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Caratterizzazione dei Personaggi molto tipizzati : Coloni ebrei. Riguardo uomini


anziani e giovani donne ebre.
Gli ebrei condividevano spazi con i gauchos. Tra i due gauchos più tipizzati
spiccano Don Remigio Calamajo e Don Estanislao Benites che sono la sintesi
dell’alma gaucha (forza nel combattimento, il duello, saper andare bene a cavallo,
saper payar, infatti il primo è Payador che tramanda le storie e le tradizioni
dell’Argentina oralmente). Di fatti in una parte del testo l’autore aveva sottolineato
la somiglianza fisica attraverso la descrizione di Don Estanislao e Rabin Abraam
stando ad indicare così la fusione del mondo gaucho e quello ebreo.
Questa fusione e possibilità di integrazione, dei coloni ebrei in terra Argentina,
prevale in tutto il libro di Gerchunoff, di fatti si può riscontrare nei racconti (a
parte i 3 racconti aggiunti nel 36 in cui è preponderante l’elemento della
Xenofobia) anche attraverso la celebrazione dei matrimoni misti tra membri delle
due comunità, principalmente tra le giovani donne ebree che si innamorano dei
giovani gauchos(criollos), che vivono nella colonia, oppure tra donne ebree che
scappano con giovani ebrei ma più criollos. Ma ciò avviene anche con donne e
uomini ai quali non erano stati destinati. Questo processo di integrazione avviene
anche attraverso una sorta di “conversione” da parte degli immigrati. Il
personaggio più significativo in questo senso è Jacobo definito “el mas criollo de
la colonia” ovvero quello più integrato,argentino e gaucho rispetto ad altri della
colonia. Jacobo è un orfano ebreo adottato dalla famiglia del rabino Abraam di cui
la moglie si lamenta della scarsa osservanza del sabato(fondamentale nella
religione ebraica). Capitolo 5 : “La siesta” si riferisce al giorno del riposo, qui il
racconto inizia sottolineando il fatto che il sabato fosse un giorno importante per il
riposo e sacro per le preghiere. [pg 53]“La casa del matarife” (macellaio) [petizo =
cavallino nero. Quando si traduce dallo spagnolo all’italiano dei termini relativi al mondo dei cavalli, bisogna semanticamente ridurre attraverso

delle scelte dettate dal fatto che, mentre loro hanno più di 70 termini relativi ai cavalli e non alle razze, noi invece possiamo solo rendere con

“cavallo”, “giumenta”, “puledro”; essi hanno una cultura legata al mondo equestre molto più sviluppata rispetto alla nostra
.] :
Continuano le lamentele per il fatto che lui stia lavorando di sabato e non sta
rispettando la tradizione religiosa ebraica. Inoltre Il giovane ebreo viene già
soprannominato “gaucho” , vestito con bombacha[pantaloni tipici] e daga[pugnale]
boleadoras[strumento di caccia utilizzato dai Gauchos, formato da tre corde fatto di nervi di animale in fondo al quale sono attaccate
delle palle piombata i quali sono scroti di animali
) questi sono tutti elementi che fanno capire che
Jacobo è il “mas criollo” della colonia. Quindi viene insinuato che egli dia risposte
non educate. Questo ragazzo ,che era stato accolto in quella famiglia ebraica ,non
mostra un gran segno di integrazione nella cultura, e lo si evince soprattutto dal
fatto che non sappia pregare. Jacobo sfoggia le sue abilità nel domare i cavalli,
soprattutto per attirare gli sguardi delle ragazze, ma sa anche parlare criollo. Quest
ultima è una lingua ibrida che utilizza Gerchunoff, in primo piano c’è l’utilizzo di
termini arcaizzanti(spagnolo arcaizzante) per legittimare la presenza degli ebrei in
Argentina facendo riferimento alla lingua spagnola e a Sefarad come culla
dell’Ebraismo Ispanico. Egli usa anche termini ebraici e il criollo. Il suo metodo
consiste nell’adottare il criollo come registro linguistico dei personaggi ebrei
proprio per dare testimonianza di questo processo di integrazione. Di fatti notiamo
questa dinamica nel capitolo “Las bodas de camacho” in cui si esplicita che il
personaggio sta parlando in criollo e viene sottolineato dalla parola “mira” con
l’accento tonico sull’ultima sillaba ed è un imperativo. Jacobo non parla lo
spagnolo come sua nonna adottiva ma anzi egli usa un argentino stretto.
Il caso ancora più emblematico di una nuova identità del meticciato culturale è
Favel Duglatch soprannominato “el poeta” che si autodefinisce un gaucho judio e
viene presentato di fatto come una sintesi perfetta tra le tradizioni pampeane e
quelle ebraiche. Capitolo 20 : questo personaggio era considerato uno dei coloni
più pigri, di fatti il suo recinto di animali era rotto. Nonostante ciò viene descritto
come saggio e conoscitore delle sacre scritture, il quale trascorreva del tempo nelle
sinagoghe con gli anziani, per cui era legato alle sue tradizioni religiose ebraiche.
Egli era solito narrare tradizioni orali. Ecco perché viene considerato sintesi
dell’integrazione della cultura ebraica all’interno di quella gaucha argentina.
Gerchunoff ha una visione utopica riguardo l’idea di legittimare costantemente la
presenza ebraica in Argentina attraverso la figura del Gaucho , facendo quindi
rinascere l’ebreo, perseguitato in passato in Russia, poi nella figura dell’hombre
nuevo (gaucho) il quale viene considerato l’espressione dell’identità criolla.
L’autore rivendica questa fusione nel momento giusto ovvero approfittandone della
ricorrenza del Centenario dell’Indipendenza (1910, anche pubblicazione del libro).
L’ideologia del “ser nacional” (figura gaucha) è inoltre rivendicata anche dal
Nazionalismo Argentino per contrastare l’Immigrazione poiché inizialmente, alla
fine dell’800, gli altri erano visti come estranei ma successivamente, dal 1905,
vengono considerati una minaccia a causa delle loro correnti ideologiche socialiste,
anarchiche che andavano contro il governo di quel tempo. È proprio durante questo
periodo che nascono i primi sindacati.
Un tema affrontato da David Vias riguarda il periodo del Centenario (1910) in cui
la Nazione Argentina veniva celebrata come un paese prospero, accogliente, come
[ o in Inglese Melting pot , l'espressione che si usa per indicare quel tipo di società che vive e permette la
un crisol del razas
commistione di individui di origini, religioni e culture diverse con il risultato di costruire un'identità condivisa.]
ma negli anni a
venire ( anni 20 e 30) Gerchunoff dovette assistere alla deriva del Nazionalismo in
una direzione xenofoba e antisemita, all’interno della quale si sviluppò una critica
radicale nei confronti del sistema democratico soprattutto tra il 1930 e il 1943,
periodo denominato Decada Infame a causa delle feroci repressioni perpetrate
contro il popolo argentino e in particolare contro le classi lavoratrici (Semana
Tragica). Nel 1930, infatti, ci fu il colpo di stato realizzato da Uriburu per
rovesciare il Governo Radicale di Yrigoyen. Quest’era di Totalitarismi aveva già
preso forma in Europa.
Durante questi anni Gerchunoff abbandona completamene l’attività letteraria a
favore piuttosto di un giornalismo militante e prende le distanze dalla sua opera
Los Gauchos Judios perché il suo ideale di armoniosa integrazione della cultura e
del popolo ebraico in argentina si era rivelata ormai un utopia da realizzarsi. Di
conseguenza il termine Gaucho Judio si rivela un vero ossimoro (contraddizione n
termini). A partire dagli anni 40 invece egli inizia a denunciare con forza i crimini
nazisti.
Il suo libro quindi viene rieditato nel 1936 con l’aggiunta di 3 racconti : “Muerte
de Rabi Abram” (racconto più autobiografico che descrive la morte del padre) ;
“Historia de un caballo robado” (in cui viene accusato ingiustamente un ebreo di
aver rubato un cavallo) e infine l’ultimo “El candelabro de plata” (si narra del
furto di un candelabro d’argento avvenuto di sabato e l’accusa mossa nei confronti
di un uomo, dalla moglie, di non aver fatto nulla a riguardo ma il personaggio si
difende giustificandosi che quel giorno religioso fosse di riposo e quindi accezione
simbolica).
David Vias era uno scrittore critico[egli scrive anche letteratura, si comporta con la critica letteraria come se fosse
letteratura e scrive romanzi come fossero saggi di critica letteraria]
, riconosciuto e autodefinito come
“comprometido” (impegnato nelle questioni politiche e sociali), antiperonista,
anticonformista, molto polemico, autocritico soprattutto nei confronti della propria
famiglia appartenente alla classe borghese argentina. Durante la dittatura gli
vengono portati via dai militari entrambi i figli risultando scomparsi per sempre.
SCALETTA :
1. Vias scrive dei saggi molto complicati. Tra quelli più importanti sono :
“Gauchos Judios y Xenofobia” egli inizia contestualizzando il discorso
intorno al 1910, ovvero anno in cui c’è dell’ottimismo a livello nazionale
fondato sull’idea del progresso. Egli relaziona l’utopia positivista di quegli
anni al progresso voluto dai liberali e che si credeva possibile grazie
all’arrivo degli immigrati. L’utopia positivista era ritenuta tale poiché
all’epoca si credeva che le masse migratorie in arrivo fossero di provenienza
Anglosassone, quindi dall’Europa del Nord così come accadde in Nord
America. “Pero no llegaron ni rubios ni puntuales” è così che Vias si
esprime riferendosi così alle masse migratorie provenienti dal Sud
Europa(Italia, Turchia, Spagna).
2. “Pronostici ottimisti per il futuro” di Figueroa Alcorta che si lega con l’idea
di crisol del raza, ovvero società eterogenee miste che diventano omogenee
attraverso la convivenza armoniosa in una società multietnica. Con questa
ideologia non si da conto delle differenze culturali come ricchezza ma si
intende società omogenea e non eterogenea.
3.