Sei sulla pagina 1di 5

Proposta di Legge Regionale

Misure per la promozione e la tutela della qualità nell'attività di


panificazione

presentata il 30 novembre 2010

RELAZIONE INTRODUTTIVA

In questi ultimi anni assistiamo ad una grande evoluzione sia nel consumo sia nella
produzione del pane. È questo infatti il componente per eccellenza del nutrimento
nella tradizione occidentale. Si pensi ad esempio che l'Italia è al quarto posto in
Europa per consumo annuo pro capite di pane dopo Germania, Danimarca e Austria. I
mutamenti negli stili di vita congiuntamente ad una scarsa informazione alimentare,
hanno tuttavia e purtroppo abbassato drasticamente il consumo pro capite di pane.

Gli obiettivi del progetto di legge si rifanno alla volontà di tutelare la panificazione di
qualità offrendo al consumatore informazioni puntuali sulle tecniche di
confezionamento del pane. Con tale iniziativa si vuole valorizzare la peculiarità
qualitativa delle attività di panificazione esplicitando con chiarezza le modalità di
produzione e di vendita del pane e rispondendo alle aspettative dei consumatori
eliminando la asimmetria informativa fra chi vende e chi compra.

Tra le azione è prevista, l'attribuzione di un marchio di qualità del pane a tutela delle
produzioni tipiche che caratterizzano molti realtà piemontesi ed in particolare quelli
delle zone montane più periferiche.

La piena tutela passa dalla necessità di offrire adeguata formazione ed incentivi a


sostegno del praticantato per avvicinare un maggior numero di giovani alla
professione della panificazione.

Il crescente fenomeno delle intolleranze alimentari, come ad esempio la celiachia,


pongono la necessità che questo settore alimentare si adegui e sappia offrire un
adeguata produzione. Per queste ragioni, sono previsti, dalla presente Legge, incentivi
in conto capitale a sostegno degli esercizi e delle imprese alimentari che esplicano una
funzione sociale in favore dei cittadini affetti da patologie alimentari.

Articolo 1. Oggetto
La presente legge disciplina gli interventi della Regione a sostegno della
Panificazione,finalizzati alla qualificazione e alla valorizzazione della produzione del
pane, allo sviluppo, alla modernizzazione ed alla tutela della professionalità degli
operatori del settore nei diversi ambiti territoriali.

Articolo 2. Finalità
Le finalità che si vogliono perseguire, nell'ambito della promozione e della tutela della
qualità del patrimonio alimentare, con la valorizzazione delle realtà territoriali locali,
puntano sulla qualificazione, anche tramite l'innovazione, delle produzioni, a partire
dalle materie prime utilizzate per arrivare ai processi messi in atto allo scopo di
raggiungere l'eccellenza dei prodotti. Per conseguire questo obiettivo diviene
indispensabile la salvaguardia dei requisiti di professionalità degli operatori e di
origine delle produzioni., favorire l'associazionismo economico, anche attraverso la
cooperazione tra imprese del comparto e sostenere lo sviluppo competitivo delle
imprese della filiera.
Con attenzione al consumatore la Regione intende favorire una corretta informazione.
Inoltre la presente legge si pone l'obiettivo di salvaguardare e valorizzare le imprese di
settore nei territori montani piemontesi; contribuire alla crescita formativa e
professionale dell'intero comparto attraverso il riconoscimento della professionalità
acquisita e dell'apporto formativo rivolto in particolare ai giovani.

Articolo 3. Regolamento
Con il coinvolgimento delle associazioni di categoria dei panificatori, le associazioni
artigiane di categoria, le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative
sul territorio regionale, la Giunta regionale, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, definisce con regolamento le caratteristiche del ciclo di produzione del
panificio.

Articolo 4. Dichiarazione di inizio attività (DIA)


Con riferimento all' articolo 4 del decreto legge 223/2006, convertito in legge n.
248/2006, il legale rappresentante del Panificio, se costituito in forma societaria, o il
titolare della ditta individuale, nel caso di nuovo panificio, trasferimento o
trasformazione di panifici esistenti presenta la dichiarazione di inizio attività al
comune competente per territorio ai sensi dell' articolo 19 della legge 7 agosto 1990,
n.241. La DIA è corredata dai documenti richiesti all' articolo 4, comma 2, d. l.
223/2006 e disciplinati dal regolamento di cui all'articolo 3.

Articolo 5. Qualità per il consumatore


Con lo stesso regolamento citato nell'articolo 3, la Giunta regionale disciplina anche i
metodi e le tecnologie di cui il panificio, per la propria produzione, si avvale,
evidenziando i metodi tradizionali o le tecnologie alternative e/o innovative che
garantiscono al consumatore un prodotto di qualità rispondente sempre a chiare
condizioni di appetibilità, genuinità, digeribilità e completo apporto nutritivo.
In questo articolo si definiscono le azioni indispensabili per lo sviluppo del settore
della panificazione per quanto riguarda l'informazione rivolta ai consumatori che deve
essere chiara e corretta, con l'utilizzo di opportune forme di pubblicizzazione dei
metodi e delle tecnologie utilizzate per la produzione del pane e la definizione di
criteri per la formazione e la pubblicizzazione di un elenco regionale dei panifici che
producono secondo tali metodi e tecnologie.

Articolo 6. Responsabile di panificazione


Con questo articolo si prevede che la Regione possa attribuire al responsabile di
panificazione, designato dal legale rappresentante del panificio, se costituito in forma
societaria, o dal titolare della ditta individuale, funzioni e compiti, allo scopo di
supervisionare la scelta delle materie prime ed il rispetto della normativa in materia di
igiene e sanità, secondo le precisazioni contenute nel regolamento. Nella mappa
regionale previsto nell'articolo 5 viene inserito Il nominativo del responsabile di
panificazione ed il corrispondente panificio.

Articolo 7. Formazione e riqualificazione professionale


La sicurezza dei consumatori viene garantita, attraverso un sistema di formazione che
consenta il raggiungimento, da parte degli operatori, di standard qualitativi adeguati
ed un apporto formativo rivolto in particolare ai giovani per la creazione di nuove
attività di panificazione. Tale formazione viene promossa nel rispetto delle
attribuzioni di competenza delle province. La Regione favorisce inoltre
l'aggiornamento e la riqualificazione professionale degli operatori che già operano nel
settore, secondo le modalità ed i criteri stabiliti dalla Giunta regionale con il
regolamento di cui all'articolo 3.

Articolo 8. Progetti per la qualità


Con il regolamento di cui all'articolo 3, la Giunta regionale stabilisce termini,
modalità, contenuti, condizioni di ammissibilità ed eventuali criteri di priorità, anche
legati al territorio montano, dei progetti per la qualità del prodotto a garanzia e tutela
del consumatore.

Articolo 9. Istituzione del marchio regionale


In questo articolo si fa riferimento all'istituzione di un apposito marchio regionale di
qualità del pane, in quanto la Regione riconosce l'importanza che un prodotto di
qualità possa rivestire per il miglioramento dell'offerta rivolta al consumatore, nonché
per il rilancio dell'economia di settore. Con il regolamento di cui all'articolo 3, la
Giunta regionale definisce gli indirizzi generali relativi alle caratteristiche necessarie
per il riconoscimento regionale di panificazione di qualità ed il conferimento
dell'apposito marchio, inoltre si stabiliscono gli indirizzi generali relativi alle strategie
regionali di promozione e sostegno, avendo riguardo, in particolare, alle azioni di
pubblicizzazione dei panifici destinatari del marchio e alle azioni di valorizzazione
della qualità del pane.

Articolo 10. Interventi per intolleranze alimentari


Con questa legge, un altro impegno, che la Regione si assume, è indirizzato a quelle
persone con intolleranze alimentari. Nell'ambito delle azioni di riconoscimento e
sostegno degli esercizi e delle imprese alimentari che esplicano una funzione sociale
in favore dei cittadini affetti da patologie alimentari,come già previsto con la legge n.
38/2006 che disciplina l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e
bevande, la Regione anche in questo articolo interviene con provvidenze alle aziende
del settore panificazione che realizzano ambienti di lavoro idonei, attrezzature
dedicate e processi produttivi finalizzati a fronteggiare intolleranze alimentari, come, a
titolo meramente esemplificativo, la celiachia.
Il regolamento di cui all'articolo 3 stabilisce i termini, i criteri e le modalità di
assegnazione delle agevolazioni.

Articolo 11. Divieto di cumulo


Con il regolamento di cui all'articolo 3, la Giunta regionale stabilisce i divieti di
cumulo.
Articolo 12. Notifica dei provvedimenti attuativi
Questo articolo prevede la notifica ai sensi del Trattato dell'Unione Europea degli
incentivi erogati dalla presente legge che possono configurarsi come aiuti di stato.

Articolo 13. Fondo rotativo e contributi in conto capitale


Questo articolo specifica che i benefici di cui alla presente legge si configurano come
accesso al fondo rotativo di cui alla legge regionale 1/2009 e solo per le attività che
operano nel campo degli interventi delle intolleranze alimentari di cui all'articolo 10
come contributi in conto capitale non superiori al 15% dell'investimento.

Articolo 14. Norma finanziaria

SCHEDA RELAZIONE TECNICO-FINANZIARIA


(ai sensi dell'art. 69 Statuto, art.26, c. 2 l.r. 11 aprile 2001, n. 7)

ASPETTI GENERALI DELLA PDL N ........... TITOLO Misure per la promozione e la tutela della
qualità nell'attività di panificazione

1) finalità della legge in termini finanziari: nuove spese


promozione e tutela della qualità nell'attività di panificazione

a) finanziamento della spesa


fondo rotativo L.R. 1/2009
fondi commercio e formazione professionale

3) riferimenti a disposizioni europee/statali/regionali

articolo 4, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio
economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché
interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale)
articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi)
87 e 88 del Trattato sull'Unione europea
articolo 7 della L.R. 1/2009

RIFERIMENTI AL BILANCIO PLURIENNALE PER GLI ANNI 2010-2012 SPESA

unità previsionale di base (UPB) DB15051 denominazione Istruzione formazione professionale lavoro
promozione e sviluppo dell'imprenditorialità e della cooperazione

stanziamento COMPETENZA 2011 200.000,00 COMPETENZA 2012 200.000,00

titolo della spesa (I, II, III, IV) SPESE CORRENTI

denominazione della nuova spesa formazione professionale per la creazione di nuove attività di
panificazione ed aggiornamento professionale

destinatari della spesa Province nell'attività della formazione e riqualificazione professionale


unità previsionale di base (UPB) DB16031 denominazione Attività produttive promozione e sviluppo
e disciplina dell'artigianato

stanziamento COMPETENZA 2011 500.000,00 COMPETENZA 2012 500.000,00

titolo della spesa (I, II, III, IV) SPESE CORRENTI


denominazione della nuova spesa progetti di qualità, marchio regionale nell'ambito della
panificazione

destinatari della spesa imprese del settore della panificazione

COPERTURA FINANZIARIA

c) rinvio a legge finanziaria nei casi previsti dalla legge 7/2001 ( art. 30 l.r. 2/2003)