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LUDWING VAN BEETHOVEN,QUARTETTO IN LA MIN. OP.

132

Beethoven nasce a Bonn nel 1770,è figlio di quell’enorme


trasformazione,fermentato durante tutto il XVIII secolo,che va a sfociare nella
Rivoluzione Francese.Eredita stile e forme dal periodo classico.Ma egli non è ne’
classico né romantico e la sua figura nasce a cavallo dei due secoli.La sua
produzione comprende,9 sinfonie,16 quartetti per archi,32 grandi sonate,un
oratorio,un’opera Fidelio e 2 messe.Beethoven non scrive mai su commissione
ma per se’ stesso o per l’umanita’.Beethoven poteva entrare a far parte
dell’opera italiana e francese,ma non fece affatto l’operista,la sua unica opera fu
un singspiel,il Fidelio.Fu un ottimo pianista,impegnato in prima persona
nell’esecuzione dei suoi primi concerti per pianoforte e orchestra.Non fece né
l’operista,né il virtuoso e nemmeno il contrappuntista.Ebbe un infermita’
all’udita che lo porta a comunicare per iscritto con i suoi interlocutori.La
sordita’viene vissuta in maniera drastica,arriva a meditare il suicidio,dai quali lo
trattiene l’amore per l’umanita’.Questo problema era il peggiore dei mali per un
musicist,cercava di nascondere la sua infermita’ sfuggendo da ogni contatto
sociale.

QUARTETTO IN LA MIN.OP.132(1-26 batt)

Il Quartetto in la minore op. 132 fu composto nella primavera del 1825, dopo
una lunga malattia, e la nota autografa scritta in apertura del terzo movimento
(«Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico»),
ha autorizzato ad interpretare l'intero Quartetto come una sorta di percorso, dal
dolore della malattia alla felicità della guarigione, quasi una descrizione della
condizione di sofferenza e di malinconia del malato, della sua convalescenza,
dell'espressione di gratitudine a Dio, fino alla rinascita. Questa interpretazione
nasconde però la difficoltà di analizzare un quartetto complesso, nel quale la
successione dei temi, dei movimenti, delle armonie sembra aver perduto ogni
punto di riferimento. Beethoven persegue una meta, precisa (senza la quale la
musica perderebbe di senso) ma è il centro che è andato smarrito e con esso
vanificate le nostre aspettative di ascoltatori, costretti allora ad inventarci
percorsi extramusicali (la descrizione della malattia) per dar senso a qualcosa
che non possiamo comprendere fino in fondo.

Nel primo movimento sono molti gli elementi che si giustappongono senza
apparente relazione. In particolare è straordinaria la mutevolezza dei tempi: il
compositore alterna sovente Allegro e Adagio, ma spesso scrive note lunghe per
rallentare le sezioni veloci creando così delle zone cariche di tensione il cui esito
è imprevedibile. Anche sul piano delle dinamiche Beethoven preferisce le
separazioni nette (dal fortissimo al pianissimo) piuttosto che le sfumature.Gia’ il
piano complessivo del lavoro ne denota la singolarieta’ e la complessita’,invece
degli abituali quattro movimenti,qui ne troviamo 5,tre dei quali presentano al
loro interno piu’ di un cambiamento I:ASSAI
SOSTENUTO/ALLEGRO/ADAGIO/ALLEGRO;II:ALLEGRO MA NON
TANTO;III:MOLTO ADAGIO/ANDANTE/MOLTO ADAGIO/ANDANTE/MOLTO
ADAGIO;IV: ALLA MARCIA,ASSAI VIVACE/PIU’ ALLEGRO/PRESTO;V ALLEGRO
APPASSIONATO/PRESTO.Cio’ lascia intendere situazioni contrapposte.

Le prime misure con andamento “assai sostenuto”,assumono il carattere di


un’introduzione.lo spazio sonoro si apre gradualmente,a partire dalla parte
grave del violoncello fino al do5 del violino I.Alla misura 9 l’allegro esegue con
un gesto cadenzato del violino I ,dopo di che solo nella misura 11,il violoncello in
una tessitura acuta fa udire l’inizio di un elemento tematico,si interrompe subito
per dar spazio al violino I ,alla mis.13 si avvia l’esposizione dell’elemento
tematico principale.Ma a mis.21 vi è una nuova indicazione (Adagio) che
interrompe l’allegro,il violino I,riprende con un’ampia cadenza .

Le misure 1-8 si rifanno allo stile “osservato”:imitazioni,valori lunghi.

Le rapide quartine delle mis.9-10 si rifanno allo stile delle cadenze:improvvisate


nei concerti strumentali.

A partire dalla misura 11:stile di marcia

Le mis.18-20 si rifanno allo stile della sensibilita’

In questo I movimento vi è un continuo contrasto tematico,si contrappongono


momenti di tensione a quelli di distensione.

Maria Carmela Vitiello