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TRAUMA, DISSOCIAZIONE E DISTURBI ALIMENTARI:

STUDIO SU UN CAMPIONE VALDOSTANO


Barra Marco , Menegotto Consuelo, Lasorsa Claudia, Albasi Cesare
Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino
Introduzione
In tutte le epoche e culture sono state presenti orge alimentari e digiuni. Nel corso degli ultimi cento anni il rapporto dell’essere umano con il cibo è diventato più difficile e l’atto di mangiare si è annodato al
problema dell’immagine fisica di sé. Anoressie, bulimie e obesità coesistono in proporzioni epidemiche. Il cibo è più di qualcosa da mangiare. E’ nutrimento ma, anche piacere. E’ legame: materno, familiare,
sociale. Tra i vari scambi madre-bambino l’alimentazione rappresenta un momento essenziale. La ricerca offre una lettura dei disturbi alimentari, evidenziando chiaramente l’importante ruolo svolto dal legame di
attaccamento soprattutto nella propria genesi.
Questo lavoro si pone come obiettivo la verifica di livelli di comorbilità tra patologie psicologiche e disturbi del comportamento alimentare in un campione clinico, nonché la verifica della presenza o meno, di tali
disturbi in un campione di controllo. L’interesse è maggiormente proiettato sul legame tra la dissociazione, i traumi e gli stili di attaccamento (Cfr. Albasi, 2006, 2009, 2010; Ferenczi 1934, Borgogno 1999).

Metodo
La ricerca analizza un campione clinico costituito da 31 soggetti adulti di sesso femminile (17-53 anni), reperiti presso la Struttura Semplice di Dietologia e Nutrizione Clinica del Centro dei Disturbi del
Comportamento Alimentare dell'ASL di Aosta, composto da Anoressici (16,1%), Bulimici (29,0%), Obesi (16,1%), DCANAS (38,7%). Il campione di controllo è costituito da 49 soggetti ed è omogeneo dal punto
di vista socio-anagrafico al gruppo clinico .

Campione Clinico

5 5

Anoressia
Bulimia
DCAnas
9 Obesità
12

Grafico 1 Campione clinico

Per il conseguimento degli obiettivi prestabiliti e l'analisi delle ipotesi formulate i dati sono stati raccolti attraverso una batteria di strumenti diagnostici: Scheda Socio-Anagrafica, Relationship Questionnaire (RQ),
per misurare l’atteggiamento generale della persona nei confronti delle relazioni e dell’attaccamento (Bartholomew, Horowitz, 1991); Dissociative Experience Scale II (DES-II), per misurare il livello ed il tipo di
esperienza dissociativa (Bernstein e Putnam, 1986) e la Binge Eating Scale (BES) per la valutazione dei comportamenti di iperalimentazione incontrollata (Gormally et al., 1982).
Risultati
Stili di attaccamento al RQ

38,7
37
40
35 30,4
E’ possibile evidenziare una disomogenità di stili di attaccamento tra campione clinico e campione di controllo 30 25,8
22,6 23,9
(clinico: 12,9% sicuri, 25,8% evitanti, 22,6% ambivalente, 38,7% disorganizzato; controllo: 37% sicuri, 30,4% 25
evitanti, 23,9% ambivalente; 8,7% disorganizzato; p<0.01). Ritroviamo più soggetti sicuri nel campione di 20 Clinico
12,9 Controllo
controllo e più soggetti disorganizzati all'interno del campione clinico. 15 8,7
10
5
0
Sicuro Ambivalente

Media alla DES-II


Grafico 2 Stil i di attaccamento al RQ
27,06
30
25 Le medie della DES del campione clinico e del campione di controllo sono rispettivamente di 16,31 e 15,05.
20 Non emergono differenze significative nei punteggi relativi alla scala della Dissociazione (p>0,05)
13,62
11,25 11,78 prendendo in considerazione il campione intero.
15
10 Emergono, invece, differenze significative analizzando le quattro patologie del campione clinico:
osservando il grafico 3 si può notare come la patologia Bulimia (27,06) abbia la tendenza ad avere un valore
5
decisamente più alto rispetto agli altri disturbi del comportamento alimentare (anoressia 13,62; DCAnas
0 11,25; Obesità 11,78).
Anoressia Bulimia DCAnas Obesità

Medie BES nei due campioni


Grafico 3 Medie alla DES-II

Nell’intento di stimare la correlazione tra i disturbi del comportamento alimentare e le condotte di abbuffate (BES), è
stato applicato l’indice della varianza univariata. E' emersa una differenza significativa (p<0.01) tra il punteggio della 9,64
BES del campione clinico (23,06) e quello di controllo (9,64).
Clinico
Questo ci permette di confermare che le condotte di abbuffate hanno un’influenza sul nostro campione. In particolare Controllo

dall’analisi della distribuzione dei livelli di abbuffata emerge che il 16% degli anoressici, il 30,67% dei bulimici, il 23,06
19,08% dei DCAnas e il 26,06% degli obesi utilizza tali condotte.

Grafico 4 Medie BES nei due campioni


Conclusioni
Un dato interessante, emerso sia dal campione clinico sia da quello di controllo, è costituito da attaccamenti diversi al Relationship Questionnaire, ciò conferma le nostre ipotesi relative all’associazione tra lo stile di
attaccamento disorganizzato e i disturbi alimentari. Dalle nostre analisi appare che la prevalenza di attaccamento disorganizzato si trova nel campione clinico, mentre nel campione di controllo tale prevalenza appartiene
all’attaccamento sicuro. La letteratura al riguardo ha affrontato ampiamente l’ipotesi di associazione tra i disturbi del comportamento alimentare e la tendenza all’attaccamento disorganizzato nella vita adulta, riportando
prove empiriche a sostegno di tale relazione (Cassidy, Shaver, 1999; Caviglia, Cecere, 2007; Codispoti, Simonelli, 2007). Per quanto riguarda la dissociazione sembrerebbe possibile affermare che i bulimici non
ricordino le esperienze traumatiche perché hanno la tendenza alla dissociazione, probabilmente utilizzata come meccanismo di difesa per reagire ad un trauma che non sono in grado di sostenere. Un altro dato
interessante sulla comorbilità tra i disturbi del comportamento alimentare e altri disturbi patologici è emerso dal confronto tra i campioni e la variabile relativa alle condotte di abbuffata, visto che le analisi statistiche
hanno rivelato una significatività.Concludendo possiamo affermare che la teoria dell’attaccamento si rivela un modello utile per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, nonché una preziosa fonte di
riflessione per la comprensione delle associazioni tra l’attaccamento disorganizzato e il funzionamento dissociativo .
Bibliografia:
Albasi, C., 2006, Attaccamenti traumatici. I Modelli Operativi Interni Dissociati, UTET Libreria, Torino.
Albasi, C., 2009, Psicopatologia e Ragionamento clinico, Raffaello Cortina, Milano.
Albasi, C., 2010, Adolescenza e trauma. Il caso di Sophie di In Treatment. In fase di pubblicazione.
Bartholomew, K., Horowitz, L. M. 1991, Attachment styles among young adults: a test of a four-category model, in Journal of Personality and Social Psychology, 61, pp.226-244
Bernstein, E. M., Putnam, F. W., 1986, Development, reliability and validity of a dissociation scale, in Journal of Nervous and Mental Disease, 174(12), pp. 727-735
Borgogno, F., 1999, Psicoanalisi come percorso, Bollati Boringhieri, Torino.
Cassidy, J., Shaver, P.R., 1999, Manuale dell'attaccamento. Teoria, ricerca e applicazioni cliniche, Fioriti, Roma 2002.
Caviglia,G., Cecere, F., 2007, I disturbi del comportamento alimentare. L’approccio multidisciplinare per un intervento efficace, Carocci, Roma.
Codispoti, O., Simonelli, A., 2006, Narrazione e attaccamento nelle patologie alimentari, Raffaello Cortina, Milano
Ferenczi, S., 1934, Riflessioni sul trauma, in Opere, vol. 4, Raffaello Cortina, Milano 2002.
Gormally, J., Black, S., Daston, S., Rardin, D., 1982, The assessment of binge eating severity among obese persons, in Addictive Behaviors; 7, pp. 47-55.