la relazione x 2 + z 2 = 4 sono
e rappresentate dalle equazioni (x = 2 cosa, z = 2 sin a) con· a E [0, 2rr] se
scegliamo come parametri proprio a e y, abbiamo
x dy- y dx = [cos3 t](3 sin2 t cos t dt)- [sin3 t](-3 cos2 t sin t dt)
h: r(a, y) = [2cosa]i+ [y]j + [2sina]k, a E [0, 2rr], y E [0, 5].
= 3 cos 2 t sin2 t(coé t+ sin2 t) dt = ~(sinZt)2 dt ® Dato z z
E R, i punti di .J3 aventi quota si trovano sulla circonferenza centrata
pertanto sull'asse z e avente raggio Jz!, in altre parole le loro coordinate soddisfano
z
l'equazione x 2 + y2 = 2 ; possiamo allora scegliere{} e z come parametri,
area(T) = ~ )Yt( [x dy- y dx] =~lx
8 O
(sin2tf dt ricavando

-~
- ~ 1/fo
- 8
l - cos 4t
2 dt
3
= 327i'.
A : r(t9-, z) = [Jzl cos t9-]i + [Jzl sin rt]j + [z]k, tt E [0, 2rr], Z E R

® Sappiamo che l'equazione parametrica di tutta la sfera è data da


In detìllitiva
r(rt, <p) = [sin <p cos tt ]i+[sin <p sin tt]j+[cos <p ]k, {} E [0, 2rr], <p E [0, rr].
=~(ex +-hef -l)_ ~rr.
area(D3)
3 Ricordando il significato di tt e rp, per ottenere i punti del I ottante
devono variare entrambe in [0, l[J,:pertanto
tt e <p
4. 1.3 Superfici
4 : r({}, <p)= [sin <p ~os tt]i+[s.in <p sin{} ]j+[cos <p]k, {}E [O,~ J, <p E [O,~ J. .
Esercizio 4. 18 - Superfici in forma parametrica - l
Scrivere una rt;ppresentazione parametrica delle seguenti supeljìci;
Esercizio 4. 19 - Superfici In forma parametrica - 2
<D dì : sJ.e:a di raggio 3, centrata in C(2, O, l);
® -h : cllmdro x 2 + z2 = 4, con y E [0, 5]; Scrivere una rappresentazione parametrica delle seguenti supetfici:
® v1 : cono x 2 + y 2 - z2 = O;
<D dì :porzione di cilindro x 2 + y 2 == l,
@ 4 :porzione di sfera x2 + y2 + z2 l contenut~ nel I ottante.
= compresa tra il piano z =O e il piano x+ y + z == lO;
Soluzione ® ..!2: :superficie a generatrici parallele all'asse z, .
che si proietta verticalmente nella linea y ==sin x del piana·z =;Q,..
~~::d~;~el~ linee .era rossibile scrivere una rappresentazione parametrica r(t)
'
compresa tra il piano z == O e il paraboloide z ,; x 2 + y2 +2; · ',.
. a un smgo o parametro t a valori in un intervallo [ b] . al ,
per le superfiCi esiste una rappresentazione parametrica a, ' m gener e @ A :porzione di sfera x. 2 + y 2 + z2 = l, al di sopra del piano z ;; O·
. r(u, v) = +
[x(u, v)]i [y(u, v)]j [z(u, v)]k, + (u, v) E T e interna al cilinr;lro x 2 + y 2 -x =O (finestra di Vìviani).
d1pendente dai param tri al l . . · '
e u e v, oro vanare m un sottoinsieme T del piano uv.
148 Capitolo 4 curve e superflcl 149

l '

Soluzione Soluzione
Data una superficie informa cartesiana z = f(x, y), è sempre possibile scriverne
<D La generica rappresentazio~e del cilindro x2 + y2 = 1è
l'equazione parametrica, scegliendo x e y come parametri:
r(~, z) = [cos ~]i+ [sin ~]j + [z]k, ~ E (0, 2rr), Z E JR; r(x, y) =xi+ yj + [f(x, y)]k;
per limitare questa scrittura a di, è sufficiente limitare il campo di variazione data una superficie in forma parametrica, è possibile scriverne l'equazione carte-
di z, poiché O :::; z :::; lO- x - y, e poiché sul cilindro x = cos ~. y =sin~. siana so.tto condizioni analoghe a quelle che valgono per le linee.
abbiamo ·
<D È sufficiente applicare quanto appena detto:
di : r(~.z) = [cos ~Ji+[sin ~]j+[z]k, 1?- E [0,2rr], z E [_0, 10-cos 1?--sin 1?-].
· di : r(x, y) =xi+ yj + [x 2 + y'l.]k, x E [ -2, 4], y E [0, 1] .
® ·Possiamo _se~e la stess~ strategia ~el punto precedente: la superfici~ verti- ® Possiamo ripetere pedissequamente quanto fatto nel punto precedente, però
cale che SI pr01etta nella linea y = sm x ha equazione
dovrenlm.o rendere esplicito il campo di variazione di x e y: analogamente a
r(x, z) = [x]i + [sinx]j + [z]k, X E JR, Z E JR; quanto fatto per esprimere in domini degli integrali doppi ··

. ·tare la porzione che ci interessa, notiamo che O ::; z :::; 2 + x2


pe: limidi. + y2, {x2 +l::; l} =} {.-l:::; x:::; l, --/1-.x2 :::; y:::; ) l - x 2 };
. qum
in alternativa, è più comodo.ri~orrere alle coprdinate polari, scrivendo:
./z : r(x, z) = [x]i + [sinx]j + [z]k,
./z: r(Q, ~)=[Q cos ~]i+ [Q sin ~li+ [Q 2 ]k, [0, 1], 1J E [0, 2rr] . ~ '
l
Q E
® Sappiamo che, nel piano xy, la 'circonferenza x2 + y 2 - x = Oha equazione
polare Q = cos ~.con~ E [ -!f, y], il disco interno a essa sarà allora dato da ® In questo caso, conviene tener6le coordinate cartesiane:

J3 : r(x, y) =xi+ yj + [..jl- x2 - y2] k, X E (0, 1], y E [0, 1- X].


..7; o ::: Q ::: cos ~. ~E[-:!._ :!...] .
~
2' 2 l
l ® Po~ché (v >O)
poiché l'equazione della sfera si può riscrivere come Q2 + z2 = l, e per z 2: O
abbiamo z = -/I -
Q2 , la parametrizzazione cercata è · x(u, v)= vlogu u(x, y) = e:!n
{ y(u, v)= v2 { v(x , y) = -.(j
possiamo scrivere z(u, v) in :funzione di x e y:

f(x, y) = z(u(x, y), v(x, y)) =sin ( .JYe:!n); .,l


Esercizio 4.20- Superfici in forma cartesiana
2
Scrivere una rappresentazione pa:ametrica delle seguenti superfici cartesiane: dobbiamo stabilire ora il dominio D in cui far variare x e y: poiché y = v
<D di : paraboloìde z = x2 +~2:; x E [-2, 4], y E [0, l];
e v E (l, 2] , sappiamo che y ·e [1, 4], inoltre da x = v log u sostituendo y
troviamo x 'l
. 1\ l
®h: paraboloìde z = x2 + y2, - =logu
./Y
®./3 = ,/1-x2 - e poiché u E [1, 2], log u E [0, 1], pertanto
:porzione dìsferaz y2, x;::: O,y;::: O, x+ y::; l;

d~te le segw;nti super:(ìci in_for;na parametrica, scriveme (ave possibile) la rappresenta-


vane cartes1ana, altrimenti spzegare perché non è possibile:
0<~<1
--./Y- =} o:::x::: 'VJ'ry l
® 4 : r(u, v) = [v logu]i + [v 2]j + [sin uv]k in definitiva D = {l :::; y ::; 4, O ::; x :::; ..jY}; pertanto la superficie~ si può
U E [1, e], V E [1, 2); scrivere in forma cartesiana:
® .:0 : r(u, v) = [(a+ ,8 cos u) cos v]i + [(~ .+: ~ c~s u) ~m:·~]j + [,8 sin u]k, 4: z = sin(.JYe-:11), (x, y) E D.
· . u E [0, 2rr] , v E [0, 2rr] (toro di raggi a e {3, a > (3).
150 Capitolo 4

Curve e superfici 151

® In nessun caso ./s può essere scritta m forma cartesiana: poiché vi sono coppie
di punti aventi la stessa ascissa e ordinata, ma differente quota, non vi è alcuna
funzione z = f(x,. y) che le corrisponda. @ Osserviamo che il punto P2 si ottiene in corrispondenza di u = 2, v = -l,
abbiamo bisogno di ru e rv:

Esercizio 4.21 - Plono tongente e vettore n or mole o uno superficie ru(u, v)= [ve"]i + [1 + logu]j, ru (2, -l) = [-e 2]i +
[l + log 2]j,
rv(u, v)= [e"]i+ [2v]k, rv(2, -1) =[~]i+ [-2]k;
Scrivere l'equazione del piano tangente a/le superfici indicate, nel punto indicato:
pertantoru(2, -l)Aru(2, -1) = [-2-2log2]i+[-2e 2]j+[-e~(l+log2)]k
P1 (1, 2, 2 + 2e); e quindi cambiando di segno il piano tangente cercato ha equazwne
2 2
[2 + 2log2]Cx + e ) + [2e ](y- 2log2) + [e 2 (1 + log2)](z -l) =O.

® Possiamo parametrizzare la. sup~~cie. ~ , o al~emativa possiamo consid~


TI;
riu:la come definita in forma nnplicrta; m quest ultimo caso, detta g (x, Y, ~) -
Soluzione x2+y2, si vede subit~ che gradg(l, ..;3, 4) =
2i+2../3j,pertantol'equazwne
del piano cercato è
Data la superficie .1', l'equazione del piano tangente a./ in un punto ha espressione
diversa, a seconda della forma con cui è assegnata .1'.
2(x -1) + 2.J3(y- .J3) =O, =} x+ .J3y = 4.
• Se./': z = f(x, y) è data in forma cartesiana, il piano tangente a .l'nel punto
(xo, yo, f(xo, Yo)) ha equazione
Esercizio 4.22- Areo dì uno superficie
z- f(xo, Ya) = j,(xa, Yo)(x -xa) + /y(xa, Ya)(y- Yo); Calcolare l'area delle seguenti superfici:

• sey> : r(u, v) è data in forma parametrica, il piano tangente a./' nel punto
(x(uo, vo), y(uo, vo~, z(uo, vo)) ha equazione
® ~: r(u,.v) = sinui+uj +vsinuk, < u < !!.., o::;; v ::;; l;
!!..3- - 2
a(x- x(uo, va))+ b(y- y(uo, va))+ c(z- z(ua, vo)) =O,
@ ~ : porz:ione di cilindro x 2 + y2 = ~ al di sopra del piano z = D,
ove a, b, c sono le componenti del vettore ru (ua, va) A rv(ua, va); compreso tra i piani z =.Y e z = 2y.
• se./': g(x, y, z) =O è data in forma implicita, il piano tangente a .l'nel punto
(xa, Ya, za) ha equazione
Soluzione
L'area di una superficie .1' è data dall'mtegrale
a(x- xo) + b(y- Yo) + c(z- zo) =O,
ove a, b, c sono le componenti del vettore gradg(xa, y , za).
0
area(J') = jj./' dS,
<D .!) è data in forma cartesiana, I' ascissa e l'ordinata del punto P sono x =l la modalità effettiva di calcolo di qu~sto in~egrale cambia, a seconda che .1' sia
e y = 2, poiché 1 data in forma cartesiana o in forma parametdca.
• Se./ è data in forma cartesiana, ossia
fx(x, y) = 2xy + ye"'
{ /y(X, y) = x 2 +e"' f x(l , 2) = 4+2e
{
/y(l;2) = 1 +e ./: z = f(x, y), (x, y) E D,

l'equazione del piano cercato èz-(2+2e)


semplifìcando:
= (4+2e)(x-l)+(l+e)(y-2), allora l'int~grale
di superficie si trasforma m un integrale doppio sul dominio
D, nelle variabili x e y:
(4+2e)x +(l+ e)y -z = 4+2e.
j[ cts = JL )l+ C!xcx, y)F + [fy(x. y)J2 ctx cty;
.'·,,.
152 Capitolo 4
Curve esuperfici 153.

• Se..!' è data in forma parametrica, ossia


e quip.di& (ricor~ando che T = {1} :::: u :::; I• O :::; v :::; l})
..!': r(u, v), (u, v) E T, area(.:1) = jl sin u./l + cos udu dv
2

allora l'integrale di superficie si trasforma in un integrale doppio sul dominio =


l
dv
1u=lf sinu./1 + cos2 u du =
[ ·cos u- t
d- dt
J
T, nelle variabili u e v: !a
O =y
" -smu u=
.

j f./ dS =jhjru(u, v) = . ol lt=! . l l+ 0 l ( 2 l ol+ 0-) .


1\ ru(u, v)J du dv. l dv
1=0
.)l+t2 dt= ... =-log--+-Sh
2 . 2 4
g-
2
2
. ® Parametrizziamo la superficie .13, poiché si tratta del settore del cilindro x +
Q) La superficie è data in forma cartesiana: z = f(x, y) = log(x 2 + y2), si ha y2 = l con O :::; y :S z :::; 2y, abbiamo:

2x .;3: r(lJ, z) = [coslJ]i+[sin!J]j+[z]k, 1J E [0, rr], z E [sin 1J, 2sin !J).


fx(X, y) = --z---+
x
· y2 , inoltre si trova immediatamente che r., 1\ Tz = [cos 1J]i +[sin JJ]j, pertanto

·e quindi dS = J[cos 1J]i+ ~sin 1J ]j J dlJ dz = dit dz;


e quindi (poiché T= 1J E [0, rr], z E [sin 1J, 2 sin 1J])
2x
2
) ·( )2 dxdY -- 4(x2 + y2) ·lrr lrr sin 1J dlJ = 2.
-2y-
!1
1z=2s!n"
dS= l+ ( ~-
x2 + y2
+
x2 + y2 l + (x 2 +y2)2 dx dy area(./3) = M dz = dlJ dz =.
0
T O z=s!n11

inoltre
Esercizio 4.23 - Integrali di superficie
D = {l :::: x 2
+y 2
:::: ·16} = {O :::: 1J :::; 2rr, l :::; Q :::: 4}, Calcolare i seguenti integrali di superficie:

@ j fA ·h+ e2x + e2z dS;


abbiamo (passando a coordinate polari)

+ y2 che si trova nel I ottante e


1
j'Jfn · l + ~(~x +y+ ;;~ dx dy = Jofzrr M 1Q= J1 + ri ·Q dQ
2 4 ove Ji è la porzione di cono z = l -.)x 2
4
area(./1) = .:1 : r(u, v) = log ui + (u - v)j + log vk, l :5 u :5 e, l ::S v ::Su.
1?=1

4
= {Zrr [ g_ .J4 + Q2 .+ 2log(Q + .j4 + Q2)]!/= d!J Soluzione
Jo 2
3+ 0) 3+ 0
q=l
Dato un integrale eli superficie
=
1Zrr (7
0
r;:
2-v5+2log--
2
d!J=7rr0+4rrlog~-·.
2 jLf(x, y, z) dS,

ci si riporta, a seconda che ..!' sia data in forma cartesiana o parametrica, a un


@ .:1 è data in forma parametrica, integrale doppio su D o su T, come spiegato nel precedente esercizio; l'unica
aggiunta consiste nella funzione f(x, y, z):· se..!' è data in forma cartesiana, la
ru(u, v)= cosui+j +vcosuk, rv(u, v)= sinuk funzione integranda diventa f (x, y, z (x, y)), se..!' è data in forma parametrica, la
funzione integranda diventa f(x(u, v), y(u, v), z(u, v)).
P.ertanto ru (u •. v) 1\ rv(u, v) = sin ui- sin u cos uj, e poiché per u E .[1!:., IT.J
s1curamente smu ~O ·.-: · . · · . '· · '· . 3 z
1
&per i calcoli, confronta il punto@ dell'Esercizio 9.
= lru(u, v) 1\ rv(u, v)j du dv= sinu.)l + cos2 u du dv
dS
t'
l:
154 Capitolo 4
Curve e superfici 155
:r;·.
f r;
<D .:li è data in forma cartesiana: z = l - .Jx 2 + y 2, si trova che
Soluzione
Se sì interpreta la super:ficie ..1' come una lamina avente densità super:ficiale
x2 y2 8(x, y, z), allora la massa M e l'ascissa del baricentro sono date dagli integrali
dS= 1 + - - + - - dx dy =.J2dx dy
x2+ y2 x2+.y2 di super:ficieh

e il cono si trova nel primo ottantese (x, y) E D= {x~ O, y ~O, x2+y2::;


1}, pertanto (passando a coordinate polari)
M= Jjj(x,y, z) dS, xB = ~ J[fscx,y,z) dS.
jJA xz dS = j1 (1 - .j
D
x x2 + y2).J2 dx dy ·
.
Nel nostro caso, con pochi conti si trova che dS = .jl + 4x 2 + 4y 2 dx dy, inol-
tre il dominio d'integrazione D è costituito dal cerchio centrato nell'origine, di

=
1o
.J2 ·~ M
11
o
(Q coslJ)(l- Q)Q dQ
-li
= ... = -.
12
raggio l, infine la densità super:ficiale 8, ponendo z = x 2 + y 2 , diventa

® .12 è data in forma parametrica, poiché


pertanto la massa è data da
l, . ( ) . l ui-j- vk
ru (U, V ) = -I+.J, tv U, V = -J+.-;-k, ru(u,v)l\ru(u,v)= '
u v uv
allora (u e v sono entrambi positivi)
l ·, . - - - - -
dS = !r.(u, v) 1\ r.(u, v)! du dv= -.J1
uv
+ u2 + v2 du dv;

inol1:JI,e, poiché x = log u e z = log v, la funzione integranda diventa Per la simmetria, XB = YB =O mentre (z = x2 + y 2 )
(

f(x, y, z) = .J1 + e2x + e2~ = .J1 + u2 + v2;

ricordando infine che T = {l ::: u ::: e, l ::; v ::; u}, possiamo calcolare
l'integrale:

4.2 Eserçizi proposti


-l' 1"="
-
l
du
•=l
l+ u2 + v2 dv=-
uv
11' [v2 + 2(1 + u2) logv]•=• du
2 l u •=1
@]i Scrivere l'equazione della retta tap.gente alle seguenti curve, nei punti indicati:
<D r(t) = t 2i+. [t -l]j + t 3k, in P(4, l, 8);
2 2
® q= e2", in P(O, err).
=Ij'((u -1)+2(l+u )logu) __ l 2
2 l u du - ... - 2e . [<D xi+ yj +zk= [4+ 4t]i+ (l +t]j + [8 + 12t]k; ® y = err -2i]

Esercizio 4.24 - Integrali di superficie - Interpretazione fisl.ca


Sia./ la parte di paraboloide z = x 2 + y 2 al di sotto del piano z = l. Determinarne la hValgono ovviamente formnle analoghe per ordinata e quota del baricentro:
massa e le coordinate del baricentro, sapendo che la densità superficiale è o(x, y, z) =
(xy + z + 2)..,11 + 4z. YB = ~! !..l'y y,
&(x, z) dS, ZB = ~!j jz&(x, y, z) dS.
156 Capitolo 4 Curve e superfici 157

(@~: Calcolare, per ogni valore di t nel relativo intervallo, la curvatura ~elle seguenti linee: ~]1 Dett:in1i.nare la pararnerizzazione in termini dell'ascissa curvilinea della linea
L: Q= e", con 1} E [0, rr].
<Dellisse r(t) =a costi+ b sintj (a, b > 0), con t E [0, 2rr];
® elica cilindrica r(t) = costi+ sin tj + tk, con t E [0, 2rr ]; [r(s) = ~s [cos (log 7zs) +sin (log ~s) J, s E [O, ./2(err -l) JJ
® elica conica r(t) =t costi+ t sintj + tk, con t E [0, 2rr];
@ spirale di Archimede Q= 31}, con 1} E [0, 2rr]; (~~ Calcolare i seguenti integrali di linea:
® cicloide r(t) =[t- sint]i +[l- cos t]j, con t E [0, 2rr].
<D 1..:tl (x+y) ds;
[ <D K(t) = ab
(a2 sin2 t + b2 cos2 t)3/2
; ® K(t) =~
2'
vr] ove 1
[ @ K(t) "=
t4 +5t2 + 8 2+ t 2
(2 +_t2) 3 ; @ K(t) = 3)(l+ t2)3;@ K(t) =
l - cos
8 sin3 ~
t] <D .i'! è il triangolo avente vertici nell'origine e nei punti A(l, 0) e B(O, l);
® Lz : Q =e", con 1} E [0, rr]; . · .
L3 è la circonferenza intersezio.ne della sfera x 2 + y 2 + z·2 = l CO!l il piano x = y.
@
1
~?).-~ Calcolare, per ogni valore di t
J:\t) = costi+ sin tj + tk.
E (0, 2rr), la tema intrinseca dell'elica cilindrica [<D h+ l;® 1(e 5
rr -l);® 2rr J
[ T(t) = [-sint)i+-/2.[cost]j +k , N(t) ·= [- cos t]i + [- sint]j
J (~~; Calcolare la massa e la quota ZB del baricentro de~' elica cilindrica
r(t) = costi+ sin tj + tk, · t E [0, 21r ],
'l
[nct) = [sint]i+ E_J;ost]j +k] sapendo che la sua funzione di densità lineare di massa è
l
i@;~· Scrivere l'equazione del cerchio osculatore alle seguenti curve, nei punti indicati: o(x,y,z)= i 2 z·
. x +y +z
<D ellis$er(t) = acosti+bsintj (a, b > 0), in P(a, O) e Q(O, b);
® cicloide r(t) = [t -sin t]i + [l - cos t]j, in P (1r, 2); . r;:;
M= -v2 arctan27r, ZB = log(l + 4rr ) 2
J .{
® asÌ:roide r(t) = [cos 3 t]i + [sin3 t]j, in p l cf f). [ 2 arctan 2rr

{@; ·Calcolare il momento d'inerzia per ~a rotazione attorno all'asse z dell'elica cilin-
[<D in P : a2(x 2 + y2 ) - 2a(a2 - b2)x + (a 2 - b2 ) 2 = b4]
[<D in Q : b2 (x 2 + y2)- 2b(a2 - b2)y + (a2- b2.)2 = a4]
drica
r(t) = costi+sintj +tk, t E [0,2rr],
sapendo che la sua funzione di densità di massa è o(x, y, z) s 8.
.
1
[ ® (x -1r) 2+ (y + 2)2 = 16;@ 4(x- -.fi)2 + 4(y - -/2.)2 = 9J
i~Ji Calcolare la lunghezza delle seguenti curve:
·i;I~; Calcolare l'area della superficie a generatrici parallele all'asse z. compresa tra il
<D astroide r(t) =[cos3 t]i + [sin3 t]j, con t E [0, 21r]; piano z = O e la funzione z = .x(y +l), e che si proietta nella parabola y x 2 , con =
®. elica cilindrica r(t) = ç:os ti+. sin tj + tk, con t E [0, 2rr]; x E [0, ./2).
® elica conica r(t) =t costi+ t sin tj + tk, con t E [0, 2rr];
@ spirale di Archimede Q= 1}, con 1} E [0, 2rr];
$ cicloide r(t) = [t -sin t]i +[l ..:... cos t]j, con t E [0, 2rr].
[~~]
(~§· Calcolare i seguenti integrali di linea:
[<D 6; ® 2.J2rr J
[@ log ( ./2rr +.-v'l + 21r2) +J~~ (219g (;fin:+ -v'l + 2rr2)) J
<D J4 [<x 2
+2xy) dx + y dy
2
J; ® !..:0. [(3- y) dx ~t- .x dy];

[@ ~ log (21r +)l + 4Jr2) + ~Sh (2 ~rr + .j1 + 41r2)) ; ® 8J ® j.L3 [(2xy 2 +x) dx + (2x 2 y- siny) dy J; @ 1..:t4 [~
x +y
dx+x
.
2
ctz];
158 Capitolo 4 Curve e superfici 159

ove ~j} Calcolare l'area dei seguenti domini:


<D .ii è l'arco dicubicay =x3 , <D D1: porzione di piano xy compresa tra l'asse delle ascisse e l'arco di cicloide
t: daA(l 1 l) aB(2 1 8);
® .L2 : Q = 21?-, con l?- E [0 1 n], orientata a partire da O (0, O); r(t) = [t -sin t]i + [1 - cos t]j l t E [0, 2n].
® .i3 : Q = sin tf, con l?- E [O, n], orientata a partire da O (O, O);
@ .L4 è l'elica cilindrica r(t) = costi+ sin tj + tk, con t. e [0 1 2rr] 1 orientata a partire ® Dz: interno dell~ellisse x 2 + 4y2 = 16;

li i
"
da A(l, O, 0). ® D3: interno dell'astroide r(t) = [cos3 t]i + [sin3 t]j, con t E [0, 2rr];

[<D ~n; ® 8n; ® ~n J


n (i~\ Calcolare i seguenti integrali di linea:
Qg~ Calcolare l'area delle seguenti superfici:
<D .Jj: porzione di sfera x2 + y 2 + z2 = l, al di sopra del piano z
cilindro x 2 + y 2 -x = O (finestra di Viviani);
= O e interna al
® ..1 : r(u, v)= [(4+oos u) cos v]i+[(4+cos u) sin v]j+[sin u]k 1 con u E [0, 2n], vE
[0, 2n] (toro di raggi 4 e 1);

ove
® J3: porzione di superficie z = .jx2 + ·y2 che si proietta verticalmente nel dominio
D.
<D .L1 è il triangolo ABC, con A(l, 1), B(2, l) e C(l, 2), percorso in senso antiorario;
® .L2 è la circonferenza x 2 + y2 = 2, percorsa in senso orario. y

e=e{)
·""'-
\$.;# ·Calç~lare i seguenti integrali doppi: D
~
<
l
® J!D?. y dx dy;

ove

<D D1 è la porzione limitata di piano xy la cui frontiera è costituita dagli assi e dalla
i~;9; Calcolare i seguenti integrali di superficie:
curvadiequazioner(t) = [cos 3 t]i+[sin3 t]j,cont E [0, fJ. .
® D2 è la porzione limitata di piano xy la cui frontiera è costituita dall'asse y e dalla
curva di equazione r(t) =[sin t(l + cos t)]i +[l+ cos t]j, con t E [0, n]. <D J
·.J]
(x+ y + z) dS; ® J
.A
(x2 + y2) dS; ® { xy+1 dS;