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e poi perché almeno venti film sono stati ricavati dai miei romanzi»60.

La sua attività di critico


cinematografico fu intensa. Come documenta Arnaldo Colasanti61, Moravia cominciò a scrivere
recensioni, tra il 1944 e il 1946, per il settimanale romano La nuova Europa e per il quotidiano Libera
stampa. Dopo la guerra, passò a L’Europeo (1950-1954) e, dal 1955, a L’Espresso, realizzando circa 1800
pezzi. Nel presentare il volume Alberto Moravia, Cinema Italiano, Recensioni e interventi 19331990,
l’editore scrive che

A vent’anni dalla morte dell’autore di Gli indifferenti vengono raccolti, per la prima volta in modo
ragionato e completo, tutti gli scritti da lui dedicati al nostro cinema: analisi di film, ma anche interviste,
interventi polemici, riflessioni sul lavoro dello sceneggiatore. Da Ossessione di Luchino Visconti a La voce
della luna di Federico Fellini, Moravia segue passo dopo passo la carriera dei più grandi registi (tra gli
altri Antonioni, Germi, Rosi, Pasolini, Ferreri, Bellocchio, Bertolucci, Bene, Moretti ...). Uguale interesse
presentano le sue incursioni nel cinema popolare e di genere. Quella del critico, per Moravia, è stata una
seconda professione, con una continuità straordinaria durata tutta la vita62.

A questi articoli, poi, dobbiamo aggiungere i saggi teorici apparsi sulle

59 P. Mereghetti, Dizionario dei film 1996, Milano, Baldini & Castoldi, 1995. 60 A. Pezzotta, A. Gilardelli
(a cura di), Alberto Moravia, Cinema Italiano, Recensioni e