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Corso di

Riabilitazione Strutturale
POTENZA, a.a. 2018 – 2019

Strutture in muratura soggette


ad azioni sismiche
Analisi della sicurezza
Dott. Marco VONA
Scuola di Ingegneria - Università di Basilicata
marco.vona@unibas.it
http://oldwww.unibas.it/utenti/vona/
Metodo POR

Le equazioni di equilibrio scritte valgono per le sole forze


orizzontali
Nei codici POR ci sono evidenti problemi di equilibro per le forze
verticali

L’analisi dell’edificio in muratura secondo il metodo POR è


un’analisi incrementale
Incrementando i valori di Xk e Yk (baricentro delle rigidezze) si
analizza la risposta dell’edificio
Ad ogni passo i valori del taglio reattivo vengono calcolati sulla
base della rigidezza del passo precedente
La procedura è tanto più esatta quanto più piccoli sono i passi
Metodo POR

La procedura analitica prevede l’aumento dello spostamento del


baricentro delle rigidezze
Quando lo spostamento dei singolo maschio supera lo spostamento
al limite elastico se ne può ridurre la rigidezza

Per i maschi plasticizzati la


rigidezza considerata in fase di
calcolo può essere quella secante
Metodo POR

SLU per PRESSO FLESSIONE


La condizione di rottura per pressoflessione nel piano è associata
allo schiacciamento della muratura al lembo compresso delle
sezioni estreme
Per bassi valori di azione assiale N l’estensione della zona
compressa è modesta, si rileva una ampia apertura delle fessure
flessionali e il muro tende a sviluppare un cinematismo di
ribaltamento simile a quello di un blocco rigido
L’analisi del comportamento a rottura per pressoflessione può
essere agevolato dall’utilizzo di un opportuno stress block della
muratura in compressione
Il calcolo può essere particolarmente semplificato laddove si possa
definire uno stress-block Rettangolare
Metodo POR

Criterio di Resistenza
FLESSIONE

Muratura
fortemente coesiva Muratura a secco
Valutazione della resistenza per azioni nel piano
Rottura per pressoflessione
H

l = larghezza dell’elemento
t = spessore della zona compressa
σ0 = N/(l * t) tensione normale media, positiva se di compressione
fd = fk / γm resistenza a compressione di calcolo della muratura
Valutazione della resistenza per azioni nel piano
Rottura per pressoflessione

 l a 1  N  1 2 σ0 
M u = N  −  = Nl1 −  = σ 0l t 1 − 
 2 2  2  λf d lt  2  0.85 f d 

Una volta calcolato il momento massimo che il pannello è in


grado di sostenere Mu si può determinare la forza orizzontale
massima

H= 2 Mu / h
considerando di aver impedito la rotazione in testa
Metodo POR

SLU per TAGLIO


Nella denominazione rottura per taglio”si includono solitamente
meccanismi fessurativi di diversa natura, ascrivibili all’effetto delle
tensioni tangenziali originate dalle azioni orizzontali, in
combinazione con le componenti di tensione normale
Questi tipi di rottura sono fra i più frequenti nelle costruzioni in
muratura
Si distinguono due principali modalità di rottura:
1. FESSURAZIONE DIAGONALE
2. SCORRIMENTO
Metodo POR

Criterio di Resistenza
TAGLIO: fessurazione diagonale e scorrimento

Vt
Metodo POR

SLU per TAGLIO


La formulazione della resistenza a taglio nella muratura presenta
diversi problemi dovuti a:
1. Dati sperimentali caratterizzati da grande dispersione (tipico
delle rotture fragili)
2. Distribuzione non uniforme degli sforzi locali, di difficile
valutazione (elementi tozzi, fessurazione)
Per tale motivo nelle applicazioni numeriche occorre introdurre
delle semplificazioni (prerogativa non del solo metodo POR) che
pregiudicano la accuratezza delle valutazioni
Tra gli approcci più comuni si ricorda il criterio alla Coulomb
Altrettanto efficace è il criterio del massimo sforzo principale di
trazione o di Turnsek e Cacovic
Metodo POR

SLU per TAGLIO


Criterio di Coulomb
τ⋅ = c + σµ
I parametri tensionali τ e σ possono avere significato diverso a
seconda del tipo di impostazione del criterio
In generale si può assumere che l’applicazione del criterio in
sezione parzializzata consiste in un calcolo della resistenza a
scorrimento del muro e non è riconducibile alla rottura con
fessurazione diagonale
Se f vk,lim è la tensione limite a taglio dipendente dal tipo di
elementi e dal tipo di malta allora si può scrivere:
V vk = f vk lc t lc larghezza compressa o reagente
Metodo POR

POR : Vantaggi computazionali


 Basso numero di g.d.l.
 Analisi piano per piano
 Definizione univoca del centro di
rigidezza
 Stato deformativo del generico
maschio murario individuato dal
solo spostamento relativo tra le
facce terminali
 Stato tensionale del generico
maschio murario individuato dalla
sola sollecitazione tagliante
 Applicabilità della teoria della trave
Metodo POR

Applicazioni del Metodo POR. Dove?


Gli edifici per cui si può ritenere che le fasce siano infinitamente
rigide e resistenti sono quelli in cui la rottura dei maschi anticipa
quella delle fasce
Tipicamente negli edifici con 2-3 piani fuori terra
La solidarietà del collegamento tra il solaio e i maschi murari è
tipica degli edifici con comportamento scatolare
Non è necessario che il solaio sia in C.A. con cordoli
perimetrali, basta che esista un collegamento solidale tra solaio e
maschio murario, da realizzare anche mediante opportuni
dispositivi
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
ANALISI GLOBALE

L’analisi globale dell’edificio è l’unica possibilità per evitare


violazioni degli equilibri globali e locali

Una analisi separata piano per piano non può rendere conto delle
variazioni di azione assiale nei maschi murari al crescere delle
forze sismiche, che possono influire sulla rigidezza ma soprattutto
sulla resistenza dei maschi murari

Modelli POR (ad es. POR90)

Applicabili a edifici fino a 2 piani

Modelli con MECCANISMI DI PIANO


Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Distribuzione delle forze orizzontali

forze proporzionali forze proporzionali a quelle da


alle masse utilizzarsi per l’analisi statica
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
Potranno essere caratterizzati da un comportamento bilineare
elastico perfettamente plastico, con resistenza di snervamento
equivalente e spostamenti di snervamento e ultimo definiti
attraverso la risposta flessionale e a taglio
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
Se la geometria della parete e delle aperture è sufficientemente
regolare, è possibile idealizzare una parete muraria mediante un
telaio equivalente costituito da elementi maschio (ad asse
verticale), elementi fascia (ad asse orizzontale), elementi nodo
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
Gli elementi maschio e gli elementi fascia vengono modellati
come elementi di telaio (“beam-column”) deformabili assialmente
e a taglio

Se si suppone che gli


elementi nodo siano
infinitamente rigidi e
resistenti, è possibile
modellarli numericamente
introducendo opportuni
bracci rigidi (offsets) alle
estremità degli elementi
maschio e fascia
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
Si suppone che un elemento
murario (maschio murario)
sia costituito da una parte
deformabile con resistenza
finita, e di due parti
infinitamente rigide e
resistenti alle estremità
dell’elemento
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
L’altezza efficace del maschio può essere definita secondo quanto
proposto da Dolce (1989), per tenere conto in modo approssimato
della deformabilità della muratura nelle zone di nodo

H eff ' 1
3
(
= h + D H −h h
' '
)
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare

Maschi murari
Comportamento di tipo fragile o duttile
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Maschi murari
Il comportamento dell’elemento maschio viene supposto elasto-
plastico con limite in deformazione
Si suppone cioè che il maschio abbia comportamento lineare
elastico finché non viene verificato uno dei possibili criteri di
rottura
La matrice di rigidezza in fase elastica assume la forma consueta
per elementi di telaio con deformazione a taglio, e risulta
determinata una volta definiti
• modulo di Young E
• modulo a taglio G
• la geometria della sezione
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare
Per edifici con numero di piani superiore a due, il modello dovrà
tenere conto degli effetti connessi alla variazione delle forze
verticali
L’analisi statica non lineare permette di valutare direttamente la
duttilità disponibile della struttura
Capacità di spostamento: valutata sulla curva globale in
corrispondenza dei punti:
Stato limite di danno: spostamento minore tra quello
corrispondente al raggiungimento della massima forza e quello
per il quale il primo maschio murario raggiunge lo spostamento
ultimo.
Stato limite ultimo: spostamento corrispondente a una riduzione
della forza pari al 20% del massimo
Metodi di analisi: analisi Dinamica NON lineare

Si applica facendo uso di modelli meccanici non lineari di


comprovata e documentata efficacia nel riprodurre il
comportamento ciclico della muratura

La risposta sismica della struttura può essere calcolata mediante


integrazione delle equazioni del moto, utilizzando un modello
tridimensionale dell’edificio e gli accelerogrammi

Il modello costitutivo utilizzato per la rappresentazione del


comportamento non lineare della struttura dovrà essere
giustificato, anche in relazione alla corretta rappresentazione
dell’energia dissipata nei cicli di isteresi
Metodi di analisi: analisi Dinamica NON lineare

Nel caso in cui si utilizzino almeno 7 diversi gruppi di


accelerogrammi le azioni potranno essere rappresentate dai valori
medi ottenuti dalle analisi, nel caso di un numero inferiore di
gruppi di accelerogrammi si farà riferimento ai valori più
sfavorevoli

0.3
1.20
ACC-475
0.2 1.00

Acceleration [g]
0.1 0.80
Acceleration (g)

2000 years
0.0 0.60 975 years
475 years
100 years
-0.1 0.40

0.20
-0.2

0.00
-0.3 0 1 2 3 4
0 2 4 6 8 10 12 14
Period [s]
Time (s)
Metodi di analisi
ESEMPIO

Pianta I livello
Analisi statica lineare

Pianta II livello
Metodi di analisi
ESEMPIO
Analisi statica lineare

T1 = 0.05 x 7.33/4 = .22 sec < 1.25 sec = 2.5 TC


Metodi di analisi
Metodi di analisi

W2 = 1166 kN

W1 = 1196 kN
Metodi di analisi
Metodi di analisi
Metodi di analisi

MODELLO DIREZIONE X
(I livello)
Metodi di analisi

MODELLO DIREZIONE Y
(I livello)
Metodi di analisi

Pareti
Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle masse

P2 = 1166 kN
r = P2 / P1 = 0.97
P1 = 1196 kN

P2

P1
Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle masse


Curve di capacità
Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle accelerazioni (analisi statica)

P2 = 1115 kN
r = P2 / P1 = 1.83
P1 = 608 kN

P2

P1
Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle accelerazioni (analisi statica)


Curve di capacità
Metodi di analisi: analisi statica NON lineare

Verifiche di sicurezza
La verifica di sicurezza consisterà nel confronto tra la capacità di
spostamento ultimo dell’edificio a due terzi della sua altezza e la
domanda di spostamento ottenuta dallo spettro elastico di
spostamento in corrispondenza del periodo di vibrazione calcolato
utilizzando la rigidezza secante allo spostamento ultimo. La
domanda di spostamento sarà pertanto ottenuta dalla relazione:

Δd= domanda di spostamento


SDe(Ts) = spostamento spettrale calcolato in corrispondenza della
rigidezza secante allo spostamento ultimo
Ts= periodo calcolato in funzione della medesima rigidezza
secante
Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle masse

Forze ai piani proporzionali alle accelerazioni (analisi statica)


Metodi di analisi

Forze ai piani proporzionali alle


masse

Forze ai piani proporzionali alle


accelerazioni (analisi statica)

VERIFICHE NON SODDISFATTE


Analisi dei risultati e strategie di intervento
Analisi dei risultati e strategie di intervento