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La pandemia del 2009-2010 fu quella dell’influenza suina, chiamata anche H1N1, che

provocò circa 18mila morti nel mondo e centinaia di migliaia di contagi, soprattutto
nel continente americano.
Il numero uno dell’Oms ha aggiunto: «Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di COVID-
19 raddoppiano ogni 3-4 giorni. Il virus accelera molto velocemente, ma decelera
molto più lentamente». «Ciò significa - ha sottolineato - che le misure restrittive
devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una
volta. E solo se la sanità pubblica ha adottato le corrette misure, come una
significativa capacità di tracciare i contatti» con i contagiati.
Altri sintomi, non solo polmonari
Non solo polmoni e danni respiratori. Il nuovo coronavirus potrebbe colpire anche
altri organi - dal cervello al cuore e la pelle - e manifestarsi con sintomi diversi.
Aumentano infatti le segnalazioni in tal senso e primi studi indicano come il SarsCov2
possa avere pure delle manifestazioni meno comuni e, al momento, meno conosciute.
Sono già vari i casi che, ad esempio, indicano un possibile collegamento tra questo
virus ed il cervello. Il coronavirus potrebbe cioè dare problemi neurologici, anche
prima della comparsa dei sintomi respiratori: ictus, convulsioni, delirio sono tra i
sintomi registrati in diversi casi clinici nel mondo e anche in Italia.