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ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ


DIPARTIMENTO AMBIENTE E CONNESSA PREVENZIONE PRIMARIA
REPARTO AMBIENTE E TRAUMI

OSSERVATORIO NAZIONALE AMBIENTE E TRAUMI (ONAT)

Franco Taggi

Alcol: ma quanto ce n'è in quello che bevo?

[2007]

Pubblicato in Salute e Sicurezza Stradale: l'Onda Lunga del Trauma, a


cura di Franco Taggi e Pietro Marturano, C.A.F.I. Editore, Roma, 2007,
pp. 157-161

L’ONAT/ISS ringrazia C.A.F.I. Editore (www.cafieditore.com) che ha


generosamente messo a disposizione il presente articolo per una sua
maggiore diffusione ai fini della ricerca e della prevenzione.

Il contenuto di questa pubblicazione può essere utilizzato citando la fonte nel


modo seguente:

Franco Taggi, “Alcol: ma quanto ce n'è in quello che bevo?“, in Salute e


Sicurezza Stradale: l'Onda Lunga del Trauma, a cura di Franco Taggi e Pietro
Marturano, C.A.F.I. Editore, Roma, 2007, pp. 157-161
...PRIMA

L’onda lunga (…e breve) dell’Alcol (2)


Alcol: ma quanto ce n’è in quello che bevo?

di Franco Taggi

Introduzione
Il presente articolo illustra come valutare quanto alcol è contenuto (in peso)
nelle bevande alcoliche che consumiamo. Aver chiare le idee al riguardo

E
dovrebbe permettere (almeno questo è l’auspicio della presente nota) di avere

R
elementi oggettivi per indirizzare in modo razionale le nostre scelte.
Come riferimento di massima, ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della

O
Sanità suggerisce a persone adulte in buona salute di non superare l’assunzione

T
di 40 grammi di alcol al giorno, se di sesso maschile, di 20 grammi al giorno, se

I
di sesso femminile.

D
Premesso che non è un obbligo far uso di bevande alcoliche e che un astemio
ha in fondo una marcia in più (non incorre in problemi di salute ed è a rischio

E
zero di perdere la propria vigilanza a causa dell’alcol), quando si beve sarà

.I .
bene limitare la quantità di alcol ingerita. Abbiamo, quindi, bisogno di un segna-
le semplice, immediato, che ci avverta se stiamo “andando fuori con l’accuso”,

F
un segnale che sia direttamente connesso con la quantità di alcol che abbia-

.
mo assunto (o che stiamo per assumere). E il miglior segnale è certo dato dal
peso dell’alcol consumato in quanto la quantità di alcol che poi finisce nei nostri

.A
organi (la gran parte nel fegato), in particolare nel sangue e da qui al cervello,
è a questo peso relata.

C
Per conoscere quanto alcol c’è in quello che beviamo bisogna fare un po’ di
conti, semplici ma non immediati. Vediamoli.

Quanto alcol c’è in un litro di quello che bevo?


Una questione di conti
Quando bevete qualcosa di alcolico, sul contenitore della bevanda è sempre
indicata la percentuale in volume di alcol presente (la gradazione). Il consuma-
tore viene così informato che quello che sta bevendo è costituito per una certa
percentuale da alcol puro (volume di alcol sul volume totale).
Se si tratta ad esempio di birra (normale) i gradi sono intorno a 5, e sono indica-
ti in genere con la scritta “alcol: 5% vol”.
Ricordando che un litro è pari a 1000 ml (millilitri), questo vuol dire che in un litro
di tale birra ci sono 50 ml di alcol puro (ovvero, un ventesimo del volume di detta
bevanda è costituito da alcol).
Ma, come detto, a noi interessa il peso dell’alcol contenuto nel prodotto.
Volendo conoscere quanti grammi di alcol ci siano in un litro di una certa

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Salute e sicurezza stradale: l’onda lunga del trauma

bevanda, dobbiamo quindi passare dal volume al peso. Se si trattasse di


acqua, il risultato sarebbe immediato: riferendoci all’esempio precedente, un
centimetro cubico di acqua pesa un grammo; quindi 50ml di acqua pesano 50
grammi. Essendo l’alcol più leggero dell’acqua, dovremo moltiplicare il suo
volume per il suo peso specifico, che è circa 0.8 (un ml di alcol, infatti, non pesa
un grammo, ma un poco meno, circa 0.8 grammi).
Dunque, se beviamo un litro della detta birra, assumiamo 1000 x 5% = 1000 x 0.05
= 50 ml di alcol puro in volume (si osservi ancora che 50 ml sono il 5% di 1000 ml).
Il corrispondente peso in grammi di questo volume di alcol, in base al suo peso
specifico, sarà quindi pari a 50 x 0.8 = 40 g di alcol puro.
Il conto, come si vede, non è immediato: per questo lo abbiamo svolto a passo

E
a passo per mostrare bene il meccanismo.

R
Quanto alcol mi sono bevuto? Dipende da quanto hai bevuto

O
Ovviamente, la quantità di alcol introdotta nel nostro organismo dipenderà, oltre

T
che dalla gradazione, anche dalla quantità di quello che avremo bevuto.

I
Per vederlo meglio, ci serviremo delle tabelle sottostanti che riportano, per volumi
e bevande alcoliche diversi, la corrispondente quantità (in grammi) di alcol inge-

D
rito.

. E
Birra

.I
La tab.1 riporta, per birre di gradazione diversa, e per vari volumi, la corrispon-
dente quantità (in grammi) di alcol ingerito

. F
TAB. 1

.A
BIRRA Grammi di alcol puro presenti se si tratta di:

C
Volume Birra “Free” Birra “quasi-free” Birra “bassa” Birra Birra
0.05% 0.5% 2.5% 5% 8%

Un litro (1000 ml) 0,4 4 20 40 64


3/4, 750 ml (bottiglia tipo vino) 0,3 3 15 30 48
2/3, 666 ml (bottiglia tipo birra) 0,3 3 13 27 43
Mezzo litro (500 ml) 0,2 2 10 20 32
1/3, 333 ml (lattina standard) 0,1 1 7 13 21
Un quarto (il quartino…, 250 ml) 0,1 1 5 10 16
200 ml (un bicchiere da acqua) 0,1 1 4 8 13
150 ml (un bicchiere da vino) 0,1 1 3 6 10
100 ml (un bicchiere piccolo) 0,0 0 2 4 6
30 ml (un bicchierino) 0,0 0 1 1 2

Come si osserva in tab.1, esistono birre di gradazione alcolica molto diversa. Di


quelle dove l’alcol è presente quasi in tracce (gradazione 0.05%) dovreste
berne due litri per assumere un po’ meno di un grammo di alcol! Il problema sol-
levato da molti su di esse è relativo alla qualità. E sui gusti non si discute. Ma, se

158
...PRIMA

proprio non si vuol passare ai succhi di frutta o all’acqua minerale, può non
essere una cattiva idea utilizzarle nella seconda parte di una serata. E a propo-
sito del gusto: ricordate la descrizione delle nozze di Canan, dove Gesù fece il
suo primo miracolo? Gli ospiti protestarono non poco con lo sposo, perché il
vino migliore era stato servito tardi: “Prima si serve il vino buono!”, gli dissero;
“Quello meno buono lo si porta dopo, tanto chi se ne accorge?”. Dunque, più
che un sacrificio, una siffatta scelta potrebbe essere un’opportunità, specie se
poi si deve guidare o se c’è in giro qualcuno che ci interessa (teniamo sempre
presente che, in genere, chi alza troppo il gomito non piace).
Esistono inoltre birre a bassa gradazione (2.5%), con le quali – a parità di volume
- si assume metà alcol rispetto alle birre al 5%. E’ chiaro, però, che se bevete il

E
doppio di quello che normalmente bevete, siete da capo a dodici. Effetti com-
pensativi di questo tipo vanno sempre considerati, perché sono assai comuni

R
nell’uso di sostanze psicotrope: ad esempio, è vero che le sigarette “slim” (quel-

O
le sottili) contengono meno nicotina di quelle normali; ma se ne fumano spesso
di più, vanificando così il vantaggio. Dunque… occhio alle quantità, non solo

I T
alla gradazione.
Particolare attenzione va poi posta sulle birre ad alta gradazione (8% e più): la

D
birra sarà buona, sarà fresca, andrà giù che è un piacere… ma l’alcol che si

E
assume in questo modo può essere davvero tanto.

.
Ad esempio, la bottiglia di birra speciale (666 ml all’8%) che avete bevuto l’al-

.I
tra sera, vi ha regalato ben 43 grammi di alcol puro.

F
Vino

.
La tab.2 riporta, per vini di gradazione diversa, e per vari volumi, la corrispon-

.A
dente quantità (in grammi) di alcol ingerito

C
TAB. 2
VINO Grammi di alcol puro presenti se si tratta di:

Volume Vinello da 10% Vino da 11.5% Vino da 12% Vino da 13%

Un litro (1000 ml) 80 92 96 104


3/4, 750 ml (bottiglia tipo vino) 60 69 72 78
2/3, 666 ml (bottiglia tipo birra) 53 61 64 69
Mezzo litro (500 ml) 40 46 48 52
1/3, 333 ml (lattina standard) 27 31 32 35
Un quarto (il quartino…, 250 ml) 20 23 24 26
200 ml (un bicchiere da acqua) 16 18 19 21
150 ml (un bicchiere da vino) 12 14 14 16
100 ml (un bicchiere piccolo) 8 9 10 10
30 ml (un bicchierino) 3 3 3 3

L’alcol qui sale. Se con un amico vi fate fuori una bottiglia di vino (750 ml) da 12
gradi, vi siete bevuti ognuno 36 grammi di alcol puro. Ma, scherzando e riden-
do, anche un litro di tranquillo “pisciarello” (ci si consenta di usare questo anti-

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Salute e sicurezza stradale: l’onda lunga del trauma

co termine, con cui si indicava un vino rosso di poco colore) da 10% contiene i
suoi bravi 80 g di alcol. Quello che sorprende in questa tabella sui vini è che, pur
variando la gradazione, le quantità di alcol sono più o meno simili. Sarà bene
ricordarlo, specie durante bagordi campagnoli dove, offrendoti l’ennesimo bic-
chiere, ti dicono “Bevi, che questo non fa male: è fatto con l’uva!”. Confesso,
incidentalmente, che quest’ultima pleonastica precisazione ha sempre suscita-
to in me un profondo senso di inquietudine.

Aperitivi, amari, liquori e distillati


La tab.3 riporta, per superalcolici di gradazione diversa, e per vari volumi, la cor-
rispondente quantità (in grammi) di alcol ingerito.

E
TAB. 3

R
LIQUORI & DISTILLATI Grammi di alcol puro presenti se si tratta di:

O
Volume Aperitivo Amaro Liquore Superalc Inf. di erbe

T
18% 27% 33% 43% 70%

Un litro (1000 ml) 144

D
216

I
264 344 560

.E
3/4, 750 ml (bottiglia tipo vino) 108 162 198 258 420
2/3, 666 ml (bottiglia tipo birra) 96 144 176 229 373

I
Mezzo litro (500 ml) 72 108 132 172 280

.
1/3, 333 ml (lattina standard) 48 72 88 115 187

.F
Un quarto (il quartino…, 250 ml) 36 54 66 86 140
200 ml (un bicchiere da acqua) 29 43 53 69 112
150 ml (un bicchiere da vino) 22 32 40 52 84

A
100 ml (un bicchiere piccolo) 14 22 26 34 56

.
30 ml (un bicchierino) 5 7 8 11 18

C
Qui siamo in un’area che richiede molta attenzione perché le quantità di alcol
contenute in queste bevande sono notevoli. Prima del XII secolo le bevande
alcoliche erano di sola fermentazione (processo operato da lieviti che compor-
ta una gradazione finale limitata): fu allora che si mise a punto la tecnica di
distillazione, che permette di estrarre l’alcol dalle vinacce e da altri materiali.
Con questo processo, quale che sia la bevanda, la quantità di alcol in essa con-
tenuto è ragguardevole. Ecco alcuni esempi al proposito:
– i tre “wiskacci” (100 ml x 3) che vi siete bevuti al party di Katrine valgono circa
100 grammi di alcol (lo stesso volume di birra al 5% ne contiene 12 grammi);
– il brandy stravecchio (100 ml) che, in un bicchiere panciuto, Mario vi offre
con amicizia ed orgoglio (“… me lo ha mandato zio Arturo!”), vi regala circa
34 grammi di alcol;
– i tre bicchierini di liquore gelato (in genere al limone) con cui avete concluso
una splendida cena (30 ml x 3), hanno aggiunto a quello che vi siete già
bevuti altri 24 grammi di alcol puro;
– un modesto bicchierino di “… quell’infuso di erbe che fanno i frati…”, equiva-
le a circa mezzo litro di birra a gradazione 5%.

160
...PRIMA

Negli ultimi anni, poi, sono diventati di moda quelli che io chiamo “camaleon-
ti”: bevande alcoliche che tutto sembrano a prima vista, meno che alcoliche.
L’inghippo sta nel fatto che in genere sono basate su succhi di frutta: ma den-
tro c’è anche alcol, e spesso nemmeno poco. Occhio, dunque, a quello che
bevete: guardate sempre bene l’etichetta o, se siete in un locale – un pub o
una discoteca, ad esempio - , chiedete ragguagli a chi vi propone la bevanda.

Le “Unità Alcoliche”:
un modo intelligente e rapido di ricavare il “segnale”
Gli alcologi (ovvero, i medici che si occupano dei problemi di salute derivanti
dal consumo di alcol), per concentrare l’attenzione di chi beve più sull’alcol

E
che egli assume che non sulla specifica bevanda alcolica consumata, hanno

R
creato un interessante concetto: quello di “Unità Alcolica” (U.A.). In altri termini,
definita una U.A. (in genere pari a 12 grammi di alcol), si rapportano a questa le

O
consumazioni standard delle singole bevande, creando così una sorta di tabel-

T
la di equivalenze. In questo ordine di idee, un bicchiere medio di vino (circa 150

I
ml), una lattina di birra (333 ml), un bicchierino di superalcolico (circa 40 ml),
equivalgono tutti e tre a circa una U.A. .

D
In questo modo di vedere le cose, le quantità raccomandate

E
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per soggetti adulti in buona salute

.
diventano 3 U.A. per i maschi e 1.5 U.A. per le femmine.

.I
Questa proposta del mondo dell’alcologia appare di grande semplicità e ben
praticabile per avere quel segnale di massima di cui si parlava all’inizio. Non a

F
caso, le U.A. sono molto utilizzate in altri paesi dai consumatori di bevande alco-

.
liche.

.A
Conclusioni

C
L’alcol, come si è visto nel precedente articolo, se non si sta in guardia compro-
mette la nostra vigilanza, la nostra salute ed è assai dannoso, nel caso dei sog-
getti maschi, per quella che possiamo indicare eufemisticamente col termine
“virilità” (nonostante che film e pubblicità suggeriscano sempre il contrario).
Poiché il nostro fegato è già straimpegnato da tutto quello che mangiamo,
anche per via degli inquinanti, ormai omnipresenti in tracce negli alimenti, forse
conviene farsi un po’ di conti.
Quanto vi abbiamo qui proposto è un tentativo per facilitarvi in questo compi-
to.

Note
1) Nei paesi europei, sul contenitore della bevanda è sempre indicata la percentuale in volume di
alcol presente (la gradazione). Questo può non avvenire in altri paesi, come ad esempio, negli
USA.
2) Tecnicamente, nel caso di bevande non fermentate, si parla di “distillati” e di “liquori”. Il distillato
è il risultato della distillazione di un certo materiale (es. vinacce, vino, frutta, cereali, patate, ecc.);
il liquore è costituito invece da una base di alcol (puro o quasi) cui vengono aggiunti elementi
vegetali (es. erbe, frutta, radici, ecc.).

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