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Il testo argomentativo

Si chiama argomentativo un testo il cui autore espone la propria tesi (cioè la


propria opinione) riguardo a una certa questione e la sostiene attraverso una
catena di ragionamenti legati tra loro e sostenuti da dati. Lo scopo è quello di
persuadere, di convincere gli altri che l'idea sostenuta è giusta e degna di
credibilità. Nel caso siano presenti opinioni contrarie, lo scopo del tutto è quello
di convincere, oltre che della validità della tesi, della falsità o dell'imprecisione
dell'antitesi. In pratica si cerca di confutare, cioè di contrastare, le opinioni
contrarie.
Come abbiamo visto nel semestre scorso, esistono varie tipologie di testo. I diversi
tipi di testo dipendono da tre fattori fondamentali: lo scopo che l’emittente/scrittore si
prefigge, il destinatario a cui intende rivolgersi, le circostanze in cui avviene lo
scambio comunicativo. La funzione del testo è, dunque, centrale. Il testo cambia in
base alla sua funzione, al suo utilizzo (per approfondimento vedi: modello di
classificazione dei testi di Werlich).

TIPI DI TESTO FUNZIONE ESEMPI


racconti, romanzi, novelle,
raccontare un fatto, una
NARRATIVO articoli di cronaca,
storia
biografie, ecc.
delineare le caratteristiche parti descrittive all’interno
di una persona, di un di opere letterarie, di
DESCRITTIVO
paesaggio, di un oggetto, resoconti di viaggio, di
ecc. guide turistiche, ecc.
arringhe di avvocati, saggi
sostenere una tesi
brevi, discorsi politici,
ARGOMENTATIVO attraverso un
alcuni saggi scientifici,
ragionamento logico
ecc.
fornire notizie utili su
orari dei treni, avvisi,
INFORMATIVO personaggi, argomenti o
saggi divulgativi, ecc.
fatti
indicare norme da
rispettare; imporre leggi, regolamenti,
REGOLATIVO
obblighi e divieti; dare istruzioni per l’uso, ecc.
istruzioni

Il testo argomentativo
La funzione del testo argomentativo è convincere il destinatario/lettore della validità
di una tesi. Anche altri tipi di testo hanno uno scopo persuasivo (ad esempio, i
messaggi pubblicitari), ma ci sono chiare differenze che li distinguono.
L’argomentazione cerca di convincere utilizzando il ragionamento logico e
proponendo argomenti a favore. Durante l’argomentazione, inoltre, non si nasconde
l’antitesi (cioè la tesi contraria/a sfavore della propria), bensì la si presenta e con il
ragionamento logico si cerca di confutare le opinioni contrarie (ovvero, dimostrare
che si tratta di opinioni non valide).
Tra i tipi di testi argomentativi elencati nella tabella sopraccitata, si ricorda che alcuni
saggi di argomento scientifico, storico, culturale, sono argomentativi perché l’autore
espone e motiva una sua personale ipotesi interpretativa. Il tema e le tesine che gli
studenti sono chiamati a svolgere come compito, sono anch’essi testi argomentativi
quando devono sostenere le proprie opinioni su un determinato problema.

a. tesi = la tua idea sull'argomento (con tutti le dimostrazioni opportune)


b. antitesi = è l'idea contraria alla tua, che contiene forse delle parti di verità, ma che è
sostanzialmente da confutare (da dimostrare falsa) con argomenti validi
c. sintesi = è la conclusione del tema, che riprende in maniera originale, e molto più
consapevole e dimostrata di prima, quanto detto all'inizio
d.argomento = Prova, ragione che si adduce a sostegno di una tesi

Il testo argomentativo ha una struttura facilmente riconoscibile; è composto da:


1. una presentazione del problema, che ha generalmente carattere informativo e
costituisce una premessa/introduzione all’argomentazione vera e propria;
2. una tesi da dimostrare;
3. gli argomenti a sostegno della tesi;
4. eventualmente: un’antitesi da confutare;
5. eventualmente: gli argomenti a sfavore dell’antitesi;
6. la conclusione in cui si “tirano le fila” (cioè, si riassumono i punti più importanti
del nostro ragionamento) e si dimostra la ragionevolezza della tesi.

Questa struttura di base, che caratterizza i testi argomentativi, ammette delle varianti
che dipendono dall’ordine degli elementi o l’omissione di alcuni elementi. Per
esempio, l’argomentazione può presentare:
➢ lo spostamento della tesi alla fine dell’argomentazione (ciò significa che chi
scrive decide di esporre la tesi in modo chiaro/esplicito solo alla fine);
➢ l’omissione della tesi (cioè, chi scrive decide di lasciare la tesi sottointesa. Il
lettore è obbligato a fare uno sforzo per dedurre la tesi, perché essa non è
esplicitata);
➢ l’omissione dell’antitesi (il testo presenta solo l’opinione sostenuta da chi scrive,
che non considera gli argomenti dell’antitesi);
➢ l’omissione degli argomenti a favore della tesi (chi scrive presenta solo gli
argomenti dell’antitesi e li confuta, dimostrando che non sono validi).

Queste variazioni dipendo sia dalle preferenze dello scrittore sia, in particolar modo,
dalla sua abilità di scrittura. Infatti, togliendo degli elementi, si rischia di non riuscire
a esporre chiaramente la propria opinione.
Un testo argomentativo ben costruito presenta, in genere, una struttura piuttosto
rigida: è normale l’uso di connettivi logici, che segnalano i punti di snodo del
ragionamento.

Le modalità argomentative

Com’era ben noto agli antichi studiosi di retorica, l’efficacia di un’argomentazione


non si basa solo sulla giustezza delle motivazioni portate a favore, ma anche sulla
capacità di sostenerle attraverso i mezzi linguistici. Questo vuol dire che l’efficacia di
un’argomentazione dipende molto dalla forza degli argomenti utilizzati per dimostrare
la validità della tesi. A questo scopo lo scrittore ha a disposizione diverse strategie
argomentative in quanto può fare ricorso:
1. ad argomenti logici: si mettono in evidenza i rapporti causali tra gli argomenti a
sostegno della tesi e la tesi da dimostrare (causa/effetto);
2. ad argomenti di autorità: si mette in evidenza l’affidabilità e l’autorevolezza del
parlante (ad esempio, si cita un esperto in materia, un istituto di ricerca, ecc.);
3. ad argomenti di ordine emotivo e pratico: più comuni nel testo persuasivo che in
quello argomentativo. Gli argomenti pratici consistono nel far notare al lettore i
risultati positivi e concreti derivati dall’accettazione della tesi sostenuta.

Le caratteristiche di lessico e sintassi

Qualsiasi tipo di testo deve essere coerente e coeso perché queste sono le
caratteristiche essenziali che rendono un testo efficace, cioè capace di raggiungere il
proprio scopo (per il testo argomentativo, lo scopo è quello di convincere il
destinatario della validità della propria tesi attraverso il ragionamento logico).
Altri due aspetti fondamentali sono la chiarezza e la precisione, due qualità che
permettono di esporre le proprie idee in maniera comprensibile. Essere chiari significa
essere semplici. La semplicità deve essere ricercata sia nel lessico sia nella
composizione del testo.
1. meglio utilizzare un lessico semplice e preciso: evitare un linguaggio troppo
aulico, burocratico, letterario. Ovviamente ci sono eccezioni: quando il testo è
destinato a riviste scientifiche o a lettori esperti, lo scrittore utilizzerà un
linguaggio specialistico che condivide con i suoi destinatari.
2. cercare di utilizzare un linguaggio corretto: non potete scrivere che “nelle ultime
settimane il panico è divagato nelle città a causa delle molte notizie preoccupanti
riguardo al coronavirus”, perché il verbo da usare è dilagare (che significa:
“estendersi rapidamente come l’acqua di un fiume in piena”; divagare invece
vuol dire “vagare qua e là, andare in giro senza una meta precisa”);
3. cercare di costruire il testo con periodi brevi: la mente umana fatica a ricordare le
informazioni iniziali quando la frase è lunga 4-5 righi.

Abbiamo detto che il testo argomentativo sviluppa un ragionamento logico che mette
in evidenza diversi tipi di rapporto tra le idee, tra le parole, tra le frasi. Questo
significa che non è possibile sviluppare il testo attraverso una successione di frasi
semplici, divise da punti o da virgole, o unite da congiunzioni coordinanti semplici
come “e”. È necessario costruire un discorso più complesso che riflette le operazioni
mentali del nostro pensiero. A questo scopo, si dovranno utilizzare i connettivi per
legare le frasi in modo da esprimere anche il rapporto logico che le unisce. Ma quali
connettivi?
Ad esempio, si useranno avverbi, congiunzioni e locuzioni per collegare le frasi e le
parti delle argomentazioni che mettano in evidenza:
1. rapporti di causa (ad esempio, dato che, poiché..)e di effetto (perciò, di
conseguenza,…);
2. rapporti di opposizione, con valore avversativo: ma, tuttavia, invece..);
3. rapporti di ampliamento (fare un aggiunta di un argomento, un esempio, ecc):
inoltre, per di più, anche, allo stesso modo…).

Domande di verifica delle conoscenze:


Cerca di rispondere alle domande solo dopo aver letto e capito il testo. Rispondi senza
copiare le frasi scritte nel testo che trovi qui sopra.

1) Che cos’è il testo argomentativo?


2) A che cosa serve?
3) Qual è la sua struttura?
4) Sai fare esempi di testi argomentativi?
5) Il testo argomentativo è un testo persuasivo? Motiva la tua risposta.
6) Che cosa si intende con chiarezza e precisione?
7) Quali caratteristiche non deve avere il testo argomentativo?

COS’E’ UN SAGGIO BREVE? Il saggio breve – così


definito perché meno esteso di un normale saggio - è un
testo scritto che gli studenti devono sviluppare
avvalendosi di una serie di documenti. Partendo da questi,
dalle informazioni e dalle indicazioni che qui troveranno,
viene chiesto loro di “sostenere una tesi”, cioè di esprimere
un’opinione su una questione, difendere un’idea
argomentandola logicamente e coerentemente, dando
delle informazioni e allo stesso tempo motivando la
posizione che si prende.
Come si fa a rendere i paragrafi coesi e coerenti? Collegandoli tra
loro secondo un ordine gerarchico e

logico, servendoti dei connettivi più appropriati.

I connettivi testuali sono di 2 tipi:

• CONNETTIVI GERARCHICI;

• CONNETTIVI LOGICO-SEMANTICI

a) CONNETTIVI GERARCHICI

Hanno la funzione di ordinare i PARAGRAFI del testo, secondo


una GERARCHIA di importanza; essi

costituiscono la coesione esterna del testo argomentativo perché


mettono in evidenza la successione dei vari argomenti. Eccone
alcuni esempi:

– per presentare il primo argomento: IN PRIMO LUOGO …, PER


COMINCIARE…,  INNANZITUTTO…, PRIMA DI TUTTO…, PER
PRIMA COSA…, ecc.

– per presentare il secondo argomento: IN SECONDO LUOGO


… , INOLTRE …, IN AGGIUNTA A

CIO’…, SECONDARIAMENTE… , POI… ecc.

– per presentare l’ultimo argomento: INFINE …, PER


CONCLUDERE …, PER FINIRE …, ecc.

– per introdurre un’opposizione di idee (= antìtesi): MA…, DA UNA


PARTE … DALL’ALTRA…,

D’ALTRO CANTO…, ALCUNI RITENGONO CHE…, ALTRI


PENSANO CHE…; GLI UNI SOSTENGONO CHE…, GLI ALTRI, AL
CONTRARIO …; DA UNA PARTE C’è CHI SOSTIEN

E…, DALL’ALTRA INVECE…; ecc.

– per introdurre una conseguenza logica: DI CONSEGUENZA…,


DUNQUE…, NE CONSEGUE CHE…, ILRISULTATO È CHE…, ecc.

b) CONNETTIVI LOGICO–SEMANTICI

All’interno dei singoli paragrafi, puoi servirti dei cosiddetti


connettivi “LOGICO–SEMANTICI ” quelli

che regolano la coesione interna ai singoli paragrafi, esplicitando


o evidenziando i passaggi logici del tuo ragionamento.

I connettivi logico–semantici principali sono i seguenti:

– CONNETTIVI CAUSALI: servono per introdurre le


argomentazioni a sostegno della tesi ( INFATTI…,

NON A CASO…, DATO CHE…, POICHE’…, PERCHE’ …);

– CONNETTIVI AGGIUNTIVI : vanno usati per aggiungere ulteriori


argomentazioni ( E…, ANCHE…,

INOLTRE, PER DI PIU’, AGGIUNGIAMO IL FATTO CHE …);

– CONNETTIVI CONCESSIVI: si usano per introdurre le eventuali


obiezioni alla tesi o al discorso

presentato ( SEBBENE, NONOSTANTE CIO’,AMMETTENDO


CHE…, ANCHE SE E’ VERO …, SE E’ VERO CHE … );

– CONNETTIVI AVVERSATIVI : si usano per confutare ( =


ribattere un’affermazione per dimostrarla

errata o infondata ) le eventuali obiezioni ( MA…, INVECE…, PER


ALTRO…, TUTTAVIA… );

– CONNETTIVI CONCLUSIVI : introducono la sintesi , cioè la


conclusione del ragionamento (QUINDI…, PERCIO’…,
DUNQUE…, IN CONCLUSIONE…, CONCLUDENDO …

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