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Dipartimento di Psicologia

Università degli Studi di Torino

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Segnali di vita: principali fattori di rischio ed indicatori
fisici, comportamentali e psichici di disagio minorile.

Stato dell'arte

“Ogni bambino ha il diritto di crescere in buona salute in casa, a scuola e nella comunità.
L’avvenire dei nostri bambini e del mondo in cui vivranno dipende dalla possibilità che viene data
loro di godere da ora di buona salute", afferma Harlem Brundtlland, Direttore Generale dell’OMS.
Proprio per questo, dando importanza all’ambiente culturale che circonda il bambino e alla quantità
e qualità degli strumenti offerti da questo che influenzeranno il tipo di sviluppo del bambino, alla
luce anche del pensiero della scuola storico-culturale di Vygotskij (1923), è fondamentale
interrogarsi sui principali fattori di rischio ed indicatori fisici, comportamentali e psichici di disagio
minorile (Cfr. Camaioni 2002).
Il territorio del cuneese, in particolare quello delle comunità montane, è un territorio che stimola un
desiderio di conoscenza approfondita delle sue potenzialità per la salute e il benessere di chi ci vive.
Alcuni aspetti di interesse e pertinenza psicologici necessitano di uno studio sistematico che li
definisca e li specifichi attraverso ricerche sul campo, ricerche che possono essere tradotte in
eventuali strategie di intervento, organizzate e sostanziate da strumenti di competenza della
Psicologia clinica.
Le politiche giovanili hanno un profilo composito che riflette la molteplicità degli approcci con i
quali la condizione giovanile può divenire oggetto di una specifica policy. Politiche e interventi
possono così concentrarsi ora sull'istruzione, ora sulla formazione professionale e sul lavoro, ora
sulla salute, ora sulla cultura e l'associazionismo, ora sui comportamenti devianti e l'emarginazione
sociale. Più in generale, la condizione giovanile può essere considerata sia come un rischio, sia
come un'opportunità.
Nel primo caso - condizione giovanile come rischio - le politiche tenderanno a privilegiare
interventi diretti a contrastare i comportamenti devianti e, in taluni casi, si concentreranno sui soli
soggetti definiti "a rischio". Nel secondo caso - condizione giovanile come opportunità - le politiche
affronteranno, per così dire, la normalità della condizione giovanile, per sostenere e promuovere il
protagonismo delle generazioni più giovani nella quotidianità, rivolgendosi per questo alla totalità
della popolazione giovanile.
In questa ricerca la nozione di politiche per i giovani verrà intesa conservandone per intero la
complessità e privilegiando la prospettiva che considera la condizione giovanile come
un'opportunità e non già come un rischio. In questa cornice lo stato di salute, inteso in senso lato,
come condizione di benessere psichico e fisico, verrà impiegato come indicatore sintetico o meglio,
come chiave di lettura privilegiata della condizione giovanile.
Obiettivi

La ricerca-intervento si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:

- offrire informazioni sullo stato di salute dei minori;


- identificare i principali fattori di rischio ed indicatori fisici, comportamentali e psichici di disagio
minorile;
- evidenziare l'eventuale necessità di nuovi indicatori di salute;
- educare all'osservazione e all'ascolto del minore e del suo contesto;
- fornire strategie di intervento nell'ambito della scuola;
- attivare una rete collaborativa e di sostegno tra i servizi socio-sanitari e il mondo della scuola;
- fornire idee per possibili soluzioni;
- contribuire al monitoraggio dell'efficacia delle azioni intraprese per mettere in campo eventuali
aggiustamenti.

Destinatari

Bambini (6-11) frequentanti la scuola primaria, insegnanti, genitori.


Ragazzi (11-13) frequentanti la scuola secondaria di primo grado, insegnati, genitori.
Operatori Socio-Sanitari.

Metodologia

L'ottica su cui si muove il progetto è quella della “Ricerca-intervento partecipata” secondo un


modello ecologico che tenga presente i vari livelli del fenomeno e la loro interazione; creando
condizioni per prevenire o diminuire il fenomeno evitando le emergenze.
Per perseguire la finalità della ricerca si prevede, inoltre, di organizzare un lavoro di reti tra le
scuole che aderiscono al progetto, ai sensi dell'art.7 dell'Autonomia scolastica, attenuando forme di
collaborazione con le Amministrazioni, previa opera di sensibilizzazione all'importanza del
benessere psico-fisico dei minori.
Verrà utilizzato un approccio di tipo interattivo ed esperenziale, lavoro di gruppo, role-playing,
simulate, brainstorming, discussioni guidate con feed-back di gruppo, giochi interattivi, visione di
video.

Attività

Fase 1 “Il cantiere”

Revisione sistematica della letteratura internazionale (2005-2010) attraverso le principali banche


dati (Psychinfo, Medline, Embase, Cochrane SR, Cochrane CT).
Analisi dei dati epidemiologici.
Sulla base dei rischi emergenti e degli obiettivi di salute emersi costruzione di questionari volti ad
indagare la percezione di salute per minori, insegnati, genitori.
Fase informativa e conoscitiva rivolta al personale docente e ai genitori.

Fase 2 “La costruzione”

Ricerca-azione su territorio con attivazione di azioni rivolte ai bambini della scuola primaria, agli
insegnati e ai genitori: somministrazione ed elaborazione questionari, lavoro di gruppo, role-
playing, simulate, brainstorming, discussioni guidate con feed-back di gruppo, giochi interattivi,
visione di video.

Fase 3 “La restituzione”

Elaborazione dei risultati, verifica dei dati emersi sia qualitativi che quantitativi tramite l'utilizzo
degli indicatori di cambiamento individuati.
Presentazione dei risultati attraverso l'organizzazione di un convegno locale.
Fornire idee per possibili soluzioni ed interventi sul territorio e all'interno degli Istituiti scolastici.

Fase 4 “Il monitoraggio”


Monitoraggio delle azioni intraprese e messa in campo di eventuali aggiustamenti.
Studio trasversale su un sottogruppo di minori delle scuole primarie e secondarie di primo grado,
insegnati e genitori con ri-somministrazione di questionari per indagare la percezione di salute.
Valutazione dell'efficacia dell'intero dispositivo progettuale.
Presentazione dei risultati agli Enti coinvolti, stesura e pubblicazione di un articolo scientifico.

Durante tutte le fasi è previsto la supervisione del Tutor attraverso incontri di verifica del lavoro
svolto.

Cronoprogramma

Fase 1: “Il Cantiere” tempi previsti 5 mesi;


Fase 2: “La costruzone” tempi previsti 5 mesi;
Fase 3: “La restituzione” tempi previsti 2 mesi.

La fase 4, relativa al monitoraggio delle azioni intraprese in seguito alle prime tre fasi e allo studio
trasversale può essere attivata l'anno successivo.

Per ogni informazione o chiarimento:

Dr. Marco Barra


Psicologo
Dipartimento di Psicologia
Università degli Studi di Torino
Via Po 14, 19125 Torino
@ marco.barra@unito.it
cell. +39-3287508371

La presente ricerca è stata effettuata con il coordinamento della Fondazione Goria e grazie al sostegno della
Fondazione CRT – Progetto Master dei Talenti della Società Civile.