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DIETA NELLE DIVERSE CONDIZIONI


FISIOLOGICHE E TIPOLOGIE DIETETICHE
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Lo stato di nutrizione dell’individuo è
espressione del comportamento
alimentare e della conseguente
risposta dell’organismo.
Quest’ultimo è in grado di riflettere
l’adeguatezza o meno della dieta nel
breve, medio e lungo termine. Per
questo è necessaria una dieta
adeguata (quantità e qualità di
alimenti che soddisfano i fabbisogni)

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Alimentazione in gravidanza

• Durante la gravidanza, la
donna deve seguire una
alimentazione equilibrata
in rapporto ai bisogni
dell’organismo materno e
a quelli dello sviluppo
dell’embrione.
• Nel periodo gravidico,
oltre all’energia, vanno
incrementate le proteine,
calcio e fosforo, ferro e
acido folico.
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Alimentazione in gravidanza

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Alimentazione della nutrice

• Il bisogno alimentare delle nutrice è


leggermente superiore a quello necessario
durante la gestazione.
Aumenta il fabbisogno di:
1) Energia. dipende dalla quantità di latte
prodotto ed è di circa 400-500 kcal al giorno.
2) proteine (+16 grammi nel primo semestre), il
50% deve essere di origine animale;
3) Acqua, calcio, vitamine e sali minerali.

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Alimentazione nell’età evolutiva
L’età evolutiva corrisponde al periodo
che va dalla nascita fino ai 18-20 anni
(termine della crescita corporea).
L'apporto alimentare serve a soddisfare
le esigenze del metabolismo,
dell'attività muscolare e dello sviluppo
corporeo, che si manifesta con
l'aumento di altezza e di peso.
Si distingue in:
• prima infanzia: dalla nascita ai 3 anni;
• seconda infanzia: dai 3 ai 5 anni;
• terza infanzia: dai 6 ai 10 anni;
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Alimentazione nell’età evolutiva

• pubertà: periodo nel


quale il corpo di un
bambino diviene capace
di riproduzione
(mediamente 10,5 per le
femmine -11,5 anni per i
maschi);
• adolescenza: periodo di
transizione psicologica e
sociale tra la fine della
pubertà e l’età adulta (18
anni).
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Alimentazione nella prima infanzia (0-2 anni)
• L’allattamento al seno è il mezzo
naturale e insostituibile per
assicurare ai bambini, nei primi 6
mesi di vita, il necessario nutrimento.
• Il ricorso al latte artificiale è
giustificato solo in situazioni
particolari, con due tipologie
principali: latte adattato (per i primi
mesi) e latte di proseguimento (dal 5
mese).
• L'allattamento naturale risponde alle
esigenze nutrizionali, immunologiche
e psicologiche del bambino
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Alimentazione nella prima infanzia (0-2 anni)
• Lo svezzamento o divezzamento, detto
anche “alimentazione complementare a
richiesta” comporta il graduale,
progressivo passaggio da un’alimentazione
con solo latte ad una a base di cibi solidi
come i cereali, la carne, le verdure, i
legumi, ecc.
• A sei mesi il bambino è pronto per essere
svezzato, pur continuando l'allattamento
materno.
• La motivazione nutrizionale per cui è
necessario iniziare lo svezzamento è la
necessità di introdurre maggiori quantità di
ferro (carente nel latte)
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Alimentazione nella prima infanzia (0-2 anni)
E' necessario considerare tre aspetti:
1) i nuovi alimenti vanno introdotti con
gradualità, cioè uno alla volta;
2) L'ordine con cui vanno introdotti gli
alimenti solidi e semisolidi non è
importante, può variare in base al bambino
o alle consuetudini familiari
3) Nello svezzamento vanno evitati sale e
zucchero e non bisogna esagerare con
l'offerta di cibi ad alto contenuto proteico
(formaggi e carne)

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Alimentazione nella prima infanzia (0-2 anni)

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Alimentazione nella prima infanzia (0-2 anni)

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Alimentazione nella seconda infanzia e nell’età
scolare (3-10 anni)

• La seconda infanzia (o
età prescolare) è quel
periodo che va dai 3 ai 5
anni ed è importante in
quanto il bambino
acquisisce
comportamenti
alimentari corretti, basati
su una dieta varia e
diversificata, che
comprenda anche ortaggi
e frutta.
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Alimentazione nella seconda infanzia e nell’età
scolare (3-10 anni)

• L’età
L’età scolare
scolare va
va dai
dai 66 ai
ai
10-11 anni e coincide con
gli anni della scuola
primaria di primo grado.
• Durante questa fase il
fabbisogno energetico e
nutrizionale va
rapportato in funzione
del notevole sviluppo del
bambino.
• Si consolidano le
abitudini alimentari.
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Alimentazione nella seconda infanzia e nell’età
scolare (3-10 anni)
Nell’età scolare occorre correggere
comportamenti alimentari scorretti
quali:
• frequenza e qualità delle prime
colazioni;
• tipo di merende assunte;
• eccessivo consumo di alimenti di
origine animale;
• insufficiente consumo di frutta e
verdura.
La distribuzione calorica giornaliera
dovrebbe essere così ripartita:
Proteine 15% (1gxkg ; 50veg 50anim);
Lipidi 30-35%; Carboidrati 45-55%
Alimentazione nella seconda infanzia e nell’età
scolare (3-10 anni)
• In questo periodo di età è necessario che il
bambino mantenga un peso adeguato e che
riduca la sedentarietà.
• In Italia il 20,9% dei bambini è sovrappeso, circa
il 10% è obeso (2014, Okkio alla salute)
• Essere in sovrappeso d bambini significa
aumentare il rischio di esserlo anche da adulti e
aumenta l'insorgenza di malattie croniche
(diabete, ipertensione, m. cardiovascolari)
• Circa il 25% dei bambini e adolescenti in
sovrappeso ha un genitore obeso o in
sovrappeso
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Alimentazione nell’adolescenza (11-18 anni)
• L’adolescenza è il periodo
che separa l’infanzia
dall’età adulta.
• Le esigenze nutrizionali
sono notevoli, sia sul
piano energetico (per il
fabbisogno che comporta
la crescita), sia sul piano
qualitativo, perché sono
necessari molti nutrienti
specifici per costruire i
tessuti.

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Alimentazione nell’adolescenza (11-18 anni)

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Alimentazione nell’adolescenza (11-18 anni)
• Errori alimentari
dell’adolescente:
• non fare la prima colazione;
• distribuzione irregolare dei pasti;
• scarso apporto di proteine
vegetali, fibra alimentare e pesce;
• abitudine a consumare i pasti
fuori casa sotto forma di spuntini
squilibrati.;
• eccesso di sale e zuccheri semplici;
• bevande gasate e alcoliche (drink);
• mode dietetiche e diete
vegetariane rigide (favoriscono la
comparsa di disturbi alimentari).

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Alimentazione nell’adolescenza (11-18 anni)
• Fin da adolescenti si possono acquisire
sane abitudini alimentari nel rispetto della
sostenibilità ambientale.
• Non deve mancare una buona prima
colazione e si dovrebbero consumare
spuntini intelligenti, senza esagerare con le
quantità.
• Il fabbisogno energetico aumenta ed è
necessario garantire un buon apporto di
Calcio e Ferro.
• La ripartizione percentuale dei
macronutrienti è:
Proteine 15%; Lipidi 30-35%; Carboidrati
45-55%
Alimentazione nell’adolescenza (11-18 anni)

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Alimentazione nell’età adulta
• L’età adulta inizia intorno
ai 18-20 anni, e si protrae
fino ai 65 anni,
coincidendo con l’età
della pensione.
• Per l’uomo e la donna
adulti in condizioni
normali valgono i principi
descritti per una
alimentazione
equilibrata, che viene
detta di mantenimento.

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Alimentazione nell’età adulta
• La distribuzione calorica
giornaliera dei
macronutrienti dovrebbe
essere la seguente:
• proteine: 10-12% (circa
0,9 g/kg peso corporeo -
animali1/3 - vegetali 2/3);
• lipidi: 25-30% (di cui
<10% saturi);
• glucidi: 50-60% (di cui
<15% di zuccheri
semplici).

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Alimentazione nell’età adulta
• Il fabbisogno energetico
dovrà essere correlato
allo stato nutrizionale
dell’individuo.
• L’alimentazione deve
essere varia, moderata e
ricca di verdura e frutta di
stagione, ripartita così:
20% prima colazione, 5%
spuntino a metà mattina,
40% pranzo, 5% merenda
meridiana, 30% cena.

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Alimentazione nella terza età
• Nell’età senile, il ritmo
delle funzioni vitali
rallenta; infatti, nella
maggioranza delle
persone, si ha la
cessazione dell’età
lavorativa con aumento
della sedentarietà, di
conseguenza diminuisce il
fabbisogno energetico.
• La dieta deve essere
equilibrata nell’apporto
dei nutrienti.
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Alimentazione nella terza età
• Secondo le stime
dell’OMS, il fabbisogno
calorico si riduce del 5%
in ciascuna delle decadi
tra i 40 e i 50 anni e tra i
50 e i 60 anni, e del 10%
in ogni decade
successiva.

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Alimentazione nella terza età

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Alimentazione nella terza età
• Preferire alimenti che contengono proteine di elevata qualità
(ridotto assorbimento intestinale)
• Ridurre grassi, zuccheri e sale
• Preferire grassi omega 3 (pesce) contro le malattie
cardiovascolari
• Consumare fibra senza eccedere
• Consumare acqua e liquidi (almeno 1,5 litri/die), limitare l'alcol.
• Consumare pasti piccoli e frequenti
• Praticare attività fisica

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Alimentazione nella terza età

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Alimentazione nello sport
• L’individuo che pratica
attività sportiva va
considerato come un
soggetto sano
caratterizzato da
necessità energetiche
superiori a quelle
normali.
• La dieta deve essere
personalizzata sulla base
dei dati antropometrici
individuali e della pratica
agonistica.
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Alimentazione nello sport

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Consigli per lo sportivo
• Il giorno prima della gara è bene
introdurre alimenti ricchi di amido
• Prima della gara è bene fare un pasto,
non troppo abbondante, almeno 3 ore
prima
• Dopo la gara bere immediatamente a
piccoli sorsi acqua zuccherata con sodio
e potassio (o bevande isotoniche)per
ripristinare le riserve di acqua, sale e
zuccheri

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Piramide dell’attività motoria
• L'esercizio fisico aiuta a
controllare il peso e
influenza positivamente il
benessere psicologico,
contenendo lo stress,
aumentando l'autostima.
Inoltre, riduce il rischio di
malattie cardiovascolari,
ipertensione, diabete e
osteoporosi.

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Piramide dell’idratazione

• Le elevate perdite di sali


minerali comportano il
bisogno di bere acqua
osservando di:
• bere prima e durante
l’attività sportiva ad
intervalli regolari;
• preferire bevande non
gassate;
• assumere bevande
fresche ma non fredde.

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