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Corso di

Progetto di Strutture
POTENZA, a.a. 2012 – 2013

Le volte di rivoluzione

Dott. Marco VONA


Scuola di Ingegneria, Università di Basilicata
marco.vona@unibas.it
http://www.unibas.it/utenti/vona/
CONSIDERAZIONI GENERALI

Le volte di rivoluzione (o cupole) sono strutture superficiali la cui


superficie media SM è generata dalla rotazione di un arco piano
qualsiasi (generatrice) intorno ad un asse posto nel suo piano

Ciascun punto P della generatrice descrive quindi una


circonferenza o parallelo giacente su un piano normale all’asse
CONSIDERAZIONI GENERALI

Inversamente, per ciascun punto P di un parallelo passa una


generatrice o meridiano

ϑ P

Il reticolo di paralleli e meridiani forma dunque sulla SM della


cupola un sistema di coordinate di riferimento ortogonali
CONSIDERAZIONI GENERALI

Il punto P è individuato dalla coordinata θ che definisce il suo


meridiano e dalla coordinata ψ che definisce il suo parallelo

La SM è definita dall’equazione del meridiano in coordinate


cartesiane o dall’equazione in coordinate intrinseche

r = r (ψ )
L’equazione in coordinate
intrinseche che stabilisce la
relazione tra il raggio di
curvatura r(ψ) del meridiano θ
e l’angolo ψ del parallelo di P
un generico punto P è la più
comoda per stabilire le ψ
equazioni delle cupole
CONSIDERAZIONI GENERALI

La caratteristica fondamentale delle cupole è che la loro SM è a


doppia curvatura che da un punto di vista geometrico significa che
la SM è indeformabile (ovvero inestensibile) e non può essere
sviluppata su un piano

Al contrario una superficie a semplice curvatura è deformabile

θ P

ψ
CONSIDERAZIONI GENERALI

Dal punto di vista statico, le caratteristiche di curvatura della SM


fanno sì che una qualsiasi struttura superficiale possa essere in
equilibrio sotto l’azione di un carico esterno comunque ripartito
essendo sollecitata solo sulla propria SM

θ P

ψ
CONSIDERAZIONI GENERALI

Le ipotesi fondamentali alla base dello studio di un guscio sottile


di rivoluzione sono simili a quelle di Kirchhoff – Love viste per le
piastre e per i serbatoi

‒spostamenti infinitesimi: gli spostamenti sono tanto piccoli da


poter essere trattati come infinitesimi
‒lo spessore è piccolo rispetto ai raggi di curvatura
‒σz ≡ 0
‒i segmenti (sezioni) piani si mantiene tali dopo la deformazione
‒la superficie media è neutra e quindi le tensioni si annullano a
metà spessore
‒i punti sul piano medio della piastra subiscono spostamenti nella
sola direzione z
CONSIDERAZIONI GENERALI

Questo significa che sono diverse da zero soltanto le sollecitazioni


di tipo membranale


Nψ ; N ϑ ; Nψϑ ; N ϑψ Nψ N ϑψ
Nψϑ
+
Tale proprietà risulta evidente in via
+
Nψϑ
analitica Nϑ + Nψ+
N ϑψ
Infatti, in assenza di momenti
torcenti si ha:

Nψϑ = N ϑψ
CONSIDERAZIONI GENERALI

Le caratteristiche di sollecitazione
diverse da zero si riducono a 3


Con tali caratteristiche è possibile Nψ N ϑψ
soddisfare le 3 equazioni di Nψϑ
equilibrio delle forze applicate
all’elemento: +
+
Nψϑ
secondo la normale (uscente) Nϑ + Nψ+
N ϑψ
alla SM

secondo il meridiano

secondo il parallelo
CONSIDERAZIONI GENERALI

Per quanto riguarda le equazioni di equilibrio dei momenti,


l’equilibrio secondo la normale alla SM è soddisfatto e le altre due
si riducono alla forma

0=0 Nψ N ϑψ
Nψϑ
Dal punto di vista intuitivo tale
risultato può essere spiegato +
Nψϑ
ipotizzando che i carichi esterni
Nψ+
siano dotati di simmetria centrale N ϑ+
ossia siano indipendenti da θ e
contenuti nei piani meridiani in
modo da risultare ovunque:
Nψϑ = N ϑψ = 0
CONSIDERAZIONI GENERALI
Ipotizziamo inoltre che la cupola sia vincolata lungo un parallelo
da appoggi scorrevoli in direzione normale al meridiano

Considerando uno spicchio di cupola compreso tra due meridiani


supponiamo dapprima che la sua linea media sia funicolare dei
carichi applicati
CONSIDERAZIONI GENERALI

In tal caso sarà possibile ipotizzare il comportamento ad arco dello


spicchio che sarà quindi capace di sopportare l’intero carico e di
trasferirlo al vincolo di bordo mediante sole forze di compressione
assiale ovvero mediante le forze

CONSIDERAZIONI GENERALI

Supponiamo ora che il carico applicato cambi in modo che la linea


media dello spicchio non sia più funicolare dello stesso
Lo spicchio sarà allora sollecitato anche a flessione e quindi sarà
soggetto a deformazioni flessionali a causa delle quali varierà la
distanza dall’asse della cupola dei singoli punti della linea media
dello spicchio ovvero il raggio dei paralleli
CONSIDERAZIONI GENERALI
Gli anelli di cupola compresi tra due paralleli reagiranno quindi
con una forza assiale (in assenza di flessione data l’ipotizzata
simmetria del carico)

equivalente ad un carico, diretto secondo la direzione del raggio r
del parallelo e avente intensità:
pa = N ϑ r

p p s = p − pa
pa
CONSIDERAZIONI GENERALI

In tal modo il meridiano che rappresenta lo spicchio invece che al


carico p risulterà soggetto al carico
ps
differenza vettoriale tra
p e pa

p p s = p − pa
pa
CONSIDERAZIONI GENERALI

p p s = p − pa
pa

Sarà allora sempre possibile scegliere pa in modo tale che la


linea media dello spicchio risulti funicolare del carico ps in
modo che sia eliminata ogni azione flessionale

È, dunque, proprio dalla possibilità di interazione tra spicchi e anelli


che deriva la capacità delle cupole di comportarsi a membrana
CONSIDERAZIONI GENERALI
D’altra parte la totale eliminazione degli effetti flessionali è
possibile solo se la rigidezza flessionale degli spicchi è
infinitamente piccola rispetto alla rigidezza assiale degli anelli

Soltanto in tal caso, infatti, gli anelli sono in grado di impedire per
intero la deformazione flessionale degli spicchi

Ricordando che, dallo studio dei tubi, si è verificato che

Es
pa = 2 w
r
La RIGIDEZZA ASSIALE DI UN ANELLO di raggio r è pari
a: Es
Ka =
r2
CONSIDERAZIONI GENERALI
La RIGIDEZZA FLESSIONALE DI UNA STRISCIA vale
invece 3
Es
Ks = 4
r
Quindi il rapporto è proporzionale a

2
Ks s
= 2
Ka r

La cupola si comporta a membrana quanto più è sottile rispetto


alla sua estensione ( dimensione del raggio r )

Tale comportamento dipende anche dai vincoli


CONSIDERAZIONI GENERALI

Infatti, considerando come vincoli degli appoggi scorrevoli, la


reazione R normale al piano di scorrimento degli appoggi non
potrà coincidere con la sollecitazione di membrana Nψ

Nψ R

Gli sforzi sopportati dalla volta si otterranno dalla sovrapposizione


degli sforzi di membrana dovuti ai carichi e alla componente Nψ
della reazione e dello sforzo flessionale dovuto alla sola forza H
ripartita lungo il parallelo di contorno
CONSIDERAZIONI GENERALI

Sotto l’azione della forza H

sorgeranno delle interazioni tra spicchi e anelli, con un


meccanismo analogo a quello studiato nel caso dei tubi, tali da dar
luogo a un rapido smorzamento degli effetti di H

Nψ R

H
CONSIDERAZIONI GENERALI
In sostanza una cupola sufficientemente sottile soggetta a carichi
agenti nei piani meridiani e costanti lungo ciascun parallelo è
sollecitata a membrana allorché i suoi vincoli esterni siano capaci
di fornire reazioni esattamente opposte a quelle di membrana

In caso contrario il regime degli sforzi sarà di membrana nella


parte centrale della cupola mentre saranno presenti sollecitazioni
di tipo flessionale nella parte periferica

ϑ P

ψ
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Scriviamo innanzitutto le equazioni di equilibrio nel caso del


comportamento a membrana

Consideriamo i carichi:
Z
Z componente normale alla SM
(positiva verso l’interno) Y
Y componente secondo la
tangente al meridiano (positiva
nel verso crescente di ψ)
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Per l’ipotesi di simmetria del carico si ha quindi:


Nψϑ = N ϑψ = 0 N ϑ = N ϑ+ = costante


Z Nψ N ϑψ
Nψϑ
Y +
Nψϑ +
+

Quindi l’equazione di equilibrio secondo il parallelo risulta


identicamente verificata
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Restano quindi le 2 equazioni di equilibrio secondo la normale e


secondo il meridiano nelle 2 incognite:

Nψ e Nϑ

Z
Y
N ϑ+
Nψ+

Le sole equazioni di equilibrio sono quindi in numero sufficiente a


risolvere il problema del comportamento a membrana che risulta
quindi di un problema di tipo ISOSTATICO
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Scriviamo ora le equazioni di equilibrio secondo la normale



Z
N ϑ+
Nψ+

•Effetto della componente Z del carico positivo verso l’interno


della cupola Z ⋅ r ⋅ dϑ ⋅ r dψ
1

•Effetto di Nψ : la risultante di Nψ sull’elementino ( r dϑ ) è


N ψ ⋅ r dϑ
RAGGI DI CURVATURA DELLE SUPERFICI DI RIVOLUZIONE

Consideriamo un raggio r del parallelo nel generico punto P e sia


r1 = PC 1
il raggio di curvatura del meridiano che per ragioni di simmetria è
uno dei due raggi di curvatura principali in P

Il secondo raggio di curvatura r


principale ovvero il raggio di P
curvatura della sezione normale al r2
meridiano vale: C2
ψ
r
r2 = C1
sin ψ r1
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

•Effetto di Nψ
+
Le forze N ψ Nψ formano tra loro l’angolo dψ . Pertanto
la componente lungo la normale ha valore: N ⋅ r dϑ dψ
ψ

Nψ Nϑ

Z
+
Nϑ +

LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

•Effetto di Nϑ :

la risultante di Nϑ sull’elementino ( r1 dψ ) è N ϑ ⋅ r1dψ


+
Le due componenti Nϑ Nϑ formano tra loro l’angolo dϑ

ϑ P

ψ
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Pertanto si ha una risultante:

N ϑ ⋅ r1dψ dϑ
giacente sul raggio del parallelo
La componente secondo la normale di tale risultante vale:

N ϑ ⋅ r1dψ dϑ sin ψ

L’equazione di equilibrio si scrive quindi come:

Zr ⋅ r1 ⋅ dϑ dψ + N ψ r ⋅ dϑ dψ + N ϑ r1 sin ψ ⋅ dψ dϑ = 0
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Zr ⋅ r1 ⋅ dϑ dψ + N ψ r ⋅ dϑ dψ + N ϑ r1 sin ψ ⋅ dψ dϑ = 0

Dividendo per ( r * r1 ) e tenendo presente che

r2 = r sin ψ

Nψ Nϑ
+ =Z
r1 r2

I EQUAZIONE DI EQUILIBRIO SECONDO LA NORMALE


LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Per determinare la seconda equazione di equilibrio imponiamo


una condizione di equilibrio globale

Immaginiamo di isolare la parte di cupola posta al di sopra di un


certo parallelo

ψ
r
Nψ Nψ
LE EQUAZIONI DI EQUILIBRIO

Il generico punto P della R


superficie subisce uno
spostamento che, a causa
della simmetria dei carichi, è ψ
contenuto nel piano del r
meridiano Nψ Nψ

La parte di cupola posta al di sopra di un certo parallelo dovrà


trovarsi in equilibrio sotto l’azione di tutti i carichi esterni ad essa
applicati che, per simmetria, saranno pari a una forza R giacente
sull’asse della cupola e dalla risultante delle forze Nψ relative al
parallelo considerato come sezione
GLI SPOSTAMENTI DI MEMBRANA

Risulta quindi: R

2πN ψ ⋅ r sin ψ = R
ψ
r
Nψ Nψ

Ovvero:

R R
Nψ = − =−
2π ⋅ r sin ψ 2π ⋅ r2 sin ψ
2
VOLTA SFERICA SOGGETTA AL PESO PROPRIO

Il carico che ne risulta è un carico per unità di superficie p


La componente normale Z del
carico vale
Z = p cosψ a sin ψ
a ⋅dψ ′
a
L’area della calotta sferica al ψ
di sopra del parallelo dψ ′
individuato dall’angolo ψ
è pari a:
ψ ψ
S= ∫ a ⋅ dψ ⋅ 2πa sin ψ = ∫ 2πa 2 ⋅ sin ψ dψ
0 0

S = 2πa [cosψ ]ψ = 2πa 2 (1 − cosψ ) = 2π ⋅ a ⋅ f


2 0
VOLTA SFERICA SOGGETTA AL PESO PROPRIO

In tale espressione f ha il seguente significato fisico

a
ψ

La risultante R del carico al di sopra del generico parallelo è


quindi

R = p 2πa 2 (1 − cos ψ ) = p 2π ⋅ a ⋅ f
VOLTA SFERICA SOGGETTA AL PESO PROPRIO

Dalle equazioni di equilibrio sostituendo e semplificando si ricava:

R R
Nψ = − =−
2π ⋅ r sin ψ 2π ⋅ r2 sin 2 ψ
Nψ Nϑ
+ =Z
r1 r2

 1 
N ϑ = −Za − N ψ = − pa  cos ψ − 
 1 + cos ψ 
VOLTA SFERICA SOGGETTA AL PESO PROPRIO
Nψ è sempre di compressione, crescente al crescere ψ

Nϑ risulta di compressione e poco minore di Nψ per piccoli valori


di ψ ; decresce poi rapidamente annullandosi per
ψ ≅ 51°50 '
e diventa di trazione per valori maggiori

N ψ pa
0 .5 1

90 ° ψ
0
− N ϑ pa
−1
VOLTA SFERICA SOGGETTA A PRESSIONE NORMALE
Consideriamo una cupola in spessore sottile e costante soggetta ad
una pressione uniforme sulla superficie
R
Nψ = −
2π ⋅ r sin ψ ψ

 1 
N ϑ = − pa  cos ψ − 
 1 + cos ψ 

πa 2
In tal caso la risultante dei carichi esterni vale: R =
2
(
p 2 sen 2ψ )

ap pa
Nψ = − Nϑ = −
2 2
VOLTA SFERICA SOGGETTA A PRESSIONE NORMALE
Consideriamo una cupola in spessore sottile e costante soggetta ad
una pressione uniforme sulla superficie

ψ ψ
ψ

Nψ Nθ
VOLTA ELLITTICA SOGGETTA A PRESSIONE UNIFORME
Consideriamo una cupola definita da un arco si ellisse descritto da
una equazione del tipo x2 y2
2
+ 2 =1
a b

Con a asse maggiore e b asse minore

dψ b
ψ
VOLTA ELLITTICA SOGGETTA A PRESSIONE UNIFORME

ψ ψ
dψ b
ψ

Nψ Nθ

In tal caso la risultante dei carichi esterni vale: R = 2πa qC 2

In cui:
1
C= −
y
b + y (a − b ) +
4 2 2 2 b2
ln

 b (
a + a 2
− b )
2 

2 a ( a − b )  y ( a − b ) b + y ( a − b )  
2
 2 2 ab 2 2 2 2 4 2 2 2
VOLTA ELLITTICA SOGGETTA A PRESSIONE UNIFORME

Definendo: b 4 + y 2 (a 2 − b 2 )
Q=
ab
Si ha:
2
qa CQ pa
Nψ = − Nϑ = −
b (
1 − y2 b2 ) 2

ψ ψ
dψ b
ψ

Nψ Nθ
VOLTA ELLITTICA SOGGETTA A PRESSIONE NORMALE
Consideriamo una cupola definita da un arco si ellisse descritto da
una equazione del tipo

ψ ψ
f

Nψ Nθ
VOLTA OVALE SOGGETTA A PRESSIONE UNIFORME

ψ ψ

Nψ Nθ
VOLTA CONICA SOGGETTA A PRESSIONE UNIFORME

ψ ψ

ψ0

ψ ψ

Nψ Nθ