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11/4/2020 Cinema di fantascienza - Wikipedia

Cinema di fantascienza
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Il cinema di fantascienza (o fantascientifico) è uno dei


generi cinematografici più popolari.[2] In esso, i temi tipici della
fantascienza sono colonna portante per lo sviluppo della trama.
Nei film di fantascienza, il meccanismo narrativo viene innescato
dalla presenza di elementi scientifici immaginari o ipotetici, come
potrebbero essere ad esempio la formulazione di una nuova
teoria matematica, l'invenzione di apparecchiature tecnologiche
innovative o la scoperta di nuovi e promettenti sviluppi nel
campo della bioingegneria. Solitamente questo genere di film
viene ambientato in un contesto legato a una visione più o meno
lontana del futuro, come quello dei viaggi interstellari, quello del
contatto con entità extraterrestri,[2] quello dei conflitti nucleari o
delle catastrofi climatiche globali.
Celebre fotogramma di Viaggio nella
Benché il cinema di fantascienza sia stato riconosciuto come Luna (Le voyage dans la Lune,
genere autonomo solo a partire dagli anni cinquanta, l'elemento 1902) di Georges Méliès,
generalmente citato come il primo
del fantastico era ben presente fin dagli esordi della settima arte.
film di fantascienza (preceduto in
Nel corso degli anni, il cinema fantascientifico ha saputo
realtà da alcune opere dello stesso
esplorare un'enorme rosa di soggetti e temi differenti, molti dei
regista).[1]
quali non avrebbero potuto essere rappresentati in altro modo.
Una delle qualità che rende affascinante questo genere è la sua
propensione a comunicare messaggi filosofici o politici con
elegante sottigliezza:[2] le opere di fantascienza sono state spesso utilizzate per affrontare delicati temi
sociali e di attualità – come il pacifismo, la guerra fredda, la xenofobia, le conseguenze
dell'inquinamento – in periodi storici attraversati da crisi morali,[2] pur senza rinunciare, nel
contempo, a offrire intrattenimento per gli spettatori meno smaliziati. Le produzioni fantascientifiche
hanno sempre figurato in prima linea per quanto riguarda l'aspetto più tecnico degli effetti speciali e
con il tempo le platee di appassionati si sono abituate alla rappresentazione realistica di forme di vita
aliene, spettacolari battaglie spaziali, armi a energia e mondi surreali, a conseguenza del sempre più
rapido progredire delle tecnologie animatronica e computer grafica.

Vi sono molti film di fantascienza memorabili e un numero ancora maggiore di opere mediocri, o che
possono essere annoverate addirittura tra i peggiori esempi di produzione cinematografica di tutti i
tempi.[3] Sono occorsi molti decenni – e gli sforzi collettivi di innumerevoli cineasti di talento –
perché il cinema fantascientifico iniziasse a essere considerato una forma d'arte. All'interno della
fantascienza e dei suoi confini si registra una notevole contaminazione di generi, in particolare con il
cinema del terrore.[2][4]

Indice
Storia
Primordi
Anni trenta e quaranta
Anni cinquanta
Anni sessanta
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Anni settanta
Anni ottanta
Anni novanta
Dagli anni duemila
Supereroi al cinema
L'influsso di Philip Dick
Cinema di fantascienza in Italia
Temi ed elementi tipici
Prodotti e deformazioni della scienza
Viaggi nello spazio e incontri con alieni
Visioni del futuro
Effetti speciali e fantascienza
Note
Bibliografia
Voci correlate
Il pianeta proibito (Forbidden Planet,
Altri progetti
1956), una delle più celebri pellicole
Collegamenti esterni fantascientifiche degli anni
cinquanta.

Storia
Il cinema fantascientifico è stato – fin dai suoi inizi – fortemente
influenzato dalla letteratura, tanto che diversi capolavori cinematografici
traggono la propria origine dalla fantascienza scritta. Romanzi e film
tuttavia diventano presto due entità indipendenti: l'influenza dei libri si
ferma ai soggetti, agli spunti di base, che il cinema sviluppa poi in opere
autonome. In particolare dagli anni settanta del Novecento in poi il cinema
tende a inventare da sé le proprie "mitologie fantascientifiche".[5] La
fantascienza come letteratura è analitica e tratta di idee, mentre il film è
tutt'altro che analitico e il modo in cui tratta le idee è quello di dare loro
forma visiva, immagini che possiedano una carica metaforica, e una
metafora può essere potente ma raramente precisa.[6] Il cinema, inoltre, è
considerato una forma d'arte popolare e pertanto tende spesso alla
semplificazione. Tra i moderni cineasti di fantascienza vi sono pochi Frankenstein (1910),
[6] primo adattamento
letterati. Autori hollywoodiani come George Lucas e Steven Spielberg
cinematografico del
hanno provveduto, salvo poche eccezioni, a scrivere in proprio le storie per
romanzo omonimo di
i loro film di successo, immaginando quello che avrebbero voluto vedere da
Mary Shelley.
adolescenti al cinema.[5] Gli scrittori di fantascienza si sono visti così
superati in popolarità dai cineasti di Hollywood: romanzi e racconti non
smettono di essere una fonte di idee per il cinema, ma a essi si sono
affiancate altre fonti d'ispirazione, quali i fumetti, la televisione, i videogiochi, o altri generi differenti,
o il cinema stesso, con frequenti remake di film[7] a partire dagli anni ottanta.

Nel corso del tempo il genere fantascientifico ha continuato ad affermarsi, conquistando una grossa
fetta di mercato: se nel 1971 il cinema fantastico – comprendendo oltre alla fantascienza anche
l'horror, il fantasy, il surreale – rappresentava circa il 5% degli incassi negli Stati Uniti, nel 1982
questa quota era già salita sorprendentemente fino ad avvicinarsi al 50% e nel 2010 costituiva quasi il
90%.[6]

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Primordi

Gli inizi della storia del


cinema di fantascienza
coincidono o quasi con
quelli della settima
arte. Il neonato cinema
viene scoperto infatti
come uno strumento
che permette di portare
sullo schermo non solo
la realtà quotidiana, ma
anche come mezzo
straordinario e
Il film Viaggio nella Luna (1902) di Méliès innovativo per
visualizzare i sogni e le Il robot femminile del film
fantasie dell'essere Metropolis (1927) di Fritz
umano, in modo da suscitare stupore e meraviglia nello spettatore, a un Lang
livello che non sarebbe stato possibile sul palco di un teatro. Le qualità
illusorie del cinema sono l'ideale per narrare di cose che non
sono reali, o che non lo sono ancora.[6]

Anche se i canoni del genere fantascientifico si preciseranno solo


a partire dagli anni cinquanta, in particolare nell'ambito degli
Stati Uniti,[7] tra i primissimi film di fantascienza[1] è Viaggio
nella Luna (Le voyage dans la Lune) del 1902 di Georges Méliès,
seguito a breve distanza dal più corposo Viaggio attraverso
l'impossibile. Lo stesso Méliès – che aveva già affrontato il tema
della scienza fantastica ispirandosi alla letteratura coeva, come
ne La lune à un mètre, del 1898 – è anche l'inventore dei primi
effetti speciali.[8] Il cortometraggio L'uomo meccanico
(1921)
Per quasi mezzo secolo sarebbe quindi uscita una serie di opere
che verrà definita solo a posteriori "di fantascienza", ma tali
opere sono più che altro appartenenti al genere avventuroso di ambientazione esotica, venato di
fantastico e condito di dettagli pseudoscientifici. Fanno eccezione poche pellicole,[9] a cominciare dal
celeberrimo Metropolis (1927), di Fritz Lang, apologo futuribile sulla lotta di classe ambientato in
una enorme città del 2026. Sebbene il film (sceneggiato dalla scrittrice Thea von Harbou, moglie del
regista) secondo alcuni soffra, a livello narrativo, di un "melensaggine mistica da romanzetto
d'appendice" (Morando Morandini)[10] e risolva un tema complesso come quello della lotta di classe
in modo banalmente e spudoratamente conciliatorio ("il film più stupido mai fatto", lo definì lo
scrittore H. G. Wells),[11] fu girato con grandi mezzi (grazie ai cospicui finanziamenti della casa di
produzione nazionale tedesca UFA) ed è visivamente e tecnicamente impressionante, per la
monumentale e suggestiva rappresentazione delle architetture della metropoli futura, realizzata
grazie a scenografie colossali, trucchi ottici ed effetti speciali sbalorditivi per l'epoca, il montaggio
ardito, le stupefacenti invenzioni registiche di Lang – uno dei maggiori rappresentanti del cinema
espressionista tedesco -, il suggestivo contrappunto della colonna musicale di Gottfried Huppertz,
l'algido e inquietante design della donna-robot, divenuto un'icona; meriti per i quali, a dispetto delle
sue indubbie pecche, il film viene unanimemente annoverato tra i capolavori delle settima arte[12] ed è
divenuto, col tempo, uno dei film più amati della storia del cinema da cinefili e cineasti, senza
dimenticare la sua enorme influenza sull'iconografia del genere.[13][14] Metropolis anticipa la maggior
parte dei temi della fantascienza catastrofista.[15] A rinverdirne la fama contribuì, nel 1984, la curiosa
e discussa operazione del compositore Giorgio Moroder, che curò una nuova versione del film virata
in vari registri cromatici e musicata con una colonna sonora rock.[16]

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Ad anticipare in certo modo Metropolis è il film russo Aėlita


(Аэлита, 1924) di Jakov Aleksandrovič Protazanov; tratto dal
romanzo omonimo di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, è considerato il
primo kolossal sovietico oltre che il primo film di fantascienza
girato in Russia, dove godette di una notevole popolarità.[17]

Un altro film di Fritz Lang – e un altro viaggio sulla Luna – si ha


con Una donna nella luna (Frau im Mond) del 1928, un
melodramma fantascientifico dove per la prima volta vengono
presentati al grande pubblico i fondamenti scientifici dei viaggi
spaziali su razzi, sfruttando la consulenza degli antesignani della
missilistica Hermann Oberth e Willy Ley.[18]

Le opere di Lang assieme ad altri film degli anni venti – come


Аėlita e il meno noto Parigi che dorme (Paris qui dort, 1924) di
René Clair – costituiscono dei veri e propri punti fermi nella
Scena del film Aėlita (1924) di Jakov storia del genere e forniranno ispirazione per le produzioni
Aleksandrovič Protazanov successive degli anni trenta, come Frankenstein, King Kong, La
donna e il mostro, La maschera di Fu Manchu, L'isola delle
anime perdute, per citarne alcuni tra i più noti.[9]

L'Atlantide del 1921 diretto da Jacques Feyder – prima delle molte trasposizioni cinematografiche
dell'omonimo romanzo di Pierre Benoît – è una storia fantastico-avventurosa in cui si ritrovano i
superstiti della perduta Atlantide e la loro spietata regina; successive versioni nel 1932 (Die herrin
von Atlantis) di Georg Wilhelm Pabst e nel 1949 (Siren of Atlantis) di Gregg C. Tallas.[19]

Anni trenta e quaranta

Durante gli anni segnati dalla Grande depressione (1929) il


pubblico americano cerca spesso dei modi per astrarsi dalla dura
realtà quotidiana. Tra i molti musical che invadono i cinema con
l'invenzione del sonoro vi è I prodigi del 2000 (Just Imagine) del
1930 di David Butler, una singolare commedia musicale in cui un
uomo colpito da una luce nel 1930 si risveglia cinquant'anni dopo
nella New York del 1980.

Frankenstein per la regia di James Whale del 1931, con Boris


Karloff nei panni del mostro, è il secondo e probabilmente il più
noto tra i molti film ispirati al romanzo omonimo di Mary
Shelley, divenendo un capostipite per il filone dell'horror
fantascientifico.[4] Whale ne dirigerà un seguito all'altezza nel
1935 con La moglie di Frankenstein (Bride of Frankenstein). La
mescolanza di elementi scientifici, horror e pazzia era già stata
Un primo piano di Boris Karloff nei
introdotta con due capolavori del cinema espressionista tedesco,
panni del mostro per il film La
Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari)
moglie di Frankenstein (The Bride of
del 1920 di Robert Wiene e Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Frankenstein, 1936) di James
Spieler) di Lang del 1922, dominati da magnetiche e negative Whale
figure di uomini di scienza (uno psicologo e uno psicoanalista
votati al male),[20] che verranno stereotipati nel personaggio dello
"scienziato pazzo".

Ciò è ben illustrato, oltre che in Frankenstein, ne Il dottor Jekyll (1931) di Rouben Mamoulian, ne Il
dottor Jekyll e Mr. Hyde (1941) di Victor Fleming e nella lunga serie (una quindicina) di precedenti
film muti tratti dal fortunato romanzo di Robert Louis Stevenson. Altri esempi di "follia scientifica" in
due celebri film tratti dai romanzi di H. G. Wells: L'isola delle anime perdute e L'uomo invisibile. Ne
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L'isola delle anime perdute (Island of Lost Souls, 1932) di Erle C. Kenton, primo lungometraggio
tratto dal romanzo L'isola del dottor Moreau, uno scienziato compie atroci esperimenti su uomini e
animali su una sperduta isola dell'oceano. L'uomo invisibile (The Invisible Man) di James Whale del
1933, è invece un ricercatore che sperimenta su sé stesso un siero dell'invisibilità, cosa che finisce per
trascinarlo oltre i limiti dell'etica, della legalità e della sanità mentale. Altro riuscito film ispirato
all'opera dello scrittore britannico è La vita futura (Things to Come, 1936) di William Cameron
Menzies, che narra la storia futura di un intero secolo, fino al 2036, profetizzando le devastazioni
dell'imminente secondo conflitto mondiale:[21] malgrado lo scarso successo, fu la più ambiziosa e
costosa produzione di fantascienza degli anni trenta.[6]

La fine del mondo (La fin du monde, 1931), diretto e interpretato


da Abel Gance, tratto dal romanzo omonimo di Camille
Flammarion, è invece una storia apocalittica sulla fine del mondo
a causa di una cometa, anticipando il filone catastrofico,[23] tema
ripreso anche ne La distruzione del mondo (Deluge, 1933) di
Felix E. Feist, ricordato come uno dei primi film catastrofici
dell'epoca del sonoro, che mostra una New York che viene
demolita da un terremoto e da una gigantesca onda anomala.[24]

Dopo tante trasposizioni da


romanzi, una storia originale
con King Kong del 1933,
diretto da Merian C. Cooper
ed Ernest B. Schoedsack. Il
film costituisce uno dei
paradigmi di base del
linguaggio cinematografico:
la sapiente combinazione di
Flash Gordon del 1936, il primo e elementi avventurosi,
[22] romantici e fantastici, Foto promozionale per il film King
più celebre serial di fantascienza.
insieme a una serie di trucchi Kong (1933)
visivi all'epoca rivoluzionari,
ne ha fatto uno dei massimi capolavori della storia del cinema.
Per King Kong l'esperto di effetti speciali Willis O'Brien mescolò per la
prima volta l'animazione a passo uno con altre tecniche, come la
retroproiezione, la proiezione miniaturizzata e lo schermo blu,
inserendo gli attori in scene mai viste prima. L'idea che possano esistere
dei "mondi perduti" in cui il tempo si è fermato, come l'isola in cui il
gigantesco gorilla Kong combatte contro feroci animali preistorici,
proviene direttamente dai romanzi avventurosi della tarda epoca
vittoriana della fine dell'Ottocento ed è stata ripresa con successo al
cinema in film spettacolari come appunto Il mondo perduto (The Lost
Lo scienziato pazzo dott.
World, 1925) di Harry Hoyt, primo adattamento del romanzo omonimo
Thorkel (Albert Dekker) nel
di Arthur Conan Doyle e prima pellicola a mostrare al grande pubblico i
film Dr. Cyclops (1940)
dinosauri "dal vivo" grazie alla tecnica di animazione del passo uno,
sempre per opera di Willis O'Brien. Un altro "mondo perduto" è
mostrato nell'utopico Orizzonte perduto (Lost Horizon, 1937) di Frank
Capra, film tratto dall'omonimo romanzo di James Hilton.

Alla fine degli anni trenta le pellicole di fantascienza sono abbastanza poche e il tema più ovvio è la
space opera.[6] Dalle popolari strisce a fumetti fanno il loro ingresso nel cinema i personaggi eroici
della fantascienza dell'epoca, in serial cinematografici che puntano anche al pubblico adulto:[25] Flash
Gordon nel 1936 - primo e più celebre serial di fantascienza[22] - e Buck Rogers nel 1939. Quasi la
metà (6 su 14) dei serial prodotti nei cinque anni successivi all'uscita di Flash Gordon furono
fantascientifici.[26]
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In varie pellicole fanta-orrorifiche sono le deformazioni della scienza a essere protagoniste.[2] In Dr.
Cyclops (1940) un folle scienziato conduce esperimenti di miniaturizzazione degli esseri viventi;
diretto da Ernest B. Schoedsack, regista anche di King Kong, come il film precedente tratta di una
spedizione nella giungla alla ricerca di una scoperta scientifica, utilizzando set elaborati ed effetti
speciali, in questo caso per mostrare efficacemente esseri umani rimpiccioliti. Primo film di
fantascienza statunitense realizzato in Technicolor, Dr. Cyclops segna l'epoca del primo grande
sviluppo della tecnica degli effetti speciali, combinando modellini, trucchi ottici, sovrimpressioni e
trasparenti.[7] In Mostro pazzo (The Mad Monster, 1942) di Sam Newfield, una trasfusione di sangue
sperimentale trasforma un innocuo giardiniere non nel super soldato che si desiderava ottenere ma in
un feroce uomo-lupo.[27] La donna e il mostro (The Lady and the Monster, 1944) di George Sherman,
narra invece di un cervello umano che viene fatto vivere anche dopo la morte del corpo.[28] Krakatit
(1948), fanta-thriller cecoslovacco di Otakar Vávra tratto da un romanzo di Karel Čapek, è
considerato uno dei primi film ad avere messo seriamente in guardia sui pericoli della guerra
atomica;[29][30] in esso la vita di uno scienziato è sconvolta dall'invenzione di un nuovo esplosivo di
inaudita potenza.[31]

Anni cinquanta

Negli anni cinquanta si verifica, a partire dagli Stati


Uniti, una specie di esplosione della diffusione del
genere fantascientifico, con la produzione di una
grande quantità di film da parte degli studios
hollywoodiani e di quelli indipendenti. La
fantascienza esce finalmente al di fuori delle riviste
pulp – che erano rivolte soprattutto agli adolescenti
– per rivolgersi al grande pubblico, entrando, oltre Il pianeta proibito (1956)
che nei cinema, nelle librerie, nei fumetti, nei
cartoni animati, nei giocattoli e nel medium più
recente, la televisione. È sensibile il cambiamento portato da un
nuovo influsso culturale: da un lato vi è l'entusiasmo per il
progresso della nascente industria missilistica e aerospaziale, con
l'avvio attorno al 1957 della corsa allo spazio, dall'altro sognare il
futuro è anche un modo per astrarsi dal presente e soprattutto
dimenticare la seconda guerra mondiale da poco conclusa. Negli
Stati Uniti il senso di ottimismo dato dal crescente sviluppo
industriale e dalla recente pace conquistata viene
controbilanciato dalle ansie della guerra fredda e dell'equilibrio
del terrore.[2][7][32] I primi avvistamenti di UFO[9] e la nascita
dell'ufologia nel 1947 inoltre forniscono impulso alla diffusione
dell'archetipo dell'alieno nella cultura popolare.[33]

Con i primi anni cinquanta si può considerare avvenuta la


codificazione del genere fantascientifico, assieme all'arrivo dei
primi capolavori del moderno "fantacinema" (che allora era
definito scientifilm):[34] Ultimatum alla Terra (The Day the
Earth Stood Still) di Robert Wise e La cosa da un altro mondo
(The Thing from Another World) di Christian Nyby e Howard Radiazioni BX: distruzione uomo
Hawks, entrambi film del 1951.[35] Ultimatum alla Terra è (The Incredible Shrinking Man,
giudicato dalla critica un film fantascientifico adulto e presenta la 1957)
figura dell'extraterrestre come un saggio messaggero inviato a
Washington da una potenza superiore.[36] A sua volta Uomini
sulla Luna (Destination Moon) di Irving Pichel del 1950 è stato spesso visto come il primo grande
classico della fantascienza moderna,[37] anticipando in maniera coinvolgente e scientificamente
accurata (per l'epoca) lo sbarco sulla Luna avvenuto vent'anni dopo, grazie alla collaborazione con il
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divulgatore scientifico Willy Ley e l'illustratore di space-art Chesley Bonestell.[37] Allo stesso filone
appartiene La conquista dello spazio (Conquest of Space, 1955) prodotto da George Pal e diretto da
Byron Haskin – un film di sapore documentaristico tratto dal libro Progetto Marte di Wernher von
Braun – rimasto per molti anni una pietra miliare del genere grazie agli effetti speciali, agli scenari di
Bonestell e all'avventurosa esplorazione di Marte,[38] ambientata nel 1980.[39] Stazione spaziale K9
(Небо зовет, 1959) di Michail Karyukov e Aleksandr Kozyr, il primo grande film di fantascienza
russo dopo Aėlita del 1924,[40] tratta della competizione per la conquista dello spazio tra USA e URSS.

Quando i mondi si scontrano (When Worlds Collide, 1951) di Rudolph Maté descrive la drammatica
fuga dell'umanità sopravvissuta alla distruzione della Terra a causa di un impatto astronomico.[41]

In definitiva, la fantascienza cinematografica si caratterizza negli anni


cinquanta soprattutto come avventura incentrata sullo spazio (tema della
space opera letteraria), che si tratti di partire dal nostro pianeta per
esplorarne l'infinito (Il pianeta proibito, 1956), oppure che siano i suoi
misteriosi abitanti a fare visita alla nostra Terra,[9] rivelando spesso
intenzioni poco benevole.

La guerra dei mondi (The War of the Worlds, 1953) di Byron Haskin,
liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Wells, propone con un certo
realismo un'apocalittica invasione da parte di spietati alieni.[42] Ancora nel
1953 altre storie d'invasione con Destinazione... Terra! (It came from
Outer Space) di Jack Arnold e Gli invasori spaziali (Invaders from Mars)
di William Cameron Menzies, come pure L'astronave atomica del dottor
Quatermass (The Quatermass Experiment, 1955) di Val Guest e La Terra
George Pal, produttore, contro i dischi volanti (Earth vs. the Flying Saucers, 1956) di Fred F.
regista e tecnico degli Sears.
effetti speciali di vari
classici della Assai inquietante[43] l'infiltrazione
fantascienza degli anni aliena segreta narrata ne L'invasione
cinquanta e primi anni degli Ultracorpi (Invasion of the Body
sessanta Snatchers, 1956) di Don Siegel, dove
gli esseri umani vengono sostituiti da
perfette "copie" aliene; extraterrestri
sotto mentite spoglie anche in Ho sposato un mostro venuto
dallo Spazio (I Married a Monster from Outer Space, 1958) di
Gene Fowler Jr. Le angosce dell'epoca della guerra fredda, con
l'ossessione di essere spiati e la minaccia incombente di un
conflitto nucleare, sono evidenti in numerosi film, nei quali la
figura dell'extraterrestre tradisce la paura collettiva dell'invasione
sovietica.[2]

Il pericolo incombe perfino quando gli alieni giungono animati


da buone intenzioni, come in Ultimatum alla Terra o in
Cittadino dello spazio (This Island Earth, 1955) di Joseph M.
Newman, prima vera e propria space opera cinematografica,[44] o
ancora ne I figli dello spazio (The Space Children, 1958),
un'opera "minore" di Jack Arnold che però propone – in Plan 9 from Outer Space (1959) di
controtendenza col periodo – un messaggio pacifista che Ed Wood. Benché sia stato citato
individua nei bambini la forza che potrà salvare il futuro come "il peggior film di tutti i
dell'umanità.[45] È proprio Jack Arnold – benché sconosciuto al di tempi",[3] è considerato un cult.
fuori del campo – uno dei maestri indiscussi della fantascienza
del tempo;[8] dal 1953 alla fine del decennio firma la regia per

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molti di quelli che sono oggi considerati capolavori del genere, benché girati con mezzi limitati; ed è
anche colui che – grazie alla padronanza acquisita nel linguaggio cinematografico – osa proporre
nelle sue opere temi controcorrente per l'epoca, come le minoranze, i diversi e la tolleranza.[46]

La minaccia può giungere dallo spazio anche a bordo di una meteora, come ne La meteora infernale
(The Monolith Monsters, 1957) di John Sherwood e in Fluido mortale (The Blob, 1958) di Irvin S.
Yeaworth.

L'"alieno" non proviene necessariamente da un lontano pianeta, ma può essere ugualmente


terrificante, come Il mostro della laguna nera (Creature from the Black Lagoon, 1954) di Jack
Arnold, le formiche giganti cresciute a causa di un test atomico in Assalto alla Terra (Them!, 1954) di
Gordon Douglas, o il dinosauro radioattivo sorto dai mari del Giappone Godzilla (Gojira, 1954) di
Ishiro Honda, gli enormi ragni di Tarantola (Tarantula, 1955) di Jack Arnold, il polpo gigante che
terrorizza le coste americane ne Il mostro dei mari (It Came from Beneath the Sea, 1955) di Robert
Gordon, L'assalto dei granchi giganti (Attack of the Crab Monsters, 1956) di Roger Corman, o
ancora l'uomo comune che viene ridotto a dimensioni sempre più microscopiche in Radiazioni BX:
distruzione uomo (The Incredible Shrinking Man, 1957) di Jack Arnold e lo sfortunato scienziato
rimasto vittima delle proprie ricerche ne L'esperimento del dottor K. (The Fly, 1958) di Kurt
Neumann. Come già alla fine del decennio precedente, la scienza e la tecnologia provocano
entusiasmi e speranze, ma anche molte diffidenze e paure, tanto che esperimenti scientifici finiti male
possono generare mostri terribili.[47] Nel film cecoslovacco La diabolica invenzione (Vynález skázy,
1958) di Karel Zeman, uno scienziato che ha inventato un esplosivo di inaudita potenza è tenuto
prigioniero su un'isola e sarà costretto a farsi saltare in aria per non far cadere in mani sbagliate il
risultato dei suoi studi.[48]

Mondo senza fine (World Without End, 1956) di Edward Bernds è la prima pellicola a trattare i viaggi
nel tempo e i paradossi spazio-temporali ed è anche il primo film di fantascienza distribuito in
CinemaScope.[49]

Non mancano infine le versioni hollywoodiane di "viaggi straordinari" dei romanzi di Verne, come
20.000 leghe sotto i mari (20,000 Leagues Under the Sea, 1954) di Richard Fleischer che
materializza il sottomarino Nautilus del Capitano Nemo e Viaggio al centro della Terra (Journey to
the Center of the Earth, 1959) di Henry Levin, una fantastica incursione nelle profondità del pianeta
alla scoperta di un vero e proprio "mondo perduto".[50] Nel duemila non sorge il sole (1984) del 1956
di Michael Anderson è la prima opera cinematografica ispirata al romanzo distopico 1984 di George
Orwell.

Anni sessanta

Nel corso degli anni sessanta


la fantascienza, fino ad allora
confinata nell'ambito di un
cinema popolare, "basso",
compie il salto di qualità e
viene elevata a dignità d'arte
Marcello Mastroianni ne La decima da una serie di opere Jane Fonda in Barbarella (1968)
vittima (1965) d'autore dagli esiti più o
meno felici.

Per primi, gli autori francesi della Nouvelle Vague, a partire dal cortometraggio sperimentale La jetée
(1962), di Chris Marker, cineasta d'avanguardia che nel narrare un'angosciosa vicenda di viaggi
attraverso il tempo restituisce visivamente il tema del ricordo costruendo il film come un montaggio
di soli fotogrammi fissi; il corto sarà tra l'altro fonte di ispirazione per Je t'aime, je t'aime - Anatomia
di un suicidio del 1968 di Alain Resnais e molti anni dopo per L'esercito delle 12 scimmie (1995) di
Terry Gilliam. Alla metà degli anni sessanta faranno la loro incursione nel genere i due più celebri
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rappresentanti del movimento: prima Jean-Luc Godard, con


Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (Alphaville, une
étrange aventure de Lemmy Caution, 1965),[51] raffinato
divertissement che mescola una rivisitazione parodistica del
cinema spionistico con una metafora anti-capitalistica densa di
reminiscenze orwelliane, poi François Truffaut, che nel 1966 gira
Fahrenheit 451, trasposizione dell'omonimo romanzo di Ray
Bradbury. A questi si aggiungerà nel 1968 Roger Vadim con
Barbarella, disinvolta commedia tratta dal fumetto omonimo,
incentrata sulle avventure spaziali – anche erotiche –
dell'avvenente protagonista femminile. Nel frattempo nella
fantascienza letteraria – che rimane spesso la fonte d'ispirazione
e l'elemento trainante – era nata la New Wave, una corrente
ispirata proprio alla Nouvelle Vague che privilegia gli aspetti
sociali e umanistici più che quelli tecnologici e scientifici,
destinata ad avere una profonda influenza innovatrice sul genere
fantascientifico, in cui introduce numerosi temi in precedenza
lasciati al margine, primo tra tutti il sesso.
L'invasione dei mostri verdi o Il
Efficaci e straordinarie per l'epoca le scene di accelerazione dello
giorno dei Trifidi (The Day of the
scorrere del tempo ne L'uomo che visse nel futuro (The Time Triffids, 1963)
Machine, 1960) di George Pal, un'escursione nel lontano futuro
dell'umanità a bordo di una macchina del tempo rimasto tra i più
celebri film tratti dai romanzi di H. G. Wells. L'inquietante Il villaggio dei dannati (Village of the
Damned) di Wolf Rilla, dello stesso anno, ispirato a un romanzo di John Wyndham, narra di una
invasione aliena attraverso dei bambini in un villaggio della campagna inglese, ed ha avuto un
seguito, La stirpe dei dannati (Children of the Damned, 1963) di Anton Leader. Altre minacce aliene
ne L'invasione dei mostri verdi o Il giorno dei Trifidi (The Day of the Triffids, 1963) di Steve Sekely;
e L'astronave degli esseri perduti (Quatermass and the Pit - Five Million Years to Earth, 1967) di
Roy Ward Baker, dove la minaccia aliena viene incontrata addirittura sotto terra, durante gli scavi per
la metropolitana di Londra.

Nel 1962 fa il suo debutto Agente 007 - Licenza di uccidere (Dr. No) di Terence Young, primo film di
James Bond (la serie cinematografica più popolare del decennio)[52] destinato ad aprire la strada,
nella seconda metà degli anni sessanta, a un nutrito filone d'imitazione di film fanta-sponistici
europei e italiani in particolare, più o meno tutti basati sullo stereotipo dell'agente segreto che,
attorniato da immancabili belle donne, lotta contro scienziati pazzi e/o organizzazioni segrete che
bramano di conquistare il mondo con fantascientifiche armi apocalittiche.

La decima vittima (1965) di Elio Petri, tratto da un racconto di


Robert Sheckley, è uno dei rari film italiani di fantascienza che
esce dall'imitazione di serie B delle pellicole d'importazione.
Altro film italiano degno di nota è Terrore nello spazio, un fanta-
horror di Mario Bava dello stesso anno, che quasi quindici anni
dopo avrebbe influenzato il film Alien (1979) di Ridley Scott.[7]

Tra i film culto del periodo Viaggio allucinante (Fantastic


Voyage, 1966) di Richard Fleischer, che grazie ai notevoli effetti
Terrore nello spazio (1965) di Mario
speciali (premiati con l'Oscar) mostra per la prima volta un
Bava
equipaggio di esseri umani – sottoposti a un processo di
miniaturizzazione – viaggiare all'interno di un corpo umano
vivente a bordo di una microscopica navetta-sonda.[53]

https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 9/33
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Tra la fine degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta il cinema di fantascienza
hollywoodiano trasforma il filone fantapolitico in una fantascienza sociologica con una forte
componente simbolica, grazie sia all'influsso di opere di fantascienza di altre cinematografie sia
all'affiorare di nuovi delicati temi politici e sociali.[7] La narrativa fantascientifica – a partire dalle
opere letterarie – è spesso utilizzata per trattare temi che in precedenza erano raramente affrontati
nelle opere del genere. Molte opere narrano ora, in termini metaforici o con toni ironici e fiabeschi,
utopie sociali di un ipotetico futuro, tutte destinate a trasformarsi in sistemi totalitari.[7]

Nel 1968 esce Il pianeta delle scimmie


(Planet of the Apes) di Franklin
Schaffner, tratto dall'omonimo
Logo di 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey,
romanzo di Pierre Boulle, film con cui il
1968) di Stanley Kubrick
genere – finora confinato nel cinema
americano nel "ghetto" dei film di serie
B – viene "promosso" dallo studio-
system hollywoodiano al rango di produzione ad alto costo (nel cast star del calibro di Charlton
Heston); ma al di là della sua natura di prodotto di consumo, il film ha comunque una forza
inquietante e degli spunti satirici inusitati nel cinema fantascientifico popolare. Seguito da quattro
sequel e da una serie televisiva, il film è divenuto col tempo un cult e uno dei classici del genere.

La vera svolta arriva con l'epocale 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968) di
Stanley Kubrick (che si era già accostato al genere nel 1964 con l'agghiacciante satira fantapolitica Il
dottor Stranamore del 1964). Odissea nello spazio – la pellicola fantascientifica più vista del
decennio[52] – diviene il film di fantascienza per eccellenza,[54] capolavoro assoluto della storia del
cinema, mito per generazioni di cinefili e cineasti, punto di riferimento della fantascienza successiva
non solo per la puntigliosa descrizione di un possibile mondo futuro e per l'altissimo livello tecnico
degli effetti speciali, ma soprattutto per l'impressionante potenza visionaria e per la perturbante,
ambigua e ficcante riflessione filosofica sulla natura e il destino dell'umanità; un'opera che non dà
risposte ma offre solo interrogativi, stimolando nello spettatore infinite riflessioni.[2]

Anni settanta

Il decennio si apre con


una nutrita schiera di
pellicole entrate nel
culto, del filone Logo del film Andromeda (The Andromeda Strain, 1970)
apocalittico e post
apocalittico, o
comunque distopico: 2000: la fine dell'uomo (No Blade of Grass, 1970) di Cornel Wilde; 1975: Occhi
bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man), di Boris Sagal, tratto da un romanzo di Richard
Matheson, in cui i pochi sopravvissuti a una misteriosa pestilenza si sono trasformati in vampiri, con
l'unica eccezione del protagonista; Andromeda (The Andromeda Strain) di Robert Wise, in cui un
organismo alieno minaccia la vita sulla Terra.

Ma una delle opere-simbolo dell'intero decennio è Arancia meccanica (A Clockwork Orange, 1971) di
Stanley Kubrick, tratto dall'omonimo romanzo distopico scritto da Anthony Burgess nel 1962, che
prefigura in uno scenario fantapolitico una società caratterizzata dall'esasperata e gratuita violenza
giovanile e dal condizionamento del pensiero.[55] Come molte altre pellicole del periodo, Arancia
meccanica è permeato di nichilismo, derivante sia dalle matrici letterarie sia dai conflitti dell'epoca,
con la guerra del Vietnam e la contestazione giovanile.[56]

2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973) di Richard Fleischer è invece un'amara riflessione sul
tema globale della sovrappopolazione.[57][58] Ancora dello stesso anno L'uomo che fuggì dal futuro
(THX 1138), primo lungometraggio di George Lucas, mette in scena un futuro distopico di orwelliana

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memoria. Ne Il mondo dei robot (Westworld, 1973) di Michael Crichton, gli automi che popolano un
parco di divertimento di lusso si ribellano uccidendo gli avventori umani.

Zardoz (1974) di John Boorman e La fuga di Logan (Logan's Run, 1976) di Michael Anderson sono
entrambi ambientati in remoti futuri post apocalittici e incentrati sulla fuga da un mondo gestito da
un supercomputer, grazie all'intrusione di un protagonista ribelle. Rollerball (1975) di Norman
Jewison propone invece un futuro prossimo dominato dal potere dei mass media e dalla violenza in
tv, mentre L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth, 1976), di Nicolas Roeg, è la
disperata parabola esistenziale di un extraterrestre imprigionato sulla Terra e in un'apparenza fisica
non sua, narrata dal punto di vista dell'alieno.

Non mancano in questi anni opere satiriche di rilievo: del 1971 è la commedia di Woody Allen Il
dormiglione (Sleeper). Altre pellicole brillanti del decennio sono Frankenstein Junior di Mel Brooks
(1974), una rivisitazione comica dei vecchi film di Frankenstein, e lo psichedelico e trasgressivo The
Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman del 1975, una commedia musicale che rivisita a sua volta
il mito di Frankenstein in un'allegoria a base di allusioni sessuali, musica rock e travestitismo.[59][60]
Dark Star di John Carpenter (1974) riprende in senso surreale e parodistico i temi di 2001: Odissea
nello spazio.

Se i film di Andrej Arsen'evič Tarkovskij Solaris (1972) e Stalker


(1979) conquistano la critica, nel 1977 Guerre stellari di George
Lucas e Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg
conquistano definitivamente un pubblico di massa che la
fantascienza, in precedenza, non aveva avuto. In particolare il
film di Spielberg di fatto riscrive le regole codificate del genere,
che volevano l'alieno nei panni del mostruoso invasore, dandone
una visione assai più benevola e "umanizzante". Il trionfo
Logo di Guerre stellari (1977) commerciale, inaspettato e senza precedenti, di Guerre stellari –
il film più visto del decennio[61] – segna invece il ritorno a una
fantascienza più avventurosa e spensierata, spesso favolistica, più
basata sulla perfezione e l'innovazione degli effetti speciali che sulla complessità di contenuti e trame,
facendo tornare in auge l'epica della space opera[62] che era ormai dimenticata dal cinema. Sulla scia
del successo del capolavoro di Lucas vengono prodotti, tra gli altri, il primo film di Star Trek (Star
Trek: The Motion Picture, 1979), per la regia di Robert Wise, e The Black Hole - Il buco nero (1979),
la più dispendiosa produzione cinematografica della Disney.[63]

Nel 1978 giunge Superman di Richard Donner, il primo importante film di supereroi,[64] che si
aggiudica il terzo posto tra i film di fantascienza più popolari degli anni settanta.[61] Visioni assai
meno rassicuranti vengono offerte allo spettatore nello stesso anno da Terrore dallo spazio profondo
(Invasion of the Body Snatchers) di Philip Kaufman – un remake de L'invasione degli ultracorpi – e
da Capricorn One di Peter Hyams, incentrato su un complotto governativo per inscenare una finta
missione spaziale ingannando l'opinione pubblica.

Del 1979, Alien di Ridley Scott diviene un punto fermo nel filone fanta-horror, mentre Interceptor
(Mad Max) di George Miller inaugura una fortunata serie di film postatomici girati in Australia.
L'uomo venuto dall'impossibile (Time After Time) di Nicholas Meyer propone invece una vicenda
avventurosa a base di viaggi nel tempo che si ispira alla Macchina di tempo di H. G. Wells per
elaborare una storia originale di sapore steampunk.

Anni ottanta

Il genere di maggior successo del cinema degli anni ottanta è proprio la fantascienza, che può vantare
le tre pellicole più viste del decennio,[65] assieme a vari altri clamorosi successi e film di culto. La
fantascienza cinematografica si è ormai svincolata da quella letteraria, tanto che i film di maggiore
successo non sono più, tranne in pochi casi, adattamenti di romanzi ma storie originali scritte
https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 11/33
11/4/2020 Cinema di fantascienza - Wikipedia
[5]
appositamente per il grande schermo. Negli Stati Uniti il
cinema fantastico (comprendendo fantascienza, horror, fantasy,
surreale) incamera nel 1982 quasi il 50% degli incassi (dieci anni
prima, nel 1971, era solo il 5%).[6]

Già sdoganata come genere di largo consumo da Guerre stellari


nel 1977, negli anni ottanta la fantascienza viene sempre più
frequentata dal cinema commerciale hollywoodiano ad alto
Logo del film E.T. l'extra-terrestre
costo; oltre agli altri due film della prima trilogia di Guerre
(1982)
stellari – L'Impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back,
1980) di Irvin Kershner e Il ritorno dello Jedi (Return of the
Jedi, 1983) di Richard Marquand – nel decennio viene prodotta una lunga serie di pellicole di
intrattenimento all'interno delle quali si possono individuare vari filoni: la fantascienza ludica e
spensierata di titoli come Flash Gordon (1980) di Mike Hodges, Ghostbusters - Acchiappafantasmi
(1984) di Ivan Reitman, Explorers (1985) di Joe Dante e Ritorno al futuro (Back to the Future) di
Robert Zemeckis; l'horror fantascientifico che, già componente fondamentale delle produzioni a
basso costo degli anni cinquanta e rivitalizzato alla fine del decennio precedente da Alien (1979) di
Ridley Scott, produce pellicole di culto come La cosa (The Thing, 1982) di John Carpenter e Aliens -
Scontro finale (Aliens, 1986) di James Cameron, sequel del film di Scott.

La fantascienza tuttavia non si esprime solo come pura evasione fantastica. Circa 100 milioni di
spettatori statunitensi[66] assistono alla prima messa in onda del film per la televisione The Day After
- Il giorno dopo del 1983 di Nicholas Meyer, che pochi anni prima della fine della guerra fredda
mostra in modo assai realistico (benché probabilmente riduttivo) gli effetti di un ipotetico attacco
nucleare sugli abitanti di una cittadina rurale del Kansas. Provocando grande scalpore nell'opinione
pubblica, The Day After (distribuito al cinema in Italia nel 1984) fa concorrenza alle maggiori
produzioni cinematografiche e riceve il più alto indice di gradimento mai conseguito da un film
prodotto per la tv.[66] Il film Wargames - Giochi di guerra (WarGames) di John Badham dello stesso
anno tratta ancora della minaccia nucleare, con un hacker ragazzino che penetra nei computer della
difesa rischiando di scatenare la terza guerra mondiale. Wargames non è solo un film critico
sull'equilibrio del terrore atomico, ma anche una riflessione sull'intelligenza artificiale e la prima
pellicola in cui gli hacker sono protagonisti.[67]

Di grande rilievo dal punto di vista quantitativo – e in parte


anche qualitativo – l'ibridazione, spesso di gusto spiccatamente
fumettistico, tra la fantascienza e il cinema d'azione violenta, con
film come 1997: fuga da New York (Escape from New York,
1981), di John Carpenter, Terminator (The Terminator, 1984), di
James Cameron, RoboCop (1987) di Paul Verhoeven, Predator
(1987) di John McTiernan, e la prosecuzione del ciclo post-
apocalittico di Mad Max, di George Miller, che era iniziato nel
1979 con Interceptor e prosegue con Interceptor - Il guerriero
della strada (Mad Max 2: The Road Warrior, 1981),
concludendosi con Mad Max - Oltre la sfera del tuono (Mad Max
Beyond Thunderdome, 1985). Passa invece un po' inosservato –
malgrado la riuscita tecnica e la suspense – il film britannico
Atmosfera zero (Outland, 1981) di Peter Hyams, un "western
spaziale"[68] la cui trama ricorda Mezzogiorno di fuoco.[2]

Tra i titoli epocali del decennio, immancabile E.T. l'extra-


terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial, 1982) di Steven Spielberg, il Il costume di RoboCop (1987)
film di maggiore successo degli anni ottanta,[65] ideale
continuazione della fantascienza messianica e ottimista di
Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977; il film propone un originale nuovo approccio alla
fantascienza, sovrapponendo assai singolarmente l'elemento favolistico a quello fantascientifico.[69]
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Alieni buoni si incontrano anche nel film Cocoon - L'energia


dell'universo (Cocoon, 1985) di Ron Howard.[70] Di minor
risonanza, ma con temi simili, Il mio nemico (Enemy mine, del
1983) di Wolfgang Petersen, che riprende il tema dell'incontro tra
razze auspicando un percorso di avvicinamento invece della
xenofobia, tratto dal romanzo Mio caro nemico (Enemy mine,
1979) di Barry B. Longyear.

Il fattore che nel decennio acquisisce un peso sempre maggiore


sul cinema fantascientifico d'intrattenimento sono gli effetti
speciali, che conoscono un grande sviluppo tecnologico: nel 1982
col film La cosa di Carpenter, gli effetti speciali meccanici e
prostetici hanno ormai raggiunto un altissimo grado di
perfezione e nello stesso anno Tron di Steven Lisberger – primo
film sulla realtà virtuale – sperimenta per la prima volta la
Steven Spielberg, regista di
grafica al computer, sfruttata anche per creare interamente una
numerosi film fantascientifici tra i
lunga sequenza[71][72] di battaglie spaziali in Giochi stellari (The
quali E.T. l'extra-terrestre
Last Starfighter, 1984) di Nick Castle, e che alla fine del decennio
con The Abyss (1989) di James Cameron e Moontrap -
Destinazione Terra mostrano già possibilità sbalorditive.

Se gli anni ottanta segnano il trionfo della fantascienza come genere di intrattenimento di massa,
nondimeno nel corso del decennio vedono la luce anche opere d'autore di grande rilievo artistico, a
cominciare dall'epocale Blade Runner (1982), di Ridley Scott, malinconico e struggente noir
ambientato nella cornice altamente suggestiva di una Los Angeles del 2019 raffigurata con grande
raffinatezza scenografica e luministica. Divenuta, dopo un iniziale insuccesso, un film culto
imprescindibile, probabilmente uno dei maggiori della storia del cinema, la pellicola – liberamente
ispirata a un romanzo di Philip K. Dick – è anche precorritrice nel cinema delle tematiche del
nascente cyberpunk.[73][74] Nel 1992 Ridley Scott ne proporrà un controverso director's cut privo della
narrazione fuori campo e con un finale più pessimistico rispetto a quello, piuttosto consolatorio,
imposto originariamente dalla produzione.[75]

Tematiche spiccatamente cyberpunk si ripresentano anche in altri film, come il memorabile


Videodrome (1983), di David Cronenberg, opera potente e allucinatoria, definita da Andy Warhol
"l'Arancia meccanica degli anni ottanta",[76] che esplora l'ampliamento dei limiti della percezione
umana portato dalle nuove tecnologie e la pervasività della televisione; in Akira ( ア キ ラ , 1988) di
Katsuhiro Ōtomo, tratto dal manga omonimo, e in Tetsuo (1989) di Shinya Tsukamoto, che immagina
una repellente commistione tra carne umana e metallo.[7] Degno di essere annoverato tra le vette del
genere e non solo è il capolavoro fantastico[77] Brazil (1985) di Terry Gilliam, grottesco e surreale
apologo sull'oppressione del "sistema" che annulla ogni iniziativa personale e priva l'individuo dei
suoi sogni imponendogli i propri finti valori, opera straordinaria per la lucida e spietata analisi delle
aberrazioni della modernità, l'altissima suggestione figurativa surreale[78] e la destabilizzante
mescolanza di tragico e comico. Il film, da molti etichettato, in modo un po' banalizzante, come una
rilettura in chiave grottesca del romanzo 1984 di George Orwell,[79] pur rivelandosi inizialmente un
insuccesso commerciale, diverrà col tempo un cult di nicchia per i cinefili di mezzo mondo e verrà
annoverato come un "manifesto" del cinema postmoderno.[80]

Ma d'altra parte, anche un film apparentemente solo di genere come 1997: fuga da New York (1981)
di John Carpenter aveva mostrato, sotto la scorza avventurosa, veleni politici visceralmente nichilisti
e un discorso disincantato e pessimistico sulla fine del sogno americano,[81] così come La cosa (1982),
dello stesso regista, ricorreva ai meccanismi del thriller-horror per mettere in scena un'amara
metafora del cinismo e dell'animalesco individualismo umano, come pure si vede ne La mosca (The
Fly, 1986) di David Cronenberg.

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Le commedie di ispirazione fantascientifica negli anni ottanta rivestono un ruolo importante al


botteghino,[82] con i primi due film della trilogia di Ritorno al futuro (Back to the Future) di Robert
Zemeckis nel 1985 e 1989, Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984) di Ivan Reitman e il suo seguito
del 1989, o ancora con Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (Honey, I Shrunk the Kids, 1989) di Joe
Johnston, prodotto dalla Walt Disney Pictures.

Una nota a parte merita Dune (1984) del visionario David Lynch, all'epoca una delle produzioni di
fantascienza più spettacolari e dispendiose della storia del cinema e che, malgrado lo scarso successo
nel mercato statunitense e le critiche per la trama troppo complicata, ha indubbi meriti sia sul piano
visivo[83] sia per essere stata la prima e unica produzione cinematografica a portare sullo schermo –
dopo vari tentativi falliti – il celebre e complesso romanzo di Frank Herbert.

Gli anni ottanta si chiudono col campione d'incassi Batman (1989) di Tim Burton, visionaria
riproposizione del personaggio dei fumetti a 50 anni dalla sua prima apparizione,[84] un successo che
rivitalizza il filone dei supereroi dopo i seguiti di Superman via via scaduti nell'auto-parodia in stile
camp (una sorte in cui tuttavia seguirà anche la serie di Batman, col terzo e quarto film affidati a Joel
Schumacher).[64]

Anni novanta

Gli anni novanta segnano il trionfo degli effetti speciali, con le


tecnologie digitali che giungono a piena maturità. Numerosi tra i
maggiori incassi del decennio sono film di fantascienza:[85][86]
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (1999), Jurassic
Park (1993) e Il mondo perduto - Jurassic Park (1997) di Steven
Spielberg, Independence Day (1996) di Roland Emmerich, la
commedia Men in Black (1997) di Barry Sonnenfeld,
Armageddon - Giudizio finale (1996) di Michael Bay,
Terminator 2 - Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgment
Day, 1991) di James Cameron e Matrix (1999) dei fratelli
Wachowski. Tra gli altri film fantascientifici di successo Batman Matrix (1999)
- Il ritorno (1992) di Tim Burton, Godzilla (1998) di Emmerich,
Il quinto elemento (Le cinquième élément, 1997) di Luc Besson
(la pellicola più costosa mai prodotta in Europa all'epoca della
sua uscita[87]), Atto di forza (Total Recall, 1990) e Stargate
(1994) ancora di Emmerich, che si conferma dunque uno dei Un dialogo al terminale in Matrix
principali registi di blockbuster degli anni novanta. Tra gli altri
titoli, due film interpretati da Sylvester Stallone, Demolition Man
(1993) e Dredd - La legge sono io (1995, tratto dall'omonimo fumetto), entrambi ambientati in un
mondo futuristico, e Starship Troopers - Fanteria dello spazio (1997) di Paul Verhoeven, una space
opera militare liberamente tratta dal celebre romanzo di Heinlein.

Trionfa un cinema che punta in ogni caso su ritmi veloci, azione e spettacolarità, tralasciando spesso
contenuti o riflessioni che vadano oltre il puro intrattenimento e rifuggendo da ogni ambizione
autoriale,[88] con poche eccezioni, tra cui due film del 1991, Il pasto nudo (The Naked Lunch) di David
Cronenberg, trasposizione del romanzo di William S. Burroughs, e Fino alla fine del mondo (Bis ans
Ende der Welt) di Wim Wenders, un lunghissimo "road movie" denso di richiami[89] ambientato in un
futuro prossimo di fine decennio.

Malgrado questo escono, specialmente nella seconda metà del decennio, anche opere in grado di
catturare l'attenzione della critica, come Strange Days (1995) di Kathryn Bigelow, noir postmoderno
che viviseziona le angosce di fine millennio innestandovi una tematica voyeuristica messa in scena
con virulenza visiva; L'esercito delle 12 scimmie (Twelve Monkeys, 1995), di Terry Gilliam, allucinata
e visionaria narrazione "filosofica" sulle pulsioni autodistruttive dell'umanità ispirata al

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cortometraggio d'avanguardia La jetée (1962), del critico e cineasta nouvellevaguista Chris Marker;
Gattaca - La porta dell'universo (1997) di Andrew Niccol, distopia densa di suggestioni huxleyane (Il
mondo nuovo); The Truman Show (1998), di Peter Weir, parabola surreale sullo strapotere della TV
e la spettacolarizzazione della realtà da parte dei media; ed eXistenZ (1999) di David Cronenberg,
straniante e disturbante apologo sulla realtà virtuale.[90]

Nirvana di Gabriele Salvatores del 1997 riesce solo in parte a interessare la critica (meno delle altre
pellicole del regista italiano), ma diventa il film drammatico di fantascienza di maggior successo
commerciale mai prodotto in Italia.[91] È una storia permeata di temi cyberpunk, come lo sono anche
– in modi molto diversi – numerose altre pellicole del decennio, come Ghost in the Shell ( 攻殻機動隊
/ Kōkaku Kidōtai, 1995) di Mamoru Oshii, tratto dal manga di Masamune Shirow, rimasto come
punto di riferimento dell'immaginario nipponico nel mondo,[92] o il meno noto Azione mutante
(Acción mutante, 1993), grottesco[93] giallo satirico dello spagnolo Álex de la Iglesia.

Uno dei pochi ritorni agli scenari postatomici cari agli anni ottanta si ha con Waterworld di Kevin
Reynolds, un kolossal del 1995 voluto e interpretato da Kevin Costner che, girato con un budget
molto più ampio di quello inizialmente preventivato, viene ricordato soprattutto per essere diventato
alla sua uscita il film più costoso mai prodotto.[94] Costner tornerà sul tema post apocalittico con
L'uomo del giorno dopo (The Postman, 1997), tratto da un romanzo di David Brin.[95]

Dopo Alien³ di David Fincher del 1992, Alien - La clonazione (1997), di Jean-Pierre Jeunet, quarto
capitolo della saga iniziata da Ridley Scott nel 1979, affronta il tema della clonazione. La farsa satirica
Mars Attacks! (1996) di Tim Burton è invece una rivisitazione al contempo divertita e critica della
fantascienza naïf anni cinquanta, messa in scena con umorismo caustico e surreale e soluzioni visive
cartoonesche. Gli alieni e la loro ricerca attraverso il progetto SETI sono anche il pretesto del poetico
e filosofico Contact (1997) di Robert Zemeckis, film nel quale il regista torna ad affrontare i temi a lui
da sempre cari, come la natura del tempo, del ricordo e della verità. Da citare infine, per la cupa
atmosfera e le scenografie, il visionario e kafkiano Dark City (1998) di Alex Proyas e la commedia
Galaxy Quest (1999) di Dean Parisot, per la sua satira dei fandom fantascientifici alla Star Trek.[96][97]

Alla fine del decennio riparte la saga di Guerre stellari di George Lucas – fuori dalle scene da oltre 15
anni – con Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (Star Wars: Episode I – The Phantom
Menace, 1999), primo capitolo di una nuova e attesa trilogia e pellicola di maggiore successo di
pubblico[85] degli anni novanta (ma non certo di critica).

Il film di fantascienza che rimane impresso nella memoria collettiva come icona dell'intero decennio è
però un altro. Gli anni novanta si chiudono infatti con l'enorme e improvviso successo di Matrix (The
Matrix, 1999) di Andy e Larry Wachowski, eclettica mescolanza di materiali attinti alle più disparate
fonti cinematografiche, letterarie e filosofiche (i film di arti marziali di Hong Kong, la narrativa di
Philip K. Dick, il cyberpunk, spiritualismo New Age, riferimenti biblici, fumetti), che riesce a
combinare un'alta spettacolarità con riflessioni esistenziali. Le scene d'azione con le straordinarie
coreografie dei combattimenti sono impreziosite dall'uso di tecniche innovative come bullet time,
flow motion e big ralenty[98] e l'intero film è caratterizzato da un montaggio serrato e frenetico, con
spericolati raccordi tra le inquadrature.[99] Divenuta in breve tempo un cult-movie e considerata uno
dei principali film di fantascienza di tutti i tempi,[100][101][102] la pellicola avrà una grande influenza
anche al di fuori del genere. Le verranno dati due seguiti, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions –
girati in contemporanea e usciti entrambi nel 2003 - il cui successo al botteghino non è però
accompagnato da quello della critica.[103]

Dagli anni duemila

Negli anni duemila la fantascienza è un genere ancora più popolare al cinema e può contare
numerose pellicole di successo; nel 2010 i film fantascientifici, assieme a quelli fantastici e horror,
rappresentano quasi il 90% degli incassi negli Stati Uniti.[6]

https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 15/33
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Essendo la fantascienza un genere di anticipazione, non dovrebbe


stupire che il nuovo millennio, almeno per il cinema di SF, fosse
già iniziato nel 1999, con due fenomeni di tendenza: il successo di
Matrix e i film di supereroi (per i quali si rimanda all'apposita
sezione). A questi si aggiunge poi il cinema ispirato alle opere del
visionario scrittore Philip K. Dick (a sua volta oggetto di una
Logo del film Avatar (2009)
sezione in questa voce). Si configurano come operazioni di
marketing che riutilizzano temi, personaggi e trame dal
passato[104] (dal fumetto il primo e il secondo, dalla narrativa il
terzo).

Il titolo che ottiene maggiore successo è però Avatar (2009), un


film girato in 3D diretto e prodotto da James Cameron:
incassando in tutto il mondo oltre 2.700 milioni di dollari,[105][106]
diventa la pellicola di maggiore incasso nella storia del cinema
(superando il precedente Titanic dello stesso regista). Il film di
Cameron, pur essendo basato su una trama abbastanza
convenzionale a sfondo ecologista, utilizza una nuova
generazione di effetti speciali[107] per ricreare un mondo – il vero
protagonista del film[108] – ed è tecnicamente impressionante,
rilanciando il cinema tridimensionale: tutte le successive grandi
Un esponente del popolo Na'vi
produzioni adotteranno questa tecnologia per rendere più
rappresentato in Avatar (2009)
spettacolari le pellicole.

Fuori dagli schemi Donnie Darko (2001) di Richard Kelly e Mr.


Nobody (2009) di Jaco Van Dormael, singolari miscele di temi filosofici, esoterici e fantascientifici,
divenute dei film di culto, come anche il fantawestern Serenity (2008) di Joss Whedon (episodio
finale della sua miniserie TV Firefly); pellicole che inizialmente escono quasi in sordina per
conquistarsi solo in seguito una inattesa fama.

Ma le produzioni di Hollywood preferiscono puntare sul sicuro e – più che investire in nuove idee –
tendono a sfruttare marchi ormai noti e consolidati. Vi è dunque una lunga serie di rifacimenti,
sequel e reboot. Tra i remake di celebri classici del passato vi sono: Planet of the Apes - Il pianeta
delle scimmie (Planet of the Apes, 2001) di Tim Burton; Solaris (2002) di Steven Soderbergh; The
Time Machine (2002) di Simon Wells; La guerra dei mondi (War of the Worlds, 2005) di Steven
Spielberg; Io sono leggenda (I Am Legend, 2007) di Francis Lawrence; Ultimatum alla Terra (The
Day the Earth Stood Still, 2008) di Scott Derrickson. La cosa (The Thing, 2011) di Matthijs van
Heijningen Jr. è un prequel dell'omonimo film diretto da John Carpenter nel 1982.

Godono di un buon successo i riavvii di serie che altrimenti erano ormai giunte a esaurimento:
Batman Begins (2005) di Christopher Nolan; Superman Returns (2006) di Bryan Singer e
soprattutto Star Trek (2009) di J.J. Abrams, che diviene il film di maggiore incasso delle 10
precedenti pellicole dedicate alla omonima serie televisiva ideata negli anni sessanta da Gene
Roddenberry.

In questo periodo sono collocati anche vari sequel di pellicole di successo dei decenni precedenti: gli
ultimi due episodi della seconda trilogia che George Lucas ha voluto dedicare a Guerre stellari, Star
Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (2002) e Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
(2005); il terzo e quarto film della serie di Terminator, Terminator 3 - Le macchine ribelli
(Terminator 3: Rise of the Machines, 2003) di Jonathan Mostow e Terminator Salvation (2009) di
McG; i due seguiti di Matrix, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions di Andy e Larry Wachowski
(2003); il terzo capitolo di Predator, Predators (2009) di Nimród Antal; Tron: Legacy (2010) di
Joseph Kosinski. Non mancano i crossover, con Alien vs. Predator (2004) di Paul W. Anderson e
Aliens vs. Predator 2 (2007) di Colin e Greg Strause.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 16/33
11/4/2020 Cinema di fantascienza - Wikipedia

Per venire alle storie originali, A.I. - Intelligenza artificiale (A.I. Artificial Intelligence, 2001) è la
realizzazione di Steven Spielberg di un progetto lasciato incompiuto da Stanley Kubrick, sulla storia
struggente un androide bambino capace di provare sentimenti; il film, pur avvalendosi di effetti
speciali innovativi, non si è rivelato un blockbuster. Spielberg firma anche Minority Report l'anno
successivo, liberamente tratto da un romanzo di Philip K. Dick. Io, Robot (I, Robot, 2004) di Alex
Proyas reinterpreta liberamente il tema dei robot senzienti e delle Tre leggi della robotica di Isaac
Asimov al servizio di un film d'azione. Pitch Black (2000) di David Twohy diventa a sua volta un
piccolo cult d'azione (tanto che nel 2004 ne viene girato, con più mezzi a disposizione, un seguito che
si allarga verso la space opera, The Chronicles of Riddick).

Equilibrium del 2002 di Kurt Wimmer è una storia ambientata in una


società distopica del futuro che ha abolito la guerra e la violenza, con ovvie
reminiscenze dell'orwelliano 1984 e soprattutto di Fahrenheit 451. Un'altra
società distopica – non del futuro ma del presente prossimo – è narrata in
V per Vendetta (V for Vendetta, 2005) di James McTeigue. Il film animato
Final Fantasy (Final Fantasy: The Spirits Within, 2002) di Hironobu
Sakaguchi e Moto Sakakibara, è il primo lungometraggio fotorealistico
interamente generato in computer grafica ed ha avuto il primato del film
più costoso ispirato a un videogioco.[109]

Il regista M. Night Shyamalan in Signs (2002) utilizza il tema classico


dell'invasione aliena come puro pretesto per mettere in scena le reazioni
emotive e le paure dell'individuo di fronte all'ignoto, esemplificate anche ed
estremizzate in Pandorum - L'universo parallelo (Pandorum, 2009) di
Il costume del Christian Alvart, dove l'equipaggio di una missione per colonizzare un altro
protagonista di V per pianeta deve affrontare una sorta di pazzia che colpisce gli astronauti dei
Vendetta (2005) lunghi viaggi spaziali, portandoli a turbe ossessive e al delirio.

La leggenda degli uomini straordinari


(The League of Extraordinary Gentlemen, 2003) di Stephen
Norrington è un pastiche neo-vittoriano tratto dal fumetto
steampunk che mette assieme una squadra composta dai
personaggi dei classici della letteratura fantastico-avventurosa
ottocentesca, dall'Uomo invisibile al Capitano Nemo con il
Nautilus (analoga operazione – anche se meno riuscita – è quella
di Van Helsing (2004) di Stephen Sommers).
Another Earth (2011)
Del 2005 è Guida galattica per autostoppisti (The Hitchhiker's
Guide to the Galaxy) di Garth Jennings, primo tentativo di
mettere sul grande schermo l'opera omonima dell'umorista britannico Douglas Adams. District 9
(2009) del sudafricano Neill Blomkamp è un film dall'inatteso successo[110] che riesce nuovamente a
utilizzare la fantascienza per trattare temi sociali importanti, in questo caso la xenofobia e la
discriminazione razziale, rovesciando il tema classico dell'invasione aliena nel presentare alieni
pacificamente immigrati sulla Terra dove vengono sfruttati dagli umani, in una coinvolgente
metafora dell'Apartheid.[111] Dello stesso regista anche Elysium del 2013 e Humandroid (Chappie)
del 2015.

Benché dominato in larga parte dalla popolarità dei film di supereroi (a cui si aggiungono quelli
ispirati ai Transformers), il periodo tra la fine degli anni duemila e l'inizio dei duemiladieci vede
anche il notevole successo[85] di Hunger Games (2012) di Gary Ross, ambientato in un futuro
distopico post apocalittico e tratto dall'omonimo romanzo per adolescenti; dello stesso filone anche
Maze Runner - Il labirinto (The Maze Runner) di Wes Ball e Divergent di Neil Burger, entrambi del
2014.

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In un filone di avventura spaziale ambientata nel presente che ha per protagonisti astronauti della
NASA perduti nello spazio rientrano i film di successo Gravity (2013) di Alfonso Cuarón e
Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott (2015), oltre a Interstellar di Christopher Nolan del
2014 che si distingue per lo sforzo visionario.

Supereroi al cinema

All'interno del cinema fantastico-fantascientifico degli anni duemila il maggiore filone, per successo
commerciale e numero di titoli, è senza dubbio quello del film di supereroi[112] di diretta derivazione
fumettistica.[64] Il massiccio ingresso degli eroi in calzamaglia nel mondo della celluloide – o meglio il
loro ritorno, dopo gli exploit di Superman nel 1978 e Batman nel 1989 – è favorito dalla piena
maturità degli effetti speciali digitali, che permettono di rappresentare in modo assai spettacolare le
situazioni in cui sono coinvolti i superpoteri dei fantastici personaggi.

Dopo gli eroi tratti dai fumetti della DC Comics nei decenni precedenti, è ora il turno di quelli della
concorrente Marvel Comics: l'inizio del fenomeno che caratterizza il nuovo millennio si può collocare
già del 2000 con X-Men di Bryan Singer. Benché preceduto da altri titoli come Blade (1998), X-Men è
il film che apre la strada al filone, per il suo considerevole successo[112] e come impressionante
dimostrazione dello stato dell'arte della tecnologia.[64] Assieme al suo seguito X-Men 2[113][114][115] è
considerato tra i più riusciti di questo filone.[116] Hanno fatto seguito a stretto giro Spider-Man
(2002) di Sam Raimi, che inaugura una delle serie più popolari al cinema,[112] e Daredevil (2003),
scritto e diretto da Mark Steven Johnson.

I tempi sono lontani dal Superman del 1978 e dai suoi seguiti degli anni ottanta: qui i personaggi
sono più facilmente dei reietti e degli emarginati, alle prese con una società che non solo non li
inneggia come eroi, ma che teme la minaccia rappresentata dalla loro diversità, come nel caso dei
mutanti di X-Men, che grazie ai loro straordinari poteri minacciano di soppiantare l'"ordinario"
Homo sapiens.

Il fenomeno dei supereroi al cinema, che già poteva apparire inflazionato, viene messo in
momentanea crisi dal successo inferiore alle aspettative[117][118] del film Hulk di Ang Lee del 2003, ma
riesce ben presto a riprendersi.

Negli anni successivi continuano a riscuotere buon successo i sequel, tra


cui Spider-Man 2 (2004) e Spider-Man 3 (2007) sempre per la regia di
Sam Raimi, e X-Men - Conflitto finale (X-Men: The Last Stand, 2006) di
Brett Ratner. Entrano in campo anche I Fantastici Quattro (Fantastic
Four, 2005) di Tim Story, con il seguito I Fantastici 4 e Silver Surfer
(Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer, 2007). A testimonianza della
presa sul pubblico di questo genere di film, si provano analoghe operazioni
anche con altri personaggi relativamente meno noti dell'universo Marvel
come The Punisher (2004) e Ghost Rider (2007).

Vista la popolarità del filone, nella seconda metà del decennio viene deciso
un riavvio delle due famose serie cinematografiche della DC che erano
giunte a esaurimento da molti anni, quelle di Batman e Superman: ecco
La moto di Ghost Rider
dunque Batman Begins (2005) di Christopher Nolan e Superman Returns
(2007)
(2006) di Bryan Singer. Anche il gigante verde Hulk, dopo lo scarso
successo del film del 2003, riparte da zero con L'incredibile Hulk (2008)
diretto da Louis Leterrier, ma come il precedente gli incassi rimangono
inferiori alle attese.[119]

Hancock (2008) di Peter Berg è invece una storia originale non priva di ironia, un raro caso in questo
filone dominato invece da personaggi tratti dai fumetti; il protagonista è un superuomo di colore che
ha perso la memoria e si aggira come un solitario barbone alcolizzato per una Los Angeles che non lo
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ama affatto. Hancock è il personaggio originale di maggiore successo del filone, dopo la parodia Gli
Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi (The Incredibles), un film d'animazione del 2004
diretto da Brad Bird che è anche la commedia di supereroi più popolare.[112] A parodiare il filone vi
sono un buon numero di altre commedie, seppure di minore successo, come La mia super ex-
ragazza (My Super Ex-Girlfriend, 2006) di Ivan Reitman e Sky High - Scuola di superpoteri (2005)
di Mike Mitchell, ambientata in un mondo dove i supereroi (e i supercattivi) sono all'ordine del
giorno, e dove i giovani dotati di superpoteri frequentano una scuola speciale, dove dopo una
selezione iniziale vengono smistati nelle classi di eroi o di "spalla".

Nel 2008 esce anche Iron Man diretto da Jon Favreau, che avrà il suo seguito Iron Man 2 nel 2010
con lo stesso regista; Iron Man e L'incredibile Hulk sono solo i primi passi di un progetto più ampio,
un team-up in cui compariranno fianco a fianco numerosi eroi della Marvel in azione: The Avengers
del 2012 (scritto e diretto da Joss Whedon), ispirato ai fumetti di uno dei "supergruppi" più famosi di
tutti i tempi, i Vendicatori. In vista di questo obiettivo finale vengono distribuiti nel 2011 anche Thor
per la regia di Kenneth Branagh e Captain America - Il primo Vendicatore (Captain America: The
First Avenger), diretto da Joe Johnston, il più grosso film sul classico supereroe americano a stelle e
strisce, che aveva già debuttato nel cinema in un serial del 1944.

L'acquisizione della Marvel da parte della Disney alla fine del 2009 segna un indiretto
riconoscimento del potenziale cinematografico dei supereroi dei fumetti.[64] I film del Marvel
Cinematic Universe, prodotti a partire dal 2007, come nei fumetti, condividono l'ambientazione e
alcuni personaggi, nonché alcuni elementi della trama che fanno da filo conduttore tra di essi.

Nel frattempo nel 2009 altri film avevano visto come protagonista uno o più supereroi, sequel o meno
di pellicole precedenti: X-Men le origini - Wolverine, Punisher - Zona di guerra e Watchmen.
L'ultimo in particolare si distingue per il cinismo e la crudezza della trama, tratta da un celebre
graphic novel degli anni ottanta che rientra a buon diritto nelle opere di "decostruzione" del mito del
supereroe americano: qui gli eroi in calzamaglia non sono "cuori puri" ma esseri umani con molte
debolezze, o addirittura degli psicopatici spesso sfruttati dal governo a fini politico-militari. Pur
avendo riscosso un successo inferiore alle aspettative e malgrado alcune scelte della trama più
convenzionali rispetto al fumetto, Watchmen rimane una delle pellicole più originali del filone,
assieme a V per Vendetta (V for Vendetta, 2005) di James McTeigue, a sua volta tratto da un fumetto
d'autore degli anni ottanta, ambientato in un'Inghilterra distopica dominata da un regime totalitario.
Un altro film che esce dagli schemi è Kick-Ass (2011), una commedia abbastanza lontana dai canoni
della Marvel e della DC; la storia è quella di un comune adolescente che ispirato dai fumetti vuole
diventare un vero supereroe in un mondo "normale" in cui tali eroi non esistono. Pur avendo
generato qualche polemica per il linguaggio scurrile e le scene di violenza da parte di minori, il film è
stato bene accolto da critica e pubblico divenendo un piccolo cult.

Il cavaliere oscuro (The Dark Knight, 2008), diretto da Christopher Nolan come seguito di Batman
Begins, riscuote alla sua uscita un successo senza precedenti, divenendo il film di supereroi di
maggiori incassi;[112] al contrario il successivo film su un eroe della DC, Lanterna Verde (Green
Lantern, 2011) di Martin Campbell, flop di critica e pubblico, recupera poco più della metà degli
ingenti costi di produzione.[120]

The Avengers diviene alla sua uscita nel 2012 il film di maggior successo di un film ispirato ai
fumetti, superando i 600 milioni di dollari di incasso, seguito dal Cavaliere oscuro e dai film
dell'Uomo Ragno.[112] Da quel momento in poi il Marvel Cinematic Universe diventa l'universo
narrativo più apprezzato dalla critica e dal pubblico:[121][122] molti dei suoi film hanno superato il
miliardo di incasso al botteghino, con Avengers: Endgame, in particolare, diventato nel 2019 il
lungometraggio che più ha guadagnato in tutta la storia del cinema, spodestando Avatar.[123]

L'influsso di Philip Dick

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Un altro elemento del cinema fantastico agli inizi del nuovo millennio sono le numerose versioni
cinematografiche tratte da opere del romanziere fantascientifico Philip K. Dick, che a partire dagli
anni novanta era stato progressivamente riscoperto dal grande pubblico e dalla critica come uno dei
più importanti scrittori americani "tout court" del XX secolo.

Dick era a suo tempo divenuto noto al più vasto pubblico proprio grazie al capolavoro filmico di
Ridley Scott Blade Runner (1982), che pure lo scrittore non era riuscito a vedere nelle sale a causa
della sua prematura scomparsa. Negli anni novanta c'era stato il successo di Atto di forza (1990) e il
meno noto Screamers - Urla dallo spazio del 1995. Trasposizioni come il film Minority Report
(2002) di Steven Spielberg e il meno riuscito Paycheck (2003), malgrado i notevoli spunti,
privilegiano soprattutto l'azione e gli effetti speciali e non sembrano conservare granché dell'originale
carica visionaria, critica, eversiva e un po' profetica di Dick.

Un tentativo più ambizioso è costituito da A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare (2006),


adattamento del libro Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly), realizzato con la tecnica del rotoscope
da Richard Linklater e interpretato da star quali Keanu Reeves, Winona Ryder e Robert Downey Jr..

Next del 2007 di Lee Tamahori è a sua volta tratto da un racconto di Dick,[124] come pure I guardiani
del destino (The Adjustment Bureau, 2011), diretto da George Nolfi.[125]

Idee, temi e spunti (e talvolta espliciti riferimenti) che rimandano alle opere di Philip K. Dick si
possono però rintracciare in numerosi altri film tra la fine degli anni novanta e gli anni duemila, tra i
quali The Truman Show, Dark City, Matrix,[126][127] eXistenZ, Waking Life, Apri gli occhi/Vanilla
Sky e altri ancora.[128]

Cinema di fantascienza in Italia


Il cinema italiano di genere
fantascientifico è andato per
lo più al traino delle
produzioni hollywoodiane,
ma con molti meno mezzi a
disposizione. La maggior
2019 - Dopo la caduta di New York parte delle pellicole sono
di Sergio Martino (1983) pertanto film a basso costo
girati in fretta a imitazione di
questo o quel successo
americano, specie negli anni sessanta e ottanta quando vi fu la
maggiore produzione di film di questo genere a Cinecittà. Molto
frequenti le contaminazioni con altri generi, anzitutto con
l'horror e la commedia. Non mancano tuttavia eccezioni di una
certa qualità, in particolare nel filone più legato alla fantascienza
sociologica prodotto dalla fine degli anni sessanta a buona parte Il creatore di effetti speciali tre volte
degli anni settanta, con film di satira sociale talora graffiante, in premio Oscar Carlo Rambaldi
grado di fornire alcuni contributi originali al genere.[129] Vari (Giffoni Film Festival 2010)
registi italiani del "cinema d'autore" si sono cimentati, seppure
episodicamente, con la fantascienza.[130]

Dovendo stabilire una data precisa per la nascita della fantascienza italiana, molti indicano il 1958,
anno in cui esce La morte viene dallo spazio, un film girato da Paolo Heusch che racconta la minaccia
al pianeta Terra di una pioggia di asteroidi.[131] È la prima pellicola italiana di genere non farsesca.[132]
Siamo nella seconda metà degli anni cinquanta, un periodo di grande crescita della science fiction al
cinema, e Heusch si inserisce in un filone di chiara origine statunitense; fotografia ed effetti speciali
sono di Mario Bava.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 20/33
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Già in precedenza vi erano state commedie fantastico-fantascientifiche, a partire da Un matrimonio


interplanetario (1920) di Yambo, tra le quali Mille chilometri al minuto (1939), una farsesca
escursione nel fantastico di Mario Mattoli – uno dei primi voli verso il pianeta Marte, che però
s'interrompe quasi sul nascere – o Baracca e burattini del 1954 per la regia di Sergio Corbucci.

Di una certa rilevanza la tetralogia della stazione spaziale "Gamma 1" diretta da Antonio Margheriti
del 1965. Proprio Margheriti (sempre sotto lo pseudonimo di Anthony M. Dawson) è stato uno dei
registi italiani che si sono maggiormente distinti nel genere fantascientifico, assieme a Mario Bava nel
fanta-horror.

Tra i film di fantascienza girati in Italia più noti e che hanno ottenuto un buon successo quantomeno
a livello nazionale va ricordato Nirvana, cyberpunk del 1997 di Gabriele Salvatores, che costituisce il
maggiore successo commerciale (anche se non di critica) del regista[133] e il film drammatico di
fantascienza prodotto in Italia ad avere incassato di più.[91] La più costosa produzione fantascientifica
è stato invece un dimenticato kolossal per la TV nazionale, lo sceneggiato televisivo L'isola del tesoro
(1987), una trasposizione nel futuro del romanzo di Stevenson ambientata nello spazio, girata da
Margheriti per la Rai su progetto di Renato Castellani.[134]

Temi ed elementi tipici


La fantascienza come genere non è facilmente riconducibile a confini precisi e ben definiti: i suoi temi
ricorrenti – come l'anticipazione di una tecnologia futura, il contatto con forme di vita di altri pianeti,
il viaggio nello spazio o nel tempo – si mescolano spesso a elementi attinti da altri generi, tra i quali
anzitutto l'orrore,[4] dando origine a opere ibride: creature come quella di Frankenstein o di
Tarantola appartengono tanto al cinema horror quanto a quello fantascientifico.[2] Dal momento che
– come sostiene James Gunn – gli elementi caratteristici della fantascienza possono verificarsi in
qualsiasi ambiente, la science fiction ben si presta in generale alla contaminazione con altri
generi.[135]

Ciò che rende complesso questo genere è in special modo la sua capacità di ricercare, non di rado, un
messaggio filosofico o politico: le opere di fantascienza sono state spesso utilizzate per esplorare
delicati temi sociali e politici – come il pacifismo, la guerra fredda, la paura del futuro e del diverso –
in periodi storici attraversati da crisi morali,[2] proiettando sullo schermo le paure e le speranze del
pubblico.

Prodotti e deformazioni della scienza

Uno dei principali temi ricorrenti del cinema fantascientifico è


l'uso indiscriminato e pericoloso di scoperte scientifiche e
invenzioni tecnologiche.[2] Questo soggetto è spesso esemplificato
dal personaggio del mostro che semina il terrore,[2][47] generato
da esperimenti fuori controllo, o ancora dalla figura – ben presto
stereotipata – dello scienziato pazzo, il tipico artefice di questi
esperimenti.

Una ricerca del 2005 su 1000 film dell'orrore distribuiti nel


Regno Unito tra gli anni trenta e gli anni ottanta ha rilevato che Un fotogramma de La moglie di
gli scienziati pazzi e le loro creazioni hanno rappresentato il 30% Frankenstein (1935)
degli antagonisti nei film; la ricerca scientifica ha prodotto il 39%
dei "cattivi"; gli scienziati, all'opposto, hanno rappresentato gli
eroi solo nell'11% dei casi.[136]

https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 21/33
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Tra i numerosissimi esempi, si possono citare le serie dei film di Frankenstein o dell'uomo invisibile
di James Whale, o ancora le numerose trasposizioni per il grande schermo del romanzo di Robert
Louis Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.[2] In Dr. Cyclops (1940) un folle
scienziato conduce esperimenti miniaturizzando degli esseri viventi; in Radiazioni BX: distruzione
uomo (The Incredible Shrinking Man, 1957) di Jack Arnold un uomo comune che viene ridotto a
dimensioni microscopiche, tanto da dover combattere contro gli insetti per sopravvivere; ne
L'esperimento del dottor K (The Fly, 1958) di Kurt Neumann uno scienziato rimane vittima del suo
stesso esperimento, diventando un orribile ibrido tra uomo e mosca; un remake del film è La mosca
(The Fly, 1986) di David Cronenberg.

L'archetipo dello scienziato


pazzo venne introdotto nel
cinema con il film del 1927
Metropolis, diretto dal
regista espressionista
austriaco Fritz Lang, con il
personaggio di Rotwang, il
genio maligno le cui
macchine danno vita alla
città distopica che dà il titolo
Bela Lugosi nelle vesti di scienziato
pazzo in Notti di terrore (The Devil
alla pellicola. L'impressione
Bat, 1940) essenzialmente benigna e
progressista della scienza
nella mente del pubblico
tuttavia rimase immutata fino alla fine degli anni trenta,
esemplificata dall'ottimistica esposizione "Century of
[137]
Progress" ("secolo del progresso") di Chicago nel 1933 e Il cervello che non voleva morire
nell'Esposizione universale "Building the World of (1962)
[138]
Tomorrow" ("Costruire il mondo di domani") di New York nel
1939, per iniziare a incrinarsi dopo la prima guerra mondiale,
quando la guerra chimica e l'aeroplano erano diventate le nuove terribili armi.

Nel periodo che seguì la seconda guerra mondiale, con la rivelazione dei sadici esperimenti nazisti su
esseri umani e l'invenzione delle armi nucleari, gli scienziati pazzi ebbero la loro primavera nella
cultura di massa. Con l'equilibrio del terrore durante la guerra fredda, la consapevolezza che usando
la scienza si sarebbe potuto distruggere il mondo finì per ancorarsi saldamente nella coscienza
collettiva. Il film Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare
la bomba, nel quale Peter Sellers recita la parte del folle dottor Stranamore, è una efficace
espressione di questa paura del potere della scienza, o del cattivo uso di tale potere.

Dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki l'elettricità – che era stata vista dal
pubblico incolto dei decenni precedenti come una forza quasi mistica con proprietà caotiche e
imprevedibili – fu rimpiazzata nelle ansie del pubblico dalle radiazioni, che divennero il nuovo
straordinario mezzo per creare, ingrandire o deformare la vita (come nel caso del mostro Godzilla,
sorto dai mari del Giappone per la contaminazione dovuta a esperimenti nucleari).

Nel dopoguerra l'obiettivo degli scienziati pazzi divenne spesso il dominio o la distruzione del mondo
attraverso la creazione di un'arma finale come un ordigno dell'apocalisse, in grado di distruggere il
pianeta o quantomeno porre fine alla civiltà. Man mano che il livello tecnologico e quello di istruzione
del pubblico crescevano, tra gli anni ottanta e novanta entrarono in scena l'ingegneria genetica e
l'intelligenza artificiale come potenziali minacce.

Viaggi nello spazio e incontri con alieni

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L'idea di poter viaggiare nello spazio, andare su altri pianeti e


incontrare abitatori di altri mondi ha affascinato il grande
pubblico ben prima che la tecnologia rendesse possibile il viaggio
stesso ed è uno dei temi più popolari del cinema fantascientifico.
Non a caso, la prima pellicola che inscena un viaggio nello spazio
e quella in cui appaiono degli extraterrestri è anche il primo film
di fantascienza: Viaggio nella Luna di Georges Méliès del 1902.
La pellicola non ha molte velleità scientifiche e gli abitanti della
Luna sono rappresentati come creature grottesche simili a
folletti. Segue nel 1918 il meno noto film danese Himmelskibet di
Holger-Madsen (dove compaiono dei marziani), l'inglese The
First Men in the Moon di Bruce Gordon e J.L.V. Leigh del 1919
(con abitanti della Luna) e quindi il sovietico Aėlita diretto da
Jakov A. Protazanov del 1924 (con marziani).

Gli anni trenta e quaranta


trattano ancora il tema del
viaggio nello spazio come un Locandina del film El cosmonauta
semplice espediente per (2011)
trame avventurose ed
esotiche. Ne è un esempio il
serial cinematografico del 1938 Flash Gordon alla conquista di
Marte (Flash Gordon's Trip to Mars), tratto dalla striscia a
fumetti Flash Gordon.
Immagine dal set del serial Bisognerà attendere gli anni cinquanta per trovare delle opere
cinematografico del 1940 Flash che trattino il tema in modo "adulto", con classici del genere
Gordon - Il conquistatore
come Uomini sulla Luna (Destination Moon, 1950) di Irving
dell'universo
Pichel;[37] Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still,
1951) di Robert Wise tratto dal racconto Addio al padrone
(Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates, The Man from
Planet X (1951) di Edgar G. Ulmer; e La guerra dei mondi (The War of the Worlds, 1953), di Byron
Haskin, tratto dal romanzo omonimo di H. G. Wells, in cui viene mostrata una invasione aliena degli
Stati Uniti.[42]

Dagli anni cinquanta in poi la presenza di extraterrestri diventa un tema costante del cinema e della
televisione, complice l'interesse per le nascenti tecnologie aerospaziali e la corsa allo spazio tra USA e
URSS; nell'epoca della guerra fredda, la figura dell'alieno malvagio viene assunta come metafora del
potenziale invasore sovietico. La più grande ondata di pellicole sulle invasioni aliene si ebbe all'inizio
di quest'epoca, tra l'ascesa di Joe McCarthy nel 1950 e il lancio dello Sputnik 1 nel 1957. Si tratta di
film hollywoodiani che giocavano sulla paranoia anticomunista dilagante negli Stati Uniti dell'epoca,
seppure senza affrontare in modo esplicito i temi scottanti del Maccartismo e della "Paura rossa".

L'immagine negativa e fortemente stereotipata dell'alieno invasore viene rimessa in discussione e


ribaltata in due grandi successi di Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977, in cui
gli alieni sono rappresentati simili a bambini come metafora creativa, ed E.T. l'extra-terrestre del
1982, in cui dei bambini salvano un piccolo e timido alieno dimenticato sulla Terra.

Visioni del futuro

Il mezzo cinematografico non si limita a mettere in scena fantastici viaggi nello spazio, ma è capace di
materializzare epoche passate o prossime – o il viaggio nel tempo stesso – fornendo spesso
inquietanti visioni di futuro allo spettatore, scenari distopici, apocalittici e post apocalittici. In
corrispondenza dei momenti critici della storia, tali visioni sono pervase di pessimismo nei confronti

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della scienza e – in particolare durante la guerra fredda – da


ammonimenti nei confronti delle conseguenze catastrofiche di
una possibile guerra nucleare globale.[2]

Il primo grande classico sui viaggi temporali di Hollywood è


L'uomo che visse nel futuro (The Time Machine, 1960) prodotto L'auto DeLorean modificata come
e diretto da George Pal, tratto dal romanzo La macchina del macchina del tempo in Ritorno al
tempo di H. G. Wells del 1895, con una trama riadattata alle futuro
istanze della società statunitense del 1960. Il film di Pal ricevette
un premio Oscar ai migliori effetti speciali per l'efficace sequenza
fotografica che mostrava il mondo in cambiamento accelerato e ha avuto un remake nel 2002 con il
film The Time Machine di Simon Wells.

Due anni prima del film di Pal, era già comparsa una macchina del tempo sul grande schermo in
Terror from the Year 5000 (1958) di Robert H. Gurney Jr., dove uno scienziato mette in contatto
l'epoca presente con il remoto anno 5000, scoprendo che la Terra diverrà radioattiva a causa di un
conflitto atomico e che i pochi sopravvissuti rischieranno l'estinzione a causa dell'avvelenamento da
radiazioni.[139]

Il primo film a trattare di viaggi nel tempo e paradossi spazio-temporali era stato, alla metà degli anni
cinquanta, Mondo senza fine (Word Without End, 1956) di Edward Bernds, in cui degli astronauti
atterrano per un'avaria su un pianeta sconosciuto, che scoprono in seguito essere la Terra di cinque
secoli nel futuro, che è stata sconvolta da guerre nucleari. Un altro film che segue grossomodo questo
sviluppo è Il pianeta delle scimmie (1968), un classico con Charlton Heston diretto da Franklin J.
Schaffner che ha avuto vari seguiti e remake.

Ma il viaggio nel tempo, in fondo, è solo uno degli espedienti per


presentare scenari futuri. Dagli anni cinquanta in poi vi sono molte altre
pellicole che evocano possibili mutazioni subìte dalla specie umana per
causa delle catastrofi provocate dall'uomo:[2] come Radiazioni BX:
distruzione uomo (1957) di Jack Arnold, in cui un uomo colpito da una
nuvola radioattiva sperimenta un progressivo e inarrestabile
rimpicciolimento; L'ultima spiaggia (1959) di Stanley Kramer che narra le
vicende degli ultimi sopravvissuti dopo la terza guerra mondiale;
Andromeda (1971) di Robert Wise, in cui un gruppo di scienziati investiga
su un microrganismo di origine extraterrestre potenzialmente letale per la
Lo scheletro del cyborg vita sulla Terra.
assassino di Terminator
(1984) Non mancano gli scenari in cui, dopo un conflitto globale, la civiltà è
regredita al livello della barbarie.[2] Zardoz (1974) di John Boorman è
ambientato in un XXIII secolo post apocalittico dominato da una spietata
élite di annoiati "immortali". In 2022: i sopravvissuti (1973) di Richard Fleischer il pianeta è sull'orlo
del baratro, devastato da inquinamento e sovrappopolazione; gli stessi problemi affliggono anche lo
sfondo di Blade Runner (1982) di Ridley Scott, ambientato in una Los Angeles distopica dell'anno
2019, dove è incoraggiata la fuga verso le colonie extramondo. Il timore della sovrappopolazione è
uno dei temi dalla fantascienza (in particolare di quella sociologica)[58] ed è presente anche in altre
opere di spessore, come Un mondo maledetto fatto di bambole (1972) e La fuga di Logan (1976).[57]

Una delle pellicole più crude e realistiche sugli effetti della guerra nucleare è The Day After - Il
giorno dopo (un film per la televisione statunitense del 1983, distribuito nei cinema italiani l'anno
successivo), che fece grande successo e scalpore nell'opinione pubblica.[66]

Dalla fine degli anni ottanta, con la caduta del Muro di Berlino e la conclusione della guerra fredda, si
sono pressoché esaurite le produzioni cinematografiche che descrivono una guerra nucleare, ma
nonostante questo continuano a essere prodotti numerosi film di ambientazione post apocalittica, che

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presuppongono come antefatto la decimazione dell'umanità a causa di un conflitto nucleare, di armi


batteriologiche o di qualche altra catastrofe globale.

In varie pellicole l'umanità deve fronteggiare nel futuro le minacce tecnologiche da essa stessa create:
come i cyborg assassini di Terminator (1984) di James Cameron e dei suoi seguiti, o le macchine
spietate che hanno soggiogato l'umanità relegandola in un sogno di realtà virtuale in Matrix (1999)
dei fratelli Wachowski, tutte storie incentrate sul tema della ribellione della macchina.

Effetti speciali e fantascienza


Gli effetti speciali sono una delle caratteristiche peculiari del
cinema, di fantascienza ma non solo, fin dai tempi degli
esperimenti compiuti da Georges Méliès, inventore dei primi
rudimentali effetti visivi, spesso ottenuti con semplici tecniche di
montaggio o con la sovrapposizione di due o più pellicole. Questi
rudimentali effetti furono una delle principali attrattive dei primi
cinematografi.

Gli effetti speciali andarono via via perfezionandosi con


l'introduzione di nuove tecniche di ripresa, come ad esempio lo
stop motion (o "passo uno"), che diede vita al King Kong del 1933
e ai famosi scheletri guerrieri di Ray Harryhausen. Altre tecniche
vedevano l'uso di "miniature", ossia riproduzioni in scala ridotta
di un ambiente o di un oggetto di grandi dimensioni, come le
dettagliatissime miniature usate nel 1966 per 2001: Odissea nello
spazio.

Negli anni settanta si iniziò a utilizzare i cosiddetti "animatroni":


complessi sistemi meccanici ed elettronici comandati a distanza Prova di make-up di un personaggio
ed in grado di compiere dei semplici movimenti. Furono utilizzati del film Io sono leggenda (2007)
per gli effetti speciali di King Kong (1976), Alien (1979), E.T.
(1982) e divennero sempre più sofisticati integrando la tecnologia
robotica, fino a essere utilizzati in film come RoboCop e Terminator.

Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta l'avvento della grafica computerizzata rivoluzionò
il mondo degli effetti speciali: nel 1993 il film Jurassic Park di Steven Spielberg mostrò per la prima
volta dinosauri assolutamente realistici che interagivano con attori in carne e ossa. Un anno prima,
nella pellicola Terminator 2 - Il giorno del giudizio, un procedimento detto "morphing" consentiva a
un oggetto animato di "sciogliersi" e di assumere le sembianze di un altro oggetto. Grazie al computer
e ad altre tecniche avanzate, come il blue screen, si dimezzano i costi di produzione, liberando di
conseguenza la fantasia di sceneggiatori e registi. Si possono infatti realizzare enormi scenografie
virtuali, epiche battaglie con migliaia di comparse digitali animate da appositi software, mostri di
tutte le dimensioni sempre più realistici, duelli acrobatici sempre più spettacolari (come nel film
Matrix, che introdusse il "bullet time"). Gli effetti digitali hanno decretato la fine dei kolossal con
migliaia di comparse, anche se le grosse produzioni dispongono di schiere di coreografi, controfigure,
truccatori, disegnatori, animatori. Non è un caso se alla realizzazione della trilogia de Il Signore degli
Anelli abbiano lavorato circa mille persone. Uno dei primi film girato interamente in blue screen,
ricreando cioè tutte le scenografie in fase di post produzione, è stato il nostalgico Sky Captain and the
World of Tomorrow, le cui prime scene erano state realizzate dal regista con l'unico ausilio del suo
personal computer.

Note
1. In precedenti cortometraggi Méliès aveva già affrontato il tema della scienza fantastica ispirandosi
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alla letteratura coeva, come ne La lune à un mètre, del 1898.


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Bibliografia

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Fonti utilizzate

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Voci correlate
Cinema dell'orrore
Cinema di genere
Extraterrestri nella fantascienza
Film horror fantascientifico
Invasione aliena
Storia del cinema
Storia della fantascienza

Premi

Méliès d'oro
Premio Vince Koehler per il miglior film di fantascienza, fantasy o horror
Saturn Award per il miglior film di fantascienza

Altri progetti
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on_films?uselang=it)

Collegamenti esterni

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https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza 32/33
11/4/2020 Cinema di fantascienza - Wikipedia

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Sezione dedicata ai film fantascientifici (http://www.comingsoon.it/film/fantascienza/) su
Comingsoon.it
(EN) Filmsite.org: Science Fiction Films, su filmsite.org.
(EN) Publicdomaintorrents – vecchi film di fantascienza liberamente scaricabili (http://www.publicd
omaintorrents.com/nshowcat.html?category=scifi) in quanto entrati nel pubblico dominio negli
USA
Thesaurus BNCF 15716 (https://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=15716) · LCCN
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