Sei sulla pagina 1di 4

Analisi del Quartetto per archi N. 10 in Mib Maggiore, Op.

74
Ludwig Van Beethoven

Daniele Negrini, Lugano 06/03/2020

Primo Movimento, Poco Adagio, Allegro:

Forma:
Il quartetto è in forma sonata così composto:

Poco Adagio Introduttivo da batt.1 a batt.24

Esposizione da batt.25 a batt.77


 Il Primo Tema è esposto da batt.25 a batt.34 dal primo violino e dalla Viola nella tonalità di Mi
bemolle Maggiore.
 Il Ponte Modulante da batt.35 a batt.51, modulazione a Si bemolle Maggiore.
 Il Secondo Tema è bipartito, la parte A è esposta da batt.52 a batt.57, la parte B da batt.58 a batt.69
nella tonalità di Si bemolle maggiore.
 Codetta da batt.70 a batt.77

Sviluppo da batt.78 a batt.138

Ripresa da batt.139 a batt.204


 Il Primo Tema è ripreso da batt.139 a batt.152 dal primo violino e dal violoncello nella tonalità
d’impianto.
 Il Ponte Non Modulante da batt.153 a batt.177.
 Il Secondo Tema è ripreso da batt.178 a batt.195, la parte A da batt.178 a batt.183, la parte B da
batt.184 a batt.195 nella tonalità di Mi bemolle Maggiore.
 Coda da batt.196 a batt.204

Finale da batt.204 a batt.262.


 Parte A da batt.204 a batt.220
 Parte B da batt.221 a batt.244
 Parte C da batt.245 a batt.262
Analisi:
Il quartetto n.10 op.74 di L. V. Beethoven fu scritto nel 1809 con dedica al principe Franz Joseph Lobkowitz;
a questa composizione venne dato l’appellativo di “Quartetto delle Arpe” (probabilmente dall’editore
dell’epoca) per l’utilizzo dei pizzicati da parte di Beethoven durante tutto il primo movimento.

Il primo movimento si apre con un’introduzione “Poco Adagio”; la prima idea tematica è caratterizzata
melodicamente dal salto di sesta discendente e dalla seconda ascendente ed è affidata al primo violino
accompagnato dal resto del gruppo in omoritmia, la figurazione ritmica minima, semiminima puntata,
croma sarà poi ripresa nel primo tema. Dal punto di vista armonico il primo suono è di Mi bemolle
maggiore, ma subito alla prima battuta il Re bemolle dal violoncello lo trasforma nella dominante del
quarto grado (La bemolle), infatti batt.2 può essere considerata una cadenza sospesa in La bemolle
Maggiore, rafforzata dalla pausa sospensiva.
A batt.3 si ripete invariata batt.1, ma cambia la conclusione a batt.4 dove troviamo un accordo di Mi
diminuito (dominante di Fa, secondo grado), siamo sempre nell’area della sottodominante.
Da batt.4 inizia un dialogo di ritardi tra i 2 violini e la viola, il violoncello sostiene la struttura armonica con
la linea del basso; a batt.6 sul terzo quarto risolve la cadenza di Mi bemolle maggiore e dalla sospensione
delle battute precedenti inizia una linea tematica del primo violino, a cui seguono viola e violoncello nelle 2
battute successive con la ripresa della prima idea tematica nella tonalità di La bemolle Maggiore, questa
sezione arriva sul battere di batt.9 sul primo grado di La bemolle Maggiore con il ritardo della settima
maggiore (sol del violino), la cui risoluzione tardiva rispetto al resto del gruppo dà il via ad una breve
cadenza che porta a Fa minore (batt.10).
A batt.11 dopo l’accordo del secondo grado di Mi bemolle, inizia una breve sezione omoritmica (batt.11-
12), la viola tiene il pedale di Mi bemolle, il primo violino e il cello si muovono per seste, il secondo violino
invece per moto contrario, importante la ritmica della figurazione, soprattutto nell’anacrusi di 3 crome da
cui parte questa seconda idea tematica; tutto conclude con la strappata forte improvvisa sempre sulla
dominante di La bemolle maggiore.
A batt.14 la prima idea tematica è affidata alla viola, il primo violino recupera le semicrome della breve
cadenza di batt.9 e a batt.15 viene ripetuta la seconda idea tematica, in questo caso secondo violino e viola
si muovono per terze, il violoncello per moto contrario e il primo violino tiene il pedale di Mi bemolle, ma
non omoritmicamente, la sezione si conclude a batt.17 sul medesimo accordo di dominante di La bemolle,
ma rafforzato dalla maggiore estensione, quasi a ribadirlo.
A questo punto armonicamente non siamo ancora arrivati alla tonalità d’impianto, ma siamo ancora
nell’area della sottodominante (La bemolle maggiore), a batt.18 la prima idea tematica viene ripresa dal
primo violino accompagnato da secondo violino e viola nella tonalità di La bemolle minore, senza
violoncello, dando ancora di più la sensazione di instabilità, da batt.18 il primo violino prosegue con il ritmo
puntato iniziando una lenta scala cromatica, poi entra il violoncello riprendendo la prima idea tematica
sempre il La bemolle minore, poi a batt.23 il la naturale del violoncello inizia a muoversi verso si bemolle
maggiore (dominante di Mi bemolle) per arrivare alla cadenza composta di batt.24 insieme al crescendo
che sfocia nell’allegro.

L’instabilità e l’incertezza armonico-melodica di questa prima parte si contrappongono all’esposizione. Il


primo tema infatti si apre con un declamativo accordo ti Mi bemolle maggiore, seguito dal 3 semiminime
staccate che ribadiscono la triade del primo grado. Questa prima battuta funge da breve introduzione alla
parte più concreta del primo tema, affidata al primo violino (batt.27-31), che riprende la figura della prima
battuta (batt.29) ma con gli intervalli per moto contrario, il secondo violino accompagna con un moto di
crome il cui avvio riprende la seconda idea tematica del Poco Adagio (3 crome in levare batt.26). A batt.31 il
primo tema è affidato alla viola, il resto del gruppo accompagna con note lunghe.
Il ponte modulante si apre a batt.35, non è derivato dal primo tema; è caratterizzato dalla contrapposizione
tra archi scuri e archi chiari, i due violini eseguono un breve corale con crome ribattute, violoncello e viola si
alternano in pizzicato come la corde gravi di un arpa; a batt.39 le parti si invertono.
A batt.43 possiamo vedere l’accordo di Fa maggiore (Dominante di Si bemolle) che sta ad indicare il
sopraggiungere del secondo tema, che arriva un breve sezione contrappuntistica dove vengono riprese le
crome ribattute (batt. 48-51).
Il secondo tema è bipartito, la parte A va da batt.52 a batt.57, affidata alla viola la prima battuta e seguita a
canone da violoncello, secondo violino e primo; la prima idea tematica del secondo temo è composta da
una minima (si bemolle) seguita da una veloce scala discendente e poi ascendente di semicrome che poi
diventano l’accompagnamento contrappuntistico delle altre voci; per ultimo il primo violino suona una
scala ascendete che arriva al Si bemolle acuto, accompagnato per moto contrario dal violoncello. La parte B
inizia a batt.58 affidata al primo violino, imitato dal secondo violino, mentre viola e violoncello
accompagnano con le scale di semicrome legate derivate dalla prima idea tematica.
Questa sezione si chiude in crescendo con la codetta in si bemolle maggiore (batt.70), composta da questa
nuova idea tematica, che riprende idealmente il ritmo puntato del primo tema, caratterizzata dallo sforzato
in levare.

Lo sviluppo si apre a batt.78 con una modulazione cromatica improvvisa, da si bemolle maggiore a sol
maggiore, e viene ripresa la cellula declamativa del primo tema (batt.25), a cui segue la testa del primo
tema in do minore, che viene sempre più contratta fino a divenire solo di 2 crome e una semiminima
(batt.86), da cui parte un crescendo che porterà nel vivo dello sviluppo in do maggiore, dove il violoncello e
il primo violino eseguono la testa del primo tema (batt.88-94) e poi la seconda parte del primo tema
(batt.88-108); secondo violino e viola accompagnano con semicrome ribattute, che ricordano le semicrome
del secondo tema. Questa sezione è ricca di sforzati in levare, simili a quelli che erano presenti nella codetta
dell’esposizione.
Da batt.109 il dialogo si contrae, sia il tema sia l’accompagnamento si riducono a metà battuta, violino
primo e viola rispondono a violoncello e secondo violino, dapprima articolati e poi legati. Tutto scema in un
grande diminuendo che termina a batt.124 sul quinto grado di Mi bemolle (Si bemolle )
Da batt.125 vengono recuperati i pizzicati già sentiti nel ponte dell’esposizione, il primo tiene un pedale di si
bemolle a bicordi quasi come fossero 2 corni, violoncello, viola e secondo violino, proprio come fossero
un’arpa, pizzicato arpeggi ascendenti di si bemolle, dapprima a semiminime, poi terzine di semiminime, poi
crome, poi in crescendo recuperano l’arco sulle sestine a cui si aggiunge il primo violino per terminare tutti
insieme a batt.138 dove viene raggiunta la dominante di Mi bemolle per moto contrario nella sua massima
estensione.

La ripresa inizia a batt.139 in maniera analoga all’esposizione, il secondo violino ha una croma diversa
rispetto all’esposizione (mi naturale di batt.141, che in principio era bemolle). Violoncello e viola si
scambiano, la ripetizione del tema dopo primo violino infatti questa volta è affidata al violoncello, segue
una reiterazione della cellula conclusiva del primo tema (batt.148), che viene ripetuta 2 volte dal violoncello
e poi 2 volte dal primo violino.
Il ponte non modulante inizia a batt.153, a differenza dell’esposizione il dialogo a 2 di 4 battute tra archi
chiari e archi scuri viene ripetuto 2 volte in più.
La parte A del secondo tema (in mi bemolle) recupera l’inversione già avvenuta nella ripresa del primo
tema, infatti è affidata al violoncello (anziché alla viola) a cui seguono viola, secondo violino e primo.
La parte B è analoga all’esposizione, solo nelle batt.194-195 secondo violino e viola si scambiano rispetto
all’esposizione.
La Coda inizia a batt.196 e termina sul battere di batt.204 su mi bemolle maggiore.

Da batt.204 inizia un lungo finale, quasi un vero e proprio sviluppo che parte dall’idea tematica della coda
(batt.204-209) per poi recuperare la testa del primo tema dilatata (minime batt.212-214) che poi si
velocizzano in un canone in crescendo tra primo violino e secondo violino e viola che esplode a batt.221 su
un ostinato di semicrome del primo violino, reminiscenza delle semicrome ribattute dello sviluppo, su cui gli
altri strumenti riprendono i pizzicati a mo’ di “arpa”. Le armonie che si susseguono sono tutte di accordi
diminuiti per dare molta energia e tensione. Dapprima La diminuito (IV grado alterato), poi Re diminuito
(VII grado) poi Mi diminuito (I grado alterato) in cui la tensione è massima, a questo punto cromaticamente
il primo violino scende a Do maggiore con la settima (dominante del secondo grado) e da qui parte un
canone tra secondo violino e viola sulla testa del primo tema che va in crescendo fino alla cadenza di batt.
244-245.
Successivamente viene recuperata la coda della ripresa batt.246 che va in diminuendo, si ripresentano in
pizzicati (batt.251) di secondo violino e violoncello per moto contrario, mentre primo violino e viola
tengono i un pedale di mi bemolle maggiore. I pizzicati si concretizzano con la ripresa dell’arco affidata ai 2
violini e al violoncello sempre per moto contrario in crescendo fino agli accordi conclusivi che riprendo
l’incipit declamativo del primo tema, prima forte, poi in eco (batt.259) poi di nuovo forte nel finale.

E’ interessante fare una riflessione sull’equilibrio formale di questo primo movimento.


L’esposizione è composta di un primo tema molto breve, seguito da un ponte semplice, un secondo tema
più complesso e una coda breve e semplice.
Lo sviluppo recupera il primo tema ma anche in questo caso in maniera non troppo complessa e conclude
con un interessante ricerca timbrica sugli strumenti ad arco, ma dal punto di vista armonico molto
semplice.
La ripresa è molto simile all’esposizione.
Gli elementi di grande innovazione solo l’adagio introduttivo contrapposto al finale, in cui il carattere
musicale inquieto viene realizzato in maniera molto diversa e antitetica. Il finale in particolare si può
considerare quasi come un vero e proprio sviluppo prima della ripetizione della coda finale.
In conclusione Beethoven è stato abilissimo nel saper dosare un semplice forma sonata, contrapposta ad
un’introduzione e ad un finale molto innovativi.

Potrebbero piacerti anche