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Geografia

Biennio
Indice

Concetti e definizioni pag. 2

La localizzazione delle attività economiche pag. 6

I distretti industriali pag. 9

La globalizzazione pag. 11

Il ciclo di vita del prodotto pag.13

Economie meno avanzate e non avanzate pag. 17

I trasporti e le comunicazioni pag. 20

Le telecomunicazioni pag. 23

I flussi e le reti pag. 25

i
Concetti e definizioni

LA GEOGRAFIA La geografia è molto più che la cartografia,


cioè lo studio delle mappe, o la topografia.
La geografia (dal latino geographia, a sua Rispetto ad esse, infatti, la geografia ag-
volta dal greco antico, γῆ - Terra - e giunge l'indagine della dinamica e delle
γραφία - descrizione, scrittura) è la scienza cause della posizione della Terra nello spa-
che ha per oggetto lo studio, la descrizio- zio, dei fenomeni che avvengono su di es-
ne e la rappresentazione della Terra nella sa e delle sue caratteristiche.
configurazione della sua superficie e nel-
l’estensione e distribuzione dei fenomeni LE BRANCHIE DELLA GEOGRAFIA
fisici, biologici, umani che la interessano e
che, interagendo tra loro, ne modificano La geografia si può dividere in due grandi

continuamente l'aspetto. branchie molto distinte ma allo stesso tem-


po collegate tra loro che sono:

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• GEOGRAFIA FISICA: studia gli aspetti ni, la legislazione e la struttura della socie-
della superficie terrestre legati ai fenomeni tà.
naturalie si divide in altri settori più piccoli
come la geomorfologia , la geografia astro- LE CARTE GEOGRAFICHE E LE RELATIVE
nomica e la geotesia. SCALE

• GEOGRAFIA UMANA : studia gli Una carta è una rappresentazione piana,

aspetti antropici, cioè quegli aspetti legati ridotta, approssimata e simbolica della su-

all'uomo, alla sua storia, le origini, le raz- perficie terrestre Il trasferimento delle infor-

ze,... Fa parte di questa branchia la GEO- mazioni dalla superficie terrestre al piano

GRAFIA ECONOMICA che si occupa delle della carta avviene secondo determinate

proiezioni territoriali de i fatti economici regole geometriche dette proiezioni geogra-

(inerenti produzioni, consumo, mercati, flus- fiche.

si). All'interno della geografia economica ci


Per evidenti motivi pratici, la carta è una
sono altri settori di studio come la geogra-
rappresentazione ridotta degli oggetti e de-
fia dell'agricoltura e dell'industria, la geo-
gli spazi terrestri. Il grado di riduzione ri-
grafia dei trasporti e del turismo, etc
spetto alla realtà è espresso dalla scala del-

IL TERRITORIO COME SISTEM A ORGA- la carta. Il passaggio dalla superficie sferi-

NIZZATO MA ANCHE COME REALTA DI- ca della Terra alla una rappresentazione in

NAMICA piano comporta necessariamente una de-


formazione.
I fattori esterni che incidono sull'organizza-
zione territoriale sono di due ordini: Inoltre, la riduzione delle dimensioni com-
porta necessariamente una generalizzazio-
- NATURALI = condizioni climatiche e l'as- ne della rappresentazione rispetto alla real-
setto geologico (e s. morfologia del territo- tà e comprende due distinte operazioni:
rio, pianure,...).
• l’eliminazione di molti elementi reali della
- ANTROPICI o UMANI = tutti quei fattori superficie terrestre (selezione),
che imprimono un certo orientamento al si-
stema come le manifestazioni della cultu- • l’eliminazione di particolari di essi (sempli-

ra, i modelli economici seguiti, le istituzio- ficazione).

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Il grado di semplificazione dipende dalla oppure in forma di proporzione d : D = 1 :
scala della carta o da una selezione “tema- n
tica” degli elementi rappresentati.
Esempi:
La cartografia, sempre a causa della ridu-
zione delle dimensioni, è una rappresenta- d = 4 cm, D = 1 km, S= 1 : 25.000

zione convenzionale, in quanto gli oggetti


scala 1:10.000, cioè 1 unità di distanza sul-
e i fenomeni reali sono figurati per mezzo
la carta corrisponde a 10000 unità di di-
di segni grafici con valore semantico pre-
stanza sulla superficie terrestre (1 cm corri-
stabilito (simboli o segni convenzionali).
sponde a 100 m).

La scala di una carta definisce il grado di


- SCALA GRAFICA E’ detto scala grafica il
riduzione delle dimensioni lineari di una
segmento graduato con l’indicazione del
carta rispetto alla realtà. La scala è il rap-
valore delle distanze reali in corrisponden-
porto tra le lunghezze sulla carta (distanze
za dei segni di divisione.
grafiche) e le corrispondenti lunghezze rea-
li, quali risultano in proiezione sul piano
orizzontale (distanze naturali).
Scala 1:250.000
La scala di una carta può essere espressa
in due modi: scala numerica e scala grafi- 1 km = 4 mm
ca.
2 km = 8 mm
- SCALA NUMERICA: e’ rappresentata da
10 km = 4 cm
una frazione che indica il rapporto di ridu-
zione. La scala numerica di una carta (S) è Oltre a consentire un apprezzamento visi-
il rapporto tra le distanze grafiche sulla vo delle distanze reali, la scala grafica faci-
carta (d) e le corrispondenti distanze natu- lita la lettura di carte riprodotte fotografica-
rali (D) espressa in forma di frazione con mente o in modo digitale, dato che il seg-
numeratore sempre pari all’unità (il numera- mento della scala viene ridotto o ingrandi-
tore indica le distanze sulla carta, il deno- to con la stessa proporzione della carta.
minatore le distanze reali).

S = d/ D

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CLASSIFICAZIONE DELLE CARTE SECON- • Carte geografiche, mappamondi, plani-
DO LA SCALA sferi (piccolissima

Le scale si suddividono in grande scala e scala) 1:5.000.000 – 1:100.000.000.


piccola scala.Si parla di carte a grande sca-
la quando il rapporto 1/n è grande, cioè Ovviamente a scale diverse corrispondono

quando il denominatore è piccolo (minore differenti utilizzi.

riduzione), di carte a piccola scala quando


il rapporto 1/n è grande, cioè quando il de-
nominatore è grande (maggiore riduzione).

In generale è possibile classificare le carte


secondo la scala (si

tratta di denominazioni puramente indicati-


ve):

• Piante, mappe, carte tecniche (grandissi-


ma scala)

1:500/1:1.000 – 1:10.000

• Carte topografiche (grande scala)

1:10.000 – 1:100.000/1:200.000

• Carte corografiche (media scala)

1:200.000 – 1:1.000.000

• Carte generali o geografiche (piccola sca-


la)

1:1.000.000 – 1:5.000.000

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La localizzazione delle attività economiche

Le attività economiche sono state suddivi- dal suolo (miniere, cave, torbiere, giacimen-
se la prima volta nel '40 da Colin Clark, ti…). - SECONDARIO: è formato dalle im-
che espone il primo modello struttura le prese che si occupano della trasformazio-
dell'economia diviso in tre settori, esse ven- ne materiale delle risorse naturali o di altri
gono generalmente suddivise in: - PRIMA- fattori produttivi in beni destinati al consu-
RIO: comprende tutte le attività che consi- mo oppure all’impiego in ulteriori processi
stono nell’utilizzo delle risorse naturali sen- produttivi. Questo settore, sviluppatosi in
za apportare ad esse trasformazioni parti- Europa a partire dalla metà del 1700 (con
colarmente rilevanti. Rientrano pertanto in la cosiddetta “rivoluzione industriale”),
questo settore le attività di coltivazione del- comprende numerose attività molto diversi-
la terra, dell’allevamento, della silvicoltura, ficate. In esse si comprendono tutte le atti-
la pesca, la caccia, l’estrazione di materiali vità a carattere industriale: meccanica, tes-

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sile, elettrica, edile, aerospaziale, chimica, LE ECONOMIE DI SCALA E LE ECONO-
alimentare, siderurgica. - TERZIARIO: com- MIE ESTERNE
prende tutte le attività di produzione di ser-
vizi. Rientrano quindi in questa categoria le Nell'ultimo secolo, specialmente dal secon-
attività commerciali, di trasporto, bancarie, do dopoguerra, lo sviluppo industriale si

assicurative, di consulenza, di pubblicità, diffuse in molte regioni e i paesi che per pri-

le attività turistiche e alberghiere, ecc… mi si erano industrializzati (Gran Bretagna,


Francia, Germania, USA) continuavano ad
attrarre investimenti. In queste aree si crea-
rono un insieme di condizioni che favoriro-
Il settore terziario, tipico delle economie no l'instaurarsi di relazioni che l'impresa
avanzate, si è notevolmente ampliato so- doveva necessariamente avere con l'am-
prattutto negli ultimi decenni, tanto che, biente esterno e che indussero a un 'ulte-
per moltissimi studiosi, ha ormai dato origi- riore concentrazione di nuove imprese. L'in-
ne ad un QUARTO SETTORE, nato ovvia- tensificazione di queste relazioni si realizzò
mente come “appendice” del terziario. Si sia all'interno sia all'esterno dell'impresa
tratta di settore definito “terziario avanza- determinando profonde conseguenze sul
to” e costituito da tutte le imprese che fan- piano dell'organizzazione territoriale.
no ampio uso delle più moderne tecnolo-
gie informatiche e telematiche (ITC=Inform-
ation and Communication Tecnology). Rien-
trano in questo “quarto settore” tutte le im- Le ECONOMIE DI SCALA sono dei vantag-

prese che si occupano della realizzazione gi conseguibili all'interno di un 'azienda

di software, della progettazione informati- grazie ad una produzione su vasta scala.

ca, dell’elaborazione di progetti di automa- Infatti, questo tipo di produzione permette

zione, ma anche chi opera nell’e-commer- di diminuire i costi unitari, perchè esistono

ce(commercio elettronico). Rientrano quin- i costi fissi che si possono ripartire su un

di in questo settore le imprese della cosid- vasto numero di prodotti (v. trasporti), e

detta “new economy“. quindi di ampliare la dimensione degli im-


pianti. Questo tipo di economia era presen-
te soprattutto durante il Taylorismo.

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Vantaggi: - Riduzione dei costi di produzio- un contesto che e al di fuori del settore in
ne - Crescente specializzazione a interdi- dustriale. Ad esempio: complesso di ser-
pendenza tra i re parti (causata dalla divi- vizi di cui può usufruire l'azienda. Si trova-
sione del lavoro all'interno dell'impresa) - no solitamente ne lle are e urbane e la vi-
Concentrazione di capitale e di popolazio- cinanza a questi servizi e un vantaggio
ne verso aree in via di industrializzazione – per le imprese industriali. Più aumenta
Formazione nei pressi delle imprese di un l'agglomerazione, più aumentano i van-
ampio mercato del lavoro Le ECONOMIE taggi.
ESTERNE (o di agglomerazione) sono inve-
ce dei vantaggi che sono esterni all'impre-
sa, vantaggi che l'impresa consegue nel-
Vantaggi: - mercato del lavoro maggior-
l'ambiente in cui si trova. Sono vantaggi
mente differenziato - mercato di sbocco
collettivi e si possono dividere in due gran-
dei prodotti più vasto - dotazione di struttu-
di categorie:
re e servizi collettivi di livello superiore -

- ECONOMIE DI LOCALIZZAZIONE: sono servizi finanziari, commerciali, amministrati-

economie esterne alla singola azienda vi,

ma interne al settore industriale. Vantag-


gi: - derivanti dalla vicinanza di altre im-
prese con le quali si stabiliscono dei rap-
porti che consentono una divisione del
lavoro tra le diverse unità (e s. di fornitu-
ra) - possibilità di utilizzare congiuntamen-
te da parte di più imprese un unico siste-
ma d’infrastrutture e di servizi - la localiz-
zazione di più imprese appartenenti alla
stessa area favorisce un fitto scambio di
personale, di informazioni e stimola l'inno-
vazione e la formazione professionale del-
la forza-lavoro residente in quella zona

- - ECONOMIE DI URBANIZZAZIONE: so-


no economie esterne che provengono da

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I distretti industriali

Il distretto industriale è un'agglomerazione ideali per la sua affermazione sin dagli anni


di imprese, in generale di piccola e media settanta, contemporaneamente alle prime
dimensione, ubicate in un ambito territoria- avvisaglie di crisi della grande impresa: es-
le circoscritto e storicamente determinato, sendo venute meno le condizioni di cresci-
specializzate in una o più fasi di un proces- ta espansiva della domanda di mercato,
so produttivo e integrate mediante una re- abbondanza di risorse e stabilità monetaria
te complessa di interrelazioni di carattere sulle quali si era basato lo sviluppo indu-
economico e sociale. striale degli anni sessanta, le grandi impre-
se riscontrarono notevoli difficoltà nel man-
Sebbene il modello di sviluppo industriale tenere le proprie strategie di crescita
basato sui distretti non sia un'esclusiva ita- espansiva. Molte di esse intrapresero una
liana, esso ha trovato in Italia le condizioni profonda riorganizzazione sia avviando

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azioni di decentramento produttivo sia - innovazione incrementale: miglioramento
sfruttando le potenzialità della specializza- o adattamento di un prodotto già esistente
zione e della divisione del lavoro tra impre- ;
se di uno stesso settore. Contemporanea-
mente, si registrò un processo di crescita innovazione di prodotto: se è riferita all'in-

di un tessuto di piccole imprese di origine troduzione o al miglioramento di un prodot-

artigiana, fortemente radicate con la produ- to.

zione tradizionale di aree geografiche ri-


innovazione di processo: se è destinata a
strette, che raggiunse gradualmente rile-
modificare l'organizzazione della produzio-
vanti quote di mercato in produzioni di nic-
ne. Fattori decisivi:
chia.
- alta quota di investimenti de stinati alle
3.2. POLO TECNOLOGICO
attività di rice rca tecnologica (capitale di

E’ un 'area specializzata nelle funzioni di ventura);

ricerca e di produzione di beni a elevato


- adozione di specifiche strategie naziona-
contenuto tecnologico dove interagiscono
li di politica tecnologica;
la ricerca scientifica e l'industria . Ci trovia-
mo in presenza di tante imprese, localizza- - presenza di particolari condizion i infra-
te generalmente nelle "aree centrali", che strutturali, climatico-ambientali favorevoli
si basano sui processi produttivi tecnologi- ed eccellenti livelli di "qualita della vita";
camente più avanzati e utilizzano innova-
zione (introduzion e con successo sul mer- - presenza di una base industriale differen-
cato di un nuovo prodotto o di un nuovo ziata con forte spirito imprenditoriale ;
processo produttivo) che può essere :
- vicinanza a centri di ricerca di livello ele-
- innovazione radicale: si tratta di un pro- vato che favorisca la diffusione della cono-
dotto o di una tecnica produttiva nuova scenza, la capacità di attrarre altre imprese
che prima non esisteva, la cui introduzione innovative e l'offerta di ricercatori e tecnici
modifica le precedenti condizioni di merca- altamente qualificati.
to o la precedente organizzazione produtti-
va;

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La globalizzazione della produzione

I cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni Negli ultimi anni i comportamenti delle im-
nell'economia hanno portato le imprese di prese hanno portato alla creazione di:
fronte a nuove esigenze (es.: ampliamento
dei settori di attività, differe nziazione dei - acquisizioni: con sentono al sistema nel
prodotti, accesso a molteplici mercati, ri- suo complesso di raggiungere il miglior po-

cerca tecnologica,. ..). Tuttavia le nuove sizionamento sul mercato in quanto l'azien-

strategie dell'impresa non si sono più sol- da entra a far parte di una più ampia rete

tanto basate su crescenti investimenti este- d'imprese.

ri, ma anche sulla ricerca di alleanze e la


- Joint ventures e accordi di cooperazione:
stipulazione di accordi di cooperazione
hanno lo scopo di ottenere una distribuzio-
con altri soggetti (spesso concorrenti) di
ne dei rischi, la ricerca di sinergie nella pro-
svariate parti del globo.

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duzione di conoscenza tecnologica e l'ag-
giramento di barriere politico-culturali.

- Alleanze strategiche: sono le più diffuse e


tendono a favorire la ricerca di complemen-
tarita strategiche fra imprese radicate in
aree diverse.

L'impresa multinazionale appare quindi più


flessibile e libera di muoversi a livello plane-
tario con l'obiettivo di ridurre i costi e di
scomporre il ciclo produttivo tra molteplici
paesi coprendo un ventaglio molto più am-
pio di settori produttivi, con un giro d 'affa-
ri complessivo che può superare il prodot-
to lordo di intere economie nazionali. Si
parla quindi di IMPRESA GLOBALE (cioe
una multinazionale che attua strategie di
standardizzazione e di specializzazione del-
la produzione ).

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Il ciclo di vita del prodotto

E’ una teoria applicata per an alizzare il messo sul mercato con un certo tipo di tec-
comportame nto localizzativo delle multina- nologia. L'evoluzione del prodotto è costi-
zionali in funzione al grado di innovazione tuita da 4 fasi:
dei prodotti. E’ una teoria che mette insie-
me localizzazione industriale e aspetto tec- 1. INTRODUZIONE di un prodotto scono-

nologico per vedere come varia la localizza- sciuto sul mercato (ritmo di vendita conte-

zione al variare dei contenuti tecnologici. nuto);

Inizialmente è stata introdotta per analizza- 2. CONOSCENZA , anche altre aziende

re i flussi commerciali internazionali. cominciano a produrre lo stesso prodotto


e quindi il prezzo si abbassa leggermente
Questa teoria parte dal conce tto di innova- in quanto ci sono più acquirenti;
zione e dal fatto che un prodotto viene im-

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3. MATURITÀ , il prodotto è caratterizza- metropolitane, nelle regioni meno industria-
to da un mercato di sostituzione (il merca- lizzate o nei paesi con un livello di sviluppo
to acquista per sostituire un bene già esi- inferiore = AREE SEMIPERIFERICHE .
stente) quindi non esistono più nuovi clien-
ti; Nella fase di maturità la produzione viene
completamente decentrata nei paesi in via
4. DECLINO, il prodotto viene abbando- di sviluppo = AREE PERIFERICHE.
nato perché non sussiste più il bisogno ini-
ziale oppure esistono nuovi beni sostitutivi. LIMITI DI QUESTA TEORIA:

Ciascuna di queste fasi utilizza diversi fatto- - Non si considerano i mercati.

ri produttivi:
- La teoria non distingue tra innovazione

- Prodotto ad alto contenuto tecnologico, radicale e incrementale durante la crescita

quindi occorre manodopera qualificata, co- del prodotto.

noscenze di mercato indispensabili;


- E’ stata applicata indistintamente a qual-

- Capacita manageriali per l'organ izzazio- siasi settore .

ne dell'attivita produttiva, forza-lavoro di


- Non considera che parte della produzio-
tipo generico e capitale;
ne può essere personalizzata e specializza-

- Acquistano importanza forza-lavoro non ta .

specializzata e capitali per investire in gran-


TERZIARIZZAZIONE DELL'ECONOMIA
di impianti.
Possiamo dire che nelle economie avanza-
Nella fase di introduzione, la localizzazione
te, ma anche in que lle meno avanzate, si
sarà nelle aree metropolitane (nelle regioni
assiste a quel processo chiamato TERZIA-
più avanzate o in generale nei paesi più
RIZZAZIONE DELL'ECONOMIA, cioè a
avanzati) dove esistono questi fattori di pro-
una progressiva crescita dei servizi che arri-
duzione = AREE CENTRALI.
vano ad alternarsi sia sulle attività agricole

Nella fase di crescita aumenta il numero che industriali (es.: circolazione di mezzi e

delle imprese e diminuiscono gli input spe- di persone che ha dato luogo allo sviluppo

cifici quindi le produzioni possono essere dei trasporti; la circolazione del denaro ha

localizzate nelle parti più esterne delle aree sviluppato tutte quelle attività bancarie, as-

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sicurative e di pubblica amministrazione li connessi alla collettività (sistemi sanitari,
;... ).Ciò non significa che la produzione in- istruzione, tempo libero,. ..).
dustriale si è ridotta, ma è mutata l'organiz-
zazione del processo produttivo in quanto ! DOMANDA DELLE IMPRESE = incre-
il terziario cresce in funzione della produzio- mento nel tempo della domanda da parte
ne industriale ed agricola. delle imprese.

Quali sono i fattori che hanno promosso C'e tutta una serie di servizi che fanno da
questo processo? supporto alle imprese (anche quelle indu-
striali) come i servizi bancari, informatic i,
Dobbiamo distinguere innanzitutto tra eco- pubblicitari,. ..servizi che possono trovarsi
nomie avanzate ed economie meno avan- all'interno de ll'impresa (terziario industria-
zate. le implicito o terziario del secondario) o so-
no servizi esternalizzati.
1. ECONOMIE AVANZATE: il terziario rap-
presenta un settore strategico e di fonda- Infatti, le imprese necessitano di certi se
mentale importanza per lo sviluppo econo- rvizi, questi sono sviluppati fino ad un cer-
mico, esso viene utilizzato come indicatore to punto nell'impresa, e quindi è l'impre sa
dello sviluppo economico e sociale. stessa che dispone al proprio inte rno e
nella propria organizzazione certi servizi.
! DOMANDA DELLE FAMIGLIE = consu-
Quando però la necessità di ricorrere a
mi. questi servizi raggiunge un a dimensione
notevole e l'impresa non e più in grado di
Nel tempo si è avuto un incremento genera-
organizzare questi servizi al proprio inter-
lizzato del reddito che ha portato all'au-
no, essa deve esternalizzare , cioè sorgo-
mento dei consumi per il soddisfacimento
no altre imprese all'esterno della singola
di bisogni non solo primari.
impresa con il singolo scopo di fornire un
Innalzamento dei livelli d'istruzione: un nu- certo servizio (complessificazione del ciclo
mero consistente di pe rson e ha sentito la produttivo). Quindi, avremo tante imprese
necessità di soddisfare bisogni connessi distinte che forniscono questi tipi di servi-
ad un livello culturale sempre più avanza- zi.
to. Dilatazione dei bisogni sociali: cioè quel-
Il mutamento piu noto ed evidente è il pro-
gressivo sviluppo dell'automazione, sia nel-

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l'industria che nei servizi, come l'inserimen-
to di tecniche informatiche che hanno por-
tato come conseguenza :

dequalificazion e sovraqualificazione della


manodopera (il lavoro di intermedi e d im-
piegati viene assorbito dalle macchine,
mentre per i livelli superiori devono aumen-
tare le capacità di pianificazione, ideazio-
ne, gestione e controllo dei processi pro-
duttivi).

Crescita di importanza del capitale finanzia-


rio (attraverso l'incremento di servizi forniti
da società finanziarie , banche , assicura-
zioni,. ..)

Sviluppo delle infrastrutture (autostrade, te-


lematica , aeroporti, ferrovie , università,
centri di ricerca) che rappresentano una
condizione di competitività per le imprese.

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Economie meno avanzate e non avanzate

In questo caso la terziarizzazione dell'eco- li e piccolo commercio) quindi si tratta di


nomia è legata principalmente all'espulsio- un terziario debole e legato a delle presta-
ne della manodopera dal settore primario zioni che non richiedono delle compete
(agricoltura). Cioè, in questi paesi meno nze professionali specifiche.
avanzati, il settore primario conosce delle
trasformazion i che consenton o un rispar- CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA TER-

mio di manodopera. Questa manodopera ZIARIE

non può essere assorbita nel settore indu-


Per la classificazione me rceologica si do-
striale in quanto è un settore gracile, quin-
vrebbe fare rife rimento alle attività specifi-
di la manodopera viene assorbita in un set-
che come le attività di credito, assicurative
tore terziario che comporta dei va lori di
, i servizi per le imprese e que lli collettivi, i
scarsa professionalità (es.: servizi persona-
servizi di trasporto e di comunicazione .

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Ma la classificazione più interessante è può intervenire direttamente o indirettamen-
quella di tipo funzionale che fa riferimento te .
alla funzione svolta da questi tipi di servizi.
• SERVIZI RIVOLTI ALLE IMPRESE che
Possiamo distinguere quattro grandi cate- possono essere:
gorie di servizi destinati a quattro diversi
scopi che sono: - tradizionali: presuppongono un basso li-
vello di in formazione tecnologica organiz-
• SERVIZI PER LE FAMIGLIE e per i sin- zativa (es.: servizi di pulizia);
goli individui a carattere privato. Sono ser-
vizi destin ati alla vendita e rivolti al con su- - avanzati: servizi che contengono innova-

mo finale. Es.: commercio al minuto, servi- zione (e s.: consulenza finanziaria e ricerca

zi paracommerc iali, servizi turistici, servizi applicata).

per la cura della persona, di riparazione


• ATTIVITA QUATERNARIE: non sono
manutenzione.
veri e propri servizi sono più che altro delle

• SERVIZI PER LA COLLETTIVITA’: non funzioni di decisione, di pianificazione , di

hanno un singolo intento ma sono rivolti al orientamento politico, sociale, economico

soddisfacimento di bisogni della collettivi- e culturale (es.: sede di una grossa multina-

tà: zionale o di un grosso partito politico nei


quali vengono prese decisioni).
- infrastrutture sociali (pubblica amministra-
zione centrale, enti locali, sanità, giustizia,. Si tratta di una classificazione rigida, infat-

..) sono prevalentemente organ izzati e ge- ti, ne lla realtà ci sono servizi che servono

stiti dallo Stato, dalle amministrazioni locali sia alle famiglie che alle imprese (comuni-

oppure dati in gestione ad imprese private cazione, servizi bancari ed assicurativi,. ..).

o affidate al Terzo Settore. Non sono desti-


FATTORI DI LOCALIZZAZIONE DEI SERVI-
nate a lla vendita.
ZI

- infrastrutture dei trasporti e delle comuni-


L'analisi dei servizi per le imprese e delle
cazioni (servono per il trasporto di persone
loro dinamiche spaziali fornisce il contribu-
, merci e comunicazion i) hanno un caratte
to principale per la comprensione delle mo-
re strategico per lo Stato in quanto egli vi
dalità di crescita del settore terziario in

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un'ottica geografica. I principali fattori de- livello piu’ elevato, secondo un processo
terminanti della loro localizzazione sono: circolare che si autoalimenta.

- livello del centro nella gerarchia urbana;

- tipo di funzioni produttive svolte dal cen-


tro urbano;

- livello del centro nella gerarchia urbana;

- tipo di funzioni produttive svolte dal cen-


tro urbano;

- economie esterne di agglomerazione e di


urbanizzazione (quantità e specializzazione
della forza-lavoro, spirito di imprenditoriali-
tà e presenza di capitali di rischio, presen-
za di infrastrutture per imprese e per gli oc-
cupati, rapporti di integrazione tra imprese)

- valore del suolo;

- intervento pubblico.

Il processo di crescita delle funzioni terzia-


rie urbane e di tipo cumulativo e cio contri-
buisce a creare la conce ntrazione della
crescita in pochi centri. In essi la possibili-
tà delle imprese di accedere a economie
esterne e maggiore, la crescita della do-
manda determina la creazione di nuove fun-
zioni terziarie , inoltre, la crescita della cir-
colazion e locale di in formazione specializ-
zata stimolano la crescita delle funzioni di

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I trasporti e le comunicazioni

Lo sviluppo economico e in particolare la no ulteriormente ridotto le distanza (consi-


crescita dell'economia mercantile si sono derando tempi e costi di percorrenza) avvi-
fondati sullo scambio dei beni, reso possi- cinando molte aree del mondo, tuttavia
bile solo grazie al parallelo sviluppo dei tra- molte regioni del Sud del mon do non han-
sporti . Il processo di globalizzazione eco- no affatto ridotto la distanza e hanno subi-
nomica ha prodotto un'intensificazione ulte- to un processo di marginalizzazione.
riore delle relazioni spaziali su scala plane-
taria e il ruolo dei trasporti e quindi divenu- Le variabili che incidono sui tempi e sui co-

to ancor piu’ strategico essendo, insieme sti non sono solo tecniche o economiche ,

alle telecomunicazioni, il mezzo per effet- ma anche politiche, naturali e anche la ge-

tuare questi collegamenti. I recenti migliora- nerale organizzazione economica e sociale

menti tecnologici nelle comunicazioni han- di una regione puo facilitare o no le relazio-

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ni tra luoghi. Le vie di trasporto sono quin- , grazie alla contemporan e a presenza di
di il tramite attraverso il quale si effettuano terminal aerei, stradali e ferroviari e alla
le relazioni tra localita’, soggetti e imprese possibilita’ di rapidi spostamenti tra un
insediati in aree diverse. In questo senso il mezzo a ll'altro, fungono da nodo per tutta
trasporto e considerato un elemento essen- la rete mondiale dei trasporti, es.: aeropor-
ziale dell'organizzazione del territorio. to di Francoforte e Zurigo).

La distribuzione delle strutture di trasporto


sul territorio e di tipo particolare, infatti, e
un a localizzazione a rete in cui si inserisco- LA SCELTA DEL MEZZO DI TRASPORTO

no dei nodi; sulle rete circolano dei flussi di


La distanza incide notevolmente sulla scel-
traffico di diversa intensita’ che determina-
ta del mezzo di trasporto da utilizzare. In
no l'importanza del nodo insieme alla sua
generale i costi di trasporto sono meno
posizione geografica relativa . I nodi impor-
che proporzionali alla distanza, ma diversa
tanti possono occupare posizioni centrali
e l'utilita relativi ai diversi tipi di mezzi.
me anche periferiche .
Nel 1948 Hoover fece un 'analisi sulla strut-
Tuttavia , l'intensificazione delle relazioni
tura dei costi di trasporto nella quale si di-
spaziali ha provocato un 'elevata differen-
stingue va una componente fissa (i costi
ziazione economica tra le regioni dal mo-
fissi di investimento e di funzionamento,
mento che alcuni assi di trasporto acquista-
es.: infrastrutture, acquisto del mezzo, co-
no importanza, valorizzano certe aree, ma
struzione di impianti di carico/scarico) e
altre diventano marginali.
una componente variabile (es. costi del car-

Lo sviluppo del settore logistico, sia nelle burante, tariffe) per la componente variabi-

imprese che nella rete dei trasporti, ha con- le, il costo e proporzionale alla distanza

tribuito ad accrescere la fluidita’ del tra- mentre i costi fissi unitari diminuiscono al-

sporto attraverso la creazione di piattafor- l'aumentare della distanza , perche’ vengo-

me logistiche intermodali (aree in grado di no distribuiti su un maggior numero di kilo-

ricevere, immagazzinare, e seguire alcune metri.

lavorazioni e smistare le merci) e, per quan-


Per quanto riguarda il mezzo impiegato, la
to riguarda il trasporto di passeggeri, di
convenienza varia in relazione alla distanza
piattaforme di interconnessione (centri che
da percorrere (es. il trasporto stradale e

21
conveniente per brevi distanze in quando
ha e le vati costi variabili).

Il modello di Hoover risulto importante per


confrontare il costo delle diverse modality
di trasporto in relazione alla distanza , ma
non tiene conto di altre variabili che posso-
no condizionare il mezzo (e s. velocità, si-
curezza , congestionamento del traffico).

22
Le telecomunicazioni

sistema di comunicazioni, quindi possiamo si sta formando una filiera produttiva forma-
intendere l'informazione come un fattore ta dai seguenti soggetti economici:
della produzione . Inoltre, l'informazione
puo essere anche intesa come un prodotto - Costruttori di reti e apparecchi per teleco-
finito da vendere sia alle imprese che alle municazioni;

famiglie (es. allacciamento domestico a re-


- Imprese che gestiscono i media;
ti telematiche, possibilita’ di accedere a
servizi piu’ disparati tramite terminale). L'in- - Imprese che gestiscono le reti;
formazione ha quindi prodotto una vera e
propria rivoluzione delle telecomunicazioni. - Imprese che offrono attività di servizio
Attualmente attorno alle telecomunicazioni per l'utilizzo delle reti e delle telecomunica-
zioni. Questi soggetti tendono a creare tra

23
loro delle alleanze strategiche allo scopo di
rafforzare la capacità di penetrare in un
mercato globale in forte espansione .

In questo campo le differenze regionali tra


paesi sviluppati e sottosviluppati appaiono
molto forti. Accanto ad un grande svilup-
po, emergono nuovi squilibri territoriali deri-
vanti dal mancato o difficoltoso collega-
mento con la rete infrastruttura le special-
mente nei territori dei paesi sottosviluppa-
ti. Tuttavia, questa rivoluzione non ha porta-
to sono benefici a chi già ne aveva, infatti
ha favorito l'emergere di nuove opportunità
in ambiti locali piu’ dinamici.

Su scala mondiale e interessante osserva-


re la grande crescita della rete Internet, es-
sa non e’ ne pubblica ne privata , ma ap-
partiene agli utilizzatori: cio’ e’ possibile in
quanto non e’ propriamente una rete ma
un insieme di connessioni tra le reti stesse.
Tutti gli utenti possono utilizzarla sia per
uso personale che per scopi commerciali.

24
I flussi e le reti

L'intensificazione delle relazioni internazio- messa per un progressivo abbattimento


nali dopo la Seconda Guerra Mondiale, in dei dazi doganali;
particolare dopo il 1970, ha portato ad un
incremento degli scambi mondiali e alla ECONOMICO :
progressiva crescita del commercio dovu-
- impre se multinazionali ed investimenti
to principalmente a questi fattori:
all'estero che hanno portato ad un proces-

POLITICO: maggiore distensione tra paesi so di decentramento produttivo e ad una

occidentali e paesi comunisti che ha favori- nuova divisione internazionale del lavoro.

to i rapporti tra Stati improntati sulla com-


- forte sviluppo dell'economia mondiale, in
petizione economica che su contrasti geo-
particolare dei paesi del Nord del mondo,
politici, tali rapporti hanno creato la pre-

25
che ha permesso di aumentare le produzio- dell'OPEC (Medio Oriente) gestiscono un
ni, i tenori di vita e i redditi. commercio di monoesportazione (3% ).

TECNOLOGICO : miglioramento dei tra- La composizione merceologica degli scam-


sporti e delle comunicazioni, abbattimento bi ha subito una notevole trasformazione
di costi e riduzione dei tempi di circolazio- negli ultimi trent'anni, attualmente le merci
ne di beni, persone e informazioni. piu’ commerciate sono grano, petrolio e
mezzi di trasporto.
Il commercio mondiale e tuttora piuttosto
complesso a seconda dei beni scambiati. A partire dagli ann i '90 (1997) sono diven-
Dopo la Seconda Guerra Mondiale il com- tati sempre piu’ importanti i flussi di capita-
mercio internazionale ha assunto sempre li (93% ), mentre prima erano piu’ importan-
piu’ una struttura tripolare: ti i flussi commerciali. L'incremento di flus-
si finanziari e dato da:
EUROPA OCCIDENTALE: con il 44% di
esportazioni, rappresenta il massimo polo Incremento degli scambi mondiali;
commerciale del mondo. Dal 1957 ha regi-
strato un notevole aumento anche ne gli Incremento degli investimenti diretti al-

scambi interni. Il ruolo di leader e’ svolto l'estero;

dalla Germania che e’ partner principale di


Incremento del turismo;
quasi tutti paesi europei ed asiatici
Incremento del capitale finanziario (serve
STATI UNITI e CANADA: 15% di esportazio-
per acquistare titoli, valute straniere,. ..)
ni, ultimamente ha ridotto il peso degli
scambi interni. Questi progressi sono stati favoriti dallo svi-
luppo della telematica e dalla progressiva
ASIA ORIENTALE (Giappone , Cina, Paesi
liberalizzazione valutaria (libera circolazio-
NIC): ha registrato i maggiori progressi nel-
ne di capitali).
le esportazioni (22%).
I principali flussi di capitali avvengono tra
Per quanto riguarda altre aree, la Russia
paesi sviluppati (USA , Giappone, Europa)
ha ridotto il commercio estero (3,5% ) a
e si sono invece ridotto i flussi verso il Sud
causa della crisi economica e politica da
del mondo, ad eccezione della Cina , dei
cui non si e ancora ripresa, mentre i paesi

26
NIC asiatici e dei "paradisi fiscali" dove, al 1. I NODI GLOBALI della rete finanziaria so-
contrario, sono cresciuti. no i centri di riferimento di tutto il movimen-
to internazionale di capitali e sono sostan-
Con la crescita de i mercati finanziari e dei zialmente tre: New York, Tokyo e Londra
flussi di capitali, e’ stata richiesta una rego- (triangolo d 'oro). Questi centri sono sedi
lamentazione per evitare l'insorgersi di gra- non solo della Borsa, ma anche di tutte le
vi crisi attraverso l'azione piu coordinata funzion i bancarie e assicurative.
delle banche centrali e l'intervento di due
organismi internazionali operanti su scala 2. Scendendo nella gerarchia ci sono i NO-
mon diale: DI CONTINENTALI che riguardano zone
piu ristrette (i continenti) ad esempio Fran-
Fondo Monetario Internazionale (FMI): sor- coforte (Europa), Chicago (USA), San Pao-
veglia sulla salute economica e finanziaria lo (America Latina), Hong Kong (Oriente).
degli Stati e interviene mettendo in atto po-
litiche monetarie ed economiche volte a l 3. I centri OFF-SHORE (o paradisi fiscali)
risanamento del paese. sono centri in cui la legislazione e sottratta
ad alcun i vincoli stabiliti da i paesi di origi-
Banca Mondale (BM): ha un ruolo simile al ne degli investitori che si avvalgono di van-
FMI ma e piu orientato alla concession e di taggi che nel paese d 'origine non vengo-
prestiti per finanziare piani di sviluppo e co- no concessi (es.: paradisi fiscali come la
nomico. provincia di Monaco).

Obiettivo: considerare gli effetti socio-eco- 4. Piazze finanziarie di importanza naziona-


nomici e socio-politici degli interventi in le, che generalmente nei paesi sottosvilup-
modo da portare il debito stesso ad un li- pati

vello sostenibile e governabile . sono controllate da istituti finanziari stranie-
ri, e le nuove piazze dell'Europa Orientale.
I flussi finanziari sono difficili da quantifica-
re ma il sistema finanziario si incentra su Lo sviluppo della telematica consente lo
alcuni centri fondamentali che sono classifi- spostamento di capitali senza che gli Stati
cati in modo gerarchico secondo l'entità possano controllare i flussi. Questo ha por-
dei flussi e la tipologia dell'attività che svol- tato una grande importanza dei fusi orari
gono: che permettono contrattazioni 24 ore su
24. I centri sono distanziati l'un o dall'altro

27
in modo che si sappiano sempre gli indici
di chiusura delle Borse, in fatti, quando Ro-
ma apre (alle h . 9:00) chiude Tokyo e quan-
do a Roma sono le h . 15:00 chiude e apre
New York

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