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LICEO TERENZIO MAMIANI

CLASSI QUINTE
PROF.SSA LUCIA MASTROPIERRO
L’UNIONE EUROPEA
1. Fondamento giuridico dell’UE
• L’Unione Europea è un’unione politica ed economica composta da
Stati sovrani che hanno in parte rinunciato alla loro sovranità a favore
dell’UE, conferendole poteri peculiari, indipendenti da quelli degli
Stati membri.
• E’ la Costituzione Italiana (art.11 Cost.) a sancirne il fondamento,
consentendo «quelle limitazioni di sovranità necessarie ad un
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni».
2. Fondamenti storici dell’UE
• L’idea di uno Stato federale europeo, che mira al superamento dei
nazionalismi e dei regimi totalitari, è il nucleo centrale del Manifesto
di Ventotene, redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.
• Prima pietra per la costruzione dell’UE è la Dichiarazione del 9 maggio
1950, elaborata dal ministro degli esteri francese, Robert Schuman
con il politico ed economista Jean Monnet. E’ incentrata sul piano per
l’unificazione dell’industria carbosiderurgica in una Comunità europea
del carbone e dell’acciaio, a favore di «un’Europa organizzata e viva».
2. Fondamenti storici dell’UE
• Il «piano Schuman» si concretizza con la conclusione del Trattato di
Parigi del 1951 che istituisce la Comunità Europea del Carbone e
dell’Acciaio (CECA) da parte dei sei paesi fondatori: Belgio, Repubblica
Federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
• Nel 1957 gli stessi Stati istituiscono con i Trattati di Roma la Comunità
Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea per l’Energia
Atomica (CEEA o EURATOM).
2. Fondamenti storici dell’UE
• Nel 1967 la Ceca, la Cee e l’Euratom si uniscono e affidano la
direzione a organismi comuni (Commissione Europea, Consiglio dei
Ministri, Parlamento Europeo).
• Nel 1973 aderiscono Danimarca, Irlanda e Regno Unito, nel 1981 la
Grecia, nel 1986 Spagna e Portogallo.
• Nel 1985 l’accordo di Schengen apre alla libera circolazione dei
cittadini tra i paesi firmatari, abolendo i controlli alle frontiere interne
e istituendo un’unica frontiera esterna. Allo «spazio Schengen»
aderiscono attualmente 26 paesi, di cui 22 membri dell’UE e 4 esterni
(Norvegia, Islanda, Svizzera e Lichtenstein).
2. Fondamenti storici dell’UE
• Nel 1992 il Trattato di Maastricht contiene l’atto costitutivo
dell’Unione Europea, realizzata con i Trattati di Amsterdam (1999) e
di Nizza (2000), incentrati sul funzionamento dell’Unione anche dopo
il suo allargamento da 15 a 27 o più Stati Membri.
• Nel 1993 si perfeziona l’idea del mercato comune europeo, già
previsto nell’Atto unico europeo del 1986, ma non pienamente
realizzato. E’ incentrato sulle 4 libertà di circolazione: dei beni, dei
servizi, del capitale, del lavoro. Rappresenta «l’area senza barriere più
grande del mondo», comprendendo più di 500 milioni di cittadini e un
prodotto interno lordo di circa 13 trilioni di euro.
2. Fondamenti storici dell’UE
• Nel 1995 aderiscono Austria, Finlandia, Svezia. Viene stabilito il nome
della nuova moneta (euro) e deciso il passaggio alla nuova moneta nel
2002.
• Nel 2000 è approvata, con il Trattato di Nizza, la Carta dei diritti
fondamentali dell’UE. E’ costituita da 54 articoli, suddivisi in 7 capi:
dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia,
disposizioni generali. E’ diventata giuridicamente vincolante nell’UE
con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, nel 2009.
2. Fondamenti storici dell’UE
• Nel 2002 l’euro entra in circolazione in 12 paesi (Austria, Belgio,
Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo,
Olanda, Portogallo, Spagna), seguiti da altri 7 Stati (Cipro, Estonia,
Lettonia, Lituania, Malta, Slovacchia, Slovenia).
• I paesi aderenti all’Eurozona devono coordinare le loro politiche
economiche per conseguire obiettivi comuni di stabilità, crescita e
occupazione. Il patto di stabilità e crescita impone il rispetto di regole
concordate riguardanti, in particolare, il bilancio, i limiti di disavanzo e
del debito nazionale.
2. Fondamenti storici dell’UE
• Nel 2009 il Trattato di Lisbona ridisegna il quadro delle istituzioni UE e
ne rafforza le attribuzioni. Introduce anche il meccanismo che regola
l’uscita dall’Unione.
• Nel 2013 entra la Croazia; il numero dei componenti raggiunge il
massimo storico di 28.
• Nel 2020, dopo un travagliato percorso culminato in un referendum
del 2016 (vinto dalla «leave side» con il 51,89% dei voti) e in una
laboriosa trattativa con l’UE, il Regno Unito lascia l’UE (Brexit).
• Le più complesse questioni in campo restano quelle relative al confine
tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda e i nuovi accordi con
l’UE, in particolare quello commerciale, da ratificare in tempi brevi.
3. Le Istituzioni europee
3.1. Il Consiglio dell’UE
• Gli organi fondamentali dell’UE sono il Consiglio dei ministri, la
Commissione europea, il Parlamento europeo, la Corte di giustizia, il
Consiglio europeo e la Corte dei conti europea.
• Il Consiglio dei ministri (o Consiglio dell’UE) è l’organo decisionale
dell’UE, di cui adotta gli atti normativi e coordina le politiche. Si
riunisce a Bruxelles ed è costituito dai ministri dei paesi membri che
variano in relazione al settore di cui si discute.
• Ciascun Stato membro esercita la presidenza a turno per sei mesi.
• La presidenza del Consiglio degli esteri spetta all’Alto rappresentante
per gli affari esteri e la sicurezza comune, nominato dal Consiglio
europeo e vicepresidente della Commissione.
3. Le Istituzioni europee
3.2 La Commissione europea
• La Commissione europea è l’organo esecutivo, gestisce le politiche e
assegna i finanziamenti dell’UE. Propone nuove leggi al Parlamento e
al Consiglio e ne assicura il rispetto. Vigila sulla corretta applicazione
dei trattati e può avviare procedure di infrazione.
• Ha sede a Bruxelles ed è composta dai rappresentanti degli Stati
membri. Il Presidente è proposto dal Consiglio e nominato dal
Parlamento a maggioranza assoluta.
• L’attuale Presidente è la politica tedesca Ursula von der Leyen.
3. Le Istituzioni europee
3.3. Il Parlamento europeo
• Il Parlamento europeo. Composizione e sede:
ocomposto da 705 membri, eletti ogni 5 anni, ripartiti secondo la
popolazione di ciascun Paese e organizzati secondo la tendenza
politica, è l’organo legislativo;
oha sede a Strasburgo, ma sia le commissioni che preparano i lavori per
le sedute plenarie, sia i gruppi politici si riuniscono a Bruxelles. La
sede del segretario generale è a Lussemburgo.
3.Le Istituzioni europee
3.3. Il Parlamento europeo
• Il Parlamento europeo. Funzioni:
oadotta gli atti legislativi insieme ai rappresentanti dei governi dell’UE riuniti
nel Consiglio. Consiglio e Parlamento agiscono su un piano di parità in
veste di colegislatori;
ocondivide con il Consiglio il potere di decidere sul bilancio annuale dell’UE;
ovigila sull’attività delle istituzioni, in particolare sulla Commissione, che
esercita il potere esecutivo. Il Presidente è eletto dal Parlamento a
maggioranza assoluta.
• L’attuale Presidente è il giornalista e politico italiano David Maria Sassoli.
3. Le Istituzioni europee
3.4 La Corte di giustizia
• La Corte di giustizia. Composizione e sede:
o è suddivisa in 2 sezioni: Corte di giustizia e Tribunale (che si occupa di
specifiche materie come diritto della concorrenza, aiuti di stato,
commercio e agricoltura). E’ composta da un numero di giudici pari
agli Stati membri e da 11 avvocati (Corte) o da due giudici per ogni
Paese (Tribunale);
oha sede a Lussemburgo.
3. Le Istituzioni europee
3.4 La Corte di giustizia
• La Corte di giustizia. Funzioni:
ointerpreta il diritto dell’UE per assicurare che sia applicato
uniformemente nei Paesi membri e dirime le controversie tra Stati e
istituzioni dell’UE.
• assicura il rispetto della legge. Tra le decisioni più rilevanti che assume
ci sono l’annullamento di atti giuridici dell’UE, l’adozione delle
procedure di infrazione nei confronti dei Paesi che non rispettano il
diritto dell’UE e i provvedimenti di risarcimento del danno a favore di
cittadini o imprese.
3. Le Istituzioni europee
3.5 Il Consiglio europeo
• Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato e di governo, dal
Presidente del Consiglio europeo e dal Presidente della Commissione
europea. Ha sede a Bruxelles.
• E’ l’organo di massima rappresentanza politica ed ha funzione di
indirizzo: definisce le priorità e gli orientamenti generali, stabilisce la
politica comune estera e di sicurezza. Si riunisce 4 volte all’anno.
• L’attuale Presidente è il politico belga Charles Michel.
3. Le Istituzioni europee
3.6 La Corte dei conti europea
• La Corte dei conti europea, composta da un numero di giudici pari
agli Stati membri, ha sede a Lussemburgo.
• Controlla che i fondi europei siano raccolti e gestiti correttamente.
• Fornisce pareri ai responsabili politici dell’UE sulla gestione delle
finanze dell’Unione.
3. Le Istituzioni europee
3.7 La Banca centrale europea
• La Banca centrale europea (BCE) è la banca centrale dei 19 paesi
membri dell’UE che hanno adottato l’euro. Ha sede a Francoforte.
• Si occupa di preservare il potere d’acquisto della moneta unica
mantenendo la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro.
• L’attuale Presidente è l’economista francese Christine Lagarde,
subentrata nel 2019 all’economista italiano Mario Draghi.
4. L’Eurozona
• L’euro è la valuta ufficiale di 19 Stati membri. La BCE e la
Commissione europea hanno il compito di mantenerne la stabilità e di
fissare i criteri per entrare nell’area dell’euro.
• I paesi aderenti all’Eurozona hanno concordato un patto di stabilità e
crescita nel 1997, successivamente riformato nel 2005 e nel 2011. Il
patto prevede:
oil deficit di bilancio (= le uscite superano le entrate) non deve superare
il 3% del PIL;
o il debito pubblico (= debito dello Stato nei confronti dei propri
creditori) non deve superare il 60% del PIL.
5. Gli atti normativi dell’UE
• I Paesi membri dell’UE hanno accettato di limitare la propria potestà
legislativa per sottostare al diritto comunitario.
• Il diritto comunitario, in caso di contrasto, prevale su quello nazionale.
• Il trattato istitutivo e le successive modifiche costituiscono il diritto
primario, applicato negli Stati membri attraverso un atto di
recepimento (legge di ratifica).
5. Gli atti normativi dell’UE
• Le norme elaborate per attuare i trattati costituiscono il diritto
derivato. Sono atti vincolanti:
oi regolamenti: atti legislativi direttamente applicabili, destinati a tutti
e obbligatori. Entrano in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale dell’UE.
ole direttive: atti legislativi che stabiliscono un obiettivo che i Paesi
membri devono raggiungere. Non sono immediatamente applicabili
(entrano in vigore quando sono notificati agli Stati interessati) e sono
destinati solo ad alcuni o a tutti gli Stati. In caso di mancata
attuazione si apre la procedura di infrazione: la Commissione
deferisce lo Stato inadempiente alla Corte di giustizia.
5. Gli atti normativi dell’UE
• le decisioni: atti giuridici obbligatori e direttamente applicabili rivolti
a specifici destinatari.
• Sono atti non vincolanti:
o le raccomandazioni: atti attraverso i quali si invita all’osservanza di
determinati comportamenti.
o i pareri: atti attraverso cui gli organi comunitari esprimono un
giudizio su una certa situazione o su determinati comportamenti.
6. La tutela dei diritti fondamentali
• La Carta dei diritti fondamentali dell’UE, giuridicamente vincolante dal
2009 con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, pone sullo stesso piano
i diritti civili, politici (diritti di prima generazione, come il diritto alla vita,
all’integrità fisica, alla libertà personale, di religione, di pensiero e di
associazione), economici e sociali (diritti di seconda generazione, fra i quali
rientrano l’istruzione, il lavoro, l’assistenza sanitaria), di solidarietà (diritti di
terza generazione, tra cui la pace, l’autodeterminazione dei popoli, lo
sviluppo, la difesa dell’ambiente) e riconosce i diritti di quarta generazione,
come quelli sulla genetica e sulla bioetica.
• Il catalogo dei diritti è ampliato alla luce dei progressi scientifici e
tecnologici ed esplicita i diritti di minoranze o categorie con esigenze
particolari (minori, anziani, disabili).
6. La tutela dei diritti fondamentali
• In caso di mancato rispetto dei diritti fondamentali, ogni cittadino può
rivolgersi ai tribunali nazionali e alla Corte europea dei diritti
dell'uomo.
• Istituita nel 1959 per assicurare il rispetto della Convenzione europea
per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
la Corte ha sede a Strasburgo ed è un’autorità internazionale
indipendente. In caso di lesione di un diritto fondamentale, la Corte
inoltra la documentazione al Comitato dei Ministri d’Europa, che
determina la misura da adottare.
6. La tutela dei diritti fondamentali

• Il ricorso alla Corte può essere praticato solo dopo aver esperito i
ricorsi interni previsti in ogni Stato.
• Le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo sono
obbligatorie ed efficaci erga omnes: «gli Stati contraenti devono non
solo eseguire le sentenze pronunciate dalla Corte nelle cause in cui
sono parte, ma devono egualmente tener conto delle eventuali
incidenze che le sentenze pronunciate in altri casi possano avere sui
loro sistemi e sulle loro prassi giuridiche» (risoluzione n.122/2000
dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa).
7. L’Europa al bivio
7.1 Affrontare le conseguenze economiche del
coronavirus
• A causa della diffusione del coronavirus, l’UE vive attualmente il
periodo più drammatico e controverso della sua storia.
• Con quali risvolti? Proviamo a sintetizzarli:
oOgni Stato membro ha adottato o sta adottando misure nazionali
sulle procedure per contenere la propagazione del virus.
oGli Stati membri sono divisi sulle misure economiche da intraprendere
per rispondere alla gravissima crisi, di proporzioni straordinarie, ad
oggi non pienamente ipotizzabili, che l’Europa, al pari del resto del
mondo, dovrà affrontare.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica
• L’Italia, la Francia e la Spagna ritengono necessaria
l’emissione di eurobonds; sono contrari i paesi del nord
Europa.
• Gli eurobonds sono obbligazioni.
• Cosa sono le obbligazioni? Sono uno strumento finanziario.
Chi acquista un’obbligazione versa del denaro a chi l’ha
emessa (detto emittente) che lo utilizza per finanziarsi, si
impegna a restituirlo alla scadenza e a pagare un interesse.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

• Per finanziare i servizi che garantisce ai cittadini, ogni


Stato spende più di quanto riscuote attraverso le
imposte.
• Chiede quindi in prestito denaro ed emette in cambio
obbligazioni che offrono il pagamento di interessi più,
alla scadenza, la restituzione della somma prestata.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

• L’interesse, che varia a seconda dell’affidabilità di chi ha


emesso il titolo, è più alto nei paesi come l’Italia che ha un
debito pubblico rilevante (oltre 2400 miliardi di euro).
• Gli eurobonds sono titoli pubblici che dovrebbe emettere
non un singolo paese ma l’Europa nel suo insieme e
sarebbero quindi garantiti da tutti gli Stati membri.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

• Un titolo europeo, emesso da un’entità comune europea,


appianerebbe le differenze sugli interessi (il cosiddetto
spread) e il suo prezzo si avvicinerebbe più a quello tedesco
che a quello italiano perché a garantire sarebbe l’intera area
euro.
• Mettere in comune i debiti è un’ipotesi avversata dai paesi
del nord Europa, che sono preoccupati dalla gestione delle
risorse e temono che i paesi del Sud Europa, con debito
pubblico alto, possano aumentare la spesa improduttiva.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica
• Il Meccanismo europeo di stabilità, noto come fondo salva-Stati, è
stato istituito nel 2012 per sostenere gli Stati dell’Eurozona in forte
crisi economica.
• I paesi che fanno richiesta di assistenza ricevono prestiti in cambio del
rispetto di regole ferree (le cosiddette condizionalità), come il
consistente aumento delle tasse e la rigorosa diminuzione della spesa
pubblica.
• I paesi che ne hanno beneficiato in passato sono la Grecia, che ha
sostenuto notevolissimi sacrifici per risanare la sua economia, la
Spagna, il Portogallo, Cipro, l’Irlanda.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

• Nella riunione del 9 aprile i Ministri delle Finanze


dell’Eurozona hanno trovato un primo accordo stabilendo:
odi mettere a disposizione dei paesi che ne facciano richiesta
fondi per 240 miliardi del Mes, esclusivamente per interventi
sanitari;
odi creare un fondo per la ripresa (recovery fund),
presumibilmente di 1500 miliardi, attraverso l’emissione di
obbligazioni;
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

odi prevedere prestiti alle imprese attraverso un


apposito fondo della Banca europea degli investimenti
(Bei);
odi attuare il programma «Sure» della Commissione
Europea, con 100 miliardi destinati a finanziare la
cassa integrazione dei lavoratori a tempo
indeterminato dei paesi dell’Eurozona.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica
• Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sta
lavorando con la Presidente della Commissione europea
Ursula Von der Leyen per mettere in campo «una road map e
un piano d’azione destinati ad assicurare il benessere degli
europei e a riportare l’UE ad una crescita fondata su una
strategia verde e digitale».
• L’incontro, in videoconferenza, che scaturisce da
quest’attività congiunta ed era esteso ai membri del
Consiglio Europeo si è svolto il 23 aprile.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica
• I provvedimenti sui quali è stato trovato un accordo sono:
oRicorso al Mes (240 miliardi di euro), a disposizione di tutti i Paesi
dell’Eurozona, per sostenere il finanziamento dell’assistenza sanitaria.
L’ammontare massimo delle risorse sarebbe del 2% del PIL di ogni
Paese (36-37 miliardi per l’Italia);
ol’istituzione del Sure (100 miliardi di euro) che fornirebbe agli Stati
assistenza finanziaria per attenuare i rischi di disoccupazione;
ola creazione di un fondo di garanzia (25 miliardi di euro), capace di
assicurare finanziamenti per 200 miliardi di euro a favore delle
imprese, in particolare le piccole e medie imprese.
7. L’Europa al bivio
7.2 Le possibili soluzioni all’emergenza economica

• I leader dell'UE hanno inoltre concordato di lavorare per la creazione


del Fondo per la ripresa - recovery fund - e hanno incaricato la
Commissione di presentare una proposta per la sua istituzione.
• I lavori sono complicati dalla diffidenza di alcuni Stati, soprattutto dei
Frugal Four (Olanda, Austria, Svezia e Danimarca), restii alla
condivisione di un debito comune. Il fondo dovrebbe essere di 320
miliardi di euro, raccolti attraverso l’emissione di obbligazioni comuni.