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Salmone d’Allevamento e Omega 3

Salmone d’Allevamento e Omega 3

È risaputo che mangiare pesce ricco di acidi grassi Omega 3 come il salmone rappresenta un buon


metodo per prevenire le malattie cardiache. Nei pesci grassi come salmoni, aringhe, tonni e sgombri
sono presenti due acidi grassi Omega 3: l’acido eicosapentaenoico (EPA) e
acido docosaesaenoico (DHA).
Salmone d’allevamento e Omega 3
Uno studio americano ha dimostrato come l’assunzione di salmone d’allevamento contribuisca
all’assunzione di acidi grassi Omega 3. Lo studio è stato pubblicato pubblicato sul Journal of the
Academy of Nutrition and Dietetics nel febbraio 2013. La ricerca è stata condotta dal fisiologo
Matthew Picklo e dalla nutrizionista Susan Raatz. Entrambi i ricercatori sono dipendenti dell’
United States Department of Agricolture – Agricultural Research Service.
Questi studi forniscono dati interessanti. Soprattutto per coloro che dubitano che il salmone d’
allevamento possa avere lo stesso apporto di acidi grassi quasi fosse un salmone selvatico.
Questo studio sul salmone d’allevamento ha contribuito anche a chiarire un altro dubbio. Non era
ancora chiaro infatti se il processo di cottura portava ad una perdita di acidi grassi Omega 3. Alcune
persone ritengono infatti che la cottura al forno del pesce danneggi gli acidi grassi Omega 3. Queste
persone sostengono che allo stesso tempo la cottura rilasci sostanze dannose per l’organismo
umano.
È stato calcolato che una cottura non troppo lunga e ad una temperatura di 145° è in grado di
preservare le proprietà degli acidi grassi.
Per dimostrare che il salmone d’ allevamento è in grado di contribuire all’assunzione di acidi
grassi Omega 3 è stata condotta una ricerca su 19 volontari. I volontari si sono sottoposti ad
un periodo di prova in cui venivano loro servite delle porzioni di salmone d’allevamento cotto al
forno.
Terminato il periodo è stato raccolto ed esaminato il loro sangue. Le analisi hanno dimostrato come
i livelli ematici dei due acidi grassi Omega 3 (EPA e DHA) sono addirittura raddoppiati.
Le Conclusioni

Alla luce di questi studi si è scoperto che mangiare pesce 2 volte alla settimana è sicuramente un
ottimo metodo per aumentare i livelli di acidi grassi nel sangue. In tal modo si è raggiunta una
quantità che corrisponde ad un rischio ridotto di malattie cardiache. In particolar modo si è
dimostrato come il consumo di salmone atlantico d’allevamento si è rivelato un buon metodo per
raggiungere tale scopo.
L’American Heart Association infatti, al fine di prevenire le malattie cardiache, raccomanda di
consumare pesce due volte a settimana.
Pesci e Allevamento
Negli Stati Uniti quasi il 90% dei pesci di mare viene importato e di questa percentuale quasi la
metà è d’allevamento. La popolazione mondiale è in continuo aumento e di conseguenza anche la
richiesta di pesce.
Mari ed oceani sono sfruttati al massimo. Di questo passo si rischia di provocare danni incalcolabili
ed irreparabili all’ambiente marino con gravi ripercussioni sulla popolazione a livello mondiale.

Acquacoltura e Salmone

Il salmone d’allevamento utilizzato per la ricerca sopra menzionata è stato prodotoi con la tecnica
di allevamento denominata acquacoltura.
L’acquacoltura è un processo di allevamento applicato sia a pesci ed altri organismi di mare (alghe
comprese) che a pesci di acqua dolce in un ambiente di cattività con condizioni controllate
dall’uomo. Ad oggi questa tecnica di allevamento rappresenta un settore economico molto
importante nella produzione alimentare ed è in continua crescita.
Per quanto riguarda l’acquacoltura i pesci più diffusi sono il salmone, l’orata, il branzino, la trota e
la carpa. Per quanto riguarda il salmone il suo allevamento prende il nome di acquacoltura ad acqua
fredda in quanto questa specie di pesce ha bisogno di temperature non superiori ai 16°.