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AMBIENTE

● UN QUADRO NORMATIVO COMPLESSO

Quando si possono bruciare


i residui colturali in campo
La bruciatura in campo dei residui colturali (stoppie, ta è dedicata alla disciplina dei riiuti,
modiicata circa tre anni fa dal dlgs 205
ramaglie, sarmenti, ecc.) è ancora molto diffusa del 2010 correttivo al codice ambien-
in Italia. Nonostante in alcuni casi sia stata tale che recepisce la nuova direttiva
autorizzata da provvedimenti locali (regionali, quadro in materia di riiuti (direttiva
Ce/98/2008).
provinciali, ecc.), tale pratica è vietata dal Codice Per comprendere se una sostanza
ambientale, a eccezione di specifici casi di deroga sia considerata un riiuto bisogna ri-
correre alla nozione (art. 3, direttiva
(interventi fitosanitari o gestione delle stoppie) Ce 98/2008) contenuta nell’art. 183,
comma 1, del dlgs 152/2006 che recita
quanto segue: «Riiuto: qualsiasi so-
stanza od oggetto di cui il soggetto si
disi o abbia l’obbligo o abbia l’inten-
zione di disfarsene».
La legge quadro in materia di riiu-
ti prevede però casi di esclusione per
certe sostanze agricole: «paglia, sfal-
ci e potature, nonché altro materiale
agricolo o forestale naturale non pe-
ricoloso utilizzato in agricoltura, nel-
la selvicoltura o per la produzione di
energia da tale biomassa mediante
processi o metodi che non danneg-
giano l’ambiente né mettono in pe-
ricolo la salute umana» (c. 1, art. 185,
lett. f) del dlgs 152/2006 e successive
di Rosalba Martino, quadro normativo per rispondere alla modiiche e integrazioni).
Anselmo Montermini semplice domanda: Si possono brucia- Detta esclusione va riferita esclusi-
re in campo aperto i residui colturali vamente ai materiali provenienti da

B ruciare in campo residui col-


turali o della vegetazione è
una pratica rudimentale di
fertilizzazione diffusa in pas-
sato in terreni investiti a prato o pa-
scolo, incendiando le stoppie o l’erba
secca. La pratica del debbio o addeb-
come stoppie, sarmenti, ramaglie, po-
tature, ecc.?

Residui colturali, rifiuti


o sottoprodotti agricoli
Le pratiche agricole che danno origi-
attività agricola o forestale destinata
agli utilizzi descritti dalla norma di cui
all’art. 185, c. 1, lett. f) del Codice am-
bientale e non può essere estesa agli
scarti vegetali provenienti da giardi-
ni, parchi e aree cimiteriali, in quanto
classiicati come riiuti urbani secondo
biatura (così chiamato l’incendio dei ne a residui colturali o ligneo-cellulosici quanto riportato nella circolare inter-
residui colturali) produce sicuramen- sono riconducibili a: selvicoltura, colti- pretativa del Ministero dell’ambiente
te vantaggi immediati per la fertilità vazione dei terreni (per esempio super- (nota prot. 11338 del 1-3-2011).
dei terreni, sebbene nel lungo periodo ici a seminativo), gestione di impianti
abbia un effetto contrario di impove- di colture arboree da reddito (frutteti, Quando gli scarti agricoli
rimento della sostanza organica nel
suolo, che potrebbe condurre a feno-
vigneti, oliveti, ecc.), manutenzione di
parchi e giardini, pulizia di alvei, ecc.
sono sottoprodotti
meni di desertiicazione. Per comprendere quale sia la cor- In virtù di quanto stabilito dal sopra-
In alcune regioni italiane viene an- retta gestione di ramaglie, sarmenti o citato articolo 185 del Codice ambien-
cora praticata per l’eliminazione delle potature, anche se può sembrare para- tale, afinché certe sostanze agricole
stoppie di cereali dopo la mietitura, dei dossale, è bene porsi questa domanda: non vengano considerate riiuti devo-
residui di potatura in frutteti, vigneti o I residui colturali sono riiuti o sotto- no essere rispettate contemporanea-
oliveti e degli scarti non commerciali prodotti agricoli? mente le seguenti condizioni (criteri
degli arboreti da legno. La normativa di riferimento è per di esclusione):
In questo articolo si vuole contri- l’appunto il dlgs 152/2006 (cosidetto ● uso diretto in agricoltura, nella sel-
buire a fare chiarezza sul complesso Codice ambientale), la cui parte quar- vicoltura (usi agronomici) ovvero nel-

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la produzione di energia o calore (usi


energetici);
È reato bruciare ● superici investite a riso;
● interventi connessi a emergenze di
● processi o metodi che non devono
in campo residui colturali carattere itosanitario prescritti dal-
né danneggiare l’ambiente, né mette- Come andremo a illustrare nel segui- l’Autorità competente;
re in pericolo la salute umana. to, bruciare in campo residui colturali ● norme regionali inerenti la rego-
Qualora i materiali agricoli venis- (sarmenti, ramaglie, sfalci e potature) lamentazione della bruciatura del-
sero avviati a impianti di recupero di non è di norma un’attività lecita. le stoppie e delle paglie. Tale deroga
riiuti (impianto di compostaggio) de- Il decreto del ministro delle politi- è, comunque, sempre esclusa per le
cade il principio di esclusione, proprio che agricole, alimentari e forestali, n. aree individuate ai sensi della direttiva
in virtù della nozione stessa di riiuto, 30125 del 22-12-2009, che disciplina il 79/409/Cee e della direttiva 92/43/Cee
in quanto esiste da parte del soggetto regime di condizionalità ai sensi del salvo diversa prescrizione della com-
interessato (l’agricoltore) «l’intenzione regolamento (Ce) n. 73/2009 – norma petente Autorità di gestione.
di disfarsene». di attuazione del regolamento euro-
Allo stesso modo, qualora l’utilizzo di peo sulla pac di carattere generale e Le sanzioni
dette sostanze avvenga mediante pro- non regolamentare – vieta infatti la
cessi che arrecano pregiudizio all’am- bruciatura delle stoppie. Il dm n. 30215/2009, per sua stessa
biente o compromettano la salute uma- Al riguardo, all’allegato 2 del citato natura, non riporta il regime sanzio-
na, ciò rappresenta un’attività che fa decreto vengono stabilite le misure da natorio a cui assoggettare l’agricoltore
considerare gli scarti agricoli riiuti. adottare per una corretta gestione dei in caso di bruciatura in campo aperto
Gli usi (agronomici o per la produzio- residui colturali, al ine di preservare delle stoppie in violazione delle dispo-
ne di energia e calore) degli scarti agri- livelli di sostanza organica presente sizioni contenute nel medesimo de-
coli sopra descritti devono essere quindi nel suolo, nonché per garantire la tu- creto, ma si dovrà fare riferimento al
leciti, ossia consentiti dalla legge me- tela della fauna selvatica e la protezio- Codice ambientale.
diante, per l’appunto, processi o meto- ne dell’habitat.
di che non danneggiano l’ambiente, né A norma dell’art. 22, comma 3 dello Alcune recenti sentenze
mettono in pericolo la salute umana. stesso decreto ministeriale, in assen-
za di provvedimenti delle Regioni e A tal proposito, dobbiamo ricorrere
L’esempio delle biomasse delle Province autonome, è previsto il alla lettura di alcune recenti senten-
divieto della bruciatura delle stoppie ze per chiarire il regime sanzionato-
Per biomasse si intende «la parte bio- e delle paglie. Nel caso di ricorso alla rio relativo al quadro normativo ino-
degradabile dei prodotti, riiuti e residui deroga è necessario effettuare inter- ra delineato.
provenienti dall’agricoltura (compren- venti alternativi di ripristino del livello Nella sentenza del Tribunale di Tren-
dente sostanze vegetali e animali) e di sostanza organica del suolo tramite to del 6-3-2007 veniva condannato l’im-
dalla selvicoltura e dalle industrie con- sovescio, letamazione o altri interventi putato alla pena di 3 mesi di arresto, ai
nesse, nonché la parte biodegradabile di fertilizzazione organica. sensi appunto dell’art. 256, c. 1, lett. a)
dei riiuti industriali e urbani» (nozio- del dlgs 152/2006, per aver bruciato in
ne riportata all’art. 2 del dlgs 387/2003 Le deroghe campo aperto le potature derivanti dal
attuazione della direttiva 2001/77/Ce taglio di alberi. I giudici di merito rite-
relativa alla promozione dell’energia Le deroghe alla bruciatura in cam- nevano che il taglio di alberi, se com-
elettrica prodotta da fonti energetiche po aperto delle stoppie sono previste piuto nell’ambito della selvicoltura, co-
rinnovabili nel mercato interno dell’elet- solo ed esclusivamente per i seguen- stituisse attività produttiva e che lo
tricità). Per le biomasse agricole l’esclu- ti casi: smaltimento, mediante incenerimen-
sione dal campo di applicazione dei
riiuti è condizionata all’avvio a una
iliera certa di utilizzo (agronomica o
agri-energetica) secondo processi o me-
todi stabiliti, di norma, da:
● art. 112 del dlgs 152/2006 e decreto
ministeriale attuativo del 17-4-2006
relativamente all’utilizzazione agrono-
mica di certe sostanza agricole;
● allegato X, parte quinta del mede-
simo decreto n. 152/2006 che discipli-
na l’uso dei combustibili (per esempio
combustibili vegetali o biogas);
● dlgs 75/2003 che disciplina l’immesso
sul mercato dei prodotti fertilizzanti.
In tabella A (pubblicata all’indirizzo
internet riportato in fondo all’articolo)
si riporta uno schema indicativo, ma
non esaustivo, relativo agli usi consen-
titi delle biomasse agricole inclusi i re- La bruciatura dei residui colturali è un reato soggetto a sanzioni e/o arresto tranne
sidui colturali e ligno-cellulosici. alcuni casi di deroga

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to, delle ramaglie residue fosse illeci-
to «non potendo essere considerato
una forma di utilizzazione del prodotto
nell’ambito di un’attività produttiva».
Pertanto l’imputato ha svolto un’atti-
vità di smaltimento (operazione D10-
incenerimento a terra) di riiuti spe-
ciali non pericolosi, costituiti da scarti
vegetali (CER 01.01.03) provenienti da
operazioni di abbattimento di piante
di abete rosso, effettuate dallo stesso La bruciatura delle stoppie è vietata dal dlgs 30125 del 2009 che disciplina
all’interno del terreno di sua proprie-
il regime di condizionalità
tà, non autorizzata.
L’imputato proponeva ricorso in Cas- A eccezione delle deroghe previste le piante infette o in area limitrofa e
sazione, la quale confermava la sen- per legge (interventi itosanitari e ge- bruciate ino all’incenerimento.
tenza del Tribunale di Trento (Sez. III stione delle stoppie), l’imprenditore Le piante infette o loro parti non pos-
n. 46213 del 16 dicembre 2008 - Ud. agricolo che brucia in campo aperto sono essere trasportate fuori dall’area o
4 novembre 2008). Nella sentenza della residui colturali rischia quindi l’arre- dal campo dichiarato contaminato. Al
Cassazione i giudici di merito hanno sto da 3 mesi a 1 anno o un’ammenda termine delle operazioni tutti gli stru-
quindi sancito che: «Il taglio di alberi, da 2.600 a 26.000 euro, secondo quan- menti di taglio devono essere steriliz-
eseguito nell’ambito della selvicoltura, to stabilito al c. 1, art. 256, let. a) del zati in loco per via chimica o isica.
costituisce attività produttiva e quin- decreto legislativo n. 152 del 2006. In questo caso la bruciatura in cam-
di trova applicazione il dlgs 152/2006. po aperto delle piante per scopi ito-
L’eliminazione, mediante inceneri- Bruciatura come sanitari risulta prioritaria rispetto ad
mento, dei rami degli alberi tagliati
(per circa 1 m3) non usufruibili in pro-
intervento fitosanitario altre forme di smaltimento, per ga-
rantire la lotta contro attacchi batte-
cessi produttivi non costituisce una La bruciatura di parti di piante o rici sulle colture e preservare la ge-
forma di utilizzazione nell’ambito di piante intere colpite da malattie è pra- stione di impianti di colture arboree
attività produttive. Inoltre non trova tica da secoli usata e consigliata, in da reddito.
riscontro nelle tecniche di coltivazio- quanto semplice, risolutiva e anche
ne attuali l’utilizzazione delle ceneri decisamente economica. Non consentita
come concimante naturale. Ciò non ha avuto problemi nella sua
Tale materiale, pertanto, non può esecuzione sino alla promulgazione Per altre malattie delle piante la prati-
essere considerato materia prima se- del dlgs 152/2006 dove tale pratica è ca della bruciatura rivestiva un’impor-
condaria riutilizzata in diversi settori diventata illegale fatta salva la lotta tante proilassi nella difesa itosanitaria.
produttivi senza pregiudizio per l’am- al colpo di fuoco batterico. Infatti, sino al 2006 (emanazione del
biente». Codice ambientale) la bruciature delle
Bruciare in campo aperto residui col- Consentita parti infette dell’intera pianta o parte
turali (stoppie, sarmenti, sfalci o pota- di essa era la lotta migliore (operazio-
ture) da parte di imprenditori agricoli Il colpo di fuoco batterico, va ricor- ne semplice ed economica) nel conte-
al solo scopo di disfarsene, per evitare dato, è la più grave malattia batterica nimento, ad esempio, del mal dell’esca
metodi di trattamento più onerosi ma delle rosacee, provocata dal batterio della vite o della graiosi dell’olmo. Me-
legali, è quindi un’attività di gestione Erwinia amylovora. Comparso nel no- no importante lo era nella lotta ai gial-
illecita di riiuti punita ai sensi del c. 1, stro Paese nel 1991, il colpo di fuoco lumi della vite (lavescenza dorata e le-
art. 256 del dlgs 152/2006. batterico è oggi presente nella mag- gno nero) anche se praticata.
L’illecito è costituito da una vera e gior parte degli areali di coltivazione La graiosi dell’olmo è una grave tra-
propria attività di gestione, che la nor- delle pomacee. cheomicosi provocata dall’agente pa-
ma qualiica espressamente come «at- Il dlgs n. 356 del 10-9-1999 prevede togeno Ceratocystis (Ophiostoma) ulmi
tività di raccolta, trasporto, recupero, l’obbligo da parte delle aziende del- (forma asessuata Graphium ulmi) che si
smaltimento, commercio e interme- la segnalazione del batterio al Servi- manifesta normalmente tra giugno e
diazione di riiuti», in assenza della zio itosanitario della propria Regione. settembre e colpisce l’apparato aereo
prescritta autorizzazione, iscrizione Per evitare il diffondersi del batterio con sintomi che sono nella maggior
o comunicazione (art. da 208-212 e da le piante colpite al fusto vanno com- parte dei casi atipici ovvero aspecii-
214-216 del Codice ambientale) ed è pletamente estirpate e i riiuti vanno ci. L’esito della malattia è normalmen-
sanzionato con la pena dell’arresto o bruciati, previa autorizzazione da par- te infausto, con morte della pianta in
dell’ammenda. Se si tratta di riiuti te dell’Autorità competente. L’estirpa- tempi più o meno lunghi.
non pericolosi l’ammenda è alterna- zione di piante, l’asportazione di parti La lotta a questa tracheomicosi è so-
tiva all’arresto (c. 1, art. 256, lett. a), di piante e la loro distruzione devono lamente di tipo preventivo; essa consi-
mentre per i riiuti pericolosi, l’am- essere effettuate a spese del proprie- ste nell’allontanamento e nella distru-
menda si cumula con l’arresto, e la tario o del conduttore sotto il control- zione delle piante morte o parti di esse,
pena prevista dell’arresto è doppia lo del Servizio itosanitario regionale. morenti o dei loro residui, per evitare
rispetto a quella per i riiuti non pe- Le parti di piante devono essere acca- che il fungo si mantenga nell’ambiente
ricolosi (c. 1, art. 256, lett. b). tastate nel punto di estirpazione del- (anche come saproita), nelle radici e nei

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tronchi morti. La lotta chimica diretta, dendo dal campo di applicazione della Infatti, come ribadito nella sentenza
quando il patogeno è presente, fornisce normativa dei riiuti la pratica di bru- della Corte costituzionale del 14-3-2008
scarsi e rari risultati tali da non giusti- ciare in campo dei residui colturali. n. 62 «la disciplina ambientale, che
icare gli interventi stessi. Infatti l’articolo 44-bis della legge re- scaturisce dall’esercizio di una com-
Il caso del mal dell’esca riveste mag- gionale 8-7-2013 n. 20 recita: petenza esclusiva dello Stato», quella
giore importanza, in quanto negli ulti- ● comma 1 «Costituisce utilizzazione in materia di «tutela dell’ambiente e
mi anni interessa gran parte dei vigne- agricola il reimpiego, nell’ambito dei dell’ecosistema», cui, come precisato,
ti italiani. Trattasi di un complesso di successivi cicli colturali, dei residui paciicamente è riconducibile il setto-
funghi tracheomicotici e cariogeni che vegetali in qualità di ammendanti, ot- re dei riiuti, «viene a funzionare come
da soli o in forma associata colpiscono tenuti anche attraverso l’abbruciamen- un limite alla disciplina che le Regioni
le piante di vite a seguito di ferite-le- to controllato in sito, di paglia, sfalci e le Province autonome dettano in al-
sioni, in dai primi stadi vitali. e potature, nonché di altro materiale tre materie di loro competenza, per cui
La lotta a questa malattia, soprat- agricolo o forestale di origine naturale queste ultime non possono in alcun
tutto preventiva, prevede il taglio del- non pericoloso». modo derogare o peggiorare il livello
le parti colpite o, ancora meglio, l’eli- ● comma 2 «Tali pratiche devono es- di tutela ambientale stabilito dallo Sta-
minazione dell’intera pianta infetta. sere eseguite nel rispetto di quanto di- to» (sentenza n. 378 del 2007).
Infatti la presenza in campo di piante sposto dall’art. 43, nonché dalle nor- Norme statali o regionali, provve-
ammalate funziona da inoculo della me per la prevenzione degli incendi dimenti di autorità locali (Province o
malattia, la quale nel tempo si diffon- boschivi contenute nel regolamento Comuni) riteniamo che debbano ade-
de a quelle sane prospicienti. di cui all’articolo 48». guarsi alla legge quadro in materia di
Inine, recentemente la pratica della Di fatto la Regione Liguria rende riiuti e non possono prevedere dispo-
bruciatura era utilizzata per l’elimina- possibile bruciare, in modo controlla- sizioni in deroga alla norma stessa,
zione delle piante colpite dalla lave- to, i residui delle potature, degli sfalci in quanto opererebbero fuori da ogni
scenza dorata o dal legno nero (Gial- e addirittura della paglia. logica giuridica.
lumi della vite), sempre per un fattore Dopo aver riportato per dovere di L’ambiente è, infatti, funzione esclu-
di semplicità operativa. cronaca la scelta della Regione Ligu- siva dello Stato, che deve essere tute-
Tale pratica non è così indispensabi- ria, va sottolineato come per l’abbru- lato come un bene di rango costituzio-
le dal punto di vista itoiatrico in quan- ciamento controllato in sito di paglia, nale «primario» e «assoluto» e come
to le due malattie per diffondersi ne- sfalci e potature, nonché di altro ma- tale inderogabile dalle altre discipli-
cessitano di un vettore. teriale agricolo o forestale di origine ne di settore.
Previsioni di leggi utili allo scopo naturale non pericoloso non trova ri- Le Regioni, ad altre autorità locali,
di intervenire per l’eliminazione di scontro, in nessuna tecnica di reimpie- autorizzando, in deroga alla normativa
piante infette e prevenire la diffusio- go, né tantomeno l’utilizzo delle ceneri sovraordinata pongono false aspetta-
ne delle diverse malattie sarebbero come concimante naturale. tive a coloro a cui la norma è rivolta,
auspicabili, ma devono comunque Il fatto che la Regione stabilisca che aumentando il rischio di contenziosi
operare nell’ambito del quadro così l’abbruciamento in loco sia una prati- con le autorità di controllo.
delineato, in deroga al divieto di bru- ca di reimpiego consentita, è da consi- Pertanto, nel caso della Regione Li-
ciare in campo aperto. derare lecita o va contro i principi del guria l’imprenditore agricolo che bru-
Codice ambientale? La Regione può, cia in campo residui colturali potrebbe
Il caso Regione Liguria in questo caso, legiferare in deroga al essere comunque a rischio di sanzio-
Codice ambientale? ne ai sensi dell’art. 256 del Codice am-
La Regione Liguria ha voluto discipli- bientale, in quanto la norma regionale
nare l’uso degli scarti agricoli, esclu- Codice ambientale, potrebbe essere disapplicata dal giudi-

In deroga sono consentiti interventi norma di riferimento ce, tenuto ad assicurare l’applicazione
diretta del Codice ambientale, quale
di bruciatura dei residui in caso La pratica di bruciare in campo aper- normativa primaria sovraordinata.
di emergenze fitosanitarie to dei residui colturali (stoppie, rama- Rosalba Martino
glie, sarmenti, ecc.) risulta in Italia an- Settore ambiente e agricoltura
cora diffusa, in quanto autorizzata da Provincia di Ferrara
ordinanze sindacali o regolamenti re- Anselmo Montermini
gionali, in deroga al Codice ambienta- Consorzio fitosanitario provinciale
le. Nonostante i provvedimenti emana- Reggio Emilia
ti da autorità locali, bruciare in cam-
po aperto residui colturali è un reato
a eccezione dei casi di deroga previsti
per legge (interventi itosanitari o ge-
Per commenti all’articolo, chiarimenti
stione delle stoppie). o suggerimenti scrivi a:
Nel Codice ambientale (dlgs 152/2006), redazione@informatoreagrario.it
norma di riferimento, non ci sembra
prevista la possibilità di attribuire alle Per consultare gli approfondimenti
e/o la bibliografia:
Regioni o Province autonome la facoltà www.informatoreagrario.it/rdLia/
di regolamentare tale pratica agricola 13ia39_2013_web
in deroga alla norma generale.

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● ARTICOLO PUBBLICATO SU L’INFORMATORE AGRARIO N. 39/2013 A PAG. 37

Quando si possono bruciare


i residui colturali in campo
BIBLIOGRAFIA
Santoloci M. (2013) - L’utilizzo delle ceneri Montermini A. (2011) - Contro la Graiosi
derivanti dai falò agricoli davvero legalizza dell’Olmo la lotta è solamente di tipo preven-
la bruciatura dei riiuti vegetali? Diritto al- tivo. Vita in campagna, 1: 63-63.
l’Ambiente 9.04.2013.

TABELLA A - Schema indicativo degli usi consentiti delle biomasse


Sostanze Uso Condizioni di utilizzo
Decreto del ministro delle politiche agricole de
Effluenti di allevamento Agronomico e regolamenti regionali (direttiva nitrati) in attua
del dlgs 152/2006 relativamente all’utilizzo agro
L. 11.11. 996, n. 574 - Utilizzazione agronomica d
Acque di vegetazione
Agronomico di vegetazione e di scarichi di frantoi oleari - e a
e dei frantoi oleari del dlgs 152/2006
Acque reflue provenienti dalle aziende
di cui all’art. 101, c. 7, lett. a), b) e c) Regolamenti regionali (direttiva nitrati) in attuaz
Agronomico
del dlgs 152/2006, e da piccole del dlgs 152/2006 relativamente all’utilizzo agro
aziende agroalimentari

Letame Ammendante Allegato 2, dlgs 75/2010 disciplina in materia di

Sez. 4, parte II dell’all. X alla parte V del dlgs 152/2


Condizioni di utilizzo: la conversione energetica
Pollina Combustibile delle biomasse può essere effettuata attraverso
la combustione diretta , ovvero previa pirolisi
o gassificazione nel medesimo ciclo produttivo
Produzione biogas proveniente dalla fermentazione
Biomasse agricole anaerobica metanogenica di sostanze organiche, quali
Sez. 4, parte II dell’all. X alla parte V del dlgs 15
per esempio effluenti di allevamento, prodotti agricoli
materiali vegetali, sottoprodotti Condizioni di utilizzo: l’utilizzo del biogas
o borlande di distillazione, purché tali sostanze
di origine animale, è consentito nel medesimo comprensorio in cu
non costituiscano rifiuti.
effluenti zootecnici biogas è prodotto
In particolare non deve essere prodotto da discariche,
fanghi, liquami e altri rifiuti a matrice organica
Materiali vegetali prodotto dal trattamento
esclusivamente meccanico, lavaggio
con acqua o essiccazione di coltivazioni Sez. 4, parte II dell’all. X alla parte V del dlgs 15
agricole non dedicate o prodotti agricoli Condizioni di utilizzo: la conversione energetica
Combustibile vegetale
può essere effettuata attraverso la combustion
Materiali vegetali prodotti interventi previa pirolisi o gassificazione
selvicolturali, da manutenzione forestale
e da potatura
Sez. 4, parte II dell’all. X alla parte V del dlgs 15
Condizioni di utilizzo: la conversione energetica
Vinacce vergini, vinacce esauste e loro
Combustibile delle biomasse può essere effettuata attraverso
componenti, bucce, vinaccioli e raspi la combustione diretta, ovvero previa pirolisi
o gassificazione nel medesimo ciclo produttivo

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Rifiuto o non rifiuto?


el 17-4-2006 Esclusi dal campo di applicazione
azione dell’art. 112 dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
onomico del dlgs 152/2006 e smi
delle acque Esclusi dal campo di applicazione
art. 112 dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
del dlgs 152/2006 e smi

Esclusi dal campo di applicazione


zione dell’art. 112
dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
onomico
del dlgs 152/2006 e smi

Escluso dal campo di applicazione


i fertilizzanti dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
del dlgs 152/2006 e smi
/2006:
Sottoprodotto (non rifiuto),
così come stabilito
dalla l 4 giugno 2010, n. 96

52/2006:
Esclusi dal campo di applicazione
dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
ui tale
del dlgs 152/2006 e smi

52/2006.
Esclusi dal campo di applicazione
a delle biomasse
dei rifiuti, ai sensi dell’art. 185
ne diretta , ovvero
del dlgs 152/2006 e smi

52/2006:
a Sottoprodotti (non rifiuto),
o così come stabilito
dalla l 4 giugno 2010, n. 96
o

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