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Tipo documento/ Document type Codice-revisione/Code–revision

30/09/2011
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turboalternatori installati negli impianti Indice Sicurezza/
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Tabella delle revisioni / Table of revisions

Rev. DESCRIZIONE DELLE REVISIONI / Description of revisions

VERSIONI PRECEDENTI:

Criteri di manutenzione dei turboalternatori - Giugno 1985

Standard di manutenzione dei turboalternatori - Settembre 1995

Criteri di manutenzione dei turboalternatori (“Move 2000”) - Novembre 1997

Criteri di manutenzione (programma 100x100) - Aprile 2001

Linee guida per l’armonizzazione delle frequenze di manutenzione cicli combinati


- Luglio 2003
GdL revisione cadenze fermate programmate impianti a carbone - Settembre
2006
0 Presente emissione con modifiche e aggiornamenti - Settembre 2011

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Indice/Index

1.  PREMESSA .............................................................................................. 4 


2.  GENERALITÀ............................................................................................ 5 
3.  CONTENUTO DEI PRINCIPALI INTERVENTI MANUTENTIVI .............................. 5 
4.  CRITERI PER IL CONTROLLO DELLE CAPPE DI BLINDAGGIO ........................... 6 
5.  TURBOALTERNATORI IN IMPIANTI A CUI È RICHIESTA UN’ELEVATA
AFFIDABILITÀ .......................................................................................... 7 
5.1.  Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno: ....................................... 8 
5.2.  Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno (casi particolari): ............... 9 
5.3.  Cadenze standard per turboalternatori in aria in ciclo chiuso: ......................... 9 
5.4.  Turboalternatori con cappe di blindaggio in acciaio 18Mn 5Cr o magnetiche .... 10 
5.5.  Monitoraggi e predisposizioni impiantistiche aggiuntive ................................ 10 
6.  TURBOALTERNATORI IN IMPIANTI A MINORE CRITICITÀ ............................. 11 
6.1.  Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno: ..................................... 12 
6.2.  Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno (casi particolari): ............. 12 
6.3.  Cadenze standard per turboalternatori in aria in ciclo chiuso: ....................... 13 
6.4.  Monitoraggi e predisposizioni impiantistiche aggiuntive ................................ 13 
7.  TURBOALTERNATORI IN ARIA IN CICLO APERTO ........................................ 14 
8.  CADENZE STANDARD PER TURBOALTERNATORI CHE NON HANNO MAI
ESEGUITO UNA REVISIONE GENERALE ...................................................... 15 
8.1.  Cadenze standard per turboalternatori nuovi o con statore riavvolto .............. 15 
8.2.  Cadenza standard per turboalternatori con ampia esperienza manutentiva ..... 15 
9.  PRESCRIZIONI PER IMPIANTI IN FERMATA ................................................ 16 
10.  PRINCIPALI SISTEMI DI MONITORAGGIO E DIAGNOSTICA ........................... 16 
11.  APPENDICI ............................................................................................ 21 
11.1.  Appendice 1 – Contenuto degli interventi manutentivi periodici .............. 21 
11.1.1.  Revisione Generale (RGA) ........................................................ 21 
11.1.2.  Revisione Parziale (RPA) .......................................................... 25 
11.1.3. Controllo intermedio (CIA) ................................................................ 29 
11.1.4.  Controllo Ordinario (COA) ........................................................ 30 

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1. PREMESSA
Il presente documento definisce i criteri per la manutenzione e la sorveglianza
diagnostica degli alternatori installati nelle centrali termoelettriche; esso rappresenta
l’aggiornamento dei “criteri di manutenzione dei turboalternatori” la cui prima edizione è
del 1985 e le successive sono indicate nella tabella delle revisioni. L’aggiornamento dei
criteri tiene conto dell’ulteriore esperienza maturata e dell’evoluzione degli scenari
tecnico-economici.

Alcuni turboalternatori entrati recentemente in servizio non erano presi in considerazione


nelle precedenti versioni, mentre altri erano ancora considerati prototipi per la limitata
esperienza maturata su di essi. Dopo la sostanziale risoluzione di alcune problematiche
evidenziatesi nei primi periodi esercizio e l’esecuzione delle prime RGA, le cadenze
riportate nel seguito sono applicabili a tutte le tipologie di macchina esistenti nel parco
termoelettrico di Enel Produzione in ambito italiano.

I criteri possono essere utilizzati in linea di massima anche per gli impianti Enel all’estero
ma, stante la grande variabilità di soluzioni costruttive e risultati di esercizio, le scelte
dovranno essere ponderate caso per caso.

Gli oneri manutentivi di un alternatore sono la somma degli oneri di mancata produzione
derivanti dalla indisponibilità dell’impianto (fermate programmate e accidentali) e degli
oneri propri di manutenzione (programmata, accidentale e predittiva). Le componenti di
costo hanno pesi diversi sui vari impianti; la cadenza degli interventi programmati incide
inoltre sul rischio di accidentale.

Per coniugare il più possibile questi aspetti e adattarli alle esigenze di impianto, i criteri,
come i precedenti, prevedono due strategie manutentive. La prima è dedicata agli
impianti più remunerativi, a cui è richiesta un’elevata affidabilità. La seconda è dedicata
agli impianti meno critici e comporta minori costi di manutenzione programmata, a
fronte di un’accettabile rischio di incremento dell’accidentale.
E’ opportuno che l’adozione dell’una o dell’altra strategia venga preventivamente
determinata dalle direzioni a cui fanno capo gli impianti.

Si noti comunque che le esperienze pregresse e l’estensione della sorveglianza


diagnostica on-line hanno permesso l’allungamento delle cadenze di fermata
programmata anche per gli impianti più strategici.

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2. GENERALITÀ
La messa a punto dei criteri manutentivi per gli alternatori si rivela normalmente
complessa in quanto i componenti interni sono numerosi e di varia natura così come
sono numerose di conseguenza le tipologie di guasto.

Uno degli obiettivi principali da raggiungere è il contenimento drastico dei guasti, sia per
il costo delle riparazioni, che può essere elevato, sia per evitare l’indisponibilità
accidentale dell’impianto che può avere costi enormi.

La manutenzione su condizione, che risulta la migliore dal punto di vista della


disponibilità complessiva dell’impianto, è efficace solo su una parte dei modi di guasto e
non basta da sola ad evitare tutti i possibili inconvenienti della macchina.

La manutenzione preventiva comporta l’esecuzione di interventi di revisione periodici che


comprendono lo smontaggio più o meno completo della macchina.

Queste considerazioni portano ad una strategia manutentiva sui turboalternatori la cui


struttura può essere sintetizzata come segue:

− Manutenzione preventiva basata su interventi di smontaggio e controllo mirata ad


annullare il numero di guasti e mettere la macchina in condizioni di essere esercita
fino al successivo intervento programmato.
− Controlli e prove (in servizio e in fermata) e ispezioni periodiche che svolgono la
funzione di:
− segnalare per tempo l’insorgere di alcuni tipi di guasto, permettendo quindi di
evitarli o di programmare la loro risoluzione in interventi su condizione,
eventualmente anticipando la revisione programmata;
− conoscere in anticipo parte degli interventi da eseguire nelle manutenzioni
programmate.

Per ogni tipo di impianto è possibile ricercare il “livello” di manutenzione preventiva e su


condizione ritenuto ottimale al fine di minimizzare i costi diretti di manutenzione e quelli
conseguenti alla mancata disponibilità dell’impianto.

Ad esempio, su un impianto con un elevato costo di indisponibilità, gli oneri di


installazione ed utilizzo di strumenti di monitoraggio aggiuntivi, al fine di realizzare
diagnostica predittiva e quindi manutenzione su condizione, sono generalmente ripagati
dalla riduzione dell’indisponibilità, anche minima, che ne può derivare.

3. CONTENUTO DEI PRINCIPALI INTERVENTI MANUTENTIVI


Il contenuto tipico degli interventi manutentivi periodici è descritto in appendice 1. Le
attività sono in larga parte dipendenti dal tipo di macchina e dalla storia manutentiva e
di esercizio pregressa. In appendice è riportata una descrizione generale; il dettaglio
delle attività e dei controlli, nonché dei possibili interventi di tipo opzionale, è
usualmente indicato nelle specifiche tecniche facenti parte della documentazione
contrattuale verso i fornitori.

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Prima di ogni intervento, in particolare di quelli di RGA ed RPA, è comunque necessario


mettere a punto con il supporto dell’Assistenza Specialistica un piano dei lavori (sia quelli
di sicura esecuzione sia quelli possibili) e un elenco dei controlli e delle prove da
eseguire.

4. CRITERI PER IL CONTROLLO DELLE CAPPE DI BLINDAGGIO


Come noto, le cappe di blindaggio di vecchio tipo, ed in special modo quelle in acciaio
18Mn 5Cr (nel seguito 18/5), sono soggette al fenomeno di tenso-corrosione che nel
tempo tende ad innescare cricche nella struttura del materiale. Nella scelta dei criteri di
controllo più appropriati da seguire, bisogna tenere conto che tali difetti hanno
un’evoluzione difficilmente prevedibile e solitamente la progressione finale è repentina e
dagli effetti estremamente distruttivi, per la macchina e le parti di impianto circostanti,
con riflessi quindi anche sulla sicurezza delle persone.

Le cappe di blindaggio vengono solitamente sottoposte a controlli tramite CnD durante le


fermate per le revisioni generali nelle quali viene estratto il rotore; in molti casi però i
tempi che intercorrono tra due RGA possono essere molto lunghi a causa del basso
utilizzo dei gruppi. Considerando però che il fenomeno della tenso-corrosione evolve nel
tempo anche senza le sollecitazioni aggiuntive dovute all’esercizio, è necessario imporre
dei limiti temporali tra due controlli successivi indipendentemente dalle cadenze di RGA.

I turboalternatori che montano cappe di blindaggio in acciaio di vecchio tipo (18/5 e


magnetico), devono effettuare i controlli non distruttivi sulle cappe di blindaggio al
massimo dopo 8 ÷ 10 anni dai precedenti.

Le cappe di blindaggio in acciaio 18Mn 18Cr (nel seguito 18/18) fino ad oggi non hanno
evidenziato particolari problematiche di degrado (le più vecchie risalgono alla fine degli
anni 80); considerando però i tempi molto lunghi che potrebbero intercorrere tra due
RGA per gli impianti a basso utilizzo e le conseguenze distruttive per la macchina che
potrebbe provocare un’avaria a questi componenti, si stabilisce un limite di 20 anni tra
due controlli successivi, indipendentemente dalle cadenze di RGA.

A titolo di esempio sono indicate le possibili soluzioni per i controlli sulle cappe di
blindaggio:

− effettuare una RGA allo scadere dei 10 anni per cappe di vecchio tipo e 20 anni per
cappe in 18/18 anche se non sono stati raggiunti i limiti di esercizio previsti;
− per le macchine per cui sia tecnicamente possibile (vedi tabella 1 –“Foglio base per
analisi cadenze manutentive”), in attesa di effettuare la RGA al limite delle ore di
esercizio previste, eseguire i controlli delle cappe con alternatore in assetto di RPA
allo scadere dei suddetti limiti;

I turboalternatori che montano cappe di blindaggio in acciaio 18/5 o magnetiche devono


sempre avere essiccatori idrogeno o scaldiglie perfettamente funzionanti e, per le
macchine in idrogeno, deve essere disponibile la misura del punto di rugiada (ved. anche
capitolo sui monitoraggi aggiuntivi). Il limite massimo di 10 anni è valido solamente in
caso di regolare funzionamento di questi dispositivi; nel caso invece si verifichino

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malfunzionamenti per periodi significativi, l’intervallo tra i controlli deve essere ridotto a
6÷8 anni.

5. TURBOALTERNATORI IN IMPIANTI A CUI È RICHIESTA UN’ELEVATA


AFFIDABILITÀ
I criteri di manutenzione mirano a massimizzare il risultato economico complessivo; la
manutenzione degli alternatori appartenenti ad impianti a cui è richiesta elevata
affidabilità per motivi di mercato deve quindi essere principalmente finalizzata ad
aumentare la disponibilità dell’impianto, riducendo sia l’indisponibilità programmata che
quella accidentale.

Questi due obiettivi non sono sempre in contrasto tra loro; per ridurre l’indisponibilità
accidentale è infatti necessario un buon livello della programmata, ma quest’ultima può
essere eseguita in parallelo su più macchinari principali, cercando di sincronizzare il più
possibile gli interventi su alternatore, turbina, caldaia e gli altri componenti principali.

Per favorire la sincronizzazione degli interventi sui vari macchinari è stato adottato un
criterio che indica i limiti massimi entro i quali effettuare un determinato tipo di
manutenzione; superando tali limiti può aumentare in modo consistente la probabilità di
avaria o la necessità di interventi ulteriori alla manutenzione programmata, con
conseguente aumento del tempo necessario. È ovvio che un ingiustificato intervento ad
una cadenza molto ravvicinata dal precedente può risultare economicamente
sconveniente. La scelta su quando collocare l’intervento deve tenere conto anche della
scadenza successiva, in base al piano di fermate.

Un altro fattore che ha un peso notevole sulla disponibilità degli impianti è la presenza
dei ricambi e dei componenti a scorta, quali i rotori. Per le unità a cui è richiesta alta
affidabilità, è sempre necessario verificare l’esistenza delle parti di ricambio più
importanti; nel caso queste non fossero presenti, dovrà esserne valutato
economicamente l’acquisto. Quest’ultima valutazione è generalmente favorevole,
considerati i possibili costi di mancata produzione che l’assenza di un ricambio può
comportare.

Nel seguito sono indicate le cadenze di revisione dei turboalternatori. Esse sono espresse
in ore equivalenti (ore di esercizio + n° avviamenti x 20) per tenere conto dell’usura
della macchina che si verifica in impianti con elevato numero di avviamenti, mentre è
ovviamente meno significativa per gli impianti che effettuano servizio continuo.

Esistono inoltre differenze costruttive e progettuali, specialmente tra le macchine


raffreddate in aria di ultima generazione e le precedenti in idrogeno, che richiedono una
differenziazione delle cadenze e dei contenuti delle manutenzioni restando però invariato
l’esercizio tra due RGA; anche l’esperienza più o meno favorevole acquisita nel tempo
può determinare delle differenziazioni di trattamento tra i vari tipi di macchina.

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La differenziazione delle revisioni per tipologia di macchinario dei turboalternatori


appartenenti ai gruppi a cui è richiesta una elevata affidabilità, è riportata negli schemi
che seguono, mentre nella tabella 1 (“Foglio base per analisi cadenze manutentive”) si
riportano indicazioni aggiuntive per la corretta scelta degli interventi (es. tipo di cappe).
In tale tabella, non è indicata la suddivisione dei gruppi in base all’affidabilità richiesta,
scelta che è compito di ogni UB o area di appartenenza.

Le cadenze manutentive indicate nel seguito per ogni tipologia di revisione (RGA-RPA-
COA) devono essere intese come limiti massimi da non superare.

5.1. Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno:


− Ansaldo da 290-370-750 MVA (raffreddamento diretto di statore con H2O).
− ABB-TIBB da 370-750 MVA (raffreddamento diretto di statore con H2O).
− Marelli-Westinghouse da 78-170-175-190-370 MVA.
− Ansaldo-CGE-GEE-AEG da 93-93,7-200 MVA.
− ABB e Ansaldo da 140 e 85MVA (con supporti a cavalletto).
− Toshiba da 410 MVA.

Tipo revisione RGA RPA COA

Ore Max 75.000 Max 35.000 Max 20.000


equivalenti
Da ultima Da ultima Da ultima
Riferimento
RGA RGA/RPA RGA/RPA

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio tenere conto dei criteri riportati al capitolo 4.
- Una delle criticità maggiori di questi turboalternatori è rappresentata dal sistema di
tenuta dell’idrogeno tra la carcassa e l’albero che rende necessarie le RPA tra le revisioni
generali; la trasformazione di un COA in RPA può essere effettuata in considerazione
delle indicazioni rilevate dai parametri di esercizio (portate olio tenuta, temperature
cuscinetti, vibrazioni, ecc.).
- Se in dipendenza dell’esigenza di altri macchinari si sfrutta l’intervallo massimo tra due
RGA (esteso rispetto ai precedenti criteri), si possono rendere necessarie due RPA
intermedie, da cadenzare opportunamente.

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5.2. Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno (casi particolari):


− Ansaldo da 83,5 MVA.
− TIBB da 210 MVA (raffreddamento diretto di statore con olio).

Tipo revisione RGA RPA COA

Ore
Max 75.000 Max 30.000
equivalenti
Da ultima Non
Riferimento Da RGA/RPA
RGA eseguibile

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio tenere conto dei criteri riportati al capitolo 4.
- La particolarità costruttiva è rappresentata dall’impossibilità di eseguire una ispezione
adeguata delle parti attive in assetto tipico di COA (assenza di passi d’uomo, portelle di
ispezione, ecc.) e pertanto, per effettuare un’ispezione esaustiva che permetta di
individuare eventuali problematiche interne, è necessario lo smontaggio dei semiscudi
superiori e delle relative chiusure interne come in assetto di RPA.

5.3. Cadenze standard per turboalternatori in aria in ciclo chiuso:


− ABB-Alstom da 285-300 MVA.
− Siemens da 288.
− Ansaldo da 170 MVA.

COA COA
Tipo revisione RGA RPA
ANS-ALS Siemens
Ore Max Max
Max 75.000 Max 50.000
equivalenti 20.000 8.000
Da ultima Da ultima Da Da
Riferimento
RGA RGA RGA/RPA/COA RGA/RPA/COA

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio vedi criteri al capitolo 4.
- Su questo tipo di turboalternatori è possibile effettuare delle ispezioni visive interne
con smontaggi molto modesti in egual misura sia in assetto di controllo ordinario sia in
assetto di revisione parziale; la RPA permette di aggiungere una maggiore affidabilità di
esercizio dei cuscinetti che sono esterni alla carcassa.
NOTA PER SIEMENS 288:
- La cadenza per il controllo ordinario potrà essere ulteriormente elevata in dipendenza
dell’esito delle ispezioni su ogni singola macchina.

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5.4. Turboalternatori con cappe di blindaggio in acciaio 18Mn 5Cr o


magnetiche
Al fine di ridurre l’indisponibilità causata dai controlli non distruttivi e soprattutto
quella causata dalle azioni necessarie in caso di esito sfavorevole dei controlli stessi
e per ridurre inoltre il pur minimo rischio di avaria, che avrebbe però conseguenze
distruttive per la macchina, riteniamo opportuna, sulla tipologia di impianto qui
presa in considerazione, la sostituzione delle cappe con quelle di nuovo tipo in
acciaio 18/18 alla prima occasione utile.

Nel periodo che precede la sostituzione, o nel caso di permanenza delle vecchie
cappe, in aggiunta alle cadenze di revisione precedentemente indicate, gli
alternatori che montano cappe di blindaggio in acciaio 18/5, devono effettuare
controlli non distruttivi sulle stesse alle cadenze indicate al capitolo 4.

5.5. Monitoraggi e predisposizioni impiantistiche aggiuntive


Su tutti gli alternatori appartenenti ad impianti a cui è richiesta elevata affidabilità
devono essere presenti i seguenti sistemi o eseguite le azioni indicate, che sono da
intendersi ove applicabili.

− Per turboalternatori a raffreddamento diretto e indiretto con idrogeno: sistema di


misura in continuo della portata olio tenute idrogeno di tipo ad ultrasuoni o meglio
a diaframma tarato (previa verifica di accettabilità della caduta di pressione).
Parametro da portare a SdS.

− Dispositivo di misura del punto di rugiada dell’idrogeno in macchina


(estremamente importante per macchine con cappe in 18/5). Parametro da
portare a SdS.

− “Sonda di flusso” per il rilievo dei corto circuiti di spira dell’avvolgimento rotorico.

− Sistema “moral” (monitoraggio rotore alternatore) di ASP per il controllo a


distanza dei difetti di isolamento dell’avvolgimento rotorico, delle correnti d’albero
e del funzionamento del sistema di messa a terra.

− Nel corso delle fermate per RGA, sostituire le tubazioni di adduzione dell’olio di
tenuta idrogeno, da valle filtri fino all’ingresso in macchina, con nuove tubazioni
della stessa geometria, ma in acciaio inox.

− Installare sulle macchine nuove con raffreddamento in aria i dispositivi per la


rilevazione e la misura delle scariche parziali.

− Per i turboalternatori in idrogeno a raffreddamento diretto di statore con acqua


devono essere presenti i seguenti monitoraggi e predisposizioni, collegati con il
sistema di supervisione:
• Inserimento nel circuito di ricircolo del sistema acqua statore di un sistema
per il trattamento alcalino, con rilascio di sodio nell’acqua demineralizzata,
per impedire la formazione di ossidi di rame nei circuiti interni delle macchine.

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• Strumentazione per la misura in continuo del tenore di ossigeno dell’acqua di


raffreddamento diretto del rame statore. Parametro da portare a SdS.

• Strumentazione di misura della quantità giornaliera di idrogeno sfuggito


all’atmosfera attraverso il sistema acqua raffreddamento statore. Parametro
da portare a SdS.

• Due manometri o trasmettitori di pressione sui collettori di ingresso/uscita in


macchina del sistema acqua raffreddamento statore, per la rilevazione in
esercizio e in fermata della caratteristica idraulica. Parametri da portare a
SdS.

• Predisporre i circuiti acqua statore degli alternatori TIBB/ABB per effettuare il


reintegro con acqua a basso tenore di ossigeno.

• Predisporre i turboalternatori TIBB/ABB per il lavaggio del volume interno con


azoto, al fine di incrementare le possibilità di esercizio in caso di perdite nel
circuito.

6. TURBOALTERNATORI IN IMPIANTI A MINORE CRITICITÀ


Su questi impianti, i costi diretti di manutenzione non sono trascurabili rispetto a quelli di
mancata produzione. Per questo motivo i nuovi criteri confermano sostanzialmente quelli
precedenti (MOVE 2000 e programma 100x100) che ove possibile tendono ad aumentare
l’esercizio tra le revisioni.

In questi impianti, il numero di avviamenti costituisce un fattore significativo di usura; è


quindi importante che vengano considerati gli avviamenti e calcolate le ore equivalenti
(ore di esercizio + n° avviamenti x 20) per la determinazione delle cadenze di revisione.

Come già previsto dalla versione precedente dei criteri, la Revisione Parziale (RPA) è
stata sostituita nella maggior parte dei casi dal Controllo Intermedio (CIA); l’assetto di
RPA verrà utilizzato per l’esecuzione di interventi su condizione , qualora necessario, su
cuscinetti o tenute idrogeno, per i controlli sulle cappe di blindaggio a rotore inserito e
nei casi in cui l’assetto di COA non consenta l’esecuzione di adeguate ispezioni interne
delle macchine.

La differenziazione delle revisioni per tipologia di macchinario, dei turboalternatori


appartenenti ai gruppi di minore criticità strategica, è riportata negli schemi che
seguono, mentre nella tabella 1 (“Foglio base per analisi cadenze manutentive”) si
riportano indicazioni aggiuntive per la corretta scelta degli interventi (es. tipo di cappe).
In tale tabella, non è indicata la suddivisione dei gruppi in base all’affidabilità richiesta,
scelta che è compito di ogni UB o area di appartenenza.

Le cadenze manutentive indicate nel seguito per ogni tipologia di revisione (RGA-
CIA/RPA-COA) devono essere intese come limiti massimi da non superare.

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Per gli impianti per i quali è prevista una dismissione, non è in genere economicamente
opportuno eseguire una RGA nei 5 anni che la precedono, a meno che non sia dettata da
esigenze di sicurezza legate alle cappe di blindaggio (vedi capitolo 4).

6.1. Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno:


− Ansaldo da 290-370-750 MVA (raffreddamento diretto di statore con H2O).
− ABB-TIBB da 370-750 MVA (raffreddamento diretto di statore con H2O).
− Marelli-Westinghouse da 78-170-175-190-370 MVA.
− Ansaldo-CGE-GEE-AEG -93-93,7-200 MVA.
− ABB e Ansaldo da 140 da 85MVA (con supporti a cavalletto).
− Toshiba da 410 MVA.

Tipo revisione RGA CIA COA

Ore
Max 90.000 Max 45.000 Max 25.000
equivalenti
Da ultima Da ultima
Riferimento Da CIA/RGA
RGA RGA

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio tenere conto dei criteri riportati al capitolo 4.
- La criticità maggiore di questo tipo di turboalternatori è rappresentata dal sistema di
tenuta dell’idrogeno tra la carcassa e l’albero il cui monitoraggio principale è
rappresentato dalla misura della portata dell’olio, pertanto è di fondamentale importanza
la verifica dell’efficienza di tale dispositivo che può dare valide informazioni per la
trasformazione di un COA o CIA in RPA.

6.2. Cadenze standard per turboalternatori in idrogeno (casi particolari):


− Ansaldo da 83,5 MVA.
− TIBB da 210 MVA (raffreddamento diretto di statore con olio).

Tipo revisione RGA RPA COA

Ore
Max 90.000 Max 30.000
equivalenti
Da ultima Da ultima Non
Riferimento
RGA RGA/RPA eseguibile

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio tenere conto dei criteri riportati al capitolo 4.
- La particolarità costruttiva è rappresentata dall’impossibilità di eseguire un’adeguata
ispezione delle parti attive in assetto tipico di COA (assenza di passi d’uomo, portelle di
ispezione, ecc.) e pertanto per effettuare un’ispezione esaustiva che permetta di
individuare eventuali problematiche interne è necessario lo smontaggio dei semiscudi
superiori e delle relative chiusure interne come in assetto di RPA.

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6.3. Cadenze standard per turboalternatori in aria in ciclo chiuso:


− ABB-Alstom da 285-300 MVA.
− Siemens da 288.
− Ansaldo da 170 MVA.

COA
Tipo revisione RGA CIA COA
Siemens
Ore Max
Max 90.000 45.000 20.000
equivalenti 8.000
Da ultima Da ultima Da
Riferimento Da CIA/RGA
RGA RGA RGA/CIA/COA

NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio vedi criteri al capitolo 4.
- Su questo tipo di turboalternatori è possibile effettuare delle ispezioni visive interne
con smontaggi molto modesti in egual misura tra assetto di controllo ordinario e assetto
di revisione parziale; la RPA aggiunge soltanto il controllo dei cuscinetti che sono esterni
alla carcassa, tale tipo di revisione può essere presa in considerazione soltanto se in
presenza di evidenti anomalie quali vibrazioni eccessive, temperature elevate dell’olio di
lubrificazione, temperature elevate del metallo bianco e forti fuoriuscite di olio dai
supporti.
NOTA PER SIEMENS 288:
- La cadenza per il controllo ordinario potrà essere ulteriormente elevata in dipendenza
dell’esito delle ispezioni su ogni singola macchina.

6.4. Monitoraggi e predisposizioni impiantistiche aggiuntive


Per tutti gli alternatori installati in impianti trattati in questo capitolo devono essere
presenti i seguenti sistemi o eseguite le azioni indicate, che sono da intendersi ove
applicabili.

− Dispositivo di misura del punto di rugiada dell’idrogeno in macchina


(estremamente importante per macchine con cappe in 18/5). Parametro da
portare a SdS.

− Sistema di misura in continuo della portata olio tenute idrogeno di tipo non
invasivo ad ultrasuoni o meglio a diaframma tarato (previa verifica di accettabilità
della caduta di pressione). Parametro da portare a SdS.

− Per i turboalternatori in idrogeno a raffreddamento diretto di statore con acqua


devono essere presenti i seguenti monitoraggi e predisposizioni, collegati con il
sistema di supervisione:
• Strumentazione per la misura in continuo del tenore di ossigeno dell’acqua di
raffreddamento diretto del rame statore. Parametro da portare a SdS.
• Strumentazione di misura della quantità giornaliera di idrogeno sfuggito
all’atmosfera attraverso il sistema acqua raffreddamento statore. Parametro
da portare a SdS.

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• Due manometri o trasmettitori di pressione sui collettori di ingresso/uscita in


macchina del sistema acqua raffreddamento statore, per la rilevazione in
esercizio e in fermata della caratteristica idraulica. Parametri da portare a
SdS.
• Predisporre i circuiti acqua statore degli alternatori TIBB/ABB per effettuare il
reintegro con acqua a basso tenore di ossigeno.

NOTA: Per le macchine che non effettuano i monitoraggi aggiuntivi sopra indicati
non si rendono disponibili le informazioni che permettono di dilazionare le cadenze
manutentive così come indicate nel presente capitolo senza incorrere in consistenti
rischi di avaria. Pertanto in mancanza dei suddetti monitoraggi dovranno essere
considerate cadenze e contenuti di revisione più stringenti.

7. TURBOALTERNATORI IN ARIA IN CICLO APERTO


Per questa tipologia di macchinario, con specifiche caratteristiche costruttive ed installati
tutti in impianti di punta, non sono previste differenziazioni delle cadenze in base
all’affidabilità richiesta all’impianto.
Per queste macchine il numero di avviamenti costituisce un fattore significativo di usura;
è quindi importante che vengano considerati gli avviamenti e calcolate le ore equivalenti
(ore di esercizio + n° avviamenti x 20) per la determinazione delle cadenze di revisione.

Come già previsto dalla versione precedente dei criteri, la Revisione Parziale (RPA) è
stata sostituita nella maggior parte dei casi dal Controllo Intermedio (CIA); l’assetto di
RPA verrà utilizzato per l’esecuzione di interventi su condizione, qualora necessario, su
cuscinetti.
La differenziazione delle revisioni per tipologia di macchinario, dei turboalternatori in aria
in ciclo aperto, è riportata negli schemi che seguono, mentre nella tabella 1 (“Foglio base
per analisi cadenze manutentive”) si riportano indicazioni aggiuntive per la corretta
scelta degli interventi (es. tipo di cappe).

− Marelli da 22 e 109 MVA.


− Ansaldo da 34 e 107 MVA.

Tipo revisione RGA CIA COA

Ore
50.000 Max 25.000 15.000
equivalenti
Da ultima Da ultima Da ultimo
Riferimento
RGA RGA CIA/RGA
NOTE:
- Per i controlli sulle cappe di blindaggio vedi criteri al capitolo 4
- La scelta delle cadenze è condizionata dalle problematiche che possono insorgere in
seguito al tipo di raffreddamento (umidità, sporcizia, ecc.).

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8. CADENZE STANDARD PER TURBOALTERNATORI CHE NON HANNO MAI


ESEGUITO UNA REVISIONE GENERALE

8.1. Cadenze standard per turboalternatori nuovi o con statore riavvolto


Per gli alternatori nuovi o con statore riavvolto è necessario fare riferimento a cadenze
manutentive più restrittive per i seguenti motivi:
− La macchina potrebbe essere di tecnologia costruttiva non conosciuta e pertanto è
necessario valutare in tempi brevi possibili problematiche inerenti le
caratteristiche costruttive che si dovessero presentare nel primo periodo di
esercizio.
− Gli avvolgimenti statorici di nuova installazione possono risentire di particolari
problematiche (vibrazioni, assestamento in cava, scariche parziali, ecc..) che
necessitano di una valutazione dopo un periodo limitato di esercizio.
In considerazione di quanto sopra riportiamo nel seguito le cadenze manutentive per
ogni tipologia di revisione (RGA-CIA/RPA-COA) che devono essere intese come limiti
massimi da non superare.

Tipo revisione CIA/RPA RGA

Ore
Max 15.000 Max 30.000
equivalenti
Da primo
Riferimento Da CIA/RPA
parallelo

NOTA: il limite di ore equivalenti sia per il CIA sia per la RGA può essere stabilito in base
alla tipologia di appartenenza della macchina ed all’esperienza maturata sui
turboalternatori simili; è comunque necessario effettuare un’accurata ispezione interna
entro le prime 15.000 ore equivalenti che, se non è ritenuta esaustiva in assetto di CIA,
deve essere effettuata con smontaggio in assetto di RPA; dopo la prima RGA saranno
stabilite le cadenze successive.

8.2. Cadenza standard per turboalternatori con ampia esperienza


manutentiva
Esistono alcuni turboalternatori appartenenti a famiglie presenti nel parco Enel su cui,
pur avendo accumulato un consistente esercizio, ancora non è stata eseguita la prima
RGA ma dei quali sono note le possibili problematiche per l’ampia esperienza
manutentiva maturata sulle macchine gemelle.
Per tali macchine non si ritiene necessario effettuare una RGA con cadenze più restrittive
rispetto ai medesimi generatori che hanno già eseguito la prima RGA e pertanto si
rimanda alle cadenze previste ai capitoli 5 o 6.

− ABB/Ansaldo da 140 MVA


− Siemens da 288 MVA
− ABB/TIBB da 750 MVA

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9. PRESCRIZIONI PER IMPIANTI IN FERMATA


Durante le fermate, in particolare quelle lunghe degli impianti a basso utilizzo o in corso
di riconversione, qualora si verifichino lunghi periodi di inattività, i turboalternatori
dovranno essere posti in adeguata conservazione; si riportano nel seguito le modalità
per tipologia di macchina. Per i casi particolari saranno necessarie specifiche valutazioni.

− Turboalternatori a raffreddamento indiretto con idrogeno: adottare le prescrizioni


previste nella Specifica Tecnica 9X019AESXFPSTEF001 “Modalità di conservazione dei
turboalternatori a raffreddamento diretto o indiretto con aria o idrogeno durante le
fermate” del settembre 1998.

− Turboalternatori in idrogeno a raffreddamento diretto di statore con acqua: è da


prevedere lo svuotamento e l’essiccazione del circuito acqua statore, con
conservazione in atmosfera di azoto in leggera sovrapressione; per le rimanenti parti
di macchina viene applicata la suddetta ST 9X019AESXFPSTEF001. Qualora non sia
possibile l’essiccamento del circuito acqua saranno necessarie specifiche valutazioni in
base alla tipologia di macchina.

− Turboalternatori in aria a ciclo aperto: adottare le prescrizioni previste nella Specifica


Tecnica 9X019AESXFPSTEF001 “Modalità di conservazione dei turboalternatori a
raffreddamento diretto o indiretto con aria o idrogeno durante le fermate” del
settembre 1998.

− Turboalternatori in aria a ciclo chiuso: anche se non espressamente menzionati nella


suddetta ST 9X019AESXFPSTEF001, perché all’epoca dell’emissione non presenti nel
parco Enel, la stessa può essere presa pienamente a riferimento.

10. PRINCIPALI SISTEMI DI MONITORAGGIO E DIAGNOSTICA


Nel seguito sono riportati i principali strumenti e metodi di monitoraggio e diagnostica
dell’alternatore e dei suoi componenti ausiliari, con lo scopo di fornire una traccia per
implementare un sistema di diagnostica predittiva.

Relativamente alla diagnostica predittiva dovrà essere predisposto, a cura dell’impianto,


un apposito piano raccogliendo ed analizzando periodicamente tutti i parametri
diagnostici e di esercizio della macchina, compresi quelli rilevati tramite mezzi diversi
dal sistema di supervisione (quali ad esempio i parametri chimici del circuito acqua
statore), e le notizie rilevanti ai fini manutentivi.

Per la diagnostica funzionante in continuo e per i controlli effettuati sulla base di


disposizioni di esercizio o di manutenzione, la cadenza indicata è la frequenza minima di
valutazione del dato da parte dei responsabili di manutenzione predittiva e non deve
quindi limitare una eventuale cadenza di valutazione più frequente o l’interpretazione da
parte dell’esercizio dell’uscita degli allarmi presenti sul sistema di supervisione.

Si noti che alcuni parametri, spesso non collegati al sistema di supervisione hanno
cadenza di valutazione giornaliera.

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Gli alternatori di alcuni impianti sono anche sottoposti ad un monitoraggio periodico a


distanza da parte del Team di Monitoraggio e Diagnostica ASP.

L’elenco che segue non comprende le azioni diagnostiche e correttive più comuni
normalmente eseguite dal personale di esercizio e manutenzione delle centrali, quali ad
esempio la verifica del buono stato del collettore e delle spazzole e l’assenza di perdite di
fluidi dalla macchina e dai sistemi ausiliari.

Non sono inoltre comprese eventuali azioni specifiche indicate dal costruttore nel
manuale o quelle stabilite per esigenze particolari.

I controlli e le prove normalmente eseguiti durante gli interventi di manutenzione


programmata sono elencati in appendice 1.

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TABELLA RIEPILOGATIVA SINTETICA DEI CONTROLLI DI


MANUTENZIONE PREDITTIVA

MEZZO
COMPONENTE ESEC. IMP. CAD. PROBLEMATICHE RIFERIMENTO
DIAGNOSTICO
Indicazioni ASP
Avvolgimento Misure con ASP
S V Corti circuiti di spira e NT 9X019….
Rotore sonda di flusso. /ELA
del maggio 1998
Indicazioni ASP
Avvolgimento Misura Tens. e ASP
S V Corti circuiti di spira e NT 9X019….
Rotore Corr. d’albero /ELA
del maggio 1998
Avvolgimento Immagine Surriscaldamenti / - Storico
ITE S 1M
Rotore termica corti spira - RTR
Misura portata
Tenute olio e rilievo Strisciamento anelli –
ITE S 1M Storico
idrogeno pressioni e albero
temperature
Verifica – Anomalie tenute
Sistema H2 CO2 consumo ITE S 1M – Perdite circuito Storico
giornaliero H2 acqua
Formazione cricche
su cappe di
Misura punto di blindaggio, ossidi su - Storico
Sistema H2 CO2 ITE S 1G
rugiada H2 carcassa, - Max -10°C
impregnazione
isolamenti.
Formazione cricche
su cappe di
Misura purezza blindaggio, ossidi su RTR
Sistema H2 ITE S 1M
H2 carcassa,
impregnazione
isolamenti.
Misura
temperature Carenza
Sistema H2 ITE S 1M RTR
idrogeno freddo raffreddamento
e caldo
Ostruzione conduttori
Misura portata
Sistema acqua forati di
acqua e ∆P tra i ITE S 1M ASP11ALTNT005
statore raffreddamento
collettori
semibobine
Ostruzione conduttori
Sistema acqua Caratterizzazion forati di
ITE F 1A ASP11ALTNT005
statore e circuito raffreddamento
semibobine

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MEZZO
COMPONENTE ESEC. IMP. CAD. PROBLEMATICHE RIFERIMENTO
DIAGNOSTICO

Parametri
Ostruzione conduttori
chimici e fisici
Sistema acqua forati di
acqua – ITE S 1M ASP11ALTNT005
statore raffreddamento
contenuto rame
semibobine
ecc.
Ostruzione conduttori
Sistema acqua Misura ossigeno forati di
ITE S 1G ASP11ALTNT005
statore disciolto raffreddamento
semibobine
Ostruzione conduttori
forati di
Misura
Sistema acqua raffreddamento
conducibilità ITE S 1M ASP11ALTNT005
statore semibobine,
acqua
esaurimento resine
letti misti
Ostruzione conduttori
forati di
Sistema acqua Misura sfuggita
ITE S 1G raffreddamento ASP11ALTNT005
statore idrogeno
semibobine – Perdite
acqua dal circuito
Controllo Ostruzione conduttori
Sistema acqua valvoline sfiato forati di
ITE F 1A ASP11ALTNT005
statore Ansaldo piezometrico / raffreddamento
barilotto semibobine
Carenza di
Misure di
raffreddamento avv.
Sistema acqua temperatura
ITE S 1M statore ASP11ALTNT005
statore acqua ai
Ostruzione conduttori
collettori
di raffreddamento
RTR e
Misure
Carenza ASP11ALTNT005
Pacco statorico temperatura ITE S 1M
raffreddamento (macchine con
ferro
acqua statore)
Carenza
raffreddamento – RTR e
Misure di
Avvolgimento Ostruzione conduttori ASP11ALTNT005
temperatura ITE S 1M
statore forati di (macchine con
rame
raffreddamento acqua statore)
semibobine

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MEZZO
COMPONENTE ESEC. IMP. CAD. PROBLEMATICHE RIFERIMENTO
DIAGNOSTICO

Misure di
Ostruzione conduttori
temperatura
Avvolgimento forati di
acqua di ITE S 1M ASP11ALTNT005
statore raffreddamento
raffreddamento
semibobine
singole bobine

Avvolgimento Rilievo scariche ASP Deterioramento


S V Indicazioni ASP
statore parziali /ELA isolamento

- Trascinamento
Temperature
Cuscinetti ITE S 1M metallo – Storico
metallo bianco
Disallineamenti

- Trascinamento
Temperature
Cuscinetti ITE S 1M metallo – Storico
olio in uscita
Disallineamenti

Cuscinetti e - Squilibri–Corti spira Storico e


Vibrazioni ITE S 1M
Supporti – Anomalie tenute H2 indicazioni ASP

Perdite fluidi
Presenza liquidi Devono essere
Carcassa ITE S/F 1S refrigeranti o
in macchina assenti
lubrificanti

Legenda:

IMP: “assetto di impianto” S = in servizio; F = in fermata;

CAD: “cadenza” 1G = ogni giorno; 1M = ogni mese; 1A = ogni anno;


V = variabile in funzione di quanto riscontrato

ESEC: “esecutore” ITE = Impianto Termoelettrico; ASP/ELA = Assistenza


Specialistica Elettro-Automazione

Nota: Le cadenze indicate nella precedente tabella sono intese come diagnostica
predittiva e non devono limitare i controlli di esercizio svolti con maggiore frequenza e
l’interpretazione degli allarmi.

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11. APPENDICI

11.1. Appendice 1 – Contenuto degli interventi manutentivi periodici

11.1.1. Revisione Generale (RGA)


Si intende per revisione generale del turboalternatore l'insieme delle operazioni di
manutenzione e controllo dei principali elementi costruttivi interni alla macchina e dei
sistemi ausiliari.
L’attività di revisione comprenderà inoltre l’esecuzione di interventi di modifica, sostituzione
o riparazione stabiliti prima della fermata od in seguito ai controlli effettuati.
♦ Smontaggi tipici Alternatore:
o estrazione del rotore e sua collocazione su supporti esterni a rulli che ne permettano
la totale e dettagliata ispezione;
o scollegamento dei flessibili della scatola morsetti (lato linea e lato centro stella) per
effettuare le prove elettriche;
o estrazione dei refrigeranti idrogeno/aria;
o apertura dei passi d'uomo della scatola morsetti (quando presenti) e di un numero di
passi d'uomo sufficienti per consentire un’accurata ispezione della superficie esterna
del pacco statore;
o smontaggio di tutti i deflettori e convogliatori gas per consentire il controllo dei
dettagli dell'avvolgimento di statore e delle zone di estremità delle cave e del pacco
statore;
o smontaggio completo dei componenti della camera anelli di eccitazione.
♦ Interventi sui Sistemi Ausiliari:
o revisione dei sistemi acqua statore, olio tenuta,olio sollevamento, idrogeno e
anidride carbonica (laddove presenti);
o revisione del gruppo di eccitazione rotante o statica.
Nell'ambito della revisione generale dovrà essere di norma inclusa l'effettuazione,
servendosi anche di microtelecamera, di tutti i controlli, rilievi e le prove di seguito indicati.
E’ comunque necessario mettere a punto, con il supporto dell’Assistenza Specialistica, un
piano di controlli e prove (DCP) dedicato per ogni intervento di revisione.
In particolare, le prove elettriche saranno effettuate solamente in parte nel caso siano
presenti altri dispositivi di monitoraggio quali ad esempio la sonda di flusso per il rilievo dei
corti di spira rotorici o qualora prove precedenti non le facciano ritenere necessarie.
I risultati delle ispezioni, dei controlli e delle misure effettuate sull'alternatore dovranno
essere riportati nelle apposite schede del Rapporto Tecnico di Revisione. Per quanto
riguarda le apparecchiature ausiliarie ed i gruppi di eccitazione rotanti, i risultati delle
attività effettuate dovranno essere riportati in apposite relazioni tecniche.
♦ Alternatore:
o Prove con alternatore in servizio da effettuarsi con adeguato anticipo sulla fermata:
- Rilievo di tutti i parametri di esercizio dell’alternatore e dei sistemi ausiliari.
- Rilievo di tutti i parametri dei dispositivi diagnostici e di monitoraggio esistenti.
- Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore.
- Rilievo tensione d'albero rotore e relativa analisi in frequenza, misura della
corrente d'albero e verifica efficienza dispositivo messa a terra rotore.
o Prove allo scatto del gruppo:
- Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore in discesa di
giri.
- Rilievo riflettometrico ai giri nominali.
- Misura impedenza rotorica dinamica.
- Misura resistenza isolamento dell'avvolgimento rotorico ai giri nominali.

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- Misura resistenza isolamento, ove possibile, dei cuscinetti e della scatola tenute
idrogeno (con gruppo in servizio e prima dello smontaggio).
o Avvolgimento di statore:
- Prova di isolamento in AT cc dell'avvolgimento statorico secondo le modalità
previste per le varie tipologie del macchinario e nel rispetto della durata della
fermata.
- Per le macchine Ansaldo con raffreddamento dell’avvolgimento statorico diretto
ad acqua, prova della corrente di assorbimento sul muro isolante, con collarini
conduttivi (treccia di rame o stagnola) avvolti ai conduttori in prossimità delle
brasature e alimentati alla tensione di 10kV in cc.
- Controllo visivo, anche con microtelecamera, dello stato delle superfici, della
verniciatura, dell'isolamento, delle biette, dei sistemi di amarro delle testate e
delle connessioni frontali.
- Controllo visivo (ove possibile) mediante fibre ottiche o microtelecamera della
superficie esterna delle semibobine in corrispondenza dei canali di ventilazione
posti alla estremità del pacco statorico.
- Controllo, mediante percussione manuale o strumentale (EQUOTIP od altre
metodologie validate) dello stato del serraggio delle biette.
- Per le macchine raffreddate ad acqua: controllo visivo dei collegamenti flessibili,
degli occhioli delle semibobine e dei collettori acqua (saldature, superfici esterne
e superfici interne con la microtelecamera).
- Misura delle resistenze ohmiche di fase dell'avvolgimento statorico.
- Misura della resistenza di contatto tra le semibobine ed il pacco statorico.
- Per le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua saranno
eseguite le seguenti prove sul circuito acqua interno:
Macchine Ansaldo:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- essiccamento sottovuoto del circuito idraulico;
- prova di decadimento del vuoto e pressurizzazione;
- eventuale ricerca perdite con elio.
Macchine di costruzione TIBB/ABB che presentano difficoltà di essiccamento degli isolatori
passanti:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- prova di pressurizzazione;
- ricerca perdite con elio.
- Per le macchine raffreddate direttamente in idrogeno (Marelli 370): misura della
caduta di pressione dei tubi di ventilazione delle semibobine, misura della
resistenza ohmica tra i singoli tubi, misura della resistenza ohmica tra i tubi di
ventilazione e le piattine, ricerca di eventuali ostruzioni interne nei condotti delle
connessioni frontali.
o Pacco statore:
- Controllo visivo o con microtelecamera della superficie interna ed esterna del
pacco e dei suoi particolari costruttivi nelle zone di estremità (canali di
ventilazione, flange e dita pressapacco, schermi, distanziatori, tiranti, ecc.)
- Controllo, ove possibile, della coppia di serraggio dei tiranti pressa pacco e degli
anelli circonferenziali.
- Verifica dell'isolamento fra i lamierini (normalmente con il sistema EL-CID o per
determinati casi il sistema LOOP-TEST).
- Misura d'isolamento dei tiranti isolati (ove presenti).
o Rotore:

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- Controllo visivo e con l'ausilio di microtelecamera delle testate dell'avvolgimento,


delle cappe di blindaggio, delle biette, delle espansioni polari, dei pesi di
bilanciamento, degli anelli di eccitazione, dei colli dell'albero, dei ventilatori
idrogeno ed aria, delle connessioni tra anelli di eccitazione ed avvolgimento.
- Misura dell'impedenza statica dell'avvolgimento e, ove possibile, dell'impedenza
interpolare e, quando necessario, dell'impedenza delle singole bobine.
- Misura della resistenza ohmica e di isolamento dell'avvolgimento.
- Verifica dell'isolamento, ove possibile, del corpo rotore: prima dell'estrazione, con
giunto disaccoppiato; dopo il rimontaggio, prima della chiusura del giunto.
- Controlli non distruttivi su cappe di blindaggio, colli dell'albero, semigiunto
(quando è del tipo riportato), ventilatori (palette ed anelli relativi), particolari vari
della tavola rotore ed eventuale controllo boresonico.
- Per le macchine in idrogeno: prova di tenuta idrogeno delle connessioni assiali e
radiali tra avvolgimento ed anelli di eccitazione.
- Rilievi dimensionali sui colli dell'albero, sulle estremità del rotore in
corrispondenza del semigiunto, del terzo supporto e sugli anelli di eccitazione.
- Verifica dei particolari del dispositivo di messa a terra rotore.
o Supporti e tenute idrogeno:
- Controllo visivo degli scudi, dei cuscinetti, degli anelli tenuta idrogeno, della
scatola porta anelli tenuta idrogeno, dei labirinti olio e dei relativi materiali
isolanti.
- Controlli non distruttivi sui cuscinetti e sugli anelli tenuta H2 con riporto di
metallo bianco.
- Rilievi dimensionali sui cuscinetti, sugli anelli tenuta idrogeno e relativi
alloggiamenti, sui labirinti olio per accertare l'eventuale usura avvenuta in
servizio.
- Misura resistenza isolamento dei cuscinetti isolati, della scatola tenute idrogeno
LOT e, ove possibile, dei deflettori olio.
- Al rimontaggio delle tenute idrogeno: prova di formazione del velo d’olio
(pressurizzando anche la macchina in aria se possibile).
o Sensori di macchina:
- Misura resistenza ohmica e di isolamento dei termorivelatori.
- Verifica funzionamento scaldiglie (per alternatori in aria), livellostati, sensori di
pressione, di temperatura, di vibrazioni, ecc..
o Scatola morsetti e uscite di macchina:
- Controllo visivo degli isolatori passanti, delle connessioni e relativi sostegni, dei
flessibili, dei trasformatori di corrente, del sistema di serraggio ed ancoraggio
delle connessioni, dell'isolamento delle parti in tensione e, ove presenti, dei
collegamenti idraulici..
- Controllo della pervietà del circuito di ventilazione degli isolatori passanti con
raffreddamento diretto in idrogeno.
o Spazzole ed arco portaspazzole:
- Controllo visivo delle spazzole, degli archi portaspazzole, dei cassetti
portaspazzole, dei materiali isolanti, delle molle e dei filtri della camera anelli di
eccitazione.
- Rilievi dimensionali per accertare il corretto montaggio delle spazzole e dei
cassetti portaspazzole.
- Misura della resistenza di isolamento degli archi portaspazzole.
o Refrigeranti idrogeno o aria:
- Controllo visivo con eventuale pulizia della superficie interna ed esterna dei tubi e
delle casse acqua.
- Prova di tenuta idraulica.
o Carcassa:

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30/09/2011
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Criteri di manutenzione dei
Titolo/Title: 24/33
turboalternatori installati negli impianti Indice Sicurezza/
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GEM/SAI/ASP termoelettrici Aziendale

- Ispezione visiva (verifica stato superfici, ossidazione, integrità saldature).


- Prova di tenuta gas a conclusione del rimontaggio (solo per le macchine
raffreddate con idrogeno).
o Circuito raffreddamento per alternatori in aria in ciclo aperto:
- Verifica camere filtri, serrande, silenziatori.
o Allineamento e giochi:
- Rilievo giochi allo smontaggio ed al successivo rimontaggio di tutte le parti
meccaniche smontate.
- Verifica dimensionale allineamento alternatore e turbina prima dello smontaggio
ed al successivo rimontaggio (attività svolta normalmente in collaborazione con il
turbinista), eventuale rilievo degli spessoramenti della carcassa alternatore.
- Verifica dimensionale allineamento alternatore e gruppo di eccitazione rotante
(ove presente) allo smontaggio ed al rimontaggio.
- Per i turbogas con diesel o motore di lancio: verifica dimensionale allineamento
alternatore-motore (allo smontaggio ed al rimontaggio).
- Verifica dimensionale del centraggio rotore al traferro (essenziale per
turboalternatori con supporti a cavalletto).
o Rilievi e prove al riavviamento del gruppo:
- Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore.
- Rilievo delle caratteristiche di esercizio e relativa analisi.
o Sistemi acqua statore, olio tenuta, olio sollevamento, idrogeno e anidride carbonica:
- Revisione, pulizia e prove eventuali dei serbatoi, dei refrigeranti e dei filtri.
- Revisione e prove degli essiccatori idrogeno.
- Revisione e prove delle elettropompe.
- Revisione o controllo delle apparecchiature di misura, allarme, regolazione e
comando.
o Sistema di eccitazione rotante:
- Smontaggio completo eccitatrice con sfilaggio del rotore.
- Pulizia dei componenti smontati.
- Ispezione visiva avvolgimenti di indotto e induttore, delle connessioni, delle
lamelle del collettore, degli ancoraggi e dei bandaggi.
- Controllo spazzole e portaspazzole.
- Eventuale tornitura e smicatura del collettore.
- Misura resistenza isolamento avvolgimenti.
- Controlli e rilievi dimensionali colli albero, cuscinetti, allineamento.
- Revisione del riduttore di velocità (ove presente).
- Rimontaggio completo e controllo elettrico del piano di commutazione.
o Revisione del motore di traino, ove presente, secondo lo standard di manutenzione
dei motori a MT.

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11.1.2. Revisione Parziale (RPA)


Si intende per revisione parziale del turboalternatore l'insieme delle operazioni di
manutenzione e controllo su alcuni elementi della macchina accessibili con lo smontaggio
parziale della stessa ed in particolare senza effettuare l'estrazione del rotore.
Nell'ambito della revisione parziale è anche prevista la revisione di alcuni componenti dei
sistemi ausiliari.
L’attività di revisione comprenderà inoltre l’esecuzione di interventi di modifica, sostituzione
o riparazione stabiliti prima della fermata od in seguito ai controlli effettuati.
La revisione parziale comprende di norma i seguenti smontaggi ed interventi tipici (ove
applicabili):
♦ Smontaggi tipici Alternatore:
o smontaggio dei semiscudi superiori e apertura dei passi d'uomo della scatola
morsetti;
o per le macchine in aria a ciclo aperto e chiuso si effettueranno gli smontaggi di:
- cuscinetti situati su supporti a cavalletto e relativi labirinti;
- smontaggi delle parti indicate nella tabella dei controlli ordinari;
o scollegamento dei flessibili della scatola morsetti (lato linea e lato centro stella) per
effettuare le prove elettriche;
o smontaggio dei cuscinetti e delle tenute idrogeno;
o smontaggio dei deflettori, dei convogliatori gas e di eventuali passi d'uomo per
consentire l'ispezione dell'avvolgimento di statore, nelle zone di estremità delle cave,
del pacco statore e delle biette; per gli alternatori in idrogeno Ansaldo e ABB da 85-
140 MVA si accederà mediante lo smontaggio dei n° 4 refrigeranti e si effettueranno
anche gli smontaggi interni previsti dal Controllo Ordinario (vedere tabelle).
o smontaggio della camera anelli di eccitazione, dei portaspazzole e degli archi
portaspazzole.
♦ Interventi sui Sistemi Ausiliari:
o revisione su condizione di alcuni componenti dei sistemi acqua statore, olio tenuta,
idrogeno e anidride carbonica;
o revisione su condizione del gruppo eccitazione rotante o statica.
Nell'ambito della revisione parziale, dovranno essere di norma eseguiti, nei limiti consentiti
dall'accessibilità dei componenti e servendosi quando necessario di microtelecamera, tutti i
controlli, rilievi e prove di seguito indicati.
E’ comunque necessario mettere a punto, con il supporto dell’Assistenza Specialistica, un
piano di controlli e prove (DCP) dedicato per ogni intervento di revisione.
In particolare, le prove elettriche saranno effettuate solamente in parte nel caso siano
presenti altri dispositivi di monitoraggio quali ad esempio la sonda di flusso per il rilievo dei
corti di spira rotorici o qualora prove precedenti non le facciano ritenere necessarie.
I risultati delle ispezioni, dei controlli e delle misure effettuate sull'alternatore dovranno
essere riportati nelle apposite schede del Rapporto Tecnico di Revisione. Per quanto
riguarda le apparecchiature ausiliarie ed i gruppi di eccitazione rotanti, i risultati delle
attività effettuate dovranno essere riportati in apposite relazioni tecniche.
♦ Alternatore
o Prove con alternatore in servizio da effettuarsi con adeguato anticipo sulla fermata:
- Rilievo di tutti i parametri di esercizio dell’alternatore e dei sistemi ausiliari.
- Rilievo di tutti i parametri dei dispositivi diagnostici e di monitoraggio esistenti.
- Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore.
- Rilievo tensione d'albero rotore e relativa analisi in frequenza, misura della
corrente d'albero e verifica efficienza dispositivo messa a terra rotore.
o Prove allo scatto del gruppo:

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- Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore in discesa di


giri.
- Rilievo riflettometrico ai giri nominali.
- Misura impedenza rotorica dinamica.
- Misura resistenza isolamento dell'avvolgimento rotorico ai giri nominali.
- Misura resistenza isolamento, ove possibile, dei cuscinetti e della scatola tenute
idrogeno (con gruppo in servizio e prima dello smontaggio).
♦ Avvolgimento di statore:
o Prova di isolamento dell'avvolgimento statorico in BT.
o Controllo visivo, anche con microtelecamera, dello stato delle superfici, della
verniciatura, dell'isolamento, delle biette di estremità e dei sistemi di amarro delle
testate e delle connessioni frontali. Per le macchine raffreddate con acqua: controllo
visivo dei collettori, dei collegamenti flessibili e degli occhioli delle semibobine.
o Misura delle resistenze ohmiche di fase dell'avvolgimento statorico.
o Per le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
o Per le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua, in dipendenza
dei parametri rilevati sul circuito (sfuggita H2, tenore O2, temperature, ecc..),
potranno essere eseguite su condizione le seguenti prove:
Macchine Ansaldo:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- essiccamento sottovuoto del circuito idraulico;
- prova di decadimento del vuoto e pressurizzazione;
- eventuale ricerca perdite con elio.
Macchine di costruzione TIBB/ABB che presentano difficoltà di essiccamento degli isolatori
passanti:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- prova di pressurizzazione;
- ricerca perdite con elio.
♦ Pacco statore:
o Controllo visivo, anche con microtelecamera, dei particolari costruttivi nelle zone di
estremità del pacco (flange e dita pressapacco, schermi, tiranti, ecc.).
o Controllo, ove possibile, della coppia di serraggio dei tiranti pressapacco.
o Misura d'isolamento dei tiranti isolati (ove presenti).
♦ Rotore:
o Controllo visivo e con l'ausilio di microtelecamera delle testate dell'avvolgimento,
delle cappe di blindaggio, dei pesi di bilanciamento, degli anelli di eccitazione, dei
colli dell'albero, dei ventilatori idrogeno ed aria, delle connessioni tra anelli
eccitazione ed avvolgimento.
o Misura dell'impedenza statica dell'avvolgimento e, ove possibile, dell'impedenza
interpolare e, quando necessario, dell'impedenza delle singole bobine.
o Misura della resistenza ohmica e di isolamento dell'avvolgimento.
o Controlli non distruttivi sui colli dell'albero, palette ventilatori, se smontate per
accedere al sottocappa rotore, ed eventualmente del semigiunto (quando è del tipo
riportato) se disaccoppiato dalla turbina.
o Rilievi dimensionali sui colli dell'albero, sulle estremità del rotore in corrispondenza
del terzo supporto e sugli anelli di eccitazione.
o Verifica dell'isolamento del corpo rotore (ove possibile), da effettuarsi se viene
eseguito, per altri motivi (allineamento, RGT, ecc.), il disaccoppiamento dalla
turbina.

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o Per le macchine in idrogeno, prova di tenuta idrogeno delle connessioni assiali e


radiali tra avvolgimento ed anelli di eccitazione (ove possibile senza effettuare
particolari smontaggi aggiuntivi).
o Verifica dei particolari del dispositivo di messa a terra rotore.
♦ Supporti e tenute idrogeno:
o Controllo visivo degli scudi, dei cuscinetti, degli anelli tenuta idrogeno, della scatola
porta anelli tenuta idrogeno, dei labirinti olio e dei relativi materiali isolanti.
o Controlli non distruttivi sui cuscinetti e sugli anelli tenuta H2 con riporto di metallo
bianco.
o Rilievi dimensionali sui cuscinetti, sugli anelli tenuta idrogeno e relativi
alloggiamenti, sui labirinti olio per accertare l'eventuale usura avvenuta in servizio.
o Misura resistenza isolamento dei cuscinetti isolati, della scatola tenute idrogeno LOT
e, ove possibile, dei deflettori olio.
o Al rimontaggio delle tenute idrogeno: prova di formazione del velo d’olio
(pressurizzando anche la macchina in aria se possibile).
♦ Sensori di macchina:
o Misura resistenza ohmica e di isolamento dei termorilevatori.
o Verifica funzionamento livellostati, scaldiglie (per alternatori in aria), sensori di
pressione, di temperatura, di vibrazioni, ecc..
♦ Scatola morsetti e uscite di macchina:
o Controllo visivo degli isolatori passanti, delle connessioni e relativi sostegni, dei
collegamenti flessibili, dei trasformatori di corrente, del sistema di serraggio ed
ancoraggio delle connessioni, dell'isolamento delle parti in tensione e, ove presenti,
dei collegamenti idraulici.
o Controllo della pervietà del circuito di ventilazione degli isolatori passanti con
raffreddamento diretto in idrogeno.
♦ Spazzole ed arco portaspazzole:
o Controllo visivo delle spazzole, degli archi portaspazzole, dei cassetti portaspazzole,
dei materiali isolanti, delle molle e dei filtri della camera anelli di eccitazione.
o Rilievi dimensionali per accertare il corretto montaggio delle spazzole e dei cassetti
portaspazzole.
o Misura della resistenza di isolamento degli archi portaspazzole.
♦ Refrigeranti idrogeno o aria:
o Controllo visivo della superficie esterna dei tubi e delle casse acqua.
♦ Carcassa:
o Prova di tenuta gas a conclusione del rimontaggio (solo per le macchine raffreddate
con idrogeno).
o Ispezione visiva (verifica stato superfici, ossidazione, integrità saldature).
♦ Circuito raffreddamento per alternatori in aria in ciclo aperto:
o Verifica camere filtri, serrande, silenziatori.
♦ Allineamento e giochi:
o Rilievo giochi allo smontaggio ed al successivo rimontaggio di tutte le parti
meccaniche smontate.
o Verifica dimensionale allineamento alternatore e gruppo di eccitazione rotante (ove
presente), allo smontaggio ed al rimontaggio.
o La verifica allineamento alternatore-turbina, normalmente non è prevista nella RPA;
qualora si verificasse la necessità di aprire il giunto alternatore/turbina o la
sostituzione dei cuscinetti, vale quanto riportato per la RGA.
o Verifica dimensionale del centraggio rotore al traferro (essenziale per
turboalternatori con supporti a cavalletto).
♦ Rilievi e prove al riavviamento del gruppo:
o Eventuale caratterizzazione dinamica della turbina e dell'alternatore.
o Rilievo delle caratteristiche di esercizio e relativa analisi.

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♦ Sistemi acqua statore, olio tenuta, idrogeno e anidride carbonica:


o Revisione, pulizia e prove eventuali dei serbatoi e dei refrigeranti (qualora non
effettuato nella precedente revisione generale).
o Controllo e pulizia dei filtri.
o Controllo e prove degli essiccatori idrogeno.
o Revisione e prove delle elettropompe.
o Controllo ed eventuale revisione delle apparecchiature di misura, allarme,
regolazione e comando.
♦ Sistema di eccitazione rotante su condizione:
o Smontaggio completo eccitatrice con sfilaggio del rotore.
o Pulizia dei componenti smontati.
o Ispezione visiva avvolgimenti di indotto e induttore, delle connessioni, delle lamelle
del collettore, degli ancoraggi e dei bandaggi.
o Controllo spazzole e portaspazzole.
o Eventuale tornitura e smicatura del collettore.
o Misura resistenza isolamento avvolgimenti.
o Controlli e rilievi dimensionali colli albero, cuscinetti, allineamento.
o Revisione del riduttore di velocità (ove presente).
o Rimontaggio completo e controllo elettrico del piano di commutazione.
♦ Revisione del motore di traino, ove presente, secondo lo standard di manutenzione dei
motori a MT.

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11.1.3. Controllo intermedio (CIA)


Questo tipo di controllo può essere effettuato su tutti gli alternatori del parco macchine
ENEL raffreddati con idrogeno od aria.
Nell’ambito del Controllo Intermedio dovranno essere eseguiti tutti gli smontaggi ed i
controlli previsti nel Controllo Ordinario (descritto al paragrafo 11.1.4), ed in aggiunta le
prove e le attività di seguito indicate.
Il piano delle prove e dei controlli dovrà comunque essere messo a punto prima della
fermata con il supporto dell’Assistenza Specialistica.
♦ Per tutte le macchine:
o misura isolamento avvolgimento statore in BT e indice di polarizzazione;
o misura isolamento avvolgimento rotore in BT statica e dinamica;
o misura resistenza ohmica avvolgimenti di statore e rotore;
o rilievo riflettometrico statico e dinamico del rotore;
o misura impedenza rotorica statica e dinamica;
o rilievo tensione d'albero e analisi armonica.
Le suddette prove elettriche saranno effettuate solamente in parte nel caso siano presenti
altri dispositivi di monitoraggio quali ad esempio la sonda di flusso per il rilievo dei corti di
spira rotorici o qualora prove precedenti non le facciano ritenere necessarie.
♦ Per le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua, in dipendenza dei
parametri rilevati sul circuito (sfuggita H2, tenore O2, temperature, ecc..), potranno
essere eseguite su condizione le seguenti prove:
Macchine Ansaldo:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- essiccamento sottovuoto del circuito idraulico;
- prova di decadimento del vuoto e pressurizzazione;
- eventuale ricerca perdite con elio.
Macchine di costruzione TIBB/ABB che presentano difficoltà di essiccamento degli isolatori
passanti:
- caratterizzazione idraulica del circuito;
- svuotamento completo del circuito acqua con flussaggio di aria strumenti;
- prova di pressurizzazione;
- ricerca perdite con elio.
♦ Per tutte le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua dovrà
comunque essere eseguita la prova di:
o caratterizzazione idraulica del circuito;

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11.1.4. Controllo Ordinario (COA)


Si intende per controllo ordinario del turboalternatore l'insieme delle operazioni di
manutenzione e ispezione relative ad alcuni componenti della macchina e degli ausiliari
accessibili nell'ambito di una fermata programmata dell'unità, in cui non sia prevista
l'effettuazione di una revisione parziale o generale dell'alternatore.
I risultati dei controlli effettuati dovranno essere riportati su apposite relazioni tecniche.
L’ispezione dei vari componenti interni può avvenire in modo più o meno particolareggiato in
dipendenza dell’accessibilità e dei mezzi strumentali a disposizione; negli assetti molto
limitati degli smontaggi che in genere ricorrono in questo tipo di intervento è di
fondamentale importanza l’esperienza degli operatori che eseguono il controllo, per
individuare le anomalie ed effettuarne le giuste valutazioni sull’effettiva gravità.
Il dettaglio degli smontaggi da eseguire su ogni macchina è riportato nelle tabelle che
seguono.
♦ Ispezione delle testate dell'avvolgimento di statore, delle estremità del pacco statorico e,
per quanto possibile, delle testate dell'avvolgimento rotorico con l'eventuale ausilio di
microtelecamera.
In alcune tipologie di macchinario l'attività descritta non è fattibile per l'assenza di passi
d'uomo e per la dislocazione dei refrigeranti in posizione non utile allo scopo.
♦ Ispezione completa (visiva e per mezzo di microtelecamera) delle connessioni e relativi
sostegni, degli isolatori passanti, dei trasformatori di corrente, del sistema di serraggio
ed ancoraggio delle connessioni, dell'isolamento delle parti in tensione, delle testate
dell'avvolgimento rotorico (per quanto possibile) nonché verifica della pervietà del
circuito di ventilazione degli isolatori passanti con raffreddamento diretto in idrogeno.
♦ Ispezione visiva e rilievi dimensionali, per quanto possibile tenendo conto delle difficoltà
di accesso, degli anelli di eccitazione; ispezione dei relativi collegamenti alle connessioni
radiali.
♦ Ispezione delle spazzole e del complesso portaspazzole.
♦ Verifica dispositivo messa a terra rotore.
♦ Per tutte le macchine con raffreddamento avvolgimento statorico in acqua:
o caratterizzazione idraulica del circuito;

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STANDARD DI SMONTAGGIO PER IL CONTROLLO ORDINARIO


DEI TURBOALTERNATORI IN IDROGENO
TIBB - MARELLI - WESTINGHOUSE - ABB

TIPO ALTERNATORE CENTRALI


SMONTAGGI TIPICI PER L'ISPEZIONE
COSTRUTTORE POTENZA DI
MVA INSTALLAZIONE NEL CONTROLLO ORDINARIO

- Passi d'uomo superiori LT e LOT


TIBB PO 1-2-3-4
- Settore superiore diffusore ventilatore H2: LT e LOT
E 750 BS 1-3
- Passo d'uomo scatola morsetti
ABB MC 31-41
- Portaspazzole

- N° 1 refrigerante del LT e del LOT


FS 3-4 - Settore superiore diffusore ventilatore H2: LT e LOT
TIBB 370
PB 3-4 - Passo d'uomo scatola morsetti
- Portaspazzole

- Non eseguibile. Se necessario è possibile ispezionare la sola


TIBB 210 LI 1-2
scatola morsetti e la camera anelli

- Passo d'uomo superiore ed inferiore LT


SP 3G1-3G2
- Settore di protezione interna LT
LC 11-21-31-41
- Passo d'uomo semiscudo superiore LOT (solo per ispez. con
MARELLI 370 LC 12-22
microtelecamera)
PB 1-2
- Passo d'uomo scatola morsetti
PG 11-21
- Portaspazzole

SP 11 - Passo d'uomo frontale LT e LOT


170
- Oblò interni (8 per lato) posti sulla parte fissa dei ventilatori
SP 21 idrogeno (4 settori per lato)
FS 1 - Portelle rettangolari interne poste nella parte bassa del
MARELLI 175
PC 31-41 convogliatore H2 (2per lato)
- Passo d'uomo scatola morsetti
FS 2 - Portelle laterali esterne sulla carcassa
190
GE 6 - Portaspazzole

- Passo d'uomo frontale LT


- Oblò interni (n° 8) posti sulla parte fissa del ventilatore
MARELLI
PM 2-3 idrogeno LT (4 settori)
E 78
GE 3-4 - Passo d'uomo scatola morsetti
WESTING.
- Portelle laterali esterne sulla carcassa
- Portaspazzole

- N° 1 refrigerante del LT e 1 del LOT


MC 12-13 - N° 3 settori del convogliatore gas interno LT e LOT
ABB 140 MC 22-23 - Lamiere di chiusura terminali passanti lato aria superiori e
LR 1-2 inferiori
- Portaspazzole

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Titolo/Title: 32/33
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STANDARD DI SMONTAGGIO PER IL CONTROLLO ORDINARIO


DEI TURBOALTERNATORI IN IDROGENO
ANSALDO - CGE – GE – SIEMENS - TOSHIBA

TIPO ALTERNATORE CENTRALI


SMONTAGGI TIPICI PER L'ISPEZIONE
COSTRUTTORE POTENZA DI
MVA INSTALLAZIONE NEL CONTROLLO ORDINARIO

- Passamano esterni sugli scudi superiori (ispezione con


TN 2-3-4
micro attraverso i ventilatori idrogeno)
ANSALDO 750 BS 2-4
- Passi d'uomo scatola morsetti
MC 11-21
- Portaspazzole

- Passamano esterni e interni sugli scudi superiori


TI 41-61
ANSALDO 370 - Passo d'uomo scatola morsetti
RO 1-2-3-4
- Portaspazzole

- Passamano esterni sugli scudi superiori (ispezione con


micro attraverso i ventilatori idrogeno)
ANSALDO 290 SU 3
- Passi d'uomo scatola morsetti
- Portaspazzole
MC 32-33-42-43
- N° 1 refrigerante del LT e 1 del LOT
RO 12-22-32-42
- N° 3 settori del convogliatore gas interno LT e LOT
140 TO 11-12-13
ANSALDO - Lamiere di chiusura terminali passanti lato aria superiori e
TO 21-22-23
inferiori
TI 42-53
- Portaspazzole
85 PF 54-55

ANSALDO BA 2-3 - N° 1 refrigerante del LT e del LOT


93,7 PE 1-2 - Passi d'uomo scatola morsetti
GE.COA BA 1 - Portaspazzole

- Non eseguibile (con l’estrazione dei refrigeranti non


BT 1-2
ANSALDO 83,5 sono visibili le testate e pertanto è accessibile solo la
ME 1
zona anelli di eccitazione)

- N° 1 refrigerante del LT e del LOT


CGE 93 AG 1-2-3
- Portaspazzole

- Passi d'uomo sugli scudi


A.E.G. 200 PS 1-2 - Passo d'uomo scatola morsetti.
- Portaspazzole
- Passi d’uomo laterali della carcassa n° 4
- Passamano sugli scudi LT e LOT
TOSHIBA 410 SU 2
- Passo d’uomo scatola morsetti
- Portaspazzole

Modello SAI10SGQMO035-01
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Titolo/Title: 33/33
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STANDARD DI SMONTAGGIO PER IL CONTROLLO ORDINARIO


DEI TURBOALTERNATORI IN ARIA A CICLO APERTO E CHIUSO
MARELLI- ANSALDO - ALSTOM – SIEMENS

TIPO ALTERNATORE CENTRALI


SMONTAGGI TIPICI PER L'ISPEZIONE
COSTRUTTORE POTENZA DI
MVA INSTALLAZIONE NEL CONTROLLO ORDINARIO

CM 1-2;
PF 3-4; - Passi d'uomo posti sugli scudi LT e LOT
GI 1-2; - Passi d'uomo laterali LT e LOT
MARELLI 109 TG - Portella scatola morsetti
AS 1-2;
AL 1-2 - Portaspazzole
CB 1
- Passi d'uomo laterali LT e LOT
- Passo d'uomo scatola morsetti
MARELLI 22 TG FE 1
- Portaspazzole
(smontaggi indicativi, non CIA sono esperienze in merito)

- Settore superiore delle chiusure esterne ed interne LT e


MD 1-2-3-4 LOT
ANSALDO 107
GI 3-4 - Lamiere di chiusura uscite di macchina lato esterno
- Portaspazzole

- Settore superiore delle chiusure esterne ed interne LT e


LOT
ANSALDO 34 TG CP 1-2-3-4
- Lamiere di chiusura uscite di macchina lato esterno
- Portaspazzole

- Chiusure esterne frontali superiori (semiscudi) e rispettivi coni


convogliamento aria (LT e LOT)
ALSTOM 300 LC 32-42
- N° 2 passi d’uomo superiori carcassa zona connessioni
PC 32-42
- Passo d'uomo inferiore per accesso zona refrigeranti e passo
PF 52 d’uomo di collegamento tra le camere aria inferiori
ABB 285 SP 12-22 - N° 4 passi d’uomo inferiori della carcassa (2 LT e 2 LOT).
- Portaspazzole
- Passi d’uomo inferiori della carcassa (2 LT, 2 LOT e 1
PG 12-22 centrale)
SIEMENS 288 TI 62-63 - Passo d’uomo LT per accesso refrigeranti
SB 32 - Cabinato superiore uscite di macchina esterne
- Portaspazzole
- Chiusure esterne frontali superiori (semiscudi) e rispettivi coni
convogliamento aria (LT e LOT)
- N° 2 passi d’uomo superiori carcassa zona connessioni
ANSALDO 170 SB 31
- Passo d’uomo inferiore per accesso zona refrigeranti
- Cabinato superiore uscite di macchina esterne
- Portaspazzole

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