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Componenti di un modello di

drenaggio urbano

* Rainfall-derived Infiltration and Inflow


Componenti di un modello di
drenaggio urbano EPA SWMM5
Componenti di un modello di
drenaggio urbano EPA SWMM5

3
ELEMENTI RAPPRESENTATIVI DEI SOTTO-BACINI

4
RAPPRESENTAZIONE ATTRAVERSO UN
MODELLO ARCHI-NODI DELLA RETE

Nodi

collettori

5
ELEMENTI RAPPRESENTATIVI DEI COLLETTORI

6
ELEMENTI RAPPRESENTATIVI DEI NODI

7
ELEMENTI IDRAULICI PARTICOLARI
Sollevamenti

Outlets

Sfiori

Orifizi

Aumento livello

Riduzione livello
ELEMENTI NON VISIBILI DI EPA SWMM 5.0
Time series

“Time series” sono utilizzate per descrivere:


- Precipitazioni
- Evaporazione
- Portate esterne
- Livelli nei nodi di uscita

Time Series TS1


0.8

0.7

0.6

0.5

0.4

0.3

0.2

0.1

0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30
Elapsed Time (hours)
9
ELEMENTI NON VISIBILI DI EPA SWMM 5.0
Curves
“Curves” sono utilizzate per descrivere:
- la variazione dell’area superficiale di un nodo “Storage unit” rispetto al livello
idrico al suo interno (Storage curve -> curva di invaso)
- la derivazione di portata in un nodo “Tabular Flow divider” (Diversion curve)
- la curva caratteristica delle pompe

Curva
Pumpcaratteristica
Curve bombeo3pompa
50

48

46
Head (m)

44

42

40

38

36

0 0.2 0.4 0.6 0.8


Flow (CMS)
10
ELEMENTI NON VISIBILI DI EPA SWMM 5.0
Transects
“Transects” (transetti) sono utilizzati per descrivere la sezione trasversale di
canali di sezione irregolare (canali naturali)

11
ELEMENTI NON VISIBILI DI EPA SWMM 5.0
Transects
“Control rules” sono utilizzate per definire regole operative durante la
simulazione per i sollevamenti, gli orifizi, le diversioni, ecc.

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Componenti Idrologiche del modello
• Precipitazioni e loro distribuzione spazio/temporale

• Evaporazione da specchi liquidi

• Accumulo e fusione neve

• Infiltrazione e percolazione nel suolo

• Contributi di falda

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Modello di formazione del deflusso superficiale
(Run-off)
Modello Invaso : Continuità + Chezy-Manning
Nel modello SWMM ogni sottobacino viene schematizzato utilizzando tre sottoaree. La pendenza viene assunta
nella direzione perpendicolare alla larghezza. Il deflusso superficiale si propaga indipendentemente per ogni
sottoarea e viene generato a partire dalla pioggia mediante uno schema a serbatoi non lineari.

dS
1) I (t )  O(t ) 
dt

2) Q  W   d  d p  
5
3
S0
n
S: Volume invaso
Q: deflusso superficiale
W: larghezza del sub-catchment
dp: invaso profondo
So: pendenza media del sub-catchment
n: coefficiente di Manning
d: invaso superficiale

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Modelli di Infiltrazione

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Componenti Idrauliche del modello
• Ruscellamento superficiale (overland flow)

• Laminazione (storage routing)

• Deflusso nei canali e nelle condotte (flow routing)

• Scolmo delle piene (overflow)

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IL MODELLO DEL CANALE : propagazione onde di piena

L’onda di piena che si forma nella sezione di chiusura del bacino (A) si propaga
lungo l’alveo (A-B) modificandosi in relazione alle caratteristiche dell’alveo
stesso ed agli eventuali afflussi e deflussi laterali lungo il tratto.

B
PROPAGAZIONE DELLE PIENE (FLOW ROUTING)
La propagazione di un’onda di piena lungo l’asta di un corso d’acqua
naturale o artificiale modifica la forma dell’idrogramma . Nel confronto tra gli
idrogrammi in due sezioni successive A e B si evidenzia un ovvio ritardo
temporale e un effetto di laminazione da parte dell’alveo che produce una
riduzione del colmo ed uno spanciamento dell’onda.
EQUAZIONI DI DE SAINT VENANT
I modelli per la propagazione di onde di piena si prefiggono lo scopo di descrivere
le modalità con le quali si modificano nel tempo e nello spazio le caratteristiche di
una piena (portata al colmo, forma dell’idrogramma, celerità).

Q   (  V ) 
  qlat   qlat Eq. di Continuità
s t s t

  V2  1 V h  V V 1 V
 h     J     J 0
s  2g  g t s g s g t

Eq. Conservazione quantità di moto


EQUAZIONI DI DE SAINT VENANT

Q   (  V ) 
  qlat   qlat Eq. di Continuità
s t s t
Eq. Dinamica c.q.m.

  V2  1 V h  V V 1 V
 h     J     J 0
s  2g  g t s g s g t

Essendo

 1 Q Q A 1 Q Q  h  
Q /     2   2 B  
s  s  s  s   s s h  cos t 

 1 Q Q A 1 Q Q  h 
Q /     2   2 B 
t  t  t  t   t 
EQUAZIONI DI DE SAINT VENANT
Q h
B  qlat Eq. di Continuità
s t



Q  Q  2
h 
 g  g(i f  J )
Eq. Dinamica c.q.m.

t s s

La valutazione della cadente piezometrica J può essere effettuata come in moto


permanente

0 V2 λV 2
J   2 
   8 g 

Chezy Darcy-Weisbach
EQUAZIONI DI DE SAINT VENANT: modelli semplificati

Q 
  q lat Eq. di Continuità
s t



Q  Q 2   h
 g  g(i f  J ) Onda Dinamica
t s s
h Onda Diffusiva o parabolica
g  g(i f  J )
s
le accelerazioni locali e convettive sono trascurabili
rispetto agli altri termini

g  (i f  J )  0 Onda Cinematica
le accelerazioni locali e convettive + il termine
relativo alla variazione del livello idrico nello spazio
trascurabili
MOTO PERMANENTE

Q
 qlat Eq. di Continuità
s

Eq. Conservazione dell’energia.

 V m2   V v2 
 hm     hv    x(i f  J )
 2 g   2 g  H m  H v  x  J
   
MOTO UNIFORME

Q
0 Eq. di Continuità
s

if J Q  Q (h) Q    hm Scala di deflusso

CHEZY
Q    i

1 16 Manning
 
n
Equazioni Di De Saint Venant semplifcate
Q 
  qlat Eq. di Continuità
s t Modello parabolico: si trascurano i
termini inerziali. Approssimazione
valida negli alvei di pianura
h
 if  J Eq. dinamica caratterizzati da deboli pendenze
s nei quali si osserva la riduzione
delle altezze al colmo durante la
propagazione

Q 
  qlat Eq. di Continuità Modello cinematico.
s t Approssimazione valida negli alvei
torrentizi caratterizzati da elevate
pendenze nei quali il colmo trasla
senza apprezzabili modifiche
if  J Eq. dinamica (Forze di gravità bilanciate dalle
forze resistenti .L’equazione di
continuità governa il fenomeno e
non quella dinamica, da qui il
nome di modello cinematico)
Metodo dell’onda cinematica: ruscellamento
La forma prescelta per l’equazione del moto, corrispondente di
fatto a condizioni di moto uniforme, rende univoca la relazione
che lega la portata con il livello idrico (Scala di deflusso).

q y
  Ie
s t
q   ym
q=Q/l
portata per unità di larghezza

m ed α dipendono dalla formula di resistenza utilizzata (Chezy-Manning m=5/3)


Esiste una soluzione analitica per Ie = cost .

1 L = Lunghezza di ruscellamento
m
L
te 
I m 1
e
1
m
te = tempo di equilibrio
Ruscellamento: metodo dell’onda cinematica

q L  I et  se t  t e
m
Se il tempo di equilibrio te è
qL  I e L se t e  t   minore della durata di pioggia θ

qL   I e  se t  
m
Se il tempo di equilibrio te è
qL  cos t se   t  te maggiore della durata di pioggia θ
MODELLI IDROLOGICI

Invaso Canale
MODELLI IDROLOGICI
Si basano sull’integrazione dell’equazione di continuità in tronchi di alveo
compresi tra due sezioni successive (1) e (2), dove I portata entrante, Q portata
uscente, dW volume invasato nel tempo dt
dW
I Q 
dt
Definendo un legame funzionale tra il volume invasato, la portata in ingresso dal
sistema I, quella in uscita Q e le loro derivate temporali

1 2

Pelo libero al tempo t +dt


dW

I
Pelo libero al tempo t
Q
METODO DI MUSKINGUM

E’ un modello idrologico del 1938 che prende il nome dal fiume in cui è stato
applicato la prima volta.
Il modello è basato sull’ipotesi che il volume d’acqua invasato nel tronco d’alveo
sia somma di due parti: la prima costituita dal volume del solido compreso tra il
contorno dell’alveo ed il piano passante per il pelo libero della sezione di valle e
parallelo al fondo (invaso prismatico). La seconda parte è costituita dal volume
del solido compreso tra il piano parallelo al fondo ed il profilo del pelo libero
(invaso a cuneo). Questa seconda parte è positiva nella prima fase dell’onda di
piena, quando la pendenza del pelo libero è superiore a quella di fondo, e
negativa nella seconda quando è inferiore.

I-Q
Invaso a cuneo

Invaso prismatico Q
METODO DI MUSKINGUM

Il volume della prima parte può essere assunto, ipotizzando le altezze liquide
proporzionali alle portate, pari alla portata in uscita Q moltiplicata per un certo
coefficiente K di proporzionalità mentre quello della seconda parte (che può
essere assunto pari ad un cono) è pari a Kx(I-Q) dove I è la portata in ingresso ed
x un fattore di peso variabile tra 0 e 0.5.
Il volume totale immagazzinato al tempo t è quindi dato da:

W  K  Q  K  x   I  Q   K   x  I  1  x   Q 
Dove K è una costante che ha le dimensioni di un tempo e x è adimensionale.
La variazione del volume invasato nell’intervallo Δt si può scrivere:

 W  W t 1  W t 

 W  K  x  I t 1  I t   K  1  x   Q t 1  Q t 
METODO DI MUSKINGUM
Assegnando alle portate in ingresso ed in uscita il valore medio tra quelli assunti
all’inizio ed alla fine dell’intervallo Δt:

W 
 I t 1
 It 
 t 
Q t 1  Q t 
 t
2 2
da cui si ottiene:
Modello lineare empirico !
Q t 1  C 1  I t 1  C 2  I t  C 3  Q t
dove:
K  x  0.5  t essendo:
C1 
K  (1  x)  0.5  t C1  C 2  C 3  1
 K  x  0.5  t
C2 
K  (1  x)  0.5  t
K  1  x   0.5  t
C3 
K  (1  x)  0.5  t
METODO DI MUSKINGUM

Le due costanti K ed x si possono stimare con un procedimento di calibrazione,


disponendo di idrogrammi di ingresso ed uscita di eventi reali.
Se definiamo:

W   x  I  1  x   Q 
~ ~
per cui: W  K W
Retta del piano W ,W~  passante per l’origine con coefficiente angolare m=1/K
Fissato un valore di tentativo per x si calcola per ogni coppia di valori ~
contemporanei delle portate I e Q noti al tempo t, il corrispondente valore di W
quindi si valutano i volumi idrici transitati attraverso le sezioni estreme del volume
di controllo considerato dal tempo to al tempo t e per differenza il volume

invasato W. Se la scelta di x è stata corretta le coppie di punti W , W
ottenute si dispongono su una retta di coefficiente angolare 1/K.
~ così

In genere x è compreso tra 0.1 e 0.3. K da osservazioni sperimentali risulta


coincidente con il tempo di percorrenza del tratto.
METODO DI MUSKINGUM-CUNGE

Le due costanti K ed x nel metodo di Muskingum non hanno un reale significato


fisico. Cunge ha espresso invece questi parametri in relazione ad alcune
caratteristiche fisiche del canale secondo le seguenti relazioni
L
K
mV0
 Q0 B 0 
x  0.51  
 mi V L 
 f 0 

Dove L lunghezza del tratto, Bo larghezza della sezione in superficie per la


portata di riferimento Q0 , m esponente dell scala di deflusso
EPA SWMM 5.0 Modelli idraulici di Propagazione
delle piene

• Deflusso stazionario

– Semplice traslazione degli idrogrammi


– Applicabile solo in reti aperte

if  J
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EPA SWMM 5.0 Modelli idraulici di Propagazione
delle piene
• Onda cinematica

– Equilibrio tra forza attiva (gravità) e azione resistente


– Attenuazione e ritardo dell’idrogramma dovuto allo stoccaggio
nella sezione
– Applicabile solo in reti aperte con elevate pendenze

Q 
  qlat
s t
if  J

36
EPA SWMM 5.0 Modelli idraulici di
Propagazione delle piene
• Onda Dinamica

– Risolve le equazioni complete di De Saint Venant (moto vario


unidimensionale)
– Modella gli effetti di rigurgito, invaso, laminazione nel canale
– Applicabile a qualsiasi tipo di rete
– Piccoli intervalli temporali di integrazione (1- 60 secondi)

Q 
  q lat Eq. di Continuità
s t



Q  Q 2 
 g

y
 g  (i f  J ) Onda Dinamica
t s s

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EPA SWMM 5.0 Modelli idraulici di
Propagazione delle piene

EPA SWMM 5.0 utilizza uno schema numerico di tipo


esplicito per risolvere le …
… le equazioni di De S.Venant in ciascun condotto, e…

Q 
  q lat W
s t  Q
t


Q  Q 2   h
 g  g(i f  J )
t s s
… l’equazione di continuità in ciascun nodo
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Confronto modelli idraulici di propagazione delle piene

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Componenti del modello relative alla qualità
• Accumulo di inquinanti in relazione alle diverse
tipologie di bacino

• Dilavamento inquinanti

• Acque nere

• Water quality routing nella rete

• Vasche di prima pioggia e vasche volano

• Trattamento
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