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Linee guida ESCCAP

PATOLOGIE MICOTICHE

Micosi superficiali del cane


e del gatto
Andrea Peano, Mario Pasquetti, Elisa Chiavassa
Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia, Università di Torino

L
Il presente articolo rappresenta la personale degli autori e dell’analisi della
■ RIASSUNTO
traduzione italiana e l’adattamen- letteratura esistente sull’argomento. Tali
Dermatofitosi e patologie correlate
alla sovracrescita di lieviti del genere to della seconda edizione (febbraio integrazioni mirano a rendere più com-
Malassezia rappresentano le affezioni 2011) delle Linea guida ESCAAP prensibili e facilmente fruibili i protocol-
micotiche di più frequente riscontro G2: “Superficial Mycoses in Dogs li descritti e a fornire informazioni ag-
nella clinica degli animali da compagnia.
I dermatofiti rivestono un notevole and Cats”, pubblicata sul sito www.ESC- giuntive riguardanti le disponibilità in Ita-
interesse anche perché possono essere CAP.org. Lo scopo di queste linee guida, lia di farmaci contenenti i principi anti-
causa di lesioni dermatologiche nell’uomo.
Per Malassezia pachydermatis - la
dedicate alle micosi superficiali del cane micotici suggeriti.
specie di Malassezia più frequente- e del gatto, è quello di fornire una pano-
mente isolata nel gatto e, soprattutto, ramica sulle infezioni da dermatofiti e sul-
nel cane - anche se questo potenziale
zoonosico è di minor interesse, è l’otite/dermatite da Malassezia spp. e di Parte introduttiva
comunque accertata la possibilità di suggerire misure di controllo razionali per
una sua trasmissione all’uomo, con una corretta gestione di queste patologie In questa sezione delle linee guida, in cui
episodi segnalati di setticemie in neonati
sottoposti a nutrizione parenterale nei piccoli animali. Tali suggerimenti so- vengono riassunte le principali informa-
lipidica. Lo scopo delle linee guida no pensati anche nell’ottica di limitare le zioni riguardanti la biologia dei patogeni
ESCCAP dedicate alle micosi superfi-
ciali del cane e del gatto è quello di
possibilità di contagio per altri animali e fungini presi in considerazione, si sottoli-
fornire una panoramica sulle infezioni per l’uomo, soprattutto per ciò che con- nea come le dermatofitosi e l’otite/derma-
da dermatofiti e sull’otite/dermatite cerne patologie di riconosciuto potenzia- tite da Malassezia rappresentino le micosi
da Malassezia spp. e di suggerire misure
di controllo razionali per una corretta le zoonosico, quali le dermatofitosi. Co- superficiali di maggior interesse negli ani-
gestione di queste patologie nei piccoli me le linee guida dedicate ad altre malat- mali da compagnia. Si fa, però notare co-
animali. Tali suggerimenti sono forniti tie parassitarie, anche queste sono divise me, benché sia i dermatofiti che i lieviti di
anche per ridurre le possibilità di contagio
per altri animali e per l’uomo. In questo in capitoli riguardanti diversi aspetti del- Malassezia spp. alberghino nello strato cor-
articolo presenteremo queste linee la biologia e del controllo dei patogeni pre- neo della cute di cane e gatto, ci sono dif-
guida con alcuni commenti ed approfon-
dimenti.
si in considerazione. Il capitolo 1 è dedi- ferenze importanti nel’epidemiologia, pa-
cato a considerazioni sulla salute anima- togenesi e di conseguenza negli aspetti cli-
Parole chiave:ESCCAP, linee guida,
parassitologia, micosi, cane, gatto. le e fattori correlati al loro stile di vita; il nici delle rispettive infezioni.
capitolo 2 al controllo delle dermatofito-
■ SUMMARY si nel cane e nel gatto; il capitolo 3 alle mi- 1. Dermatofiti
Superficial mycoses in dogs and sure di controllo ambientale nella pre- I dermatofiti rivestono un importante ruo-
cats
venzione della trasmissione delle derma- lo come patogeni cutanei di cane e gatto e
Dermatophytosis and Malassezia otitis
and dermatitis are the superficial
tofitosi; il capitolo 4 al controllo dell’oti- come agenti zoonosici. Sono funghi fila-
mycoses of greatest significance in te/dermatite da Malassezia; il capitolo 5 mentosi capaci di utilizzare la cheratina,
dogs and cats. Dermatophytes are alle indicazioni per i proprietari per la pre- che è la principale molecola costituente l’e-
significant due their potential of causing
dermatological lesions in humans. Also venzione della trasmissione zoonosica di pidermide e gli annessi cutanei di animali
Malassezia pachydermatis – the species questi patogeni; il capitolo 6 all’istruzio- e uomo. Anche se una ventina di specie so-
of Malassezia most commonly found ne del personale addetto a strutture vete- no state fino ad ora segnalate in cane e gat-
in companion animals – although more
rarely, has been demonstrated to have rinarie, dei proprietari di animali e della to, sono molte meno quelle che più fre-
a zoonotic potential (bloodstream comunità in generale. Le linee guida con- quentemente vengono isolate (tabella 1). I
infections in neonates under lipid
parenteral nutrition). The ESCCAP
tengono anche 4 tabelle in cui vengono ri- dermatofiti possono essere classificati, in
guidelines aim to give an overview of assunte le principali caratteristiche dei base al loro habitat naturale, in zoofili, geo-
dermatophyes and Malassezia yeasts, funghi dermatofiti e delle specie di Ma- fili e antropofili. I dermatofiti zoofili vivo-
their significance and to suggest rational
control measures in order to treat pet lassezia che colpiscono cane e gatto (ta- no e si moltiplicano sulla cute animale e
cats and dogs and prevent animal and bella 1 e 2) e dei farmaci antimicotici uti- non sono in grado di moltiplicarsi nel-
human infection. The guidelines are lizzabili per via sistemica (tabella 3) o to- l’ambiente esterno, nel quale possono pe-
here presented and commented.
pica (tabella 4) nella clinica dei piccoli ani- rò perdurare nel tempo sotto forma di spo-
Keywords:ESCCAP, guidelines,
parasitology, mycosis, dog, cat. mali. Il presente articolo si propone di re di resistenza (artroconidi). Come già ac-
esporre queste linee guida completando- cennato, le dermatofitosi animali sostenu-
le con alcune integrazioni, commenti ed te da dermatofiti zoofili rappresentano un
approfondimenti, frutto dell’esperienza problema per la sanità pubblica in quanto

40 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


TABELLA 1. Caratteristiche dei principali funghi dermatofiti ritrovabili
su cane e gatto (tabella 1 delle Linee Guida ESCCAP, modificata)
Ospiti principali/note Fonte di contagio Potenziale zoonosico

Genere Microsporum
Microsporum canis zoofilo Gatto, Cane; frequente sull’uomo, Soprattutto il gatto Sì, elevato
che non rappresenta però l’ospite
d’elezione; ritrovato su numerose
altre specie di animali domestici
(es. coniglio) e selvatici (es. volpe)
Microsporum persicolor zoofilo Piccoli roditori (arvicole, talpe); cane Piccoli roditori Sì, ma raro
Microsporum gypseum geofilo Cane, cavallo Suolo Sì, ma molto raro
Genere Trichophyton
T. mentagrophytes sensu zoofilo Alcuni roditori, cammello (molto Sì, elevato
mentagrophytes complex

strictu raro in Europa)


Trichophyton erinacei zoofilo Riccio, Cane, Uomo Riccio Sì, elevato (ma
Trichophyton

soprattutto a partire
dal riccio)
Trichophyton spp. zoofilo Roditori (Cavia), cane Roditori Sì, elevato
(Arthroderma benhamiae)
Trichophyton Ceppi Cane, Gatto, Coniglio, uomo Coniglio (ceppi zoofili); Sì, elevato
interdigitale zoofili e (ceppi antropofili) uomo (ceppi antropofili)
antropofili
Trichophyton rubrum antropofilo Uomo, cane (molto raro) Uomo Possibile contagio
“inverso” uomo-cane
(ma raro)

tutte le specie zoofile sono trasmissibili al- lagomorfi quali lepri e conigli selvatici e
l’uomo. Microsporum canis è il dermatofi- domestici ma anche dai ricci comuni (T.
ta zoofilo più diffuso nel cane e nel gatto, erinacei); inoltre, negli ultimi anni, l’e-
specialmente in ambiente urbano. La fon- spansione domestica di nuovi animali da
te d’infezione di tale dermatofita è solita- compagnia pone come potenziali vettori
mente un gatto infetto. Il contagio avviene anche criceti, cavie, conigli da compagnia.
per contatto diretto o attraverso vettori oc- Il contagio, per il cane, il gatto così come
casionali di artroconidi come le suole del- per l’uomo, può avvenire sia per contatto
le scarpe, gli abiti, gli impianti di aria con- diretto che indiretto in luoghi contamina-
dizionata, in particolar modo in ambienti ti da residui cheratinici infetti dispersi nel-
come canili, gattili ed allevamenti. Un al- l’ambiente (quindi tane di roditori, legnaie,
tro dermatofita zoofilo che si può ritrova- cortili, gabbie ecc.). Tra i funghi zoofili è
re su cane e gatto è Trichophyton menta- annoverato anche Microsporum persicolor,
grophytes, per il quale è in corso una ri- dermatofita dei roditori selvatici riscon-
classificazione, peraltro ancora non uni- trato come causa di malattia nel cane; que-
versalmente riconosciuta. Già in passato, sto dermatofita ha la peculiare caratteri-
sulla base di considerazioni di ordine epi- stica di non infettare la cheratina pilare ma
demiologico (ospite di provenienza) e su solo quella dell’epidermide, probabilmen-
variazioni morfologiche colturali si rico- te in seguito alla differente composizione
noscevano diverse varietà (T. mentagrophytes delle due cheratine.
var. granulosum, T. mentagrophytes var. in- I dermatofiti geofili vivono e si riproduco-
terdigitale, T. mentagrophytes var. erinacei no nel suolo, dove si nutrono di detriti che-
ecc.) facenti parte di un “complex”. Tra- ratinici di origine animale dispersi nel-
mite recenti metodiche di identificazione l’ambiente, quali peli, capelli, scaglie di cor-
molecolari si è proposto di suddividere que- na e di zoccoli, penne e piume. Tutti gli og-
sto complex in quattro specie distinte, di getti contaminati da terreno (staccionate,
cui tre zoofile e una con ceppi sia antro- reti, legnaie ecc.) possono pertanto conte-
pofili che zoofili (tabella 1). Nelle infezio- nere detti funghi, potenzialmente presen-
ni sostenute da dermatofiti appartenenti al ti anche nel terriccio dei vasi. L’unica spe-
Trichophyton mentagrophytes complex, il cie di questo gruppo che possiede reale pa-
serbatoio infettante è rappresentato dai ro- togenicità per uomo e animali è Microspo-
ditori selvatici quali topi, dalle nutrie, dai rum gypseum, agente causale di dermato- !!

Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto ANIMALI DA COMPAGNIA 41


Linee guida ESCCAP
TABELLA 2. Caratteristiche delle specie di Malassezia isolate dalla cute degli animali
(tabella 2 delle Linee Guida ESCCAP, modificata)
Ospiti principali/note Patologia correlata Potenziale zoonosico

Malassezie non lipido-dipendenti*


Malassezia pachydermatis** Cane, Gatto, molti altri mammiferi, Otite e dermatite Sì (ad es. episodi di setticemia in
uccelli nel cane e nel gatto neonati sottoposti a nutrizione lipidica
parenterale in cui il lievito era stato
veicolato dal cane di un’infermiera
tramite le mani di quest’utlima)
Malassezie lipido-dipendenti*
M. sympodialis Gatto e altri mammiferi Otite Sconosciuto
M. globosa Gatto e altri mammiferi Otite Sconosciuto
M. sloofiae Gatto, maiale e altri mammiferi Otite, Dermatite Sconosciuto
M. nana Gatto e vacca Otite No
M. caprae Capra Dermatite No
M. equina Cavallo Dermatite No
M. cuniculi Coniglio Sconosciuta No

*M. pachydermatis cresce sui terreni di coltura senza aggiunta di lipidi (ad se. l’ agar Sabouraud Destrosio, terreno utilizzato di
routine per “primi isolamenti”), mentre le specie lipido-dipendenti richiedono l’utilizzo di terreni arricchiti, come ad esempio il
terreno di Dixon, che contiene, come fonte lipidica, glicerolo, acido oleico, Tween 40 e ossido di bile. Le 13 specie lipido-
dipendenti ad oggi riconosciute sono: M. furfur, M. sympodialis, M. globosa, M. obtusa, M. restricta, M. sloofiae, M. dermatis, M.
japonica, M. yamatoensis, M. nana, M. caprae, M. equina e M. cuniculi.
**Sono stati descritti ceppi di M. pachydermatis che hanno mostrato un “comportamento lipido-dipendente”.

fitosi poco contagiose. Sono invece nume- temente, per contatto indiretto attraverso
rose le altre specie appartenenti a questo indumenti, asciugamani, forbici da bar-
gruppo che possiedono un potenziale pa- biere, pettini, spazzole etc. È utile ricor-
togeno scarso o nullo (es. Trichophyton ajel- dare l’esistenza di queste specie antropofi-
loi, Trichophyton terrestre; Microsporum co- liche per sottolineare come non tutte le der-
okei ). Dal momento che secondo molti au- matofitosi umane siano causate da un con-
tori il termine “dermatofiti” dovrebbe es- tatto con un animale. Le infezioni da der-
sere riservato alle sole specie con ricono- matofiti antropofili possono raramente in-
sciuta attività patogena, i funghi appena teressare gli animali; in particolare esisto-
elencati sono spesso anche denominati “che- no alcune segnalazioni nel cane e nel gat-
ratinofili del suolo”. Tra questi ultimi pos- to di infezioni sostenute da Trichophyton
siamo annoverare anche i funghi del gene- rubrum (tabella 1).
re Chrysosporium, alcuni dei quali sono sta-
ti, seppur molto raramente, descritti in al- 2. Malassezia spp.
cuni casi di onicomicosi e micosi superfi- I lieviti del genere Malassezia sono orga-
ciali nell’uomo. nismi commensali che possono occasio-
Da quanto esposto fino ad ora, le attività nalmente comportarsi da patogeni cutanei
“all’aperto”, specialmente se a contatto con in molte specie animali. Il genere com-
il terreno (scavo, rotolamento ecc.) espon- prende a oggi 13 specie lipido-dipendenti,
gono gli animali (specialmente il cane) al cioè che richiedono per la loro crescita fon-
contagio non solo con ceppi geofili ma an- ti lipidiche – molte di queste specie sono
che con ceppi zoofili, tra cui le specie del state ritrovate anche su cane e gatto ma so-
T. mentagrophytes complex, M. persicolor e no più frequenti sulla cute dell’uomo, in cui
occasionalmente anche M .canis. Per que- rappresentano parte della normale flora di
sto motivo le razze di cani da caccia e i gat- superficie – e una sola specie non lipido-
ti che vivono all’aperto in aree rurali sono dipendente, Malassezia pachydermatis. Que-
quelli maggiormente esposti al contagio st’ultima è la specie di più comune riscon-
con funghi geofili o quelli zoofili che rico- tro nel gatto e, soprattutto, nel cane, in cui
noscono negli animali selvatici il loro ser- rappresenta una frequente causa di otite e
batoio. dermatite (tabella 2). Questi lieviti tendo-
I dermatofiti antropofili vivono e si ripro- no ad acquisire un ruolo patogeno in pre-
ducono sull’uomo e si trasmettono per lo senza di condizioni predisponenti di varia
più per contatto diretto e, meno frequen- natura, che portano ad un cambiamento

42 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


del microclima cutaneo favorevole alla lo- Secondo le linee guida ESCCAP, nella pia-
ro replicazione. Queste condizioni si veri- nificazione di un programma di controllo
ficano spesso in corso di patologie allergi- per dermatofitosi, il veterinario dovrebbe
che (atopia, reazioni avverse al cibo, aller- tenere in considerazione i seguenti elementi:
gia da pulci ecc.), metaboliche, endocrine, - cuccioli e animali anziani presentano un
parassitarie o in conseguenza dell’utilizzo maggior rischio di contrarre l’infezione;
di farmaci immunosoppressori. L’esatto - animali in gravidanza o in lattazione in-
meccanismo patogenetico con il quale que- fetti possono facilmente trasmettere la der-
sti lieviti si trasformano da commensali a matofitosi alla cucciolata. C’è un numero
patogeni non è ancora chiarito. Sembra che piuttosto limitato di farmaci che possono
in presenza di alterazioni del microclima essere utilizzati negli animali gravidi;
cutaneo e dei meccanismi di difesa da par- - ogni razza è suscettibile di contrarre l’in-
te dell’ospite si possa avere un aumento del fezione. Tuttavia, in una recente revisione
grado di adesività dei lieviti stessi ai cor- della letteratura citata nel testo “Skin dis-
neociti cutanei, cui consegue una sovra- eases of the dog and cat” di Lee Gross e col-
crescita del lievito sulla cute alla quale fan- leghi (2006), per alcune razze di cane (Dal-
no seguito eritema e prurito generati dalla mata, Barboncino, Jack Russel Terrier, Man-
produzione di enzimi come le proteasi, le chester Terrier e Yorkshire Terrier) si ipo-
fosfolipasi e di sostanze come gli zimoge- tizza una maggior predisposizione a svi-
ni, presenti nella parete cellulare, in grado luppare una dermatofitosi generalizzata.
di attivare il complemento e danneggiare i Tra i gatti, il Persiano è considerato predi-
cheratinociti. Bisogna poi ricordare come sposto per le dermatofitosi;
in alcuni cani affetti da dermatite atopica - una predisposizione genetica, su base fa-
sia stata riportata una reazione allergica al miliare, è stata ipotizzata nel gatto;
lievito stesso. Questo spiega perché in al- - qualunque patologia debilitante può ren-
cuni animali sia possibile osservare quadri dere cani e gatti maggiormente predispo-
clinici ascrivibili a sovracrescita del lievi- sti a sviluppare un’infezione da dermatofi-
to, pur con scarso numero di Malassezie ri- ti. Tale patologia andrebbe sistematica-
scontrabili con esami citologico o coltura- mente identificata e, se possibile, trattata
le. Il ruolo patogeno del lievito in questi prima di cominciare uno specifico tratta-
soggetti è confermato dalla buona risposta mento antifungino. Nei gatti, la presenza
alla terapia antimicotica. Nel gatto la so- di una correlazione dermatofitosi-malat-
vracrescita di Malassezia può aversi in cor- tie da retrovirus (FIV/FELV) è ancora con-
so di patologie allergiche, ma più spesso troversa, con valori di prevalenza di der-
viene riportata come legata a gravi malat- matofitosi 3 volte superiori in gatti FIV po-
tie sottostanti, di natura infettiva, meta- sitivi in alcuni studi e nessuna associazio-
bolica o neoplastica. ne apparente con FIV-FELV in altri;
- ectoparassiti (pulci, zecche o acari, ad
esempio appartenenti a Cheyletiella spp.) o
CAPITOLO 1. Considerazioni sulla il prurito derivante da infezioni seconda-
rie possono dare origine a micro-traumi cu-
salute animale e fattori tanei che possono a loro volta facilitare l’a-
correlati al loro stile di vita desione e la penetrazione degli elementi
fungini dei dermatofiti;
Le prevalenze di dermatofitosi e della der- - temperatura e umidità elevate sono con-
matite/otite da Malassezia sono influenza- siderante fattori predisponenti per le der-
te da numerosi fattori legati all’ospite ma matofitosi;
anche a fattori di tipo ambientale. Tra que- - gatti viventi in gattili o rifugi, randagi o
sti ultimi, per le dermatofitosi, di grande conviventi con altri gatti sono considerati
importanza risulta il sovraffollamento di più a rischio di contrarre l’infezione da der-
animali, con cui si creano le condizioni matofiti. Lo stesso vale per cani di canili,
ideali che permettono ai dermatofiti di dif- che vivono all’aperto, cani randagi o cani
fondersi con facilità e rapidità. Questo spie- da caccia. Vogliamo aggiungere che in real-
ga la maggior presenza e diffusione di que- tà, parlando di rischio, si dovrebbero dif-
sti funghi in comunità animali, rappre- ferenziare le specie di dermatofiti. Ad esem-
sentate da gattili, canili, allevamenti e ne- pio, come già accennato, le attività all’a-
gozi di animali. In base ai fattori condi- perto espongono il cane a contagio per esem-
zionanti/predisponenti che vengono ri- pio da M. gypseum, M. persicolor o specie
scontrati si può decidere di applicare mi- del T. mentagrophytes complex, mentre il
sure terapeutiche e di monitoraggio più o contatto con gatti è un fattore di rischio per
meno aggressive. contrarre l’infezione da M. canis; !!

Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto ANIMALI DA COMPAGNIA 43


Linee guida ESCCAP
- gatti e cani che partecipano regolarmen- - ectoparassitosi (come ad esempio otoa-
te a mostre o concorsi corrono un maggior cariasi e infestazioni da pulci) possono pre-
rischio di contrarre una dermatofitosi; disporre a una sovracrescita di Malassezia,
- bagni e toelettature troppo frequenti, uni- con otite/dermatite;
tamente all’uso di prodotti non adatti (per - qualunque patologia debilitante può ren-
esempio perché irritanti la cute) possono dere cani e gatti maggiormente predi-
predisporre all’insorgenza di una derma- sposti a sviluppare una dermatite da Ma-
tofitosi; lassezia. Sembra opportuno aggiungere
- le specie di dermatofiti più comuni (ta- che in realtà la dermatite (e l’otite) da Ma-
bella 1) sono presenti in tutti gli stati eu- lassezia sono quasi sempre secondarie a
ropei. Le dermatofitosi sono probabilmente una patologia o condizione predisponente.
molto diffuse anche negli stati in via di svi- A maggior ragione, quindi, anche se nel-
luppo e comunque in tutte le aree dove esi- le linee guida non è specificato, ci sem-
stono vaste popolazioni di gatti e cani ran- bra importante riportare per Malassezia
dagi o semi-randagi. lo stesso concetto espresso per i derma-
Secondo le linee guida ESCCAP, nella pia- tofiti, e cioè che andrebbe sistematica-
nificazione di un programma di controllo mente identificata la patologia/condizione
per l’otite/dermatite da Malassezia, il ve- sottostante la sovracrescita del lievito e,
terinario dovrebbe tenere in considerazio- se possibile, trattata mentre si attua il
ne i seguenti elementi: trattamento antifungino. Nei gatti, la so-
- ogni razza è suscettibile di sviluppare un’o- vracrescita di Malassezia è stata asso-
tite/dermatite da Malassezia. Tuttavia, da ciata a malattie retrovirali, sindromi para-
numerose pubblicazioni risulta come al- neoplastiche, timoma e diabete mellito.
cune razze siano predisposte a un’abnor- In tal senso una sovracrescita di Malas-
me proliferazione di questi lieviti. Per ciò sezia in un gatto potrebbe rappresentare
che concerne il cane, si può ricordare il Bas- il primo segnale di una grave patologia
sethound, il Dachsund, il Cocker Spaniel, organica.
lo Shar Pei, il Barboncino, il Bulldog e il
West Highland White Terrier. Nel gatto, il
Devon Rex e lo Sphinx sembrano più fre- CAPITOLO 2. Controllo
quentemente colonizzati da un elevato nu-
mero di Malassezie.
delle dermatofitosi nel cane
- l’atopia è la patologia più frequentemente e nel gatto
diagnosticata come causa sottostante una
dermatite da Malassezia nel cane. È impor- 2.1 Diagnosi
tante però sottolineare come non tutti i ca- Nell’intento di far comprendere appieno i
ni atopici sviluppino una dermatite da Ma- protocolli di gestione delle dermatofitosi,
lassezia, la quale può peraltro comparire se- il documento dell’ESCCAP riassume alcu-
condariamente a disordini di altra natura; ni aspetti della patogenesi e della diagnosi
di queste infezioni micotiche. Viene ricor-
dato come i dermatofiti tendano ad inva-
dere fusti piliferi e strato corneo dell’epi-
dermide, il che si traduce nella comparsa
di aree alopeciche, che sono classicamen-
te localizzate soprattutto su testa, orecchie
e zampe (foto 1). La patologia è di solito
poco pruriginosa, anche se alcuni animali
(specialmente gatti adulti) possono talvol-
ta presentare prurito da moderato a inten-
so (foto 2).
Manifestazioni cliniche meno comuni so-
no comunque molto frequenti e includono
follicolite, dermatite miliare felina, acne
felina, forme esfoliative e forme dermi-
che/sottocutanee come lo pseudomiceto-
ma dermatofitico. Sono possibili, special-
mente nel gatto, forme con scarsa eviden-
za di lesioni. In ogni caso, le dermatofito-
si devono essere poste in diagnosi diffe-
FOTO 1. Lesioni alopeciche in corso di dermatofitosi in un gatto. renziale con numerose malattie dermato-
logiche, ed è quindi fondamentale esegui-

44 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


re sempre test diagnostici collaterali per
escluderle.
L’esame con la lampada di Wood è un test
di screening molto utile per la diagnosi di
dermatofitosi di cane e gatto. Quando ven-
gono irradiati con questa luce, i peli inva-
si da molti ceppi di M. canis presentano una
caratteristica fluorescenza color giallo-ver-
de o verde-mela, determinata dalla produ-
zione di metaboliti del triptofano che ven-
gono prodotti da alcune specie di derma-
tofiti, tra cui, appunto, M. canis. I peli in-
fettati da altre specie, quali quelle del T.
mentagrophytes complex e M. gypseum non
presentano mai fluorescenza. Nelle linee
guida si precisa anche che “i peli invasi da
M. persicolor non presentano fluorescen-
za”. Tale affermazione risulta corretta se
si intende che le lesioni causate da questa
specie non sono mai fluorescenti, ma bi- FOTO 2. Ipotricosi ed eritema sul fianco di un gatto con dermatofitosi. L’animale
sogna ricordare che questo dermatofita non aveva prurito molto intenso.
invade il fusto pilifero, ma solo la cherati-
na dello strato corneo. La fluorescenza può
anche essere soppressa da alcuni farmaci nella maggior parte dei casi gli elementi
utilizzati topicamente. Vorremmo anche fungini (artroconidi e/o ife) possono esse-
aggiungere che nel testo si parla di “molti” re visualizzati ponendo direttamente il ma-
ceppi di M. canis fluorescenti, ma che, an- teriale in un velo d’olio di paraffina (foto
che se in letteratura non esistono dati pre- 3), ed effettivamente quest’ultima proce-
cisi in merito, in più fonti si afferma più dura è quella più seguita a livello ambula-
spesso che solamente circa metà dei casi toriale. I peli infetti possono essere “so-
presentano fluorescenza. Ecco perché, in spettati” già a basso ingrandimento (10X)
ultima analisi, un esame “Wood negativo” perché appaiono rigonfi, con struttura al-
non può escludere una dermatofitosi e, co- terata (non si riconoscono più corticale e
me correttamente indicato nelle linee gui- midollare) e superficie irregolare. A mag-
da, l’ipotesi diagnostica andrebbe sempre gior ingrandimento (40X) è poi possibile
confermata da un esame microscopico del osservare spore rotondeggianti (artroco-
pelo. Tale esame viene indicato come il “gold nidi), di 2-4 µm e “a grappolo” nel caso di
standard” diagnostico di riferimento, ma M. canis, più grandi e generalmente in ca-
si sottolinea anche che il riconoscimento tena per M. gypseum e le specie del T. men-
dei peli infetti non è sempre facile e richiede
esperienza da parte dell’operatore. Questa
affermazione ci trova concordi, e anzi ci
porta a ritenere come l’esame colturale, più
che l’esame diretto, proprio per le difficol-
tà interpretative di quest’ultimo, debba es-
sere considerato come gold standard. Per
ciò che concerne la raccolta di materiale
da sottoporre ad esame diretto, nel docu-
mento ESCCAP si suggerisce di raccoglie-
re i peli con raschiato superficiale o du-
rante l’esame con la lampada di Wood (vie-
ne specificato più avanti nelle linee guida
che in questo caso il suggerimento è di pre-
levare per pinzettamento i peli eventual-
mente Wood positivi). Sempre nel docu-
mento si consiglia di effettuare l’esame do-
po digestione con idrossido di potassio o
clorolattofenolo. In realtà vorremmo ag-
giungere che, anche se la digestione au-
menta la visibilità del preparato ed è fon- FOTO 3. Artroconidi in un fusto pilifero. Preparazione in olio di paraffina (40X).
damentale per campioni molto crostosi, !!

Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto ANIMALI DA COMPAGNIA 45


Linee guida ESCCAP
tagrophytes complex. Per ciò che concerne altre parole è impensabile pensare di con-
l’esame colturale, si sottolinea nelle linee tare le colonie in piastre in cui sono stati
guida come sia ancora da considerarsi co- seminati invece frammenti di pelo, in quan-
me il mezzo più affidabile per confermare to il numero finale dipenderà da quanti pe-
o escludere la dermatofitosi nel cane e nel li infetti sono stati posti sul terreno). An-
gatto. Il materiale da mettere in coltura è che se ci pare in ogni caso di poter dire che
lo stesso prelevato per l’esame diretto, an- tale distinzione abbia poco riscontro cli-
che se si può utilizzare un altro tipo di cam- nico, dato che una coltura positiva (anche
pionamento, con la tecnica cosiddetta del- solo per poche colonie) dovrebbe sempre
l’hair brush, utilizzando uno spazzolino da portare a istituire una terapia antimicoti-
denti o un rettangolino di tappeto/moquette. ca, sembra che questa informazione for-
Sono molti i terreni colturali utilizzabili nisca elementi utili per decidere quanto
per l’isolamento dei dermatofiti. Nel do- “stringente” debba essere il protocollo te-
cumento ESCCAP si consiglia al veterina- rapeutico nell’approccio gestionale di der-
rio pratico di inviare i campioni a un la- matofitosi in gatti di colonie (vedere capi-
boratorio specializzato in tecniche mico- tolo 2.3). Invitiamo comunque ad usare cau-
logiche, evitando l’uso del cosiddetto DTM tela in queste interpretazioni visto che il
(Dermatophyte Test Medium). Questo ter- numero di colonie non è sempre correla-
reno è stato inventato da Taplin nel 1969 e bile allo status di portatore meccanico piut-
su di esso i dermatofiti patogeni dovreb- tosto che di “vero” infetto.
bero crescere con un viraggio di colore uti-
le per la loro identificazione. In realtà la 2.2 Trattamenti
diagnosi basata sul solo viraggio è alta- Le dermatofitosi di cane e gatto sono con-
mente imprecisa, dato che il cambiamen- siderate patologie autolimitanti, dato che
to di colore può essere incostante ma so- gli animali in buono stato di salute posso-
prattutto può insorgere anche in presenza no presentare guarigione spontanea. Cio-
di funghi non patogeni che spesso conta- nonostante, un trattamento deve sempre
minano il pelo di cane e gatto. Condividia- essere istituito per ridurre la durata del-
mo la preoccupazione che emerge nelle li- l’infezione e limitare in tal modo le possi-
nee guida a proposito dell’utilizzo di que- bilità di contagio per altri animali e per
sti terreni, ma ci sembra poco realistico l’uomo. Il materiale infettante è rappre-
suggerirne l’abbandono visto che risulta sentato da frammenti di pelo coperti/inva-
molto in auge nell’utilizzo ambulatoriale si da artroconidi, facilmente disseminabi-
dato che ne esistono diverse tipologie com- li nell’ambiente dove possono, in condi-
mercialmente disponibili come “kit” dia- zioni ottimali di umidità e temperatura, ri-
gnostici (in piastra, in barattolo, in micro- manere vitali per un periodo stimato fino
piastra, in piastra doppia). Ci sembra in- a 18 mesi. Gli animali infetti, con o senza
vece più utile suggerirne un uso più cauto segni clinici evidenti, e l’ambiente conta-
basato non solo sul viraggio ma soprattut- minato rappresentano perduranti fonti di
to sull’analisi macro/microscopica delle co- contagio per altri animali e per l’uomo.
lonie cresciute basandosi su chiavi morfo- Nelle linee guida viene consigliato un ap-
logiche che si ritrovano in molti testi e ma- proccio ampiamente accettato dalla co-
nuali, e sulla richiesta di aiuto a laborato- munità scientifica, basato su una combi-
ri specialistici di fronte a casi dubbi o com- nazione di terapia topica e sistemica e, quan-
plessi. do possibile, rasatura parziale o addirittu-
Sempre nelle linee guida si cita la possibi- ra totale del pelo. I farmaci antifungini ad
lità di utilizzare il conteggio delle colonie utilizzo sistemico vengono utilizzati per ve-
(di dermatofiti) ottenute per distinguere gli locizzare la guarigione dall’infezione, men-
animali infetti dai cosiddetti portatori mec- tre quelli ad uso topico sono necessari per
canici, che sono cioè positivi per una con- ridurre il rischio della trasmissione e del-
taminazione a partire dall’ambiente infet- la contaminazione ambientale. L’applica-
to. Nel primo caso, il numero di colonie è, zione locale di prodotti antifungini rap-
generalmente, elevato, mentre è di solito presenta un ottimo ausilio terapeutico per-
basso nella seconda tipologia di animali. ché, dato il diretto contatto del farmaco con
Anche se nelle linee guida questo non vie- ife e spore, consente un primo contenimento
ne specificato, queste considerazioni sono del potere infettante dell’animale (è op-
applicabili alle dermatofitosi del gatto so- portuno sottolineare come, nonostante que-
stenute da M. canis, e inoltre a partire da sto e la terapia sistemica, l’animale conti-
campioni effettuati con spazzolino o con nui ad essere infettante per altri animali e
rettangolo di moquette, che possono dare per l’uomo per svariati giorni). Tuttavia, è
un’idea semiquantitativa dell’infezione (in opportuno ricordare come buona parte del-

46 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


TABELLA 3. Farmaci antimicotici (uso sistemico) per il trattamento di micosi superficiali nel cane e nel gatto
(tabella 3 delle Linee Guida ESCCAP, modificata)
Categoria Principio attivo* Meccanismo/spettro d’azione Posologia Note sull’utilizzo Effetti collaterali (EC)

Derivati Itraconazolo 5 mg/kg per os - per l’elevata lipofilia si - Meno tossico, ai dosaggi
azolici (ITZ) q. 24 h concentra in cute/unghie, raccomandati, del KTZ,
(triazolici) la qual cosa ne permette un quindi EC rari
uso anche con regimi non - da non somministrare in
continuativi (ad es. a gravidanza, anche se effetti
Inibizione dell’enzima fungino settimane alterne) teratogeni descritti solo in
lanosterolo 14-α demetilasi, - unico antimicotico ad uso roditori e a dosaggi molto
con conseguente diminuita sistemico registrato in Italia alti
produzione dell’ergosterolo per i piccoli animali (per
di membrana (effetto dermatofitosi nel gatto)
Derivati Ketoconazolo fungistatico). Attivi sui lieviti 5 mg/kg per os - in qualche stato Europeo - teratogeno, non va
azolici (KTZ) (Malassezia, Candida, q.12 h commercializzato per il cane somministrato in gravidanza
(imidazolici) Cryptococco ecc.) e funghi - assorbimento migliora se - si osservano talvolta
filamentosi (Aspergillus, somministrato col pasto anoressia, vomito e diarrea
Dermatofiti ecc.) - effetti epatotossici, può
dare innalzamento di ALT
sierica
- interferisce con il
metabolismo di altri farmaci
e degli ormoni steroidei
Polienici Griseofulvina Agisce sul fuso mitotico - 25 mg/kg - in molti stati non più - altamente teratogena, non
(GSF) arrestando il processo di per os q. 12 h utilizzata e non registrata utilizzare in animali gravidi
replicazione fungina (effetto (formulazione per l’uso in cane e gatto - talvolta osservati disordini
fungi statico). Attiva solo sui micronizzata) - dovrebbe essere gastroenterici
dermatofiti - 5 mg/kg somministrata con un pasto - riportata
per os q. 12 h grasso, che ne migliora mielosoppressione con
(formulazione l’assorbimento anemia aplastica in gatti
ultramicronizzata) FIV +
Allilamine Terbinafina Inibizione sintesi ergosterolo 20-40 mg/kg - elevata lipofilia e - non è stata riportata come
(TER) con accumulo di squalene per os q. 24 h conseguente buona teratogena in roditori e
(effetto fungicida). Azione non distribuzione a cute, tessuto coniglio. Non è
mediata da CIt p-450. Attiva adiposo e unghie. controindicata nelle donne
su funghi dermatofiti, alcuni - molto usata nelle gravide
altri funghi filamentosi, alcuni dermatofitosi e onicomicosi - nei gatti possibile vomito
lieviti umane

* Lufenuron è un inibitore della sintesi di chitina comunemente utilizzato per la prevenzione delle infestazioni da pulci nel cane e nel
gatto. Dal momento che la chitina è un componente della parete fungina, si è recentemente investigata la possibilità che tale molecola
possa avere attività antimicotica. Il primo studio a lanciare questa idea era stato condotto in Israele ed era retrospettivo. In tale studio
sembrava emergere una correlazione tra guarigione da dermatofitosi (e altre malattie fungine) e il trattamento con lufenuron. I risultati
di studi successivi sono però stati contraddittori tanto da far dubitare sull’efficacia antifungina di tale principio attivo e, ad oggi, non
deve esserne raccomandato l’uso per il trattamento delle micosi superficiali di cane e gatto. Il lufenuron non è registrato in alcun
prodotto per la prevenzione o terapia delle dermatofitosi.

lo sviluppo fungino avvenga a livello in- so di azione e dalla cinetica del farmaco ad
trafollicolare, laddove, cioè, molto diffi- uso sistemico, che si accumula progressi-
cilmente qualunque farmaco può raggiun- vamente nello strato corneo e nei follicoli
gere concentrazioni veramente efficaci. Ciò piliferi sterilizzando via via le parti di pe-
è tanto più vero quanto più l’animale pre- lo di nuova formazione, mentre i manicot-
senta pelo lungo e fitto. L’approccio topi- ti peri pilari di spore/ife al di fuori del fol-
co è quindi generalmente consigliato in- licolo non vengono raggiunti.
sieme alla rasatura del pelo e, soprattutto, Le misure terapeutiche raccomandate si
all’utilizzo di un farmaco ad uso sistemi- basano su una serie di studi in vitro e in vi-
co. Per ciò che concerne la terapia siste- vo, ed includono una combinazione di te-
mica, qualunque farmaco venga utilizzato rapia sistemica e topica. I trattamenti si-
(tabella 3), non ci si può aspettare una du- stemici attualmente possibili si basano sul-
rata del trattamento terapia inferiore a 3 l’utilizzo di principi attivi a diverso mec-
settimane – 1 mese (e in molte occasioni la canismo di azione, griseofulvina, ketoco-
durata può essere molto superiore). Que- nazolo e, di più recente introduzione, itra-
sto dipende in primis dal meccanismo stes- conazolo e terbinafina (tabella 3). La gri- !!

Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto ANIMALI DA COMPAGNIA 47


Linee guida ESCCAP
seofulvina è stato il farmaco di più comu- Trattamento di durata adeguata. Le li-
ne utilizzo per il trattamento sistemico del- nee guida raccomandano di campionare gli
le dermatofitosi negli animali da compa- animali una volta al mese durante la tera-
gnia, ma non è più (o non è mai stata) re- pia e di sospendere i trattamenti una volta
gistrata per uso negli animali in molti sta- ottenute due colture negative, suggerendo
ti Europei, Italia compresa. La formula- anche che potrebbe essere preferibile so-
zione micronizzata di griseofulvina do- spendere dopo 3 colture negative se sono
vrebbe essere somministrata per via orale, coinvolti più gatti. Se il follow up micolo-
a 25 mg/kg due volte al giorno con un pa- gico non fosse possibile, il trattamento do-
sto grasso, che ne promuove l’assorbimen- vrebbe essere continuato per almeno 10 set-
to. Sono abbastanza comuni, soprattutto timane. Se le lesioni persistono oltre le 8
nel gatto, effetti collaterali gastroenterici settimane (oppure, aggiungiamo, se l’ani-
ed ematopoietici. Inoltre, questo principio male è ancora positivo alla coltura anche
è teratogeno e non dovrebbe quindi essere se le lesioni sono guarite), il veterinario do-
somministrato ad animali gravidi. La prin- vrebbe sospettare che: i) il proprietario non
cipale alternativa è rappresentata dai de- sta somministrando correttamente il trat-
rivati azolici, quali ketoconazolo e itraco- tamento; ii) una patologia sottostante sta
nazolo. Quest’ultimo è, tra i due, il meglio interferendo con la normale funzionalità
tollerato, visto che il ketoconazolo può da- del sistema immunitario o l’animale ha una
re anoressia, vomito, epatotossicità e può predisposizione su base genetica (per espe-
interferire con il metabolismo degli ormo- rienza personale, gli autori segnalano di es-
ni steroidei. Il ketoconazolo non è registrato sersi frequentemente ritrovati in questa si-
per l’utilizzo nel cane e nel gatto, ed è an- tuazione durante il trattamento di gatti Per-
che stata ritirata dal commercio la formu- siani). La “resistenza” farmacologica è spes-
lazione orale ad uso umano. L’itraconazo- so chiamata in causa per spiegare gli in-
lo è disponibile in una preparazione (sci- successi, ma tale evenienza è stata dimo-
roppo) registrata per il gatto con dermato- strata in pochissimi episodi, e questa ipo-
fitosi, con la possibilità di un regime in “pul- tesi dovrebbe quindi essere considerata la
se therapy”, a settimane alterne. Detta pos- meno probabile.
sibilità è basata sulle caratteristiche cine- Come considerazione personale, gli autori
tiche dell’itraconazolo, che viene incorpo- aggiungono che eventuali segnalazioni di
rato, accumulandosi, nello strato corneo e “resistenza” sulla scorta di risultati in vi-
nel pelo permettendo di mantenere livelli tro (per esempio, il ritrovamento di mini-
cutanei efficaci anche nei periodi di so- me concentrazioni inibenti – MIC – più ele-
spensione. Per il trattamento topico sono vate) hanno scarso significato clinico se ri-
disponibili diversi prodotti (tabella 4). Nel- guardanti principi contenuti in prodotti ad
le linee guida si precisa di basare la deci- uso topico. Infatti, detti principi, proprio
sione sull’utilizzo della terapia topica sul- per la somministrazione locale, possono
l’abilità e la reale volontà del proprietario raggiungere nei tessuti concentrazioni mol-
di effettuare lavaggi o spugnature sull’in- te volte superiori anche alle MIC più ele-
tero corpo dell’animale, dato che il tratta- vate riscontrate in vitro (e, al contrario, an-
mento a spot delle lesioni non è racco- che principi attivi molto efficaci in vitro,
mandato. Questa indicazione nasce dall’e- possono non arrivare a concentrarsi, spe-
videnza che spesso, soprattutto nel gatto, cialmente per un tempo sufficiente, a li-
è possibile che vi siano lesioni poco mani- vello intrafollicolare o anche solo negli “stra-
feste o comunque aree del corpo infette an- ti” più profondi del pelo).
che a distanza dalle lesioni visibili. Vo- Altre cause dovrebbero quindi essere con-
gliamo aggiungere come l’idea del tratta- siderate più plausibili, tra cui, oltre a quel-
mento a spot sia invece spesso utilizzata le appena citate riguardanti l’organismo
con successo nell’uomo, in cui le infezioni ospite, anche la mancanza di un’adeguata
a dermatofiti che coinvolgono le zone gla- disinfezione ambientale.
bre vengono spesso trattate (e, frequente- La rasatura del pelo. Anche se non esi-
mente, risolte) con terapie locali di 2-4 set- stono studi controllati che provino che la
timane (con pomate, unguenti ecc.) appli- rasatura del pelo abbrevi la durata dell’in-
cate direttamente sulle aree lesionate. Un fezione, questa procedura è generalmente
importante risvolto di questo approccio è raccomandata, specialmente negli anima-
che si limita la possibilità di effetti colla- li a pelo lungo, in animali con infezione gra-
terali sistemici. I lavaggi/spugnature con ve e negli episodi con coinvolgimento di più
prodotti antimicotici nel cane e nel gatto animali. La rasatura facilita l’applicazione
dovrebbero essere effettuati almeno 2 vol- di terapie topiche permettendo un miglior
te a settimana. contatto dei principi attivi con gli elemen-

48 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


TABELLA 4 a. Farmaci antimicotici (uso topico) per il trattamento di micosi superficiali nel cane
e nel gatto (tabella 4 delle Linee Guida ESCCAP, modificata)

Formulazione Categoria Principio attivob Utilizzoc Note sull’utilizzo Effetti collaterali (EC)/ Specied
Avvertenzeg

Imidazolico + Clorexidina 2% + - come tale (2%) Shampoo e lavaggi possono


disinfettante Miconazolo 2% - lavaggi bisettimanali contribuire alla dispersione Non documentati G, Cf
di spore per la rottura dei peli
Shampoo
- come tale Vomito e/o scialorrea dopo
Imidazolico Econazolo 1% - 1-2 lavaggi a settimana assunzione orale (sopr. nel G, C
gatto). Irritazione cutanea
- si deve trattare tutto l’animale,
lasciando asciugare il prodotto - ben tollerato sia da cani
sulla pelle (si può utilizzare phon) che da gatti (ma prodotto
- è meglio applicare con registrato solo per cane).
Enilconazolo 10% - 1:50 in acqua tiepida delicatezza, con spugnature, - aneddotiche segnalazioni C
- Lavaggi bisettimanali evitando di sfregare di tossicità nel gatto dopo
- Disponibile anche in soluzione leccamento del pelo
o in candele fumiganti per trattato
disinfezione ambientale
Imidazolico
- 1:50 in acqua tiepida
- si deve trattare tutto l’animale,
- 4 applicazioni, 1 ogni
lasciando asciugare il prodotto Occasionale lieve eritema
Soluzioni Miconazolo 10% 4 giorni, se necessario G, C
sulla pelle o desquamazione
dermatologiche proseguire 1 volta a
- possibile uso auricolare
settimana fino a max 60 gg
- comunemente utilizzato - ha cattivo odore e può
negli USA ma non colorare il pelo
disponibile in Europa - sono state talvolta
- si deve trattare tutto il osservate ulcere orali nel
Lime sulphur 1:32 o 1:16 con lavaggi corpo e lasciar asciugare gatto. Ai gatti dovrebbe Non
bisettimanali il prodotto sulla pelle quindi essere applicato registrato
- è meglio applicare con un collare Elisabetta per
delicatezza, con spugnature, evitare il leccamento
evitando di sfregare del pelo trattato
- come tale - Contiene anche un
- applicazioni auricolari antibiotico (polimixina) Non usare se timpano G, C
Imidazolico Miconazolo 2%
bi-giornaliere. Anche e un cortisonico perforato
Soluzioni uso utilizzo su lesioni cutanee (prednisolone)
esterno - in realtà il Thiab. è un
(dermatologico/ - Come tale antiparassitario, ma ha anche Irritazione, eritema per
otologico)e Benzimi- Thiabendazolo - applicazioni auricolari. una certa attività su Malassezia terapie prolungate o per
dazolico 4% Anche utilizzo su lesioni - contiene anche un sensibilità a neomicina. G, C
cutanee antibiotico (neomicina) e un Dolorabilità transitoria
cortisonico (desametasone)
Non usare se timpano
- come tale - Contiene anche antibiotici
perforato. Per il prodotto
- applicazioni auricolari (colistina e rifaximina), un
Imidazolico Miconazolo1,7% all’1,7% usare guanti G, C
bi-giornaliere. Anche cortisonico (triamcinolone)
per rischio assorbimento
utilizzo su lesioni cutanee e un antiparassitario (Carbaryl)
transcutaneo Carbaryl
- contengono anche antibiotici
Gocce (gentamicina - il prodotto allo 0,8%; Non somministrare a cagne G, C (solo
- come tale
otologiche Clotrimazolo 1%; marbofloxacina - il prodotto all’1%) gravide o in allattamento, C il
Imidazolico - applicazioni auricolari
0,8% e cortisonico (betametasone - il non usare se timpano prodotto
giornaliere
prodotto allo 0,8%; desametasone perforato all’1%)
- il prodotto all’1%)
Posaconazolo - come tale - contiene anche
Non usare se timpano
Triazolico 0,09% - applicazioni auricolari antibiotico (orbifloxacina) G, C
perforato
giornaliere e cortisonico (mometasone)
- alcuni
- molti registrati per uso umano - spesso prodotti poco
Varie (pomate, Diversi principi attivi (derivati prodotti con
- efficacia non provata nel cane adatti ad utilizzo su pelo
creme, azolici, terbinafina, disinfettanti – clorexidina
e nel gatto con dermatofitosi o - facilmente ingeribili/
shampoo, ecc.) es. clorexidina ecc.) registrati
sovracrescita di Malassezia rimovibili per leccamento
per C e G
a= sono state aggiunte alcune formulazioni disponibili sul mercato italiano; b= viene riportata la [ ] del/i principi attivi nel prodotto commerciale; c= viene riportata la
concentrazione d’uso raccomandata e la frequenza; d= le specie per cui è registrato in Italia; e = otologici registrati anche per utilizzo su lesioni cutanee; f = di prossima
commercializzazione in Italia; g = per quasi tutti i prodotti si invita a non utilizzare in animali con ipersensibilità nota ai componenti.
Captano, povidone-iodine e clorexidina (da sola e in concentrazioni inferiori al 3%) si sono rivelati inefficaci nei confronti dei dermatofiti, sia studi in vitro che in vivo.
Soluzioni di ipoclorito di Na sono state utilizzate per trattare gatti con dermatofitosi, sono però irritanti per la pelle e sbiancano il mantello. L’utilizzo di questo prodotto non è
quindi raccomandabile.
Solo alcuni prodotti per il trattamento dell’otite esterna sono anche approvati per l’utilizzo topico su lesioni cutanee (e). I prodotti otologici contengono generalmente un principio
attivo antifungino, un antibiotico e un corticosteroide. La loro formulazione (ad esempio il loro veicolo) non li rende teoricamente adatti per il trattamento di ampie lesioni cutanee
o di aree dove c’è pelo molto fitto, tuttavia potrebbero essere adatti per trattare piccole lesioni dovute a Malassezia.
!!

Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto ANIMALI DA COMPAGNIA 49


Linee guida ESCCAP
ti fungini. In alcune situazioni, ad esempio e origina spesso una situazione di elevato
se sono coinvolti solo uno o due animali, si rischio per le persone che, a vario titolo,
può pensare di rasare solamente le aree con si trovino a frequentare gli ambienti con-
evidenza di lesioni dermatologiche, con un taminati ed entrino in contatto con gli ani-
ampio margine di pelo sano intorno. La ra- mali. In tali situazioni, il costo dei tratta-
satura deve essere effettuata con delica- menti e il rifiuto da parte degli allevato-
tezza dato che diversi autori segnalano la ri/gestori di ammettere la presenza del-
possibilità che tale procedura possa con- l’infezione nella colonia sono i due moti-
tribuire al peggioramento dell’infezione per vi alla base dello scarsa compliance nel
i traumatismi che può causare alla cute. trattamento. A tal proposito le linee gui-
Deve anche essere eseguita in locali facil- da ricordano che i programmi di control-
mente lavabili, visto che può essere origi- lo delle dermatofitosi in grandi comunità
ne di una notevole contaminazione fungi- animali sono basati sul concetto di un “pro-
na ambientale (vedere cap. 3). Il pelo rac- gramma di trattamento globale”, in cui si
colto dovrebbe essere bruciato o posto in dovrebbe associare l’utilizzo di adeguate
sacchetti per la raccolta di rifiuti perico- procedure diagnostiche, trattamenti to-
losi e autoclavato. Si dovrebbero utilizza- pici e sistemici, rigorose misure di de-
re dei dispositivi di protezione (camici mo- contaminazione ambientale, interruzione
nouso, guanti, calzari ecc.) per limitare la dei programmi di accoppiamento e movi-
possibilità di trasmissione all’operatore. mentazione animale (ad esempio, so-
Molta attenzione deve essere anche posta spensione di adozioni o di partecipazioni
alla disinfezione di forbici, rasoi e relative a fiere o mostre) e isolamento con qua-
lame. rantena degli animali di nuova introdu-
Separazione completa e permanente de- zione. Vogliamo sottolineare come tali pro-
gli animali infetti dai non infetti. tocolli molto “stringenti” siano, nella real-
Misure igieniche di decontaminazione tà pratica di molte strutture, soprattutto
ambientale (vedere cap. 3). gattili/rifugi, non applicabili per motivi
Tutte le specie di dermatofiti hanno un pro- logistici (impossibilità a sospendere le ado-
filo di sensibilità agli antifungini simile. Di zioni e le nuove introduzioni, mancanza
conseguenza, l’identificazione della specie di spazi di isolamento ecc.) ed economici.
di dermatofita coinvolta non è essenziale
per la decisione del principio attivo da uti- 2.3 Prevenzione
lizzare. Risulta però fondamentale per una Benché, come precedentemente accenna-
miglior comprensione dell’epidemiologia to, esistano animali più a rischio di con-
dell’episodio che si sta gestendo e per la trarre l’infezione dermatofitica (cuccioli,
prevenzione di una nuova infezione. animali anziani, animali con patologie im-
In gattili, allevamenti, rifugi, l’infezione munosoppressive ecc.), questa non è li-
da dermatofiti è difficilmente eradicabile mitata a dette categorie, e così il rischio
esiste anche in cani e gatti in buone con-
dizioni di salute, e per tutta la durata del-
la loro vita. È quindi necessario attuare
delle misure di prevenzione per minimiz-
zare il rischio di infezione. Dato che que-
sta viene acquisita tramite contatto con
animali infetti o la frequentazione di un
ambiente contaminato da artroconidi di
dermatofiti, il miglior modo di prevenire
la dermatofitosi è evidentemente evitare
che questo contatto/frequentazione si ve-
rifichino. Questa appare come una profi-
lassi di esecuzione estremamente facile,
ma nella realtà pratica non è così appli-
cabile, soprattutto dato che molti anima-
li infetti – specialmente gatti – non mo-
strano chiari segni di dermatofitosi o han-
no comunque forme atipiche che non fan-
no sospettare la presenza dell’infezione
fungina (foto 4). Animali positivi ma con
scarsa evidenza di lesioni sono molto fre-
FOTO 4. Gatto con lesione crostosa sul naso. Dalle croste veniva isolato in coltura
M. canis. quenti nella popolazione felina, soprat-
tutto randagia o di gattili. Questi sogget-

50 ANIMALI DA COMPAGNIA Aggiornamenti in parassitologia del cane e del gatto


ti potrebbero corrispondere a dei “porta- la di effettuare il trattamento su tutto il cor-
tori meccanici” o a dei “veri infetti” ma po degli animali che sono in contatto con
con lesioni iniziali che poi possono di- animali infetti o vivono in un ambiente con-
ventare evidenti nel tempo. Per protegge- taminato. In condizioni ottimali, si è visto
re gli animali dall’infezione, è stato valu- come le spore fungine possano germinare
tato l’uso degli stessi farmaci impiegati sulla cute di cane e gatto in 6 ore, quindi
per la terapia degli infetti, con i seguenti l’applicazione di un trattamento topico pre-
risultati: ventivo, per una miglior efficacia, dovreb-
I farmaci antimicotici ad uso sistemico non be essere iniziata al più il giorno successi-
si sono rivelati utili. Per esempi studi con- vo al presunto contatto con un animale/am-
trollati in medicina umana hanno dimo- biente infetto.
strato che la griseofulvina non possiede Da tempo si stanno conducendo studi per
azione profilattica. Vorremmo commenta- sviluppare vaccini nei confronti dei fun-
re però che in molti testi e pubblicazioni la ghi dermatofiti e, al momento, ci sono so-
raccomandazione, di fronte a casi di der- lo alcuni prodotti commercializzati in al-
matofitosi in cui l’animale convive con al- cuni paesi Europei. Questi sono vaccini
tri soggetti, è comunque quella di verifica- con germi vivi che possono contenere pre-
re lo status micologico di tutti i conviven- parazioni antigeniche di differenti specie,
ti e, comunque, di trattarli con lo stesso per esempio M. canis e T. mentagrophytes.
protocollo utilizzato per l’animale infetto. Mancano tuttavia le prove che questi vac-
In realtà tale protocollo così aggressivo è cini siano realmente protettivi in corso di
probabilmente necessario solo in presen- infezioni naturali (non sperimentali). Di
za di specifici fattori di rischio (es. molti conseguenza, la vaccinazione non è al mo-
animali, specialmente se gatti, magari Per- mento un mezzo considerabile efficace per
siani) e di determinate specie di dermato- la prevenzione di dermatofitosi nel cane e
fiti (si per M. canis, facilmente trasmissi- nel gatto.
bile; no per M. gypseum, che ha origine am- In allevamenti e rifugi di cani e gatti il ri-
bientale e difficilmente viene ritrasmesso), schio principale è rappresentato dall’in-
mentre in altre situazioni potrebbe essere troduzione di un animale infetto. Newbury
sufficiente e forse anche più efficace (nel- e colleghi (2007) hanno recentemente de-
l’ipotesi per cui l’infezione non si sia an- scritto un piano di controllo che dovrebbe
cora instaurata, ma l’animale convivente essere adottato per la prevenzione a lungo
presenti solo spore sul mantello) una tera- termine del problema “dermatofitosi” nel-
pia topica (vedi punto successivo). La som- le colonie feline o canine. Questo piano pre-
ministrazione orale di lufenuron (un ini- vede procedure di screening diagnostico,
bitore della sintesi di chitina comunemen- di trattamento e di monitoraggio. Ogni ani-
te utilizzato per la prevenzione delle infe- male di nuova introduzione dovrebbe es-
stazioni da pulci nel cane e nel gatto; dal sere sottoposto ad un accurato esame der-
momento che la chitina è un componente matologico, vaccinato per le più comuni e
della parete fungina, si è recentemente in- pericolose malattie infettive e trattato per
vestigata la possibilità che tale molecola ectoparassiti e vermi intestinali. Gli ani-
possa avere attività antimicotica) pare in mali dovrebbero essere anche valutati con
grado di ritardare l’infezione o di rallen- Lampada di Wood ed esame colturale per
tarne il decorso, il che sembra indicare un escludere un’infezione da dermatofiti e tra-
certo effetto inibitorio di tale principio at- sferiti in un’area di quarantena fino all’ot-
tivo sui funghi dermatofiti. Si è però visto tenimento degli esiti della coltura. Nel ca-
che il lufnuron non è in realtà in grado di so di animali con infezione in atto, si do-
prevenire l’infezione, ed attualmente non vrebbe allestire una zona separata desti-
è quindi registrato per la profilassi (e nem- nata al loro trattamento. L’informazione
meno per la terapia) delle dermatofitosi nel più interessante che emerge dallo studio di
cane e nel gatto. Newbury è che il tipo di trattamento po-
I trattamenti topici sono probabilmente più trebbe essere deciso in base al numero di
efficaci nella protezione dall’infezione – co- colonie ottenute in coltura che, insieme al-
me prima accennato, se gli elementi fun- la visita clinica potrebbe aiutare a diffe-
gini non hanno ancora avuto tempo di in- renziare animali portatori meccanici (bas-
vadere cheratina e fusto pilifero - e molti so numero di colonie, assenza di lesioni,
derivati azolici (miconazolo, econazolo, esame con Lampada di Wood negativo) dai
enilconazolo) sono disponibili in prodotti veri infetti (lesioni, anche minime, esame
(shampoo o soluzioni dermatologiche) re- con Lampada di Wood positivo – sempre
gistrati per l’uso nel cane e nel gatto (ta- che sia un ceppo di M. canis e che sia fluo-
bella 4). La raccomandazione è sempre quel- rescente - ed elevato numero di colonie). I !!

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Linee guida ESCCAP
primi dovrebbero essere trattati con una conseguente necessità di prolungamento
singola applicazione topica di un antifun- dei tempi della terapia. La decontamina-
gino prima dell’introduzione nella colonia, zione ambientale richiede pulizia accura-
mentre i secondi dovrebbero essere man- ta e applicazione regolare di prodotti dis-
tenuti in isolamento e trattati con il proto- infettanti. Spore e frammenti di pelo in-
collo, descritto in precedenza, basato su te- fetti possono essere eliminati meccanica-
rapia topica + sistemica e successivo mo- mente tramite l’utilizzo regolare di un aspi-
nitoraggio dello status micologico. Questi rapolvere passato sulle superfici dove gli
andrebbero introdotti nella colonia solo do- animali risiedono. Per ciò che concerne i
po due colture negative. Anche se questa disinfettanti, la candeggina non diluita e
informazione risulta di notevole interesse la formalina all’1% si sono dimostrati ef-
pratico gestionale, vorremmo suggerire – ficaci nell’inattivare le spore dei derma-
come già da un commento in un capitolo tofiti nell’ambiente. Tuttavia, per le sue
precedente - una certa cautela in questa in- proprietà caustiche, la candeggina pura
terpretazione semiquantitativa, dato che il non dovrebbe essere utilizzata in casa. An-
numero di colonie ottenuto in una piastra che l’ipoclorito di sodio diluito 1 a 10 e so-
può dipendere anche da come vengono ef- luzioni di enilconazolo si sono dimostra-
fettuati il campionamento e la successiva te efficaci, mentre molti altri prodotti dis-
coltura. In ogni caso, questa “regola” an- infettanti hanno dimostrato scarsa attivi-
drebbe riservata a protocolli gestionali di tà. Esistono in commercio in molti Paesi
gattili o canili e non al trattamento di ani- Europei, Italia compresa, candele fumi-
mali di proprietà. ganti a base di enilconazolo, progettate
per la disinfezione di allevamenti avicoli.
Anche se talvolta vengono utilizzate, con
CAPITOLO 3. Misure di controllo successo, per disinfettare ambienti con-
taminati da dermatofiti, non sono regi-
ambientale nella prevenzione strate per tale uso e non sembrano ap-
della trasmissione propriate per un utilizzo casalingo. Spaz-
delle dermatofitosi zole, pettini, tappeti e gabbie dovrebbero
essere lavati accuratamente e, se possibi-
Come esposto in precedenza, gli elemen- le, trattati con una soluzione di enilcona-
ti infettanti dei dermatofiti sono spore mi- zolo o di candeggina 1:10. Anche i veicoli
croscopiche (artroconidi) che si formano destinati al trasporto degli animalo do-
dalla frammentazione delle ife fungine e vrebbero essere trattati.
sono contenute in frammenti di pelo ed In allevamenti animali e rifugi possono es-
epidermide dispersi nell’ambiente dagli sere utilizzate piastre da contatto o cam-
animali infetti. La presenza ambientale di pionatori d’aria (foto 5 e 6) per valutare la
questi elementi aumenta il rischio di con- presenza di spore sulle superfici e verifi-
tagio per altri animali e per l’uomo, e di care così l’efficacia delle procedure di di -
reinfezione per gli animali già trattati con sinfezione adottate.

FOTO 5. Campionatore d’aria per valutazione della presenza di FOTO 6. Piastra da contatto positiva per M. canis (colonie gialle
spore fungine ambientali. stellate) e altri funghi contaminanti non patogeni.

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CAPITOLO 4. Controllo è molto utile la tecnica del nastro adesivo
trasparente, che premuto sulle aree lesio-
dell’otite/dermatite da nate, permette la raccolta degli strati cor-
Malassezia nei superficiali in cui Malassezia e altri mi-
croorganismi, come molte specie batteri-
4.1 Diagnosi che, risiedono. Il pezzo di nastro può es-
La dermatite con compartecipazione di Ma- sere colorato con i coloranti rapidi ambu-
lassezia dovrebbe essere sospettata in ani- latoriali e osservato al microscopio (in-
mali con infiammazione cutanea, eritema grandimenti 10 e 40 X) facendolo aderire
e lesioni con cute untuosa, specialmente su un vetrino portaoggetto. Dato che, co-
quando sono coinvolte pieghe cutanee. Nel me prima accennato, anche un basso nu-
cane, può complicare o mimare la derma- mero di Malassezie può originare segni cli-
tite atopica e le reazioni avverse al cibo. nici in cani allergici al lievito e che, co-
Nelle forme croniche si osservano fre- munque, il numero “fisiologico” di lieviti
quentemente iperpigmentazione e licheni- può variare da razza a razza e siti anato-
ficazione (foto 7), situazione di più fre- mici in un singolo animale, si dovrebbe isti-
quente riscontro in alcune razze, per esem- tuire comunque un trattamento antifungi-
pio il West Highland White Terrier. È an- no ogniqualvolta anche un basso numero
che abbastanza frequente osservare una di Malassezie venga visualizzato a partire
concomitante localizzazione auricolare, da una lesione con aspetto “compatibile”.
che si presenta come otite esterna con ab-
bondante cerume di colore giallo/marron- 4.2 Trattamenti
cino, a volte coinvolgente la pinna, con va- I farmaci ad uso topico registrati per il trat-
rio grado di lichenificazione ed esfoliazio- tamento dell’otite da Malassezia nel cane
ne. Altri segni clinici sempre presenti, sia contengono generalmente come principi
nella dermatite che nell’otite, sono il pru- attivi antimicotici derivati azolici, come
rito, spesso molto intenso e un cattivo odo- clotrimazolo, miconazolo, posaconazolo,
re tipicamente rancido. Benché le lesioni e nystatina (tabella 4), spesso in abbina-
possano essere singole, molte aree corpo- mento con antibiotici e glicocorticoidi. Que-
ree sono più tipicamente colpite, special- sta combinazione è pensata per gestire le
mente zampe e spazi interdigitali, addome, concomitanti infezioni batteriche che so-
orecchie, collo e faccia. La diagnosi di der- no spesso associate e per limitare l’in-
matite (e otite) da Malassezia è basata sul- fiammazione auricolare e la proliferazio-
l’osservazione dei segni clinici descritti so- ne patologica, con conseguente stenosi, del
pra, della presenza di un numero elevato condotto uditivo. La terapia combinata an-
di lieviti nelle aree lesionate (foto 8) e di tibatterica/antimicotica può anche preve-
una buona risposta clinica e micologica al- nire il passaggio da un’otite batterica a un’o-
la terapia antifungina. Per la valutazione tite da lieviti (o viceversa) che si può rea-
della presenza e del numero di Malassezie lizzare quando si utilizzi un trattamento

FOTO 8. Visione microscopica di un preparato allestito tramite


FOTO 7. Lesione alopecica, iperpigmentata e lichenificata
apposizione di nastro adesivo trasparente sulle lesioni riportate
sull’arto di un cane con dermatite da Malassezia secondaria a
nella foto 7. Numerosi lieviti gemmanti, a forma di “impronta di
demodicosi.
scarpa” o di “nocciolina americana”, ascrivibili a Malassezia spp.
!!

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antibiotico o antimicotico in monoterapia micotiche. Situazione analoga per i casi di
per la gestione di un’otite esterna o media. dermatite, per i quali si ricorda come, non-
L’utilizzo di prodotti per la pulizia del con- ostante tutti gli sforzi per la correzione di
dotto è indicato quando vi sia un’eccessiva detti fattori, molti cani richiedano regola-
produzione di cerume. In animali con oti- ri interventi terapeutici di mantenimento
te da Malassezia si dovrebbe procedere a per evitare recidive. In tali casi, valutazio-
un approfondito esame dermatologico, da- ni di tipo clinico e citologico dovrebbero
to che la mancata identificazione e corre- essere effettuate con regolarità per moni-
zione di fattori predisponenti e primari e torare l’efficacia dei trattamenti impiega-
di altri fattori perpetuanti l’otite può cau- ti e stabilire se ci sono segni della presen-
sare una persistenza dell’infezione da lie- za di malattie concomitanti che potrebbe-
viti o rapide ricadute. ro spiegare le continue ricadute.
Siccome Malassezia spp. risiede nello stra-
to corneo, un approccio con terapia topica
potrebbe essere sufficiente per la risolu- CAPITOLO 5. Indicazioni
zione del problema micotico. In una recente
revisione della letteratura sui trattamenti
per i proprietari per la
per Malassezia di Nègre e collaboratori prevenzione della
(2009) risulta essere molto efficace l’uti- trasmissione zoonosica
lizzo bisettimanale di uno shampoo con-
tenente miconazolo e clorexidina, ambe- 5.1 Dermatofitosi
due al 2%. Altri protocolli che mostravano Come già ricordato, le dermatofitosi cau-
buona efficacia risultavano essere quello sate da specie zoofile rappresentano pato-
con ketoconazolo per os, alla dose di 10 logie contagiose per l’uomo, in cui si ma-
mg/kg, una volta al giorno, e quello con itra- nifestano generalmente come aree erite-
conazolo, sempre per os, a 5 mg/kg una vol- matose, esfoliative e pruriginose localiz-
ta al giorno, ambedue per 3 settimane. L’i- zate alla cute glabra delle zone più esposte
traconazolo è preferibile perché meglio tol- al contatto con animali (braccia, collo, fac-
lerato. Come per le dermatofitosi, le pro- cia) (foto 9). Le più importanti misure pre-
prietà lipofile e cheratinofile di questo prin- ventive sono rappresentate da:
cipio attivo permettono di utilizzarlo in mo- - buona igiene personale, che serve a ri-
do intermittente, cosa che può portare a muovere tramite lavaggi e disinfezione gli
una riduzione dei costi e degli effetti col- artroconidi eventualmente giunti sulla cu-
laterali, e, forse, a una migliore complian- te per il contatto con un animale infetto;
ce da parte del proprietario. D’altra parte, - controllo del problema dermatofitosi nei
un protocollo con periodi di sospensione propri animali da compagnia tramite visi-
può portare a errori nei trattamenti dovu- te e test regolari e immediato trattamento
ti a dimenticanze nel riprendere la terapia con protocolli adeguati (dosaggi e tempi)
al momento opportuno e, magari, tentati- nel caso di infezione;
vi “artigianali” di recupero. Per questo sug- - riduzione delle possibili occasioni di con-
geriamo ai veterinari che prescrivono que- tagio per gli animali;
ste tipologie di terapia di addestrare i pro- -minimizzare la possibilità di esposizione
prietari a predisporre dei promemoria (cro- (soprattutto in caso di bambini o persone
cette su calendario, promemoria su cellu- immunodepresse) ad ambienti o animali
lare ecc.) onde non dimenticare la corret- potenzialmente contaminati/infetti. Le per-
ta sequenza dei trattamenti previsti. sone in contatto con animali infetti do-
Sono stati descritti anche casi di localiz-
zazioni ungueali di Malassezia, che di so-
lito richiedono terapie più lunghe o dosaggi
maggiori. A proposito di quest’ultimo pun-
to, è opportuno però ricordare che in let-
teratura, per l’itraconazolo un dosaggio au-
mentato, ad es. di 10 mg/kg una volta al
giorno, è anche riportato come utilizzabi-
le, ma aumenta il rischio di effetti collate-
rali. In particolare, nel cane è associato ad
un aumentato rischio di vasculite. Come
già ricordato, in mancanza di un’adeguata
correzione di fattori predisponenti/prima- FOTO 9. Lesione eritematosa sul braccio di un
ri, l’otite da Malassezia spesso non rispon- uomo causata da T. interdigitale (ceppo
zoofilico) (ex- T. mentagrophytes).
de in modo soddisfacente a terapie anti-

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vrebbero essere sempre avvisate della pos- scoli informativi riportanti informazioni
sibilità di trasmissione all’uomo e del fat- sulla biologia e sulle manifestazioni clini-
to che esistono categorie più a rischio di che delle dermatofitosi nell’uomo e, so-
contrarre l’infezione e/o a contrarla in for- prattutto nel bambino. Tali opuscoli do-
ma più grave (veterinari, operatori di ca- vrebbero essere a disposizione di medici e
nili/gattili, allevatori, bambini, anziani, per- veterinari la cui cooperazione dovrebbe es-
sone con malattie immunodepressanti, co- sere incoraggiata per una migliore gestio-
me l’AIDS, o sottoposte a terapie immuno- ne di queste patologie zoonosiche (ad esem-
depressanti, ad esempio con cortisonici o pio il medico dovrebbe sempre indirizzare
farmaci antirigetto in caso di trapianto d’or- il paziente umano a un veterinario per la
gano). In ogni caso sarebbe opportuno che valutazione e l’eventuale trattamento degli
queste informazioni fossero rese disponi- animali sospettati di aver trasmesso l’infe-
bili, presso medici e veterinari, per ogni zione e, viceversa, il veterinario dovrebbe
persona che ne faccia richiesta, anche sen- invitare il proprietario e i familiari a effet-
za che questi fornisca la storia medica pro- tuare un controllo medico in caso di der-
pria o della propria famiglia. matofitosi diagnosticata in un animale). Si
dovrebbe informare i proprietari di animali
5.2 Dermatite e otite da Malassezia sul potenziale rischio per la salute deri-
L’importanza zoonosica derivante da que- vante dall’infezione da dermatofiti, non so-
ste infezioni è molto inferiore rispetto a lo per loro ma anche per i loro familiari e
quella delle dermatofitosi. Tuttavia, M. per qualunque persona che entri in con-
pachydermatis, che non è normalmente iso- tatto con i loro cani o gatti. Opuscoli in-
labile dalla cute dell’uomo, è stata riporta- formativi messi a disposizione presso am-
ta come causa di setticemia in diversi epi- bulatori veterinari, negozi di animali o in
sodi, soprattutto riguardanti neonati in uni- siti web sono utili strumenti che possono
tà di terapia intensiva – in cui veniva ef- aiutare in questa opera di educazione, fon-
fettuata una terapia parenterale lipidica, damentale nel fare acquisire a chi possie-
che si pensa possa essere stata alla base de- de un cane o un gatto un atteggiamento più
gli episodi vista la lipofilia del lievito – e responsabile nel suo ruolo di proprietario,
in pazienti adulti con gravi patologie in- in grado di ridurre il rischio per la salute
ternistiche. In un episodio è stato possibi- pubblica dovuto a dermatofiti e ad altri
le dimostrare il passaggio del lievito tra- agenti zoonosici. ■
mite le mani contaminate di un’infermie-
ra dal cane di quest’ultima ai neonati, con-
fermandola con tecniche di tipizzazione Bibliografia
molecolare. Una maggior consapevolezza
della possibilità di questa trasmissione uni- 1-Bond R. Superficial veterinary mycoses. ed.) Blackwell publishing. 2006: 932 pp.
Clinics in dermatology. 2010; vol. 28: pp. 9-Lund A, DeBoer DJ. Immunoprophylaxis
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land, Arthroderma vanbreuseghemii and
13-Nenoff P. et al. Trichophyton menta-
grophytes sive interdigitale? A derma-
personale addetto a strutture Arthroderma benhamiae. Veterinary der-
matology. 2009; vol. 20, n. 1: pp. 13-18.
tophyte in the course of time. J Dtsch Der-
matol Ges. 2007; vol. 5, n. 3: pp. 198-
veterinarie, dei proprietari 6-DeBoer DJ Cutaneous fungal infections. 202.
Dermatophytosis. In: Infectious diseases of 14-Newbury S, Moriello K, Verbrugge M,
di animali e della comunità the dog and cat. Greene ed. St. Louis, Thomas C. Use of lime-sulphur and itraco-
in generale Saunders Elsevier. 2006: pp. 550- 565.
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nazole to treat shelter cats naturally infec-
ted with Microsporum canis in an annex fa-
Chermette R. Evaluation of the derma- cility: an open field trial. Veterinary Derma-
Protocolli per il controllo delle infezioni da tophyte test medium RapidVet-D. Veteri- tology. 2007; vol. 18: pp. 324-331.
dermatofiti dovrebbero essere forniti al per- nary Dermatology. 2001; vol. 12: pp. 123- 15-Rycroft AX, Mclay Disinfectants in the
127. control of small animal ringworm due to
sonale degli ambulatori veterinari e tutto 8-Lee Gross T, Ihrke PJ, Walder E, Affolter Microsporum canis. Veterinary Record.
il personale dovrebbe vigilare sulla loro VK. Skin diseases of the dog and cat (2 nd 1991; vol. 129: pp. 239-241.
messa in atto. Si dovrebbero preparare opu-

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