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Non bastano sincerita' e spontaneita' per

mantenere l' amicizia


di FRANCESCO ALBERONI

L' amicizia si deve coltivare. Cosa vuol dire? Vuol dire che, se sono veramente amico di qualcuno,
non devo incontrarlo solo quando se ne presenta l' occasione, non devo parlargli solo quando mi
chiama. Ma devo anche telefonargli per sapere come sta, cercare di capire se ha bisogno di
qualcosa, essere pronto ad aiutarlo prima che lui me lo chieda. Che razza di amico e' quello che non
si fa vivo per anni, che ignora tutti i miei problemi e che mi lascia solo nei momenti del dolore e del
pericolo? Molti concepiscono l' amicizia come un rapporto senza doveri. Perche' , dicono, deve
essere fatta solo di sincerita' e di spontaneita' . Dovrei fingere proprio con l' amico un interesse che
non provo? Dovrei comportarmi con lui come un negoziante verso il cliente? Nel mondo moderno
si e' diffuso il principio morale che afferma: "Sii spontaneo, agisci seguendo i tuoi impulsi, di' cio'
che pensi, sempre meglio la verita' che l' ipocrisia. Se sei di malumore, non costringerti ad essere
gentile. Se sei irritato, rispondi male. Se l' altro non ti piace, diglielo in faccia. Se non andate d'
accordo litigate apertamente". L' esaltazione della spontaneita' e' uno dei motivi del naufragio della
coppia moderna. La vita di coppia e' possibile solo se riusciamo a farci carico dei bisogni, dei sogni,
dei desideri dell' altro. Io sono felice se mia moglie e' felice, se si realizza nel suo lavoro, ha
successo. Sono infelice se mi accorgo che soffre, che e' amareggiata, delusa, avvilita. Percio'
cerchero' di fare tutto quanto posso per renderla contenta, per aiutarla ad esprimersi. Non posso
porre al primo posto i miei impulsi, i miei malumori, i miei capricci, sbagliato contrapporre
spontaneita' e dovere. Io sono spontaneo anche quando lavoro per mio figlio, quando mi prendo
cura di lui, quando lo veglio la notte. Sono spontaneo quando corteggio la mia innamorata, quando
le faccio un regalo o un complimento. Coloro che si amano mettono in comune i ricordi, i pensieri,
le ricchezze. L' amore richiede che i due innamorati siano uguali, non ci possono essere un povero
ed un ricco, uno che ha bisogno e l' altro che non gli da' tutto cio' che ha. La vita in comune richiede
di cercare cio' che piace ad entrambi, quello che e' indispensabile per ciascuno, e di rinunciare a cio'
che danneggia e offende uno dei due. Certo questo e' possibile solo se ci si ama. Ma, se non ci si
comporta in questo modo, l' amore rapidamente scompare. La spontaneita' della vita di coppia e'
come quella della danza. Quando vediamo danzare due ballerini, abbiamo una straordinaria
impressione di naturalezza. Ma alla base di quella spontaneita' e di quella grazia, non ci sono due
spontaneita' separate. Al contrario c' e' la ricerca volontaria di un accordo, di una armonia, di una
intesa perfetta che si realizza con un lungo studio, provando e riprovando. La spontaneita' e' il fiore
che sboccia da questa convergenza delle volonta' . Quanto vale per la coppia vale, ancor piu' , per l'
amicizia. L' amicizia e' fragile. Non resiste alla sfortuna. Quando un amico viene accusato, anche
ingiustamente, gli altri si allontanano, lo evitano come un appestato. Non resiste nemmeno alla
fortuna, perche' chi ha successo spesso diventa orgoglioso, e chi resta indietro viene afferrato dall'
invidia. L' amicizia dura solo se gli amici si impegnano seriamente a restare in rapporto, a capirsi,
ad aiutarsi, ad essere reciprocamente fedeli.

Alberoni Francesco

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(26 aprile 1999) - Corriere della Sera