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Corso di

Riabilitazione Strutturale
POTENZA, a.a. 2018 – 2019

EDIFICI IN C.A. ESISTENTI

METODI DI ADEGUAMENTO
TRADIZIONALI

PhD Marco VONA


Scuola di Ingegneria - Università di Basilicata
marco.vona@unibas.it
http://oldwww.unibas.it/utenti/vona/
Tipologia di intervento

CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI

ADEGUAMENTO
Interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle
presenti norme

MIGLIORAMENTO
Interventi di atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente

RIPARAZIONI O INTERVENTI LOCALI


Interventi che interessano singoli elementi isolati
Interventi di rinforzo TELAI

Rinforzo con profilati d’acciaio


Interventi di rinforzo TELAI

Rinforzo con profilati d’acciaio


L 200 x 200 x 16 L 200 x 200 x 16 filo cemento
profilo 80 x 12 s aldato profilo 80 x 12 s aldato

Vista 1 Vista 2

L 200 x 200 x 16

120 120
L 1200 x 300 x 16

66
profilo 80 x 12 s aldato

48
16
NODO C N ODO C

144
16
144
UN P 300 x 10

16
UNP 300 x 10

144
16
144
NODO B 2UNP180 N ODO B

60
2UNP180

152
U NP 300 x 10
Lung. 4400

16
144
16
144
16
145
F I S A M 24/290 (170)

6M 24/80 8.8
250
85
NODO B 2UNP180 N ODO B
L 850 x 300x 16 6M 24/80 8.8

60
66

6M 24/80 8.8

88
16
L 200 x 200 x 16

128
16
144

profilo 80 x 12
16

UNP 300 x 10
Lung. 4400

NOD O A N ODO A
24

41
25
145

nuova trave e rinforzo

mic ropali Ø14cm


lunghez za 10 mt
CONFRONTO TECNICHE DI RINFORZO COLONNE IN C.A.

Presso il Laboratorio di Strutture dell’Università di Basilicata


sono state sperimentate alcune tecniche per il rinforzo di colonne
in c.a., tipiche di edifici non antisismici degli anni ’50 – ‘60

Tecnica Caratteristiche
Incamiciatura in acciaio Facilità e rapidità di applicazione
Costi limitati
Confinamento Passivo (Attivo)
Incamiciatura CAM Facilità e rapidità di applicazione
Totale reversibilità
Confinamento Attivo
Fasciatura FRP Relativa facilità di applicazione
Resistenza alla corrosione
Costi elevati
Confinamento Passivo
Caratteristiche della sperimentazione

Caratteristiche dei provini Non Armati


 CLS di scarsa qualità fcm < 15 N/mm2
rappresentativo delle tipiche condizioni
di edifici esistenti italiani degli anni
‘50-’60

Caratteristiche dei provini Armati


 CLS di scarsa qualità fcm < 15 N/mm2
 4 barre f =12 mm (fyk = 320 N/mm2)
 Armatura trasversale (staffe φ 6/120
mm)
Incamiciatura in acciaio (Campione SJ)

− Il rinforzo SJ è stato realizzato con


piatti in acciaio (50x5 mm) saldati
a 4 angolari ad L lunghi 750 mm

− È stato usato un acciaio dolce


tipicamente impiegato in Italia
(tensione di snervamento uguale a
330 N/mm2)

− In accordo con la pratica


costruttiva tipica, i piatti non sono
stati pre-riscaldati (confinamento
passivo)
Fasciatura FRP (Campione FRP)

− Il rinforzo FRP è stato realizzato


utilizzando 1 foglio con fibre di
carbonio (CFRP) eseguendo una
sovrapposizione pari a 100 mm sia
lungo l’altezza che lungo il perimetro
della colonna

− Prima di incollare i fogli gli angoli


delle colonne sono stati accuratamente
arrotondati
Incamiciatura in acciaio (Campione CAM)

− Il rinforzo CAM è stato realizzato


usando 4 angolari in acciaio con
spigoli arrotondati e nastri in acciaio
inox ad alta resistenza (spessore 0.9
mm, larghezza 19 mm, interasse 40
mm)

− I nastri vengono posti in opera


intorno ai 4 angolari utilizzando una
apposita macchina in grado di fornire
una pre-trazione misurabile ai nastri
in modo da produrre un lieve stato di
precompressione
Risultati dei test: Provini Non Rinforzati (NS)

1400

1200
COL R-NS
I test hanno mostrato che la rottura si
1000
è sempre localizzata nella parte alta
800
delle colonne. Probabilmente tale
kN

600

400 meccanismo è causato delle modalità


200

0
di getto del cls (in casseforme
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 verticali)
mm
Risultati dei test: Provini Rinforzati (SJ)

1400
COL R-SJ
1200
Le colonne rinforzate con
1000

800 incamiciatura in acciaio (SJ)


kN

600

400
hanno mostrato un significativo
200 incremento della resistenza e della
0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 capacità duttile
mm
Risultati dei test: Provini Rinforzati (FRP)

1400
COL R-FRP
1200
1000
Le colonne rinforzate con FRP
800 hanno mostrato un buon
kN

incremento della resistenza ed un


600

400
200
limitato incremento della capacità
0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 duttili
mm
Risultati dei test: Provini Rinforzati (CAM)

1400
COL R-CAM
1200

1000
Le colonne rinforzate con CAM
800 hanno mostrato una limitata perdita
kN

della loro capacità resistente anche


600

400
200

0
con spostamenti molto elevati (fino
0 5 10 15 20 25
mm
30 35 40 45 50 55 a 40-50 mm)
Colonne armate: Curve inviluppo dei test ciclici

25

Le colonne
COL Rei nforced
20
SJ
R-NS
rinforzate con FRP
mostrano limitati
Stress (N /mm 2)

15
R-FRP
CAM
10
R-CAM incrementi della
FRP R-SJ
resistenza e della
5
NS
duttilità
0
0 0,01 0,02 0,03 0,04 0,05 0,06 0,07
Strain

Valore Pmax SPmax


Le colonne rinforzate con SJ Pmax SPmax
Pmax,NS SPmax,NS
e CAM mostrano Medio [kN] [mm]

significativi incrementi della R_NS 802.6 1 3.86 1

resistenza e della duttilità R_FRP 1073.9 1.34 7.26 1.88


R_CAM 1327.6 1.65 7.86 2.04
R_SJ 1314.0 1.64 9.05 2.34
Confronto tra sperimentazione e norme (SJ)

Caratteristiche dei campioni


Sezione rettangolare 200x300
s’ = 150 mm
s = 200 mm
fy = 330 MPa
fc = 12,5 MPa

fcc,sper = 17,9 MPa

fcc,norm = 17,1 MPa


Confronto tra sperimentazione e norme (CAM)

Caratteristiche dei campioni


Sezione rettangolare 200x300
s’ = 21 mm
s = 400 mm
fy = 780 MPa
fc = 12,5 MPa

fcc,sper = 19,1 MPa

fcc,norm = 20 MPa
Interventi di rinforzo locale

SOLAI: Rinforzo mediante soletta collaborante


Nuova soletta di spessore 4cm in cls
strutturale alleggerito con nuova rete
elettrosaldata Ø6/15

CONNETTORI

CALCESTRUZZO ALLEGGERITO NUOVO

CALCESTRUZZO ESISTENTE. RIMOZIONE DELLE PARTI


DANNEGGIATE E/O DEGRADATE
Interventi di rinforzo locale

SOLAI: Rinforzo mediante piatti di acciaio o fibre

Strisce di ACCIAIO o FRP (30x1,2mm)


CALCESTRUZZO ALLEGGERITO NUOVO

CALCESTRUZZO ESISTENTE. RIMOZIONE DELLE PARTI


DANNEGGIATE E/O DEGRADATE
Interventi di rinforzo locale

SOLAI: Rinforzo mediante post tensione


Interventi di rinforzo locale

SOLAI: Rinforzo mediante post tensione


Interventi di rinforzo locale

SOLAI: Rinforzo mediante post tensione

pendino con anello


in lamiera striata
tubazione in tubo in acciaio lamiera100x50x10
acciaio per cavo lamiera di fissaggio reggitubo pendino con anello fissata al deviatore
Dmin=20 mm cavo post-teso
100x100x10 e 100x50x10 reggi tubo
EDIFICI ESISTENTI: adeguamento Giunti

Stato di fatto
Criteri generali di intervento

• Ridurre il più possibile gli effetti indesiderati (locali e globali)


di irregolarità strutturale che danno luogo a consistenti
incrementi delle sollecitazioni

• Adeguare il giunto di dilatazione termica esistente e


trasformarlo in un giunto efficace ai fini delle azioni sismiche

• Adeguare gli elementi strutturali alle richieste imposte dalla


presenza di azioni sismiche orizzontali mediante:
− Inserimento di nuovi elementi in c.a.
− Rinforzo di alcuni elementi mediante FRP
− Rinforzo di alcuni elementi con incamiciatura in c.a.
Criteri generali di intervento

Regolarizzazione in pianta mediante la realizzazione di opportuni


tagli strutturali
Criteri generali di intervento

Ipotesi A
Solidarizzazione dei giunti strutturali esistenti

Giunti di dilatazione termica esistenti


Criteri generali di intervento

Ipotesi A

Solaio
Giunto esistente
Criteri generali di intervento

Ipotesi A
Angolari e calastrelli
Giunto esistente richiuso in acciaio o nastri in
mediante clacestruzzo ad acciaio inox
elavata fluidità previa
preparazione, ripulitura Solaio
delle superifici ed
applicazione aggrappante
per riprese di getto

Angolari e calastrelli
in acciaio o nastri in
acciaio inox

Angolari e calastrelli in
acciaio con
Criteri generali di intervento

Ipotesi A
Calcestruzzo colato per la
richiusura del giunto esistente

Sezione in corrispondenza Sezione in corrispondenza


dell'unione bullonata dell'unione bullonata

Perforazione armata
φ 16 / 33cm

Angolare incollato con


Riempimento con malta a
resina epossidica
ritiro compensato
Criteri generali di intervento

Ipotesi B
Realizzazione di nuovi giunti strutturali sismici

Realizzazione di nuovi giunti


Criteri generali di intervento

Ipotesi B

70

Giunto esistente 20 Nuovo


Giunto

57

FASE 1.Demolizione pilastro e messa a nudo delle


armature delle travi
Criteri generali di intervento

Ipotesi B

70 70

Nuovo Giunto

Le armature esistenti delle travi il bordo della trave esistente sarà


dovranno essere rimesse a nudo e inserito per almeno 3 cm allinterno del
collegate all'interno del nuovo pilastro. nuovo pilastro avendo cura di ripulire la
Dovranno essere eseguite anche superficie della sezione della trave e
perforzioni armate necessarie a eseguire un trattatamento con idoneo
collegare il vecchio cls delle travi con il aggrappante
nuovo pilastro

FASE 2. Preparazione delle armature delle travi FASE 3. Messa in opera nuove carpenterie metalliche ed
esecuzione getto di calcestruzzo
Criteri generali di intervento

Ipotesi C

Adeguamento dei giunti di dilatazione termica esistenti


mediante l’inserimento di dispositivi STU (Shock
Transmission Unit)
Criteri generali di intervento

Progetto finale

− Adeguamento dei giunti di dilatazione termica esistenti


mediante l’inserimento di dispositivi STU (Shock
Transmission Unit)
− Rinforzo globale
− Rinforzo locale
Criteri generali di intervento
Esecuzione dell’intervento: Demolizioni strutturali

Demolizioni necessarie a facilitare l’inserimento di nuovi elementi in c.a.

Demolizioni
Isolamento alla base

Esempio di inserimento di isolatori in un edificio esistente


Controventi dissipativi

Struttura con Struttura senza


Controventi Controventi
dissipativi dissipativi